alcool
Il termine Alcool deriva dal nome “alcool Etilico” (o
etanolo) che si ottiene sottoponendo a fermentazione lo zucchero contenuto negli
acini d’uva. L’abuso di sostanze alcooliche provoca un’intossicazione nota
come alcoolismo o etilismo.
E’ importante sapere che:
- l’alcool non è un vero alimento perché, pur fornendo calorie (circa il 10% alle calorie giornaliere), non può essere utilizzato dall’organismo per costruire tessuti organici;
- bevendo vini durante i pasti non si devono assumere nel corso della giornata altre sostanze alcooliche. Queste, se ingerite in grandi quantità possono provocare gravi danni alla salute.
L’alcool
etilico è un prodotto psicotropo, depressore del sistema nervoso centrale (S.N.C.).
Agisce sulle sinapsi con effetti depressivi e sedativi. Produce effetti
diversi secondo l’età, il sesso, la condizione sociale; modifica il
vissuto ed il comportamento (il soggetto che ha ingerito grandi quantità di
vino può arrecare gravi danni ad altri se si mette alla guida della propria
auto). L’alcool provoca una forte dipendenza e gli alcoolisti sono costretti a
bere e non riescono a liberarsi da questa “droga” che danneggia loro lo
stomaco (gastrite), il fegato (cirrosi
epatica) ed il cervello, fino ad
arrivare alle gravi allucinazioni del
“delirium tremens”, che
rendono definitivamente l’alcoolista uno squilibrato mentale.
Metabolismo
dell’alcool e conseguenze
Come la nicotina e la cocaina, anche l’alcool è liposolubile ed attraversa facilmente la barriera ematoencefalica, esercitando rapidamente i suoi effetti.
L’alcool, una volta assorbito dall’apparato digerente, arriva al fegato, dove viene metabolizzato. E’ stato calcoolato che un bicchiere di vino da 150 ml (pari a circa 13 gr di etanolo) impegna il fegato per due ore. Alcune persone credono erroneamente che sia un innocuo stimolante. L’alcool invece è una delle sostanze psicoattive più potenti ed è responsabile di molte morti.
A breve termine, piccole quantità di alcool provocano inizialmente un’azione stimolante ed una sensazione di benessere, euforia, loquacità, superamento della timidezza, maggiore sicurezza in se stesso, ma in realtà l’alcool ha sempre un effetto depressivo. In realtà un bicchiere di troppo dà innanzitutto intorpidimento; quantità più elevate possono avere effetti sedativi o addirittura narcotizzanti
A lungo termine l’abuso d’alcool provoca squilibri nutritivi, crea dipendenza e tossicità,, comporta la comparsa di statosi (fegato grosso), di epatite, di cirrosi epatica (una patologia del fegato in cui le cellule epatiche danneggiate vengono sostituite definitivamente dal tessuto connettivo; con il tempo l’insufficienza epatica cronica porta alla morte) oltre ad altri disturbi a carico del sistema cardiocircolatorio, dello stomaco e ad un aumento del rischio di tumori.
Il consumo eccessivo d’alcool agisce negativamente anche sul sistema nervoso. L’alcool, attraverso il sangue, arriva al cervello ove riesce a rallentare l’azione delle sinapsi, a diminuire il coordinamento dei movimenti, fino a deprimere la funzione respiratoria, a far crescere la disartria (difficoltà nell’articolare il linguaggio), a ridurre la percezione del dolore sino alla perdita della coscienza, la reazione allo stimolo, l’equilibrio, la coscienza. Di qui l’aumento di incidenti stradali ed infortuni sul lavoro. Altro sintomo è l’effetto depressivo che non si manifesta su tutte le strutture del cervello, ma inizia dalla corteccia cerebrale e discende verso i nuclei nervosi fino ai centri del respiro. Recenti ricerche hanno evidenziato la relazione diretta fra ciò che avviene fra i neurotrasmettitori centrali e le catecolamine (cellule importantissime nella trasmissione degli impulsi nervosi). Sarebbero proprio queste le cellule adibite a raccogliere ed a diffondere per prime gli effetti negativi dell’alcool.
Occorre a questo punto precisare cosa s’intende per consumo “normale” di alcool. In realtà non è possibile attualmente stabilire un limite di consumo che non presenti alcuni rischi, anche perché ogni individuo reagisce in modo diverso all’assunzione di alcool: vi sono soggetti che sembrano tollerare bene le sostanze alcooliche e altri che invece manifestano disturbi importanti anche assumendo dosi minime. Tuttavia secondo gli esperti, la quantità massima giornaliera che può essere ingerita senza provocare danni è di 40 gr (corrispondente a tre bicchieri di vino o a 3 boccali di birra o a 3 bicchierini di liquore) in un adulto sano di sesso maschile che pesi 70 Kg. La quantità va ridotta del 25% per le donne (2 bicchieri di vino).
I soggetti con peso corporeo inferiore a quello medio, devono ridurre ulteriormente le suddette dosi.
L’alcool deve essere rigorosamente eliminato nelle seguenti situazioni: assunzione di particolari farmaci; gravidanza e allattamento; età avanzata; presenza di alcune malattie; durante la guida; infanzia.
alcool
e guida
L’alcool, diffondendosi nel sistema nervoso centrale, agisce come eccitante e provoca nel soggetto alla guida una sensazione di spensieratezza ed euforia che alterano la percezione delle proprie capacità psicofisiche.
Agendo sulla vista l’alcool trasmette al cervello:
1) un falso apprezzamento delle distanze, da cui derivano i sorpassi sconsiderati;
2) un aumento sensibile dell’abbagliamento nella guida notturna;
3) il restringimento del campo visivo che passa da un angolo visuale di 180° del guidatore sobrio alla cosiddetta visione “in tunnel” per chi ha assunto quantità eccessive di alcool;
4) un minor tempo di reazione, che passa da 0,75 centesimi di secondo nel soggetto sobrio a un secondo e mezzo in chi ha assunto un tasso di alcoolemia pari a 0,5% (min.)
alcool
e sport
In particolare l’alcool:
- rallenta i riflessi e la velocità dello scatto;
- altera la coordinazione muscolare;
- altera la coordinazione visiva;
- per il suo alto contenuto calorico, può incidere sul “peso-forma” essenziale per una prestazione fisica ottimale e negativamente sulla potenza muscolare.
Effetti tossici acuti e cronici provocati da tabacco e alcool
Apporto di alcool e calorie di alcune bevande di uso comune
