Il debito pubblico: capire cos'è e firmare l'appello per un audit che faccia conoscere a tutti la verità
È un bene che il popolo non comprenda il funzionamento
del nostro sistema bancario e monetario, perché se
accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima
di domani mattina (Henry Ford).
Servizio andato in onda nel VideoGiornale di TeleToscanaNord del 15-12-2011
Quando il debito è contratto con soggetti economici di stati esteri
si parla di debito estero, viceversa quando è contratto con soggetti economici interni
allo stesso stato si parla di debito interno: normalmente entrambe le componenti sono
presenti in misura variabile all'interno del debito pubblico di uno stato.
La presenza di un debito nei conti pubblici statali impone la necessità
da parte dello Stato, oltre alla sua copertura finanziaria nei tempi e modalità di
scadenza prestabilite dai titoli stessi, di tenerlo sotto controllo per non cadere nel
rischio insolvenza ovvero fallimento dello stesso.
Secondo i dati della Banca d'Italia solo il 13 per cento del debito
italiano è posseduto da privati residenti in Italia, il 26,8 per cento è nelle mani di
"istituzioni finanziarie monetarie" (banche, fondi comuni), il 13,5 per cento da
assicurazioni e fondi pensione, il 3,65 per cento direttamente dalla Banca d'Italia e
il 43 per cento è nelle mani di soggetti non residenti, cioè all'estero.
Se poi pensi che lo stato si indebita nei confronti di privati esteri, istituzioni e famiglie
estere, e in questo modo finisce per pagare montagne di interessi su interessi all'estero,
ti rendi conto che c'è qualcosa di totalmente sbagliato nel sistema.
E se pensi che questo ragionamento appena esposto non
viene nemmeno preso in considerazione e discusso in quattro anni di corsi di economia e in centinaia di
articoli di giornale sul deficit, debito, default e inflazione e simili
allora viene da pensare che ci sia sotto qualcosa.
Il prof. Michael Hudson discute apertamente le basi teoriche del
ripudio del debito pubblico. Rincorrere l'interesse composto è matematicamente
un'assurdità perché il debito non smetterà mai se non quando uno lo ripudia.
Lettera aperta di un economista ai mezzi di informazione
Venerdì 23 marzo 2012, l'economista Salvatore Tamburro ha inviato una lettera aperta
ai mezzi di informazione per chiedere che la verità sul signoraggio monetaria venga
divulgata. Sostieni la sua lodevole iniziativa divulgando questo messaggio a tutti
i tuoi contatti ...
chi vi scrive è un economista che da tempo cerca di
denunciare pubblicamente, attraverso conferenze, libri,
articoli e video, in maniera indipendente ed autonoma,
il reale funzionamento del sistema economico.
Rivolgo la mia domanda ai principali mezzi di
informazione, sia della carta stampata, che della
televisione e delle radio: perchè continuate a tacere
sul reale funzionamento del sistema economico, senza
informare la collettività della grave truffa del
signoraggio bancario, ossia il profitto che ottiene chi
crea moneta (si distingue in primario e secondario a
seconda che si tratti della creazione fisica di monete e
banconote oppure della creazione elettronica di moneta),
sulla perdita di sovranità monetaria da parte di un
Paese privato del suo potere più importante, ossia
emettere moneta e, ancora, continuate ad agire senza
denunciare il diktat imposto da istituzioni
sovranazionali, non elette da alcun cittadino, che
decidono circa la nostra politica monetaria e, quindi,
sugli aspetti della nostra vita?
L'argomento del signoraggio è ampiamente discusso sul
web, poichè almeno lì si ha ancora la facoltà di far
circolare certe informazioni attraverso blog o siti
indipendenti; sui mass-media nazionali, invece, c'è una
forma di chiusura totale verso certi argomenti, a mio
avviso per due motivi: il primo connesso al fatto che
certi organi di informazione siano collusi (in accordo fraudolento, N.d.r.)
con gli stessi artefici di questo sistema economico basato sullo
sfruttamento dell'essere umano; il secondo motivo è
l'ignoranza da parte di coloro che avrebbero il compito
di informare i disinformati. Tendo a propendere per la
prima ipotesi.
Produrre intere puntate televisive in onda in prima
serata o scrivere intere pagine di quotidiani
raccontando i disagi della disoccupazione giovanile, la
lotta all'evasione, l'aumento dello spread, l'aumento
del debito pubblico, il PIL che non cresce, significa
discutere degli effetti, non della causa.
Tutti i disagi connessi alla mancanza di lavoro,
all'inefficienza dei servizi pubblici e alla riduzione
sempre più drastica del benessere collettivo partono
tutti dal fatto che uno Stato, soggiogato dallo
strapotere dell'oligarchia bancaria e delle grandi
corporations, non potrà mai esaudire azioni
nell'interesse del popolo che dovrebbe, invece, godere
della sovranità come afferma il primo articolo della
nostra Costituzione:
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul
lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la
esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.".
Visto che la realtà è diversa riscriviamo allora l'art.1
della Costituzione, modificandolo in:
"L'italia è una repubblica anti-democratica poichè non
tiene conto del volere del popolo, in quanto il potere è
diretto da istituzioni sovranazionali non elette
democraticamente da alcun cittadino. La sovranità
appartiene alle banche centrali, ossia società private,
che la esercitano per emettere moneta e prestarla agli Stati.".
Anche i legislatori, come i mass-media, sono collusi o
disinformati per non apportare una simile modifica a
livello costituzionale?
Non è forse vero che un Paese privato della sovranità
monetaria sarà sempre soggiogato ai mercati finanziari e
alle banche? Per originare la spesa pubblica atta a
produrre beni e servizi utili al soddisfacimento dei
bisogni dei cittadini lo Stato non può emettere moneta,
come sarebbe logico fare, ma dovrà emettere Titoli di
Stato, gravati di interessi, e venderli alle banche in
cambio di moneta. Moneta questa che viene stampata dalle
banche a costi quasi nulli (valore intrinseco), ma
addebitati al valore nominale; un sistema che genera il
vortice senza fine del debito pubblico da cui non c'è
via di scampo, dove lo Stato subisce il doppio diktat
delle banche: da un lato quando deve chiedere denaro in
prestito, pagando pure copiosi interessi (l'Italia
sborsa ogni anno circa 80-90 milardi di euro solo di
interessi), e dall'altro lato quando queste istituzioni
sovranazionali impongono di ridurre il debito (creato
dalle stesse banche) introducendo misure di austerità,
quali tagli della spesa pubblica ed aumento delle tasse,
favorendo in tal modo le privatizzazioni, da cui ne
traggono benefici le grandi corporations.
Un sistema economico che così come strutturato sventra
l'apparato statale a tutto beneficio di entità private,
banche e corporations, e a tutto svantaggio della
collettività che ne paga le nefaste conseguenze.
E quale sarebbe l'utilità di quelle tribune politiche
tradotte in ore di "comizi" televisivi in cui si discute
di problemi marginali? Non sono forse una farsa atta a
lobotomizzare (taglio di alcune fibre del cervello, N.d.r.) le masse, pur di non
parlare del reale problema del signoraggio e della perdita di sovranità monetaria?
Discutere degli effetti e non della causa sono "armi di
distrazione di massa" che hanno lo scopo di dirottare
l'opinione pubblica ad interessarsi di stupidaggini, pur
di deviare l'attenzione dalla vera truffa di cui ne siamo tutti vittime.
Eppure il mondo del web ha ben sottolineato, attraverso
fiumi di parole e video, la gravità di questa tematica
ma, nonostante tutto, giornali, programmi tv e radio
continuano a tacere. Quanto prima, quando una
percentuale maggiore di persone verrà a conoscenza del
reale funzionamento del sistema economico, così come
strutturato oggigiorno, i mass-media, come del resto la
magistratura e tutti quei politici che finora hanno
censurato l'argomento, verranno condannati sul patibolo
mediatico il cui giudice sarà il popolo, pronto a
individuare corrotti e collusi del nefasto sistema
economico di cui ne siamo parte.
Solo gli intelligenti si renderanno conto che è da folli
continuare a innalzare barriere atte ad occulatare la
lotta al signoraggio, poichè esse si sgretoleranno
quanto prima ed allora non ci sarà più tempo per
ricorrere ai ripari, perchè come si legge nelle aule dei
tribunali "Ignorantia legis non excusat" (La legge non
ammette ignoranza), anche il popolo non ammetterà
l'ignoranza dei mass-media di fronte ad argomenti di
importantissima rilevanza e la collettività, come un
giudice pronto ad emettere la sua sentenza finale,
arriverà a condannare i mezzi di informazione come
collusi agli stessi corruttori.
Questi corruttori sono rappresentati
dall'oligarchia bancaria, la quale verrà accusata
di violazione degli artt. del c.p. 241 (Attentati contro
la integrità, l'indipendenza o l'unità dello Stato),
283 (Attentato contro la costituzione dello Stato), 648
bis ( Riciclaggio), 501 (Rialzo e ribasso fraudolento di
prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio),
501 bis (Manovre speculative su merci), 416
(Associazione per delinquere), 61 (Circostanze
aggravanti comuni), 580 (Istigazione al suicidio) ed
altri di questi gravissimi delitti.
Il ladro continuerà ad agire indisturbato finchè coloro
preposti a diffonderne notizia ed a catturarlo non
decideranno di compiere il loro dovere; ma se il popolo
si accorgerà che "lo sceriffo" chiude non uno, ma
entrambi gli occhi ai gravissimi reati compiuti dal
ladro, allora lo sceriffo verrà ritenuto pienamente
responsabile e colpevole quanto il ladro per i
gravissimi reati che stanno mietendo numerose vittime in
termini sia fisici che psichici, sia a livelli nazionali
che internazionali.
C'è un famoso aforisma di Henry Ford che cito:
"E' un bene che il popolo non comprenda il funzionamento
del nostro sistema bancario e monetario, perché se
accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima
di domani mattina."
Bisognerebbe chiedersi per chi sia
un bene? Scommetto che molti sanno la risposta, ma
ancora una volta si nasconderanno dietro le barriere
dell'immobilismo e dell'oscurantismo, piaghe sociali
queste di cui i mass-media ne sono emblematici
portatori.
Le soluzioni per un sistema economico più equo ed in
grado di garantire maggior benessere per i cittadini
esistono, ma se non si offre la possibilità di capire il
vero problema non ci sarà spazio per proporre le soluzioni più adeguate.
Tutti i mezzi di informazione che leggeranno questa mia
lettera sono invitati a rispondere, enunciando il loro
punto di vista su questa tematica scottante quanto grave
circa la censura del problema del signoraggio bancario.
Salvatore Tamburro, classe 1980, si è laureato presso l’Università
Parthenope di Napoli in Economia e Commercio, discutendo una tesi di laurea dal titolo
“Bankitalia, Signoraggio e Nuovo Ordine Mondiale”, i cui contenuti
erano e sono tuttora criticati, censurati e/o esaltati sia dentro
che fuori il mondo accademico, e che costituisce il testo del presente saggio.
Professionalmente si occupa di consulenza fiscale e finanziaria,
e attualmente collabora con svariati siti Internet pubblicando articoli di economia
e attualità.
Libri di Salvatore Tamburro per approfondire l'argomento
Non è Crisi è Truffa! Come i banchieri ci stanno derubando
Salvatore Tamburro
Sì Edizioni
Purtroppo, come nel campo della medicina esiste una teoria ufficiale che
viene fatta passare per giusta e corretta (ignorando cure alternative che spesso si
rivelano migliori delle cure ufficiali, ma che non creano business) allo stesso modo
anche in campo economico esistono teorie ufficiali, insegnate nelle università e spacciate
per autentiche. Tali teorie, invece si discostano notevolmente dai fenomeni reali:
sono semplicemente false.
Quella che viene fatta passare agli occhi della gente come "crisi",
in realtà non è altro che la conseguenza di operazioni compiute dall'oligarchia al
potere, ossia banche e corporation; in realtà si tratta di una truffa, le cui
conseguenze gravano sulle spalle della collettività, chiamata a sostenere sacrifici,
a subire misure di "austerità" imposte proprio dagli stessi autori di questa grande truffa.
I banchieri creano moneta e indebitano gli Stati, assoggettandoli...
finanziano partiti e mass-media per nascondere alla gente la realtà, e illuderla di
avere libertà di scelta. Ma questa libertà è mera illusione.
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La Via del Denaro - La Banca d'Italia, il Signoraggio e il Nuovo Ordine Mondiale
Salvatore Tamburro
Edizioni Nexus
Nato dall'esigenza di comprendere gli aspetti economici della Banca
d'Italia, del sistema bancario in generale e delle principali istituzioni del libero
commercio, questo documentatissimo volume espone tutte le anomalie e i veri e propri
"conflitti di interesse" che ruotano intorno a queste istituzioni, con particolare
riguardo alle maggiori banche italiane che, partecipando all'azionariato della Banca
d'Italia, ne snaturano il ruolo istituzionale di ente "controllante" per delegarlo a
quello di "controllata".
Un tale conflitto d'interesse caratterizza anche numerose altre
banche centrali di paesi esteri, fra cui la Federal Reserve statunitense, ma ben
più grave è il problema del cosiddetto "signoraggio". del quale in questa sede
si illustrano le origini, i beneficiari e gli svantaggiati dell'attuale sistema
economico, soffermandosi sulla perdita della sovranità monetaria, sul concetto di
valore indotto della moneta e sul metodo della riserva frazionaria utilizzato dalle banche.
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Direi che anche il signoraggio (primario e secondario)
sono effetti e non cause.
Credo la causa debba essere ricercata in quelle
dinastie, probabilmente nemmeno umane, che sono riuscite
dapprima a piegare il protestantesimo deviandolo verso
un fondamentalismo puritano.
Quindi, pur mantenendo i tentacoli nei paesi di origine,
si sono impadroniti del paese che più aveva la
possibilità di farsi strumentalizzare da idee
psicopatiche congegnali col fondamentalismo puritano e
tramite questo hanno lanciato la loro crociata per
sottomettere il mondo intero chiaramente con i metodi
che abbiamo continuamente sotto gli occhi: sottomettendo
paesi "amici" ai loro dictat, trasformando le loro
popolazioni in eserciti di mercenari ai loro ordini (e
questo sì con gli strumenti del signoraggio e del
debito); abbiamo visto con la Libia un manipolo di utili
idioti eseguire il lavoro sporco voluto da questi
criminali.
La NATO è il braccio armato (di mercenari) agli ordini
di questi farabutti e a carico delle popolazioni che si
ostinano a non vedere quale disegno si cela in tutto
questo.
Teniamo comunque presente che il target finale è che
questo pianeta non è abbastanza grande e pieno di
risorse per i 7 miliardi di persone che lo abitano,
pertanto, hanno deciso unilateralmente che per
continuare a vivere alla grande il pianeta non deve
avere più di 500 milioni di individui (lo dicono
apertamente in molte università), con un 1% di classe
dominante e il 99% di schiavi.
Gli idioti pensano di far parte dei 500 milioni, i
criminali farabutti di quell'uno per cento!
Marco Cappelli Mar 27, 2012 07:20 AM
Perché accusiamo sempre "gli altri"?
Perché accusare chi fa cose immonde, e noi - se
fossimo su quelle sedie - faremmo forse peggio?
Perché accusare chi fa cose immonde, quando siamo noi
a permetterglielo?
Siamo TUTTI noi, cedendo quotidianamente la nostra
propria molecola di potere a permettere al Potere di
esercitare il potere, poiché il Potere viene SOLO
dall'accumulo di milioni e miliardi di molecole di
potere. Il nostro individuale, appunto.
Detto questo, si è detto tutto.
Senza una consapevolezza collettiva condivisa, è
addirittura un bene - che quei criminali malati
psicopatici (discendenti dalla notte dei tempi chissà da
chi) portino alle estreme conseguenze il proprio
disegno.
Un bene!
Poiché la MASSA ha bisogno di scosse, e scosse molto
forti, prima di muoversi in una qualunque direzione.
Anche perché, di norma, la massa NON HA direzione, in
quanto nemmeno sa di dove voler andare (chi non sa dove
andare non può arrivare in nessun posto...).
Si legga in proposito Gustav Le Bon
"Psicologia delle folle"
presente anche sul web integralmente, legalmente, gratuitamente
(scaricalo qui), dove - fra l'altro -
a fine '800, Le Bon spiega (e lo fa in modo lucidissimo) che
TUTTI NOI siamo massa, anche chi, nel proprio intimo,
NON penserebbe mai di poter pensare ed agire "come" la
massa, mentre invece massa, quando siamo in massa (non
importa in che modo di aggregazione), LO DIVENTIAMO TUTTI!
Il resto, cioè le (nostre) azioni più giuste, cioè
impedire a "quelli" le azioni per creare questa vita,
una volta che CIASCUNO DI NOI sia consapevole di quanto
potere abbia/mo e di come esercitarlo quotidianamente,
il resto viene da sé.
Ma smettiamola di dare la colpa a "quelli".
"Quelli" fanno solo il proprio mestiere.
Come condannare loro, che fanno il proprio mestiere -
e lo fanno benissimo?
Siamo noi a non fare il nostro.
Siamo noi quelli che aspettavamo.
Agiamo!, invece di stare comodi davanti a un monitor
e mettere in pace la coscienza dando colpe!
Marco Cappelli
Massimiliano Piacentini Mar 27, 2012 12:51 PM
Lei ha perfettamente ragione di dire che la colpa
maggiore è di chi subisce rispetto a chi agisce, è certo
però, che finalmente ci si sta avvicinando ad una massa
critica di persone con buona consapevolezza riguardo la
questione del signoraggio e del NWO (nuovo ordine
mondiale). Ci vorrà ancora del tempo, ma la soglia è
quasi raggiunta. Se ne parla molto di più, nascono
organizzazioni e siti sull'argomento come funghi, non
foss'altro perchè la crisi economica non è più
congiunturale ma strutturale, di conseguenza duratura
nel tempo e foriera di gravi conseguenze sulla vita di
moltissimi individui della sopracitata "massa".
Il sistema economico, per la prima volta nella storia, deve
rispondere ad un mezzo di informazione chiamato
Internet, il quale ha con sè l'enorme potere di
informare a tappeto e senza filtri, tra l'altro con una
velocità di divulgazione senza precedenti. Non si tratta
di dire se avverrà il cambiamento della coscienza
collettiva, ma quando avverrà il cambiamento, e visti i
ritmi e le condizioni economiche e sociali, ci siamo
davvero vicini.
Massimiliano Piacentini
IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO SONO ORA SOLO INTERESSI
In Italia se avessimo emesso moneta per finanziare i deficit pubblici il nostro
debito pubblico sarebbe probabilmente solo il 20% di quello attuale (perchè da
noi il peso degli interessi nel creare debito era molto maggiore. Il calcolo
esatto non lo tiri fuori subito da questa tabella, ma intuitivamente invece di
circa 2.000 miliardi di euro di debito pubblico ne avremmo meno di 500 miliardi
("...per fare una verifica e approfondire un po’, procuriamoci dei dati più
“analitici” dal sito dell’associazione NENS (Nuova Economia Nuova Società), ma
sono di origine ISTAT (qui nel sito originale, file xls). ....ui una versione
ods rielaborata, con le tabelle qui mostrate (ed altre).I dati vanno questa
volta dal 1980 al 2007,...
"Risulta anche che dal 1980 al 2007 lo Stato ha mediamente e complessivamente
garantito ai suoi creditori una remunerazione di 4,2 punti percentuali superiore
al tasso di inflazione. In realtà, ha fatto peggio: infatti la somma degli
interessi sarebbe stata inferiore a quella effettivamente pagata, perché il
punto finale è più o meno lo stesso, ma non così il percorso, come si vede dalla
figura....Ad un tasso composto di questo valore, comunque, il capitale raddoppia
in termini reali (non nominali) in 17 anni.
Direi che i signori creditori sono stati trattati per niente male....". Questo è
allucinante. Lo stato è l'unico che può garantire il rimborso del tuo capitale a
100, le azioni e le obbligazioni corporate non possono perchè vanno falliti e
hanno crac per cui lo stato dovrebbe pagare appena più di un conto corrente,
diciamo uno 0.5% più di un c/c
Questi numeri mostrano che dopo aver per 25 anni ingrassato la rendita
finanziaria, lo stato italiano deve risolvere il problema del debito
semplicemente pagando di interessi, l'1% invece del 5%. Fine della storia. Altro
che 90 miliardi di euro di stangate fiscali. Per legge lo Stato italiano decide
che pagherà l'1% sui titoli di stato, prendere o lasciare, garantendo però allo
stesso tempo che varranno sempre 100 alla scadenza perchè dichiara che li
accetta per pagare le tasse. Fai così e il problema lo risolvi immediatamente.
Nessuno infatti venderà più dei BTP facendoli crollare sul mercato, perchè
sarebbe un idiota visto che poi aziende, banche e famiglie residenti italiane
glieli comprerebbero a prezzi ad esempio di 90 o di 80 per pagare le loro tasse
a 100 guadagnadoci. Lo stato italiano per legge NON DEVE PAGARE PIU' DELL'1% e
ha i mezzi legali ed economici per farlo
(Questa qui sotto è la prima slide che metto alla presentazione di Rimini all'ITForum
in maggio, anzi ne stampo duemila copie e li distribuisco a questa Fiera...).