CRESCERE
INSIEME NELLO SPIRITO
Lettera n. 4 
SOMMARIO:
Legenda:
CICLO:
attività che presenta una fase iniziale, una centrale ed una finale. Un ciclo
si definisce "chiuso" quando tutte le attività che lo costituivano
sono giunte a termine.
CARICA
EMOTIVA: le emozioni sono come la corrente elettrica, perciò possono
essere immagazzinate nei ricordi, così come la corrente viene immagazzinata
nelle batteria dell'automobile.
IMPIEGATI
DELLA MENTE: detti anche "punti di attenzione". È una
rappresentazione figurata per parlare della mente in modo che tutti possano
capire. Si immagina la mente come un grande ufficio dove vi sono tanti
impiegati: ognuno con un suo compito speciale. I compiti più complessi, come la
sopravvivenza, sono svolti da più impiegati uniti tra loro.
Una
qualsiasi attività, per essere completa, deve consistere delle seguenti fasi
ben definite:
1. inizio
2. durata 3. conclusione
Tutto
la vita si regge sui cicli: è infatti contraddistinta da attività che
iniziano, continuano per un certo tempo e quindi finiscono. Vi sono cicli enormi
ed altri piccolissimi, il più grande, dal punto di vista del nostro universo,
è quello che la filosofia indù attribuisce e chiama, vita di Bhrama (Dio del
nostro universo): 3.110.400.000.000 anni. Dal punto di vista umano uno dei più
piccoli cicli che possiamo riconoscere è rappresentato dal battito del
cuore.
Anche
le stagioni non sono altro che quattro cicli completi che si alternano tra loro,
infatti iniziano, continuano per tre mesi e quindi terminano, lasciando il posto
alla successiva.
Tutto
ciò che noi facciamo ha sicuramente un inizio, una durata ma... non sempre ha
una fine. Se osserviamo la nostra vita troveremo infatti che, in più di
un'occasione, siamo partiti pieni di entusiasmo per una data cosa, l'abbiamo
seguita per qualche tempo, e poi l'abbiamo abbandonata senza terminarla. Un
classico esempio lo possiamo trovare nei libri di cui abbiamo iniziato la
lettura ma non l'abbiamo mai completata.
Quando
decidiamo di fare qualche cosa, già a livello di idea, diamo inizio ad un ciclo
che, in seguito, tenteremo di realizzare. Se il tentativo riesce otterremo un
certo risultato, l'azione finisce ed il ciclo si chiude. Se, invece, troviamo
delle difficoltà, siano esse esterne (ambiente, persone, ecc.) od interne
(dimenticanza, pigrizia, educazione ricevuta, principi morali, disponibilità
finanziaria, ecc.), non riusciremo a tradurre l'idea in pratica ed il ciclo non
verrà terminato.
I
cicli non conclusi, sono da considerarsi alquanto negativi per coloro che
desiderano fare una vita serena e produttiva. Perché?, chiederete, perché per
ogni ciclo aperto vi sono alcuni "impiegati" della mente che si sono
presi in carico tutto ciò che riguardava quel ciclo e quindi non sono più
disponibili per altre attività mentali.
Vediamo
di chiarire questo fatto con un semplice esempio. Supponiamo che la porta del
nostro garage sia arrugginita e ci convinca di darle una verniciata. Da quel
momento, nella nostra mente, vi sarà un "impiegato" impegnato a
ricordarci che c'è la porta da verniciare. Infatti la cosa ci verrà in mente
saltuariamente, magari mentre lavoriamo, mangiamo, guardiamo la TV o sbrighiamo
altre faccende.
CASO
N. 1
Un
amico ci telefona, chiedendoci se possiamo procurargli e spedirgli della
documentazione riguardante un certo argomento. Noi facciamo la ricerca del
materiale, lo troviamo, provvediamo a farne delle fotocopie, andiamo alla posta
e lo spediamo.
A
questo punto, giustamente, ci aspettiamo che lui, ricevuto il materiale, non
dico ci ringrazi ma almeno ci avvisi di averlo ricevuto. Spesso, purtroppo, ciò
non avviene. Il nostro amico ha aperto un ciclo, nella nostra mente si sono
impegnati alcuni impiegati per soddisfarlo e, in mancanza della conferma del
ricevimento, tali impiegati resteranno in attesa di chiudere il ciclo; attesa
che può durare dei mesi o magari per anni.
A
riprova di quanto detto ci può capitare che, dopo parecchio tempo, maneggiando
del materiale simile a quello che abbiamo spedito, ci ritorni in mente l'amico,
la sua richiesta e la sua poca precisione. Ovviamente a questo ricordo sarà
associato un certo disappunto, ovvero un'emozione negativa. Questo significa che
nella nostra mente il fatto è tuttora ricordato, e la carica emotiva negativa
accumulata nel ricordo di quell'episodio ancora attiva e presente.
Questa
energia, sommata a quella di episodi similari, può portare a serie
problematiche, come vedremo più sotto nel capitoletto "Le corazze
caratteriali".
CASO
N. 2
Tra
i nostri parenti c'è una vecchia zia che, quando eravamo giovani, ci ha
ospitato nel periodo delle vacanze o comunque ci ha fatto del bene. La zia vive
sola e sarebbe più che felice di ricevere una lettera o una telefonata. Ogni
giorno attende con ansia la lettera o la
telefonata che non arrivano mai. Dal canto nostro noi, giorno dopo giorno, ci
ripromettiamo di telefonare o scrivere alla vecchia zia ma... i giorni passano e
la promessa non viene mantenuta.
Anche
questo è ciclo in sospeso che costringe alcuni impiegati della mente a
ricordarci il fatto e farci sentire un po' in colpa... altra energia negativa
che ci portiamo appresso nel tempo.
CASO
N. 3
Muore
un parente che avevamo ospitato in casa nostra negli ultimi anni della sua vita
e lascia qualche soldo ma non un testamento. Noi pensiamo che i soldi spettino
solo a noi, ma i parenti ritengono che sia giusta la spartizione come prevista
dalla legge e ci costringono a dividere i soldi in questo modo.
Noi
consideriamo questo come un affronto e da quel momento togliamo il saluto ai
parenti. Da questo momento tutte le volte che ci vengono in mente proviamo per
essi un sentimento di ostilità. Altra energia negativa memorizzata nel ricordo
di quel fatto, che non mancherà di sommarsi a quella già esistente nei ricordi
visti più sopra.
In
questo caso si rende evidente il grande potere del perdono, infatti bisognerebbe
evitare di avere dei cicli aperti che contengono odio o rancore. Le persone
interessate, se non le perdoniamo, diventeranno i nostri padroni, ci verranno in
mente quando mangiamo, rovinandoci il pasto; quando siamo a letto, guastandoci
il sonno; quando ci rilassiamo, riportandoci ansia ed agitazione.
Dice
Catherine Ponder: "Vi è un vecchio proverbio che dice: Colui che non
riesce a perdonare agli altri rompe il ponte su cui lui stesso deve passare.
Quando la nostra salute od il nostro benessere, tardano ad arrivare, è
necessario concedere il nostro perdono. Il perdono, infatti, può spazzare via
tutti gli ostacoli che hanno impedito al benessere ed alla salute di arrivare
fino a noi. Il perdono è un potente magnete da cui nessun bene può evitare di
essere attratto".
Se
riuscirete a perdonare "e dimenticare" le offese che vi sono state
fatte, non solo vivrete serenamente, ma creerete intorno a voi una valida
protezione nei confronti di eventuali pensieri non buoni inviati da altri. Sta
scritto nella Bibbia: "Se il tuo nemico ha fame dagli da mangiare; se ha
sete, dagli da bere; poiché, così facendo, radunerai dei carboni accesi sul
suo capo". (Proverbi 25,21)
"Un
sorriso che non dai è un sorriso che non avrai".
La
comunicazione verbale è una cosa che diamo per scontata, ma non conosciamo a
sufficienza. Una comunicazione completa si sviluppa secondo queste tre fasi:
1.
Tizio inizia la comunicazione e manda un messaggio a Caio,
2.
Caio riceve il messaggio e risponde a Tizio che lo ha ricevuto,
3.
Tizio chiude la comunicazione.
Vediamo
un esempio pratico:
Tizio:
Che giorno è oggi?
Caio:
Venerdì.
Tizio:
Grazie.
Se
Tizio non avesse risposto "Grazie" la comunicazione sarebbe stata
incompleta, ovvero un ciclo non concluso. Questo fatto, viene visto dal
"bambino in noi" (subconscio o emisfero destro), come un
disagio e viene registrato tra i brutti ricordi, ovvero quelli che hanno
una carica emotiva negativa.
Pertanto,
nel dialogo con gli altri, cercate sempre di chiudere i cicli che avete aperto.
Ogni
parola è un piccolo mondo a sé stante. Essa indica qualcosa di concreto e ben
definito (oggetto, stato, sentimento, persona, ecc.). Ciò è però possibile
solo se, in precedenza, a quella parola è stato assegnato uno significato o le
sono stati attribuiti più significati.
Tra
le parole che si comprendono pienamente (mamma, mela, pera, ecc.), e quelle che
non si comprendono affatto, ve ne sono altre il cui significato non è compreso
pienamente. Le parole non conosciute e quelle con significato incompleto (es.
esempio: collegare "calcio" al gioco del pallone, ma non con il
corrispondente sale minerale), rendono più difficile l'apprendimento
dell'argomento in cui vengono utilizzate.
È
stato verificato che gli studenti che più hanno problemi con lo studio hanno un
dizionario mentale povero ed insufficiente. I problemi nascono dal fatto che una
parola sconosciuta rappresenta, per la mente, un ciclo di lavoro che potrà
essere concluso solo trovano la parola in oggetto. Paragonando la mente ad un
grande ufficio, possiamo dire che, in questo caso, alcuni "impiegati"
si riuniranno intorno ad un tavolo cercando di dare un significato alla parola
in oggetto. Appare chiaro che dopo alcune parole non comprese vi saranno molti
"impiegati" impegnati in questo tipo di lavoro e, ovviamente, ve ne
saranno di meno per imparare e memorizzare.
Chi
legge, o ascolta, si abitua nel tempo a superare le parole più o meno
sconosciute. Questo è assai dannoso per le ragioni viste in precedenza ed è
pertanto di somma importanza che tali parole vengano "scoperte" man
mano che vengono incontrate.
Se
la persona sta attenta a ciò che succede in lei può rendersi conto di aver
superato una parola di questo tipo perché, nella sua mente, si crea una specie
di insoddisfazione mentale, una specie di vuoto simile a quello provato da chi,
ricevendo una scatola in regalo, scoprisse che è vuota.
Questi
principi non andrebbero mai sottovalutati: se avete difficoltà nello studio o
nella lettura, un motivo potrebbe essere dovuto al fato che attribuite a qualche
parola un significato sbagliato o incompleto. Ponete perciò la massima
attenzione alle parole che leggete ed usate un buon dizionario ogni volta che ne
incontrate una il cui significato non vi è completamente chiaro.
Se volete avere successo nella vita,
farete bene ad iniziare solo le cose che siete sicuri di poter terminare.
Come
abbiamo visto, ogni volta che qualcuno inizia un'attività e poi non la termina,
oppure continua a pensare di dovere fare una certa cosa e non la fa mai, blocca
alcuni "impiegati" della sua mente. Questi impiegati, necessariamente,
resteranno impegnati a richiamare, ogni tanto, all'attenzione cosciente il fatto
che quell'attività deve essere
terminata.
È
ovvio che più sono le attività "in sospeso", più saranno gli
"impiegati" impegnati, e meno quelli a disposizione per fare altre
attività mentali. Risulterà pertanto facile capire perché alcune persone, con
il passare degli anni, perdono la lucidezza mentale: molti "impiegati"
sono rimasti bloccati e non sono più disponibili per ragionare, ricordare,
studiare, ecc.
Le
terapie centrate sul corpo devono le loro idee fondamentali a Wilhelm Reich.
Reich fu un allievo di Freud da cui, ad un certo momento, si separò perché
preferiva studiare l'energia vitale, da lui definita "orgonica",
ed il modo in cui scorre nel corpo umano.
Con
i suoi studi sull'energia vitale Reich arrivò a considerare l'orgasmo come la
massima espressione dell'energia vitale e le tensioni muscolari inconsce come
"sacche" dove la stessa era stata "congelata". La sua grande
intuizione fu quella di capire che nella nostra società siamo tutti prigionieri
di una vera e propria "corazza muscolare caratteriale", dovuta a tutti
quei muscoli che, essendo in perenne tensione, diventano apportatori di
problematiche emotive ed energetiche.
Anche
il Reich condivise con Freud il fatto che i traumi non risolti creano la
stragrande maggioranza delle turbe emozionali. Nel 1933 pubblicò infatti l'Analisi
del carattere in cui sostiene, tra l'altro, che tutto il passato di ciascun
individuo lo si ritrova non soltanto nel suo carattere attuale ma anche nel
corpo sotto forma di rigidezza cronica di alcune fasce muscolari. La collera,
per esempio, viene "congelata" come tensione dei muscoli profondi del
collo, mentre altre emozioni possono causare una certa rigidezza del torace.
Si
legge nella "Funzione dell'orgasmo" del Reich: "... Possiamo
dire: ogni rigidità muscolare contiene la storia e il significato della sua
origine... La corazza stessa è la forma sotto la quale l'esperienza infantile
continua ad esistere come agente nocivo. La nevrosi non è soltanto
l'espressione di un equilibrio psichico turbato; più esattamente è
l'espressione di un turbamento cronico dell'equilibrio vegetativo e della
motilità naturale".
"Durante
il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi
a distanza, alzarono la voce, dicendo: "Gesù maestro, abbi pietà di
noi!". Appena li vide, Gesù disse: "Andate a presentarvi ai
sacerdoti". E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi
guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù
per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: "Non sono stati
guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi
tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?". E gli
disse: "Alzati e va; la tua
fede ti ha salvato!". (Luca 17:11-19))
In
questo brano è possibile vedere come solo una persona su dieci si sia sentita
in dovere di chiudere un ciclo che aveva iniziato, chissà quando, contraendo la
malattia. Egli aveva creato le cause della sua malattia, Gesù con il suo amore
ha illuminato la sua aurea rimuovendo le cause, ed egli, che aveva aperto il
ciclo, lo chiude ringraziando il Signore.
Vi
è un altro brano interessante nel Vangelo di Luca, anche qui possiamo vedere la
grande importanza della chiusura dei cicli.
Racconta
il brano: "Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la
strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice
e il giudice ti consegni all'esecutore e questi ti getti in prigione. Ti
assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all'ultimo
spicciolo". (Luca 12, 58-29).
La
frase "lungo la strada procura di accordarti con lui", in senso
esoterico, significa "mentre sei ancora in questa vita", ed insegna
che è proprio in questa vita che possiamo e dovremmo, chiudere tutti i conti
aperti per poter avanzare nel cammino spirituale senza "cicli aperti"
che rallenterebbero il nostro cammino.
Ricordatevi
che è giusto chiudere qualsiasi attività spirituale con un saluto ed un
ringraziamento. Questo non perché che gli Esseri invocati o che il rituale
effettuato impongano il saluto, No. Il ringraziamento viene dato per
riconoscenza mentre il saluto serve ad incanalare tutte le energie in eccesso
verso la terra onde evitare che possano arrecare qualche disturbo (calore,
ecc.).
In
questo modo l'energia in eccesso ritorna verso la terra lasciando una condizione
di grande equilibrio. È bene fare il saluto inchinandosi verso terra, in questo
modo il chakra alla sommità della testa verrà posto di fronte al suolo e potrà
riversarvi il sovrappiù.
Con
il controllo dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti, siamo liberi di
attirarci cause armoniche o disarmonie in ogni istante della nostra vita,
soprattutto. Se impariamo ad osservare noi stessi e gli altri scopriremo ben
presto che ognuno raccoglie ciò che semina. Controllando le nostre reazioni
verso il mondo esterno, noi diventiamo padroni completi della nostra vita.
Vivendo in armonia QUI e ORA, noi siamo in grado di equilibrare le energie
negative che abbiamo creato nel passato e prepararci un futuro di pace e
benessere.
Quando
comprendiamo cos'è che genera le cause e gli effetti, cambia completamente la
nostra attitudine verso coloro che provocano disarmonia in noi. Comprendiamo che
essi stanno seminando una causa, mentre noi stiamo soltanto raccogliendo il
frutto di ciò che abbiamo seminato nel passato.
Dovremmo
sempre ringraziare coloro che ci fanno del male, perché in questo modo ci
permettono di "chiudere un ciclo" che abbiamo aperto tempo fa, magari
in una vita passata. Dice Richard Bach: "Quando hai davanti un problema,
guardagli nelle mani: vedrai che ha un regalo per te".
CONCLUSIONE

A
qualcuno, il materiale proposto in questa lettera potrà sembrare più adatto
per un libro di fantascienza che non per coloro che desiderano camminare su un
sentiero spirituale. A queste persone posso dire che lavoro da anni nel campo
della psicoterapia ed ho avuto modo di verificare personalmente la validità dei
concetti qui esposti. Molte forme di psicoterapia tendono infatti, talvolta
senza saperlo, a recuperare gli impiegati della mente che non sono più
disponibili in quanto "bloccati" in qualche episodio del passato.
Le
tecniche della regressione della memoria, ad esempio, con cui il paziente viene
aiutato a ritornare indietro e rivivere le esperienze traumatiche, non fanno
altro che liberare tali impiegati e renderli disponibili per altre attività
mentali. In questo modo viene liberata anche l'energia emotiva negativa
(tristezza, terrore, choc, rabbia, odio, rancore, ecc.), che era bloccata nei
ricordi del passato, ridando così al paziente gioia di vivere e serenità.
BIBLIOGRAFIA
La
Sacra Bibbia. Testo C.E.I.
Alexander Lowen, Bioenergetica,
Feltrinelli Editore.
Caterine
Ponder - The Dynamic Law of Healing,
DeVorrs & Co. Publisher, P.O.Box 550,
Marina del Rey, Californa, U.S.A. (1983)
Francesco Padrini, Le
corazze caratteriali,
Edizioni Riza, Milano.
Mario
Rizzi, dispensa "Tecniche di studio ed Addestramento",
non pubblicata.
Mario
Rizzi, dispensa "Corso base di RHMT (Right Hemisfere Mental Therapy)", non
pubblicata.
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