CRESCERE
INSIEME NELLO SPIRITO
Lettera n. 18 
SOMMARIO:
La
legge di gravità dice che ogni cosa lanciata in alto tende a cadere sulla
Terra; dice anche, ma pochi lo sanno capire, che ogni nostra azione, pensiero o
parola, tende a ritornare a noi. Per questo tipo di "ritorno" si usa
invece un'altra terminologia, molto meno "scientifica", si parla
infatti di Karma o di Legge di causa ed effetto.
Chi
vuole raccogliere del grano lo deve seminare, è ovvio e tutti lo sanno. Anche
per questo, però, pochi si soffermano a riflettere che questo accade proprio in
funzione di un'altro aspetto della Legge di gravità, il contadino dà alla
terra e la terra gli ritorna il raccolto.
San
Francesco disse che "è solo dando che si riceve", ed è proprio così.
Chi non "semina sorrisi" non riceverà sorrisi, chi non semina
amicizia non avrà amici e chi non semina il denaro sarà sempre povero; sempre,
anche se avrà tanti soldi in banca. Infatti egli sarà "povero
dentro" e magari cercherà qualcuno che lo ospita per non spendere i soldi
quando va in vacanza.
Ogni
volta che inspiriamo dobbiamo anche espirare, la respirazione si compone di dare
e ricevere, anche in questo caso, se vogliamo vivere dobbiamo ricevere ma non
tenere tutto per noi, dobbiamo anche dare. Solo ciò che doniamo può ritornarci
moltiplicato. Seminiamo un chicco di grano e possiamo raccogliere una spiga.
Quando
doniamo qualcosa con disinteressata generosità, è come se piantassimo un seme.
Simile attira simile, seminiamo avena e raccoglieremo avena, seminiamo orzo e
raccoglieremo orzo. Dio dice "ogni specie segue la sua specie". Se
desideriamo che Dio ci aiuti finanziariamente dobbiamo seminare del denaro in
modo che Egli lo possa moltiplicare e ritornarcelo. È la stessa identica cosa
che accade per la semina dei vegetali.
Se
necessitiamo qualcosa, dobbiamo "seminare" qualcosa che rappresenti la
nostra necessità, qualcosa che funzioni come un punto di contatto per
rilasciare la nostra fede. Per esempio, se desideriamo avere amici, dobbiamo
cercare una persona sola (non dovremo certo andare lontano) e donarle qualche
"seme" di serena compagnia. Una traduzione della Bibbia dice
"Colui che ha amici deve mostrarsi amico con loro" (Bibbia - Proverbi
18:24). In questo contesto è anche possibile offrire un sorriso-seme, un seme
di amore od uno di compassione. Va notato che non necessariamente riceveremo il
frutto della nostra "semina" dalla stessa persona a cui abbiamo donato
qualcosa.
Il
danaro è uno strumento di scambio, fa parte di noi stessi, rappresenta il
nostro lavoro, la nostra abilità professionale, i nostri sforzi e la nostra
fatica. Gesù disse che quando diamo con gioia e con
sacrificio (dare ciò che non serve non è dare), ciò
che doniamo ci ritornerà in abbondanza (Bibbia - Luca 6:38).
Il
fatto di donare qualcosa a intervalli regolari ha un profondo effetto sulla vita
di coloro che utilizzano tale pratica.
Vi sono molte storie che
dimostrano come persone in difficoltà finanziarie hanno risolto i loro problemi
mediante una donazione periodica e regolare. Il maestro Paramansa Yogananda,
descrive questo fenomeno come parte della legge cosmica della prosperità.
In
un contesto di crescita spirituale, la donazione regolare dovrebbe essere fatta
più pensando ai benefici che ne riceverà il nostro spirito che non quelli che
riceveremo sul piano materiale.
Dio
è la sorgente di tutto, anche della sicurezza finanziaria però, anche se
affermiamo questo concetto con le parole, una parte di noi si ostina a cercare
la sicurezza nel denaro o nei possedimenti materiali. Mediante una periodica
donazione possiamo esprimere nel modo più profondo la nostra fede in Dio.
Questa
donazione periodica e regolare non è la stessa cosa di fare una offerta di
denaro (magari considerevole) una volta tanto e dovrebbe essere fatta con
generosità e senza pensare che ci porterà dei guadagni. La dobbiamo fare
confidando che Colui che ci ha creato e ci dà la vita, userà il nostro dono
per sopperire alle nostre necessità quotidiane. Non dovrebbe consistere in un
ammontare fisso di denaro, bensì di una percentuale del nostro guadagno netto;
una percentuale che dovrebbe esserci suggerita non da un ragioniere ma dal
nostro cuore.
Dobbiamo
sopratutto fare questo dono regolare con grande gioia: cercando di considerare
la donazione come una grande avventura spirituale nella nostra fede. Il donare
con gioia apre completamente il canale che conduce all'amore di Dio. Per la
destinazione della somma è preferibile scegliere qualcuno o qualche
organizzazione che chiaramente dimostra di lavorare seguendo i voleri di Dio.
Se
impareremo a devolvere parte dei nostri guadagni a Dio, vedremo ben presto che,
anziché privare noi stessi, saremo benedetti dalla Sorgente di tutte le
abbondanze: Dio. Tutte le vere sicurezze possono venire solo da Lui e fintanto
che non ne saremo convinti la nostra vita sarà piena di incertezze. Più noi
vivremo per Lui, e più scopriremo che Lui si sta prendendo cura di noi, anche
nei dettagli minori della nostra vita.
La
pratica della decima è ormai
diventata una consuetudine per molti discepoli della Verità. Essi sono arrivati
al punto di considerare di possedere solo il novanta per cento delle loro
entrate perché il restante dieci per cento lo considerano di Dio e non si
sognerebbero mai di modificare quest'abitudine. Lo fanno volentieri perché
sentono nel loro cuore che è giusto fare così.
Il
risultato evidente di questa pratica è la completa libertà da qualunque
difficoltà monetaria. Anche se possono avere altri tipi di problematiche, non
soffrono mai di privazioni o di mancanze nel senso materiale. Siccome donano un
decimo del loro guadagno il risultato si manifesta immancabilmente.
Fortunatamente questa abitudine si sta diffondendo, ma alcuni nutrono alcune
perplessità sul come metterla in pratica nel modo migliore.
A
volte, vi sono delle persone che hanno dei dubbi sul come pagare la decima:
quanto va pagato ed in che forma deve essere ripartito. Altre volte si chiedono
se davvero la pratica della decima è un modo infallibile per evitare difficoltà
finanziarie.
In
verità, vi posso assicurare che coloro che offrono il dieci per cento delle
loro entrate per aiutare il loro simili che sono in miseria, e non lo fanno per
ottenerne un beneficio, ma perché sentono che è giusto così, notano
immancabilmente che la loro prosperità aumenta e perdono qualsiasi timore nei
confronti della povertà. Coloro, invece, che offrono la decima pensando che sia
un buon investimento, e con il desiderio di vedersi tornare di più di quanto
hanno dato, resteranno delusi nelle loro aspettative e concluderanno che stanno
spendendo male il loro denaro.
La
pratica della decima è stata
raccomandata in molte punti della Bibbia. Dice Malachia:
"Porta al mio granaio tutte le decime, affinché ci sia cibo nella mia
casa, dice il Signore degli eserciti, e vedrai se non ti apro le finestre del
Cielo e non riverso su di te una tale abbondanza di benedizioni che non saprai
dove metterle" (Bibbia
- Malachia 3:10).
In
ogni epoca, coloro che hanno fatto di questa pratica un punto di riferimento
della loro vita, si sono creati un credito nella banca di Dio che li ha
assicurati nei confronti di ogni necessità materiale. Va sottolineato che
questa sicurezza è essenziale per lo sviluppo dell'anima.
È
cosa ben nota che molti dei più ricchi uomini d'affari ed anche importanti
industriali, attribuiscono il merito del loro successo alla pratica
della decima, iniziata da giovani e mai più abbandonata. Grazie a questa
pratica anche migliaia di studiosi della Verità, sono sfuggiti a quella che
sembrava una povertà senza speranza, e hanno ottenuto la sicurezza monetaria e
ciò che avevano bisogno per condurre una vita serena.
Questa
pratica, una volta riconosciuta ed accettata, fa sorgere la domanda: Qual'è
il modo migliore di utilizzare la decima? Per rispondere nel modo più
completo si deve precisare che, specialmente per coloro che intendono servire
Dio, per "decima" non si può intendere solo il dono di una parte dei
propri guadagni ai poveri; si deve anche intendere il dono delle Verità che si
sono apprese e l'uso di parte del proprio tempo libero per un servizio
disinteressato a qualche persona od organizzazione di volontariato.
Determinare
l'importo della decima è molto semplice. Non si tratta di calcolare, come
credono alcuni studenti, la decima parte dei risparmi effettuati in un mese.
Significa, invece, calcolare la decima parte del danaro che ci è pervenuto in
un mese dopo che sono state tolte le spese. È anche bene pagare la decima
quando spendiamo del denaro per il nostro piacere, se , per esempio, spendiamo
una data cifra per andare in vacanza, è bene che il corrispondente di decimo
tale cifra venga offerto per aiutare chi versa in miseria.
È quasi superfluo aggiungere
che non esiste affatto l'obbligo di pagare la decima. Questo è un
"obbligo" che nasce dentro di noi nel momento in cui raggiungiamo la
consapevolezza che è giusto farlo. In altre parole è meglio non pagare la
decima fintanto che non si è pronti a farlo con spirito altruistico e generoso.
Dare del denaro perché qualcuno ci ha detto di farlo, o essendo dispiaciuti perché
lo avremmo potuto utilizzare per soddisfare qualche nostro desiderio, non ci
porterà di certo la prosperità.
Accade
sovente che uno studente della Verità senta un profondo desiderio di porre
tutta la sua fede in Dio, ma nutra ancora qualche dubbio sulla sincerità di
tale fede. Se egli inizierà la pratica della decima, convinto che sia una cosa
giusta e lodevole, sarà questo suo agire a testimoniare la sua fede, anche se i
suoi sentimenti restassero incerti.
Alcuni
credono che, nei momenti difficili, sia assurdo offrire un decimo del già
scarso guadagno; si ripromettono però di farlo non appena le loro finanze lo
permetteranno. Questo significa perdere di vista il vero valore di questa
pratica perché, quanto maggiore è la difficoltà, tanto maggiore è la
necessità di avere fede in Dio ed offrirgli un decimo di ciò che possediamo.
Non
dobbiamo mai dimenticare che le difficoltà che stiamo attraversano sono stata
causate dal nostro precedente modo di pensare e di agire. Pertanto le
circostanze non potranno cambiare a nostro favore fintanto che non cambieremo il
nostro atteggiamento. Ed è proprio l'atto di fede richiesto per seguire tale
pratica nei momenti difficili che segnerà indiscutibilmente l'inizio di questo
cambiamento.
Per
poter raggiungere la prosperità per mezzo della decima è necessario capirne i
meccanismi segreti; capire
che l'unica origine di tutto ciò che possediamo e ci arriverà nel futuro è
Dio e solo Dio. Il commercio,
l'impiego, gli investimenti o altre fonti di reddito rappresentano infatti i
canali attraverso i quali si manifesta la Provvidenza che viene da Dio. La
pratica di pagare la decima, senza interessi egoistici, è la prova concreta del
fatto che abbiamo capito questo concetto e la conseguenza inevitabile di tale
accettazione sarà la prosperità.
Supponiamo
che, a questo punto, sia ben chiara la differenza fra un dono fatto con amore e
disinteresse e quello fatto di mala voglia, con la speranza di fare un buon
investimento. Esiste una giustizia perfetta: la decima pagata bene condurrà
certamente al successo; quella pagata male al fallimento sicuro.
Per
chi riceve uno stipendio o la pensione il momento giusto è il momento del
ricevimento o subito dopo. Coloro che ricevono il denaro tramite banca
potrebbero ordinare alla medesima di fare un bonifico mensile all'Ente o alla
persona designata a ricevere la decima. Per le altre persone va bene una
donazione mensile nel giorno che risulta più opportuno.
Disse
Gesù: "Date e vi sarà dato: sia la vostra misura
buona, abbondante e traboccante, perché la misura che utilizzerete con gli
altri è la stessa che sarà usata con voi". (Bibbia - Luca
6:38).
Molti
Maestri hanno testimoniato i benefici infallibili della decima. Uno di loro John
Murray, disse: "Secondo la legge ebraica, la
decima significa la decima parte e si riferisce alle imposte: gli Ebrei dovevano
dare, secondo la legge Levitica, la decima parte della loro produzione
(prodotti agricoli bestiame ecc..) ai loro sacerdoti (i
Leviti) per il servizio a Dio". È
importante notare che, fintanto che questo sistema prevalse, la nazione ebraica
prosperò, sia come collettività che come sviluppo individuale; la decima,
infatti, quando è stata applicata in modo onesto e sincero, non ha mai fallito.
"Se
l'agricoltore rifiutasse di ritornare alla terra una certa quantità di mais o
di patate, aventi la funzione di seme, non potrebbe ottenerne un raccolto. Come
possiamo aspettarci di ricevere l'abbondanza da Dio, se diamo così poco per la
Sua santa causa? Coloro che praticano la decima sono sicuri che Dio sarà per
loro un socio generoso, sicuro ed affidabile".
Il
collegamento fra la decima e la prosperità è, dopo tutto, solamente
un'espressione di quella legge che regge l'universo e che viene chiamata legge
di gravità, questa legge dice che tutto ciò che noi facciamo, agli altri o
all'universo, ritornerà a noi. Ciò
che noi diamo, in generosità o parsimonia, lo riceveremo indietro nello stesso
modo. Il simile attira il simile. L'uomo raccoglie ciò che semina e nessuno può
sfuggire a questa legge.
"Tutta
la decima della terra, sia essa seme o frutto di alberi, appartiene al
Signore" (Levitico 27:30).
"Onora
il Signore con la Sua Sostanza, e con i primi frutti della tua abbondanza e i
tuoi granai saranno colmi e le tue botti traboccheranno di vino nuovo" (Proverbi
3:9-10).
Giacobbe,
dopo aver avuto la visione mistica in cui vi era una scala che saliva dalla
terra al cielo decise immediatamente di adottare la pratica della decima. Egli
aveva capito che, sono sue parole: "Dio sarà con
me, proteggerà il mio cammino e mi darà il pane e gli indumenti".
RIFERIMENTI
BIBLIOGRAFICI 
1)
Un brano di Sri Kriyananda
2)
Conny Mendez, La Metafisica per tutti, Volume II (tradotto dallo spagnolo).
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