4° Sezione
NON PIANGETE I VOSTRI MORTI (2/3)
di Charles W. Leadbeater
Editrice Libraria "Ars Regia" - Milano.
Edizione riveduta ed aggiornata a cura del
Gruppo Teosofico Valdostano (Aosta - Giugno 1994).
>
Questo opuscolo è stato scritto da Charles Webster Leadbeater
(1847-1934), vescovo della "Chiesa Cattolica Liberale" e famoso chiaroveggente.
Sommario
Certamente essi, ci vedono, nei senso che sono sempre coscienti della nostra
presenza, che sanno se noi siamo felici od infelici; ma non odono le
parole che diciamo né hanno coscienza dei particolari delle nostre
azioni fisiche. Basta riflettere un momento per comprendere quali
debbano essere i limiti della loro facoltà di vedere.
Essi dimorano nel corpo spirituale che tutti possediamo e che è un esatto duplicato dei
corpo fisico nel quale è esclusivamente concentrata la nostra coscienza
durante la veglia. Abbiamo già detto che, come solo la materia fisica è
percepibile al corpo fisico, così la materia spirituale è discernibile per
mezzo dei corpo spirituale e quindi i morti vedono di noi solo il corpo
spirituale.
Quando siamo addormentati, usiamo quel veicolo e quindi
per i morti siamo svegli, mentre quando ci svegliamo ad essi sembra
che ci addormentiamo, perché, pur restando vicino a loro, non
prestiamo più attenzione e non possiamo più comunicare con essi.
Come quando un nostro amico vivente è addormentato, noi
constatiamo la sua presenza, ma non possiamo comunicare con lui.
Così i morti si trovano nella stessa condizione: sono consci della
nostra presenza, ma non possono comunicare con noi.
La maggior parte degli uomini non ricorda nella veglia ciò che ha visto
durante il sonno e crede quindi erroneamente di aver perduto i suoi
morti, ma ad essi non sembra affatto di aver perduto i cari ancora
viventi, perché li vedono in ogni momento. La sola differenza per essi
è che i vivi sono svegli per loro durante la notte ed incoscienti durante
il giorno, precisamente il contrario di quel che accadeva quando erano
nel corpo fisico.
Ciò che seguendo l'espressione di S. Paolo noi abbiamo chiamato il
"corpo spirituale" (e che più comunemente oggi viene detto "corpo
astrale") è il veicolo dei nostri sentimenti, delle nostra passioni e sono
quindi le nostre passioni ed i nostri sentimenti che noi mostriamo
principalmente ai morti. Se noi siamo lieti essi se ne accorgono
immediatamente, anche se non possono conoscere la ragione della
nostra gioia e lo stesso fanno se siamo tristi, essi sentono e dividono la
nostra tristezza pur non rendendosi conto della ragione dei nostro
stato.
Questo naturalmente mentre noi siamo svegli, perché non
appena ci addormentiamo essi conversano con noi come erano soliti
fare quando erano vivi e possono così sapere quanto desiderano sul
nostro conto. Durante le ore di veglia noi possiamo dissimulare i nostri
sentimenti, ma nel mondo superiore questo è impossibile, poiché essi
si mostrano immediatamente con mutamenti visibili; e siccome tanti
dei nostri pensieri sono collegati a sentimenti, così accade che anche la
maggior parte dei nostri pensieri si mostri a quel mondo, mentre tutto
ciò che si riferisce al pensiero astratto è assolutamente invisibile al
corpo astrale.
Si osserverà che tutto ciò ha ben poca relazione con il Paradiso e con
l'inferno di cui ci parlavano durante la nostra infanzia, eppure questi
sono i fatti reali celati sotto quei miti. L'inferno non esiste, è vero, ma è
evidente che l'ubriacone, l'avaro, l'uomo sensuale, ecc. si preparano per
l'aldilà qualche cosa che può somigliare ad esso. Solo che non è
eterno: dura finché le passioni non si sono esaurite ed i morti possono
farlo cessare all'istante se sanno e vogliono dominare le loro brame
terrene ed innalzarsi completamente sopra di esse.
L'idea del Purgatorio come è inteso dalla Chiesa Cattolica si riferisce al fatto che
le cattive qualità di un uomo debbono essere arse e distrutte attraverso
la sofferenza prima che egli possa godere la beatitudine celeste.
Questa costituisce uno stadio superiore della vita d'oltretomba e
corrisponde ad un concetto razionale dei Paradiso. Quando tutte le
brame egoistiche e basse sono scomparse nell'uomo egli passa in una
condizione di estasi religiosa, oppure di elevata attività intellettuale,
secondo il suo temperamento e secondo le linee lungo le quali si sono
sviluppate le sue energie durante la vita terrena.
È questo per l'uomo un periodo di beatitudine suprema, di altissimo godimento intellettuale
nel quale egli si avvicina alla realtà più di quanto gli fosse mai stato
possibile prima. Ed è concesso a tutti, non solo a quelli che sono
particolarmente pii e credenti. Non bisogna neppure considerarlo come
una ricompensa, bensì come il risultato inevitabile dei carattere che
ciascuno ha sviluppato durante la vita fisica.
Come la condotta di un uomo durante la sua gioventù influisce sulle condizioni della sua
virilità e della sua vecchiaia, così la sua condotta durante la vita
terrena ne determina le condizioni durante la vita d'oltretomba. Essa
d'altronde non è che uno stadio transitorio nella lunghissima vita
dell'uomo, poiché essendo la vita d'oltretomba risultato della vita
terrena, cioè di una causa finita, non può essere infinito.
La vita dell'uomo è ben più lunga e più grande di quanto generalmente
si supponga: la scintilla che è stata emanata da Dio deve tornare a Lui
e l'uomo è finora assai lontano dalla divinità. Tutta la vita evolve,
poiché l'evoluzione è legge di Dio e l'uomo si sviluppa lentamente
insieme a tutto il resto.
Ciò che viene comunemente chiamato vita
umana è in realtà solo un giorno della vera e lunga vita. Come nella
vita fisica l'uomo si sveglia ogni mattina, indossa i suoi abiti, esce per
il lavoro quotidiano ed al calare della sera si spoglia e si riposa per
alzarsi di nuovo il mattino seguente e riprendere il proprio lavoro al
punto in cui l'aveva lasciato, così quando l'uomo scende alla vita fisica
assume la veste dei corpo fisico e finito il lavoro di quella giornata
(che chiamiamo vita) lo depone nell'atto che si chiama morte e passa
nella condizione di riposo che ho descritto poco prima.
Dopo un certo tempo riveste un altro corpo di carne e ricomincia un altro giorno di
vita fisica, riprendendo la sua evoluzione al punto in cui l'aveva
lasciata e questo dura finché egli non ha raggiunto la meta che Dio ha
fissato per lui.
Tutto questo può sembrare nuovo e, perché nuovo, perfino grottesco;
tuttavia quanto è stato detto è suscettibile di prova ed è stato verificato,
molte volte, da più persone anche di diverse culture. In un breve
opuscolo non si possono che esporre alcuni fatti, ma chi prova
dell'interesse per l'argomento può ritrovarlo diffusamente trattato in
molti libri (si vedano le "Informazioni Bibliografiche" al termine dei
testo. (N.d.R.)
Ci si domanderà forse se i morti non sono turbati dall'ansia Per coloro
che hanno lasciato sulla Terra. Accade talvolta e questo infatti ritarda
il loro progresso; noi dobbiamo quindi, per quanto ci è possibile,
evitare di disturbarli. I morti devono essere lasciati completamente
liberi da tutte le preoccupazioni della vita che hanno abbandonato,
affinché possano consacrarsi interamente alla nuova esistenza in cui
sono entrati.
Coloro che mentre erano in vita usavano ricorrere a loro
per aiuto o consiglio devono ora cercare di fare da sé, perché
dipendendo ancora mentalmente da loro, rinforzano i legami che li
vincolano al mondo da cui debbono per il momento staccarsi. Ecco
perché è sempre opera motto buona prendersi cura degli orfani, perché
in questo modo non si fa solo dei bene ad essi, ma si sollevano i
genitori morti dall'ansia per i bimbi che hanno lasciato e si aiutano nel
loro avanzamento.
Coloro a cui durante la vita sono state insegnate dottrine religiose
errate o paurose, soffrono spesso, appena morti, per il timore
dell'avvenire che li aspetta, ma fortunatamente vi sono molti nel
mondo spirituale che si consacrano all'opera di consolare e rassicurare
quelli che sono così turbati, dando loro una spiegazione razionale dei
fatti. E non solo vi sono morti che fanno questo, ma anche molti vivi, i
quali durante il sonno si dedicano al servizio dei morti in questa
maniera.
Uno dei casi più penosi riscontrabili sulla Terra è quello della morte di
un bambino che lascia i genitori desolati a piangere sulla culla vuota.
Che cosa avviene dei bimbi in questo strano mondo spirituale? Di tutti
quelli che vi entrano essi sono forse i più felici, quelli che si trovano
bene più in fretta e perfettamente a loro agio.
Essi non hanno perduto i genitori, i fratelli, le sorelle, i compagni di gioco che amavano, ma si
intrattengono con essi solo durante la notte, invece che durante il
giorno, quindi non provano alcun senso di perdita o di separazione. Ed
anche durante il giorno non si sentono soli, poiché là come qua, i
bambini si riuniscono a frotte e giocano insieme in "Campi Elisi" pieni
di rare delizie.
Noi tutti sappiamo quanto i bambini si divertano a
rappresentare scene fantasiose, immaginando di essere quello o
quell'altro personaggio, in ogni tipo di avventura meravigliosa e
fantastica: ebbene, nella materia così sottile di quel mondo superiore, i
pensieri assumono all'istante forme visibili e quindi un bambino che
immagini di essere un eroe prende temporaneamente l'aspetto di esso.
Se desidera un castello incantato, il suo pensiero subito lo costruisce;
se vuole un esercito, immediatamente un esercito è ai suoi comandi.
Fra i morti le schiere dei bambini sono sempre gioconde, talvolta anzi
sfrenatamente allegre.
Ed anche i bimbi che hanno a disposizioni religiose trovano nel mondo
celeste ciò che forma oggetto delle loro aspirazioni poiché gli Angeli
ed i Santi esistono realmente e coloro che vi credono e li invocano sono
attirati da essi e li trovano più splendidi o più belli di quanto avessero
mai immaginato. Neppure coloro che vorrebbero vedere Dio stesso in
forma materiale sono delusi, poiché trovano nel mondo spirituale
insegnanti amorevoli che spiegano loro che tutte le forme sono forme
di Dio, che Egli è dappertutto e che coloro che servono ed aiutano le
Sue anche più infime creature, servono ed aiutano Lui. I bambini in
generale si compiacciono di rendersi utili, di aiutare e consolare ed in
quel mondo superiore trovano sempre modo di farlo ed intanto nelle
loro peregrinazioni di pietà e di amore imparano la verità dei detto: "In
quanto l'avete fatto ad uno di questi miei più piccoli fratelli, voi l'avete
fatto a me".
Ed i bambini più piccoli, quelli che non possono ancora giocare? Non
temete per essi: molte madri li aspettano ansiose di stringerli al loro
seno e di accarezzarli come se fossero i loro. Normalmente questi
piccoli restano solo breve tempo nel mondo spirituale e quindi
ritornano di nuovo sulla Terra, spesso dalla stessa madre e dallo stesso
padre.
I monaci medievali inventarono la crudele dottrina che i bimbi
non battezzati rimarrebbero per sempre nei cosiddetto "Limbo" separati
da quanti li amavano. Ora, è vero che il battesimo è un sacramento di
innegabile efficacia, ma nessuno pensi neppure lontanamente che
l'omissione di una semplice forma esterna possa sovvertire le leggi
eterne e fare di un Dio d'amore uno spietato tiranno.
Finora abbiamo parlato solo della possibilità di raggiungere i morti
innalzandosi al loro livello durante il sonno, che è il modo naturale e
normale, ma esiste anche il metodo anormale e non naturale offerto
dallo spiritismo, per mezzo dei quale i morti possono per qualche
istante riassumere il velo di carne e tornare visibili agli occhi fisici.
Gli occultisti non raccomandano questo metodo, in parte perché esso
trattiene la persona morta dal corso naturale della sua evoluzione ed in
parte perché tali pratiche sono molto incerte ed è molto facile essere
tratti in inganno. In questo breve opuscolo non posso dilungarmi su
tale argomento, ma ne ho trattato ampiamente nel mio libro Lautre
cóté de la Mort.
Si veda a questo proposito l'opuscolo a cura dei
Gruppo Teosofico Valdostano Lo Spiritismo: cause e pericoli delle
sedute spiritiche (N.d.R.). Vi si troveranno narrati casi in cui alcuni defunti
sono tornati spontaneamente in questo mondo, manifestandosi in vari modi, generalmente
perché avevano bisogno di qualche cosa. In tali casi il miglior atteggiamento
da assumere è
cercare di capire cosa desiderano e soddisfare, se possibile, il loro
desiderio in modo che possano tranquillizzarsi.
Ammettendo quanto ho esposto bisogna legittimamente dedurre che
per quanto il dolore per la morte di una persona cara sia naturale, esso
è un male ed un errore e che noi dobbiamo vincerlo. Non abbiamo
ragione di affliggerci per i nostri defunti, poiché essi sono passati ad
una vita ampia e più felice.
Se ci rattristiamo per il fatto di esserci
separati da loro, ci rattristiamo per un'illusione ed il nostro rimpianto è
egoistico, perché abbiamo a cuore più la nostra apparente perdita che
non il loro vero vantaggio. Dobbiamo sforzarci di essere
completamente altruisti, come deve essere ogni persona che ami
veramente. Dobbiamo pensare non a noi, non a ciò che ci farebbe
piacere, ma solo a ciò che è meglio per i nostri cari e più utile a loro
progresso.
Se noi ci abbandoniamo al dolore, alla tristezza, alla disperazione,
emaniamo una caligine che oscura il loro cielo. Appunto l'affetto che
essi nutrono per noi, la loro simpatia, li rendono accessibili a questa
nostra diretta influenza e noi dobbiamo adoperare il potere che ci da
questo amore per aiutarli e non per ostacolarli.
Vegliamo dunque, affinché i nostri pensieri siano sempre buoni ed i nostri sentimenti
nobili e puri. Ciò richiede sicuramente coraggio da parte nostra,
abnegazione e la forza per dimenticare completamente noi stessi nel
desiderio ardente di dar loro il più grande aiuto possibile; ma tale è il
nostro preciso dovere.
Se supponiamo che i nostri defunti possano trovarsi in ansia per noi,
cerchiamo di mantenerci sereni, in modo che essi non debbano essere
inquieti. Se durante la loro vita fisica essi non possedevano nozioni
esatte circa il mondo dell'aldilà, il mondo spirituale, cerchiamo subito
di acquistarle noi per poterle trasmetterle a loro durante le
conversazioni notturne che abbiamo con essi, per poterli sollevare ed
incoraggiare.
Cercate di comprendere l'unità dei tutto: vi è un solo Dio e tutti sono
Uno in Lui. Se riusciremo a prendere coscienza dell'idea di questa
unità dell'Amore Eterno, non potrà più esservi dolore per noi, poiché
comprenderemo che vivi o morti noi siamo dei Signore, che in questo
mondo come nell'altro "In Lui viviamo, ci muoviamo e siamo" come
scrive S. Paolo. L'atteggiamento di chi prova cordoglio per i morti è un
atteggiamento da persona priva di fede o di conoscenza. Più si sa, più
si è fiduciosi perché si sente con maggiore certezza che tanto noi,
quanto i nostri morti siamo nelle mani di un Potere e di una Sapienza
perfetti, guidati da un perfetto Amore.
Note importanti: dopo il contatto con la luce, le anime che lo desiderano possono
tornare a visitare il mondo fisico.
Va anche ricordato che dopo la morte molte persone sono in uno stato di
confusione e hanno bisogno dell'aiutatore e dei pensieri dei loro cari.

Questa lettera
è da leggere come se fosse un messaggio di coloro che non sono più tra noi.
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove vivo, se tu
potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti
senza fine ed in questa luce che tutto investe e penetra, tu non
piangeresti, se mi ami!
L'incanto di Dio e delle sue espressioni di sconfinata
bellezza sono ormai parte del mio essere. Le cose di un tempo,
al confronto, sono immensamente piccole e quasi senza colore.
Mi è rimasto un intenso affetto per te, una tenerezza che non ho mai
conosciuto. Sono felice di averti incontrato ed amato nel tempo, ma
tutto era allora così fugace e limitato! Ora vivo nella serena e gioiosa
attesa del tuo arrivo tra noi, tu pensami così!
Nelle tue difficoltà richiama alla mente questa meravigliosa casa dove
non esiste più la morte e dove insieme ci disseteremo, nel trasporto più
intenso e più puro, alla fonte inestinguibile della gioia e dell'amore!
Non piangere quindi, se veramente mi ami!

Anima di "(nome del trapassato)",
nel nome del tuo Maestro spirituale ascolta: stai sperimentando
lo splendore della Luce, riconoscila come la tua coscienza, rimani
in uno stato di profonda unione e abbandono con la Luce che stai vedendo.
Nella Luce non perderai te stesso, ma ti ritroverai nella
Pace e nella Gioia.

Questa edizione è stata riveduta e aggiornata a cura del
Gruppo Teosofico Valdostano che è a disposizione per ulteriori informazioni.
Gruppo Teosofico Valdostano (Ente morale, Filantropico, Culturale).
Presidente: Dott. Vincenzo Caramagna.
Segretario: Dr. Riccardo Taraglio.
11100 - Via Piave, 6 - Aosta.
- Proprietà Letteraria Riservata -
SULLA MORTE E SULLA VITA NELL'ALDILÀ.

- Leadbeater, Charles Webster, Devachan, la vita continua,
Trieste, Società Teosofica Italiana, 1983, pp.132.
- Leadbeater, Charles Webster, Il Piano Astrale, suo aspetto. suoi abitanti e fenomeni
parapsicologici,
Trieste, Ed. Sirio, 1988, pp.136.
- Leadbeater, Charles Webster, Gli Aiutatori Invisibili,
Milano, Edizioni Alaya, 1992, pp. 128.
- Leadbeater, Charles Webster, I Sogni - natura e cause,
Trieste, Società Teasofica Italiana. 1985, pp. 88./li>
- Judge William Q.Kama Loka, Devachan,
in L'oceano della Teosofia, cap.X11-X111, pp.137-154,
Editrice Libraria Sirio, Trieste.
- Moody, Raymond A., La vita oltre la vita,
Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1977, pp.164
- Moody, Raymond A.,Nuove ipotesi su la vita oltre la vita,
Arnoldo Mondadori Editore, Milano,1978, pp. 138
- Moody, Raymond A., La luce oltre la vita,
Amoldo Mondadori Editore, Milano, 1989, pp. 195.
- Merois-Givaudan, Anne e Daniel, Terra di smeraldo, testimonianze dall'Oltrecorpo,
Edizioni AMRITA, Giaveno (TO), 1988, pp.195.
- Merois-Givaudan, Anne e Daniel, Cronaca di una disincarnazione,
Edizioni AMIRITA, Giaveno (TO), 1988, pp. 195
- Payeur, Charles RaphaéI, I sogni e i loro misteri,
L'Età dell'Acquario-Bresci Edizioni, Grignasco (NO), 1994, pp.74.
SUGLI INSEGNAMENTI TEOSOFICI.

- Blavatsky, Helena P., La chiave della Teosofia,
Società Teosofica Italiana, Trieste, 1989, pp.192.
- Leadbeater, Charles, Manuale di Teosofia,
Società Teosofica Italiana, Genova, 1914, pp.198.
(fotoriprodotto da Libreria Ecumenica, Staz. MM P.za S.Babila -20142 Milano).
- Besant Annie, Le leggi fondamentali della Teosofia,
Edizioni Alaya, Milano, 1950, p.160.
- Besant, Annie, Il Karma o L'enigma del destino,
Società Teosofica Italiana, Trieste, 1991, pp.91.
- Krishnamurti, J., Ai piedi del maestro,
Edizioni Sirio, Trieste, p. 54.
- Bratina, Edoardo, Teosofia nel pensiero antico e moderno,
Società Teosofica Italiana, Trieste, 1984, p. 116.
SULLA REINCARNAZIONE.

- Judge, William Q., Della reincarnazione, Ancora della reincarnazione,
Argomenti in appoggio alla teoria della reincarnazione,
in L'Oceano della Teosofia, cap.VIII-X, pp. 65-124,
Editrice Libraria Sirio, Trieste.
- Filipponio, Giuseppe, Il principio cosmico della reincarnazione,,
in Il Loto Bianco, cap. IX, pp. 159-172,
(Edizione fuori commercio) a cura dell'Ordine Esoterico dei Loto Bianco, via
Laurentina 662 - 00143 Roma.
- Aivanhov, Omraarn MikhaéI, La reincarnazione nella Bibbia,
Edizioni Prosveta, Moiano (PG), 1981, pp.104.
- David-Neel, Alexandra, Immortalità e Reincarnazione. Dottrine e pratiche in Cina-Tibet-India,
Aikaest, Genova, 1982, p.140.
SULLO SPIRITISMO.

- Judge, William 0., Fenomeni psichici e spiritismo,
in L'Oceano della Teosofia, cap.XVII, pp. 185-192,
Editrice Libraria Sirio, Trieste.
- Taraglio, Riccardo, Lo Spiritismo. Cause e pericoli delle sedute spiritiche,
Aosta, 1994, pp. 50.
NOTE: naturalmente in questo momento i testi disponibili sugli argomenti
descritti nelle Informazioni Bibliografiche sono molti di più e di vario
tipo. Quelli citati sono a nostro avviso i primi volumi da consultare
come base per uno studio che si vorrà approfondire in futuro. Essendo
Charles W. Leadbeater un Autore facente parte della "Società
Teosofica", i testi consigliati sono perlopiù di edizione teosofica, perché
i riferimenti presenti nell'opuscolo si rifanno all'insegnamento
teosofico e ad un linguaggio di questo genere.
|
|