Morfina
Nel 1803 un farmacista tedesco isolò dall’oppio una sostanza, chimicamente pura e la sperimentò su stesso e sui suoi amici ottenendo un profondo stato narcotico perciò propose di chiamarla morfina in omaggio a Morfeo, divinità mitologica del sonno, dopo aver constatato che la sostanza provocava sonnolenza. Da quel momento la morfina ha sostituito l’oppio nell’uso di analgesico.
La morfina agisce sul sistema nervoso centrale come antidolorifico, infatti, è usata nelle terapie dei malati terminali, sulla psiche producendo una sensazione di euforia, felicità e sonnolenza.
La sua diffusione in occidente, tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento, ha raggiunto proporzioni tali da diventare una moda seguita dalle classi sociali più agiate.
Per arginare la morfinomania dilagante e facilitare la disintossicazione, in Inghilterra fu messo in commercio un preparato, la diamorfina, meglio nota come eroina (nome attribuitogli per l’eroica azione che avrebbe dovuto svolgere contro la morfinodipendenza). Purtroppo l’eroina si sostituì alla morfina, provocando una dipendenza ancora più grave.
Solitamente iniettata, viene smerciata in forma di piccole pillole da sciogliere in acqua distillata.
Provoca una forte dipendenza psichica e soprattutto fisica, caratterizzata da crisi d’astinenza.
Le crisi d’astinenza provocate dall’eroina sono peggiori.
Dopo 8-20 ore dall’ultima assunzione si manifesta irrequietezza, poi si manifestano crampi agli arti inferiori, e dopo 2 o 3 giorni compare vomito e diarrea ed ancora aumento della temperatura corporea. Se il soggetto ha la forza di non assumere un’altra dose di morfina, i disturbi possono scomparire nel giro di una settimana.
La disintossicazione richiede un periodo di circa sei mesi.
Durante questo periodo il rischio di ricadute è elevato.
La morfina agisce sul
sistema nervoso centrale, sulla
psiche e sulla muscolatura liscia o
involontaria. Agisce sul sistema
nervoso centrale sia come antidolorifico sia
mediante la depressione del centro del respiro.
A livello bronchiale ed intestinale la muscolatura appare contratta
ed il diametro delle pupille appare
ridotto.
