CRESCERE
INSIEME NELLO SPIRITO
La
Luce dell'Anima - Lettera
n. 11
SOMMARIO:
"Innumerevoli,
ha stabilito nella sua volontà che la materia Noi siamo quello che siamo perché
il nostro sé, per età debba organizzarsi in forme sempre più complete per
mezzo di cui conoscere e dominare tutto l'universo".
Alice Bailey
Spesso chi desidera
vivere nel migliore dei modi, si trova impedito a causa dei desideri del suo Io
inferiore o parte istintiva. Già San Paolo denunciava questo fatto dicendo: "Io
non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io
faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, io
riconosco che la legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma il peccato
che abita in me. Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il
bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti
io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio
quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in
me" (Romani 7,15).
Per quanto grande sia
questa tragedia umana, il più tragico è che essa non è affatto necessaria,
ma proviene solo dalla nostra ignoranza riguardo al funzionamento della nostra
coscienza.
Ben pochi, infatti, si
sono chiesti dove nascono le emozioni, come fanno a pensare, dove erano prima di
nascere, la ragione per la sofferenza e dove andranno quando il loro corpo
fisico cesserà di vivere.
Alcuni si accontentano
delle spiegazioni fornite dalla Religione, ma spesso, tali risposte non sono in
accordo con il ragionamento logico ed allora creano solo della confusione.
(1)
L'ultima cosa che l'uomo
scopre è sé stesso. E' una verità strana, eppure universale, che la sete
umana della conoscenza debba cominciare da quello che è più lontano e finire
con quello che è più vicino. L'uomo primitivo ha studiato i cieli, ma soltanto
l'uomo moderno comincia ad esplorare i misteri della propria anima.
Moltissimi uomini sono un
mistero per sé stessi; molti sono perfino inconsci della esistenza del mistero.
Se noi dovessimo domandare ad un uomo comune che cosa sia lui, l'essere umano
vivente; cosa accada quando egli pensa, sente od agisce; e quale sia la causa
della lotta fra il bene e il male, che egli pur sente entro il suo petto, non
solo egli non saprebbe rispondere, ma le domande stesse gli apparirebbero strane
e nuove.
Eppure, che cosa è più
strano del fatto che un essere umano possa attraversare la vita, sopportarne le
vicissitudini, soffrirne le miserie, comuni a tutti gli uomini, goderne i
caduchi piaceri, portarne il perpetuo fardello, senza mai chiedere perché?
Se noi vedessimo un uomo
viaggiare con grande incomodo e numerose difficoltà e se chiestogli dove vada,
ci sentissimo rispondere che questa domanda non gli si è mai affacciata alla
mente, lo riterremmo certamente pazzo. Eppure, questa è precisamente la
condizione della maggioranza degli uomini nella vita comune. Essi compiono il
viaggio dalla vita alla morte, si arrabattano nel faticoso cammino della vita e
non chiedono mai perché, o tutt'al più si pongono superficialmente il
problema, senza curarsi poi in realtà di trovare una risposta.
Ma viene per ogni anima,
nel suo lungo peregrinare, il momento in cui la vita diventa impossibile se non
ne conosce il perché; delusa del mondo circostante che non può mai darle una
soddisfazione durevole, essa desiste per un momento dal frenetico inseguimento
delle illusioni e completamente esausta si ferma, silenziosa e sola.
In quel punto è nata
nell'anima la coscienza di un nuovo mondo; in quel punto, stornando il viso dal
fascino del mondo circostante, essa scopre la sempiterna realtà del mondo
interiore, del mondo dell'Io. Allora e soltanto allora, le domande della vita
trovano risposta.
La Scienza, prima osserva
i fenomeni e poi cerca di dedurre le leggi che li hanno provocati. Questo metodo
è fondamentalmente valido, ma molti dei fenomeni hanno le loro cause in mondi
"sottili" che non possono essere
investigati neppure mediante i più delicati strumenti. La stessa cosa avviene
con la medicina, dove le cause profonde delle malattie non possono essere
trovate in quanto risiedono nei mondi sottili in cui si manifestano i pensieri e
le emozioni.
La Sapienza Antica
insegna che l'universo è composto da sette diversi tipi di materia, dalla prima
(la più grossolana) che ne costituisce la
parte fisica tangibile ai sensi, alla settima (la più
sottile) che viene considerata come la dimora della divinità.
Tra la materia più
grossolana (quella del mondo fisico) e la più
sottile troviamo quella "astrale"
che serve per sperimentare le emozioni e quella "mentale"
con la quale possiamo ideare e pensare.
Appare evidente come la
scienza, utilizzando strumenti fatti di materia fisica, non potrà mai
investigare i mondi fatti di materia ultrasottile. Per questo tipo di
investigazione sono necessari degli strumenti particolari, insiti nella natura
umana, che anime particolari hanno sviluppato e che consentono loro di
investigare i mondi sottili, comprendere come l'uomo vi partecipa e conoscere le
creature che vi abitano.
(2)
Coloro che sono capaci di
investigare i mondi sottili sono definiti "chiaroveggenti
volontari". Sono assai rari perché, per acquisire tale facoltà,
occorre possedere delle doti particolari e fare un lungo corso di allenamento
sotto la guida di un Maestro qualificato. Esistono anche i medium o
"chiaroveggenti involontari",
che vedono qualcosa dei mondi invisibili ma non hanno la possibilità di
scegliere a volontà, cosa vedere e cosa non vedere.
Ecco la descrizione dei
due tipi di chiaroveggenti data da Max Heindel, fondatore di una Scuola che fa
capo ai Rosacroce: "Il chiaroveggente volontario,
vede ed investiga a volontà, mentre il medium è incapace di indagare per
ottenere informazioni, poiché non può osservare quello che desidera ..."
La maggior parte della
gente, non fa distinzione fra i due; tuttavia c'è una regola infallibile, alla
quale ognuno può attenersi: nessun chiaroveggente correttamente formato,
eserciterà la chiaroveggenza a scopo di lucro, sia esso denaro od altra cosa;
non la userà per soddisfacimento di curiosità, ma unicamente per aiutare il
genere umano.
Nessuno che sia capace di
insegnare il metodo adatto per lo sviluppo di questa facoltà, darà una tale
lezione a scopo di lucro. Coloro che chiedono denaro per esercitare la
chiaroveggenza o per impartire lezioni su queste cose, non posseggono
effettivamente nulla che meriti di esser pagato. La regola data è una guida
sicura che può esser seguita da tutti con piena "fiducia".
(3)
Esaminiamo ora la
questione da cima a fondo e vediamo se non si possa arrivare ad una comprensione
un po' più profonda, di ciò che veramente siamo. Quando osserviamo un
individuo, la prima cosa di cui ci rendiamo conto è, di solito, il suo corpo
fisico, quella cosa che vediamo nello specchio.
Molte persone pensano di
esser solo un corpo fisico e l'esistenza fisica sia la sola esistenza, perciò
impiegano l'intera durata della loro vita per nutrire e compiacere il
corpo fisico, provvedendolo d'ogni agio, adornandolo di ricchi gioielli e abiti
costosi, indulgendo ad ogni suo capriccio. Queste sono le persone che
"vivono per mangiare" invece di "mangiare
per vivere". La loro filosofia è quella di "mangiare, bere
e godersi la vita perché quando si è morti non rimane più "nulla".
Tali individui, hanno
come massima aspirazione nella vita il conseguimento di una ricchezza
sufficiente a provvederli d'ogni possibile piacere fisico, cosicché non faranno
nulla per loro stessi a meno che in ciò non provino piacere. Comunque una breve
riflessione sull'argomento ci convincerà che siamo più che un semplice corpo
fisico.
(3)
In primo luogo i
fisiologi ci dicono che la materia di cui è composto il nostro corpo fisico va
cambiando continuamente, che entro un brevissimo periodo di tempo abbiamo un
corpo fisico quasi nuovo, perché di quello vecchio è rimasto ben poco.
Eppure, sentiamo che siamo gli stessi individui, con le stesse simpatie e
antipatie, le stesse capacità e caratteristiche. Del resto, possiamo
controllare il nostro corpo fisico: possiamo farlo muovere quando vogliamo che
si muova, possiamo educarlo ad acquisire abilità, come suonare il piano,
recitare, nuotare o far altre cose. Bene, se io posso controllare questo corpo
fisico, allora debbo essere qualcosa di più che non soltanto un corpo fisico.
Chi, dunque, è questo "Io" che lo
controlla?
E' un concetto comune che
l'uomo sia composto da corpo e mente; la Chiesa ci propone pure l'anima e lo
spirito. In realtà l'uomo è davvero un insieme assai complesso: egli è una
scintilla divina, un essere spirituale che non potrebbe acquisire
l'autocoscienza (poter dire "Io")
se non si rivestisse di un insieme di involucri di cui il più grossolano viene
definito corpo fisico.
L'insieme di questi corpi
sottili costituisce una specie di "nube"
di energia che interpenetra l'uomo fisico e lo circonda per alcuni centimetri:
questa "nube" viene chiamata
"aura". I chiaroveggenti sono in
grado di leggere i colori presenti nell'aura e di dedurne sia lo stato di salute
sia il tipo di pensiero (egoistico, amorevole, ecc.)
che la persona sta intrattenendo in quel momento.
Secondo la Filosofia
esoterica l'uomo possiede ben sette "corpi"
o "veicoli", composti di materia
con diversi gradi di densità, comunque i corpi utilizzati da una persona
normale sono soltanto tre.
Questi
corpi si interpenetrano l'un l'altro, così come in una cassa piena di
palloni per il gioco del calcio potrebbero trovare posto delle palline da
tennis, delle ciliege, della sabbia e dell'acqua. L'acqua, permeando tutti gli
oggetti nella scatola, dai più grossi (i palloni)
ai più piccoli (i granelli di sabbia) ci può
fornire una idea approssimata di come l'Io possa compenetrare tutti i suoi
veicoli ed usarli come strumenti di esperienza.
Mentre la scienza ci
insegna che il nostro corpo fisico è composto da cellule ed è sostenuto da uno
scheletro, la Filosofia esoterica ci informa che il corpo fisico può esistere
soltanto perché gli atomi e le molecole che lo compongono sono tenute insieme
da una specie di stampo energetico, chiamato "doppio
eterico" o "corpo vitale"
in quanto è la sua esatta replica, fatta di etere ovvero di una materia
assai sottile e pertanto invisibile.
Va precisato che il
doppio eterico non è un veicolo vero e proprio come lo sono il corpo fisico,
l'astrale ed il mentale. E' solo una matrice di energia che fa parte integrante
del corpo fisico, lo compenetra e si spinge oltre i suoi confini per alcuni
centimetri.
Questa matrice è in
rapporto con il corpo fisico così come lo stampo lo è per la torta; la nostra
forma è infatti determinata da quella del doppio eterico. Se amputiamo un
organo la sua controparte eterica rimane con noi ancora per un certo tempo. Ciò
spiega perché alcuni invalidi accusano dolori agli arti che ormai non
possiedono più.
Tutte le forme viventi
possiedono un doppio eterico individuale, mentre i minerali ne hanno uno in
comune. I suoi compiti principali consistono nell'assorbire il "prana"
(energia vitale proveniente dal sole),
nell'elaborarlo e nella sua distribuzione a tutte le parti dell'organismo.
Alcune persone elaborano
più prana di quanto le necessiti e possono diventare pranoterapisti, altri
invece (gli ammalati in particolare), ne
elaborano meno del necessario e tendono a "vampirizzare"
coloro che gli stanno d'intorno. Questa è la ragione per cui dopo una visita in
ospedale ci si ritrova spesso senza energia.
(4)
Qui vorrei richiamare la
vostra attenzione sull'origine ed il significato del termine "personalità".
Esso deriva dal vocabolo latino "persona",
che significa "maschera". Questo
è esattamente ciò che la personalità è, una maschera del vero Sé,
semplicemente assumiamo tre rivestimenti o veicoli per sperimentare o rispondere
agli stimoli nei tre mondi della materia; fisico, emotivo e mentale.
Questi corpi o
rivestimenti o veicoli che dir si voglia, costituiscono la personalità, che
maschera il vero Sé di ognuno di noi. Essi
possono essere così definiti:
- il corpo
fisico, composto di materia fisica capace di rispondere a
stimoli fisici,
- il corpo
astrale, formato di materia più fine capace di rispondere alle
vibrazioni più rapide delle emozioni,
- il corpo
mentale, fatto di materia ancor più sottile e rarefatta capace di
rispondere alle molto più rapide vibrazioni del pensiero.
E' esattamente come se
indossaste una bella veste di seta (il corpo mentale)
e, su quella, un più pesante soprabito (il corpo
emotivo) e, in aggiunta a quello, un largo e massiccio mantello (il
corpo fisico). Ognuno di questi vi limita. Ognuno di essi nasconde il
vostro vero sé. Ognuno di essi vi rende più difficile esprimervi quali
veramente siete. Rende anche più difficile agli altri conoscere il vostro vero
sé.
Questi veicoli, comunque,
sono assai utili perché senza di essi non potremmo percepire e fare esperienze
nel mondo materiale ed in quelli sottili, che corrispondono al corpo astrale ed
al quello mentale.
Ora, la tragedia
realmente grande avviene quando veniamo così limitati, così racchiusi entro
questi rivestimenti o veicoli o maschere, che prendiamo ad identificarci con
essi; quando diciamo: "Ho fame",
"sono stanco", pensiamo di essere
realmente affamati o stanchi, invece di comprendere che è solo il corpo fisico
ad essere affamato e stanco. Ovviamente dobbiamo provvedere in modo che il corpo
riceva cure appropriate, ma non che sia viziato.
Alcuni, in questa nostra
epoca, sono arrivati al punto di identificarsi con la loro automobile. Sentiamo
gente che dice: "Ho bisogno di benzina",
o "Ho una ruota a terra", o "I
miei freni debbono essere cambiati". Ebbene, ovviamente noi non
abbiamo bisogno di benzina, né abbiamo le ruote a terra!
Le nostre macchine
viaggiano e certo dobbiamo aver cura appropriata di loro, dal momento che non
correranno bene senza benzina e, in specie, sui cerchioni. La stessa cosa vale
per il corpo. Non siamo i nostri corpi come non siamo le nostre macchine. Gli
uni e le altre sono veicoli che usiamo. Facciamo lo stesso errore
identificandoci con le nostre emozioni. Diciamo: "Sono
arrabbiato" o "Sono triste".
Voi non siete mai
arrabbiati o tristi: lo può essere il vostro corpo astrale, ma non voi. Ciò può
essere applicato anche al mondo del pensiero o mentale. Una persona può
adoperare una macchina se parte per un viaggio sulla terraferma, e può cambiare
con una nave per viaggiare sul mare e con un aereo per viaggiare nell'aria.
E' la stessa persona che
viaggia; semplicemente usa un veicolo diverso a seconda della materia in cui, o
attraverso cui, desidera viaggiare. Essa non è la macchina, la nave o l'aere, e
questi, sono semplicemente i veicoli senza i quali non potrebbe viaggiare in
quel particolare elemento.
Proprio allo stesso modo,
abbiamo bisogno di veicoli o corpi per agire nei tre mondi della materia dove si
esprimono le persone comuni (fisico, astrale e mentale).
Questi corpi sono tutti transitori, utili strumenti che si logorano e vengono
rinnovati in relazione ai nostri bisogni.
Ciò che non si logora e
non cambia mai, è la nostra parte spirituale, la scintilla divina che in ogni
vita fa nuove ed utili esperienze.
Per riassumere diremo che
il corpo fisico risulta
compenetrato dal corpo eterico
(energia vitale); dal
corpo astrale (sede delle passioni,
emozioni e desideri) e da quello mentale
(sede del pensiero). Rimandiamo la
descrizione dettagliata della costituzione sottile e del destino dell'uomo alle
prossime lettere.
Riferimenti
bibliografici
1) I.F. Van Der
Leeuw, Dei in esilio, pag. 15,
Edizioni Alaya, Milano, 1951.
2) Max Heindel, La
Cosmogonia dei Rosacroce,
Edizioni Il Cigno, Peschiera del Garda, 1996.
3) Eunice e
Felix Layton, Teosofia, pag. 30,
Casa Editrice Atrolabio, Roma, 1969.
4) Ibid.,
pag. 32.
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