Droghe:
educazione e prevenzione
Con il termine Droga s’intende qualsiasi sostanza vegetale aromatica usata per insaporire cibi e bevande (per esempio il pepe, la cannella, la vaniglia ecc.). Comunemente però il termine si riferisce a tutte le sostanze sia vegetali che chimiche che, introdotte nell’organismo umano, modificano l’attività del sistema nervoso centrale provocando un’azione eccitante, stupefacente o allucinogena,e modificano l’equilibrio psicofisico di chi l’assume producendo effetti più o meno temporanei e dannosi.
Pertanto anche la caffeina, la nicotina e l’alcool possono essere considerati delle droghe.
Ciò che rende negativo l’effetto della sostanza, che un organismo assume, è la quantità che si assume.
E’ risaputo che:
- l’abuso di alcol origina l’etilismo, ma si sa che un buon bicchiere di vino, assunto durante i pasti, piuttosto che danneggiare fa bene;
- analogamente la morfina, se assunta senza controllo medico, provoca ossessione, sotto controllo medico invece serve per alleviare il dolore.
E’ necessario innanzitutto distinguere le droghe legali da quelle illegali.
Le droghe legali sono quelle sostanze che il mercato rende liberamente disponibili es. alcol, tabacco, barbiturici,
Le droghe illegali, es.
oppiacei, Lsd, cocaina, marijuana ed hashish, sono quelle sostanze reperibili
soltanto rivolgendosi a fonti commerciali clandestine. Sono esclusi il metadone,
la morfina qualora siano prescritti ad uso terapeutico.
Le droghe sono classificate in:
1) naturali (hashish ed oppio)
2) sintetiche (lsd).
La classificazione più usata è quella che si riferisce al tipo di effetto sul sistema nervoso centrale:
neurodeprimenti (depressivi), neurostimolanti (stimolanti), allucinogeni (droghe del viaggio), inalanti.
Queste sostanze, che sono chiamate stupefacenti, creano dipendenza sia psichica che fisica:
- dipendenza psichica quando, pur non insorgendo la sindrome da astinenza, la mancanza di droga provoca un angoscioso bisogno emotivo di procurarsi la dose consueta e d il soggetto pensa che la droga sia una sostanza necessaria alla sua sopravvivenza senza la quale non è in grado di affrontare le situazioni difficili che la vita quotidiana presenta.
- dipendenza fisica quando l’interruzione del consumo della droga provoca forti disturbi noti come sindrome da astinenza caratterizzate da crisi cardiache e respiratorie, nausea, vomito diarrea, incapacità di ingerire il cibo ed insonnia. Queste “crisi di astinenza” sono esperienze terribili. E’ determinata dall’assuefazione o tolleranza dell’organismo alla droga ovvero al suo progressivo adattamento ed alla necessità di assumere dosi progressivamente più elevate e frequenti per ottenere i risultati desiderati. Per questo processo di assuefazione ’organismo riesce a tollerare dosi altrimenti letali.
Spesso purtroppo succede che il tossicodipendente muore per overdose o meglio intossicazione acuta. Il significato letterale del termine inglese “overdose” è dose eccessiva ed indica l’assunzione di una quantità di sostanza superiore ai limiti di resistenza dell’organismo che soccombe a causa di un blocco cardiorespiratorio. Si interviene sull’arresto cardiaco e circolatorio, provocato dall’overdose, somministrando Naloxone (Narcan) e contemporaneamente con il massaggio cardiaco e con la respirazione artificiale. L’assunzione di una dose mortale non sempre è causata dall’assunzione di dosi maggiori per ovviare all’assuefazione, ma perché non pura. Gli spacciatori “tagliano” la droga pura miscelandola con altre sostanze di costo inferiore e di elevata tossicità (talco, amido ecc.). Le particelle di talco che rimangono intrappolate a livello polmonare originano i granulomi da corpo estraneo. La droga non pura è meno efficace e rende necessaria l’assunzione di dosi più copiose e frequenti. Pertanto il tossicodipendente, nel tentativo di adeguare la dose alle proprie esigenze, può incorrere in un’ overdose.
In base agli effetti collaterali ed al grado di tossicità le droghe si distinguono in:
- droghe leggere, quelle che non provocano né dipendenza fisica, né assuefazione;
- droghe pesanti, quelle che provocano alterazione psicofisica di notevole portata, spesso anticamera della tossicomania.
In base alla modalità di assunzione ed alla quantità, si parla di:
- consumo occasionale, quando l’esperienza è stata isolata e/o sporadica nel tempo;
- consumo abituale, quando il soggetto, pur assumendo regolarmente la droga, riesce a sospendere l’assunzione in qualsiasi momento senza accusare gravi disturbi fisici ed ha un rapporto normale con la realtà circostante;
- tossicodipendenza quando il soggetto a causa di un rapporto prolungato con la droga, ha raggiunto un grado d’intossicazione tale da non poterne biologicamente fare a meno e per non entrare nella “crisi di astinenza”, durante la quale soffre moltissimo per la mancanza della droga, deve progressivamente aumentare la quantità da assumere. Purtroppo accade spesso che una eccessiva dose di droga (overdose) il tossicodipendente muoia poichè l’equilibrio del suo organismo è tanto alterato da provocare il blocco dei centri respiratori e del battito cardiaco.
In Italia, ogni anno, muoiono all’incirca 1200 ragazzi per overdose.
La
perdita del contatto con la realtà in cui vive è aggravata dal ricorso ad
azioni delittuose.
Patologia provocata
dall’assunzione delle droghe:
- insorgenza di
danni al fegato ed ai polmoni;
- diminuito apporto
di ossigeno a livello cerebrale con alterazione della percezione e della
capacità di pensiero con conseguente delirio (di persecuzione, di
colpa, erotico, mistico) e stati di allucinazione (uditivi, visivi,
tattili, gustativi ed olfattivi).
La mancanza del rispetto delle forme igieniche causa la diffusione di malattie come l’epatite virale e l’AIDS. Assumere droghe è un comportamento illegale sancito dalla legge. Dal ’90–’92 la sanità conosce l’allarme. Sono anni che, il fine settimana, muoiono i ragazzi per uso di alcool e droghe.
E’ importante informare i giovani.
