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STORIA DELL'ESOTERISMO

a cura del Dr. Mario Rizzi

Questa storia dell'Esoterismo è stata composta utilizzando brani di autori diversi al fine di offrire un materiale scelto che presenti una facile ricerca delle fonti originali.

Siccome il presente lavoro è rivolto ad un pubblico che è stato istruito nella religione Cattolica, inizieremo il nostro cammino fornendo le informazioni necessarie per poter comprendere ed accettare sia l'Esoterismo che la sua storia. Infatti, gli argomenti che tratteremo (i Maestri, la Gerarchia Planetaria, ecc.), potrebbero essere scartati in partenza da coloro che, avendo studiato i fatti delle spirito nella religione Cattolica, non ne hanno mai sentito parlare.

Dimostreremo, con l'aiuto di validi e riconosciuti pensatori, che anche nel Cristianesimo, così come in tutte le grandi religioni, è esistito l’Esoterismo; insegnamento che pensiamo sia a disposizione della Chiesa ufficiale, ma che non è oggetto di alcuna forma di divulgazione.

Questa storia è stata concepita per offrire le fondamenta per un ulteriore approfondimento dell'Esoterismo. Non vuole essere dogmatica, anzi si sforza di proporre degli argomenti che siano accettabili dalla ragione. E' pertanto diretta a tutti, anche a coloro che si definiscono atei, ma che non lo sono nell’intimo del loro cuore. 

Oggi, purtroppo, l'Esoterismo non ha una segnaletica ben precisa; spesso, infatti, viene confuso con altre scuole di pensiero (spiritismo, medianità, ecc.) magari più facili e appariscenti. Per questo gli uomini, affannati dai tanti problemi della vita quotidiana, gli passano accanto senza neppure notarlo.

Sono più di cent'anni che alcuni grandi iniziati ci hanno indicato la strada. Ne citiamo qualcuno omettendo gli altri per brevità: H.P. Blavatsky, Annie Besant, W.C. Leadbeater, Alice Bailey, R. Steiner, Max Heindel, Paramansa Yogananda, P. Ubaldi, Krisnamurti, Omraam Mickhael Aivanhov, Sai Baba, ecc. Ad essi vadano i nostri più sentiti ringraziamenti per averci messo a disposizione le indicazioni necessario per un giusto cammino.

Ringraziamo tutti gli autori, antichi e moderni, che con il loro lavoro hanno permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora, per impossibilità, errore o distrazione, abbiamo mancato di citare la fonte originale di quanto proposto. 

Vorremmo anche ricordare ai lettori, desiderosi di vivere nella luce, questa breve e luminosa invocazione: "Divina presenza in me, possa la tua Saggezza dirigere ogni mia azione, il tuo Amore guidare i miei pensieri, la tua Luce illuminare il mio cammino. Avvolgimi nella tua radiosa Presenza ora e sempre. Amen",

SOMMARIO

  • PRESENTAZIONE 
  • AVVERTIMENTO AL SAGGIO 
    La vostra vita è nelle vostre mani 
  • ALCUNI PRESUPPOSTI DI BASE 
    Alla riscoperta di antiche verità 
    La Verità è unica 
    Definizione della "spiritualità" 
    La vita spirituale non consiste... 
    Lo scopo finale 
    Lo spiritualista può essere ricco quanto il Signore 
    Se amate la vita spirituale... 
  • CHI SONO GLI AUTORI DEGLI ARGOMENTI ESOTERICI? 
    La Chiaroveggenza 
    La Telepatia superiore 
  • I CONTINENTI PERDUTI 
    Mu, la madre terra dell'uomo 
    L'Atlantide 
    Il popolo di Atlantide 
    La civiltà atlantidea 
    Cosa rimane dei popoli atlantidei? 
    L'inizio della Legge di causa ed effetto 
    Una testimonianza della geologia 
    Le testimonianze della paleontologia 
    Le testimonianze più antiche 
  • ALLA RICERCA DELLA PRIMA RELIGIONE 
    Il linguaggiosimbolico 
    Il Cerchio 
    Il Triangolo 
    Il Quadrato 
    La Croce 
    La piramide, il simbolo dei simboli 
    Il punto comune di tutte le culture 
  • LA PRIMA RELIGIONE, LA PIU' SEMPLICE E PURA 
    La religione del Sole 
    L'insegnamento della prima religione 
    Appunti storici 
    Il mito di Atlante 
  • LA GERARCHIA PLANETARIA 
    I componenti della Gerarchia 
    L'opera della Gerarchia 
    L'influenza dei Maestri sulle Scuole di esoterismo 
    La Gerarchia vista dal Maestro Djwal Khul 
    I Maestri visti da Giuseppe Filipponio 
    I Maestri visti da David Anrias 
    Una giusta precisazione 
  • COME POSSIAMO AIUTARE I MAESTRI? 
    Altri modi per aiutare i Maestri 
    L'illusione riguardo ai Maestri 
    Un suggerimento di Roberto Gervasio 
    Un messaggio del Maestro D.K. 
  • LA TRADIZIONE ESOTERICA 
    I Messaggeri degli dei 
    Le caratteristiche dei Re Sacerdoti 
  • L'ESOTERISMO NELL'ANTICHITA' 
    L'iniziazione 
    Gli Iniziati 
    Le scuole dei Misteri 
    I Misteri Egizi e la grande Piramide 
    Anche gli Ebrei avevano i loro Misteri 
  • IL CRISTIANESIMO ESOTERICO 
    Necessità di un insegnamento differenziato 
    Qual'è lo scopo delle religioni? 
    Il lato occulto dell'insegnamento 
    Una risposta da Origene a Celso 
    Un brano di Ignazio, Vescovo d'Antiochia 
    Un passo dalla Stromata di Giamblico 
    L'insegnamento nei Misteri 
    Alcune parole del Maestro Gesù 
    Il parere di S. Paolo 
    Quando e perché venne perso l'insegnamento 
    La necessità di riproporre l'esoterismo 
    Conclusione di Eliphas Lèvi 
  • LA DIFFUSIONE DELL'ESOTERISMO 
    I motivi per la diffusione dell'esoterismo 
    La trasformazione dell'insegnamento 
    Il nuovo insegnamento 
    Il Maestro Djwhal Khul 
  • FASE PREPARATORIA: DAL 1875 AL 1890 
    La vita di Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891) 
    Il lavoro di H.P.B. 
    Un brano della signora Blavatsky 
  • FASE INTERMEDIA: DAL 1919 AL 1949 
    La vita di Alice Bailey (1880-1949) 
    Il lavoro di Alice Bailey 
  • LO SCOPO DEI MAESTRI 
    L'insegnamento del Maestro D.K. 
  • FASE RIVELATRICE: DOPO IL 1975 
  • NOI E I MAESTRI 
    Alla ricerca della Luce 
    I Maestri si preoccupano per noi 
    Come entrare in rapporto con la Gerarchia 
    Come collegarsi con la Gerarchia 
  • LA GRANDE INVOCAZIONE 
    Origine della Grande Invocazione 
    Diffusione della Grande Invocazione 
  • RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 
  • BIBLIOGRAFIA 

  Nota per i lettori

Il numerino accanto ai titoli, e quello che segue alcuni brani tra virgolette, serve per trovare la fonte originale del brano, che è indicata nella parte bassa della pagina dove il numero compare.

AVVERTIMENTO AL SAGGIO 

Il fondatore della Religione Cristiana formulò una massima occulta quando disse: "In verità vi dico: chiunque non riceverà il Regno di Dio come un fanciullo, non vi entrerà" (Marco X, 15). Ogni occultista riconosce la profonda importanza di questo insegnamento del Cristo e cerca di viverlo giorno per giorno.

Quando una nuova filosofia si presenta al mondo, essa viene accolta in maniera diversa secondo le diverse persone.

Una si impadronirà avidamente di qualunque nuovo tentativo filosofico per verificare fino a qual punto esso possa essere di sostegno alle sue idee personali. Per una tale persona, la filosofia in sé è di secondaria importanza. Il suo principale valore consisterà nella capacita che essa può avere di essere di sostegno alle sue idee. Se l'opera filosofica viene incontro alle aspettative di quella persona, essa l'adotterà con entusiasmo e vi aderirà con un fanatismo che non ha niente a che fare con la ragione, altrimenti, la stessa persona, getterà via con sdegno quell'opera con l'impressione che l'autore abbia quasi voluto farle un affronto personale.

Un'altra persona adotterà un atteggiamento di scetticismo se scoprirà che l'opera contiene qualcosa che essa non ha prima né letto, né udito, né scoperto nel suo proprio pensiero. Questa persona respingerebbe sdegnosamente come del tutto ingiustificata l'accusa che il suo atteggiamento mentale sia il colmo dell'autocompiacimento e dell'intolleranza. Nondimeno è proprio così, ed essa in tal modo chiude la mente all'accettazione di qualsiasi verità che potrebbe eventualmente essere nascosta in ciò che viene da lei respinto senza cercare di comprendere. 

Queste due classi di persone volgono le spalle alla luce. Le idee preconcette le rendono inaccessibili ai raggi della verità, "un fanciullo", da questo punto di vista, è proprio l'opposto delle persone colte. Egli non è imbevuto di un opprimente sentimento di conoscenza superiore, né si sente obbligato ad apparire saggio od a nascondere la sua ignoranza intorno a qualsiasi argomento, dietro un sorriso od una smorfia. 

Il fanciullo è francamente ignorante, libero da opinioni preconcette e quindi eminentemente ricettivo. Accetta tutto con quel magnifico atteggiamento di fiducia, che potremo chiamare "fede ingenua", nel quale non esiste ombra di dubbio. Così il fanciullo si attiene all'insegnamento ricevuto, fino a che esso si dimostri giusto o errato.

In tutte le scuole di occultismo si comincia col richiedere al discepolo, quando gli si impartisce un nuovo insegnamento, di dimenticare ogni altra cosa e di non lasciarsi influenzare da preferenze e pregiudizi, mantenendo il suo spirito in uno stato di attesa calma e ponderata. Come lo scetticismo ci nasconderebbe le verità nella maniera più completa, così questo calmo e fiducioso atteggiamento della mente permetterà all'intuizione, questa scienza innata, di divenire consapevole della verità contenuta in quanto proposto. E' questa l'unica via che permetta di discernere il vero dal falso.

La vostra vita è nelle vostre mani

Ricordate sempre che la vostra vita è nelle vostre mani. Non potrete mai raggiungere la salvezza attraverso la sofferenza di un altro. La morte di Cristo sul Calvario stava a simboleggiare il vostro diritto a tentare di nuovo ciò che in passato non vi era riuscito. Ma siete voi a dover agire; voi dovete scalare la montagna del progresso spirituale con le vostre forze; voi dovete protendervi verso Dio poiché, anche se Egli vi attende sempre a braccia aperte, ciò non basta a salvarvi dal male da voi stessi generato.

Infine, ricordate che l'universo fu creato per Amore. Il Dio di Tutto ciò che E creò le anime in modo da poter meglio sentire il Suo Amore Divino. E questo può avvenire solo quando le Sue creature gli restituiscono quell'amore.

Tutte le anime e le entità che dimorano sul piano dal quale queste parole provengono, sentono profondamente il dolore dei loro fratelli umani in questa epoca, mentre le ombre del Grande Giudizio si allungano sul pianeta. Sappiamo quali prove si avvicinano; sappiamo i rischi che si corrono; sappiamo il dolore e la sofferenza che incombono sul genere umano.

Vi inviamo il nostro amore, i nostri pensieri, la nostra forza. Chiedete di essere toccati da queste vibrazioni che inondano la terra e lo sarete. Non importa se nelle vostre preghiere vi rivolgerete al vostro angelo, a Gesù, a Dio o a qualche altra entità. Tutte le creature, grandi e piccole, sono emanazioni di un Unico Creatore. Quando chiedete ad una di esse di aiutarvi, Dio sa che lo state chiedendo a Lui.

Rimanete saldi nelle cose in cui credete. Reputate la vostra verità superiore a quella proveniente da qualunque altra fonte, sia che si tratti di psicologi, di medium, di scritture o di questo libro stesso. La vostra verità, è scritta nelle pagine del vostro cuore, poiché è lì che dimora il Dio Vivente. Tutto ciò che dovete cercare di fare è di vivere quella verità, di percorrere il sentiero che sapete distendersi davanti a voi, di tenere alta la vostra luce, in modo che coloro che brancolano nel buio possano vederla.

Rimanete fedeli a voi stessi, se credete nel giusto e se ponete a vostra mano nella mano di Dio, allora nessun male, nessun dolore e nessuna sofferenza durevole potranno mai colpirvi.

Possano la pace e la benedizione di tutti gli esseri superiori, che hanno a cuore la lotta dell'umanità, essere con voi per sempre.

OM MANI PADME HUM




ALCUNI PRESUPPOSTI DI BASE

Alla riscoperta di antiche verità

Viviamo in un'epoca di estremismi e di contrasti impressionanti in cui le più straordinarie scoperte scientifiche nel Regno Materiale coincidono con quelle ancora più sorprendenti del futuro della Coscienza. Ma se le prime sembrano reali scoperte, le seconde non sono altro che riscoperte della Conoscenza degli Antichi. 

Infatti realizziamo poco alla volta che gran parte di questa conoscenza scartata dai razionalisti come semplice superstizione, non può essere ignorata o negletta in modo così sistematico e che i fenomeni supernormali (paranormali), prima attribuiti all'intervento sporadico della divinità, erano solo manifestazioni di forze naturali, in mano a coloro che le sapevano manipolare o facoltà percettive ancora sopite nella maggior parte degli uomini.

Così, quello che una volta era chiamato con devozione "miracolo", è oggi considerato più freddamente come un caso di chiaroveggenza, chiarudienza, mesmerismo ipnotico, guarigione metafisica o magnetica, secondo le circostanze. 

L'uomo ha scoperto che queste facoltà sono in lui e possono essere, in parte, sia ereditate sia scientificamente sviluppate grazie agli insegnamenti di un maestro qualificato. In tal caso è possibile provare a se stesso con le sue proprie percezioni l'esistenza dei piani superfisici, stati superiori di coscienza, delle molteplici entità disincarnate e dei numerosi poteri e potenzialità di cui aveva, fino ad allora, ignorato l'esistenza. Attendendo di possedere queste facoltà, fa dipendere la sua conoscenza dalla testimonianza di coloro che le hanno acquisite, nello stesso modo in cui accetta come vere le testimonianze scientifiche degli scienziati sull'astronomia, o altri fenomeni scientifici che non ha il desiderio o la possibilità materiale di scoprire da solo.

In una parola la scienza occulta è, nel minimo dettaglio, altrettanto scientifica di quella della materia ed il fatto che ci siano occultisti mediocri, indifferenti o fraudolenti non può rimettere in ogni modo in causa la Verità stessa.

La Verità è unica

... esiste una unità di fondo di tutte le religioni; non vi è differenza fra le verità professate dalle varie fedi che il mondo si evolve, sia esteriormente sia interiormente, secondo il medesimo procedimento e che tutte le Scritture riconoscono una sola Meta. Eppure questa verità fondamentale non è facilmente compresa. Il disaccordo esistente tra le diverse religioni, e l'ignoranza umana, rendono quasi impossibile sollevare il velo e intravedere questa grande verità. Le varie confessioni religiose alimentano l'ostilità e le divergenze, mentre l'ignoranza accentua il divario che separa una fede dall'altra. Solo pochi esseri particolarmente dotati riescono a sottrarsi all'influenza del proprio credo e a scorgere l'identità perfetta delle verità sostenute da tutte le grandi religioni.

Definizione della "spiritualità"

Noi diamo al vocabolo "spirituale" un significato ampio. Non parlo qui di verità religiose; le varie formulazioni che ci provengono da teologi ed ecclesiastici appartenenti alle grandi organizzazioni religiose, sia orientali che occidentali, possono essere vere o no. 

Usiamo la parola "spirituale" per intendere quel mondo di luce e di bellezza, di ordine e di proposito, del quale parlano le sacre Scritture, quel mondo che è oggetto di attenta ricerca da parte degli scienziati e in cui sono sempre penetrati i pionieri della famiglia umana, per tornare poi a narrarci le loro esperienze. 

Consideriamo spirituali tutte le manifestazioni della vita, ed estendiamo così il significato usuale di questa parola, in modo che includa le energie e le potenze che sono alla base di ogni forma della natura e conferiscono loro le qualità e le caratteristiche essenziali.

La vita spirituale non consiste...

La vita spirituale non consiste nell'andare in chiesa, accendere ceri, confessarsi, dare qualche spicciolo ai poveri e mormorare qualche preghiera. No, la vera spiritualità è una qualità della vita e sottintende un contatto con la vita celeste, pura, armoniosa, perfetta. Infatti "spirituale" significa che lo spirito si manifesta, che la Divinità si manifesta. 

Ora, spesso sono le forme che occupano il primo posto senza che il contatto con lo spirito sia stabilito. Si incontrano dei sedicenti spiritualisti che hanno tutto tranne lo spirito. In questi casi vedrete delle commedie, delle messe in scena, ma lo spirito sarà assente. Quando lo spirito si manifesta, apporta la nuova vita, una vita che fluisce, che purifica, che risuscita. Quando un essere umano è animato dallo spirito, anche se non fa' nulla, anche se non dice nulla, si sente che in lui lo spirito è presente.

Lo scopo finale

... lo scopo di tutte le autentiche discipline religiose, o dello Yoga, è condurre l'individuo al punto in cui egli vedrà, e saprà, di per se stesso la realtà delle cose. Non è costringere la gente a ciò che si considera essere una buona condotta, anche se la condotta stessa, con la crescita della conoscenza interiore, deve inevitabilmente diventare "buona" e sociale. 

Molti metodi sono stati usati per addestrare la gente, ogni religione accentuando un qualche aspetto particolare delle direttive, e ognuna avendo, anche nel proprio ambito, variazioni senza fine di tali aspetti. In tutte, però, e in qualsiasi modo ciò venga espresso, l'essenziale è che l'essere individuale deve essere cambiato in modo che l'identità personale, così come la messa a fuoco della sua coscienza, vengano sostituite da qualcosa che va oltre l'ego separatista intorno al quale, di norma, sono accentrate le nostre vite. 

In taluni casi viene richiesta l'osservanza di un rituale e di azioni esteriori, anche in misura esagerata. In altri si dice che la verità esiste e può essere trovata soltanto mediante la meditazione e una elaborazione interiore. In alcuni il tema centrale è la devozione a un dio o a un Maestro; in altri è detto che l'ignoranza, o la conoscenza parziale, sono la causa del nostro "estraniamento" dalla realtà ultima. 

Comunque per tutte il punto culminante è il principio che fino a quando viviamo focalizzati sul nostro sé personale, identificandoci a ciò che chiamiamo "Io" e che consideriamo come scisso da una qualunque "esistenzialità" universale, restiamo nel buio, meglio, rimaniamo ciechi alla Luce che è sempre presente intorno a noi.

Lo spiritualista può essere ricco quanto il Signore

Se lo spiritualista ha una coscienza vasta e illuminata, è ricco quanto il Signore, poiché si sente figlio Suo e Suo erede. Mentre il materialista che non si riconosce erede di Dio, si crede soltanto erede di suo padre, del nonno o dello zio, ed è ben poca cosa. Lo spiritualista è colui che si considera un erede di Dio, sapendo che la ricchezza si trova nella sua coscienza. Fino a che non penserete in questo modo, sarete poveri e miserandi.

Se amate la vita spirituale...

Se amate la vita spirituale, se non l'abbandonate mai, qualsiasi vostra difficoltà si trasformerà in successo, in vittoria. Ma se, per sfortuna, decideste di lasciare la vita spirituale perché vi impedisce di realizzare nel mondo qualcosa di più interessante, siete naturalmente liberi di agire come più vi piace; presto però vedrete l'enormità del vostro errore e di che cosa vi siete privati.

La vita spirituale è un contatto coi mondi superiori, un rapporto grazie al quale imparate a progredire anche a vostra insaputa. Se interrompete questo legame siete perduto, perché vi ponete fuori dalla luce.

Se finora non avete ottenuto grandi vittorie, ciò è dovuto al fatto che ancora non avete veramente sperimentato la potenza dello spirito. Incominciate a credere in questo potere, e scoprirete quanto è reale. Più tempo passerà e più lo vedrete manifestarsi in tutto il suo splendore.




CHI SONO GLI AUTORI DEGLI ARGOMENTI ESOTERICI?

Quando si parla di veri Insegnamenti di saggezza, che datano di millenni e rappresentano le fondamenta di tutte le grande religioni, troviamo autori antichi e moderni. Mentre non possiamo stabilire le caratteristiche peculiari di quelli antichi, possiamo senz'altro dividere quelli moderni in tre grandi categorie:

1. persone dotate di chiaroveggenza (Rudolf Steiner, Max Heindel, Mons. Leadbeater, ecc.),

2. persone dotate di telepatia superiore, alcune di loro sono anche dotate di chiaroveggenza, (madame Blavatsky, Annie Besant, Alice Bailey, ecc.),

3. persone normali che raccolgono le informazioni date dagli autori della categoria 1 e 2 e le elaborano a modo loro. Arthur Powell, con la sua grande opera sui mondi invisibili, ne è un classico esempio.

La Chiaroveggenza

Vi sono delle persone che sono dotate di una particolare sensibilità che, con un lungo e severo tirocinio, possono acquisire ciò che viene chiamata "chiaroveggenza volontaria" o il risveglio del "terzo occhio", che gli Indù rappresentano con una gemma in mezzo alla fronte dei loro dei. Essi possono investigare esseri e cose costituite di materia diversa da quella fisica e le loro indagini sono indipendenti dal tempo. L'Uraeus, o serpente simbolico, posto sulla fronte dei Sacerdoti degli antichi Insegnamenti, indicava in questa abilità l'origine della loro saggezza. 

I chiaroveggenti volontari sono rarissimi perché per acquisire tale facoltà occorre possedere delle doti particolari e fare un lungo corso di allenamento sotto la guida di un maestro qualificato. Ecco la descrizione dei due tipi di chiaroveggenti data da Max Heindel: "Il chiaroveggente volontario, vede ed investiga a volontà, mentre il medium (chiaroveggente involontario, n.d.r.) è incapace di indagare per ottenere informazioni, poiché non può osservare quello che desidera ... 

La maggior parte della gente, non fa distinzione fra i due; tuttavia c'è una regola infallibile, alla quale ognuno può attenersi: Nessun chiaroveggente correttamente formato eserciterà la chiaroveggenza a scopo di lucro, sia esso denaro od altra cosa; non la userà per soddisfacimento di curiosità, ma unicamente per aiutare il genere umano.

Nessuno che sia capace di insegnare il metodo adatto per lo sviluppo di questa facoltà, darà una tale lezione a scopo di lucro. Coloro che chiedono denaro per esercitare la chiaroveggenza o per impartire lezioni su queste cose, non posseggono effettivamente nulla che meriti di esser pagato. La regola data è una guida sicura che può esser seguita da tutti con piena fiducia". 

La Telepatia superiore

Si tratta di una forma di trasmissione e ricezione del pensiero tra una persona ed un'altra, che può essere uno dei Maestri (esseri particolarmente evoluti), di cui avremo modo di parlare nelle prossime lettere.

Colui che riceve i messaggi, a differenza dei medium, non cade in trance, ma rimane ben sveglio ad ascoltare ciò che gli viene detto, per scriverlo a beneficio di altri ricercatori. In questo stato di coscienza può anche porre domande al Maestro e farsi dare eventuali chiarimenti sull'argomento che sta trattando.

Ecco come descrive il suo modo di operare Alice Bailey: "Voglio mettere in chiaro che il lavoro che faccio non ha nulla a che vedere con la scrittura automatica. Questa, salvo rari casi (e tutti pensano che il loro caso sia un'eccezione), è molto pericolosa... Colui che trasmette e colui che riceve non devono mai agire come automi".

Continua, inoltre, dicendo: "Molte volte la negatività di chi riceve permette l'ingresso di una seconda forza ... ne consegue il rischio dell'ossessione. Sono molti i casi di ossessione come conseguenza della scrittura automatica".




I CONTINENTI PERDUTI

Per poter comprendere la vera essenza di tutte le religioni è opportuno cercare le caratteristiche della prima religione, apparsa sul nostro pianeta. Contrariamente a quanto si è portati a pensare questa non è affatto costituita da riti tribali con adorazione di feticci di legno o di pietra.

Ne parla Friedrich M. Muller, in Origin of Religious Laws (Origine delle leggi religiose) dicendo: "Vi fu una religione primitiva ariana, una semitica, una turanica, prima che ciascuna di quelle razze primordiali si scindesse formando lingue, adorazioni, sentimenti nazionali separati. Il Dio supremo ricevette lo stesso nome nella mitologia antica dell'India, della Grecia, dell'Italia, della Germania, e lo conservò, sia che fosse venerato sulle catene dell'Imalaia o tra le querce di Dodona, nella capitale o nelle foreste della Germania. Quel nome fu Dyaus in sanscrito, Zeus in greco, Jupiter in latino, Tiu in germanico ...

... Dyaus non significava il cielo azzurro, né era il cielo personificato; rappresentava un'altra cosa. Nel Veda troviamo l'invocazione Dyaus Pitar, il greco padre Zeus e il latino padre Jupiter, e l'espressione nelle varie lingue ripete il significato che ebbe prima che le lingue si differenziassero. Significa "Padre del Cielo" o "Padre Celeste".

Pertanto, prima di intraprendere uno studio dell'Esoterismo, che rappresenta oggi l'elaborazione degli Insegnamenti di allora, pensiamo giusto fare una breve analisi storica per mostrare dove e come si sia formato: dedicheremo pertanto questa lettera ai continenti scomparsi Atlantide e Lemuria.

Mu, la madre terra dell'uomo

Il Paradiso terrestre, di cui parla la Bibbia, si riferisce ad un'epoca assai lontana, quando l'uomo, alquanto diverso da come lo conosciamo, viveva su un grande continente, ora sommerso, nell'oceano pacifico. Questo continente, chiamato anche col nome di "Lemuria", rappresenta la Madre Terra dell'umanità perché è solo da questo punto dell'evoluzione che l'uomo può considerarsi tale.

La terra di Mu era molto vasta, si estendeva da un punto a nord delle Hawaii fino alle Figi e, a sud, fino all’Isola di Pasqua. Era un bellissimo paese dove viveva un popolo che, tra l'altro, fondò varie colonie.

Tutti professavano la stessa religione ed adoravano il Sole. Da molto tempo, l'imperatore era anche sommo sacerdote, il suo nome era "Ra Mu" ed il suoi impero ebbe il nome di "Impero del Sole"; egli, tuttavia, non venne mai venerato perché era solo un rappresentante della divinità.

Gli abitanti di Mu credevano nell'immortalità dell'anima, la quale, alla fine, tornava alla "grande sorgente" da cui era venuta. Furono grandi navigatori ed esperti architetti, costruirono palazzi di pietra e grandi templi senza tetto, affinché il popolo in preghiera potesse ricevere i raggi del Sole, loro Dio.

Uno dei momenti di massimo splendore fu raggiunto circa 26.000 anni, un periodo immediatamente precedente alla sua scomparsa, a causa di un'azione vulcanica sotterranea ininterrotta. L'isola di Pasqua, con i suoi enigmatici monumenti, rappresenta un reperto archeologico di questo antichissimo continente.

L'Atlantide

Platone, nel suo Timeo, parla di un continente scomparso che, fino a qualche tempo fa, era considerato come fantasioso e leggendario. Ora, con le scoperte archeologiche e le investigazioni occulte, si è invece stabilito che si tratta di un continente assai antico, sprofondato nell'oceano Atlantico circa 12.000 anni fa.

Nel Timeo vi sono quattro interlocutori, Socrate, Timeo, Ermogene e Critia. In questo dialogo Critia afferma di aver sentito un racconto da suo nonno, che a sua volta lo aveva sentito da Solone il più savio dei sette sacerdoti di Sais. la prima città costruita in Egitto all'incirca 16.000 anni.

Solone era stato ospite di una comunità, probabilmente derivante da Atlantide, ed un loro sacerdote gli aveva detto: "O Solone, Solone, voi Elleni siete proprio dei 'bambini' e non è possibile che tra di voi si trovino uomini 'maturi'. "Cosa vuoi dire?", replica Solone. "Voglio dire che a livello mentale voi tutti siete 'giovani' in quanto la vostra cultura e la vostra scienza hanno delle radici recenti e la ragione di ciò va ricercata nel fatto che vi sono state, e vi saranno, delle distruzioni dell'umanità dovute a cause molteplici, le peggiori sono però state causate dal fuoco e dall'acqua. 

Tutto ciò che è accaduto nel nostro paese, o nel vostro, e di cui noi siamo stati informati è stato da noi registrato e se ne può trovare la traccia nei nostri templi. Da parte vostra, invece, non è rimasta alcuna registrazione relativa a quei tempi lontani. 

L'ultimo cataclisma è sceso dal cielo come una pestilenza lasciando solo pochi sopravvissuti senza conoscenza ed esperienza. Per questo motivo il vostro popolo è stato costretto a ripartire dall'inizio e questa è la ragione per cui voi non conoscete nulla di ciò che è accaduto al vostro popolo in un tempo assai lontano. Sappiate che nel vostro territorio visse la più nobile ed evoluta razza che mai apparve sulla terra. 

Tu ed il tuo popolo siete soltanto ciò che è rimasto e tutto ciò non vi è conosciuto perché i sopravvissuti non tennero alcun resoconto per molte generazioni. La vostra antica Atene fu costruita 1000 anni prima della nostra città di Sais..." 

Il territorio di cui parla Solone era l'isola di Poseidone: ciò che rimaneva di Atlante, paese sconvolto in precedenza da tre cataclismi che, a distanza di centinaia d'anni, lo avevano ridotto alla grande isola chiamata, appunto, Poseidone.

Il popolo di Atlantide

La razza atlantidea, si è suddivisa in sette sottorazze delle cui caratteristiche faremo un breve riassunto tratto dalla Cosmogonia dei Rosacroce.

1. RMOAHAL: questi primitivi, con il senso del tatto, potevano percepire la sensazioni di dolore, agio e benessere. Possedevano inoltre un barlume di memoria e ricordavano le sensazioni provate (suoni, colori, ecc.). Con la memoria acquistarono anche i rudimenti del linguaggio e, da quel momento, emisero parole e non più semplici suoni come facevano i Lemuriani. Gli Rmoahal cominciarono a dare nomi alle cose. Il linguaggio per loro era utilizzato solo per cose sacre perché era la più alta espressione diretta dello Spirito.

2. TLAVATLI: in questa razza si cominciò a conoscere il proprio valore come esseri umani separati. Diventarono ambiziosi ed iniziarono a pretendere che gli altri ricordassero le loro opere. Il ricordo di fatti compiuti da alcuni, faceva sì che un gruppo di persone scegliesse come proprio capo l'autore di grandi gesta.

3. TOLTECHI ORIGINARI: in questo popolo l'educazione veniva impartita dai genitori che risvegliavano nell'interiorità dei loro figli le conoscenze e le esperienze da essi compiute. Ciò permetteva ai figli ad assumere le qualità paterne e, chiaramente, portava onori ai figli delle persone che si erano dimostrate importanti. L'esperienza era altamente stimata e colui che ne possedeva di più era considerato un buon consigliere. Furono loro che, elaborando le idee dei loro predecessori inaugurando la Monarchia e la successione ereditaria.

In questa parte del Periodo atlantideo, troviamo i primi esempi di nazioni separate. Gruppi di persone che scoprivano in altri gusti e abitudini consimili, lasciavano le loro vecchie abitazioni per fondare una nuova colonia.

Le Guide del genere umano (che vedremo in seguito, n.d.r.), stabilirono in quel tempo dei grandi Re per governare i popoli, ai quali fu dato loro grande potere. Le masse onoravano codesti Re con tutta la venerazione dovuta a coloro che erano veramente Re "per grazia di Dio". Questa condizione felice, tuttavia, recava in sé il germe della disgregazione perché col tempo i Re divennero avidi di potere e cominciarono ad usare il loro potere corrottamente per scopi egoistici e per profitto personale, invece che per il bene comune.

4. TURANICI ORIGINARI: furono la quarta razza, erano particolarmente spregevoli per il loro abominevole egoismo. Essi eressero dei templi dove i loro Re venivano adorati come dei e inflissero oppressioni estreme alle classi inferiori. Una Magia nera della più nauseante e peggiore specie fiorì e tutti gli sforzi di questo popolo erano diretti al soddisfacimento della vanità e del fasto smagliante.

5. SEMITI ORIGINARI: questo popolo era in grado, fino a un certo punto, di reprimere i desideri mediante il pensiero così, invece di desideri puri e semplici, ne risultavano malizia e astuzia, mediante le quali essi cercavano di raggiungere i loro fini egoistici. 

Delle due razze seguenti (Akkadiani e Mongoli) non vi sono informazioni importanti in quanto è stata la quinta sottorazza Lumuriana il terreno da cui hanno tratto le loro origini coloro che hanno progredito formando le progenie di coloro che stanno attualmente evolvendo nell'epoca Ariana.

La civiltà atlantidea

A Epoche di cultura si susseguono da tempi di licenza, durante i quali tutto il progresso della scienza e dell'arte sembra perduto, e questi sono a loro volta seguiti da civiltà che giungono a livelli ancora più alti. La descrizione che segue, dunque, si riferisce evidentemente ai periodi di cultura ...

Il governo era autocratico (il Re aveva il potere assoluto, n.d.r.), e sotto i Re divini nessun altro sistema poteva essere migliore per il popolo. Esso era stato ideato dai Saggi per il bene di tutti, e non da qualche classe particolare per il proprio vantaggio. Perciò, il benessere generale era molto maggiore che nella civiltà moderna.

I governanti, erano ritenuti responsabili del benessere e della felicità delle loro province: i delitti e la carestia erano imputati alla loro negligenza o alla loro inettitudine ...

... Si praticava la musica, che però era primitiva, come pure gli strumenti. Tutti gli Atlantidei amavano i colori, e tanto l'interno che all'esterno delle loro case era ornato di decorazioni brillanti. Però, l'arte della pittura non riuscì mai ad affermarsi in modo stabile, benché si eseguisse qualche disegno ed alcune opere pittoriche. La scultura era invece molto diffusa, e raggiunse una grande perfezione ...

L'architettura era l'arte più estesamente praticata, gli edifici erano massicci e di dimensioni gigantesche. Le case erano separate fra loro, anche nelle città; qualche volta quattro corpi circondavano un cortile centrale, in mezzo al quale era una fontana ...

... Alcune case erano ornate di intagli, affreschi o decorazioni colorate. Le finestre erano munite di un materiale simile al vetro, ma meno trasparente. Gli interni erano ammobiliati, ma senza particolari complicati; però, questi soggetti erano molto raffinati.

I templi erano grandi saloni, ancora più ammirevoli di quelli dell'Egitto; i pilastri sostenenti il tetto erano quadrati, o in qualche caso rotondi. Nei tempi della decadenza, le navate laterali erano circondate da numerose cappelle, contenenti statue dei cittadini più importanti e un culto particolare era loro reso da sacerdoti incaricati appositamente di ciò. Anche i templi avevano le loro torri e cupole, che servivano per il culto solare e per osservatori.

L'interno dei templi era intarsiato, o anche interamente coperto d'oro o d'altri metalli preziosi, metalli ottenuti con la trasmutazione, essendo questa un'industria privata, con la quale gli alchimisti guadagnavano la vita. L'oro, essendo preferito all'argento, era prodotto in maggior quantità.

L'oro, l'argento e l'oricalco (antica lega di rame e zinco simile all'ottone, n.d.r.) erano i metalli più usati per le decorazioni e per gli utensili domestici. Le armi erano riccamente intarsiate di questi metalli, e quelle usate solo nelle cerimonie e nelle processioni spesso erano fatte interamente di metalli preziosi; in queste occasioni elmi, corazze e gambali d'oro erano portati sopra tuniche e calze dei colori più brillanti: scarlatto, arancio e un porpora molto elegante ...

... Tutte le scuole erano mantenute dallo Stato, e l'educazione primaria era obbligatoria, ma saper leggere e scrivere non era considerato necessario per i lavoratori dei campi e per gli artigiani. Alla età di dodici anni i ragazzi che dimostravano delle attitudini erano mandati nelle scuole superiori dove imparavano ciò che meglio si addiceva a ciascuno: agricoltura, meccanica, caccia e pesca, ecc. Le proprietà delle piante e le loro qualità curative formavano un ramo importante di studio; non c'erano medici riconosciuti, ma ognuno sapeva qualcosa di medicina, come pure di cure magnetiche.

La chimica, la matematica e l'astronomia erano pure insegnate, con lo scopo di sviluppare le facoltà psichiche dello studente e istruirlo sulle forze più nascoste della natura. In questa categoria erano comprese le proprietà occulte delle piante, dei metalli e delle pietre preziose, come pure le trasmutazioni alchemiche ...

L'impiego usuale della chiaroveggenza permetteva loro di osservare i processi della natura, ora invisibili per i più, cosicché la scienza era avanzata, e le sue applicazioni alle arti e ai mestieri erano numerose e utili.

Essi possedevano una conoscenza di certe forze che oggi è stata perduta. Una di queste forze era impiegata per la propulsione tanto delle navi che degli aeroplani, un'altra per invertire la forza attrattiva della gravità in forza repulsiva, cosicché il sollevamento di grossi blocchi di pietra a grande altezza era un'impresa facilissima. Le forze più sottili non erano applicate a macchine, ma dirette col potere della volontà, servendosi del meccanismo, allora ben conosciuto e sviluppato, del corpo umano.

... I Rmoahal e i Tlavatli, vivendo specialmente di caccia e di pesca, non avevano bisogno di un sistema agricolo; tuttavia i Tlavatli avevano un sistema di coltivazione basato sui villaggi.

L'aumento della popolazione e la civilizzazione nei primi tempi dei Toltechi resero necessario un sistema di tenuta delle terre, ma poi, specialmente per la perfezione di questo sistema, la povertà e le ristrettezze scomparvero. 

Il complesso delle terre e dei loro prodotti, come pure il bestiame, si consideravano appartenenti all'imperatore. Il re o il viceré era responsabile, nell'ambito del suo distretto, della coltivazione, della raccolta, del pascolo e degli esperimenti agricoli. I suoi consiglieri agricoli erano versati in astronomia, e traevano tutto il vantaggio dalle influenze occulte sulla vita animale e vegetale ...

Tornando all'agricoltura, per ogni operazione si calcolava esattamente il giorno adatto regolando ogni particolare. Ogni regione per solito consumava i suoi prodotti, ma qualche volta avvenivano scambi con altre regioni.

Dopo aver prelevata una piccola quota per l'imperatore e il governo centrale, il prodotto di tutto il distretto veniva diviso fra gli abitanti; al viceré locale e ai suoi funzionari toccava una quota maggiore, ma ciascuno riceveva abbastanza per avere assicurata la vita ed il benessere. Gli aumenti nella produzione, sia agricola che mineraria, erano divisi fra tutti.

Dopo un lungo periodo di risultati felici, questo sistema declinò, con l'affermarsi della negligenza, dell'egoismo e del lusso raffinato. Un motivo essenziale di malcontento era il fatto che le classi superiori, le cui facoltà psichiche erano state debitamente sviluppate, affidavano ai subordinati, meno esperti, il compito delicato di scegliere i ragazzi per l'istruzione tecnica superiore. Molti errori erano così commessi, e della gente si trovava vincolata per tutta la vita in occupazioni non adatte e non di suo gusto ...

... Nel tempo dei Toltechi, quando regnava un Re divino, c'era un clero di iniziati che formava una grande fratellanza occulta, e incominciava i primi passi sul Sentiero occulto. Si tratta naturalmente dei pochi, perché la grande maggioranza era molto più indietro nello sviluppo spirituale. Era adottato il culto del Sole, ma i più intelligenti guardavano il Sole come un simbolo, mentre gli ignoranti non potevano vedere oltre la forma esteriore del simbolo.

Per tutta l'Atlantide, ma specialmente nella Città dalle Porte d'Oro, furono eretti dei templi magnifici al Sole. Non era permessa alcuna immagine della Divinità, essendo il disco del Sole ritenuto l'unico emblema appropriato: un disco d'oro collocato in modo da ricevere i primi raggi del Sole nascente all'equinozio di primavera o al solstizio d'estate.

Questo sistema religioso sopravvive nel culto scintoista in Giappone, ma a differenza dai templi sfarzosamente decorati dell'Atlantide, i templi scintoisti sono finiti con semplice legno liscio di gusto finissimo, senza sculture, pitture né altre decorazioni. In seguito, un'immagine d'uomo archetipico fu introdotta nei templi e adorata come la più alta rappresentazione della divinità.

Ma si avvicinavano i tempi cattivi, nei quali la razza sarebbe stata inghiottita dall'abisso dell'egoismo. Il concetto morale decadde, portando la perversione dell'ideale spirituale. Ognuno lottava per se stesso e usava le proprie conoscenze per scopi egoistici. Le Stanze di Dzyan (libro antichissimo, n.d.r.) così ne parla: 

"Poi la Quarta divenne gonfia d'orgoglio: Noi siamo i Re, noi siamo gli Dei. Essi fabbricarono immense città. Fabbricarono con terre e metalli rari. Dei fuochi vomitati, della pietra bianca delle montagne e della pietra nera, essi scolpirono le proprie immagini, della propria grandezza e somiglianza, e le adorarono". L'apoteosi del sé non poteva andare oltre.

Oltre al Sole, il clero conosceva e custodiva altri simboli, tra cui la concezione della Trinità nell'Unità. La Trinità nel suo significato più sacro non fu mai divulgata, ma la Trinità personificante i poteri cosmici dell'universo come Creatore, Conservatore e Distruttore, divenne di dominio pubblico per qualche indiscrezione nel tempo dei Turaniani. Quest'idea fu ancora più materializzata e degradata dai Semiti, in una trinità strettamente antropomorfa, consistente di padre, madre e figlio.

Un'ulteriore degenerazione avvenne nel tempo dei Turaniani. Praticando la stregoneria, molti vennero a conoscere l'esistenza di potenti elementali (forme energetiche, n.d.r.), creati o animati dalla loro forte volontà. Gli uomini si erano talmente degradati, che si misero ad adorare queste semicoscienti creature dei loro cattivi pensieri ...

... La parola sacra della Razza atlantidea è Tau mentre quella della quinta Razza è OM.

Cosa rimane dei popoli atlantidei?

Della prima e seconda sottorazza atlantidea non esistono discendenti puri, ma lo scheletro dell'"uomo Furfooz" è un buon esemplare della prima e quello dell'"uomo CroMagnon" della seconda. La terza (Toltec) rimane ancora negli "Indios" del Sud e Centro America e nei pellirosse degli Stati Uniti e del Canada. 

La quarta sottorazza (Turaniani) emigrò dall'Atlantide e dirigendosi verso oriente, oltre Babilonia, lungo il fiume Giallo, scese nelle pianure della Cina. È rappresentata oggi in certe parti della Cina da una razza Cinese gialla e alta di statura, affatto distinta dai Cinesi della settima sottorazza. 

Dei Semiti originari, quinta sottorazza, si vedono oggi i discendenti negli Israeliti di tipo puro o nei Kabili dell'Africa settentrionale. La sesta, o Akkadiana, era rappresentata dai Fenici che commerciavano nel Mediterraneo; e la settima, o Mongola, si sparse divenendo la moderna razza Cinese. 

L'inizio della Legge di causa ed effetto

Il livello evolutivo raggiunto dai Semiti (quinta sottorazza atlantidea), era tale che Coloro che gli avevano guidati fino ad allora e da cui dipendevano le loro vite, decisero di insegnar loro a gestirsi da soli, fornendo le indicazioni su come comportarsi e implementando così la Legge di causa ed effetto (o Legge del karma). 

In questo insegnamento veniva sancito che solo l'ubbidienza alla Legge avrebbe permesso una vita senza problemi, essendo i problemi stessi generati da ogni tipo di trasgressione. Fatto che viene riassunto in una massima assai significativa: "Noi non siamo mai puniti per i nostri peccati, ma dai nostri peccati".

Una testimonianza della geologia

Nell'estate 1896 una nave fu impegnata nella posa del cavo sottomarino che unisce Brest a capo Cod. Il cavo si ruppe a ovest di Parigi ed a circa 900 chilometri a nord delle isole Azzorre. La profondità dell'oceano, in quel punto, era di 3100 metri.

Il tentativo di ripescarlo a mezzo di ramponi fallì più volte perché il grappone restava impegnato in rocce dalle punte dure e spigoli aguzzi. Tutte le schegge che rimasero attaccate ai grapponi erano di una lava vetrosa, avente la composizione chimica dei basalti, chiamata tachilite. Una tale lava, interamente vetrosa, può consolidarsi solo sotto l'effetto della pressione atmosferica e non certamente 3000 m. d'acqua.

Con questo fatto divenne evidente che il fondo dell'Atlantico, a 900 chilometri a nord delle Azzorre, era una terra emersa quando è stata coperta da colate di lava e solo in un secondo tempo è sprofondata a 3000 metri di profondità. Conclusione: tutta una regione al nord delle Azzorre, che comprende forse le Azzorre, e della quale dunque queste isole non sarebbero che le visibili rovine, si è sprofondata molto recentemente, probabilmente nell'epoca che i geologi chiamano attuale.

Le testimonianze della paleontologia

Le testimonianze della paleontologia confermano e completano quella dei geologi. Sommamente interessanti sono a questo proposito le conclusioni cui giunse, qualche decennio fa, il naturalista francese Luigi Germain, che fece oggetto di attenti studi la fauna e la flora delle Azzorre, di Madera, delle Canarie e del Capo Verde. 

Le sue osservazioni conclusero (C. R. Ac. des Sc., 20 settembre 1911) che, effettivamente, verso la metà dell'evo terziario, i detti quattro arcipelaghi formavano una sola terra unita a nord con la penisola iberica, a sud con la Mauritania, ad ovest con le Bermuda e con le Antille. Alla fine del terziario, in conseguenza di vasti movimenti orogenici sopravviene lo spezzettamento... ciò che ne restò, avrebbe formato l'Atlantide di cui parla Platone. 

Ma durante il terziario, e fino ai tempi del pliocene, il continente che abbracciava gli arcipelaghi era rimasto unito, come si è detto, con la penisola iberica: ciò è provato dalla sopravvivenza dei molluschi o dei vegetali del pliocene nelle Canarie e nelle Azzorre. 

Anche sir C. Wyville Thomson trovò che alcuni esemplari della fauna della costa del Brasile, raccolti dal fondo del mare per mezzo della sua draga, sono simili a quelli della costa Lusitana. 

Ripetiamo che il continente terziario dell'Atlantico ha dovuto comprendere almeno una parte delle Antille, non potendosi altrimenti spiegare la singolare ripartizione dei molluschi "Oleacinidae", i quali non vivono che nell'America centrale, nelle Antille, nelle Canarie, nelle Azzorre, ed in una parte del bacino del Mediterraneo.

Inoltre, quindici varietà di molluschi marini vivono soltanto nelle Antille e sulle coste del Portogallo; non li si ritrova in nessun altro luogo, né questa coesistenza può spiegarsi col trasporto degli embrioni per la via delle correnti marine. Perciò gli zoologi sono stati costretti, dalla riunione di tutte queste osservazioni, ad ammettere l'esistenza di un grande continente miocenico, che si spezza dapprima dal lato delle Antille, e poi, al pliocene, dal lato dell'Africa, originando l'isola di Poseidone.

Le testimonianze più antiche

Gli argomenti che tratteremo in questa lettera sono basati sulla traduzione di alcuni documenti antichissimi: le tavole dei Naacal, scoperte da James Churchward in un tempio indù, ed una vasta raccolta di tavole in pietra (oltre 2600), portate alla luce da William Niven in Messico. L'esame comparato delle due raccolte ha mostrato che hanno una origine comune: sono delle antichissime Scritture Sacre, che si possono attribuire ai Sacerdoti atlantidei.

Secondo la leggenda, le tavole dei Naacal (scritte con simboli e caratteri Naga), furono compilate in Atlantide e portate prima in Birmania, poi in India. La loro remotissima età è convalidata dalla storia che data a oltre 15.000 anni fa il momento in cui i Naacal lasciarono la Birmania. Su queste tavole possiamo trovare una stupefacente storia della Creazione.

Non si è invece sicuri del luogo dove vennero scritte le tavole messicane, che contengono una storia molto dettagliata della Creazione, dell'origine della Vita, dell'attività delle "Quattro Grandi Forze Cosmiche" e la creazione della donna. E' notevole come tanti punti di questa storia coincidano con il racconto della Creazione proposto dalla Bibbia cristiana.

James Churchward, ha speso cinquant'anni anni della sua vita per condurre indagini, ricerche ed esplorazioni, al fine di convalidare quanto ha trovato scritto sulle tavole dei Naacal. Dopo tutto questo lavoro ha concluso che le tavole messicane, così come quelle dei Naacal, mostrano in modo inequivocabile che sul nostro pianeta è esistita un'antichissima civiltà che, sotto molti aspetti, si presenta persino più progredita di quella attuale.




ALLA RICERCA DELLA PRIMA RELIGIONE

La RELIGIONE è l'insieme di credenze e di atti di culto che collega la vita dell'uomo a un ordine superiore e sopratutto alla divinità, intesa come fine ultimo di tutte le cose.

Purtroppo, anche se in buona fede, molti autori, sia per ignoranza dei simboli che per cattive traduzioni, hanno generalmente portato nei lettori un'idea alquanto falsata delle antiche religioni, anziché mostrare con quanta purezza i nostri progenitori seppero percepire la Divinità.

Così ne parla Max Muller: "Appena conosciamo qualcosa dei pensieri e dei sentimenti dell'uomo primitivo, lo troviamo in possesso di una religione, una religione di fede o di venerazione, di moralità o di visione estatica: una religione di paura e di speranza, o di supposizione o di rispetto del Grande Dio attraverso vari simboli". 

Il linguaggio simbolico

Il simbolo, è un segno o un disegno, che evoca ciò che è astratto o non presente. Siccome la mente dell'uomo primitivo non sarebbe riuscita ad assimilare il significato di parole come, ad esempio, "Dio", "anima", "eterno", "onnipotente" i geroglifici ed i simboli furono le comuni forme di scrittura nei tempi antichi; essi non erano una "cosa" ma la rappresentavano e quindi non vanno presi alla lettera. 

Il fatto che alcuni traduttori non siano stati capaci di diversificare il simbolo da ciò che rappresentava ha portato a notevoli errori di interpretazione. Questo, purtroppo, ha talvolta dato l'impressione che vi fosse dell'idolatria dove, invece, vi era una profonda adorazione e venerazione della Divinità. Questo errore è stato particolarmente rilevante nel decifrare e tradurre documenti relativi alle religioni delle più antiche tradizioni.

I primi simboli consistevano di linee e semplici figure geometriche da cui, nel tempo, si passò a figure sempre più complesse. La vasta diffusione dei simboli e l'uguaglianza dei loro significati, ci fa presupporre che abbiano un origine comune. Leggiamo, infatti, in alcuni antichi scritti dello Yucatan, che i simboli vennero dalla Terra del Mu; alcuni documenti egizi ce ne indicano l'origine nelle Terre dell'Ovest. Altre scritture indù e di altri paesi orientali ci indicano la loro provenienza dalla Madre Terra nell'Est.

Il Cerchio

Tra tutti i simboli il Cerchio occupa certo il posto più importante in quanto era considerato il più sacro di tutti. Insieme al Quadrato con i quattro lati uguali ed al Triangolo era utilizzato dai Sacerdoti per rappresentare graficamente i concetti relativi alla vita ed alla spiritualità.

Il Cerchio fu un simbolo universale, molto adatto per insegnare ai primitivi il senso dell'infinito e dell'eterno, lo troviamo sulle rovine dei Templi dei Sacri Misteri in Egitto, Babilonia e Perù. Siccome il cerchio non ha né principio né fine, rappresenta il simbolo ideale per far comprendere ad una mente primitiva il senso dell'infinito e dell'eterno. Con il Cerchio veniva anche rappresentato il Sole (chiamato Ra) che stava ad indicare l'unicità e tutti gli attributi della Divinità; concetto da noi ripreso quando diciamo che "Dio è tutto e tutto viene da Dio".

A proposito del Cerchio è molto interessante leggere quanto scritto in un papiro di Anana (capo scriba e consigliere reale di Seti II), circa 3200 anni fa: "L'eternità non ha fine, quindi non ha principio, e di conseguenza l'eternità è un cerchio... Se continuiamo a vivere dobbiamo continuare per sempre, e se continuiamo per sempre, come il cerchio e l'eternità, l'uomo non ha principio".

Il Triangolo

Il triangolo equilatero, un simbolo che risale a oltre 50.000 anni, è stato ideato per dare agli uomini primitivi la rappresentazione simbolica di Dio, Uno e Trino nel contempo. Il concetto della Trinità divina è molto antico ed è arrivato fino a noi, benché da un'era all'altra abbia assunto nomi e aspetti diversi. Il Triangolo fu anche usato per simboleggiare il Paradiso, poiché questa era la casa di Dio. Per un'interpretazione più dettagliata di questo simbolo vedere la parte finale del capitoletto "La piramide, il simbolo dei simboli".

Il Quadrato

Il Quadrato con i quattro lati uguali fu utilizzato per simboleggiare la terra in quanto i suoi quattro angoli rappresentano i quattro punti cardinali (nord, sud, est e ovest). Cerchio, Triangolo e Quadrato furono simboli universali in quanto li troviamo presso tutti i popoli dell'antichità.

La Croce

Tra i simboli antichi, va anche ricordato la Croce che appare in tre forme diverse: il Tau (una linea verticale con una linea orizzontale appoggiata sopra), la Croce astronomica (una croce a X inclusa in un cerchio) e la Croce ansata, definita dei Faraoni e degli Dei (è disegnata come il Tau ma sopra, al centro, ha una specie di occhiello. 

Il Tau simboleggia la vita che emerge (risorge) dalle acque portando la vita. E' la vita portata dalla pioggia che fa sbocciare i semi e li fa "sollevare" verso l'alto facendoli diventare piante generose di fiori e frutti. Rappresenta pertanto la vita in abbondanza. Nei vecchi scritti Maya, il Tau è generalmente raffigurato come un albero con due rami ricchi di fiori e di frutti. Il nome e la grafia di questo simbolo sono rimasti inalterati nel tempo, era T-a-u nella Madre Terra ed è T-a-u ancora oggi. Lo ritroviamo negli scritti egizi, indù, cinesi, caldei, incas, quiché e presso altre antiche popolazioni. La Croce ansata, detta anche "La Croce del Nilo" perché la si ritrova spesso scolpita sui monumenti egiziani, rappresentava la Segreta Saggezza, non soltanto per gli antichi Egiziani, ma anche per i Fenici, Caldei, Messicani e Peruviani.

* * *

Con il passare del tempo i simboli sacri si fecero più complessi e complicati, con varie elaborazione di quelli che abbiamo esaminato. Nell'epoca egizia, i simboli erano diventati così numerosi e talmente complessi che neppure la metà dei sacerdoti li riusciva a comprendere. 

A tal proposito un saggio egizio, Ermete Trismegisto (circa nel III secolo d.C.), esclama in un suo scritto: "Oh Egitto! Egitto! di tutta la tua religione, non restano che le favole alla portata dei tuoi discepoli, tanto poco essi comprendono la tua religione. Solo le parole incise sulla pietra parlano delle tue glorie religiose. Gli Sciti, o gli abitanti delle sponde dell'Indo, o altri barbari occuperanno la tua bella terra".

La piramide, il simbolo dei simboli

Il numero cinque possiede un enorme significato per il genere umano. Un esempio è quello della Grande Piramide di Giza, che è il tempio più sacro che sia mai stato eretto sulla terra. Essa fu costruita sotto la diretta supervisione dello stesso Creatore, e le sue strutture contengono simbolicamente l'esatta descrizione della storia dell'umanità, dal tempo di Mosè fino ai mille anni di gloria che seguiranno la tribolazione.

La piramide è, naturalmente, con i suoli cinque vertici, la rappresentazione architettonica del numero cinque. Ma il suo simbolismo va ben oltre questo. La sua proiezione a terra è un quadrilatero. Il numero quattro rappresenta sempre il piano terreno, con le sue limitazioni, le sue manchevolezze, le sue rivalità ed il suo egoismo. 

Gli individui la cui natura esprime il quattro sono sempre in contrasto con l'ambiente e con le persone che sono intorno a loro. Tendono a pensare che gli altri "si comportano male", e quest'impressione è reciproca. Non è un caso che il quadrato o il rettangolo siano le forme geometriche preferite per il frazionamento dei terreni e delle proprietà in generale, in quanto il concetto di proprietà separata è in linea con la rivalità e la separatività insite nel numero quattro.

Ma, nella piramide, il vertice superiore porta il numero totale dei vertici a cinque. Esso genera anche quattro triangoli, ed in occultismo è cosa ben nota che il triangolo possiede un significato spirituale della massima importanza, che chiunque abbia occhi per vedere può scoprire. 

Tale significato riguarda la triplice natura dell'uomo - fisica, emotiva e mentale - che può essere ritrovata in qualunque cosa sia fatta ad "immagine di Dio", in quanto il Creatore di tutto ciò che esiste si manifesta sempre in modo triplice. Questo è illustrato anche dalla Trinità dei Cristiani, in termini di Padre (corrispondente alla Volontà, alla Creatività ed al corpo fisico), di Figlio (l'Amore Divino o Coscienza Cristica) e di Spirito Santo (l'aspetto mentale).

Il punto comune di tutte le culture

Segue il riassunto di alcune scoperte del Dr. Paolo Schliemann, che fece voto solenne a suo nonno Enrico, di dedicarsi alle ricerche archeologiche da lui iniziate. Ecco alcune delle sue conclusioni dopo aver fatto degli scavi nel cimitero di val Caschuna dove sono sepolti gli antichi Chimus.

Così racconta lo Schliemann: "Il tempio, per Atlantidei, Egizi, Maya e Chimus era centro della fondazione politica e della vita sociale, perno dell'arte, scienza, religione ed educazione. Anche la frase 'porte d'oro' può essere allegorica; in ogni modo quei popoli erano già grandi fonditori di metalli e celebri nel ricoprire di cemento aureo lucente, di una forza non più raggiunta, le Piramidi dell'Egitto e del Messico... Le une e le altre di costruzione eguale sono dirette come i bracci di una croce, verso gli stessi punti di direzione astronomica. La linea dei centri è sul meridiano astronomico, da essi ben conosciuto"

Schliemann, per fondate ragioni, crede che le medaglie strane degli scavi fossero usate in Atlantide intorno a 40 mila anni fa, e chiude il suo racconto con una nota lasciata dal nonno Enrico: "La religione egiziana era la stessa di quella dei Maya. Ra era il dio Sole egiziano e Ra-Na quello degli antichi Peruviani. Le nazioni provano tutte la loro infanzia e la loro maturità. Io non ho trovato un Egitto selvatico, né un Maya barbaro. Ho trovato queste nazioni mature nella loro giovinezza; canali, viadotti, strade sospese, templi, irrigazioni di campi, medicina, astronomia e alta organizzazione governativa. I Maya e gli Egizi non erano di razza nera, ma gialla; avevano schiavi e casta intellettuale. Le relazioni fra le caste erano intellettuali ed umane". 

La narrazione dello Schliemann apre nuovi orizzonti circa i primi passi dell'umanità e la fioritura di una remota civiltà scomparsa, durata un periodo straordinariamente lungo, tanto da farsi iniziatrice di una vera scienza sparsa pel mondo. 

Per quanto occulta, essa è rivelata dalle opere d'arte, a chi le studia senza pastoie teoriche compenetrato dello spirito ieratico (sacerdotale, n.d.r.) di esse. Di fronte alle opere preistoriche pochi non restano come gli analfabeti al cospetto delle lettere; ciò avviene per l'ignoranza del linguaggio simbolico adoperato e per la convinzione che mancassero le lettere e quindi non vi potesse essere cultura letteraria né artistica.




LA PRIMA RELIGIONE, LA PIU' SEMPLICE E PURA

Da molti punti di vista appare che una religione, dovunque la si trovi, è pur sempre sacra. Infatti, per imperfetta e puerile che sia, pone sempre l'anima umana al cospetto di Dio; ed il concetto di Dio, per semplice ed ingenuo che sia, esprime quello che l'Anima in quel momento considera il più alto ideale di perfezione che possa essere raggiunto.

Le Sacre Scritture della Madre Terra ci dicono che la religione di allora, la prima dell'uomo, fu la più semplice e la più pura forma di adorazione di Dio, chiamato "Grande Infinito", che sia mai stata insegnata e seguita sulla terra. In questa religione si venerava un solo Creatore, o Divinità, a cui vennero dati molti attributi, ognuno correlato ad un simbolo. 

E' notevole come non vi sia alcuna differenza fondamentale tra la nostra e la loro concezione di Divinità. La Divinità era venerata e trattata con tanta deferenza che il Suo nome non veniva mai pronunziato. Nelle antiche civiltà Maya, Indù, Uighur, ed altre ancora, si parlava della Divinità come qualcosa di irraggiungibile, di ignoto. 

La religione del Sole 

E' dimostrato, ormai irrefutabilmente, che una religione del Sole, con riti simili, con identici collegi di sacerdoti astronomi, con gli stessi templi dalle pietre massicce placcate in oro, con la stessa scienza d'imbalsamazione dei morti, con miti e simboli comuni (come quelli della montagna santa, dell'albero sacro, dei quattro fiumi, della croce, del serpente), svolge il suo imponente corteo dall'Atlante berbero all'Egitto e alla Caldea, e dal Messico al Perù, sullo stesso percorso lungo il quale si sono ritrovati i dolmen, i tumuli e le piramidi.
 
 

L'insegnamento della prima religione 

Oltre l'insegnamento riguardante Dio, il Creatore, nella più antica religione si insegnava che la vera vita era quella dell'Anima Umana che resta anche dopo la morte del corpo fisico, considerato come una dimora temporanea, qualcosa da prendere, usare e lasciare.

Leggiamo a questo proposito alcuni brani tolti da un papiro egizio, scritto da Anana (capo scriba e consigliere reale di Seti II), risalente a circa il 1320 a.C. Può essere interessante ricordare che l'esodo degli Ebrei dall'Egitto avvenne intorno al 1420 a.C.

"Gli uomini non vivono una volta sola per andarsene da qui per sempre. Essi vivono molte volte in molti luoghi, sebbene non sempre in questo mondo. Tra una vita e l'altra vi è un velo di tenebre" ...

"La nostra religione ci insegna che noi viviamo in eterno. Dunque l'eternità, se non ha fine, non può avere un principio, è quindi un cerchio. Se è vero che noi viviamo più volte, deve essere anche vero che noi siamo sempre vissuti".

"Nei primi tempi, avanti che i sacerdoti fissassero i pensieri umani nei blocchi di pietra e innalzassero altari a mille dèi, molti sostennero che quel ragionamento era vero, e quindi che il Dio era uno solo".

"Agli occhi dell'uomo Dio ha molte facce, e ognuno giura che quella che egli vede è il solo vero Dio. Ma tutti hanno torto, perché tutte sono vere".

Da un altro papiro di Anana, più o meno dello stesso periodo, leggiamo: "L'eternità non ha fine, quindi non ha principio, e di conseguenza l'eternità è un cerchio ... Se continuiamo a vivere dobbiamo continuare per sempre, e se continuiamo per sempre, come il cerchio e l'eternità, l'uomo non ha principio".

"L'uomo nasce molte volte, eppure non sa nulla delle sue vite passate: tranne occasionalmente quando un sogno a occhi aperti o un pensiero lo riporta a qualche fatto di una precedente incarnazione. Egli non può, tuttavia, stabilire nella sua mente dove o quando il fatto avvenne; ha solo la sensazione di una cosa familiare. Alla fine, comunque, tutte le sue vite passate si riveleranno".

"Gli spiriti o anime di una incarnazione possono eventualmente incontrarsi in un'altra incarnazione e essere attratti l'uno verso l'altro come da una calamita, ma per quale causa nessuno lo sa".

"Sì, io credo che le anime possano vivere più di Ra, lo stesso Sole, e più delle stelle". 

Molto interessante questa frase finale dove il convincimento che l'anima superasse la vita del Sole dimostra come questi non era considerato la divinità stessa bensì una sua rappresentazione simbolica ad uso dei meno evoluti.

Appunti storici

Secondo gli storici, è solo nel periodo definito "Neolitico" (circa dal 6.000 al 3.000 a.C.), che l'uomo creò le basi su cui si sono sviluppati i concetti sociali che continuano ai nostri giorni. 

E' nel Neolitico che l'uomo inizia a lavorare la ceramica, a tessere e ad edificare dei veri e propri villaggi nonché dare inizio agli scambi commerciali; si sono infatti trovati dei manufatti localizzati a centinaia di chilometri dal luogo in cui vennero creati. Ed è anche in questo periodo che si dimostra intellettualmente attivo, iniziando a costruire attrezzi adatti ad affrontare le sue esigenze future, anticipandole mediante un'analisi dei fatti piuttosto che con l'istinto.

E' generalmente accettato che il nucleo di questa civiltà si sia sviluppo in oriente, dalla valle del Nilo alla Mesopotamia. Tradizionalmente la fine del Neolitico è contrassegnata dall'apparizione del metallo e dall'inizio dell'Età del bronzo.

Conclusione

La storia classica colloca nel 3000 circa a.C. l'avvento dell'età del bronzo e dal 2600 al 2480 a.C., la costruzione delle più grandi e famose piramidi, quelle di Giza (fatte costruire dai faraoni Cheope, Chefren e Micerino della IV dinastia).

Perciò, secondo la storia, nei 4 - 5 secoli dopo la fine del Neolitico l'uomo, da selvaggio che era, avrebbe raggiunto la capacità di erigere dei monumenti la cui progettazione e costruzione richiede delle avanzatissime conoscenze matematiche, fisiche ed astronomiche. 

Questa assunzione non regge e, a rigor di logica, dobbiamo invece concludere che l'elaborazione della prima religione, così come la progettazione di queste grandi piramidi, sia stata opera di personaggi con una capacità e cultura molto al di sopra di quella della comune umanità.

Possiamo pertanto arguire che questi "personaggi" altro non fossero che i Sacerdoti di Atlantide. Gli stessi Antichi riconoscevano che da questa razza, "civile, guerriera e dotta", provenivano la scienza degli astri e le leggi del governo degli uomini. Questa nostra ipotesi viene confermata dal brano seguente, tratto dal volume "Il sistema solare " :

"Circa 400.000 anni fa, essendo l'Egitto isolato e scarsamente popolato, una Loggia di Iniziati (esseri altamente evoluti, n.d.r.), a causa del diffondersi delle 'arti nere' nel suo paese (Atlantide, n.d.r.), era emigrata in Egitto, dove poi proseguì il suo lavoro per circa 200.000 anni."

"Circa 210.000 anni fa, la Loggia Occulta fondò la prima dinastia divina in Egitto e un impero, facendo venire a questo scopo il primo gruppo di coloni."

"Da questo tempo a 200.000 anni fa, furono costruite le due grandi Piramidi di Giza, per servire da un lato come Templi permanenti di Iniziazione, e dall'altro come santuari per la custodia di alcuni potenti talismani, in previsione della sommersione che gli Iniziati sapevano imminente."

"E' lecito supporre che i poteri occulti furono impiegati per facilitare il trasporto ed il sollevamento dei grandi blocchi di pietra usati nella Grande Piramide. Molte migliaia d'anni dopo, Cheope diede il suo nome a una delle Piramidi."

Il mito di Atlante

Il mito di Atlante, forse, vuole indicarci la strada dell'umiltà; dovremmo infatti accettare che l'origine di ogni conoscenza deve ricercarsi nell'antico continente atlantideo ed il fatto che sulla civiltà di Atlantide si sono poi basate le altre civiltà. 

E, invece, guardiamo il vecchio Atlante che sorregge il globo sulle spalle e, pur sapendo che l'astronomia fu la scienza più antica di tutte, pensiamo che i creatori della medesima non sapessero che la terra è rotonda!




LA GERARCHIA PLANETARIA

Abbiamo visto, nelle lettere precedenti che, nel lungo corso dell'evoluzione dell'umanità, vi sono sempre stati dei Grandi Esseri che hanno prestato la loro opera affinché le cose procedessero secondo un piano prestabilito moltissimo tempo fa.

Anche oggi vi sono Grandi Esseri che guidano l'evoluzione dell'umanità. L'insieme di questi Esseri illuminati viene chiamato con vari nomi, tra cui: "Gerarchia Planetaria", "Centro dei Maestri di Saggezza" e "La grande Loggia bianca".

I componenti della Gerarchia

Alcuni componenti della Gerarchia sono attualmente incarnati in un corpo fisico, altri, invece, vivono in un corpo eterico (energetico, n.d.r.) nei mondi sottili. Alcuni di essi, incarnati in un corpo fisico, dimorano nelle Montagne dell'Himalaia, ma la maggior parte è disseminata in tutto il mondo e dimora, in incognito, in varie Nazioni.

I componenti della Gerarchia cercano di aiutare l'umanità nel suo cammino spirituale attraverso gruppi o movimenti tra cui possiamo elencare, per brevità: Templari, Massoni, Rosacroce e la Società Teosofica. E' comunque certo che i Maestri hanno il pieno rispetto del libero arbitrio degli umani, questo, chiaramente, ne limita il raggio d'azione. 

Alcuni di essi sono esseri umani che hanno raggiunto un alto grado di perfezione ed hanno così conseguito la "resurrezione della carne", ovvero non hanno più l'obbligo di rinascere in un corpo fisico per procedere con la loro evoluzione. Tra essi citiamo, per brevità, i Maestri: Morya, Koot-Hoomi, il Veneziano, Serapis, Hilarion, Gesù, Saint-Germain e Djwal Khul.

Così ne parla Alice Bailey nel suo volume Iniziazione umana e solare:

"Attualmente questi Maestri sono incarnati nel mondo intero con il solo scopo di partecipare alle attività, alle occupazioni ed al lavoro di disseminazione della verità nelle differenti Chiese, scienze e filosofie. Producono così in seno ad ogni organizzazione un'espansione, un'apertura, una disintegrazione cosi necessarie ed altrimenti impossibili. Sarebbe saggio che gli studenti di occultismo riconoscessero questi fatti e coltivassero la loro capacità di identificare le vibrazioni della Gerarchia che si manifestano attraverso i discepoli nei posti e nei gruppi più impensati".

L'opera della Gerarchia

I Maestri contribuiscono in mille modi a far progredire l'umanità. Dalle più alte sfere riversano sulla Terra la luce e la vita che possono essere, liberamente come i raggi del sole, ricevute e utilizzate da tutti coloro che sono sufficientemente recettivi.

... E poi i Maestri, che hanno un legame particolare con le religioni, le utilizzano come serbatoi nei quali riversare energia spirituale perché sia donata ai fedeli di ogni religione come un "mezzo di grazia".

C'è quindi il grande lavoro intellettuale per mezzo del quale i Maestri inviano potentissime forme pensiero (pensieri concentrati su una certa idea, n.d.r.) che captate dagli uomini geniali, vengono da loro assimilate e donate al mondo. Nello stesso modo Essi inviano ai loro discepoli le loro voci notificando i compiti che devono svolgere ... il lavoro di guida e supervisione nell'insegnamento ai giovani discepoli e l'invio di un aiuto specifico in numerosi casi. 

Nel mondo fisico sorvegliano il susseguirsi degli eventi, correggono e neutralizzano, per quanto è permesso dalla Legge, le tendenze nefaste, riequilibrano continuamente le forze che si oppongono o ne facilitano il progresso rinforzando il bene ed indebolendo il male.

L'influenza dei Maestri sulle Scuole di esoterismo

Alcune Scuole di occultismo e di tendenza teosofica hanno preteso di essere le uniche detentrici dell'insegnamento dei Maestri ed il solo punto Focale dei Loro sforzi limitandone così l'opera e formulando delle premesse che il tempo e le circostanze non mancheranno di provare come inesatte.

Essi operano certamente per mezzo di questi gruppi di pensatori e danno una gran parte della Loro energia in tali organizzazioni, ma hanno ovunque Loro allievi e discepoli e operano attraverso numerosi corpi e con diversi metodi di insegnamento.

La Gerarchia vista dal Maestro Djwal Khul

Nota: questo messaggio è stato ricevuto e quindi scritto da Alice Bailey.

La Gerarchia, è formata da esseri umani e spirituali nel contempo. Questi Maestri, desiderosi di aiutare l'umanità si sono presi la responsabilità di assistere l'uomo nella sua evoluzione. Tra loro vi sono studenti, Iniziati, così come Alcuni Maestri soggetti ai Chohans e ai Kumaras che, a loro volta rappresentano gli Esseri consapevoli più evoluti nella nostra sfera planetaria. Essi non sono dissimili alle descrizioni fatte per gli Angeli e gli Arcangeli nelle religioni Occidentali.

La Gerarchia sta lavorando, a livello politico, per creare una cooperazione internazionale e una sintesi economica. Nel campo della religione, invece, cerca di diffondere la coscienza spirituale e una religione di tipo universale. Nei domini della scienza, istruzione e psicologia, il suo scopo è quello di espandere la coscienza, la conoscenza e le capacità umane in generale. 

I membri della Gerarchia inviano costantemente nel mondo pensieri, ideali, semi di attività e progetti, allo scopo di influenzare coloro che operano in campo politico, economico e scientifico. Questi piani talvolta sono idealistici, comunque sono realizzabili. La Croce Rossa internazionale rappresenta un esempio riuscito di tale influenza.

Coloro che si aprono alle ispirazioni inviate dai Maestri e si dedicano al "bene maggiore", talvolta sono istruiti dagli stessi Maestri mentre i loro corpo giace addormentato ... Queste persone, comunque, non dovrebbero lavorare in questo senso solo allo scopo di ottenere vantaggi personali, bensì offrirsi come cooperatori di coloro che operano sui piani superiori.

I Maestri visti da Giuseppe Filipponio

... Questi Fratelli Maggiori dell'umanità hanno calcato, quali uomini sulla terra, il lungo sentiero evolutivo, e sono entrati nei ranghi dei Grandi Esseri che ora proteggono e guidano il destino dell'uomo soltanto dopo aver subito tutti i processi che ci innalzano a più spirituali dimensioni. 

Essi hanno trionfato sulla materia e conseguito la loro meta suprema mediante gli stessi superamenti e gli stessi sacrifici che noi affrontiamo e con cui lottiamo nelle nostre vite. Essi hanno conosciuto ogni passo del sentiero della sofferenza, hanno subito ogni esperienza, hanno lottato per redimere le loro fragilità umane ed hanno vinto mediante la padronanza degli aspetti materiali dei loro sé umani.

I Maestri visti da David Anrias

Quando un uomo raggiunge il Nirvana o Liberazione non è obbligato a conservare il suo corpo fisico o a reincarnarsi in un altro. La scelta è sua: o preferisce vivere per sempre un'esistenza disincarnata o dimora sulla terra per un tempo considerevole come Maestro di Saggezza, in questo caso egli avrà una funzione in seno alla Gerarchia Occulta e aiuterà lo sviluppo dell'umanità in modi estremamente diversi.

I Maestri, possono compiere miracoli, ma lo fanno raramente perché ritengono che, salvo in casi eccezionali, ogni miracolo è una forma di esibizionismo. Infatti la loro assenza di vanità è così totale che malgrado la loro nobiltà e i loro grandi poteri sono stati così modesti da chiamarsi Fratelli Maggiori e Servitori dell'Umanità; in effetti, secondo i loro propositi vivono per servire e guidare, perché coloro che guidano non fanno altro che servire. Tuttavia, la loro funzione di guida non intralcia il libero arbitrio dell'uomo, perché ciò infrangerebbe la Legge. Essi suggeriscono, ma non esercitano pressioni, ispirano, ma non ordinano mai.

Possiamo dunque constatare che, sebbene i Maestri abbiano il loro spirito nel Cielo, i loro piedi calcano il nostro suolo, vale a dire che non sono vaghi sognatori, ma uomini fondamentalmente pratici. Non hanno più i vizi e le debolezze del comune mortale, perché hanno sofferto essi stessi per vincerli camminando sul sentiero che porta all'Adeptato (stato di altissima evoluzione spirituale, n.d.r.). Cosi, essi hanno l'attitudine ad una totale comprensione e tolleranza, unite ad un'immensa compassione e, cosa importantissima come affermano essi stessi, un pronunciato senso dell'umorismo.

Una giusta precisazione

Vorrei ricordarvi che quando voi pensate alla Gerarchia, lo fate in termini di Maestri (come fa la maggior parte della gente), oppure in termini di Iniziati superiori. Non è esatto. Tutti i discepoli che vengono accettati sono nella periferia della Gerarchia e della sua influenza.




COME POSSIAMO AIUTARE I MAESTRI?

In primo luogo, insegnare la legge di evoluzione e il suo corollario inevitabile, gli uomini perfetti. Agli uomini si deve insegnare che tali grandi anime esistono, ed esistono interamente per servire il loro prossimo. Il pubblico dev'essere abituato ai loro nomi e attributi, alla loro opera e al loro proposito, e agli uomini si deve dire che vengono per la salvezza del mondo.

In secondo luogo, discepoli e aspiranti devono vivere armoniosamente sotto ogni aspetto e amare. Le vibrazioni violente dei nostri ambienti devono essere smorzate con una forte controvibrazione d'amore, ricordando sempre che quando operiamo dal lato dell'evoluzione è con noi il potere della divinità stessa, disponibile per essere usato. 

Nulla può resistere alla pressione costante dell'amore e dell'armonia quando sono applicati abbastanza a lungo. Non è lo sforzo spasmodico che conta. E la pressione sostenuta a lungo, invariabile, che alla fine infrange l'opposizione e le mura della separatività.

In terzo luogo, le organizzazioni esoteriche devono appoggiare tutto ciò che tende all'unità. Tutti i tipi di lavoro, tutti gli sforzi esterni delle numerose organizzazioni, devono incontrare cooperazione e assistenza amorevoli. Noi stiamo in un mondo di sforzo come punti focali d'amore. 

Il nostro obiettivo è di aiutare i Grandi Esseri e dar loro l'assistenza intelligente che farà materializzare i loro piani per l'umanità. Hanno deciso di operare, per nostro tramite, all'elevazione del mondo e l'emissione dello sforzo spirituale intensificato che arresterà l'ondata di male e allontanerà le possibili difficoltà che stanno in agguato nell'oscurità del caos attuale dovrà avvenire tramite i gruppi esoterici. 

L'organismo vivente di aspiranti e discepoli può fornire un centro di pace, di potere e d'amore, di aiuto pratico e di elevazione spirituale quale il mondo non ha mai visto. Questa è la speranza. Abbiatene cura voi.
 
 

Altri modi per aiutare i Maestri

Il fatto della Gerarchia e l'opera svolta dai Maestri mediante i loro discepoli devono essere indicati all'attenzione pubblica. 

Ovunque, discepoli presenteranno sempre meglio il piano gerarchico di fratellanza, di vita spirituale e inclusiva, non ripetendo di continuo (come fanno gli stolti): "Il Maestro mi ha scelto" o "il Maestro mi guida" o "io rappresento la Gerarchia", ma con una vita di servizio, per mostrare che i Maestri esistono e sono conosciuti da molti dovunque; che il piano è di sviluppo evolutivo o di progresso e conduce verso una meta spirituale intelligente; che l'umanità non è sola, ma che la Gerarchia vigila, che il Cristo è con il Suo popolo.

Mostrare inoltre che nel mondo esistono molti discepoli sconosciuti perché lavorano nel silenzio, che il nuovo gruppo di Servitori del mondo esiste; che uomini di buona volontà sono presenti ovunque; che i Maestri non s'interessano delle personalità, ma che impiegano uomini e donne di ogni atteggiamento, fede e nazionalità purché motivati dall'amore, intelligenti, di mente addestrata, magnetici e radianti, capaci di attirare alla verità e alla bontà e non all'individuo-Maestro o discepolo. 

I Maestri, non si curano di fare proseliti, ma si impegnano unicamente ad alleviare le sofferenze, a promuovere l'evoluzione dell'umanità e a indicare le mete spirituali. Non cercano premi per il loro lavoro ne elogi dai contemporanei, ma solo l'accrescimento della luce nel mondo e lo sviluppo della coscienza umana.

L'illusione riguardo ai Maestri

MONDO ASTRALE: mondo invisibile, dove vivono i defunti ed i viventi sperimentano le emozioni, i desideri e le passioni. I defunti, talvolta, si presentano ai viventi come "maestri" ed offrono servizi o insegnamenti. La "medianità" e la "scrittura automatica" sono due tra i molteplici fenomeni dovuti al contatto con il mondo dei "morti".

Dopo aver dato alcune precisazione, riguardo ai Maestri ed alla Gerarchia, riteniamo giusto parlare di una particolare illusione, oggi assai diffusa, tra coloro che frequentano circoli occulti o Scuole spirituali. A questa illusione, sono spesso soggetti alcuni capi di tali organizzazioni che affermano di essere in contatto con qualche Maestro, spiriti illuminati o, addirittura, con nostro Signore Gesù Cristo, mentre ricevono solo messaggi medianici dallo spirito di una persona defunta. Essi, spesso, illudono anche gli allievi dicendo che, prima o dopo, arriveranno anche loro ad incontrare il Maestro.

Leggiamo come Alice Bailey, nel Trattato dei 7 Raggi, ci illustra questo fenomeno: 

"Anche le correnti di esoterismo, teosofiche e rosacrociane (particolarmente nelle loro scuole interne), hanno forme loro particolari di questa illusione di guida interiore. Benché di natura diversa da quelle precedenti, gli effetti sono molto simili e riducono i seguaci nella condizione di farsi guidare e spesso dirigere da voci illusorie." 

"Spesso i capi dell'organizzazione asseriscono di essere in comunicazione diretta con un Maestro o con tutta la Gerarchia dei Maestri, da cui ricevano gli ordini. Questi sono trasmessi all'insieme dei membri, da cui ci si attende un'obbedienza pronta e senza discussioni." 

"In questo sistema, impartito sotto il nome di sviluppo esoterico, si presenta la meta di un simile rapporto con il Maestro o la Gerarchia come incentivo per studiare o meditare, e l'aspirante è indotto a credere che un giorno o l'altro udrà la voce del suo Maestro, che lo guiderà suggerendogli cosa fare e come prender parte a ruoli diversi."

"Gran parte delle difficoltà psicologiche riscontrate nei gruppi esoterici si possono ascrivere a questo atteggiamento e a questa speranza ingannevole offerta al neofita."

"... La guida cui obbediscono tanto spesso gli aderenti delle diverse correnti esoteriche non è quella della Gerarchia, ma il riflesso astrale di questa (essi quindi rispondono alla presentazione illusoria e falsata costruita dall'uomo, di un grande fatto spirituale). Se volessero, potrebbero rispondere invece alla realtà ...

"... Oggi mistici di ogni specie, per naturale predisposizione alla vita introspettiva e negativa, odono voci, ricevono comandi e obbediscono a impulsi che sostengono venire da Dio. In ogni parte esistono gruppi impegnati ad avviare alla vita spirituale, ad accertare il Piano di Dio o a collaborarvi in un modo o nell'altro. Alcuni operano con intelligenza e le loro premesse e i tentativi sono talvolta corretti, ma in genere seguono una via sbagliata, poiché sono soprattutto di natura astrale".

Un suggerimento di Roberto Gervasio

Tutto ciò che posso fare, ora, è di tentare di mettere in guardia con i mezzi a disposizione la gente, cercare di evitar loro esperienze traumatizzanti.

Questi mistificatori non sono una teoria astratta, sono vicini, vicinissimi a noi. Hanno persone incaricate di fare proseliti ovunque, utilizzano tutti i sistemi moderni di comunicazione.

I mercanti dell'occulto, quelli che vi promettono (a pagamento) I'illuminazione, la conoscenza, addirittura la remissione del Karma, il risveglio Iniziatico, vivono fra noi.

Quelli che vi promettono di cambiare in meglio la vostra vita, che dicono di curare il cancro ed ogni altro male, sono persone reali, mettono su giornali e riviste lusinghiere inserzioni, diffondono opuscoli mielati con fotografie e disegni accattivanti. Spesso hanno consulenti psicologi, esperti in messaggi subliminali che impostano le loro campagne pubblicitarie!

Attenzione! Usate la massima, assoluta attenzione! Andateci cauti prima di fare qualunque scelta. Prima di prendere decisioni in loro favore pensate e ripensate ...

Fate questo semplicissimo ragionamento che è tratto dal Vangelo. Quando chiesero a Gesù come fare per riconoscere i falsi profeti, Gesù rispose: "Un albero si riconosce dai frutti che porta".

Sulla base di questa similitudine ribaltate il discorso e chiedetevi: "Costui mi sta promettendo mari e monti, perché lo fa? Quale è il suo tornaconto? A chi, o a cosa giova? Cosa guadagna lui da questo e cosa guadagno io?"

Fate questo discorso a mente fredda. Valutate quanto di vostro può passare a lui, quanto beneficio materiale può provenirgliene e quanto beneficio effettivo potrà invece venire a voi. Le cose dello spirito, dovrebbero essere date con amore e per amore. Non vendute, mercificate e strapagate. Fate prima il calcolo di quanto denaro può ricavarne l'altro e quanto potete beneficiarne voi. Lucidamente.

Fatta questa semplice operazione allora decidete cosa fare o non fare. Questo purtroppo è un vortice che non avrà mai fine perché la massa di persone che brancola nel buio alla ricerca di qualcuno disposto a dar loro una mano, un appoggio morale, è enorme!

Un messaggio del Maestro D.K.

Dite a coloro che vi ascolteranno che i loro Grandi Fratelli li stanno semplicemente aspettando, e che non sono solo capaci di fare discorsi. Dite che stiamo andando loro incontro; dite però chiaramente che non veniamo per togliere la trappola sotto i loro passi, ma per indicarla. 

Non solo non abbiamo mai lasciato la Terra, ma nei prossimi decenni saremo qui più che mai; non ci vedrete circolare né con la veste bianca né con l'aureola sul capo, perché indosseremo gli abiti della gente di città, degli operai, dei contadini, e magari ci vedrete con la ventiquattrore dell'uomo d'affari in mano, o sotto le spoglie d'un monaco dissidente... Aspettatevi di tutto, perché l'Amore non conosce la discriminazione, e si serve di tutto quanto gli è necessario per rivelarsi, in ogni direzione.

Sappiate che lo stato attuale del pianeta è come quello d'un corpo malato, e non servono, per dimostrarlo, né prove né grandi frasi. Eviterò anche di farvi il ritratto dell'umanità e di trarne un bilancio... né dirò che tutto questo è molto triste, malgrado qualcuno si aspetti forse che lo dica. Non è triste: è solo un dato di fatto, e vi porremo rimedio. Lasciamo i gridi d'allarme a livello dell'ego, e prepariamoci a cementare le nostre azioni con il distillato del cuore.

Partendo da qui, comprenderete che invitiamo tutti gli esseri umani a comportarsi allo stesso modo, perché non v'è più posto per un atteggiamento tiepido, pigro o incongruente.... Quando un veicolo si avvicina a una curva pericolosa tutti si allacciano le cinture, e così dovranno fare tutti i terrestri coscienti, sia che pongano la loro energia in ciò che chiamate Dio, in un semplice feticcio, oppure in loro stessi.

La vostra cintura si fregi di questi nomi: tolleranza, perdono, luce e speranza; non abbia mai lo sguardo sdolcinato d'una morale, ma la folgorante dolcezza della Conoscenza: senza questa cintura di sicurezza, senza questo scudo, ogni volontà d'azione sarà vana.




LA TRADIZIONE ESOTERICA

Questa tradizione riguarda la dottrina fondamentale che comprende le leggi basilari e principali concernenti la natura della Divinità, l'Universo e l'uomo...

... L'insegnamento esoterico rivela, fra l'altro, all'umanità le Leggi e i Principi sui quali è organizzata la vita planetaria, l'esistenza del Governo interiore (argomento che tratteremo nella prossima lettera n.d.r.), o dominio delle cause che precipitano nel mondo come eventi; rivelano che alla base del Piano Generale c'è un processo evolutivo, e rivelano pure l'Unità della Vita e l'uomo quale microcosmo, controparte del macrocosmo...

... Si può avere un'idea dell'antichità della Sapienza Antica o Teosofia, ammirando le tracce rimaste nelle Religioni Solari degli Incas e dei Parsi, leggendo i libri sacri dell'India e dell'Egitto, il Pimandro di Ermes Trismegisto, il libro di Thot, il libro Egiziano e quello tibetano dei morti, gli Aforismi di Patanjali.

Nella Grecia Antica, il pensiero spirituale è inviluppato nella Mitologia; nei frammenti Orfici, nelle Dottrine di Pitagora e nella filosofia di Platone sono nascosti i principi sublimi di una Sapienza immortale.

L'apparizione, in luoghi e tempi diversi, di gruppi specializzati per il risveglio e lo sviluppo nell'uomo di facoltà superiori, riguardava solo coloro che erano sufficientemente evoluti, mentre le Religioni ortodosse davano l'ispirazione e la guida alla massa dell'umanità. In tal modo, uomini di ogni stadio procedevano dal loro particolare rango a quello successivo, della scala evolutiva.

I Messaggeri degli dei

Max Heindel, nella Cosmogonia dei Rosacroce, ci conferma la presenza di Maestri alla guida dell'umanità già da quando essa, millenni di anni fa, viveva nella Lemuria, oggi scomparsa. Questi Maestri, vennero anche chiamati "Signori di Venere" e "Signori di Mercurio". Così ne parla Max Heindel:

"I Signori di Venere furono i capi della maggior parte dei nostri simili e furono conosciuti come "Messaggeri degli Dei". Per il bene della nostra umanità, essi la guidarono passo a passo. Non vi fu ribellione alla loro autorità, perché l'uomo non aveva ancora sviluppato una volontà indipendente. Essi la guidarono perché arrivasse a manifestare volontà e giudizio e divenisse capace di guidarsi da sé."

"Si sapeva che codesti Messaggeri erano in comunicazione con gli Dei. Erano tenuti in grande rispetto ed i loro comandi venivano ubbiditi senza discussione."

"Quando sotto la direzione di questi Maestri, l'umanità ebbe raggiunto un certo grado di sviluppo, gli uomini più avanzati vennero posti sotto la guida dei Signori di Mercurio, che li iniziarono alle verità superiori per farne delle guide o capi di popoli. Questi individui, chiamati "Iniziati", vennero elevati alla dignità Reale e furono i fondatori delle dinastie dei Re considerati "divini" in quanto elevati a tale rango per grazia dei Signori di Venere e di Mercurio, considerati come Dei dall'umanità nascente di allora ..."

"In quei tempi un Sovrano considerava come un sacro dovere quello di aiutare e dirigere il suo popolo, di promuovere equità e benessere. Essendo stato iniziato poteva contattare la saggezza divina ed essere guidato nei suoi giudizi e decisioni. Fintanto che regnarono questi Re, tutto prosperò e fu veramente l'Età dell'Oro..." 

In quell'epoca lontana lo scopo dei Messaggeri degli Dei e dopo di loro tutti gli Ierofanti (Sacerdoti, n.d.r.) dei Misteri e di tutte le odierne scuole di occultismo, era, ed è, quello di insegnare al candidato l'arte di dominare se stesso. In proporzione diretta in cui l'uomo domina se stesso, sarà qualificato per governare gli altri. Se gli attuali governanti di popoli fossero capaci di governare se stessi, noi conosceremmo un nuovo Millennio o Età dell'Oro."

Le caratteristiche dei Re Sacerdoti

Così ne parla Giuseppe Filipponio: "Circa i Re-Sacerdoti, giova ricordare che nessun Iniziato era tale se non sapeva guarire e richiamare in vita una persona dalla morte apparente. Coloro che manifestavano questi poteri erano considerati Re o Iniziati. Gesù, infatti, fu acclamato Re, poiché aveva fatto miracoli, guarito infermi e resuscitato Lazzaro."

"Gli Iniziati avevano la prerogativa di rivelare i segreti della natura utili all'umanità, le virtù nascoste delle piante, l'arte di portare fra gli uomini l'amore fraterno e il sentimento di aiuto reciproco".

Altri dettagli ce li fornisce W. J. Thompson, una delle voci più autorevoli sui ritrovamenti nell'Isola di Pasqua. Egli, con l'aiuto di un indigeno, riuscì a decifrare il testo seguente da ciò che resta delle pareti di un tempio in rovina.

"Quale potere ha il Grande Re sulla terra? Ha il potere di fare crescere le piante e di cambiare il colore del cielo."

"Tutti salutano il potere del Grande Re che ci rende gentili verso le giovani piante, che ci fa ammirare i vari colori del cielo e contemplare le nuvole che sorgono."

"Tutti salutano il potere del Grande Re che ci mette in grado di apprezzare le meraviglie delle stelle lucenti, le nuvole che si abbassano, la gentile rugiada, la pioggia che cade e la luce del sole e della luna."

"Quale potere ha il Grande Re sulla terra? Ha il potere di popolare la terra, di creare tanto re che sudditi. Tutti salutano il potere del Grande Re che ha creato gli esseri umani, dato autorità ai re, e creato fedeli sudditi ...".

Anche Friedrich M. Muller, in Origin of Religious Laws (Origine delle leggi religiose) ci conferma il fatto che i Re di allora non facevano parte della comune umanità. Ecco uno stralcio dal suo scritto: "La credenza che il legislatore religioso godesse di una intimità più stretta che non i comuni mortali, nei rapporti con la Divinità, riempie le tradizioni antiche di molte nazioni. Secondo un notissimo passo in Diodoro Siculo, gli Egizi credettero che le loro leggi fossero state comunicate a Mnevis da Ermes."

"I Cretesi sostennero che Minosse avesse ricevuto le leggi da Zeus. I Lacedemoni erano convinti che Licurgo avesse ricevuto le sue leggi da Apollo. Gli Ariani credevano che Zaratustra le avesse ricevute dallo Spirito Buono. Secondo Gatel, Zamolscis ricevette le sue leggi dalla dea Hestia, e secondo gli Ebrei, Mosè le ricevette da Javè").




L'ESOTERISMO NELL'ANTICHITA'

L'iniziazione

Sotto l'aspetto umano, fin da remotissimi tempi, l'Iniziazione era considerata nel modo più consono all'epoca ed era comune ad alcuni riti mediante i quali l'uomo entrava sul sentiero del perfezionamento. 

L'Iniziazione era collegata al segreto, in quanto certe conoscenze potevano solamente essere elargite a quelli che erano preparati a ricevere, custodire e realizzare certe rivelazioni relative alla natura dei Misteri, la cui conoscenza portava verso l'unione sublime con Dio. 

Alcune conoscenze davano, inoltre, la possibilità di risvegliare gli invisibili e superiori poteri dello Spirito, da usare soltanto per il bene della Fratellanza Umana. L'Iniziazione, a volte, viene anche definita come "seconda nascita".

Gli Iniziati

Dio svela all'umanità ciò che essa può comprendere dei Suoi Propositi per mezzo di quelle menti che sono sensibili alle rivelazioni spirituali, cui diamo il nome di Iniziati. 

Essi, scaglionati lungo i millenni fra popoli diversi, ispirati dal Centro di Illuminazione di Amore-Saggezza, furono portatori del Messaggio Divino. Alcuni di questi Iniziati furono i fondatori delle Grandi Religioni che hanno contribuito alla formazione dell'umanità: Rama, ci mostra le vicinanze del Tempio, Krishna ed Ermes ce ne danno la chiave, Mosè, Orfeo e Pitagora ce ne mostrano l'interno, mentre Gesù ci rappresenta il santuario.

Altri Iniziati ci hanno trasmesso la Dottrina Occulta (Filosofia Esoterica, n.d.r.), che alcuni Discepoli si sono incaricati di diffondere.

Le scuole dei Misteri 

Durante l'età dell'oro i popoli Toltechi e Maya, della 4a Grande Razza Madre Atlantidea raggiunsero un alto grado di sviluppo. Le masse di popolo, relativamente infantili, vennero istruite da Maestri Divini e da Re Sacerdoti spiritualmente avanzati, esse formarono gli originari Incas, di quello che fu il vasto territorio del Perù che si estendeva nel Sud, verso il centro America e nel moderno Messico.

L'uomo viveva in purezza e beatitudine poiché aveva una natura più divina che umana. I Re Divini che regnavano sulla terra promossero un alto grado di cultura e civiltà basate sulla conoscenza scientifica e spirituale e con una semplice forma di insegnamento per i meno avanzati ...

Quando l'umanità crebbe di numero e di varietà di pensiero, si ebbero, nelle menti meno colte e meno sane, delle esagerazioni, superstizioni, desideri e passioni; spesso si abusò della conoscenza, del potere, finché fu necessario limitare il numero di coloro che sapevano.

Ogni popolo di quei tempi si adattò un sistema religioso secondo la sua illuminazione e i suoi bisogni spirituali. Sorse la necessità di velare la verità per proteggerla dalla profanazione. Il velo fu gradatamente fatto più spesso in seguito al diffondersi della personalità e dell'egoismo. 

Questo condusse alla formazione dei Misteri e alla creazione di simboli (per es. le antiche scuole egiziane avevano 78 simboli). Fu consentito che credenze exoteriche (per tutti, n.d.r.) crescessero nella mente delle masse profane, in forma di fiabe e di miti e che sviluppandosi formassero la fede popolare senza alcun pericolo per le verità più filosofiche ed astruse che venivano insegnate nei Santuari dei Misteri...

I Templi dei Misteri diventarono i principali depositari dell'insegnamento esoterico, fra cui la dottrina del Dio Unico, la resurrezione dell'uomo alla vita eterna, la divinità dell'Anima Umana. In essi veniva insegnato anche a vedere l'ombra della Divinità nella bellezza, nella magnificenza e splendore dell'Universo.

I Misteri Egizi e la grande Piramide 

Vi è una grande differenza di opinioni sul come e quando la Grande Piramide di Giza fu costruita. Questo, probabilmente, si deve al fatto che la mente umana fa fatica a concepire una costruzione fatta dall'uomo eretta molte migliaia di anni fa.

Storici e studenti sono d'accordo che fu costruita più di 4,500 anni fa ma, negli ultimi anni, il chiaroveggente Edgar Cayce ha ne datato la costruzione dal 10,449 al 10.349 a.C. e ne ha spiegato il motivo della costruzione come la necessità di salvare del materiale preziosissimo dall'affondamento di Atlantide.

In effetti la Grande Piramide fu progettata come un insieme di informazione, poste nella pietra, in grado di durare per migliaia di anni, fintanto che l'umanità sarebbe arrivata al punto evolutivo necessario per poterne afferrare il significato.

Era imperativo che il luogo dove erigere la Grande Piramide fornisse una grande sicurezza perché doveva servire per preservare delle importantissime conoscenze esoteriche, pertanto fu scelto il punto più elevato in quella zona (sicurezza contro le inondazione) ed anche il più prossimo al centro della Terra (meno vulnerabile ai terremoti). L'ubicazione geografica fu perciò stabilita alla latitudine 29° 58' 51" Nord; longitudine 31° 09' Est.

La Camera del Re

La pareti di questa camera sono costituite da cinque blocchi levigati di granito rosa, per fornire la necessaria protezione alle persone elette di Dio. Vi sono dei fori a circa 90 cm di altezza che, tramite dei condotti, prendono l'aria nei lati Nord e Sud. il soffitto è costituito da nove enormi blocchi di pietra dal peso di 30 tonnellate ciascuno. Sette sono posti orizzontalmente e gli altri due sono sopra di questi, messi ad angolo come il tetto di una casa. Questi blocchi di pietra costituiscono una specie di garanzia contro qualsiasi colpo di tipo violento.

La stanza, sarebbe completamente vuota se non fosse che per un cofano senza coperchio, ricavato da un singolo blocco di brillante granito levigato di color rosa. Questo cofano non rappresenta un sepolcro, nessuno, infatti, vi fu mai seppellito. Esso rappresenta la vittoria sulla morte: la "risurrezione".

La Camera dell'Iniziazione

La Camera del Re è anche nota come la Camera dell'Iniziazione, dove gli iniziati, dopo un lungo periodo di prova e di addestramento, venivano portati per ottenere il grado più elevato dei Misteri di allora. Essi, prima di potervi accedere, venivano istruiti con la Saggezza Antica che includeva: matematica, forze creative e leggi cosmiche.

L'iniziazione, durava tre giorni e tra notti, durante i quali il candidato restava nel cofano in una situazione letargica. Nel frattempo il suo spirito abbandonava il corpo per vagare nei reami spirituali sotto la guida del Maestro, per ritornarvi alla fine dei tre giorni. L'iniziato entrava nella "tomba" da uomo e ne usciva ripieno della luce di Dio. E' stato detto che Gesù, così come molti altri, ricevette la sua iniziazione in questa camera della Grande Piramide.
 
 

Anche gli Ebrei avevano i loro Misteri

Anche gli Ebrei possedevano la loro conoscenza segreta e le scuole d'Iniziazione. L'accolta dei profeti a Naioth, presieduta da Samuele, formava una Scuola di questo genere e l'insegnamento orale fu tramandato da loro. 

Scuole simili esistevano a Betel ed a Gerico e nella Concordanza di Cruden, sotto la voce "School", vi è la seguente annotazione interessante: "Le Scuole o Collegi dei profeti sono le prime (Scuole) di cui abbiamo notizia nella Scrittura; dove i figli dei profeti, cioè i loro discepoli, vivevano nell'esercizio di una vita ritirata ed austera, nello studio, nella meditazione e nella lettura della legge di Dio. A queste Scuole, o Società, di profeti succedettero le sinagoghe".

Il Tabernacolo nel Deserto

Possiamo leggere nella Bibbia come Dio stesso abbia ordinato a Mosè di fare un santuario che potesse contenere l'Arca dell'Alleanza, destinata a raccogliere le 10 tavole della Legge. Questo perché Dio stesso desiderava essere presente in mezzo al suo popolo. Troviamo scritto nella Bibbia:

E il Signore disse a Mosè: "0rdina agli Israeliti che raccolgano per me un'offerta. La raccoglierete da chiunque sia generoso di cuore. Ed ecco che cosa raccoglierete da loro come contributo: oro, argento e rame, tessuti di porpora viola e rossa, di scarlatto, di bisso e di pelo di capra, pelle di montone tinta di rosso, pelle di tasso e legno di acacia, olio per il candelabro, balsami per unguenti e per l'incenso aromatico, pietre di onice e pietre da incastonare nell'efod e nel pettorale. Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro" (Esodo, 25:1,10). 

La visione esoterica del Tabernacolo

Quando gli uomini cominciarono ad essere dotati di intelletto iniziarono a rendersi conto della perdita della vista spirituale che avevano posseduto fino a quel momento ed una aspirazione ardente verso Dio e verso le loro guide divine cominciò a nascere nella loro anima, aspirazione che sussiste ancora oggi, perché l'umanità non ha mai cessato di piangere ciò che ha perduto. 

Questa è la ragione per la quale l'antico Tempio dei Misteri Atlantidei, il Tabernacolo nel Deserto, venne dato agli uomini affinché potessero trovarvi il Signore, dopo avere sviluppato le qualità richieste, attraverso una vita di servizio e la sottomissione della natura inferiore all'Io Superiore.

Concepito da Jehova, il Tempio dei Misteri Atlantidei era l'espressione delle grandi verità cosmiche nascoste sotto il velo del simbolismo che parla al Sé Superiore o Spirituale.

E' bene far notare, innanzitutto, che questo Tabernacolo divinamente concepito fu dato a un "popolo eletto" che doveva costruirlo con offerte volontarie, fatte con amore generoso. Vi è qui un insegnamento del tutto particolare, perché il divino sentiero del progresso non è mai indicato a qualcuno, a meno che questi non si sia votato a Dio e non si trovi così pronto a offrire il sangue del suo cuore in una vita di servizio disinteressato.

... La grande cura apportata nei dettagli della costruzione del Tabernacolo mostra che qualcosa di ben più elevato, di ciò che colpisce i sensi, era ricercato nella sua costruzione. Sotto l'apparenza terrena o materiale era indicata una rappresentazione di Verità celesti e spirituali, colme di insegnamenti per il candidato all'Iniziazione. 




IL CRISTIANESIMO ESOTERICO

Necessità di un insegnamento differenziato

E' un'idea largamente diffusa, quindi accreditata, che nel cristianesimo non esista insegnamento occulto e che i Misteri, tanto i Minori che i Maggiori, siano stati un'istituzione puramente pagana.

Il nome stesso di "Misteri di Gesù", così familiare alle orecchie dei cristiani dei primi secoli, causerebbe viva sorpresa ai loro moderni successori e, se inteso a significare una speciale e definita istituzione della Chiesa primitiva, susciterebbe un sorriso d'incredulità. Invero, il non avere il Cristianesimo segreto alcuno è stato considerato oggetto di vanto e fu affermato che a tutti dice e insegna tutto quanto ha da dire e da insegnare.

Le sue verità sono ritenute così semplici, che l'uomo ordinario, per quanto di limitato intelletto, non può in esse andare errato, e il detto "semplice come il Vangelo" è divenuto un luogo comune.

E' perciò necessario provare chiaramente che, almeno nella Chiesa primitiva, il Cristianesimo, al pari delle altre religioni, possedeva una parte occulta e custodiva, quale inestimabile tesoro, i segreti rivelati soltanto a pochi eletti nei Misteri. 

Ma, prima di far questo, sarà bene considerare l'intera questione di detto lato occulto delle religioni e vedere perché sia necessario che un tale lato esista in una religione se questa deve divenire vigorosa e stabile; poiché così l'esistenza di esso anche nel Cristianesimo apparirà ovvia conclusione e le allusioni che se ne trovano negli scritti dei Padri della Chiesa, risulteranno semplici e naturali e non sorprendenti e incomprensibili.

L'esistenza di questo esoterismo è dimostrabile come fatto storico, ma si può anche dimostrare che, intellettualmente, esso è una necessità.

Qual'è lo scopo delle religioni?

Esse furono date al mondo da uomini più saggi delle masse cui erano destinate ed hanno per scopo di affrettare l'evoluzione umana. Per giungere a ciò efficacemente esse devono pervenire agli individui ed avere un'azione diretta su di loro. Ora tutti non sono al medesimo stadio d'evoluzione, potendosi anzi raffigurare l'evoluzione come una scala ad ogni gradino della quale stiano degli uomini.

I molto evoluti sono assai al disopra dei poco evoluti, sia per intelligenza, sia per carattere; la capacità di capire e di agire varia ad ogni stadio. E' perciò inutile dare a ciascuno lo stesso insegnamento religioso, poiché ciò che sarebbe di giovamento all'uomo intellettuale sarebbe affatto incomprensibile per l'uomo tardo di mente e ciò che manderebbe in estasi il Santo lascerebbe freddo il delinquente. D'altra parte l'insegnamento atto ad aiutare i non intelligenti è intollerabilmente rozzo e meschino per il filosofo e ciò che redime il malfattore è affatto inutile per il Santo. 

Nondimeno ogni categoria di uomini ha bisogno della religione per innalzarsi ad una vita superiore e nessuna categoria può essere sacrificata all'altra. La religione deve essere graduale come l'evoluzione, altrimenti non raggiunge il suo scopo.

Il lato occulto dell'insegnamento

... quanto abbiamo detto fin qui basti a dimostrare la necessità teorica di un lato occulto in tutte le religioni. Dalla teoria venendo ai fatti, naturalmente domandiamo: Questo lato occulto ha nel passato fatto parte delle religioni del mondo? La risposta è immediata e affermativa senza esitazione di sorta; ogni grande religione ha asserito di possedere un insegnamento nascosto ed ha dichiarato di essere depositaria di sapienza teoricamente e praticamente mistica, ossia di sapienza occulta.

La spiegazione mistica dell'insegnamento popolare era pubblica e lo esponeva sotto forma d'allegoria dando alle asserzioni ed alle narrazioni rozze e irrazionali un significato che l'intelletto poteva accettare. Dietro a tale misticismo teorico, come questo era dietro all'insegnamento popolare, esisteva il misticismo pratico, un insegnamento occulto e spirituale che era comunicato solo sotto certe ben definite condizioni, conosciute e rese pubbliche, alle quali ogni candidato doveva conformarsi completamente.

S. Clemente d'Alessandria fa menzione di questa divisione dei Misteri. Dopo la purificazione, egli dice, "vi sono i Misteri Minori che hanno qualche fondamento d'istruzione e di preparazione preliminare per quello che deve venire dopo; ed i Misteri Maggiori nei quali non rimane più nulla da imparare nell'universo, ma solo contemplare e comprendere la natura e le cose". 

Nulla a questa proposizione si può opporre per quanto concerne le antiche religioni. I Misteri dell'Egitto erano la gloria di quell'antica terra ed i più nobili figli della Grecia, come per esempio Platone, andavano a Sais ed a Tebe per essere iniziati dai Maestri di Sapienza egizi...

Il punto culminante dei Misteri era quello in cui l'Iniziato diveniva un Dio, sia per l'unione con l'Essere divino esterno a se stesso, sia per aver riconosciuto il divino sé interiore.

Una risposta da Origene a Celso

... Ma che vi siano certe dottrine non rese note alla moltitudine, le quali però vengono "rivelate" dopo che quelle exoteriche sono state insegnate, non è una specialità del solo Cristianesimo, ma altresì dei sistemi filosofici nei quali certe verità sono exoteriche ed altre esoteriche. Alcuni degli uditori di Pitagora si contentavano del suo ipse dixtit, mentre altri erano istruiti segretamente in quelle dottrine non ritenute atte ad esser comunicate ad orecchie profane e non sufficientemente preparate. 

Di più, tutti i Misteri che sono celebrati in ogni luogo della Grecia e dei paesi barbari, benché mantenuti segreti, non sono sottoposti a nessun discredito, così che invano egli tenta di calunniare le dottrine segrete del Cristianesimo, visto che non ne intende bene la natura ...

... Io non ho ancora parlato dell'osservanza di tutto quello che si trova scritto negli Evangeli, ognuno dei quali contiene molta dottrina difficile a comprendere non solo dalla moltitudine, ma persino da certi tra i più intelligenti, poiché quella dottrina include una profondissima spiegazione delle parabole che Gesù detto a "quelli al di fuori", mentre riserbava l'esposizione del loro completo significato a quelli che erano passati oltre il grado dell'insegnamento exoterico e che venivano privatamente a Lui "nella casa". E quando Egli arriverà a capirlo, ammirerà la ragione per cui vien detto che alcuni sono "fuori" ed altri "nella casa.

... Lamentando Celso che i peccatori fossero ammessi nella Chiesa, Origene risponde che la Chiesa aveva farmaci per quelli che erano malati ed altresì lo studio e la conoscenza delle cose divine per quelli che erano in buona salute. Ai peccatori insegnavasi a non peccare e solo allorché si constatava che avevano fatto qualche progresso e che gli uomini erano 'purificati per la Parola', allora e non prima, noi li invitiamo a partecipare ai nostri Misteri. Perciocché parliamo Sapienza fra coloro che son perfetti.  

Un brano di Ignazio, Vescovo d'Antiochia

Ignazio, Vescovo d'Antiochia era un discepolo di S. Giovanni. Questa sua epistola risulta molto interessante perché parla in modo molto chiaro dei Misteri.

"Non potrei io scrivervi cose più piene di Mistero? Ma io temo di farlo, ond'io non faccia del male a voi che altro non siete che fanciulli. Perdonatemi in questo riguardo onde voi non essendo atti a riceverne il peso, non siate da questo soffocati. Poiché io stesso, nonostante sia vincolato (per Cristo) e sia capace d'intendere le cose celesti, gli ordini angelici e le diverse specie di angeli, la differenza tra i poteri e le dominazioni e la diversità dei troni e delle autorità, la potenza degli eoni e la preminenza dei cherubini e dei serafini, la sublimità dello Spirito, il regno del Signore, e soprattutto l'incomparabile maestà dell'Onnipotente Iddio, benché io conosca tutte queste cose, pure non sono, per questo, in alcun modo perfetto, né sono io un discepolo come Paolo e Pietro".

Un passo dalla Stromata di Giamblico

Nella Stromata, o Miscellanee, di S. Clemente d'Alessandria, vi sono molti riferimenti ai Misteri esistenti a quel tempo. Ne riportiamo un passo molto istruttivo: 

"Il Signore... ci permise di far parte di quei divini Misteri e di quella santa luce a quelli che son capaci di riceverla. Certamente Egli non rivelò ai molti ciò che ai molti non apparteneva, ma ai pochi a cui Egli sapeva che essi (i Misteri) appartenevano ed i quali erano capaci di riceverli e di esser formati a seconda di essi. Ma le cose segrete sono confidate alla parola, non alla Scrittura siccome è il caso con Dio."

L'insegnamento nei Misteri

Giamblico, il gran teurgo del III e IV secolo d.C., non solo ci parla dei Misteri, ma ne descrive anche le teorie ivi enunciate che riassumiamo brevemente: "Vi è UNO anteriore a tutti gli esseri, immobile, dimorante nella solitudine della proprio unità. Da QUELLO sorge il Dio supremo, generato da Se stesso, il Buono, la Sorgente di tutte le cose, la Radice, il Dio degli Dei, la Causa Prima che si sviluppa in Luce". 

Da questa causa procede il Mondo Intelligibile, l'Anima del Mondo, che noi conosciamo a cui appartengono gli Dei incorporei: "le divine forme intellettuali che sono presenti con i visibili corpi degli Dei".

Segue quindi la descrizione delle varie gerarchie di esseri sovrumani: Arcangeli, Arconti o Cosmocreatori, Angeli, Demoni; ecc. L'uomo viene considerato un essere d'ordine inferiore però affine ad essi nella sua natura e perciò capace di conoscerli. Era proprio questa conoscenza che veniva conseguita nei Misteri e conduceva il candidato all'unione con Dio).

Alcune parole del Maestro Gesù

Vi sono dei passi del Vangelo in cui le parole del Maestro, in modo assai chiaro, alludono all'insegnamento esoterico presente nella Chiesa di allora. Una di queste, che altrimenti non avrebbe significato, recita: "Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci" (Mt, 7,6). Va ricordato che, in quei tempi, la parola "cane" indicava anche coloro che "erano fuori" da un certo gruppo di persone che perseguivano un interesse comune.

Un altro passo, a cui chiaramente adduce a coloro che "erano fuori" e pertanto non pronti ad un certo tipo di informazione, recita: "Ora quando Egli fu solo, coloro che lo seguitavano coi dodici, lo domandarono della parabola. Ed Egli disse loro: A voi è dato intendere il mistero del regno di Dio; ma a coloro che son di fuori tutte queste cose si propongono per parabole" (Mc 4,10-11). 

E quindi continua: "E con molte di tali parabole esponeva loro la parola, secondo che potevano intendere. E non parlava loro senza similitudine; ma in disparte egli dichiarava ogni cosa ai suoi discepoli" (Mc 4,33-34, Lc 8,10).

Molto esplicita anche la frase di Gesù quando dice ai suoi Apostoli: "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso" (Gv 16,12).

L'insegnamento di Gesù, ai suoi apostoli, continuò anche dopo la sua resurrezione, dice al proposito la Pistis Sophia, "Gesù passò undici anni parlando con i suoi discepoli e dando loro istruzioni".

Il parere di S. Paolo

Tra i molti abbiamo scelto due brani di San Paolo che sono estremamente eloquenti:

"Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci. E neanche ora lo siete; perché siete ancora carnali: dal momento che c'è tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana?" (1 Cor 3,1-3).

"Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti:

      quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, 

      né mai entrarono in cuore di uomo, 

      queste ha preparato Dio per coloro che lo amano." (1 Cor 2,6-9). 

Quando e perché venne perso l'insegnamento

Le convulsioni sociali e politiche che accompagnarono la morte dell'impero romano cominciarono a minare la vasta compagine e anche i Cristiani furono presi nel vortice degli interessi egoistici in contrasto. Troviamo ancora allusioni sparse circa la speciale conoscenza impartita ai capi ed agli insegnamenti della Chiesa, conoscenza delle Gerarchie celesti, istruzioni date dagli Angeli, ecc. 

Ma la mancanza di discepoli adatti fece sì che i Misteri cessassero come istituzione pubblicamente riconosciuta e l'insegnamento venisse dato sempre più segretamente a quelle anime ognor più rare le quali, imparando la purezza e la devozione, si mostravano capaci di riceverlo. 

Non si trovarono più Scuole dove venivano impartiti gl'insegnamenti preliminari e con la scomparsa di esse la porta fu chiusa. Nondimeno nel Cristianesimo si possono rintracciare due correnti che hanno per sorgente i Misteri scomparsi; una, della dottrina mistica che fluiva dalla Sapienza, dalla Gnosi impartita nei Misteri, l'altra della contemplazione mistica che faceva ugualmente parte della Gnosi e conduceva all'estasi, alla visione spirituale. 

Quest'ultima, però, separata dalla conoscenza, portava raramente alla vera estasi e tendeva o a scorrere senza freno nelle regioni inferiori dei mondi invisibili, o a perdersi fra una policroma folla di sottili forme superfisiche, visibili quali apparenze oggettive all'intera visione prematuramente forzata dai digiuni, dalle vigilie e dallo sforzo d'attenzione - ma prodotte principalmente dai pensieri e dalle emozioni del veggente. Anche quando le forme osservate non erano pensieri resi obbiettivi, erano però guardate attraverso l'atmosfera falsata delle idee e delle credenze preconcette e quindi rese, per la maggior parte, poco attendibili. 

Nondimeno alcune erano davvero visioni di cose celesti e Gesù veramente appariva di tempo in tempo ai Suoi devoti e gli Angeli qualche volta illuminavano della loro presenza la cella del frate e della religiosa, la solitudine del devoto estatico e del paziente ricercatore di Dio. 

Negare la possibilità di tali esperienze sarebbe menare un colpo alla radice stessa di ciò che è stato più fermamente creduto o in tutte le religioni e che è noto a tutti gli Occultisti: l'intercomunicazione fra gli Spiriti velati nella carne e quelli ravvolti in vestimenta più sottili, il contatto della mente con la mente attraverso le barriere della materia, lo svilupparsi della Divinità nell'uomo, la conoscenza certa di una vita oltre la soglia della morte ...

... Ma mentre c'inchiniamo riverenti a questi Figli della Luce sparsi nei secoli, siamo forzati di riconoscere in loro l'assenza di quell'unione di sagace intelletto e di alta devozione che venivano uniti nella disciplina dei Misteri, e mentre ci facciamo meraviglia che essi si librassero tanto in alto, non possiamo fare a meno di desiderare che i loro doni preziosi fossero stati sviluppati sotto quella magnifica "disciplina arcani".

La necessità di riproporre l'esoterismo

E' questa è la cosa più d'ogni altra necessaria ora al Cristianesimo, poiché appunto per difetto di sapienza perisce il fiore della Cristianità. Se gl'insegnamenti esoterici potessero essere ristabiliti e attrarre fervidi e pazienti studiosi non passerebbe molto tempo prima che anche il lato occulto fosse ripristinato. I discepoli dei Misteri Minori diverrebbero candidati per i Misteri Maggiori e col riacquistare la conoscenza, gli insegnamenti avrebbero di nuovo autorità ... 

... Appare manifesto, a chiunque si dia la pena di studiare gli ultimi quaranta anni del secolo trascorso, che gran numero di persone serie e morali sono uscite dal grembo delle chiese perché gli insegnamenti che ricevevano non soddisfacevano il loro intelletto... Chiunque esamini accuratamente i fenomeni che si presentano, ammetterà che uomini d'alto intelletto sono stati forzati ad abbandonare il Cristianesimo a causa della rudezza delle idee religiose loro presentate, delle contraddizioni che si riscontrano negli insegnamenti autorevoli e dei concetti inammissibili per qualunque intelligenza educata, circa Dio, l'uomo e l'universo. 


Conclusione di Eliphas Lèvi

Alfonso Luigi Constant (1810-1875), meglio conosciuto sotto lo pseudonimo di Eliphas Lèvi, ha espresso in modo assai chiaro il danno dovuto alla perdita dei Misteri e la necessità del loro ripristino, con le seguenti parole:

Una grave calamità accadde al cristianesimo. Il tradimento dei Misteri per opera dei falsi Gnostici - poiché gli Gnostici, cioè quelli che sanno, erano gli iniziati del Cristianesimo primitivo -- fu causa che la Gnosi venisse rigettata ed alienò la Chiesa dalle supreme verità della Cabala che contiene tutti i segreti della teologia trascendentale... 

Fate che la scienza più assoluta, la più alta ragione, divengano ancora una volta patrimonio dei conduttori del popolo; fate che l'arte sacerdotale e l'arte reale riprendano il doppio scettro dell'antiche iniziazioni, ed il mondo sociale uscirà di nuovo dal Caos. Non ardete più le immagini sante; non demolite più i templi; templi ed immagini sono necessari agli uomini; ma scacciate i mercenari dalla casa di preghiera; fate che i ciechi non siano più conduttori di ciechi, ricostruite la gerarchia dell'intelligenza e della santità e quali Maestri di coloro che credono riconoscete soltanto coloro che sanno.

Vorranno le Chiese d'oggi riprendere l'insegnamento mistico, i Misteri Minori, e così preparare i figli loro per la restaurazione dei Misteri Maggiori, attirando di nuovo gli Angeli quali Maestri ed avendo per Ierofante (Sacerdote, n.d.r.) il Divino Maestro Gesù? Dalla risposta a questa domanda dipende l'avvenire del cristianesimo.




LA DIFFUSIONE DELL'ESOTERISMO

Come abbiamo visto nelle lettere precedenti, nel lungo corso dell'evoluzione dell'umanità, vi sono sempre stati dei Grandi Esseri che hanno prestato la loro opera affinché le cose procedessero secondo un piano prestabilito. L'insieme di questi Esseri illuminati viene generalmente chiamato "Gerarchia Planetaria".

Negli ultimi decenni del secolo scorso la Gerarchia Planetaria, prendendo in considerazione il livello evolutivo raggiunto dalla maggioranza dell'umanità, decise che era venuto il momento di distribuire l'insegnamento esoterico su larga scala. Ricordiamo che tale insegnamento, fino a quel momento, era stato tenuto segreto e dato solo a coloro che erano pronti a riceverlo.

I motivi per la diffusione dell'esoterismo

Essendosi il Cristianesimo rivelato inadeguato, come hanno dimostrato gli studiosi e gli storici del secolo scorso, bisognò adottare mezzi radicali per controbilanciare il totale materialismo ...

... Così nell'ultimo secolo, quando la bigotteria vittoriana e la ristrettezza della religione conobbero il culmine, uno dei Maestri, per reagire a questa tendenza, ispirò il Movimento Agnostico. A sua volta tale movimento cadde nell'esagerazione e quindi per ristabilire l'equilibrio un altro Maestro iniziò il Movimento Spiritistico.

Un po' più tardi, i Maestri Koot Humi e Morya, apportarono il loro appoggio alla Società Teosofica facendo della signora Blavatsky, che fu molto denigrata, un Loro discepolo. La Scienza Cristiana venne in seguito ispirata da un altro Maestro. 

Tutti questi movimenti funzionavano simultaneamente e si opponevano. Haeckel, rifiutò la credenza nell'anima, perché era per lui pura superstizione; Elena Blavatsky fece sapere agli spiritisti che le loro menti non erano che "gusci" vuoti, mentre la Signora Eddy decretava che la Teosofia era "un errore della mente mortale" ed i bigotti vittoriani condannavano ciascuno di questi movimenti, considerandoli come macchinazioni anticristiane, opera del diavolo.

Tuttavia, pur deplorando queste accuse dovute all'intolleranza, i Maestri seguirono pazientemente ciascuno di questi Movimenti per misurarne l'effetto sul Grande Piano Evolutivo, per il compimento delle quale essi operano in perfetta armonia ...

... Noi speriamo che la Dottrina Segreta, la grande opera della signora Blavatsky, spingerà gli uomini a riflettere, anche brevemente, sull'immensa quantità di potere occulto che essa contiene.


La trasformazione dell'insegnamento

L'insegnamento impartito dai Maestri agli uomini, lungo i secoli, non è stato sempre lo stesso. Esso si è perfezionato seguendo l'evoluzione della coscienza umana. La trasformazione che è avvenuta nell'ultimo millennio, rispetto all'insegnamento, può essere sintetizzata in 4 punti:

1. Da segreto è diventato pubblico. 

2. Da emotivo è diventato mentale. 

3. Dalla devozione al Maestro si è passati al servizio verso l'umanità.

4. Da individuale è diventato di gruppo.

Le Suole ed i Gruppi esoterici fino al Medio Evo erano rigorosamente segreti e, per chi rivelava gli insegnamenti interni, vi erano penalità e gravi punizioni.

Gli ultimi 200 anni videro nascere Scuole esoteriche più aperte, così dette "popolari", nel senso che non erano più segrete e potevano fare propaganda dei loro insegnamenti. Generalmente erano basate sull'offerta di poteri psichici personali, che potevano essere conseguiti in un certo numero di lezioni, a prezzo fisso. 

La disciplina era imposta dalla Scuola, che esigeva obbedienza per le cose ritenute più importanti. A chi portava all'esterno gli insegnamenti impartiti, a differenza del Medio Evo, non vi erano più punizioni, ma solo l'espulsione. 

La Società Teosofica, fondata nel 1875, trasformò completamente la situazione, rendendo pubblico e accessibile a tutti l'insegnamento.

Questo processo culminò nel lavoro di Alice Bailey, con la Scuola Arcana, da lei fondata, e con la pubblicazione del libro "Il Discepolato nella Nuova Era" (Edizioni Nuova Era, n.d.r.), che dà a tutti la possibilità di accedere alle istruzioni impartite dal Maestro D.K. al suo gruppo di discepoli.

Il nuovo insegnamento

Prima del 1920, le pratiche spirituali tendevano ad essere più emotive che mentali e più mistiche che occulte. Anche le discipline fisiche, come taluni esercizi ed il vegetarismo, erano considerate più importanti di quelle mentali e, all'allievo, veniva richiesto più di immagazzinare informazioni che non di viverle nella sua vita.

Oggi, coloro che aspirano a percorrere il sentiero spirituale, hanno un maggior controllo della mente concreta, pertanto l'insegnamento ha dovuto essere trasformato per adattarsi alle nuove esigenze. Si sono perciò resi disponibili al pubblico certe conoscenze che prima sarebbero state incomprensibili.

Attualmente, una delle principali attività della Gerarchia, consiste nello scoprire ed educare gli uomini di buona volontà, non importa in quale regione del mondo essi siano localizzati. Queste persone, con il loro corretto modo di agire, saranno coloro che forniranno un esempio capace di influenzare l'opinione pubblica e farle accettare l'idea di un piano evolutivo ed il fatto che esistono i Maestri.

Il Maestro Djwhal Khul

Il Maestro Djwhal Khul, generalmente citato come D.K., è il più giovane fra i Maestri di Saggezza, in quanto ha conseguito la quinta iniziazione nel 1875 mentre era a capo di una lamaseria in Tibet. Attualmente conserva quel corpo fisico e, per questo motivo, è anche conosciuto col nome "Il Tibetano".

Egli è molto erudito e, tra i Maestri, è quello che ha più conoscenza sui Raggi, sulle Gerarchie Planetarie, sui Deva o Angeli e sul Sistema Solare. Lavora con coloro che si occupano di guarigione; con i ricercatori della verità nei grandi laboratori del mondo; con i movimenti filantropici mondiali come la Croce Rossa Internazionale, e con molti gruppi di Deva che hanno il compito di aiutare l'umanità a sollevarsi dai suoi mali fisici.

Tutto questo rappresenta solo una parte del lavoro che questo Maestro svolge nei riguardi dell'umanità. Egli assolve anche molti altri compiti, sui piani più sottili, che a noi restano sconosciuti.

Si racconta che, quando il Maestro D.K. presentò alla Gerarchia riunita il progetto delle sue opere, con l'insegnamento che intendeva trasmettere all'umanità, molti Maestri non furono d'accordo perché ritenevano gli uomini non ancora maturi e pronti per assimilare tali conoscenze. Dopo un'approfondita riflessione si decise comunque di accettare il progetto e di sottoporre gli uomini a questa prova: in questo modo sarebbe stato possibile introdurre e condizionare la veniente Nuova Era dell'Età dell'Acquario.

Fu stabilito di operare in tre momenti diversi:

1. Fase preparatoria: dal 1875 al 1890. L'insegnamento viene diffuso tramite gli scritti di H.P. Blavatsky.

2. Fase intermedia: dal 1919 al 1949. L'insegnamento viene diffuso tramite gli scritti di Alice Bailey.

3. Fase rivelatrice: è iniziata ad apparire dopo il 1975 e sarà diffusa, su scala mondiale, tramite l'etere.




FASE PREPARATORIA: DAL 1875 AL 1890

La vita di Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891)

Elena Petrovna Blavatsky, nacque nel 1831 da un colonnello tedesco che prestava servizio in Russia. Già nell'infanzia si trovò in possesso di abilità psichiche non comuni. Si racconta che fin da bimba si divertisse ipnotizzando i piccioni che vivevano in una torre della sua casa e che, più avanti negli anni, fu sul punto di finire in carcere per aver aiutato un giovane ufficiale russo a risolvere un caso di omicidio.

All'età di 17 anni, sposò il Generale russo Blavatsky, ma il matrimonio ebbe una durata assai breve. Infatti, solo dopo alcune settimane, Elena, travestita da uomo, lasciò il marito e fuggì.

Da quel momento iniziò a viaggiare, visitò l'Asia Minore, l'Europa continentale e l'Egitto, nel contempo ebbe modo di sfruttare le sue notevoli qualità psichiche praticando lo spiritismo a Parigi ed al Cairo.

Si racconta che, visitando le valli del Himalaia, ebbe modo di fare delle esperienze assai interessanti e di incontrare il Maestro Morya che la accettò come allieva. Nel 1873, approdò a New York, dove i suoi talenti di medium la portarono assai presto a diventare famosa presso i circoli di occultismo. 

Per superare l'atteggiamento materialistico di quei tempi la signora Blavatsky, che amava farsi chiamare H.P.B., ricorse a dimostrazioni fatte con i fenomeni psichici. Alcuni non apprezzarono questo suo modo di agire, ma lei affermò che, per gli inizi del suo compito, un simile comportamento era stato assolutamente necessario.

Le sue facoltà di percezione delle questioni filosofiche, delle origini razziali, delle basi fondamentali delle religioni e delle chiavi degli antichi simboli, erano prodigiose. Possedeva inoltre un notevole carisma ed una vitalità eccezionale, pertanto era molto indicata per smuovere il tradizionalismo inglese, tendente ad assumere un atteggiamento piuttosto distaccato da tutto ciò che non è stato fatto in Inghilterra. 

Tutte queste qualità, unite al fatto che H.P.B. era già allieva del Maestro Morya e possedeva una buona capacità di scrittura, fecero in modo che il Maestro D.K. la scegliesse per iniziare la diffusione del nuovo insegnamento.

Pertanto nel 1873, a New York, ella iniziò a scrivere il primo libro utilizzando i messaggi che gli venivano trasmessi dal Maestro D.K., che allora risedeva in una valle dell'Imalaia. Talvolta le istruzioni le venivano anche date dal Maestro Morya o dal Maestro Koot Humi. Questi messaggi erano trasmessi e ricevuti per mezzo della telepatia. Essa li riceveva come un'impressione spirituale, senza perdere la coscienza, come invece avviene per il medium nelle sedute medianiche. 

Nel 1875 H.P.B., insieme all'americano Henry Steel Olcott (1832-1907), fondò la Società Teosofica, al fine di perseguire i seguenti tre scopi:

1. Trovare un punto di congiunzione tra Oriente ed Occidente e, in particolare, tra Cristianesimo e Induismo, dando così forma ad un nucleo di fratellanza dell'umanità, senza distinzione di sesso, di razza, di casta o credenza religiosa.

2. Incoraggiare lo studio comparato delle religioni, delle filosofie e delle scienze.

3. Investigare le leggi inesplicate della natura ed i poteri latenti nell'uomo.

La Società Teosofica, a quei tempi, destò molto scalpore perché proponeva qualcosa assolutamente diverso dai programmi delle organizzazioni che offrivano un'alternativa alla spiritualità organizzate delle varie forme di religione. Teosofia (dal greco), significa "Insegnamento della saggezza di Dio." 

Qualche anno dopo, la sede centrale della Società Teosofica venne trasferita ad Adyar, vicino a Madras, in India. Qui, H.P.B., scrisse "Iside svelata", il primo libro ispirato dai Maestri, che tratta il tema: Tutte le religioni e le loro filosofie possono essere riportate ad una singola antica "religione di saggezza" tenuta riservata e protetta nei secoli.

Nell'autunno del 1985, entrata in contrasto per motivi politici con le autorità anglo-indiane e osteggiata dalla sua stessa organizzazione, oltre che dalla stampa e dal mondo scientifico, H.P.B. si dismise dalla sua Società. Tornata in Europa, si stabilì nella pittoresca antica città di Wursburg, dove fondò la "Sezione esoterica" dell'istituzione. In questa città ebbe modo di ricevere e conoscere moltissime persone, per questo motivo venne da lei definita "mecca filosofica".

Il lavoro di H.P.B.

La signora Blavatsky, non solo fu la prima persona a parlare pubblicamente della Grande Fratellanza composta da Maestri, ma ebbe anche il privilegio di conoscerne qualcuno personalmente e soggiornare nei luoghi dove essi abitano.

I suoi libri hanno rivelato, tra l'altro, le Leggi della Natura e l'esistenza della Gerarchia Planetaria, costituita da Maestri che aiutano l'umanità a crescere ed a evolvere. Ciò non toglie che La Dottrina Segreta, quando venne pubblicata, provocò un vero e proprio terremoto culturale, perché proponeva un insieme di conoscenze che scardinavano, fino alle fondamenta, le certezze scientifiche e filosofiche di quell'epoca.

Il contenuto della Dottrina Segreta creò lettori entusiasti e denigratori. Grazie allo scalpore suscitato dal volume i Maestri raggiunsero il loro scopo: farsi conoscere dagli uomini. Certo non furono molti coloro che accettarono di buon grado il nuovo insegnamento, comunque il seme era gettato e, con tempo, avrebbe dato i suoi frutti.

La Dottrina Segreta, resta comunque l'opera fondamentale di H.P.B., il suo scopo è quello di raccogliere citazioni delle sacre scritture di tutte le religioni e dagli scritti di tutti i popoli, onde dimostrare l'identità degli insegnamenti e comprovarne l'autenticità. 

La novità di questo lavoro non consiste nella natura dei fatti e delle idee presentati (si possono infatti trovare dispersi nelle opere dei diversi orientalisti ed antichi libri sacri), ma nella selezione, fatta da H.P.B, tra le varie sorgenti delle informazioni allo scopo di formare un unico e grandioso concetto dell'evoluzione dell'universo e dell'uomo.

La Dottrina Segreta, è un'opera monumentale, suddivisa in 8 volumi, aventi il seguente contenuto:

Vol. 1 - Cosmogenesi,

Vol. 2 - Evoluzione del Simbolismo Universale,

Vol. 3 - Scienza Occulta e Scienza moderna,

Vol. 4 - Antropogenesi (prima parte),

Vol. 5 - Antropogenesi (seconda parte),

Vol. 6 - Antropogenesi (terza e ultima parte),

Vol. 7 - Scritti Esoterici,

Vol. 8 - Insegnamenti orali della Signora Blavatsky.

Parte della Dottrina Segreta è costituita dall'interpretazione di un libro sacro molto antico chiamato "Le stanze di Dzyan".

Va notato che H.P.B. ha dichiarato che l'opera non è stata scritta da lei bensì dai Maestri. Ella si definiva il loro portavoce e, pertanto, parlava, scriveva ed agiva, sotto la loro direzione.

Un brano della signora Blavatsky

Noi tutti siamo come membra di un unico corpo,

perciò, chi cerca di danneggiare o distruggere gli altri

agisce come se la mano destra cercasse

di tagliare quella sinistra, per gelosia.

Chi uccide il prossimo suo, uccide se stesso;

chi deruba gli altri, froda se stesso;

perché gli altri esistono in noi,

come noi esistiamo negli altri.




FASE INTERMEDIA: DAL 1919 AL 1949

La vita di Alice Bailey (1880-1949)

Alice, nacque a Manchester il 16 giugno del 1880 da una famiglia irlandese di nome La Trobe-Bateman e crebbe educata con un cristianesimo molto severo.

Con molta sorpresa, al suo quindicesimo anno di età, una domenica mattina, mentre era sola e immersa in una tranquilla lettura, vide la porta aprirsi ed entrare un uomo alto, vestito all'europea, con un turbante sul capo. Questo il suo racconto:

"Avanzò e venne a sedersi accanto a me. Rimasi talmente pietrificata alla visita di quel turbante, che fui incapace di emettere un suono o di domandargli che volesse. Fu lui a parlare. Mi disse che aveva un certo lavoro da eseguire nel mondo e che aveva deciso di affidarmelo, ma ciò avrebbe comportato un mutamento considerevole nella mia natura. Dovevo smetterla di essere una ragazza capricciosa e cercare di acquisire un certo grado di controllo su me stessa. La mia utilità futura per Lui e il mondo dipendeva da questo... Aggiunse che sarebbe rimasto in contatto con me, a intervalli di anni".

Passato lo spavento iniziale Alice continuò la sua vita e, a 27 anni, sposò Walter Evans, ufficiale di un reggimento di Ussari. Purtroppo, dopo pochi anni, il marito l'abbandonò lasciandola sola a provvedere per le sue tre bambine. Costretta a cercarsi un lavoro, trovava qualche momento di svago leggendo e studiando la "Dottrina Segreta". Questo suo interesse la portò ad associarsi alla Società Teosofica.

Nel 1918, dopo ben 23 anni, a Krotona, nel maggior centro americano della Società Teosofica, riconobbe nel ritratto del Maestro Koot Humi, il suo misterioso visitatore di 23 anni prima.

L'anno successivo conobbe Foster Bailey, divorziò dal primo marito ed iniziò un nuovo periodo della sua vita.

Il lavoro di Alice Bailey

Nel 1919, mentre si apprestava a meditare, Alice senti molto chiaramente la voce del Maestro D.K. che la invitava a scrivere certi libri. Le disse che era particolarmente dotata per la telepatia superiore e che il lavoro che doveva fare non aveva nulla in comune con la medianità. 

Il Maestro, le diede tre settimane di tempo per riflettere sulla proposta. Passato tale tempo Alice rifiutò. Il Maestro, comunque, non si diede per vinto ed insistette al punto che Alice decise di collaborare, provando a scrivere per qualche tempo. Da quel momento Alice iniziò a scrivere i primi capitoli di "Iniziazione Umana e Solare".

Alice, riceveva il testo del libro tramite la telepatia superiore e, quando aveva dei dubbi, li esternava, sempre mentalmente, al Maestro che le forniva i chiarimenti del caso. I simboli ed i diagrammi li vedeva direttamente nella sua mente e la sua intuizione le permetteva di comprenderli all'istante.

Questa collaborazione durò una trentina d'anni, durante i quali Alice pubblicò 18 libri che le furono dettati dal Maestro D.K. e 7 di suoi. L'insieme di questi volumi rappresenta una vera e propria enciclopedia dell'Esoterismo.

I Teosofi, comunque, non apprezzarono molto il lavoro fatto da Alice. Erano evidentemente convinti che solo loro avevano il diritto di contattare i Maestri. Come risultato, Alice lasciò la Società Teosofica dopo qualche tempo e, nel 1923, allo scopo di diffondere ulteriormente l'insegnamento, fondò a New York la Scuola Arcana, che offre l'insegnamento per corrispondenza ed esiste tutt'ora in varie parti del mondo.

LO SCOPO DEI MAESTRI

Attraverso Alice, il Maestro Djwal Khul informò gli uomini che la Gerarchia era formata da studenti, iniziati ed un gruppo di Maestri che, desiderosi di aiutare l'umanità, si erano presi la responsabilità di assisterla nella sua evoluzione. Alice scrisse che gli appartenenti alla Gerarchia, non sono dissimili alle descrizioni fatte per gli Angeli e gli Arcangeli nelle religioni Occidentali... 

I membri della Gerarchia inviano pensieri, ideali, semi di attività e progetti nel mondo, allo scopo di influenzare coloro che operano in campo politico, economico e scientifico. Questi piani talvolta appaiono idealistici, ma sono comunque realizzabili. La Croce Rossa Internazionale rappresenta un esempio di come le idee dei Maestri possono influenzare l'umanità.

L'insegnamento del Maestro D.K.

Mai prima d'ora, al pubblico, era stato dato un insegnamento così ampio, dettagliato, completo e tale da poter essere usato da una mentalità sia di tipo mistico che di tipo scientifico.

Oggi le sue opere (24 libri) sono tradotte in moltissime lingue (recentemente è apparsa anche la traduzione russa) e sono conosciute in tutto il mondo, fornendo materiale di base per ogni ricercatore spirituale. L'autorità di questo insegnamento, non è data dal fatto che deriva direttamente da un Maestro, ma dal suo contenuto che deve essere riconosciuto dalla coscienza di ognuno.




FASE RIVELATRICE: DOPO IL 1975

Questa fase ha avuto il suo inizio dopo il 1975, così la descrive A. Bailey:

"All'inizio del prossimo secolo, apparirà un iniziato che continuerà questo insegnamento. Sarà sotto la mia medesima 'impressione', perché il mio compito non è ancora completato e questa serie di trattati di collegamento, fra la conoscenza materiale dell'uomo e la scienza degli iniziati, deve attraversare ancora un'altra fase. 

Quel che rimane di questo secolo, deve essere dedicato alla ricostruzione del tempio della vita umana, alla ricostruzione della forma della vita dell'umanità, a ricostruire la nuova civiltà sulle fondamenta della vecchia, ed a riorganizzare le strutture del pensiero e della politica mondiali, oltre che a ridistribuire le risorse mondiali in conformità al proposito divino. Allora e soltanto allora sarà possibile un'ulteriore rivelazione".

CONCLUSIONE

In questa lettera, abbiamo considerato solo l'opera di due pionieri della diffusione dell'insegnamento Esoterico: la signora Blavatsky e Alice Bailey. Esula dallo scopo di queste lettere approfondire l'argomento ed investigare la vita degli altri autori che hanno collaborato a questa diffusione, scrivendo libri o fondando Scuole di pensiero. Ci ripromettiamo, tempo permettendo, di approfondirlo creando delle schede dove, per ognuno di questi precursori, verrà dato un breve profilo della vita e dell'opera compiuta.




NOI E I MAESTRI

Alla ricerca della Luce

Oggi vi sono in Italia decine di movimenti, più o meno seri, che si propongono come detentori della Verità. Per questo motivo una giusta scelta diventa difficile, in special misura quando, essendo noi privi delle informazioni necessarie per poterla fare, troviamo qualcuno che ci incanta proponendoci facili progressi o iniziazioni a pagamento.

Pensiamo che, al proposito della ricerca della Luce, possa essere illuminante il seguente brano di Max Heindel:

"Tuttavia, l'aspirante non deve mai temere di ritardare i suoi progressi per mancanza di un Maestro, e nemmeno deve preoccuparsi per farne ricerca. Gli è sufficiente lavorare al suo perfezionamento e applicarsi al suo compito con ardore e con perseveranza".

"Egli giungerà così a purificare i suoi veicoli che cominceranno a brillare nei Mondi interiori, e non potranno mancare di attirare l'attenzione dei Maestri che vegliano sempre a tale scopo e che sono ansiosi e lieti di aiutare coloro i quali, a causa dei loro ardenti sforzi di purificazione, hanno acquistato il diritto di ricevere aiuto".

"L'umanità ha un grande bisogno di questi ausiliari che vengono in suo soccorso dal profondo dei Mondi invisibili, quindi "cercate e troverete"; ma non dobbiamo credere che l'andare continuamente da un istruttore all'altro significhi cercare. Non è nel nostro mondo oscuro che conviene "cercare". Noi stessi dobbiamo accendere la luce, quella luce che invariabilmente irradia dai veicoli di ogni diligente aspirante. Essa è la stella che ci guiderà verso un istruttore o, piuttosto, che condurrà l'istruttore fino a noi".

I Maestri si preoccupano per noi

Il Maestro D.K. ci rivela che, in una recente riunione dei Grandi Esseri fu posta questa domanda: "Cosa possiamo fare per aiutare l'umanità? Questa situazione d'emergenza deve essere affrontata. Sul conclave cadde il silenzio. Durò a lungo, poi tutti gli astanti simultaneamente, come se fossero uno solo, risposero unanimi: 'Tocchiamo ancora una volta con l'amore i cuori degli uomini affinché coloro che sanno amino e diano. Effondiamo amore anche noi'".

Chi vuole partecipare a quest'opera è invitato a pronunciare ogni mattina o a mezzogiorno queste semplici parole: "O Signore di vita e d'amore, io so ciò che occorre, tocca ancora il mio cuore con l'amore affinché anch'io possa amare e donare".


Come entrare in rapporto con la Gerarchia

Come sviluppare un giusto rapporto con la Gerarchia? una relazione quotidiana che ci aiuti dandoci ispirazioni ed energia? Alcuni pensano che si sufficiente adoperare la persuasione, dirsi per es: "io sono in contatto con la Gerarchia, sono in contatto con il Maestro, ecc.", crederlo, sforzarsi di crederlo e poi, alla fine, rendersi conto che non funziona. Infatti non è con la persuasione che si può creare un giusto e valido rapporto, è solo vivendo gli insegnamenti spirituali e dando un servizio disinteressato al nostro prossimo che potremo preparare il terreno per questo tipo di collegamento. 

Se siete in possesso di un dono oppure svolgete un'attività che possa aiutare gli altri, vi conviene allora, ogni mattina e intenzionalmente, visualizzarvi collegati alla Gerarchia in modo da chiederne l'assistenza, la collaborazione e di nobilitare il vostro operato. Se lo farete, l'energia che avete richiamato al mattino con la visualizzazione, vi servirà per tutto il giorno, scenderà su di voi e mentre fluirà per servire gli altri, vi fa crescere sempre di più. A questo si riferisce la massima "il servitore è il primo ad essere servito".

Permettendo all'influsso della Gerarchia di operare attraverso di voi diventerete il tramite per uno scambio energetico, i vostri chakra si apriranno ed allora automaticamente, improvvisamente, le cose, le informazioni o le persone di cui avete bisogno verranno verso di voi. Se vi occorre un nuovo metodo per operare, lo scoprite in un libro, lo creerete voi stessi per intuizione oppure incontrerete qualcuno che ve lo insegna. 

Tutto questo, però, potrà avvenire solo quando avere creato un certo collegamento con la Gerarchia. Solo quando sarete collegati con la vostra fonte primaria d'energia: la vostra anima, sarete, nello stesso tempo, collegati con la Gerarchia. Certamente il modo con cui vi collegherete con la Gerarchia, potrà essere diverso e relazionato alla vostre possibilità del momento. Le vostre possibilità, inoltre, dipendono dagli sforzi che fate per procedere lungo il sentiero spirituale. 

Pertanto, ed è importante comprenderlo, prima di qualsiasi altra cosa dovete cercare di essere allacciati alla Gerarchia, non importa quale possa essere la vostra attività quotidiana, questo allacciamento fornirà energia tanto all'anima che allo spirito. Questa energia, a sua volta, svilupperà maggiormente le vostre possibilità e permetterà al vostro spirito di intravedere traguardi sempre più ampi. 

Ci tengo a precisarvi che, per creare questo allacciamento, non è necessario essere particolarmente dotati, no! Quando parlo di allacciamento psichico, parlo di quello stato in cui vi trovate a vivere con entusiasmo e fare qualcosa di utile. Appena vi sentite di essere "vivi" ed "utili", non potete più dubitare di essere in contatto con la Gerarchia, e in quel momento da essa arriveranno a voi potenza ed energia. Da quel momento, qualsiasi sia il vostro carattere, che voi siate timidi o infantili, paurosi o titubanti, tutto si trasforma e la convinzione di ciò che fate si insedia in voi, una grande forza vi pervade e vi aiuta nell'azione. Quello che vi occorre, e vi prego di farlo, è un collegamento quotidiano con la Gerarchia.


Come collegarsi con la Gerarchia

Come farlo? E' semplice, ogni mattina fate un piccolo rituale, che ognuno può prolungare quanto vuole a seconda dei metodi che utilizza per rilassarsi e meditare oppure di quanto scoprirà con la sua intuizione o per l'esperienza acquisita. 

Procuratevi una copia della Grande Invocazione (ne trovate una più innanzi), tre candele ed una candela più grossa o un lumino. Quindi:

1. disponete le tre candele in modo da formare un triangolo con la punta lontana da voi diretta verso l'Est (dove sorge il sole).

2. ponete la candela grossa o il lumino in una coppa al centro del triangolo. Nella coppa, a vostra scelta, potete porre dell'acqua o degli elementi naturali, ad es. dei fiori, dei cristalli, dell'incenso, dei minerali o altro. Ricordo che l'acqua può servire per aiutare lo sviluppo psichico.

3. recitate la prima strofa della Grande Invocazione, accendendo la 1° candela, quella in direzione dell'Est, affinché la luce della fiammella ne rappresenti la manifestazione.

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio

Affluisca luce nelle menti degli uomini.

Scenda Luce sulla Terra.

4. recitate la 2° strofa, accendendo la candela di sinistra,

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio

Affluisca amore nei cuori degli uomini.

Possa il Cristo tornare sulla Terra.

5. recitate la 3' strofa, accendendo la candela di destra,

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto

Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;

Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

4. recitate la 4° strofa, accendendo la candela al centro del triangolo.

Dal centro che vien detto il genere umano

Si svolga il Piano di Amore e di Luce,

E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.

Dopo aver detto le ultime parole della Grande Invocazione, ripassate su ogni candela e fate il segno della croce, per consacrare il tutto con il segno cosmico di Cristo.

Mentre fate tutte queste cose, pensate che tutto il vostro essere si canalizzi e salga come un tubo di luce, salga verso la Gerarchia, che potete immaginare come un immenso sole; un mantra, oppure un grande tempio da cui esce una dolce musica, fate ciò che il cuore vi suggerisce, quindi ponetevi in meditazione e visualizzate il collegamento. 

Per fare questa visualizzazione allineatevi sui tre punti: immaginate un filo di luce, che unisce il vostro centro del cuore, il 3° occhio e il chakra coronale e quindi salga, come un grande tubo di luce, verso la Gerarchia. Potete mantenere questa visualizzazione per il tempo che desiderate.

Se siete abituato a sostenere una visualizzazione potete mantenerla per qualche tempo oppure, se non siete abituato, non forzatevi a visualizzare e passate ad un altro esercizio spirituale meno impegnativo, ad es. recitare delle preghiere.

Quando ritenete di dover terminare spegnete ogni candela, ripartendo dalla prima e ripetendo, per ognuna di esse, la strofa relativa della Grande Invocazione. Quindi rinviate, con le mani, tutta l'energia verso il cielo, verso la Gerarchia e salutate ringraziando. 

Ricordatevi che è giusto chiudere qualsiasi attività spirituale con un saluto ed un ringraziamento. Questo non perché che gli Esseri invocati o che il rituale effettuato impongano il saluto, no. Il ringraziamento viene dato per riconoscenza mentre il saluto serve ad incanalare tutte le energie in eccesso verso la terra onde evitare che possano arrecare qualche disturbo (calore, ecc.). In questo modo l'energia in eccesso ritorna verso la terra lasciando una condizione di grande equilibrio. E' bene fare il saluto inchinandosi verso terra, in questo modo il chakra alla sommità della testa verrà posto di fronte al suolo e potrà riversarvi il sovrappiù.

Fate questo esercizio tutti i giorni, poco importa il tempo che gli dedicherete, dieci minuti per le persone nervose o senza pazienza, mezz'ora per quelli che sono un po' più passivi. Seguite la vostra natura, non preoccupatevi di sbagliare, non ingannate voi stessi pensando "se lo faccio per mezz'ora, allora sì che sarò un buon aspirante!". Non fatelo! Ascoltatevi, invece, siate sinceri con voi stessi, se non sopportate più di dieci minuti non andate oltre. Nel tempo vi ritroverete la capacità di farlo per un tempo più lungo. 

Iniziate con onestà di intento, puliti come un cristallo, ed allora i cieli potranno riflettersi in voi. Più svilupperete questo allacciamento e più svilupperete la vostra intuizione, si acuirà la vostra capacità mentale, aumenteranno le vostre possibilità e incontrerete le persone più adatte per guidarvi o consigliarvi.




LA GRANDE INVOCAZIONE

              Dal punto di Luce entro la Mente di Dio

              Affluisca luce nelle menti degli uomini.

              Scenda Luce sulla Terra.

              Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio

              Affluisca amore nei cuori degli uomini.

              Possa il Cristo tornare sulla Terra.

              Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto

              Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;

              Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

              Dal centro che vien detto il genere umano

              Si svolga il Piano di Amore e di Luce,

              E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

              Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.

Origine della Grande Invocazione

Oggi l'umanità si trova in un particolare, eccezionale punto mediano, fra un passato infelice e un futuro pieno di promesse che potranno attuarsi, se la riapparizione del Cristo verrà riconosciuta e si farà la debita preparazione. Il presente è pieno di promesse, ma anche di difficoltà; in questo momento il destino del mondo e, se possiamo dirlo con tutta reverenza, l'attività immediata del Cristo, sono nelle mani degli uomini. Le atroci sofferenze della guerra e le angosciose condizioni dell'intera famiglia umana, nel 1945 indussero il Cristo a prendere una grande decisione espressa in due affermazioni della massima importanza. 

Egli annunciò alla Gerarchia riunita e a tutti i Suoi discepoli di aver deciso di riprendere il contatto fisico con l'umanità, se questa avesse fatto i passi iniziali per instaurare retti rapporti fra i propri membri; dette poi al mondo (ad uso di tutti) una delle più antiche preghiere, sinora mai permessa se non ai più elevati esseri spirituali. Egli la pronunciò la prima volta nel 1945 al plenilunio di giugno, noto come plenilunio del Cristo, come quello di maggio è del Buddha. Non fu facile tradurre quegli antichi versi (così antichi da essere senza data o possibile riferimento) in parole moderne, ma si fece, e la Grande Invocazione che potrà divenire la preghiera universale fu pronunciata dal Cristo e trascritta dai discepoli.

Possiamo constatarne la straordinaria potenza perché già centinaia di migliaia di uomini la ripetono ogni giorno e più volte al giorno; è già stata tradotta in più di 18 lingue, è usata da gruppi di indigeni delle giungle africane e da uomini che hanno alte funzioni direttive; tanto in America che in alcune nazioni europee viene radiotrasmessa e non vi è luogo dove non se ne conosca l'uso. Questa nuova invocazione, se verrà grandemente diffusa, potrà essere per la futura religione ciò chi il Padrenostro fu per i Cristiani e il Salmo 23 per gli Ebrei.

La Grande Invocazioni non appartiene ad alcuno, né ad alcun gruppo, ma a tutta l'Umanità. La sua forza e bellezza stanno nella sua semplicità, e nel suo esprimere certe importanti e fondamentali verità che tutti gli uomini accettano, in modo innato e normale. La verità che esiste un'Intelligenza fondamentale a cui, vagamente, diamo il nome di Dio; la verità che, dietro ogni apparenza esterna, il potere motivante dell'Universo è Amore; la verità che una grande Individualità, dai Cristiani chiamata il Cristo, venne sulla Terra, e incorporò quell'Amore perché potessimo comprendere. 

La verità che l'amore e l'intelligenza sono effetti di quello che chiamiamo Volere di Dio; e infine l'evidente verità che solo per mezzo dell'umanità stessa il Piano divino di evoluzione in atto sulla Terra, potrà trovare la sua attuazione. soltanto per opera dell'umanità stessa.

Questo Piano richiede che gli uomini manifestino amore e che "lascino splendere la luce che è in loro". Segue la solenne richiesta finale che questo Piano di Amore e di Luce, attuandosi tramite l'umanità, "sbarri la porta dietro cui il male risiede". 

L'ultima frase dell'Invocazione contiene l'idea della restaurazione e indica la nota dominante del futuro ed il giorno in cui l'idea originaria e l'intenzione iniziale di Dio non saranno più frustrate dal libero arbitrio e dal male dell'uomo, dal suo materialismo ed egoismo. Il Proposito divino potrà allora attuarsi grazie al mutamento dei cuori e degli obiettivi dell'umanità. Questo l'evidente e semplice significato dell'Invocazione, che risponde all'aspirazione spirituale di tutti.

Nell'uso di questa Invocazione o preghiera, e nell'attesa sempre crescente della venuta del Cristo, risiede oggi la più grande speranza dell'umanità. Se ciò non fosse, la preghiera sarebbe inutile, soltanto un'allucinazione, e le Scritture di tutto il mondo, con le loro profezie, sarebbero prive di valore ed illusorie. 

La testimonianza dei secoli ha comprovato che così non è. La preghiera ottiene e ha sempre ottenuto risposta; i grandi Figli di Dio sono sempre venuti e sempre verranno in risposta all'appello dell'umanità, e Colui che tutti gli uomini attendono, è per via.

Diffusione della Grande Invocazione

Dedicatevi a diffondere l'uso della Grande Invocazione e aiutate a portare avanti il piano di distribuzione. La Grande Invocazione, è un potente strumento solare destinato a produrre dei cambiamenti e i necessari riadattamenti. E' tanto potente, che quando se ne suggerì l'uso generalizzato nel mondo degli uomini, suscitò qualche opposizione fra i membri della Gerarchia, perché ne temevano i potenti effetti sulle persone non preparate e non evolute. Tuttavia il suo uso è stato giustificato e si desidera che la sua utilità venga grandemente accresciuta e il suo uso sia diffuso molto più ampiamente.




RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Ringraziamo tutti gli autori, che, con il loro lavoro hanno permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora avessimo fatto qualche errore nel citare la fonte originale del materiale presentato.

Il numerino vicino al titolo, qualora utilizzato con i riferimenti bibliografici, permette di conoscere la fonte del brano proposto.

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