CRESCERE
INSIEME NELLO SPIRITO
Lettera n. 9 
SOMMARIO:
PERCHÉ
IL TEMPO NON BASTA MAI!
“Nessuno
butterebbe via la sua vita tutta intera, molti comunque,
la
buttano via un pezzettino per volta!”.
Oggi molte
persone si trovano nelle condizioni di non avere mai tempo o pensano di non
averlo. Si sentono costantemente assillate da ogni sorta di obblighi, di doveri,
di scadenze, di appuntamenti, e si lamentano della pressione, reale o
immaginaria, che il tempo esercitata su di loro. Va notato che ciò accade anche
a coloro che non hanno grandi responsabilità (industriali, politici, ecc.).
Seppur a
livelli diversi, la maggior parte di noi soffre di questa "malattia"
che impedisce di organizzare bene il tempo a disposizione. Spesso, infatti, non
riusciamo neppure a prendere coscienza della nostra vita interiore; diventiamo
perciò agitati e dubitiamo di noi stessi, perché il nostro ritmo individuale
ha perso la sua armonia.
Sembra
proprio che il "conforto" ed i miracoli procurati dal mondo moderno
debbano essere pagati in termini di agitazione e tensione crescenti. Vi è una
certa ironia nel fatto che, con tanti mezzi che permettono di guadagnare tempo
(aspirapolvere, lavatrice, telefono, automobile, aeroplano, computer, ecc.),
sembra di avere sempre meno tempo a disposizione.
Tra l'altro,
il fatto di "non avere tempo", può anche generare non pochi problemi
di salute ed una varietà di sintomi dovuti alla tensione nervosa.
COME
AVER COSCIENZA DEL TEMPO E DEL SUO PROCEDERE
Mentre
corriamo dietro all'irraggiungibile rendiamo impossibile
l'attuabile.
L'uomo non
vive passivamente nel tempo, come fanno le altre creature, può infatti
misurarlo, grazie all'orologio ed al calendario. Tuttavia, internamente, l'uomo
misura il tempo in modo assai differente dei suoi strumenti. Il tempo
soggettivo, infatti, assume una dimensione assai diversa a seconda che sia
passato mentre si conversava piacevolmente con amici, oppure mentre si attende
un autobus in una notte glaciale d'inverno. Gli stessi 60 minuti possono infatti
sembrare un breve o un lunghissimo lasso di tempo.
Nel Tema
natale (Oroscopo), di un individuo, possiamo vedere quale dei quattro elementi
(Aria, Acqua, Terra, Fuoco) lo influenzi maggiormente e quale sarà il suo
atteggiamento nei confronti del tempo. I segni di acqua (Cancro, Scorpione,
Pesci) rendono difficile lo staccarsi dal passato; quelli di fuoco (Ariete,
Leone, Sagittario), rendono impazienti verso il procedere del tempo; quelli
di aria
(Gemelli, Bilancia, Acquario), danno una certa libertà: quelli di terra (Toro,
Vergine, Capricorno), fanno attaccare al tempo nella speranza che non sfugga di
mano.
È evidente
che il modo con cui gestiamo il tempo è altamente influenzato dal nostro
carattere. Anche l'età gioca un ruolo importante nella coscienza del tempo. Da
ragazzi avevamo tutto il nostro tempo, le giornate erano lunghe e gli anni non
passavano mai. Il tempo allora, non ci sfuggiva di mano. D'altra parte, gli
anziani, che sono al termine del loro ciclo vitale, hanno spesso la sensazione
che il tempo se ne vada senza poterlo trattenere.
Forse la
frase "non ho tempo", oggi frequente anche nei bambini, indica che
l'umanità si stia avvicinando alla fine di un ciclo. Potrebbe darsi che
l'umanità sia sul punto di disfarsi dei valori che stanno ormai tramontando,
per potersi elevare a livelli di consapevolezza assolutamente nuovi e migliori.
Ogni regno di
natura ha il suo ritmo ed un particolare rapporto con il tempo. Questo ritmo si
rivela nei documentari in cui è possibile vedere l'accelerazione artificiale di
un movimento molto lento o la crescita di una pianta in pochi secondi.
Osservando i
movimenti di torsione, con cui una pianta cresce, le foglie si sviluppano e i
fiori si aprono, abbiamo l'impressione che gli stessi movimenti non appartengono
al regno vegetali, ma a quello animale, in particolare ai serpenti.
Inversamente, osservando un cavallo che salta un ostacolo al rallentatore, ci
sembra di vedere un pupazzo meccanico ed il dinamismo proprio del regno animale
è andato perduto.
Come possiamo
stabilire la più giusta unità di tempo per l'uomo? Dovremmo innanzitutto
considerare che il giorno di ventiquattro ore è da sempre il "metro
naturale" che permette agli esseri umani di organizzare la loro esistenza.
Il rapporto tra il giorno e la notte divide infatti la nostra vita in fasi
alterne di veglia e di sonno, di attività e di riposo.
Il sonno,
questa pausa rigeneratrice, dovrebbe insegnarci che il corpo ha le sue necessità.
La natura ha provveduto a creare la notte in cui il corpo dovrebbe rigenerare i
tessuti logorati durante il giorno, ma l'uomo, con la luce elettrica, tradisce
queste esigenze naturali. Questo, nel tempo, crea l'insorgere di una vasta gamma
di sintomatologie psichiche ed organiche. Ogni manifestazione di tensione
nervosa del cuore, dello stomaco o delle funzioni vegetative mostra chiaramente
che abbiamo rotto il ritmo naturale e ne dobbiamo
pagare le
conseguenze. Uno dei sintomi più evidenti è l'insonnia, una manifestazione di
nervosismo di cui soffrono molti occidentali.
A peggiorare
la situazione si aggiunge il fatto che una persona molto tesa è sempre meno
capace di arrivare ad un rilassamento completo. Pertanto, non solo vive
nell'agitazione tutto il giorno, ma porta in sé qualche tensioni anche durante
il sonno, peggiorando le sue condizioni sempre di più. Essa non può
"lasciare" il corpo fisico, che dovrebbe essere uno strumento da
utilizzare solo durante il giorno. Non riesce a "far respirare la propria
anima", il mondo benedetto del sonno gli è negato. Ogni persona che
comincia a soffrire di insonnia dovrebbe seriamente riflettere sui suoi ritmi
vitali e fare il possibile per riarmonizzarli.
Per l'uomo,
il "Re della creazione", il tempo dovrebbe costituire un grande
spazio, in cui vivere, sviluppare la creatività e scoprire il valore delle
relazioni interpersonali. Quando si oltrepassano continuamente i giusti limiti
per ogni attività, e ci si lascia dominare dall'agitazione, questi valori sono
seriamente minacciati.
Bisogna anche
evitare l'errore contrario, la pigrizia e l'indolenza, il lasciar correre perché
"tanto si può fare domani". È
essenziale, che ciascuno trovi il giusto equilibrio tra il "troppo" e
il "poco", al fine di agire nel miglior modo nel momento migliore. Per
riuscirvi non basta strutturare bene il tempo e neppure usarlo con moderazione
ed esattezza: si dovrebbe anche trovare una nuova relazione tra la coscienza ed
il tempo su un piano più elevato, cercando così un accordo con le direttive
della nostra anima.
Questa è una
relazione naturale per tutte le creature, per l'uomo, invece, è sempre più
alterata dalla moderna civiltà. Se desideriamo ritrovare un giusto equilibrio
tra l'attività ed il riposo, tra lo zelo e l'indolenza, tra la superattività e
l'ozio, dovremmo considerare attentamente il ritmo naturale sonno-veglia, ed
alternare nel modo più giusto il riposo con l'attività.
Ciascuno di
noi dovrebbe chiedersi se presta sufficiente attenzione al riposo notturno, se
riesce a trovare un attimo di distensione nelle pause per la colazione e il
pasto di mezzogiorno e della cena. Un lavoro protratto per otto ore, con una
pausa di mezz'ora per il pasto, dal punto di vista della salute è davvero
criticabile. Chi si trova obbligato a lavorare in simili condizioni dovrebbe
prevedere una sana compensazione, ad esempio un'attività artistica
durante il tempo libero.
Per alcuni,
sarebbe anche necessario valutare seriamente se il riposo di fine settimana
riesce a fornir loro un completo recupero energetico.
Programmare
qualche pausa nel corso della giornata può rappresentare una sana prevenzione
contro la tensione e l'agitazione. Se diventeremo capaci (non è facile) di
fermarci anche solo per cinque minuti ogni mezzora, potremmo in parte ritornare
padroni del nostro tempo.
Purtroppo, le
pacate conversazioni, dove il tempo non era per nulla considerato, oggi non
esistono quasi più, neppure nella vita privata. È triste pensare che la
ricchezza interiore delle relazioni umane rischi di svanire, comportando così
seri rischi a livello familiare, sociale e morale.
Quante crisi,
malintesi e discussioni tra familiari, colleghi ed amici, hanno origine nella
fredda risposta "non ho tempo". Il comandamento di Cristo "Ama il
prossimo come te stesso", sottolinea anche la necessità di trovare del
tempo da dedicare agli altri.
Cio'
significa che, per poter sviluppare l'amore, abbiamo bisogno di normali
relazioni, non tempificate in partenza. Sono infatti le relazioni a
rappresentare la trama e l'ordito del tessuto sociale. Quando mancano le
relazioni è impossibile alimentare l'amore per il nostro prossimo. Vediamo
pertanto di dedicare una parte del nostro tempo a coloro che ci circondano.
Generalmente,
dedichiamo quasi tutto il nostro tempo per conseguire beni materiali, a scapito
dei valori interiori, mentre è proprio lo sviluppo di quest'ultimi che migliora
la nostra natura umana. Perché non riservare ogni settimana, un'ora, un
pomeriggio o una serata, rigorosamente e regolarmente, al nostro prossimo? Ogni
sforzo in questa direzione aiuterà a rasserenarci e ridurre la nostra fretta e
le conseguenti irritazioni.
La grande
arte di "avere del tempo" dipende principalmente dalla facoltà di
discernere ciò che è importante da ciò che non lo è. Lasciando cadere le
cose meno importanti guadagneremo
del tempo e potremo fare le cose che importano veramente.
Una parte
della nostra giornata dovrebbe essere consacrata alla vita della nostra anima,
anche se si tratta di brevissimo tempo. In questi momenti dovremmo ritirarci in
noi stessi, nel nostro tempio interiore. È proprio la capacità di raccoglierci
nella calma e nel raccoglimento a distinguerci dagli animali, e dovrebbe essere
esercitata regolarmente e coscientemente in quanto nobilita la nostra più
intima natura.
Un attimo di
meditazione fa allentare la morsa che il tempo ha su di noi, e permette di
ritrovare la pace interiore. Dovremmo perciò riservarci del momenti di calma,
lontano dai nostri pensieri, preoccupazioni e necessità. Dovremmo reimparare a
godere delle impressioni ricevute da un fiore, da un animale, da un brano
musicale, e lasciare che la nostra attività interiore lavori su queste
impressioni. Ciò ci aiuterà a discernere l'essenziale dal non essenziale.
Un seppur
breve meditazione ci permetterà di considerare in modo nuovo le impressioni
ricevute dal mondo esterno. Apprenderemo meglio e più velocemente a comprendere
la vera essenza delle cose e degli avvenimenti. Ci aiuterà a non essere
attratti nel vortice del tempo, a non diventare suoi schiavi, ma iniziare a
gestire veramente la nostra vita.
Un'altro
utile esercizio consiste nella revisione di tutta la giornata, da farsi prima di
coricarsi. Se lo praticassimo per qualche tempo, cominceremmo a notare una
maggior abilità nel gestire i nostri bisogni quotidiani ed a risolvere i
problemi che contano veramente.
"Se
Dio voleva che ti guardassi indietro,ti avrebbe messo un occhio nella nuca"
(Victor Hugo).
Per diventare
padroni del tempo, bisognerebbe leggere o fare qualsiasi cosa senza badare
all'orologio. Vi è a tal riguardo un esercizio assai utile e coloro che
l’hanno praticato ne hanno constatato la benefica influenza.
Si tratta di
riservare dei momenti in cui cessiamo ogni attività. In questi momenti, dopo un
paio di stiramenti e respiri profondi, potremmo ripetere mentalmente la parola
"pace" ritmandola sull'espirazione, il suono di questa parola esercita
infatti un'influenza calmante. Concentriamoci dunque su questa parola finché la
pace ci penetra completamente. Praticandolo spesso (cosa non
facile da
farsi!), arriveremo a sentirci liberi dagli affanni del mondo. Una volta
esperti, potremmo fare questo esercizio nei momenti critici e scoprirne il
benefico effetto.
"Aver
tempo", significa essere in grado di trovare, in ogni situazione, il giusto
equilibrio tra le esigenze e i doveri, i desideri e le possibilità: tutte cose
generalmente incompatibili. I Saggi dei tempi antichi, osservando la pausa tra
il lavoro diurno ed il riposo notturno, hanno riservato al riposo un giorno
alla settimana, ed introdotto alcune festività supplementari per evitare
la monotonia.
La scienza
comincia solo ora a fare delle serie ricerche sul ritmo, le sue leggi ed il suo
potere. Il punto di partenza di questi studi è stata l'alternanza
equilibratrice della veglia con il sonno. Una vita contraddistinta dall'armonia,
condizione di salute del corpo e dell'anima, si può raggiungere solo quando
troviamo un ritmo al passo con quelli naturali. Pertanto, se desideriamo
eliminare molte "disarmonie" dovute alla nostra civiltà, dovremmo far
seguire all'attività, generalmente frenetica, una pausa di riposo e relax. Se
ciascuno potesse alternare il lavoro con un efficace riposo, il livello di
salute nel mondo migliorerebbe di certo.
Qualche tempo
fa le persone si levavano col sorgere del sole e si coricavano dopo il suo
tramonto. Lavoravano sei giorni e si riposavano il settimo. Ancor più indietro
nel tempo si consideravano anche le fasi lunari ed il passaggio del sole nel
segni dello zodiaco. In quell'epoca la gente seguiva in modo del tutto naturale
il ritmo delle stagioni. Oggi tutti questi ritmi non solo non sono riconosciuti,
ma vengono sconvolti nel peggiore dei modi.
Per uscire da
tale situazione, dovremmo, già al mattino, programmare la nostra giornata,
comprendendo una piccola meditazione iniziale ed un esame serale su ciò che
abbiamo fatto, e come lo abbiamo fatto. Chi ha un attitudine religiosa può
anche spendere questi minuti in raccoglimento e preghiera ed offrendo la
giornata, le proprie mani, la propria mente ed il proprio cuore al Signore,
affinché li usi come strumenti della sua Pace.
Anche gli
anniversari, le festività ed i momenti particolari, dovrebbero costituire un
momento di sosta e riflessione. Un anniversario di matrimonio, per esempio,
fornisce l'occasione per riguardare la vita passata insieme e fare qualche
progetto per il futuro.
È assai
importante saper reagire positivamente quando contrattempi, imprevisti, mancanza
di puntualità di qualcuno, sembrano rubarci del tempo prezioso. In questi casi,
anziché sentirci contrariati, irritati e poco disponibili, dovremmo considerare
il contrattempo come una buona opportunità per sviluppare il controllo di se
stessi e la pace interiore. Con un po' di allenamento scopriremo come gli eventi
esterni saranno sempre meno in gradi di infastidirci.
Vi sono due giorni da dimenticare in ogni settimana:
-
ieri perché non c'è' più,
- domani perché non c'è ancora.
Colui che
considera la vita come una competizione continua non può che restare alla
superficie degli avvenimenti, infatti ogni approfondimento richiede del tempo.
Colui che non ha tempo non è neppure in grado di riconoscere l'eternità della
sua vera natura, anzi se ne allontana sempre più.
Prendendo in
considerazione la vita dei vegetali, vediamo che ogni seme ha bisogno dl tempo
per svilupparsi. Analogamente, lo sviluppo delle nostre qualità migliori e
delle potenzialità proprie del nostro spirito, non è possibile senza che un
po' di tempo non venga speso a tal proposito. Perciò è molto importante
comprendere che, per la nostra vera natura (quella spirituale), non esiste il
tempo e tantomeno gli impegni stressanti. Per ritrovare il ritmo dovremmo
coltivare tale natura fintanto che la sua presenza sia talmente forte da
riarmonizzare le nostre vite.
Quando
arriviamo a prendere coscienza dell'eterno, attraverso il velo del transitorio,
avremo trovato la base stabile dalla quale poter comprendere, nella calma, il
gioco sempre mutevole degli avvenimenti. Da questa posizione li potremo
analizzare, classificare, ed eventualmente, servircene per i nostri scopi.
Rainer Maria
Rilke, ha ben espresso questo concetto dicendo: "È dunque necessario, non
sottovalutare il qui e l'ora, a causa del loro carattere transitorio... infatti
è solo nel mondo del visibile che possiamo fare le esperienze necessarie per
l'evoluzione nei mondi invisibili. Noi siamo le api dell'invisibile ed
utilizziamo il polline del visibile per accumulare il miele nel grande alveare
dell'invisibile".
Prendi
il tempo di lavorare, è il prezzo del successo.
Prendi
il tempo per pensare, è la sorgente del potere.
Prendi
il tempo per giocare, è il segreto dell'eterna giovinezza.
Prendi
il tempo per ridere, è il fondamento della saggezza.
Prendi
il tempo per adorare, è la via principale alla riverenza.
Prendi
il tempo per essere amichevole, è la strada per la felicità.
Prendi
il tempo per sognare, è il modo per contattare le stelle.
Prendi
il tempo per vivere ed essere amato, è il privilegio degli dei.
Elaborazione,
a cura di Mario Rizzi, di un articolo apparso su Rays of the Rose Cross periodico della Rosicrucian Fellowship,
Oceanside, California, USA.
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