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L'Arte cinese del tèRelax, convivialità e contemplazione l'umile, ma straordinario potere di una bevanda gentiledi Fabio Smolari.
Per quanto possa sembrare strano a noi italiani, grandi amanti del caffè, il tè è la seconda bevanda al mondo dopo l'acqua e la prima bevanda calda in assoluto. La parola tè evoca in noi l'immagine di una bevanda zuccherata e limonata, da consumarsi preferibilmente accompagnata da pasticcini, dolci o biscotti; è questo il "tè rosso" (o "nero" - black tea come lo chiamano gli inglesi ), un'invenzione piuttosto recente e dal grande successo commerciale, che oggigiorno però raramente corrisponde ad un prodotto di qualità. E la qualità è uno dei pilastri sui quali si basa la cultura cinese del tè, senza di essa vengono a cadere i presupposti stessi della sua esistenza. |
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Il tè è infatti prodotto di una grandissima cultura degustativa, estetica, sociale e contemplativa. In Cina, sua terra natale, è stato ed è tutt'ora un ausilio alla salute, una forma di socializzazione, un metodo di coltivazione interiore e un'arte estetica di straordinaria importanza. Ha ispirato la poesia e la pittura, ha cementato e rinnovato amicizie, accompagnato dibatti e discussioni filosofiche, suggellato momenti di intimità. Per i cinesi regalare foglie di tè ad una donna significava dichiararle il proprio amore e prima dell'inizio del banchetto di nozze gli sposi offrivano assieme tè ai genitori in segno di rispetto. Il tè si beve da soli ma ancor meglio in compagnia di un ristretto numero d'amici intimi. Da sempre in Cina, e in tutto l'Estremo Oriente di cultura cinese (Corea, Giappone, Vietnam, ecc), accompagna gli incontri e le conversazioni. Rinfrescante d'estate, riscaldante d'inverno, la tazza di tè accoglie l'ospite e lo mette a suo agio. Il tè incarna i cinque elementi della tradizione cinese: acqua, legno, fuoco, terra, metallo e pertanto racchiude in sé e simboleggia l'intero universo. E' espressione di rispetto e ammirazione nei confronti della natura, riconduce l'animo umano al vuoto e all'umiltà. Tutto ciò suona per noi distante e quasi incomprensibile, ma basta pochissimo per entrare nell'universo del tè e comprenderlo: iniziare ad assaggiare tè di qualità, apprendere ed applicare le poche semplici regole necessarie ad ottenerne una bevanda corretta. Assolutamente informale, per niente cerimoniale, l'arte cinese del tè è educazione alla degustazione, momento di rilassamento e introspezione, occasione di intimità e socialità, nonché veicolo silenzioso di concetti universali della filosofia cinese. Il tè, in particolare il verde, l'wulong e il pu'er, è una bevanda estremamente salutare. Oltre alle ben note proprietà diuretiche ne possiede altre spesso sconosciute al pubblico occidentale. Nelle foglie di tè sono contenuti trecentoventi componenti dei quali i polifenoli (o tannini) sono i più importanti. Alcuni di essi, denominati catechine, aiutano stomaco e intestino nelle loro funzioni digestive ed hanno anche un potente effetto germicida sui bacilli del colon e sugli stafilococchi. Le catechine si comportano inoltre come la vitamina P e possono aumentare l'elasticità del cuore e della cavità arteriosa. E' stato inoltre sperimentato in Giappone che un polifenolo presente nel tè, dalle forti proprietà antiossidanti, è in grado di frenare la proliferazione di cellule tumorali nei ratti. I sali minerali, sulla cui importanza oggi tanto si insiste, sono presenti in grande quantità nel tè. Ma la ragione prima del gran successo del tè in Oriente sta senz'altro nel suo gusto e nel suo aroma. Avvicinandosi al tè cinese si scopre un mondo di sapori e fragranze prima sconosciuto. Il nostro palato si raffina e col tempo giunge ad apprezzare le infinite sfumature di gusto di cui solo i tè cinesi sono capaci. - Fabio Smolari - Sito www.daoyin.it/ - E_mail: info@daoyin.it Laureato in Lingue e Letterature Orientali all'Università di Venezia, diplomato in Qigong all'ISEF di Pechino (1992-1993), presidente della European Daoyin Federation - Italia, da anni è impegnato nella ricerca e nella divulgazione della cultura cinese con particolar riferimento alle tecniche del corpo. Ha partecipato a numerosi incontri e seminari, collabora attivamente con riviste di settore nazionali ed estere. Attualmente insegna Taijiquan, Qigong, lingua cinese e arte del tè a Ferrara e Firenze.
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