11 SETTEMBRE: PROVA DELLA COMPLICITÀ
DEL GOVERNO U.S.A. (2/5)
Articolo di Steve Grey, E_mail: stevegreyau@yahoo.co.uk
Tratto dal sito: http://members.fortunecity.co.uk/freebie/attit.htm
SOMMARIO
Vi è
un grande problema sulla credibilità delle accuse contro Osama bin Laden
presentate dai media. Esso crea un problema sulla reciproca esclusività
degli scenari riguardanti la competenza dei servizi di informazione
USA.
Come
è possibile che essi non abbiano ricevuto alcun avvertimento su
un’operazione che deve essere stato molto difficile nascondere, ma poi in
grado di indicare il colpevole in meno di un giorno?
E se
ebbero qualche preavviso dell’attacco, perfino non specifico, ciò
solleverebbe perfino maggiori interrogativi sull’aeronautica militare e
sul Presidente
Secondo
un articolo di Charles Bobbington sul Washington Post online datato
11/9/2001, h. 17.52:
“Kenneth
Katzman, un esperto di terrorismo del Servizio studi del Congresso, ha
detto che i devastanti attacchi hanno rappresentato un fallimento di
“proporzioni catastrofiche” dei servizi di informazione.
“Non
riesco proprio a capire come non ne abbiano saputo niente”.
Katzman
disse al Post: “Questo è un enorme, enorme fallimento dei servizi,
specialmente da quando il (precedente) attentato al WTC aveva provocato
una tale indagine sulle reti terroristiche ed una tale
sorveglianza”.
“Alla
Casa Bianca centralinisti volontari ascoltavano le voci del popolo
americano poco dopo I servizi sugli attacchi aerei che demolirono le torri
del WTC di New York. Un volontario, che ha chiesto di rimanere anonimo,
disse più tardi, dopo l’evacuazione: ‘La gente era isterica. Dicevano:
“Fate subito qualcosa. Fatelo velocemente. Non siate teneri, moderati.
Prendete bin Laden.”’”
Proviamo
ora a creare una cronologia degli eventi. La Casa Bianca venne evacuata
alle 9.45, così le chiamate devono essere state ricevute prima. Se la
gente stava chiamando per chiedere di “prendere bin Laden” a, diciamo, le
9.35, doveva essere la risposta alle notizie sulla pretesa colpevolezza
che veniva trasmessa, diciamo alle 9.25, che significa che gli
investigatori avevano incolpato bin Laden per, diciamo, le 9.25, 12 minuti
dopo che il secondo aereo aveva colpito il WTC.
Essi
risolsero l’intero caso in 12 minuti! Perfino prima che gli attacchi
terminassero. Wow! Che rovesciamento nei risultati, da quello che
descriveva Kenneth Katzman!
Per
provare a trattare di questa assurdità con una qualche serietà, l’unica
interpretazione possibile è che entro meno di 4 ore dagli attacchi
l’amministrazione aveva già messo in moto, con l’aiuto di mezzi
d’informazione compiacenti ed acritici, un programmato assalto
propagandistico per far condannare bin Laden nelle menti degli
americani.
La
propaganda è di per se stessa molto potente, sebbene vi sia la prova
indiziaria che l’amministrazione sapesse in anticipo che gli attacchi
dovevano avvenire. La velocità con la quale iniziarono un concertato, ed
apparentemente coordinato assalto dei media su bin Laden, in un momento
nel quale si suppone ancora barcollando scioccati dagli eventi del giorno
e interessati principalmente al rafforzamento delle misure di sicurezza,
rende difficile un’altra spiegazione.
Giustificherò
tale accusa da diverse angolature. Per il resto di questa analisi,
ignorerò l’assurdo scenario presentata nell’articolo di Joel Achenbach,
proprio per dimostrare che anche senza tale prova fortemente incriminante
si può ancora dedurre con certezza che le accuse contro bin Laden fossero
una montatura propagandistica prepianificata.
Dal
primo giorno, non vi è stata la più piccola prova pubblicamente
disponibile contro bin Laden. Fino a metà dicembre non abbiamo avuto altro
che la ripetizione continua del suo nome.
I
documenti ufficiali dettaglianti accuse contro bin Laden possono essere
descritti solamente come patetica spazzatura.
Per
esempio, la trascrizione completa di uno dei punti di “prova” nel
documento ufficiale del governo britannico dice (riferendosi ad Al
Qaeda):
“Hanno
cercato di acquisire materiali nucleari e chimici da usare come armi
terroristiche”
http://www.pm.gov.uk/news.asp?Newsld=2686
Mentre
tale accusa (se possibile provarla) può causare allarme generale, chi può
affermare come questo si traduce in prova del coinvolgimento
nell’11/9?
Ancora
spazzatura:
Punto
7 della “prova”,completo:
“Al
Qaeda non dà preavviso di attacchi terroristici”.
Punto
10, completo:
“I
talebani emersero dai campi rifugiati in Pakistan nei primi anni ’90. Nel
1996 hanno preso Kabul. Sono ancora impegnati in una sanguinosa guerra
civile per il controllo dell’intero Afghanistan. Sono guidati dal mullah
Omar”.
Punto
38, completo:
“Dal
1993 membri di Al Qaeda iniziarono a risiedere a Nairobi ed aprirono lì
delle attività, compresa l’Asma Ltd, e la Tanzanite King. Venivano
regolarmente visitati da membri superiori di Al Qaeda, in particolare da
Alef e Abu Ubadiah at Banshiri”.
Punto
68, completo:
“Gli
attacchi di Al Qaeda sono caratterizzati dalla totale noncuranza verso
vittime innocenti, mussulmani compresi. In un intervista successiva agli
attentati in Africa orientale, Osama bin Laden insistette che la necessità
di attaccare gli Stati Uniti condonava l’uccisione di altri civili
innocenti, mussulmani e non”.
Dei
69 punti di “prova” citati,
10
sono relativi ad informazioni sui precedenti della relazione tra bin Laden
e i telebani.
15
sono relativi ad informazioni sui precedenti alla filosofia generale di Al
Qaeda ed alla sua relazione con bin Laden.
Nessuno
fornisce alcun fatto relativo all11/9. La maggior parte nemmeno tenta di
collegare direttamente le cose citate agli eventi di quel
giorno.
26
accuse sono relative ad attacchi terroristici precedenti, Perfino se esse
fossero condanne per precedenti attacchi terroristici tutti sanno che ciò
non vale la carta sulla quale è scritto, in termini di prova di
coinvolgimento dell’11/9.
Come
ammette il documento ufficiale, “Questo documento non si preoccupa di
fornire una prova valida in tribunale contro bin Ladin”.
Questo
è, manifestamente, il caso contro bin Ladin!
Poi
arrivò il video, che è una completa buffonata.
Abbiamo
tecnologia che permette film di alta qualità che mostrano chiaramente
muoversi dinosauri viventi, tanto che potremmo giurare che siano veri.
Sappiamo che non è vero perché siamo già a conoscenza del
falso.
All’opposto,
il video di bin Ladin è di tale scarsa qualità che non vi è modo di sapere
con certezza perfino se è lui sul nastro.
Nei
film è pratica comune usare un doppione per rimpiazzare il vero attore in
gran parte delle riprese. Ad un doppione di simile altezza e corporatura
viene dato lo stesso abbigliamento e la stessa pettinatura ed i due sono
virtualmente indistinguibili. Tale sostituzione è anche più facile nei
video di scarsa qualità. Se il personaggio principale ha una lunga barba,
un copricapo e vestiti larghi è assolutamente semplice.
Nel
video di bin Laden, la scarsa qualità impedisce ogni analisi per sapere se
il dialogo dal vivo è genuino o doppiato. E’ una tecnica comune negli
spettacoli in TV quella di doppiare differenti dialoghi di un film
preesistente. Dobbiamo pure fare affidamento su una traduzione di dubbia
affidabilità.
La
cronologia sul quando e dove il video sia stato presumibilmente fatto, e
su dove si suppone sia stato trovato è anche, sebbene possibile, fonte di
perplessità.
E’
stato detto che è stato girato a Kandahar il 9 novembre, e trovato in una
casa di Jalalabad. Jalalabad è caduta nelle mani delle forze antitalebane
il 14 novembre. Ciò significa che vi furono solamente 4 giorni durante i
quali questo nuovo video poteva essere portato da Kandahar a Jalalabad,
che allora era già seriamente minacciata.
Dunque,
ci chiedono di credere che, dopo aver girato il film, qualcuno, quasi
immediatamente, senza motivo apparente, lo portò a Jalalabad, che stava
per capitolare, e quindi convenientemente lasciato lì per essere trovato
dalle forze antitalebane. Non è impossibile, ma è altamente sospetto,
un’osservazione che sta diventando molto ripetitiva in questo
articolo.
Se
l’intento di bin Laden era di maliziosa soddisfazione, perché non agire
propriamente e trasmetterlo in tutto il mondo?
Secondo
il Weekend Australian del 15/16 dicembre la sequenza degli eventi in tempo
reale è stata rovesciata nel nastro. Dunque è stato montato. Perché, e da
chi?
La
data del 9/11, come riportata in TV, riferiva alla data del film od alla
data alla quale fu terminata la versione montata? Se era la prima, il che
sembrerebbe più probabile, allora sarebbe rimasto ancora meno tempo a
Jalalabad.
E’
stato montato dalle autorità USA? In risposta alle accuse di traduttori
indipendenti che la traduzione del Pentagono è imprecisa, incompleta e
fuorviante, sono stati costretti ad ammettere che la “traduzione” da
essi rilasciata è alterata.
“Il
nastro NON è una traduzione letterale di ogni parola pronunciata durante
l’incontro, ma comunica i messaggi ed il flusso delle informazioni” dice
un portavoce del Dipartimento della Difesa.
“La
traduzione è quello che è. Abbiamo reso molto chiaro che non è una
traduzione letterale” dice il Pentagono.
Quando
viene chiesto se sarebbe stata fornita una traduzione più accurata, il
Pentagono replica con un enfatico no. Perfino esclude il rilascio della
trascrizione completa della propria traduzione!
Se
questa è l’unica prova contro bin Laden, allora il caso presenta una
terribile massa di problemi. E quale altra prova esiste?
Non
sorprende che non siano state formulate accuse formali contro bin Laden.
Per la normale pratica legale è necessario avere prove reali per formulare
accuse.
L’ironia
è che, se pure accettiamo che il video sia genuino, e la traduzione del
Pentagono accurata, ciò servirebbe solamente per provare che bin Laden NON
è la mente dietro gli attacchi. Mentre il video indicherebbe che ne era a
conoscenza in anticipo, ed era perciò coinvolto in qualche modo, egli
chiaramente dichiara (secondo la dubbia traduzione del Pentagono) che gli
fu detto degli attacchi 5 giorni prima che avvenissero. Dunque non è
possibile ne sia stato il principale organizzatore. Chi glielo
riferì?
Piuttosto
che porre tali ovvie ed importanti domande, il Daily Telegraph di Sidney
riportò l’argomento in prima pagina con una grande foto di bin Laden ed il
titolo “Bastardo”.
Alcune
ulteriori osservazioni riguardo al Video di bin Laden si possono trovare
a
"Look
at how easy it is to fake a confession video." (Autore
sconosciuto)
(video
scaricabile)
http://www.adelaide.indymedia.org.au/front.php3?article_id=1346&group=webcast
e "The
Phantom - Pentagon's Bin Laden Video Tape of Dec 13" di
Arbeiterfotographie
"Bin
Laden,
Terrorist
monster:
Take
two!" di Jared Israel
Video
oppure no, se pensiamo in maniera limpida e logica sulla probabilità del
coinvolgimento di bin Laden, concludiamo che è in realtà impossibile, a
meno che egli fosse coinvolto in un certo modo con la complicità delle
autorità USA, oppure, al limite, nel contesto che gli USA avessero sempre
saputo cosa stava preparando e gliel’avessero deliberatamente permesso. E’
già stato detto che, se era coinvolto, ciò non può essere stata una
sorpresa, e dunque maggiori sospetti si hanno sul Presidente e
l’aeronautica militare.
E’ a
dir poco curioso che nessun altro sia mai stato sospettato, seppure per
poco. Ciò diventa assolutamente sospetto quando si pensa seriamente alle
procedure per instaurare realmente un inchiesta sugli eventi dell’11
settembre.
Ci
vollero 17 anni per lo Unabomber. Ci vollero 7 settimane di investigazione
sull’11/9 solamente per confermare la nazionalità dei presunti 19
dirottatori. Ma il nome di colui che aveva organizzato tutto era noto
entro poche ore (o anche pochi minuti!).
Immaginate
cosa serve per mettere su un’inchiesta in una faccenda come
questa.
Potrebbe
venire in mente una lista di sospetti, non potremmo certo vedere “bin
Laden” scritto in cielo. Non era un sospetto Saddam Hussein? La Libia? Un
gruppo palestinese? Cuba? La Russia? La Cina? Le milizie di destra locali?
Fanatici anti globalizzazione? La Siria? Qualcuno completamente
sconosciuto ed insospettabile? ecc. Dove comincereste?
Si
comincia facendo una lista di persone potenzialmente utili in questo
contesto.
Avete
bisogno di gente esperta in architettura per esaminare l’esatta natura del
crollo del WTC. Sono stati solamente gli aeroplani a causare il crollo, o
furono usati anche esplosivi? Cominciate a fare una lista.
Avete
bisogno di gente esperta in sicurezza aeroportuale. Vi erano dipendenti
dell’aeroporto o delle compagnie aeree coinvolti nel complotto? Un’altra
lista.
Avete
bisogno di gente esperta in finanza per tentare di rintracciare la
provenienza del denaro necessario per l’operazione. Un’altra
lista.
Dovete
esaminare le registrazioni dell’immigrazione ed i loro riferimenti
incrociati con le licenze di pilota. Dovete fare un’urgente rassegna della
sicurezza interna, in caso fosse una “operazione interna”. Tale rassegna è
a dir poco un’ operazione delicata.
Dunque,
è un enorme compito semplicemente quello di tirare giù una lista dei
possibili sospetti, personale e dei principali punti di investigazione per
l’inchiesta.
Poi
tutte queste persone devono essere contattate e messe insieme in un
gruppo, od almeno messe in comunicazione tra di loro.
Ma
aspettate! Gli i voli sono bloccati. Molte reti di comunicazione sono a
terra, molti uffici governativi ed istituzioni finanziarie chiuse, e gran
parte di New York e Washington sono inaccessibili. L’intero paese si muove
lentamente tra i blocchi delle misure di sicurezza.
Come
facciamo a prendere le persone che ci servono? Come facciamo a metterle
insieme e cominciare ad affidare le responsabilità? Erano tutte
miracolosamente insieme in un posto, quello dove si trovava il
coordinatore dell’inchiesta, cosi che allora non ci sarebbe stato bisogno
di aspettare che questi tornassero dai loro precedenti incarichi, in varie
parti degli USA od all’estero?
Una
volta che i parametri base dell’inchiesta vengono stabiliti, ed iniziate
dettagliate ricerche ed investigazioni, per quanto tempo ci volesse per
arrivare a questo, non è che il personale coinvolto nell’inchiesta si
sieda intorno ad un tavolo e dica “che ne pensiamo? bin Laden?” e tutti
rispondano “sìì”, così che il capo della squadra telefoni al Presidente,
faccia il nome ed il Presidente dica “per me va bene” ed immediatamente
minacci di attaccare l’Afghanistan.
Dev’essere
fatto un enorme lavoro sul campo ed al computer. I resoconti devono essere
scritti, riassunti, controllati per i permessi di sicurezza, stampati e
consegnati al Presidente ed ai suoi principali consiglieri, che dovrebbero
almeno leggerne le sintesi, e quindi discuterli col comitato
investigativo.
E se
vengono raccolte prove, una cosa è cominciare a concentrarsi su un
sospettato principale ed avere la sensazione di poter arrivare a qualcosa,
ma è un’altra cosa è essere così certi da minacciare una guerra su
questi.
Aver
redatto una lista di possibili sospetti, personale investigativo e
strategie di base per l’inchiesta entro 2 giorni sarebbe stato un
risultato sorprendente, forse impossibile sotto queste circostanze. In
realtà, aver tenuto una riunione con i principali agenti coinvolti
nell’inchiesta entro meno di 3 giorni probabilmente sarebbe stato
impossibile. E ancora, in questo momento, gli USA pretendevano di avere
già svolto la loro “inchiesta”, e stabilito che bin Laden era
colpevole.
Alle
h. 14 dello stesso giorno degli attacchi un articolo che indicava bin
Laden come colpevole oltre ogni dubbio era già apparso sul Washington
Post. Come era possibile?
Tony
Blair confermò che era una bugia con una sconsiderata dichiarazione fatta
all’inizio di novembre:
“Non
c’è dubbio sulla colpevolezza di bin Laden. Le prove contro di lui, prima
qualche goccia, poi un rigagnolo, sono ora divenute un
torrente”.
(Pag.
World News del
sito MSN 9).
Dal
momento che già proclamavano bin Laden colpevole, entro poche ore, Blair
ha incidentalmente ammesso che era una menzogna. La prova poi da un
gocciolamento divenne un rigagnolo ed infine un torrente in poche
ore?
Sarebbe
uno strano modo per descrivere il procedimento, specialmente perchè la
frase non venne usata fino a due mesi più tardi, e fu descritta così: “è
divenuto ORA un torrente”.
Così
ha ammesso che stavano già dichiarando bin Laden colpevole, e minacciando
l’Afghanistan, in un’epoca alla quale le prove erano ancora “poche
gocce”.
Sono
le sue parole, non le mie!
In
qualche modo all’epoca sapevano che le prove sarebbero diventate un
“torrente” più tardi? Ma questo “torrente” è apparentemente ancora
insufficiente per qualsiasi accusa formale.
Rimane
da chiarire un’importante questione. I piloti erano ovviamente in una
missione suicida, che si sa essere cosa comune tra i mediorientali, i
terroristi islamici, ma totalmente estranea alla cultura americana. E’
difficile credere che degli americani, odei leali cittadini degli USA,
abbiano consapevolmente partecipato ad una missione suicida. Ma ciò non
rappresenta alcun problema reale per lo scenario che è stato postulato.
L’ovvia spiegazione, speculativa ma credibile, è che alcuni dei
dirottatori fossero autenticamente ostili agli USA, e stessero
partecipando ad un attacco che pensavano dovesse portare avanti la loro
causa, inconsapevoli di essere pedine di un piano più
grande.
Infatti,
nel tardo novembre, nei resoconti dei mezzi di informazione cominciò ad
emergere che alcuni dei dirottatori non dovevano non essere a conoscenza
di stare partecipando ad una missione suicida. Non so come tale prova sia
emersa, o quali siano le basi di essa, ma questo è ciò che è stato
riportato (ABC Newsradio). Ciò coincide nettamente col resto delle
informazioni che abbiamo, per poter pensare con una qualche fondatezza che
alcuni di quelli che non erano consapevoli di commettere suicidio
sarebbero stati operativi CIA. Gli sarebbe stato ordinato di aiutare a
mettere in piedi i dirottamenti, all’oscuro del piano complessivo. Coloro
che sapevano di essere in missione suicida erano coloro autenticamente
ostili agli USA.
E’
ragionevole pensare che questo non possa essere stato organizzato senza
l’uso di pedine che pensavano di stare per inferire un colpo agli USA. Qui
potrebbe entrarci bin Laden. Credo che probabilmente fosse in qualche modo
coinvolto, ma non come descritto dall’amministrazione Bush. Vi è la
possibilità che abbia ingannato e sacrificato la sua gente allo stesso
modo nel quale gli americani coinvolti hanno ingannato e sacrificato la
loro. La possibilità che bin Laden e la CIA possano essere stati in attiva
cooperazione in questa atrocità sarà più chiara nella prossima
sezione.
Fatto:
Entro meno di 4 ore dagli attacchi i medi erano pieni di commenti che
assumevano la colpevolezza di bin Laden, commenti fatti sulla base di
eventi che non potevano chiaramente essere accaduti.
Fatto:
Il Pentagono ed il Dipartimento della Difesa usarono un discorso
attribuito a bin Laden, nello sforzo di incriminarlo, mentre rifiutarono
di rilasciare tutto il discorso – e rifiutarono di emettere una traduzione
letterale.
Domanda:
Perché venne considerato necessario mentire per creare un caso contro bin
Laden?