I ROSACROCE
ED IL LORO INSEGNAMENTO

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AIUTACI A DIFFONDERE GLI INSEGNAMENTI!

Aiutare nella diffusione degli insegnamenti Rosacrociani rappresenta un dovere personale di ogni studente. Essi sono stati dati dai Fratelli Maggiori, i custodi della Saggezza Occidentale, a Max Heindel con la condizione che egli rimanesse diligente nel compito di diffonderli così come era stato costante nel suo sforzo per trovarli. Naturalmente la stessa regola si impone a noi e pertanto siamo tenuti a diffondere ciò che abbiamo ricevuto e che costantemente riceviamo.

Quali sono le azioni che dovremmo intraprendere a tale scopo? È forse necessario che noi arriviamo a poter attingere le informazioni direttamente dai piani spirituali prima che possiamo offrire i nostri servizi? No! vi è la necessità di ogni più piccolo sforzo e della più piccola fiammella. Non si dimentichi che furono i rozzi attrezzi dei primi artigiani che hanno permesso lo sviluppo delle meravigliose tecniche dei nostri giorni.

Contribuire a disseminare l'insegnamento con l'esempio della nostra vita è la prima possibilità da prendere in considerazione. La gente ci giudica conformemente al nostro operare e l'Associazione Rosacrociana stessa acquista, o perde prestigio, in funzione del nostro agire. Coloro che ci circondano ci conoscono dalle nostre opere ed è dai frutti delle medesime che siamo valutati.

La seconda possibilità da considerarsi È quella di fondare dei gruppi di studio locali. Anche in questo caso i partecipanti devono sempre tener presente che il gruppo è un insieme di persone e sono le modalità di vita e di pensiero delle medesime che qualificano, o squalificano, il gruppo stesso. La partecipazione alle attività dovrà essere dignitosa, fattiva e fedele in modo che il gruppo stesso diventi un punto focale di entusiasmo, conoscenza ed energia spirituale.

Quando appropriatamente condotti questi gruppi locali diventano come un magnete e sono in grado di attirare coloro che abbisognano aiuto. Tutti coloro che ne hanno la possibilità dovrebbero formare dei gruppi in quanto "nell'unione si crea la forza".

Per quanto riguarda il nostro apporto personale nell'offrire gli insegnamenti dovremmo innanzitutto curare la nostra preparazione in modo da essere in grado di rispondere ad ogni eventuale domanda o richiesta di chiarimento. Max Heindel esorta a destare l'interesse altrui in modo che vengano suscitate richieste di informazioni o di chiarimenti.

Il tutto deve però essere fatto indirettamente perchè non si deve mai imporre la nostra filosofia sugli altri. Noi dovremmo fare soltanto degli accenni per destare, nell'ascoltatore, la sensazione che noi abbiamo delle informazioni in riguardo a degli argomenti ad alto livello.

Se il nostro interlocutore è pronto per questo tipo di messaggio non mancherà di porre delle domande per ottenere ulteriori delucidazioni. Da quel momento noi potremo proporre la filosofia rosacrociana e procedere fintanto che le nostre parole ci sembreranno comprese e recepite. È comunque necessaria una certa cautela perché si corre il rischio che il nostro entusiasmo ci spinga a presentare troppo materiale e che l'altra persona ne venga letteralmente sopraffatta con il conseguente insorgere di qualche timore che può pregiudicare l'interesse stesso.

Gli interessi delle persone sono molteplici. Alcuni vogliono conoscere i fatti della reincarnazione, altri sono curiosi per i fenomeni della chiaroveggenza ed altri ancora si entusiasmano quando sentono parlare delle influenze planetarie, del cristo visto esotericamente o della legge di causa ed effetto. Bisogna cercare di raggiungere l'interesse delle persone passando dai loro problemi personali.

È molto importante che, presentandosi l'opportunità, non si manchi di proporre l'esercizio della retrospezione serale in quanto esso è un notevole mezzo di evoluzione e, visto che siamo sull'argomento, non dimentichiamo che tale esercizio compete pure a noi.

Le persone che hanno dei problemi sono più sensibili agli insegnamenti inerenti ai regni spirituali. Coloro che hanno successi mondani sono invece abbastanza impermeabili a tali messaggi. Anche la bibbia, al proposito, indica che dobbiamo aspettarci dei seguaci tra coloro che sono soli o tribolati e coloro che hanno un pesante fardello da portare.

Queste persone spesso sono insoddisfatte, arrabbiate, demotivate e non sanno dove rivolgersi per ricevere un poco di conforto. Esse pregano affinché possano ottenere sollievo ed è un nostro privilegio, nonché una grande responsabilità, poter tendere loro una mano. D'altro canto non bisogna invece disturbare coloro che sono soddisfatti del modo in cui vivono o non dimostrano interesse per le nostre parole.

Un altro modo di disseminare gli insegnamenti consiste nel non vergognarsi nell'aderire ai dettami della nostra filosofia. Il pudore umano non dovrebbe mai farci indietreggiare dal sostenere che siamo vegetariani, che evitiamo vestiti che costano il sacrificio della vita di altre creature, che siamo contrari alla guerra ed alla violenza, che consideriamo l'ipnotismo come un vero e proprio assalto mentale e che siamo contro ogni forma di medianica o di modi negativi per ottenere lo sviluppo di facoltà psichiche o spirituali, quali, ad esempio, sfera di cristallo, bicchierino, e così via.

Queste nostre convinzioni non devono però ferire in nessun modo il nostro prossimo. Noi le dobbiamo presentare in modo calmo e naturale evitando la pretesa che gli altri debbano adattarsi ad esse o comunque accettarne la validità.

Max Heindel dice che non vi è crescita animica nel fare soltanto ciò che ci compete. Egli continua dicendo che difficilmente una giornata volge al declino senza che ci sia stata presentata almeno una opportunità di seminare qualche rudimento della nostra dottrina. Noi dobbiamo perciò essere all'erta per utilizzare nel modo migliore le eventuali possibilità che ci venissero offerte.

Passiamo ora ad esaminare la disseminazione della letteratura. Ciascuno di noi può fare qualcosa a tale proposito. Fate presente alla segretaria che avete il desiderio di disseminare gli insegnamenti e vi verranno forniti dei pieghevoli di facile lettura ed adatti per presentare la nostra dottrina in modo semplice ed attuale (vedi note in ultima pagina) possiamo anche offrire un abbonamento al giornale "Sentiero Rosacrociano", prestare una copia della "cosmogonia dei rosacroce" ad un amico o regalarla a qualche biblioteca o istituzione dove il volume possa essere consultato dai frequentatori.

Se pensi che un tuo conoscente possa essere interessato a frequentare le attività del gruppo di studio locale non trattenerti nell'estendergli un invito e se l'interesse si dimostra profondo esponigli la possibilità di frequentare i corsi per corrispondenza con particolare riguardo per quello di filosofia. A volte l'argomento che più affascina i nostri interlocutori è l'astrologia con il suo discorrere sul carattere, le malattie, le predisposizioni e tutte le altre interessanti argomentazioni.

È però giusto che noi evidenziamo il fatto che la nostra scuola non considera l'astrologia come l'argomento più importante anche se il ruolo rivestito è tutt'altro che secondario.

Ogni settimana, nel nostro bel rituale, leggiamo che noi dovremmo "Dare agli altri ciò che abbiamo con coraggio e letizia". Quanto esposto finora ci fornisce una traccia affinché questo proponimento possa divenire attuale. Noi non dovremmo mai aspettarci che la sede centrale o la segreteria italiana coprano tutte le esigenze della associazione. Ognuno di noi dovrebbe sentirsi coinvolto in quest'opera di disseminazione e se lo facesse l'associazione riceverebbe un notevole impulso di nuovi studenti e di rinnovellato entusiasmo.

Non si dimentichi che nel fare il lavoro descritto, in modo dedicato e laborioso, noi non solo diventiamo uno strumento di aiuto ma ci poniamo in una condizione attiva nei riguardi della legge di causa ed effetto la quale, in conseguenza, inizierà a lavorare per noi anziché contro di noi, come forse è successo nel passato.

È anche saggio ricordare gli ammonimenti evangelici: "non sappia la mano sinistra ciò che compie la destra" ed "ogni operaio è degno della sua mercede". Essi indicano che il compenso che noi riceveremo dal nostro lavoro è relazionato al motivo che ci ha spinto a compierlo. Se il motivo è l'apprezzamento dei nostri simili, un guadagno materiale o la speranza di riavere indietro i favori fatti abbiamo già ricevuto la nostra ricompensa ed avremo accumulato un ben piccolo credito sul nostro conto nel Regno dei cieli.


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