CRESCERE
INSIEME NELLO SPIRITO
Lettera n. 6 
SOMMARIO:
Il
Paradiso terrestre, di cui parla la Bibbia, si riferisce ad un'epoca assai
lontana, quando l'uomo, alquanto diverso da come lo conosciamo, viveva nella
Lemuria, un grande continente, ora sommerso, nell'oceano Pacifico. Era un
continente molto vasto che si estendeva da un punto a Nord delle Hawaii fino
alle Figi e a Sud, fino all'Isola di Pasqua.
In
questa terra, chiamata anche "Mu", tutti professavano la stessa
religione, adoravano il Dio-Sole e credevano nell'immortalità dell'anima. I
Lemuriani furono grandi navigatori ed esperti architetti, costruirono palazzi di
pietra e grandi templi senza tetto, affinché il popolo in preghiera potesse
ricevere i raggi del Sole, loro Dio... Mentre il popolo adorava il Sole fisico,
i più intelligenti lo consideravano solo come un simbolo di Dio.
Anche
in Atlantide, altra terra scomparsa nell'oceano Atlantico, furono eretti dei
templi magnifici per adorare il Sole. Non era comunque permessa alcuna immagine
della Divinità, essendo il disco del Sole ritenuto l'unico emblema appropriato:
un disco d'oro collocato in modo da ricevere i primi raggi del Sole all'equinozio
di primavera (22 marzo) o al solstizio
d'estate (22 giugno). Il disco, infatti, indica l'unicità e tutti gli
attributi della Divinità; concetto da noi ripreso quando diciamo che "Dio
è tutto e tutto viene da Dio".
Come
abbiamo visto, da tempi immemorabili, il Sole è stato considerato come un Dio
perché, con il suo movimento, crea le condizioni affinché sulla terra vi possa
essere la vita altrimenti impossibile.
Ciò
che è molto importante, ai fini della vita sul nostro pianeta, è il movimento
effettuato dal Sole nell'arco di un anno. Egli parte dal punto più basso (22
dicembre) sale sul livello dell'orizzonte, arriva al punto più alto (22 giugno)
e quindi scende per toccare di nuovo il punto più basso. Va sottolineato che è
la sua posizione rispetto all'orizzonte che determina la forza dei suoi raggi e
non la sua distanza dalla Terra. Pertanto
d'estate fa caldo anche se la Terra si trova più lontana dal Sole che non in
inverno.
Gli
Antichi, che consideravano il Sole come un Dio dalle caratteristiche umane, nei
mesi invernali lo vedevano invecchiare ed indebolire, mentre scendeva sempre più
all'orizzonte. Lo consideravano morto nel giorno più corto dell'anno (21
dicembre) e quindi rinato (seppur ancora molto debole e fragile) nei giorni
seguenti.
La
nascita del Dio-Sole
Non
dovrebbe pertanto stupire che a quei tempi la nascita del Dio-Sole fosse molto
festeggiata: una nascita senza la quale il mondo sarebbe stato costretto a
morire nelle tenebre e nel gelo. In Persia, nel periodo che corrisponde al
nostro Natale, si celebrava la nascita di Mitra e in Egitto, si festeggiava la
nascita di Oro ed entrambe le feste erano vissute con grande esultanza.
La
Pasqua o Grande sacrificio
Oltre
alla nascita del Sole, vi sono altri momenti del percorso solare che sono stati
oggetto di grandi festeggiamenti, tra essi il più importante è l'equinozio
di primavera (22 marzo), che la Chiesa festeggia come santa Pasqua o
Risurrezione, facendola appunto cadere nella prima domenica di Luna piena dopo
l'equinozio di primavera.
Per
comprendere il significato della Pasqua o Passaggio, bisogna immaginare la Terra
come tagliata in due all'equatore da un piano che si estenda nello spazio. Se
osservassimo il Sole nei mesi invernali lo vedremmo sotto tale piano, questo è
il motivo per cui appare molto basso all'orizzonte. Arrivato al 22 marzo, il
Sole passa al di sopra di tale piano immaginario offrendo al pianeta un nuovo
impulso di vita e fertilità. Si comprende allora perché nella lingua inglese
la santa Pasqua viene chiamata "Passover" (passa di sopra).
Nel
momento che il Sole attraversa il piano immaginario, entra anche nel segno
zodiacale dell'Ariete che, con il Cancro, la Bilancia ed il Capricorno, formano
una croce nel cielo che corrisponde ai quattro punti cardinali.
Questo
è il motivo per cui si parla di "crocifissione", il Sole, infatti,
una volta posto sulla "croce zodiacale", comincia a offrire la sua
vita (energia vitale) per maturare l'uva, il grano e gli altri alimenti per
tutte le creature. Per far ciò è necessario che superi il piano immaginario e
si elevai verso il cielo.
I
concetti di un Sole che muore e rinasce al
solstizio d'inverno; viene
crocifisso e risorge all'equinozio di
primavera, sono universalmente diffusi. Nell'antico Egitto ne periodo in cui
noi festeggiamo la santa Pasqua si celebrava Osiride ucciso da Tifone. Osiride
veniva rappresentato nel cerchio dell'orizzonte, con le braccia stese, come se
fosse crocifisso, posizione
che originariamente indicava benedizione e non sofferenza.
Similmente
in Persia si celebrava la morte di Mitra ed in Grecia quella di Bacco e di
Dionisio (che sono la stessa cosa). In Frigia, invece, si celebrava la morte di
Attis che, va notato, veniva rappresentato come un uomo legato con un agnello ai
piedi.
In
tutti questi casi il cordoglio per la morte è comunque immediatamente seguito
dall'allegrezza per la risurrezione.
È
notevole come prima della crocifissione sia da sempre suggerito il digiuno.
Infatti prima di questo momento tutte le provviste messe in serbo pei generosi
doni del Sole dell'anno precedente sono quasi esaurite e il cibo nella mensa non
è certo abbondante. È interessante notare come il digiuno che precede
l'equinozio primaverile, la moderna Quaresima, si ritrova nel Messico, in
Egitto, in Persia, in Babilonia, in Assiria e nell'Asia Minore.
Il
Solstizio d'estate e l'Equinozio d'autunno.
Continuando
a salire il Sole raggiunge il punto più alto il 22 giugno, momento chiamato solstizio
d'estate; Esso allora siede sul "trono di Dio", ma vi può
rimanere solo per tre giorni perché, dopo tale periodo, ricomincerà a
scendere. Nella sua discesa, al 23 settembre, attraverserà di nuovo il piano
immaginario che taglia la Terra all'equatore, questo momento prende io nome di equinozio
di d'autunno.
Il
Solstizio d'inverno
Continuando
a scendere il Sole raggiunge il punto più basso il 22 dicembre, al
solstizio d'inverno. Questo scendere e salire si ripete, nello stesso modo,
ogni anno da tempo immemorabile.
Il
Sole, il Salvatore del mondo, rinasce e comincia al sua missione nella notte più
lunga dell'anno, quando il segno zodiacale della Vergine è in una posizione
particolare del cielo. È per questo che vien detto che il Salvatore del mondo
nasce da una vergine che rimane tale anche dopo aver dato alla luce il suo
Figliolo.
Questa
Madre celeste viene rappresenta dalla dea egiziana Isis, seduta sulla Luna
crescente mentre allatta il suo divino bambino Tamus, con una corona di sette
stelle in testa; dalla donna Devaki in India con il suo infante Krishna, e dalla
nostra Vergine Maria che dà la nascita al Salvatore sotto la Stella Cometa.
Dappertutto è la stessa storia; la Madre immacolata, il divino Fanciullo, il
Sole, la Luna e le stelle.
La
vita di tutti i Salvatori dell'umanità ricalca a grandi linee il movimento del
Sole nell'arco di un anno; movimento che indica le vicissitudini che dovranno
incontrare, tra cui la morte e la resurrezione. Questo fatto ha dato origine
alla errata interpretazione che i Salvatori non sono mai esistiti e che la loro
storia non è che una leggenda. È un errore. Tutti i divini Maestri mandati
all'uomo sono personaggi cosmici, e lo svolgersi della loro vita è in armonia
con lo Zodiaco che contiene, per così dire, una biografia anticipata della loro
vita.
Ognuno
di essi, è un portatore di conoscenza e luce spirituale,
per aiutare l'uomo a trovare Dio. Pertanto gli eventi della loro vita sono stati
in accordo con quelli che il Sole, portatore
di vita e luce fisica, incontra nel suo pellegrinaggio nel corso
di un anno solare, che inizia al 22 marzo.
Esiste
pertanto un mito che racconta la storia di tutti coloro che, pure essendo
uomini, hanno rappresentato la divinità in terra. Questi Maestri hanno portato
a termine una missione molto importante: disseminare la Luce. Essi, talvolta,
sono anche chiamati "Figlio dell'Uomo", titolo speciale che distingue
un incarico e non un individuo.
Così
come il Sole è il simbolo umano per Dio, tutti coloro che sono ambasciatori
divini sulla Terra presentano nella loro vita alcune rassomiglianze con il
percorso annuale solare. Se la storia di un messaggero divino non presenta tali
caratteristiche possiamo concludere egli non fu un rappresentante di Dio nel
vero senso della parola, e che la sua missione fu di un ordine inferiore.
Pertanto
la nascita di tutti i Salvatori avviene da una Vergine immacolata nel periodo in
cui le tenebre incombono sull'umanità. Essi sono piccoli e fragili ed essendo
destinati a portare la luce si troveranno sempre a fuggire dinanzi alle tenebre
che li vogliono annientare. Vediamo pertanto Gesù fuggire davanti al re Erode e
come lui fuggirono il re Kansa ed il re Maja, suoi corrispondenti in altre
religioni.
Anche
la storia di Sansone fa anch'essa parte del mito solare. Già il nome Sansone,
nella lingua inglese (Sanson), indica la stretta relazione tra il protagonista e il Sole (Sun=Sole
son=figlio).
Sansone
è il Figlio del Sole e i suoi capelli ne rappresentano i raggi. Dal momento
della nascita nel periodo di Natale questi capelli crescono così come si
allungano i raggi del Sole in quanto la Terra si allontana da Lui.
Con
la crescita dei capelli Sansone acquista sempre più forza, così come il Sole
diventa sempre più caldo e luminoso. Questo fatto disturba non poco le forze
delle tenebre che si consigliano fra loro per scoprire il segreto della sua
forza. Per arrivare a carpirgli il suo segreto si assicurano la cooperazione di
una donna, Dalila, che abbindola Sansone e, quando egli le ha confidato il suo
segreto, gli tagli i capelli privandolo di forza ed energia.
Dalila
altro non è che il segno zodiacale della Vergine, infatti quando il Sole, vi
passa in settembre, i suoi raggi si accorciano e perdono la loro forza.
Quando
il gigante è privo della sua forza le forze delle tenebre (i Filistei o mesi
invernali), lo prendono e lo portano nella loro prigione. A questo punto gli
levano gli occhi, lo conducono nel loro tempio che è anche la loro fortezza.
Quivi, al solstizio d'inverno, lo sottopongono ad oltraggi infami credendo di
aver definitivamente annientato il portatore di luce. Sansone, raccoglie allora
la forza che gli rimane, scuote il loro tempio e, benché muoia nello sforzo,
annienta i suoi nemici e lascia libera la via affinché possa nascere un altro
Sole - fanciullo.
Da
millenni, ormai, il momento in cui il Sole torna a salire all'orizzonte, è
stato sempre considerato tempo di festa; un momento associato con l'avvento del
Dio - Sole che salva il mondo, porta luce e pienezza di frutti sulla terra e
speranza all'umanità per mezzo del Figlio di Dio. Anche Gesù il Cristo si
avvalse di questo periodo per venire a noi nell'oscurità dell'anno a inaugurare
un'era nuova, in cui la pace e l'amore dovrebbero essere la nota dominante.
Nel
periodo del Natale vi è un grande influsso di spiritualità che permea il
nostro pianeta. I sentimenti migliorano ed anche l'avaro più incallito può
essere tentato di aprire il suo cuore e fare qualche dono ai suoi conoscenti.
Questo periodo ispira alla "gioia di dare". L'uomo raccoglie
inconsciamente questi sentimenti di amore e di gioia: il cuore si risveglia alla
socievolezza ed alla fratellanza,
In
nessun altro periodo dell'anno si provano più vivamente dei sentimenti di buona
volontà ed il desiderio di trovare la "vera felicità", quella che si
prova quando si inizia a pensare più agli altri che non alle proprie
preoccupazioni.
È
pertanto il momento di ricordare queste parole del Maestro Paramansa Yogananda: "Quando
smetterai di voler riempire la tua coppa di felicità, ed inizierai a riempire
quella degli altri, scoprirai che la tua sarà sempre piena".
BIBLIOGRAFIA
Giacinto Perone,
Atlantide, leggende e testimonianze,
pag. 218,
Edizioni Tilopa, Teramo (Roma), 1986.
Max
Heindel, Letture Rosacrociane,
A.R.C.O. Associazione Rosacrociana.
Via Monferrona, Vaprio D'agogna (NO).
Alice
Bailey, Il destino della nazioni, pag,
147,
Edizioni Nuova Era (Roma).
Omraam
Mikhael Aivanhov, Natale e Pasqua nella tradizione iniziatica, pag. 22 - Edizioni
Prosveta.
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