Tabacco
Il fumo deriva dalla combustione del tabacco, prodotto che si ottiene essiccando le foglie della pianta omonima (Nicotina Tabacum), pianta originaria dell’America meridionale, alta fino a due metri e con larghe foglie espanse che, conciate e lavorate, sono messe in commercio sotto varie forme tra cui la sigaretta. Il fumo che si sprigiona dalla combustione della sigaretta (ossia della carta del tabacco e di tutti i prodotti che sono presenti), è composto di una miscela di oltre duemila sostanze, fra cui moltissimi sono tossici come gli ossidi di azoto, l’ammoniaca, il monossido di carbonio ( pericoloso perché facilmente si unisce all’emoglobina del sangue ed ostacola il trasporto di ossigeno dai polmoni ai tessuti) ed il biossido di carbonio, gli idrocarburi policiclici come il benzopirene, il benzene, la formaldeide, le nitrosamine (sostanze cancerogene, di cui alcune si è visto che, negli animali da esperimento, inducono il tumore al polmone), metano e radicali liberi. Questi composti spiegano molti effetti tossici e cancerogeni che accompagnano il fumo.
L’O.M.S. ha definito il fumo una forma di tossicodipendenza per due cause principali:
- la dipendenza dalla nicotina;
- la gestualità.
La dipendenza
dalla nicotina.
Il componente che caratterizza il tabacco è la nicotina, un alcaloide presente nelle foglie in una percentuale che va dal 2% all’ 8% che si presenta come un liquido oleoso, incolore, dal sapore bruciante, che, esposto all’aria imbrunisce. La nicotina non è una sostanza cancerogena, ma provoca nell’organismo assuefazione con una duplice azione, prima eccitante e poi deprimente, con effetti che si riscontrano a livello del Sistema Nervoso Centrale (S.N.C.).
Il fumatore ne fa uso in situazioni di particolare concentrazione o di rilassamento. In realtà fumare grandi quantità di sigarette porta molto più facilmente ad una minore concentrazione e ad una maggiore eccitabilità, ansia ed insonnia. E’ difficile smettere di fumare poiché la nicotina provoca assuefazione quindi c’è tendenza:
- ad aumentare il consumo delle sigarette;
- interrompendo il consumo delle sigarette si manifestano sintomi negativi come le crisi di astinenza.
Il fumo è una forma di tossicodipendenza come tutte le altre.
La nicotina ha un meccanismo d’azione diverso rispetto a quello di altre sostanze (es. morfina e cocaina). La nicotina assorbita dai polmoni a livello alveolare passa nel sangue. In pochi secondi , attraverso il sangue, arriva al cervello ove imita l’azione dell’acetilcolina ed interagisce con i recettori sensoriali (proteine specifiche a cui si lega) Il legame della nicotina con i recettori scatena una serie di reazioni che coinvolgono altri mediatori chimici fra cui la DOPA. L’insieme di questi processi, non ancora ben noti, determina l’assuefazione (una sorta di gratificazione); se il consumo non si verifica con continuità l’organismo avverte malessere.
L’indice di dipendenza si manifesta con i comportamenti: con la necessità di fumare al mattino, durante una pausa lavorativa, dopo pranzo, dopo un viaggio. Attualmente si assiste ad un’inversione di tendenza rispetto al passato in quanto le donne fumano più degli uomini.
La vera dipendenza nell’adulto è del 20% dei fumatori, nei giovani è del 10% dei fumatori. Ciò significa che c’è un’ampia percentuale di fumatori che potrebbe smettere di fumare con relativa facilità poiché non ha una grave dipendenza, ma solo cattive abitudini.
La nicotina dà luogo a ritenzione idrica, irritabilità, ipertensione e problemi gastrici.
I fumatori di sigarette leggere aspirano ed assumono nicotina e catrame fino ad otto volte più del dichiarato, a differenza dei fumatori di sigarette più pesanti che ne aspirano una volta e mezzo. Ciò perché si tenta di sopperire alla scarsità di nicotina aspirando più velocemente e più profondamente. Del resto è stato dimostrato che le quantità di nicotina scritte sul pacchetto non sono vere, in quanto mentre una macchina per test che aspira una quantità di fumo impiega tra un tiro e l’altro un minuto, un fumatore aspira più profondamente e velocemente. Del resto, sul pacchetto di sigarette, non sono riportati tutti i componenti (almeno 800 additivi dovrebbero essere dichiarati).
La gestualità
La gestualità del fumatore consiste nel ripetere azioni, come il fumare la sigaretta a prima mattina, dopo pranzo, ecc… che gli fa presumere di scaricare le tensioni. A Milano nei centri antifumo c’è la presenza del fisioterapista che insegna l’inspirazione con tecniche respiratorie, ciò consente al fumatore di ripetere lo stesso gesto che fa durante il fumo.
Le
conseguenze del fumo
L’assunzione continua e prolungata, oltre a creare forte dipendenza psicologica ed assuefazione (tabagismo), è all’origine di gravi malattie:
- respiratorie e polmonari (tumore della bocca, gola, laringe, corde vocali e dei polmoni).
- cardiovascolari (occlusione delle arterie, ateriosclerosi, infarto del miocardio).
- vescica ( le sostanze nocive assorbite con il fumo passano nel sangue che, depurate dai reni, ristagnano nella vescica prima di essere eliminate).
Effetti
all’apparato respiratorio
Le malattie polmonari sono tipiche dei fumatori.
Il fumo entra nei polmoni:
il primo bersaglio è rappresentato dalle vie bronchiali che invece hanno il compito, tramite le ciglia, di eliminare le scorie e tutto ciò che aspiriamo. Le particelle nocive contenute nel fumo di una sola sigaretta possono bloccare per diverse ore i movimenti delle ciglia dei bronchioli. Inibendo le cellule dotate di ciglia, presenti nel tratto respiratorio, facilitano sia il contatto tra le sostanze cancerogene e le pareti degli alveoli che l’accumulo delle scorie. Le particelle stimolano la secrezione di muco, che con il tempo può bloccare le vie respiratorie.
Le sostanze nocive, presenti nello smog e nel fumo, distruggono le difese immunitarie poichè distruggono i fagociti che hanno funzione antinfiammatoria. Effetti minori nei fumatori sono la comparsa di tosse, necessità di espellere, raucedine… La “tosse dei fumatori” non è l’unica conseguenza poiché può precedere bronchite, enfisema e bronchite ostruttiva. Il fumo contribuisce anche allo sviluppo del cancro polmonare. I polmoni dei fumatori appaiono neri.
Certi composti presenti nel catrame e nel fumo di sigaretta, sono trasformati nell’organismo, in sostanze molto reattive, veri composti cancerogeni, che provocano divisioni incontrollate delle cellule dei tessuti polmonari. La predisposizione al cancro polmonare è anche determinata dal numero di sigarette che si fumano al giorno ed a quanto più o meno profondamente si inspira il fumo. Il fumo è responsabile di almeno l’80% delle morti per cancro polmonare. Sopravvivono soltanto il 10% dei fumatori che contraggono il tumore polmonare.
Effetti all’apparato cardio-vascolare
I componenti assorbiti dai polmoni arrivano nel sangue dove provocano, a livello cardio-vascolare, processi infiammatori; in particolare sulle arterie formano più facilmente le placche che consentono la formazione di trombi:
- il trombo a livello delle coronarie provoca l’infarto;
- il trombo a livello cerebro vascolare provoca l’ictus.
Cancerogenesi
Il fumatore raddoppia il rischio di questi eventi rispetto al non fumatore. Il fumo provoca una diminuzione delle difese immunitarie e ciò facilita le infezioni.
Il fumo rappresenta un fattore importante di cancerogenesi. Circa un terzo di tutti i tumori sono dovuti al fumo di sigaretta. Il fumo aumenta il rischio di tumori anche su altri organi, non solo sul polmone. Agisce sul cavo orale, sull’esofago, sullo stomaco, sul pancreas, sulla vescica. In Italia ogni anno scompaiono 80000 persone (un numero paragonabile a quello degli abitanti di una piccola città) e nel mondo ogni anno ne scompaiono circa tre milioni per malattie contratte a causa del fumo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Harvard School of Health , nel 2020 i decessi provocati dal fumo saranno superiori a quelli causati dall’AIDS. Solamente negli Stati Uniti, ogni 13 secondi un fumatore muore per enfisema, bronchite cronica o una cardiopatia ed un non fumatore muore per effetti del cosiddetto fumo passivo. I più esposti a questo rischio sono i bambini che vivono con adulti fumatori.
Altri effetti
Può inoltre provocare disturbi digestivi, gastrite ed ulcera gastrica, mancanza di appetito, nausea, oltre a danni, nelle donne,di carattere estetico, quali i denti gialli e l’invecchiamento precoce della cute (causato dalla presenza dei radicali liberi). Il fumo da sigaretta fa diminuire la densità ossea e rappresenta un fattore di rischio per l’osteoporosi e per le fratture. Il fumo determina, nei fumatori accaniti, una diminuita capacità sessuale e la tendenza all’impotenza. Il fumo altera il senso del gusto perché le papille gustative bombardate dalle sostanze prodotte dal fumo vengono inibite ed il gusto è attenuato. Pertanto il fumo tende a far diminuire l’appetito.
Quando si smette di fumare s’ingrassa poiché si tende a compensare la mancanza del fumo mangiando.
Recentemente nelle coltivazioni di tabacco viene utilizzato , come fertilizzante, il Radon 210 che si trasforma nel Radon 220 e poi nel Polonio 210 che si ritrova nel fumo. Poiché le temperatura nella punta della sigaretta arriva ad 820° - 880° C la quantità di sostanza fumata aumenta in modo esponenziale. Queste sostanze creano radicali liberi che provocano oltre all’invecchiamento della pelle, l’invecchiamento degli organi sessuali, diminuiscono le prestazioni sessuali, la lucentezza dei capelli…
Esistono effetti sfavorevoli su quasi tutti gli apparati; si farebbe prima a dire ciò che non è influenzato dal fumo.
La seconda metà della gravidanza è il periodo critico per i danni da fumo.
I neonati, figli di donne che hanno fumato anche durante la gravidanza, alla nascita hanno un peso inferiore alla norma. In Gran Bretagna si è riscontrato che, non solo, i bambini erano più piccoli degli altri , ma presentavano dopo il parto una maggiore mortalità, maggiore del 30% ed anormalità cardiache con un’incidenza maggiore del 50% rispetto agli altri bambini. I bambini di sette anni evidenziano un ritardo nell’apprendimento, di circa sei mesi, rispetto ai figli di non fumatrici.
Anche il rischio cui è sottoposto il “fumatore passivo” è uguale a quello di un fumatore accanito:
il fumatore passivo è costretto inalare una grande quantità di sostanze tossiche, soprattutto quelle che escono dalla punta di una sigaretta, che lo mettono nelle condizioni di contrarre le stesse malattie che insorgono nei fumatori accaniti. I non fumatori sono vittime dei fumatori.
Nelle donne non fumatrici è frequente anche la neoplasia del collo dell’utero a causa del fumo passivo.
Il fumo del tabacco da pipa produce gli stessi effetti cancerogeni del tabacco della sigaretta, però è più comune l’uso del tabacco da sigaretta.
La cancerogenesi, nel caso del fumo da pipa, tende a limitarsi al cavo orale poiché il fumo da pipa non si inala.
Vantaggi e
svantaggi per chi smette di fumare
Fa bene a qualsiasi età. Solo dopo pochi giorni non c’è più nicotina e si avverte un miglioramento della percezione del gusto, dell’olfatto, nonché della capacità di respirare. Diminuiscono il rischio polmonare, cardiovascolare e tumorale, rischi che si dimezzano nella durata di cinque anni.
Oggi i fumatori sono circa 12 milioni, gli ex fumatori sono circa 7 milioni. Ciò dimostra che è possibile smettere di fumare.
Non va dimenticato che quando si fuma diminuisce l’appetito, mentre quando si smette di fumare si tende a compensare la mancanza della “sigaretta” mangiando e perciò ci si ingrassa.
Chi ci può aiutare ad abbandonare il fumo? Innanzitutto la volontà. Nel momento in cui ci rendiamo conto di quanto fa male o che rischiamo di mettere a rischio la nostra famiglia per malattie non dovute, è la volontà la prima arma a guidarci nell’abbandono.
Da ciò nasce la necessità della “lega tumori”di promuovere una campagna antifumo efficace, che comprenda deterrenti economici (es. l’aumento del prezzo delle sigarette), la diffusione di centri di disintossicazione, lo sviluppo di spot pubblicitari e l’attuazione di programmi d’educazione sanitaria con gruppi per aiutare i fumatori a smettere di fumare aiutandoli a trovare delle motivazioni, un sostegno psicologico. Si può far ricorso anche all’aiuto chimico: viene assunta la nicotina con pillole, cerotti, spray. Il vantaggio non è dovuto all’eliminazione della dipendenza , ma all’eliminazione dell’assunzione di sostanze cancerogene. La nicotina sostitutiva, es. il cerotto, provoca la stessa dipendenza. Dopo che ci si è liberati dalla dipendenza della nicotina, bisogna liberarsi anche dalla dipendenza da essa.
Il cubropione è un prodotto che sembra interrompere l’effetto della nicotina ed impedire che arrivi alle cellule nervose.
Speriamo che la legge approvata al Parlamento passi al Senato, per far sì che in tutti gli ambienti non si fumi.
Dati ufficiali, riferiti agli ultimi anni, dimostrano che in Italia un terzo dei diciassettenni fuma abitualmente e l’età in cui si accende la prima sigaretta è sempre più precoce.
E’ quindi fondamentale creare una presa di coscienza nei fumatori, affinché si assumano la responsabilità della propria salute e di quella altrui., nell’ottica di tutelare le categorie maggiormente a rischio: i bambini, le donne in gravidanza, i soggetti affetti da disturbi di carattere respiratorio.
Effetti tossici acuti e cronici provocati da tabacco e alcol
