SCHEDE TERAPEUTICHE
TUMORI, CANCRI E METASTASI
LA PREGHIERA DI GUARIGIONE
Sommario
I risultati della preghiera di guarigione sono straordinari, tanto che quel che
una volta avrebbe riempito di stupore i nostri ritiri, noi lo consideriamo ora
quasi come garantito. Lo straordinario è diventato ordinario. Ed è così che
io credo che il ministero delle guarigioni dovrebbe essere: una parte ordinaria
e normale della vita di ogni comunità cristiana.
Nonostante queste testimonianze molti cristiani rimangono saldamente attestati
sulle loro posizioni e provano gravi difficoltà a credere che si possano
verificare guarigioni del genere (Francis MacNutt).
Oggi i sacerdoti stanno riscoprendo il potere della preghiera di
intercessione come parte della loro pratica professionale e della loro
consulenza spirituale. Tale preghiera mira alla guarigione fisica e specialmente
a quella interiore. In certi casi sembra che problemi seri come quello dell'uso
della droga, dell'alcolismo, di turbe emozionali profondamente radicate siano
stati alleviati da sacerdoti, i quali riconoscono la convenienza di accompagnare
con la preghiera la loro consulenza professionale ugualmente necessaria.
Essi hanno visto il potere di Cristo giungere attraverso di loro quali canali
del suo amore. Per ora non molti sacerdoti hanno sperimentato questo potere, ma
per coloro che l'hanno sperimentato il problema di scoprire l'importanza del
loro ministero è scomparso.
E' possibile che Dio guarisca direttamente le persone? Succede veramente? Tutte
le altre questioni riguardanti questo ministero dipendono completamente da
questa prima domanda: esiste quella cosa che chiamiamo guarigione?
In assenza di una prova sperimentale diretta, durante gli ultimi secoli i
cristiani istruiti hanno manifestato la tendenza a basarsi sull'opinione dei
teologi e degli esegeti. Quelli poco istruiti sembrano far più affidamento
sulla vita devozionale della Chiesa, sui suoi santuari e sulle vite popolari dei
santi e basare su di essi la loro fede a proposito delle guarigioni miracolose.
Tuttavia negli ultimi cinquant'anni alcuni teologi e alcuni biblisti, in seguito
alla crescente considerazione delle forme letterarie della Bibbia, si sono
chiesti se siamo tenuti ad accettare i miracoli di Gesù in un senso letterale.
Allo stesso modo hanno posto in questione l'esistenza di Satana come entità
personale e, di conseguenza, l'accettazione letterale degli esorcismi di Gesù
(la controversia seguita alla proiezione del film L'esorcista ne è un esempio
significativo).
Ciononostante stiamo ora assistendo a un ritorno dell'esperienza diretta del
potere sanante di Dio in maniere così impressionanti che la viva tradizione
della Chiesa, che lo Spirito ci aiuta oggi a sperimentare e a capire, ci
riconduce ad acquistare una più viva consapevolezza di quel che Gesù ha
compiuto nel suo ministero delle guarigioni. Quando assistiamo personalmente a
guarigioni miracolose, non abbiamo più difficoltà a visualizzare le guarigioni
narrate dai vangeli.
Ecco un esempio: "Quello che era fin da principio quello che abbiamo udito,
quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che abbiamo contemplato e
le nostre mani hanno toccato, il Verbo, che è vita questo è il nostro
argomento. La vita si è manifestata: noi l'abbiamo veduta e le rendiamo
testimonianza, e annunziamo a voi la vita eterna quella che era presso il Padre
e che ci è stata manifestata" (1 Gv 1,1-2).
Vedendo che questo genere di guarigioni si verifica ripetutamente ai nostri
giorni, io non ho più alcuna difficoltà a credere che cose ancor più grandi
si siano verificate nel ministero di Cristo. Egli ha detto che noi avremmo
compiuto opere ancora più grandi di quelle compiute da lui (Gv 14,12) e ritengo
che vedrei verificarsi guarigioni ancora più grandi nel mio ministero, se fossi
uno strumento più adatto di quanto non sono nelle mani dell'amore sanante di
Dio. Ma anche così, come ho già ricordato nella prefazione, ritengo che metà
delle persone, per la cui guarigione fisica preghiamo, guariscono o migliorano
notevolmente.
La guarigione fisica è stata considerata di importanza vitale, in specie tra i
poveri, che sono quasi tutti malati e dispongono di un minimo di assistenza
medica. La predicazione tradizionale sulla sofferenza ha sempre sottolineato la
sopportazione della croce. Ciò ha condotto il popolo a farsi un'idea piuttosto
pagana di Dio, come di uno che dispensa sofferenza, come di un Dio corrucciato
che va propiziato. Senza un saggio del ministero delle guarigioni esercitato
dallo stesso Gesù, la gente trova difficile vedere un Dio di amore.
A Cali, in Colombia, dove nella parrocchia di san Giovanni Battista, situata in
un barrio, una missione di cinque giorni ebbe inizio con una liturgia delle
guarigioni l'affluenza raddoppiò immediatamente e generò nella gente un
desiderio di conoscere meglio il Vangelo e di imparare a pregare assieme.
Narra Francis MacNutt: "La prima persona per cui pregai fu una suora, che
era stata sottoposta alla shock-terapia per depressione mentale e che era stata
curata psichiatricamente fino al limite del possibile. Sapevo che non aveva
niente da perdere per il fatto che pregassi con lei. Né io avevo alcunché da
perdere, eccettuata una certa falsa umiltà, nell'offrirmi di pregare per la sua
guarigione.
Con mia sorpresa (in fondo solo parziale), ella guarì. La cosa mi spinse a
credere che, se io avessi pregato per qualcuno, egli sarebbe potuto guarire. (In
un certo senso era molto più facile credere che Dio poteva guarire il malato
attraverso la preghiera che non credere che l'avrebbe guarito attraverso la mia
preghiera).
Da allora ho visto guarire molte persone, in specie quando prego con un gruppo o
in seno a una comunità piena di amore. Anche se viaggio troppo per essere in
grado di seguire fino in fondo tutti questi casi e di valutarli con accuratezza,
posso dire grosso modo che circa metà di coloro, per cui preghiamo, guariscono
(o migliorano notevolmente), da qualche malattia fisica e che circa tre quarti
di coloro, per cui preghiamo, guariscono da qualche turba emozionale o
spirituale. Dico questo ad incoraggiamento di altri, affinché considerino la
possibilità che Dio può un giorno adoperare le loro preghiere per guarire un
infermo".
Un atteggiamento fondamentale, che mina alla radice l'idea di un intervento
sanante di Dio, è la convinzione che sia Dio stesso a inviarci la sofferenza.
In una concezione del genere chiedere di essere guarito significa opporsi alla
volontà divina e rifiutare la croce, che essa dispone. Anche ammesso che sia
lecito pregare per ottenere un po' di sollievo, la persona malata fa molto
meglio ad accettare e a sopportare la sua sofferenza. Tale sopportazione è più
eroica e assimila di più a Cristo. "Se sei destinato a diventare un santo,
devi aspettarti sofferenza e malattia".
Questa indebita accentuazione della croce e dei benefici della sofferenza ha
sostituito in larga misura la fede nella guarigione e il desiderio di ottenerla
tra molti cristiani delle grandi Chiese.(7) Inoltre ha sicuramente influenzato
la predicazione a proposito della sofferenza. I predicatori presentano troppo
spesso l'infermità come un effetto dell'amore castigante di Dio piuttosto che
come un elemento appartenente al regno del male. La dottrina cristiana
tradizionale afferma che la malattia è una conseguenza del peccato originale.
Il nostro atteggiamento verso la malattia, consistente nel chiedere a Dio di
liberarcene o nell'accettarla come sua volontà, è un problema davvero
importante. Se credo che Dio mi ha inviato una malattia per saggiare il mio
amore, non pregherò ovviamente per esserne liberato, ma abbraccerò piuttosto
la mia croce e rifiuterò di approfittare di qualsiasi sollievo. Però in nessun
passo del vangelo vediamo Cristo incoraggiare gli infermi a vivere con la loro
malattia. Al contrario, egli tratta sempre l'infermità come una manifestazione
del regno di satana, che egli è venuto per distruggere.
Il ministero delle guarigioni consiste più nel fatto di possedere un potenziale
capace di essere adoperato da Dio piuttosto che in un dono, che sarebbe in mio
potere. Il dono non è per il ministro delle guarigioni, ma per l'infermo; è
questi che riceve il dono della salute.
Io credo che ogni cristiano possa essere potenzialmente adoperato per operare
una guarigione. Chi guarisce è Cristo, e dal momento che egli, il Padre e lo
Spirito Santo risiedono in ogni battezzato, essi possono al momento opportuno
operare attraverso le preghiere di qualsiasi cristiano: "Tutto è possibile
a chi crede", ha detto Gesù (Mr 9,23b).
Siamo tutti invitati a pregare per ottenere le guarigioni. In particolare siamo
chiamati a pregare per quanti ci sono in qualche modo più vicini: Dio adopera
le preghiere fatte dai genitori per i figli, quelle fatte dal marito per la
moglie e viceversa. Anche gli amici posseggono un particolare legame di amore,
che Dio utilizza per ottenere la guarigione, quando essi pregano a vicenda.
I ministri e i sacerdoti, data la loro posizione di guide della comunità
cristiana e di consulenti, posseggono un dono speciale delle guarigioni connesso
con il loro ufficio. In particolare il sacramento della penitenza e quello
dell'unzione degli infermi fanno del loro ufficio sanante una parte della vita
liturgica delle Chiese sacramentali.
Tuttavia alcuni individui sembrano particolarmente dotati nel campo delle
guarigioni e sviluppano un ministero nel campo delle guarigioni, quando altri
membri della comunità riconoscono in loro questo dono. San Paolo scrive che ad
alcuni è dato il dono delle guarigioni ( 1 Cor 12,9), il che significa che ad
altri esso non viene dato. Nel contesto Paolo parla dei doni ministeriali
speciali dati a beneficio della comunità. Ovviamente quella specie notevole di
dono è data solo ad alcuni individui, io però ritengo che ogni gruppo di
preghiera dovrebbe possedere alcuni membri, che posseggono per riconoscimento
del gruppo un potere sanante maggiore di quello degli altri.
... Secondo la mia esperienza, chiunque ha un dono straordinario
in questo campo viene subito individuato dagli altri e ben presto si troverà
nella necessità di nasconderlo, come fece nostro Signore, anziché di
domandarsi se lo possiede o meno. Se possiedi un dono reale delle guarigioni
come un ministero, ben presto non vi saranno più dubbi al riguardo. Chi invece
non ne è sicuro, fa meglio ad attendere e nel frattempo continuare a crescere.
Alcuni sembrano troppo ansiosi di scoprire se posseggono il dono delle
guarigioni. Forse la loro motivazione non è del tutto pura, accanto al
desiderio lodevole di aiutare gli altri, possono anche essere mossi da un
bisogno eccessivo di sentirsi necessari agli altri.
La gente ha fame e sete di conoscere Dio in una maniera diretta e sperimentale.
E l'infermo ha bisogno di guarigione, esattamente come ai tempi di Gesù. Tali
bisogni e tali desideri sono fondamentali per la nostra umanità. Se il Cristo
risorto continua a guarire i malati, allora non costituisce più un problema
rendere il cristianesimo rilevante per i bisogni della maggior parte degli
individui odierni.
E se, a somiglianza di Gesù, puoi camminare tra i malati e guarire quanti ne
vengono a te, ti può capitare di avere qualche problema come quello di trovare
un posto, dove nasconderti alla moltitudine dei malati che ti vengono a cercare.
È noto che la preghiera di guarigione è stata riproposta, si direbbe quasi
rilanciata dal Rinnovamento nello Spirito e è attingendo a quest'esperienza e
alla relativa letteratura che possiamo parlare anzitutto di quattro fondamentali
modalità che essa può assumere.
- 1° - La prima riguarda il pentimento dei propri peccati, che costituiscono,
sotto il profilo religioso, l'espressione tangibile del male verso cui è
incline il cuore dell'uomo sin dalla nascita. Le confessioni sono il luogo
privilegiato per la presa di coscienza e il rifiuto di una condotta peccaminosa.
- 2° - La seconda modalità è legata alla guarigione interiore che abbraccia il
mondo dei ricordi, delle inclinazioni o tendenze negative e dell'affettività
con tutte le ambivalenze di cui è carica. Su questo terreno opera lo
psicoterapeuta non meno che il confessore. Gli approcci sono sicuramente
diversi, ma anche interdipendenti, poiché entrambi si prefiggono la cura
dell'anima.
- 3° - La terza modalità riguarda la guarigione fisica e qui opera evidentemente
la medicina, ma anche l'unzione, sia in senso strettamente sacramentale, sia nel
senso lato che conosciamo. E' ai mali di ordine fisico che certamente si
riferisce Gc 5,16 quando afferma: "Pregate gli uni per gli altri per essere
guariti".
Come è noto l'invito di Giacomo va inserito nel suo contesto, che parla di
preghiera, di confessione, di perdono e di salvezza. In particolare la preghiera
e la confessione davanti ai fratelli devono associarsi per ottenere la
guarigione delle conseguenze morali e fisiche del peccato. In tal modo "le
nostre piaghe, esposte in pubblico, non si aggraveranno, ma al contrario
guariranno (11). Interpretare il testo di Giacomo esclusivamente nell'ottica
sacramentale, sia che si tratti della confessione propriamente detta o
dell'unzione degli infermi, sarebbe riduttivo.
- 4° - La quarta modalità è relativa alla liberazione da influssi o posseduti
da demoni, e ha il suo momento forte nella pratica dell'esorcismo (12).
Occorre partire dall'accettazione di sé alla luce del progetto salvifico di
Dio. Ma è stato detto che se l'uomo si mette davanti ad uno specchio che non
sia illuminato dallo sguardo di Dio, egli si troverà di fronte al più severo
giudice di se stesso. Ed è proprio per sfuggire questo implacabile autogiudizio
che si risolve in condanna, che molti non amano chinarsi sopra le proprie piaghe
e convivono disastrosamente con il male che li abita.
All'accettazione di sé va unita l'illimitata fiducia nella grazia divina che ci
chiama alla "grande guarigione". Sappiamo infatti che la Bibbia ci
presenta Dio come "Colui che guarisce " (Es 15, 26; Dt 32, 29).
Parallelamente alla fiducia nella grazia va posta la fiducia nella propria
ripresa. E' la fede che Cristo esalta nei suoi miracolati, dove fede non indica
solo riconoscimento del potere taumaturgico di Cristo, ma esprime l'attesa, il
proposito, la certezza della guarigione, così che tutte le superstiti energie
psicofisiche sono mobilitate nell'accogliere e assecondare l'opera della grazia.
La guarigione, infatti, altro non è che l'amore di Dio versato nei nostri cuori
dallo Spirito Santo, un amore che ci guarisce (13).
Non va inoltre trascurata l'enorme incidenza che agli effetti della guarigione
interiore e del risanamento globale dell'uomo riveste la pratica del perdono,
poiché il perdono disintossica il cuore e disciplina il nostro psichismo
ribelle e agitato.
- 1. The Spiritual Renewal of the American Priesthood, a cura dei rev. Ernest
Larkin, o.carm. e Gerald Broccolo (con la collaborazione di sette altri autori).
Washington, D.C., U.S. Catholic Conference, 1973, p. l8.
- 2. Francis MacNutt, Il carisma delle guarigioni, p. 19.
Edizioni Paoline, 1978.
- 3. Ibid., p. 34.
- 4. Ibid., p. 27.
- 5. Ibid., p. 13.
- 6. Ibid., p. 40.
- 7. Il dr. Morton Kelsey, nella sua opera eccellente Healing and Christianity,
delinea lo spostamento drammatico verificatosi nella fede a partire dalla
cristianità primitiva: inizialmente la guarigione era considerata come volontà
ordinaria di Dio; oggi invece l'infermità è presentata come volontà ordinaria
di Dio nei confronti dell'uomo. Tale cambiamento importante si verificò tra il
terzo e il quinto secolo.
- 8. Francis MacNutt, Il carisma delle guarigioni, p. 318.
Edizioni Paoline, 1978.
- 9. Ibid., p. 20
- 10. P. Antonio Gentili, Preghiera e guarigione.
Casa Ritiri Spirituali, Padri Barnabiti.
22030 Eupilio (CO) Tel. 031-655602.
- 11. Giovanni Climaco, Scala Paradisi, 4: p. 88, 68L
- 12. Cf Mac Nutt, Il carisma delle guarigioni.
- 13. Faricy, Preghiera e guarigione. p. 65.