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Maurizio Sabbadini

AUTOBIOGRAFIA DI MAURIZIO SABBADINI

PREMESSA

Su richiesta dell'amico Mario (web-master) vi propongo questa breve carrellata sul sottoscritto e sulle sue caratteristiche. L'intento non è tanto quello di soddisfare la curiosità di chi fosse interessato (sarebbe piuttosto velleitario), ma di offrire una più completa chiave di lettura rispetto a ciò che propongo nei miei scritti che trovi nell'area "Volumi da leggere o prelevare", sezione "Saggistica Spirituale".

IL MIO PROPOSITO

La mia collaborazione con questo sito è dettata dall'intenzione di condividere e offrire chiavi di lettura "diverse" ovvero più "spirituali" dell'esistenza. Molte derivano dalle risposte che mi sono dato nel tempo alle eterne domande che da sempre l'uomo si pone: "Da dove vengo? Chi sono? Perché sono qui? Dove vado?"

Ritengo che questo sia lo scopo cui debba dedicarsi chiunque non abbia "la freccia del bisogno piantata nel costato". Mi sembra - da qualche anno a questa parte - di avere trovato il "bandolo della matassa". Ma la matassa è ... infinita.

LA MIA VITA IN BREVE

Maurizio Sabbadini

Sono nato lunedì 08/07/1957, alle 11 del mattino, cancro ascendente vergine.

Ho vissuto un'infanzia felice circondato da effetto e serenità. Mi dicono che fossi un "bravo bambino" (foto), molto interessato ai discorsi dei grandi, che a bocca aperta si beveva con notevole ingenuità qualsiasi insegnamento.

Ho due figlie: Roberta e Chiara (nate rispettivamente nel 1986 e nel 1989). Ho una compagna, Sara, con la quale condivido, in particolare, vegetarianismo e ricerca spirituale.

Dopo il diploma di maturità tecnica (perito nucleare, perché mi piaceva la fisica atomica), lavorai come operaio per due anni, feci il militare, poi mi iscrissi all'Università, dove ottenni nel 1981 la laurea breve in Amministrazione Aziendale col massimo risultato nel tempo più breve (il lavoro nobilita... infatti rende consapevoli di quanto sia bello studiare!).

Da allora ho operato come consulente e quadro nel mondo delle aziende private a vari livelli, in vari ambiti (informatica, organizzazione, controllo gestione, logistica, direzione di stabilimento e produzione) e in svariati settori merceologici.

Questo per quanto attiene all'esistenza materiale. Il percorso spirituale comincia a 12 anni, da quando il "don", ossia il viceparroco giovane e ambizioso, mi esorta alla via "della santità" (non esagero queste furono le sue parole!). La mia ingenuità e la mia "buona disposizione" evidentemente si erano fatte notare.

A 18 anni abbandono poco convinto l'ambiente parrocchiale: purtroppo, i religiosi poco psicologi, riescono talvolta a innescare un rifiuto nei confronti di ciò che tentano di proporre, smorzando così tutti gli aneliti spirituali.

Fino ai 35 anni "vegeto", troppo occupato a gestire parecchia materialità spicciola, ma sentendomi spesso "inadeguato", scontento, non sereno.

Nel 1991, trovandomi in grande crisi su tutti i fronti (lavoro e famiglia), partecipando ad una conferenza sull'esoterismo, finalmente ho una prima intuizione, riuscendo a superare le perplessità suscitatemi dalla visione cattolica dell'esistenza che non spiega le differenze tra i destini degli uomini e offre un eterno futuro senza alcun passato (un eterno futuro configura anche un eterno passato). Il resto sarebbe troppo lungo da spiegare. In ogni caso, ciò che ho capito prima di tutto è che cercare di progredire sul Sentiero, è un compito che non si esaurisce mai.

COME PASSO IL MIO TEMPO?

La mia vita è piuttosto densa di attività: famiglia, lavoro, lettura, informazione e studi vari. Continuo inopinatamente (data l'età non più verde e finché il fisico mi sorregge) anche a giocare a pallavolo, sport che pratico dal lontano 1974. Ma ciò che mi permette e mi spinge a fare tutto questo è la meditazione a cui quotidianamente mi dedico per circa un paio d'ore.

OBBIETTIVI CHE TENTO DI PERSEGUIRE

Penso che nella vita sia importante non prendersi troppo sul serio (“spiritoso” e “spirituale” sono connotati che vanno a braccetto) e che non si sia qui sulla Terra per soffrire e venire ricompensati solo dopo la morte in un modo che pare non essere per nulla chiaro nemmeno a chi lo propone e che ce lo vuole far credere per averci in pugno. D'altra parte la sofferenza è utile: ci insegna che cosa significhi stare bene ed è la molla, spesso l'unica, in grado di spingerci a farci domande, metterci in discussione e farci migliorare.

Il mio motto preferito: "Do your best and leave the rest", fai del tuo meglio, sempre e più che puoi, il resto lascialo a Dio vivendo sereno.

Da sempre perseguo quel "qualcosa di eterno" che è più vicino a me, che dimora in ogni essere umano. Tento con fatica di perseguire quei valori che si reggono sulla sostanza e non sull'apparenza, perché solo ciò che è eterno può aiutarci a vivere meglio (nel fisico e nella mente).

Grazie alla materia, e nella materia, abbiamo la grande chance per evolvere, ma nessun desiderio materiale, ovvero la grande illusione duale, citata da tutti i grandi Maestri venuti di tempo in tempo, ci può essere d'aiuto per progredire sia eticamente e sia soprattutto spiritualmente. Solo superando attaccamenti e desideri tramite la ricerca, il discernimento, la buona volontà e l'altruismo, potremo scoprire il grande tesoro dentro di noi.

Siamo qui ANCHE per migliorare il mondo, ma soprattutto per meritarci di trascenderlo.

VI PROPONGO IL MIO BLOG
Lo Specchio
Riflessioni su immagini e fatti tratti dall'esistenza quotidiana individuale e dalla società. Dice Lo Specchio: "Perché non speculare condividendo le mie riflessioni anche con altri ricercatori?" ( http://lospecchiodimausabba.blogspot.com/ ).

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