CRESCERE
INSIEME NELLO SPIRITO
Lettera n. 16 
SOMMARIO:
"Contate
le vostre benedizioni e non i vostri guai".
La
benedizione, può essere considerata come una proiezione o trasferimento di
energia la cui intensità e potenza sono in relazione al nostro sviluppo
spirituale che ci permette di essere centri di irradiazione. Con la benedizione
noi creiamo una forma pensiero intensa e vibrante che vale come atto di
servizio.
Poiché
la benedizione crea armonia, dedichiamo costantemente alcuni minuti al giorno
nel benedire l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, il cibo che ci dà
forza e salute, per mantenerci al servizio, nel posto che il destino ci ha messi
e nelle funzioni in cui il Piano Divino ci ha inseriti.
L'energia
spirituale irradiata con la benedizione opera la trasformazione della materia
che, dopo aver perduto le sue qualità di massa, di gravità, purificata,
rigenerata e redenta diventa atta a risalire allo Spirito.
Benediciamo
tutte le persone con le quali veniamo in contatto per ragioni di convivenza, di
lavoro, di rapporti sociali; benediciamo quelli che non la pensano come noi che
ci consentono di apprendere la lezione, di superare le paia degli opposti, dei
contrari; benediciamo le creature annebbiate dall'ignoranza, avvinte dai loro
desideri e perciò soggette a sofferenze fisiche e morali; benediciamo quanti a
noi si rivolgono per aiuto ma che non sempre possiamo materialmente soddisfare
in tutto o in parte; benediciamo gli infermi, irradiando su di loro energie
risananti e purificanti. Ricordiamoci che nel mondo eterico vi è una schiera di
aiutatori invisibili, piccole creature pronte a servirci, occorre soltanto
saperle invocare con la nostra amorevole richiesta e guidarle verso l'obiettivo
col nostro raggio di luce, come un radar.
Benediciamo
il denaro prima di spenderlo. Il denaro apparentemente è una materia inerte, ma
in effetti esso è energia concentrata e cristallizzata. Dal punto di vista
esoterico, esso è un aspetto statico della divina energia che, in certo modo,
può essere considerata come I'immanenza della Vita divina.
I
desideri, le bassezze, le passioni, di cui il denaro è spesso strumento, hanno
fatto sì che ad esso siano attaccate forme pensiero poco raccomandabili. Noi
possiamo neutralizzare le loro influenze negative, benedicendo il denaro,
imprimendo il nostro pensiero direttivo affinché sia usato per fini generosi e
umanitari, per scopi leciti.
Potremmo
usare questa benedizione:
"Benedico
questo denaro, esso è simbolo di sostanza, di energia divina. Lo purifico e lo
redimo da ogni influsso impuro, da ogni attaccamento, da ogni avidità, da ogni
colpa. Lo apprezzo e lo conservo come dono di Dio, per usarlo solo per scopi
buoni, giusti e opportuni. Nel darlo, ancora lo benedico e ringrazio."
Nella
pratica della benedizione noi operiamo nello Spirito della Carità e della
Fratellanza che non conosce barriere di razza, di religione, di casta e di
colore; e se alla benedizione potessimo aggiungere, nella forma anonima, anche
un tangibile aiuto, ci saremmo avvicinati alla pratica attuazione della
spiritualità, alla esteriorizzazione del Divino in noi dimorante.
Chi
vuole crescere spiritualmente dovrebbe allenare i "muscoli dello
spirito" molte volte al giorno. La preghiera e la meditazione, infatti,
acquistano un significato soltanto se corroborate da continui esercizi
spirituali, delle preghiere istantanee, un improvviso lampo di luce.
Queste
preghiere sono così brevi che possono essere dette senza cessare le attività
in corso. Sarebbe ancor meglio sospendere le nostre attività, alcune volte solo
per pochi attimi, nel corso di ogni giorno. Queste brevi "pause
spirituali", andrebbe utilizzato per rivolgere il pensiero a Dio, per
ricordare il Suo amore rivelato attraverso la natura, nelle sue creature, nei
suoi figlioli, nei luoghi e negli oggetti che utilizziamo ogni giorno.
Seguono
alcuni, tra i molti modi, in cui potremmo esercitare i nostri "muscoli
spirituali" in alcuni momenti in cui, necessariamente, non abbiamo nulla da
fare.
Dopo essere entrati in un
negozio o un ufficio 
Prima
di parlare all'inserviente, all'impiegato, all'agente o al venditore con cui
devi trattare; OFFRI una preghiera, richiedendo che l'amore e la luce di Dio
rimangano sopra quella persona.
Mentre stai lavorando in casa,
nella scuola o in ufficio 
Nel
momento che un collega ti viene incontro; un vicino suona il tuo campanello; una
signora appende la biancheria nelle tue vicinanze; un cliente sta comprando
qualcosa; un insegnante sta interrogando un alunno; OFFRI una preghiera di
ringraziamento o di benedizione, in modo che la pace di Dio possa restare sopra
quella persona.
Nei periodi in cui devi
attendere senza far nulla 
Mentre
stai aspettando che l'acqua nelle pentola arrivi a bollire; il ferro da stiro si
scaldi; l'operatore telefonico ti cerchi un numero; il carillon dell'orologio
batta le ore; arrivi l'autobus; il semaforo rosso diventi verde; arrivi il tuo
turno nella coda ad uno sportello o alla cassa del supermercato, OFFRI qualche
preghiera di intercessione e benedizione.
Prima di contattare qualcuno

Mentre
attendi la risposta dopo aver composto un numero telefonico; dopo aver suonato
il campanello alla porta di ingresso di qualcuno; dopo che la segretaria ti ha
invitato ad entrare nell'ufficio dove qualcuno ti sta aspettando; OFFRI una
breve preghiera di ringraziamento o benedizione, per il tuo amico o
interlocutore, affinché lo spirito di Dio rimanga per sempre sopra di voi.
DUE
PAROLE SULL'ANGELO CUSTODE
Noi
tutti siamo stati affidati da Dio ad un Angelo custode a cui, ogni nuovo giorno,
dovremmo chiedere consiglio, forza spirituale e saggezza. Ogni sera dovremmo poi
ringraziarlo per tutte le volte in
cui ci ha aiutato anche senza che noi ne fossimo consapevoli.
A
proposito di questo argomento, disse san Bernardo di Chiaravalle: "Un'anima
non è mai senza la scorta degli Angeli, questi spiriti illuminati sanno
benissimo che l'anima nostra ha più valore che non tutto il mondo".(2)
E
aggiunse san Giovanni Bosco: "Il desiderio del
nostro Angelo Custode di venirci in aiuto è assai più grande di quello che noi
abbiamo di essere aiutati: è l'obbedienza che Egli deve al compito che Dio gli
ha affidato".(2)
Ma
l'affermazione più interessante la troviamo in una lettera di papa Giovanni
XXIII, dove sta scritto: "Quando debbo visitare
qualche personaggio importante, impegno il mio Angelo Custode a mettersi
d'accordo con il suo, perché influisca sulle sue disposizioni. È una piccola
devozione che mi richiamò il Santo Padre Pio XI e che ho trovato assai
fruttuosa" (3).
Non è affatto necessario tenere gli occhi chiusi
quando si recitano queste brevi preghiere, perché esse sono come dardi
spirituali che corrono verso Dio; lampi della Sua luce che illuminano le nostre
relazioni. Ben di rado dovrete memorizzare preghiere da usare in tali momenti,
perché vi saranno dettata dal vostro cuore. È infatti un desiderio di Dio, che
il suo amore possa circondare voi e gli altri, in ogni momento della vita.
Queste
piccole preghiere possono, da sole, supplire la carenza di ogni altro tipo di
devozione, ma la loro mancanza non può essere compensata in nessun altro modo.
Quando non si riesce ad illuminare ogni attimo della nostra vita con la luce
divina, è impossibile seguire un cammino spirituale e neppure realizzare le
attività quotidiane nella loro pienezza: il riposo sarà soltanto ozio ed il
lavoro solamente un fastidio.
RIFERIMENTI
BIBLIOGRAFICI 
1)
Giuseppe Filipponio, Il Loto Bianco,
p. 88,
Centro Verso la Luce,
via Laurentina 622 - 00143, Roma.
2)
Raffaella e Roberto Gava - Tempo di Maria.
Editrice Ancilla,
via Piovese 68, 35027 Padova, 1990,.
3)
Preghiere, Seminario Missionario
Giovanni XXIII,
24039 Sotto il Monte,
Bergamo, 1991.
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