CRESCERE
INSIEME NELLO SPIRITO
La
Luce dell'Anima - Lettera
n. 21
SOMMARIO:
"Durante
gli ultimi 30 anni mi hanno consultato molte persone provenienti da tutte le
parti del mondo... E tra i miei pazienti degli ultimi 35 anni io non ne ho
trovato uno i cui problemi, in fondo, non fossero altro che la ricerca di una
prospettiva religiosa della vita... E furono curati quando riguadagnarono tale
prospettiva".
C. G. Jung (1932)
Nella Bibbia sta scritto
che il Divino Architetto creò l'uomo a sua immagine e somiglianza. Essendo Dio puro
spirito appare chiaro che l'uomo che Dio ha creato NON
E' certamente l'uomo che noi vediamo intorno a noi bensì un uomo
spirituale, sottile e invisibile: una particella di coscienza individualizzata
nella mente cosmica di Dio.
Così, come ogni cosa che
l'uomo ha creato, prima di essere creata ha dovuto essere ideata e progettata,
così il divino Architetto, nella sua mente, ha ideato ognuno di noi ed il
nostro progetto; un progetto perfetto
e senza alcuna disarmonia.
Provate a pensare ad una
diapositiva con un'immagine perfetta proiettata da un proiettore con la lente
sporca o non messa a fuoco. La perfezione dell'immagine originale andrà perduta
e sullo schermo apparirà una figura distorta o deformata. I pensieri sbagliati
sono come la lente sporca o non messa a fuoco; sono essi a precludere la
manifestazione terrena della nostra perfetta immagine-pensiero nella mente di
Dio.
Coprendo parzialmente la
luce proveniente dal proiettore, è possibile far apparire sullo schermo la
figura di un uomo senza una mano e si può far riapparire la mano lasciando che
la luce scorra liberamente. Analogamente, le malattie che appaiono nel corpo
fisico non sono che un'ostruzione
all'energia vitale, generata dall'erroneo comportamento e pensiero dell'uomo.
Purtroppo l'umanità è
erede di errori accumulati nel corso di innumerevoli vite, ha vissuto con
pensieri imperfetti ed ora si è abituata all'imperfezione. L'amputazione di una
mano in un incidente d'auto, non è più reale di quella della mano dell'uomo
sullo schermo, visto nell'esempio precedente. Attualmente l'uomo, a meno che non
sia un Essere altamente evoluto (per esempio Gesù di Nazareth), non è ancora
in grado di correggere la distorsione che si è verificata nella proiezione
della diapositiva o progetto divino.
Dio, mediante le
diapositive perfette di ogni creatura da Lui ideata, e l'energia cosmica da Lui
condensata, cerca di proiettare immagini perfette dell'uomo (fatto "a Sua
immagine") e di tutte le creature in tutto l'Universo. Per ignoranza l'uomo
si è posto in disaccordo con la volontà divina e così impedisce che sulla
Terra vengano proiettate in modo perfette le creazioni di Dio.
Un blocco di ghiaccio è
solido, pesante, freddo e visibile. Se lo si lascia sciogliere, diventa liquido
ed è ancora visibile, benché in forma differente. Se lo si fa' attraversare da
una corrente elettrica, diventa invisibile trasformandosi in idrogeno e
ossigeno. Come un blocco di ghiaccio può essere trasformato in gas invisibili,
così i gas possono essere ricondensati in liquido e quindi congelati in un
blocco di ghiaccio uguale all'originale.
Similmente, il nostro
corpo fisico può essere ridotto in liquidi e fatto evaporare in gas invisibili;
però non saremmo più in grado di ricreare dai gas il corpo nella sua forma
originale. Noi non conosciamo
ancora l'anello di congiunzione fra mente e corpo, spirito e materia.
Quando, usando la volontà, l'uomo raggiungerà il supremo controllo
dell'energia nel proprio corpo, sarà in grado di sciogliere i blocchi
energetici che costituiscono le sue malattie e godere di una perfetta salute.
Gli scienziati ci
insegnano che il nostro Universo si regge su leggi matematiche e pertanto assai
precise. E' perciò impensabile che nel progetto di Dio, visto come Creatore,
esista la sofferenza o qualcosa che non abbia uno scopo ben preciso. Più sopra,
il maestro Paramansa Yogananda, propone un'idea per cui l'uomo appare come un
progetto perfetto nella mente di Dio; progetto che appare però deformato sulla
scena del mondo.
Pertanto è un grande
errore quello di considerarci