11 SETTEMBRE: PROVA DELLA COMPLICITÀ
DEL GOVERNO U.S.A. (1/5)
Articolo di Steve Grey, E_mail: stevegreyau@yahoo.co.uk
Tratto dal sito: http://members.fortunecity.co.uk/freebie/attit.htm
SOMMARIO
I punti principali della prova presentata in
questo articolo si possono velocemente così riassumere:
1) L’U.S.A.F. è stata completamente “lasciata a
terra” la mattina dell’11/9.
Le usuali misure di sicurezza, normalmente in
vigore, che avrebbero ben potuto prevenire gli attacchi, o ridurre il loro
impatto, vennero sospese mentre gli attacchi erano in corso, e ristabilite
una volta questi si erano conclusi.
2) Gli atti del Presidente, mentre avevano luogo
gli attacchi, indicano che egli ha deliberatamente evitato di
intraprendere ogni azione che ci si sarebbe potuta ragionevolmente
aspettare da un Presidente volonteroso di proteggere i cittadini americani
e le loro proprietà.
3) Osama bin Laden venne ufficiosamente
condannato per gli attacchi entro un lasso di tempo che non avrebbe
realmente permesso di raccogliere alcuna informazione che supportasse
l’accusa.
4) Vi sono ragionevoli motivi di sospettare che
l’attacco USA all’Afghanistan sia stato pianificato prima
dell’11/9.
5) Gli U.S.A. e bin Laden non sono i
nemici che fingono di essere. Vi è una lunga storia di cooperazione, e vi
è la prova che tale cooperazione continui ancora dietro le
scene.
6) Vi sono significativi legami d’affari
fra bin Laden e membri dell’amministrazione Bush.
7) Le rivelazioni sui profitti ottenuti
con l’insider trading in relazione agli attacchi dell’11/9 puntano ai
livelli più alti del mondo degli affari USA e della CIA.
8) Vi sono numerosi aspetti della storia
ufficiale dell’11/9 che non coincidono con i fatti conosciuti, che si
contraddicono l’un l’altro e che sfidano il buon senso, e che indicano un
comportamento di censura e disinformazione.
Alcuni punti della prova sono “provabili”
con documentazione; alcuni sono “fortemente irrefutabili”, alcuni sono
“indiziari”, alcuni sono “speculativi” ed alcuni di loro sono
semplicemente riflessioni ed osservazioni dettate dal buon senso. Una
grande massa di prove è stata raccolta e pubblicata altrove sotto forma di
articoli separati, relativi ai differenti aspetti
dell’argomento.
Lo scopo di questo articolo non è quello di
presentare nuove significative ricerche, ma di trattare insieme
tutti i fatti finora conosciuti in un unico lavoro. Coloro che desiderano
esaminare ed esplorare specifici dettagli e fonti dovrebbero andare ai
links indicati alla fine di ogni sezione.
Tali links portano ad articoli più dettagliati
con numerose citazioni. Naturalmente, alcune fonti non possono essere
verificate completamente, e su questo vi è una nota illustrativa alla
fine.
L’USAF ha una serie di regole ben collaudate per
affrontare l’attività aerea non programmata. L’attivazione di queste non
richiede ordini superiori. E’ una pratica di routine rispondere
all’attività aerea imprevista, intercettando gli aerei che danno
problemi con aerei da caccia.
E’ importante capire che l’intercettazione non
implica necessariamente alcuna intenzione di abbattere l’aereo, sebbene
crei l’opportunità di tale azione se ritenuta necessaria.
Nella grande maggioranza dei casi che richiedono
intercettazione, non viene percepita alcuna intenzione ostile da parte
dell’aereo intercettato, e non si pensa affatto di
abbatterlo.
In questi casi, lo scopo dell’intercettazione
include l’aiuto nelle comunicazioni o nelle difficoltà di navigazione,
raccogliendo informazioni sulla situazione dell’aereo in difficoltà, un
avvio necessario per le operazioni di soccorso, se dovessero essere
necessarie nel caso di caduta, e protezione nel caso si pensi che possa
essere minacciato da altro aereo ostile.
Di questo vi sono numerosi esempi. Il recente
caso di un passeggero che che si sostiene tentasse di di far esplodere un
aereplano con esplosivo nascosto nelle scarpe, si è concluso con
l’aeroplano scortato dai caccia. Non vi è mai stata alcuna intenzione di
abbatterlo.
Il giocatore di golf Payne Stewart morì col suo
aereo schiantatosi al suolo dopo aver volato attraverso gli USA in maniera
incontrollata. Si pensa che tutti coloro che erano a bordo fossero morti a
causa di problemi pressurizzazione . L’aereo di Stewart venne intercettato
e scortato durante gran parte del volo dai caccia non appena noto che vi
fosse un problema.
Gli USA hanno una rete di basi dell’aeronautica
militare attraverso il paese che hanno lo scopo di fornire una ragionevole
possibilità di essere in grado di intercettare, entro breve tempo,
qualsiasi velivolo che dovesse richiedere tale azione. Naturalmente non è
possibile garantire la copertura assoluta di tutti i possibili scenari ad
ogni tempo e luogo, ma il sistema vi arriva molto vicino, come ci si può
ragionevolmente aspettare.
Vi è la prova incontrovertibile che la mattina
dell’11 settembre questo sistema sia stato lasciato a terra, attraverso
tutto il paese, e rimesso in moto solamente dopo gli
attacchi.
Ciascuno degli aerei dirottati doveva, e
normalmente sarebbe successo, far scattare le procedure di intercettazione
persino prima che fosse evidente che vi erano intenzioni ostili.
Nel caso dei primi due aerei, si potrebbe
argomentare che i caccia non sarebbero arrivati in tempo per completare
l’intercettazione prima dell’impatto sul WTC, ma non vi è dubbio che in
entrambe i casi i tentativi di intercettazione sarebbero stati già ben
avviati all’ora in cui la collisione ebbe luogo. Non vi è scusa per
il fatto che l’intercettazione non venne nemmeno tentata.
Nel caso degli altri due aerei non vi è
assolutamente nessuna scusa per non averli intercettati prima del momento
finale.
Il caso dell’aeroplano che colpì il Pentagono è
particolarmente spettacolare. Dopo aver saputo che l’aereo aveva un
problema, fu nientemeno che in grado di cambiare rotta e dirigersi su
Washington, per circa 45 minuti, volare oltre la Casa Bianca e schiantarsi
sul Pentagono con nemmeno un tentativo di intercettazione, con due
squadroni da caccia stazionati proprio a 10 miglia dal suo possibile
bersaglio.
A meno che non si pensi a complicità, tale
scenario non è possibile con alcuno sforzo di immaginazione, nemmeno nel
caso che quel giorno non fosse successo altro.
Ulteriormente sensazionale aggiunta a questo
scenario è il fatto che l’aereo compì azioni che normalmente avrebbero
fatto scattare l’intercettazione di routine, dopo che un aereo si era
schiantato contro il WTC.
Inoltre, esso continuò a volare, senza nessun
tentativo di intercettazione per circa altri 40 minuti dopo che il secondo
aereo aveva colpito il WTC.
Un raffronto eloquente: l’incidente del gennaio
2002, nel quale un ragazzo di 15 anni diresse un piccolo aereoplano verso
la sede della Bank of America di Tampa, in Florida, dopo essere
inaspettatamente decollato dalla scuola di volo senza
autorizzazione:
Secondo il Daily Telegraph di Sidney
dell’8/1/2002 l’aereo rimase in aria per 9 minuti prima dello schianto.
Questo fu sufficiente perché venisse inseguito da due aerei da caccia ed
un elicottero militare. Essi non riuscirono ad impedire la caduta ma
entrarono in azione molto rapidamente.
Fatto: Nell’unico attacco sul suolo USA,
con i caccia della difesa aerea in servizio permanente a 10 minuti, con
almeno 40 minuti di preavviso, i militari USA permisero che il loro
“centro nevralgico” venisse attaccato senza nemmeno tentare una
reazione.
1)
"Scrambled messages" di George Szamuely"
New York
press article, based on articles by Illarion Bykov and Jared Israel
(which are themselves linked below)
3) "9-11
Nothing urgent" di Geoge Szamuely (Research and documentation
by Illarion Bykov and Jared Israel)
3) "Guilty
for 9 -11: Bush, Rumsfeld,
Myers" di Illarion Bykov
e Jared Isael.
4) "Mr
Cheney's cover story" di Illian Bykov and Jared
Israel
5) "Criminal negligence or treason" di Jared
Israel
6) FAQ#2
"You charge that that the military was made to stand down on
9-11. But planes did scramble. They just arrived late." di Jared
Israel. (Response to criticisms of previous articles on the subject, and
updated information)
7) "Map and
timetable for American Airlines Flight 77
8) "Map of
Andrews air force base."
Vi sono precedenti di falle isolate nella
sicurezza. L’Unione Sovietica venne messa in imbarazzo dall’intrusione di
un aereoplano privato nella Piazza Rossa nel 1989. Venne data ampia
copertura dai mezzi di informazione su come tale errore potesse essere
accaduto, ma il fallimento molto più grande, deliberato oppure no, delle
misure di sicurezza l’11/9, che ebbe tragiche conseguenze che non vi
furono per l’incidente del 1989, non è stato affrontato come si sarebbe
dovuto.
Ciò dovrebbe essere uno scandalo sia nazionale
che internazionale.
Se il successo degli attacchi in America è stato
il risultato di impotenza dei militari o dei servizi di informazione
americani, perche non vi è stata una completa pubblica inchiesta e
rivelazione?
Chi ha interesse nel trattenere informazioni e
perché?
E’ nell’interesse della sicurezza nazionale
proteggere l’incompetente e/o il maligno cospiratore?
Hanno (almeno) gli americani il diritto di
sapere perché il loro gigantesco apparato militare è capace di scortare un
errante giocatore di golf ma non di proteggere il Pentagono ed una delle
più grandi città degli Stati Uniti?
Conclusioni:
I servizi di informazione americani per
l’estero hanno fallito.
I servizi di informazione americani per
l’interno hanno fallito.
La difesa aeronautica ha
fallito.
Domanda: Perché si dovrebbe credere che
questo sia il risultato di incompetenza?
Domanda: Dov’è l’esecrazione pubblica di
tali inefficaci operazioni?
Domanda: Dove sono inchieste complete che
mettano in evidenza tali fatti sulla stampa americana?
Domanda: Dov’è l’indagine completa
pubblica al Congresso?
Domanda: E se le tre istituzioni non
fallirono, ma venne loro ordinato di non agire?
Le azioni del Presidente durante la
mattina dell’11/9 non lasciano alcun dubbio che le responsabilità siano ai
più alti livelli.
Alle 8.46, mentre il primo aereo colpiva
il WTC, il Presidente era in una scuola elementare in Florida, in mezzo ad
insegnanti e bambini, presenti la stampa e la televisione, che fece
parziali riprese.
Secondo il sito “Sept 11 News”, ciò fu quel che
accadde:
(Pare che il negativo resoconto che segue sia in
realtà una storia di copertura, inventata dopo, ma per il momento seguirò
la storia ufficiale).
“La notizia della tragedia arrivò al
Presidente Bush nel salone di una scuola di Sarasota, Florida, qualche
attimo dopo che il primo aereo aveva colpito il WTC di New York. Egli andò
in una sala privata dove parlò al telefono col Consigliere per la
Sicurezza Nazionale Condoleeza Rice; allora sembrava si trattasse
solamente di un terribile incidente”.
http://www.september11news.com/PresidentBush.htm
L’articolo riporta che il NORAD fu allertato per un
dirottamento 10 minuti prima che il primo aeroplano colpisse il WTC (h.
8.36).
Presumibilmente
il NORAD cominciò a seguire la rotta dell’aereo dal momento in cui
fu segnalato il dirottamento. Se non venne seguita la rotta, vi sarebbero
allarmanti interrogativi sul perché, considerando che è normale pratica
intercettare immediatamente gli aerei dirottati con aerei da
caccia.
Può essere
ritenuto che quando il WTC venne colpito per la prima volta alle 8.46, il
NORAD deve aver saputo che vi era coinvolto l’aereo
dirottato.
Mentre in quel
momento sarebbe ancora stato sensato considerare la possibilità che
l’aereo dirottato si era schiantato accidentalmente, il NORAD doveva
essere a conoscenza alle 8.46 che vi era una seria possibilità che la
collisione fosse un attacco terroristico. Gli allarmi avrebbero dovuto
suonare forte e chiaro, e dichiarato il massimo stato di allerta. Alle
9.00 la situazione era intensificata al punto che altri due aerei erano
stati segnalati fuori rotta dai controllori del traffico aereo, ed uno di
questi era a 3 minuti dal secondo colpo al WTC. (Ricordare che il WTC
aveva intorno ad esso una zona vietata ai voli). A meno che tutti al NORAD
avessero gli schermi spenti ed i piedi sulla scrivania a quell’ora vi
doveva essere il pandemonio.
Così, quando il
secondo aereo colpì il WTC alle 9.03 doveva essere stato confermato oltre
ogni dubbio che era in corso un grosso attacco terroristico. Chi sapeva
quanti aerei potevano essere stati dirottati e dove si trovavano? In quel
momento era già noto che almeno un altro era fuori
rotta.
Secondo il resoconto
ufficiale, Bush ritenne che il primo attacco fosse “un terribile
incidente” e non ebbe ulteriori comunicazioni con nessuno fino alle 9.05,
molto dopo che fosse ormai chiaro che erano in corso eventi
straordinari.
Dobbiamo
credere che il Presidente degli Stati Uniti non fosse informato a
quell’ora sul numero di aerei commerciali che si sapeva stavano seriamente
deviando dai piani di volo?
Dato che il
NORAD sapeva, nel momento al quale si dice che Bush e la Rice stavano
conversando, poco dopo le 8.46, la pretesa che potesse apparire solamente
un incidente non sta in piedi.
A quell’ora,
mentre non si poteva con certezza sapere che fosse un attacco
terroristico, doveva essere noto che di ciò vi era una seria possibilità.
Dunque perché hanno concluso si trattasse dello scenario di livello
inferiore?
Se le
informazioni disponibili in quel momento a Bush ed alla Rice erano
incomplete, ed essi non sapevano che l’aereo fosse stato dirottato, allora
l’asserzione nella storia ufficiale succitata sarebbe ragionevole. Ma,
notizie aggiornate sulla situazione dovevano essere arrivate a Bush
quasi immediatamente dopo la conversazione con la Rice. Ed ancora,
secondo questo resoconto, Bush non ebbe ulteriori comunicazioni con
nessuno fino alle 9.05. Perché Bush avrebbe dovuto essere informato così
velocemente e mostrare un così immediato interesse per la situazione che
(si ritiene) dava tutti i motivi per pensare che fosse semplicemente un
incidente, ma poi non essere immediatamente informato in seguito dei nuovi
sviluppi?
Se Bush e la
Rice sapevano che al momento della loro conversazione vi era un aereo
dirottato, allora come giustificare la loro ipotesi che i dirottatori si
fossero schiantati accidentalmente? E dato che su ciò dovevano avere
qualche dubbio, perché non vennero attivate strategie cautelative, in caso
che l’ipotesi fosse errata? E perché non si ebbero costanti ed urgenti
comunicazioni nei successivi 18 minuti mentre gli eventi erano in
corso?
Se era parso
corretto informare Bush “entro attimi” dello schianto delle 8.46, quando
preteso si credesse che fosse “solamente un terribile incidente”, allora
perché non fu ritenuto saggio informarlo subito mentre la situazione
aumentava di intensità?
Perfino se ciò
potesse essere spiegato, il comportamento del Presidente dopo le 9.05
indica che, se non coinvolto in deliberata complicità, allora l’unica
altra spiegazione è mettere in discussione le sue facoltà
mentali.
Ancora dal
resoconto ufficiale: Alle 9.00 circa, il Presidente era con dei bambini
del secondo grado, leggeva una favola su una capretta. Alle 9.05, due
minuti dopo il secondo attacco al WTC, Andrew Card, il capo dello staff
presidenziale, gli sussurrò qualcosa all’orecchio. Il Presidente non
reagì, come ci si poteva ragionevolmente aspettare, in modo da essere
interessato a tentare di fare qualcosa per fronteggiare la situazione. Non
lasciò la scuola, non convocò una riunione di emergenza, non si consultò
con nessuno, non intervenne in alcun modo per assicurarsi che
l’aeronautica militare svolgesse il proprio compito. Perfino nemmeno
menzionò gli straordinari eventi che accadevano a New York, ma
semplicemente continuò nella lettura.
Nel frattempo,
alle 9.06, il Dipartimento di polizia di New York trasmetteva: “E’ stato
un attacco terroristico. Avvertite il Pentagono”, riportato dal NY Daily
News del 12/9/2001.
Secondo il sito “September 11 news” Bush
inizialmente
“pareva
distratto e fosco, ma continuava ad ascoltare gli alunni leggere e presto
ritornò a sorridere.
Scherzando disse che
da come leggevano bene parevano alunni di sesto
grado”.
A quell’ora
milioni di persone in tutto il mondo avevano visto dal vivo il secondo
impatto sul WTC alla TV. Milioni di persone sapevano che gli USA erano
sotto attacco in maniera spettacolare. Quel che non sapevano era che nello
stesso momento il Presidente degli Stati Uniti stava sorridendo e
scherzando sulle caprette, sebbene anche a lui fosse stato riferito il
fatto.
Continuò a
leggere sulle caprette per altri 24 minuti!
In
un’intervista a Newsweek Bush così ricorda le notizie delle
9.05:
“Sono il
comandante in capo ed il paese è sotto attacco”.
Pretende che le
esatte parole di Andrew Cards fossero:
“Un secondo
aereo ha colpito il WTC. L’America è sotto attacco.”
http://www.msnbc.com/news/662694.asp#BODY
Secondo il sito “Sept 11
news”, immediatamente dopo la fine della lezione di lettura alle 9.29
circa, Bush, dopo avere conferito con i consiglieri fece un discorso alla
nazione riferendo di un apparente attacco terroristico. Nel frattempo,
milioni di persone intorno al mondo l’avevano già capito da soli durante
il tempo passato dal Presidente a leggere delle
caprette.
Mentre il
Presidente stava ancora sprecando altro tempo col vuoto discorso alla
nazione, il volo 77, che da mezz’ora si sapeva essere stato dirottato,
aveva ora raggiunto Washington, seguito dai radar, e gli aerei da caccia
della base di Andrews, a 10 miglia dal Pentagono, erano ancora in pista.
Bush non sapeva, o non voleva sapere, o sapeva ma non gli
importava.
Col suo
discorso stava creando l’impressione di essere al comando, ma in realtà
continuò a fare tutto il possibile per evitare di rimediare alla
situazione.
27 minuti dopo
lo schianto sul Pentagono, quando divenne noto che un altro aereo ancora,
il volo 93, era stato dirottato e neppure questo intercettato, il
Presidente nuovamente non intervenì sulla sleale inattività
dell’aeronautica.
In quel momento era a
bordo di un aereo militare diretto in Louisiana. Cosa stesse esattamente
facendo non è chiaro.
Occorre
ricordare che tale scenario è basato sulla storia ufficialmente approvata
dall’amministrazione Bush, dunque, se fosse in qualche modo imprecisa
sarebbe in ogni caso meno dannosa di quanto potrebbe
essere.
Accusatorio che
possa essere, sembra che perfino tale resoconto sia una montatura,
inventata dopo l’evento per far sembrare migliori gli atti di
Bush.
Il sito “Sept
11 news” da fonti e nessuna data di pubblicazione, nessun modo per
verificare al verità od altro del resoconto. Ed è significativamente in
conflitto col resoconto del “Washington Post online”, nel quale i tempi di
pubblicazione possono essere verificati. Alla URL
http://www.washingtonpost.com/wp-srv/nation/articles/bush091101.htm
c’è un articolo di Mike Alien, datato 11 settembre
2001, h. 16.36, il quale non menziona l’asserita conversazione di Bush con
la Rice, appena dopo le 8.46, e dichiara
“Bush aveva
ricevuto le prime notizie dell’attacco alle 9.07…Bush, i cui occhi erano
scintillanti, parve improvvisamente torvo. Qusto quando i funzionari
ancora pensavano che l’impatto sul WTC fosse solamente un incidente, e
continuò a posare per le foto”.
Per ragioni in
precedenza menzionate, è impossibile credere che essi ancora pensassero ad
un incidente alle 9.07. Ma questo è quanto fu detto alla stampa l’11
settembre. Qualche tempo dopo, quando divenne ovvio di quanto fosse
implausibile, la storia fu cambiata con quella postata nel sito “Sept 11
news”.
Qual’è il
resoconto esatto? Ad ogni modo, Bush ha molto da spiegare. Quello su cui
le due storie concordano è che Bush continuò con la lezione di lettura e
scherzò sul grado degli allievi.
Nell’articolo
di Newsweek citato sopra, datato 3 dicembre, la storia venne ancora
cambiata! Vi è scritto che dopo che Bush si accorse che “il paese
era sotto attacco”
“Andò subito in
una sala a guardare il terribile video”.
Non secondo il
resoconto del Washington Post dell’11/9! E nemmeno secondo il sito “Sept
11 news”.
E ad un
incontro con lavoratori disoccupati di Orlando, Florida, Bush cambiò di
nuovo la storia!
Ecco cosa disse
il Presidente. Questo si trova nel sito della Casa
Bianca:
“in realtà,
sedevo fuori dell’aula aspettando di entrare e vidi un aeroplano colpire
la torre – ovviamente la TV era accesa. E dissi, che pessimo pilota,
dev’essere stato un terribile incidente.
Ma fui portato
fuori di lì e non ebbi molto tempo per pensarci. Sedevo nell’aula e Andy
Card, il mio capo dello staff, che sedeva laggiù, entrò e disse: Un
secondo aereo ha colpito la torre. L’America è sotto
attacco”.
http://whitehouse.gov/news/releases/2001/12/20011204-17.html
Non solo ciò è in conflitto con gli altri tre
resoconti, ma il maggiore problema è che non vi è mai stata trasmessa dal
vivo in TV la prima collisione al WTC! Che stazione TV stava
seguendo?
Quattro
resoconti, tutti in conflitto tra loro, contenenti almeno una
dichiarazione totalmente falsa proveniente proprio dal Presidente. L’unica
cosa che essi hanno in comune è che quando il Presidente avrebbe dovuto
prendere il controllo della situazione non fece
niente.
Lo schema di
informazioni riguardanti gli atti di Bush mentre gli attacchi erano in
corso è identico a ciò che riguarda le azioni dell’aeronautica militare.
Uno scenario che sfiora l’incredulità, a meno che non si pensi alla
complicità USA negli attacchi, seguito da uno sbalorditivo miscuglio di
storie di copertura, incredibili ed in conflitto tra loro. In entrambi i
casi, le storie di copertura, mentre creavano una qualche confusione sulle
raffinatezze tecniche di quello che era esattamente accaduto non cambiano
il quadro complessivo.
Non è questo
sufficiente per un’inchiesta?
Quando la
sicurezza della nazione è in pericolo, apparentemente è di vitale
importanza andare in un paese lontano ed uccidere 4.000 innocenti, pensare
di attaccare altri paesi, parlare di una guerra di cui potremmo non vedere
la fine, spendere 100 miliardi di dollari in una “guerra al terrorismo”
preventiva e ridurre le libertà civili ai livelli dell’epoca fascista: ma
non è importante fare un inchiesta sul bizzarro fallimento di coloro che
hanno la responsabilità di proteggere la nazione.
Una forte prova
per l’accusa di preavviso e complicità è fornita un fatto curioso
riguardate l’attacco al Pentagono. Da un resoconto TV della CNN della
mattina del 12/9, ora australiana: L’aereo che si diresse sul Pentagono,
se l’avesse fatto una settimana prima, avrebbe colpito il punto esatto per
eliminare un ufficio chiave per le operazioni del Pentagono ed ucciso
molti funzionari superiori. Ma, per una presunta fortunata coincidenza il
Pentagono aveva compiuto un grande rimpasto proprio una settimana prima.
Come descritto nella trasmissione, la gente importante era stata spostata
nell’altra parte, e dipendenti non importanti furono spostati nel lato che
venne colpito. Di conseguenza, venne fatto poco reale danno effettivo alle
attività importanti del Pentagono.
Fortunata
coincidenza?
Tale storia,
dopo essere apparsa alla CNN nelle prime ore dopo gli attacchi, venne
rapidamente seppellita e mai più ritrasmessa.
Se si vuole
pretendere che la prova della complicità è esclusa dall’idea che nessun
paese farebbe questo ai propri cittadini, allora deve esser fatto notare
che la pianificazione di attacchi terroristici contro cittadini americani
da parte della CIA si trova negli archivi. Il documento, precedentemente
classificato, del “Piano Northwoods” rivela che nel 1962 la CIA considerò
seriamente la possibilità di eseguire attacchi terroristici contro
cittadini USA per addossarne la colpa a Cuba. I piani non vennero mai
realizzati ma vennero discusse diverse opzioni, tra le quali l’assassinio
di esuli cubani o di soldati USA, affondare navi e mettere in scena
simulazioni di aerei che venivano abbattuti.