IL PROGETTO "SCEC" (Solidarietà ChE Cammina)
Una valida alternativa alla moneta attuale
Tratto da: www.progettoscec.com/
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Esempio di SCEC napoletano
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Sommario
Lo SCEC non è solo un mezzo; è il mezzo per la nostra vera libertà. Ma
se io fossi libero di non dover pensare a come sopravvivere, ma sai
quante cose farei e mi occuperei solo dei miei veri interessi, la
civiltà il mondo rifiorirebbe, avremmo uno scatto poderoso nelle
scienze nella tecnica nelle arti, in tutto, mi premureri solo di
rendere comunque i vizi ancora molto costosi o se no finiremmo tutti
drogati persi (posted da Paky13 il 21 ottobre 2008).
Tratto da: www.progettoscec.com/faq.php
La nostra idea nasce dall'iniziativa di un gruppo di commercianti, artigiani, liberi
professionisti, privati cittadini, che si sono resi conto che un problema fondamentale
della nostra economia è la gestione della moneta nell'interesse esclusivo delle banche
e non dei cittadini.
Con l'avvento dell'Euro sempre più spesso il denaro viene portato via dal nostro
territorio per essere investito sui mercati finanziari internazionali. In pratica ogni
qual volta che acquistiamo nei grandi supermercati o mettiamo la benzina nella nostra
auto, gran parte dei nostri soldi vengono risucchiati dal nostro mercato per essere
trasferiti oltreoceano o in oriente, mercati oggi preferiti per gli investimenti
o peggio, nei mercati finanziari.
Anche quando paghiamo le tasse i nostri risprmi finiscono nei forzieri delle banche
e da lì verso altre destinazioni, visto che con le tasse paghiamo gli interessi sul
debito pubblico (creato artificialmente dalle banche con la complicità dei nostri
governanti).
Tutti questi soldi non circolano più sul nostro territorio che si impoverisce sempre
più di moneta, strumento indispensabile per il buon funzionamento di una qualsiasi economia.
Per porre rimedio a questo problema la nostra idea è quella di creare un'Associazione
all'interno della quale gli scambi avvengano in parte con un simbolo cartaceo, che
abbiamo chiamato SCEC (Solidarietà ChE Cammina), che circola quindi insieme all'Euro
come una moneta, favorendo così lo scambio di beni e servizi, portando un beneficio
per tutti.
I commercianti, accettando per i pagamenti in parte gli SCEC, vedranno
aumentare la propria clientela; i singoli cittadini pagheranno di meno e avranno
quindi una maggiore possibilità di spesa; inoltre, cosa molto importante, chiunque
all'interno del circuito accetterà per una parte dei pagamenti questi buoni, potrà a
sua volta rispenderli presso tutti gli altri associati.
In definitiva, avendo l'opportunità di rispendere gli SCEC incassati, il commerciante
che li accetta non ci perde nulla (neanche lo percentuale di SCEC accettata) e ci
guadagna un aumento di clienti con relativo incremento di vendite.
Tratto da: http://it.groups.yahoo.com/group/cantiere_della_democrazia/message/1461
Il progetto SCEC nasce dalla presa di coscienza da parte di un gruppo di cittadini
napoletani di un paradosso che l'attuale sistema economico ha generato nella
nostra società. Il paradosso di cui parliamo è il fatto che la produzione di
beni e servizi non è mai stata così abbondante ma, nonostante ciò, una parte
sempre maggiore di cittadini fa sempre più fatica a soddisfare i suoi bisogni
più elementari. Un'altra faccia di questo problema è il fatto che nelle nostre
città ci sono decine di cose da fare per migliorare la qualità della nostra
vita e migliaia di persone che sono disoccupate, che spesso per dare da vivere
alle proprie famiglie sono costretti ad emigrare o, nel peggiore dei casi, a
delinquere.
Noi crediamo che una situazione del genere sia assurda in una società avanzata
che dovrebbe avere come obiettivo il benessere collettivo.
L'associazione ONLUS Masaniello che abbiamo fondato tenta di porre rimedio a
questa situazione, utilizzando uno degli strumenti più importanti del nostro
sistema economico: la moneta.
La nostra idea è quella di distribuire ad un gruppo di persone il più vasto
possibile un simbolo cartaceo, che abbiamo chiamato SCEC (Solidarietà ChE
Cammina), che sia in grado di far ripartire l'economia locale.
Con questo simbolo cartaceo, funzionante come un buono sconto, vogliamo che
ciascuno sia in grado di fare gli acquisti ai quali oggi è costretto a
rinunciare, e mettere in moto un circolo virtuoso grazie al quale rilanciare
l'economia locale per il benessere di tutta la collettività.
Per fare ciò l'Associazione Masaniello propone un patto tra commercianti e
consumatori: i commercianti, accettando una percentuale dei pagamenti in SCEC,
daranno modo alle persone di acquistare beni e servizi ai quali prima erano
costretti a rinunciare; in questo modo i commercianti riusciranno a vendere più
facilmente i loro prodotti e ad aumentare la propria clientela ma, a differenza
di un normale circuito di sconti, non perderanno gli SCEC che hanno incassato,
perché a loro volta potranno spenderli presso le altre attività commerciali,
fronitori, produttori e presso tutti quei consumatori che sceglieranno di
offrire le loro capacità accettando gli SCEC.
Naturalmente ciascun iscritto può decidere liberamente la percentuale di SCEC
che intende accettare, ed in qualsiasi momento sospenderne l'accettazione.
Per favorire la circolazione degli SCEC, essi hanno un periodo di validità limitato,
al cui termine l'Associazione provvederà a cambiarli con una nuova emissione,
trattenendone una percentuale. In questo modo, gli SCEC continueranno ad essere
distribuiti a tutti gli associati e potranno ritornare velocemente ai commercianti
che partecipano al circuito, ovviamente accompagnati dagli euro che portano con sé.
Tutti gli iscritti possono consultare su questo sito l'elenco aggiornato dei commercianti e dei privati aderenti al circuito, in modo da conoscere facilmente dove poter fare i propri acquisti utilizzando lo SCEC.
Visita il sito: www.progettoscec.com/ilprogetto.php
Posted by rosanna on October 10, 2008, 2:59 pm
di Pierluigi Paoletti
Crollano le borse? Il sistema finanziario è messo a dura prova?
La soluzione è più semplice di quanto si creda, sempre che si voglia
vedere e si abbia il buon senso di applicarla.
Il debito, nella sua evoluzione esponenziale di lungo periodo, assorbe
quote sempre maggiori di ricchezza; le banche, in preda ad un delirio di
onnipotenza da utili, hanno moltiplicato la produzione mondiale per decine
di volte con gli strumenti a leva finanziaria, abbandonando
definitivamente la loro funzione sociale di finanziare le attività
economiche. Il risultato è che l’economia reale sta rimanendo senza
liquidità, mentre le banche, a causa di una percentuale di per sé
piccola di insolvenze, ma grazie alle leve finanziarie esasperate, stanno
fallendo in numero sempre maggiore.
Per uscire da questa crisi, è necessario, dichiarare fuori legge e quindi
far sparire dal mercatoi prodotti dell’ingegneria finanziaria come i
derivati, le obbligazioni strutturate ecc.
Occorre altresì azzerare completamente tutti i debiti, divenuti
insostenibili e immettere liquidità nel sistema economico senza
indebitarlo permettendo così all’economia reale di riprendere la sua
normale funzione nella società.
Con queste semplici, ma coraggiose, soluzioni, si libererebbe una enorme
massa di ricchezza che farebbe tornare in equilibrio un sistema economico,
ormai malato terminale.
Le contromisure prese dalle autorità monetarie e dai governi invece vanno
nel senso opposto, ovvero quello di dare liquidità alle banche per non
farle fallire e permettere di continuare nel loro assurdo e delirante
gioco di moltiplicare gli utili, con la scusa di salvaguardare i depositi
dei risparmiatori. Ad aggravare la situazione c’è che questa enorme
liquidità data al sistema bancario, non viene reimmessa nel circuito
economico, ma viene usata semplicemente per tamponare le falle nei bilanci
bancari. La conseguenza sono imprese e famiglie in enorme difficoltà di
liquidità in un sistema creditizio che invece detiene masse enormi di
denaro, ma inutilizzate usarle.
Se si vuole davvero salvaguardare le famiglie e le imprese, si dia quella
liquidità direttamente a loro, annullando i debiti e si lasci una volta
per tutte morire questo sistema bancario ingordo, malato e ormai inutile.
Se non lo fanno l’unico sistema è adottare la moneta complementare
che immette liquidità senza indebitare nell’economia e alle famiglie,
insieme a questo occorre ricostruire l’economia reale, a partire dalla
agricoltura, distrutta e disgregata dalla globalizzazione selvaggia.
Pierluigi Paoletti, Presidente Nazionale ArcipelagoSCEC.
www.centrofondi.it Report settimanali gratuiti per capire l'economia ed i mercati finanziari.

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