Crack

Il crack è una forma di cocaina più economica, ma più potente. Può essere bruciato e fumato (“si sniffa”). Può causare danni ai neuroni sensoriali ed alla mucosa del naso, fino a distruggere ed a perforare il setto nasale.

Provoca una fortissima dipendenza inducendo alti e bassi devastanti

Il crack stimola incessantemente le regioni del cervello coinvolte nella sensazione del piacere. Esso attenua la sensazione di fame e sonno, innalza la pressione sanguigna, intensifica l’esaltazione e il desiderio sessuale. Nel tempo, però, le cellule nervose che sintetizzano le sostanze chimiche stimolanti, non riescono a tenere il passo con questa continua richiesta; la carenza porta i consumatori di crack prima ad una frenetica agitazione, poi ad una profonda depressione: a questo punto, solo l’assunzione di altra droga può farli sentire nuovamente bene.

I figli di donne dipendenti dal crack sono più piccoli del normale, particolarmente nervosi e cronicamente irritabili e non si calmano se sono cullati. Riconoscono tardivamente la madre e, se non sottoposti ad adeguate cure, diventano soggetti emotivamente instabili, inclini ad esplosioni di aggressività e/o a silenzi impenetrabili. Ciò perché la tossicodipendenza materna ha gravemente compromesso il loro sistema nervoso.

La conseguenza più drammatica dell’abuso di droghe è l’azione autodistruttiva di queste sostanze, che altera gli stati emotivi ed il comportamento, porta al rifiuto di se stessi ed alla incapacità di assumere le responsabilità.

La devastazione causata dalla droga può assumere molte forme: ogni anno, per esempio, nascono centinaia di migliaia di neonati dipendenti dal crack, figli di madri dipendenti.

 

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