Poi Dio disse: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la
terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.
A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri
che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba
verde".
E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto
buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno (Genesi 1:29-31).
Caro ed ostinato fratello filantropo, che pensi il "prossimo tuo" soltanto bipede e discendente dall'Homo Sapiens, sai tu di quali profondità e dimensioni derivi il termine "amare"?
Di tutte le quarte e quinte ed ennesime dimensioni a te ignote e quindi, PER TE, inesistenti; di tutte le dimensioni, cioè, contenute nel termine ZOOFILIA, che non vuol dire soltanto amore per gli animali, come l'opinione corrente vuol credere, ma amore per la vita, amore per tutti e per tutto.
Ecco qual è, per gli zoofili, il "prossimo tuo", caro fratello, TUTTI, e non soltanto gli animali o soltanto gli uomini.
Ed invero, quale validità sarebbe attribuibile ad un amore per gli animali che non fosse accompagnato dall'amore per l'uomo?
È evidente, per chi vuol vedere, il controsenso di uno zoofilo, questo essere così in alto nella scala della conoscenza intuitiva ed amorosa dell'universo, che nutra odio o indifferenza nei confronti dell'altro uomo: poiché, se ciò fosse vero, saremmo di fronte ad un distorto o non ancora realizzato amore anche nei confronti degli animali e della vita.
Lo zoofilo autentico ama la vita in ogni sua accezione ed eccezione, a lui sono invise la violenza e la sopraffazione, alieni odio e rancore, sconosciuta l'indifferenza, per quel suo spirito tenero che gli fa percepire la vita persino nelle cose inanimate e, dappertutto, la mano creatrice in
Perciò non accusarci, come fai troppo spesso, di dimenticare gli orfani ed i poveri, mentre lottiamo contro la vivisezione e la caccia, contro il tiro al piccione e l'ottusa crudeltà, perché questo non è soltanto falso ma ingiusto nei confronti di quei poveri che non devono essere strumentalizzati contro altri miseri cani, si, certo, gatti, scimmie o polli, ma con un cuore che batte e sussulta di dolore, con un cervello che si sconvolge Per la Paura e Per l'angoscia: come il TUO, fratello!
Noi zoofili diamo sempre la precedenza al più debole, animale o uomo, e non soltanto per pietà ma per testimoniare più fedelmente i doveri della " ragione " umana contro la legge del più forte.
In realtà, noi amiamo e comprendiamo te, perché il tuo amore per gli uomini è anche in noi, come conferma tutta la nostra vita, mentre tu ci rigetti e ci accusi per un amore che non provi: ma chi è più probabilmente nell'errore. Colui che ama di più o colui che ama di meno?
(Dalla presentazione del volume Gli animali nella dimensione divina attraverso
l'ispirazione delle sacre Scritture, di Bruna D'Agui').
Porfirio (filosofo greco 233-305), è l'autore della più grande opera dell’antichità scritta
in difesa degli animali. Segue un suo brano.
Nel periodo in cui nacque l’ingiustizia verso gli animali furono introdotte la guerra e
la bramosia del potere. Non solo gli animali dialogano tra loro ma molti di essi possiedono
qualità divinatorie. Qualcuno ha la vista più acuta di quella di un serpente?
Se la nostra intelligenza è superiore non si può negare che gli animali non ce l’abbiano
affatto, come non si nega alle pernici la facoltà di volare solo perché le aquile volano
meglio.
E se vi sono animali che attaccano l’uomo non c’è da stupirsi perché se agli
animali il cibo fosse offerto a profusione essi non sarebbero feroci né verso se stessi
né verso gli uomini. Se invece gli uomini fossero costretti da estreme necessità di
sopravvivenza essi non sarebbero diventati più feroci della tigre?
Gli animali condividono con l’uomo anche i vizi, ma una cosa è sconosciuta agli animali:
la malevolenza verso coloro che si manifestano amici: essi rispondono sempre con
un’amicizia assoluta. Si dice che gli animali non tengono assemblee, non deliberano?
Questo forse lo fanno tutti gli uomini? Come si potrebbe dimostrare che essi non deliberano?
Si dice che essi non hanno città: ma neppure gli Schiti e neppure gli Dei ne hanno.
Dicono che non hanno leggi scritte: ma neppure gli uomini le ebbero, finché durò per
loro lo stato di felicità. Il sacrificio degli uomini uccisi in guerra è simmetrico a
quello degli animali sgozzati sugli altari. Condurre animali al macello, farli
cuocere allo scopo di provarvi piacere e soddisfare la propria ghiottoneria,
non c’è nome per delineare questo misfatto, questo crimine.
Ma interroga pure le bestie, perché ti
ammaestrino,
gli uccelli del cielo, perché ti informino,
o i rettili della terra, perché ti istruiscano
o i pesci del mare perché te lo faccian sapere.
Chi non sa, fra tutti questi esseri,
che la mano del Signore ha fatto questo?
Egli ha in mano l'anima di ogni vivente
e il soffio d'ogni carne umana.
(Giobbe, 12:7-10).