IL CIBO SPAZZATURA
A cura del dott. Alberto Lupo
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Sommario
Ritengo che il Cibo Spazzatura sia l'estrema
degenerazione dell'unione fra agricoltura e produzione industriale di cibo con
il modello consumista e lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali. Il
termine cibo spazzatura (junk food o trashfood), comunemente riferito a
qualsiasi alimento o bevanda ad alto contenuto calorico ma di scarso valore
nutrizionale (calorie vuote), fu coniato nel 1972 da Michael Jacobson, direttore
del Center for Science in the Public Interest di Washington.
In questo tipo di alimentazione c'è una mancanza
assoluta dei fattori di prevenzione, come afferma il Prof. Umberto Veronesi
(putroppo sostenitore anche del nucleare e degli OGM!), che non si stanca mai di
richiamare il nesso tra tumori e cibo, spiegando che "i carnivori si ammalano di
più e spesso muoiono a causa del loro tipo di alimentazione" (la Repubblica, 28
gennaio 2011) e che "in futuro la ricerca dovrà cercare i principi preventivi
del cancro nei cibi, perché molti principi naturali protettivi sono contenuti
nei vegetali e nella frutta (la Repubblica, 8 dicembre 2010).
E se l'Università di Oxford ci dice che prendere
un'Aspirina al giorno per 5 anni riduce l'incidenza dei tumori del 20%, il
professor Berrino, illustre epidemiologo, osserva che non è necessario prendere
l'Aspirina, che può provocare emorragie, perché il metabolita dell'Acido
Salicilico è presente in molti cibi vegetali, basta consumarli regolarmente.
Come ci ha ricordato il dott. Michele Riefoli,
nutrizionista: " Noi siamo anatomicamente e fisiologicamente strutturati come
animali che metabolizzano meglio e più produttivamente cibi vegetali, naturali
ed integrali.
Il nostro apparato digerente è ottimizzato per digerire
e assimilare cibi ricchi di enzimi, vitamine e minerali oltre che di fibre e
macronutrienti (carboidrati, grassi e proteine) di provenienza vegetale.
Siamo una macchina biologica che va a carbonio,
idrogeno, ossigeno e azoto provenienti da fonti prevalentemente vegetali;
utilizzare carburanti diversi o sbagliati non faranno altro che rovinare nel
medio e lungo termine la macchina stessa (infarti, ictus, ipertensione, tumori
all'intestino, al seno alla prostata, allo stomaco, malattie degenerative del
sistema nervoso come Parkinson, Alzheimer, ecc.. , ma anche allergie, asma,
malattie della pelle, alterazioni ormonali...). Si consideri che l'80% dei
tumori all'intestino è stato messo in relazioni con l'abuso di carne e salumi,
una eventualità piuttosto diffusa come testimoniato dal continuo aumento dei
casi di questa malattia."
Il consumo eccessivo di Merendine, patatine, snack,
panini, bibite gassate è la prima causa di sovrappeso e obesità (secondo
l'indagine "Okkio alla Salute" del Ministero della Salute, più di un bambino su
tre di età compresa tra i 6 e gli 11 anni pesa troppo).
Molte popolazioni sono sopravvissute per secoli
mangiando per tutta la vita solo due/tre pietanze e non conoscevano Colesterolo,
obesità, diabete. Nel 1960 un italiano mangiava 18 kg. di carne l'anno, oggi ne
mangiamo 90 kg (negli USA 120!). Questo aumento non fa bene alla salute ed è del
tutto insostenibile per l'ambiente.
Il fenomeno obesità, che è una malattia in sé, è più
marcato in Nord America e in Europa: negli Stati Uniti il 65% della popolazione
è soprappeso, e la percentuale di obesi raggiunge il 32%.
Per questo il termine cibo spazzatura è nato lì,
purtroppo è poco conosciuto in Italia, dove è soprappeso solo (!) il 34% della
popolazione adulta, di cui il 9% obesa. Nel Vecchio Mondo i sovrappeso sono 400
milioni, 130 milioni gli obesi.
In Europa sono permessi più di 300 additivi , dai
coloranti, anche artificiali fino agli esaltatori di sapidità, come il
glutammato e l'aspartame, eccitotossine presenti in moltissimi alimenti.
A proposito di Cibo Spazzatura ricordiamo anche
l'Acrilamide, scoperta nel 2002 da alcuni ricercatori svedesi e cancerogena ad
alti dosaggi, che è stata trovata in gran quantità nella carne del fast food;
essa si sviluppa quando si gira l'alimento su entrambi i lati per raggiungere
l'effetto "crosticina croccante": più è alta la temperatura, più l'alimento
diventa croccante e più acrilamide si sviluppa.
Aumento dell'obesità infantile e marketing del "cibo
spazzatura" sono legati a filo doppio. L' Institute of Medicine statunitense
afferma che, a partire dai 2 anni di età i bambini americani ricordano il nome
dei prodotti, preferiscono gli spot del junk food, e consumano junk food in
proporzione all'intensità della pubblicità.
E i genitori sanno che nei supermercati il junk food è
sistemato alla portata dei bambini o vicino alle casse!
La televisione, soprattutto le reti commerciali, sono un
forte veicolo di induzione al consumo di junk food, ma ci sono altre forme di
pubblicità che stanno prendendo sempre più piede: sulla stampa, a scuola, nello
sport, su internet, nascosta nei video giochi, giocattoli, canzoni, cartoni
animati, film e materiale educativo.
Oltre i 12 anni, le strategie pubblicitarie tendono a
legare gli adolescenti al "brand", attraverso la promozione di stili di vita,
mostrando personaggi famosi che usano quella marca, con gli sms, o attraverso
gruppi di coetanei pagati dalle aziende per diffondere informazioni sui prodotti
senza che si capisca che si tratta di pubblicità (il "marketing virale").
Vi sono state invece diminuzioni del consumo di junk
food nei Paesi, tra quella cinquantina dove si è legiferato in materia, con
norme più rigorose: in Australia (proibita la pubblicità di alimenti per i
minori di 14 anni), Olanda (bandita la pubblicità dei dolci per i minori di 12),
Svezia (non è permesso usare personaggi dei cartoni animati per la pubblicità) e
Norvegia (proibita qualsiasi forma di pubblicità rivolta ai bambini).
Queste limitazioni non decollano nei paesi emergenti,
alcuni dei quali (Cina, India, Brasile, ecc.) non solo rappresentano il far west
per le multinazionali del junk food e del marketing, ma presentano anche le più
alte velocità di crescita dell'epidemia di obesità.
Nei Paesi in via di sviluppo l'innalzamento del reddito
e la migrazione massiccia verso le città permettono a persone fino a ieri
vissute di agricoltura nel proprio villaggio di acquistare grandi quantità di
cibo, scadente e a buon mercato, nei supermercati delle metropoli. Si pensi al
Messico, all'Argentina, al Brasile, alla Cina e all'India.
La grande distribuzione attua una politica di prezzi
estremamente aggressiva, con l'abbattimento dei costi tramite salari bassissimi
ai lavoratori e margini altrettanto miseri per i produttori.
L'aumento dell'obesità, con percentuali elevatissime
prossime a quelle degli USA, si sta registrando proprio nei Paesi con un basso
livello di istruzione e nelle fasce sociali basse.
La vendita di prodotti trasformati (pietanze già pronte,
bibite gassate, hamburger, dessert preconfezionati) nei paesi a reddito
medio-basso aumenta del 30% ogni anno. I grassi saziano lo stomaco a basso
prezzo.
Anche le mense, sia quelle scolastiche che quelle
aziendali, l'imperativo per vincere gli appalti è abbattere i costi. Dunque
sovrabbondanza di oli, burro e altri grassi per mascherare cibi e verdure senza
sapore, uova, formaggi e carni provenienti da allevamenti intensivi, disumani in
molte realtà del mondo.
Il palato si fa dunque ingannare, il portafoglio pure,
soddisfatto dal risparmio spesso sorprendente: pacchi di biscotti e merendine a
1 euro, polli a 2 euro, uova e carne sempre più a buon mercato.
Una ricerca svolta presso l'Istituto Scripps di Jupiter (2010). "Dopamine D2
receptors in addiction-like reward dysfunction and compulsive eating in obese
rats".Nature Neuroscience ) ha dimostrato che il junk food agisce come una vera
e propria droga sull'organismo, inducendo in chi ne consuma abitualmente una
dipendenza paragonabile a quella di una sostanza stupefacente qualsiasi.
Il Professore David Kessler, ex commissario della Food
and Drug Administration statunitense, ha scritto un libro "Perché mangiamo
troppo (e come fare per smetterla)" ed. Garzanti ("The End of Overeating" ed.
Peguin), in cui denuncia l'"iper-palatabilità", una nuova e amplificata
sensibilità ai gusti arricchiti, cioè cibi per creare dipendenza, arricchiti di
sali, grassi e zuccheri "così buono che se ne vuole ancora", in inglese si dice
flavour "moreish".
Esiste quindi una strategia del super-consumo, i chimici
e ricercatori lavorano per spingere i consumatori a ricercare non solo la gioia
del gusto, ma quella di un'esperienza innaturale, chiamata da Kessler della
"iper-palatabilità".
Per raggiungere lo scopo vengono utilizzate tecniche
diverse. La prima e più comune è quella di "aumentare" gli ingredienti delle
pietanze con sali, zuccheri e grassi per renderli più appetibili al palato.
La seconda è quella di creare una nuova esperienza di
masticazione: se i cibi sono facili da masticare e deglutire, si avrà voglia di
buttar giù velocemente un secondo boccone, diventando un popolo di "ruminanti,
come Matthew Difrisco, analista dei consumi, ha definito qualche anno fa gli
Americani, che masticano snack dalla mattina alla sera, saltando i pasti e senza
sedersi più a tavola.
Questi accorgimenti stimolerebbero i nostri recettori
nervosi esattamente come avviene con l'assunzione degli oppioidi (come la
morfina), causando la dipendenza da cibo e conseguente sovrappeso. Lo confermano
alcuni studi sull'uomo che hanno visto che il naloxone, sostanza usata per
trattare la dipendenza da eroina bloccando il release di oppioidi a livello
cerebrale, può ridurre il desiderio irrefrenabile di cibo.
L'epidemia di obesità da Cibo Spazzatura è legata
soprattutto alla quantità di calorie ingurgitate, mangiando fuori casa e in
branco (fast food), ma anche a quello in confezioni (snack, merendine, bibite,
ecc.), mangiato compulsivamente da soli (ne consumano di più i figli unici!),
sdraiati davanti alla TV o con un videogioco in mano.
In America le dimensioni di un hamburger da fast food
sono cresciute del 600 per cento nel corso degli ultimi trent'anni, e una bibita
grande sfiora oggi i due litri e le 800 calorie.
Un pasto completo al fast food (cheeseburger, patatine,
bibite e dessert, in porzioni maxi) può arrivare a 2.400 calorie e circa 120
grammi di grassi.
Da anni le associazioni dei consumatori chiedono che i
fast food espongano in evidenza i contenuti nutrizionali dei cibi
Gli hamburger contengono carne (in genere meno della
metà del peso del panino, con salse e formaggio, con un apporto di grassi, in
maggioranza saturi, che può superare l'11% del peso del panino.
Nel nostro Paese, nelle grandi città oltre il 30% della
popolazione sostituisce il pranzo a casa con uno spuntino a base di panini e
bevande gassate (il 58% degli italiani ne consuma regolarmente), poco in linea
con una corretta alimentazione che deve essere ricca e variata.
Proprio il contrario dei cibi-droga, come possiamo anche
chiamare il cibo spazzatura.
Anche in Italia abbiamo bisogno di nuove leggi per
difenderci dal Cibo Spazzatura. Nella recente Legge Sanitaria degli Stati Uniti, Obama è
riuscito a fare inserire l'obbligo, per le grandi catene di ristorazione (fast
food, ristoranti e take away con almeno 20 locali, in tutto circa 200mila
esercizi), di indicare accanto a ogni pasto le calorie totali.
La regola dovrebbe applicarsi anche ai distributori
automatici ( presenti anche in qualche scuola italiana!) e la misura entrerà in
vigore nel 2012, prontamente copiata dal sottosegretario alla Salute inglese
Andrew Lansley.
Queste informazioni si trovano solo sul sito
www.persapernedipiu.info
L'introduzione in Italia e in Europa di una norma simile
sarebbe certamente utile e dobbiamo lavorare per questo.
Si devono introdurre anche norme per limitare la
pubblicità televisiva di certi prodotti almeno in certi orari.
Infine dobbiamo parlare molto e con coraggio di cibo
spazzatura, far entrare questo termine nel linguaggio comune, denunciare con
nome e cognome questi prodotti, a costo di essere denunciati, come è avvenuto in
Gran Bretagna.
Infine dobbiamo ribadire chiaramente, sui media e nelle
scuole, parlando con la gente, che l'obesità è una malattia in sé, che genera
invalidi ed esclusi, e che chi produce e vende questo tipo di cibo, anche in
assenza di leggi limitanti, ha una responsabilità morale negativa enorme.
La salute non è una merce, e anche il cibo non deve
essere considerato una merce qualsiasi.
Antonio Lupo è medico. Comitato Amig@s Sem Terra Italia ( http://www.comitatomst.it/ ).
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