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ALIMENTI BIOLOGICI, UNA GUIDA COMPLETAEditore GB, Padova 1999.
Quali sono i danni dell'agricoltura biologica?Recensione di Annalisa Battistella (da Il Giornale della Natura, n. 129, gennaio 2000). Quali sono le necessità di un ambiente ecologico e di alimenti biologici sicuri per la salute? Oltre ai polli e alle varie carni alla diossina, gli altri alimenti, l'acqua e l'aria quanto inquinanti sono? Ormai i guasti sono evidenti sia per l'ambiente che per l'organismo umano e animale. Il dr. Diego Marchetti (autore del libro Alimenti biologici, unico in Italia), si occupa da anni degli alimenti biologici e si impegna in questo settore svolgendo ricerche conferenze e convegni sull'alimentazione, l'agricoltura, la salute, ed ha svolto l'attività di ortocultore professionale per almeno un decennio. L'agricoltura chimica si diffonde e si afferma nel XX secolo per alcune scoperte scientifiche. Justus von Liebig nel 1839 aveva scoperto che gli organismi vegetali necessitano almeno di tre elementi chimici: azoto, fosforo e potassio per poter crescere rigogliosi. Ciononostante per molto tempo si continuò a conciliare le piante con letame di origine naturale. La chimica non era ancora così sviluppata per essere usata massicciamente in agricoltura. Dal 1920 in poi ci furono i presupposti per produrre fertilizzanti e insetticidi chimici, che divennero però convenienti solo dopo la Seconda guerra mondiale, per effetto di una diminuzione dei costi energetici. La chimica ha rivoluzionato il modo di produrre alimenti, introdotto metodi agricoli nuovi in poco tempo. Per effetto di queste innovazioni si è raggiunta una quantità maggiore di alimenti, ma non una migliore qualità nutrizionale degli alimenti stessi. Ad aggravare la situazione, causata da tale silenzioso rivolgimento, è che l'aspetto dei prodotti dell'agricoltura chimica è uguale a quello dei prodotti dell'agricoltura biologica, perciò i consumatori non sono in grado di distinguerli se non sono informati e preparati sulle differenze di qualità nutrizionali. Un prodotto di agricoltura chimica non ha la stessa composizione nutrizionale di un altro di agricoltura biologica: ha più nitrati, residui di pesticidi e di diserbanti e ha meno vitamine e sali minerali. La cosa più grave è che possono essere ridotti o addirittura assenti gli oligoelementi, fondamentali nella dieta dell'uomo. L'agricoltura chimica ha completamente dimenticato che il terreno è vivente e che deve produrre alimenti di qualità per meglio nutrire le cellule umane e mantenere in salute l'uomo e gli altri esseri viventi. Ha rincorso solo il mito della quantità con lo scopo dichiarato di sconfiggere la fame nel mondo (i risultati sono sotto gli occhi di tutti: in mezzo mondo si continua a morire di fame). Se dopo mezzo secolo ciò non è stato raggiunto, è legittimo mettere in stato d'accusa l'agricoltura chimica ed economica attuale, oltre all'inquinamento generale e all'alimentazione insufficientemente nutriente e dannosa alla salute. Meglio un etto di carne e pane biologici che due etti degli stessi prodotti privi di nutrienti e dannosi alla salute. Le cifre parlano chiaro. Nel mondo sono più di tre milioni all'anno le persone intossicate dai pesticidi. Circa 37.000 tumori sono associati ad alti livelli di esposizione ai pesticidi o a una lunga convivenza con gli stessi. Si noti che i bambini sono più a rischio perché la quantità di aria e cibo inquinati che assumono in relazione al loro peso, è maggiore degli adulti. Nei bambini i tumori dipendono generalmente dall'inquinamento ambientale per contatto diretto e anche per esposizione della madre in gravidanza. Questi pochi esempi siano sufficienti per farci capire i danni provocati all'ambiente e alla salute dall'agricoltura chimica. In questi ultimi anni si sta ritornando all'agricoltura naturale (biologica) arricchita da scoperte e metodi di lavorazione biologici ed ecologici e che fornisce alimenti di alta qualità nutrizionale per la salute, di gusto migliore e migliora l'ambiente. Nel mondo del biologico il terreno è al primo posto nelle attenzioni e nelle cure di chi coltiva. Sembrerebbe ovvio, ma non è cosi in agricoltura chimica, in cui al primo posto è la resa quantitativa e non qualitativa del prodotto. E nel rispetto del terreno (organismo vivente) e della qualità dei prodotti che l'agricoltura biologica usa come fertilizzanti materie organiche naturali (animali, vegetali e minerali) che ricostituiscono il terreno agrario naturale. Ma come si può essere sicuri che un prodotto sia biologico?A questo proposito è bene sapere che si possono considerare biologici solo quegli alimenti che provengono dall'agricoltura prodotta con metodo biologico, L'unico regolato da precise norme europee, stabilite dal Regolamento Cee 2092 del 1991. Mentre l'agricoltura chimica non ha praticamente alcun controllo, se non quello occasionale "a campione" nei mercati ortofrutticoli e nei macelli. La novità fondamentale dei prodotti biologici è che sono certificati su ogni contenitore del prodotto, cioè possono essere posti in commercio soltanto se il produttore è stato controllato, almeno due volte l'anno, durante la produzione, da uno degli otto organismi italiani neutrali appositi. Il metodo biologico esclude l'impiego di prodotti chimici di sintesi e di organismi ottenuti con l'ingegneria genetica. Per la difesa delle specie coltivate l'agricoltura biologica opera attraverso la prevenzione, ha grande cura del terreno e utilizza le varietà vegetali più resistenti. L'esclusione di pesticidi, fertilizzanti e diserbanti chimici dall'agricoltura biologica, conduce a prodotti non inquinati, dunque migliori per la salute di tutti noi. Numerose ricerche svolte negli ultimi decenni (si veda quella del tedesco Schupman di Heisenhein, del francese Laison di Marsiglia e quelle commissionate dal Ministero dell'Agricoltura inglese) hanno confrontato le caratteristiche nutrizionali di prodotti biologici con quelli dell'agricoltura convenzionale chimica, dimostrando che i prodotti biologici sono migliori, cioè hanno qualità nutrizionali superiori perché contengono più vitamine, più oligoelementi, spesso hanno un gusto migliore e contengono meno acqua. Inoltre, i prodotti biologici sono stagionali, non vengono prodotti in serre calde, fuori stagione, perché in tal modo perderebbero quei componenti che sono fondamentali per la salute del nostro organismo. Non sono colti immaturi o tenuti in frigorifero per mesi o fatti maturare artificialmente. Ci sono anche prodotti animali biologici, ad esempio latte, formaggi, yogurt, uova, salumi, carni, anche se queste ultime si trovano con maggiore difficoltà. Sono ancora pochissime le macellerie biologiche (ad esempio quelle con il marchio "Carne si" o "Natura sì"). Perché i prodotti biologici costano di più?Da quanto abbiamo detto la risposta appare chiara: quando migliora la qualità, aumentano i costi; la quantità di produzione biologica è inferiore per ettaro, occorre più mano d'opera, il consumo ancora insufficiente per rendere il trasporto dei prodotti inferiore. Infine ci sono i costi di controllo e certificazione e quando acquistiamo un prodotto biologico paghiamo anche i costi per disinquinare l'ambiente. Questo comunque non significa che fare la spesa nei negozi bio sia più caro in assoluto. Chi acquista soltanto gli alimenti di base: cereali, legumi, ortaggi, frutta e condimenti, spende poco. Certo tutta una serie di leccornie (spesso non necessarie), fa lievitare di molto la spesa finale, ma per nutrirsi in modo sicuro e completo, la spesa non è elevata. Dato che viviamo in un mondo rivolto soprattutto ad un miglioramento della vita solo in termini economici ed esteriori, ma di scarsa qualità, perché non cominciare a nutrirci in modo più attento, intelligente, salubre e scientificamente rispettoso della salute e dell'ambiente? Oggi c'è questa possibilità. |
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