MALTRATTAMENTO E ABUSO SESSUALE DEI MINORI
Sommario
E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.
Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me,
sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino,
e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali!
È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene
lo scandalo! (Matteo 18:5-7).
Sulla pedofilia è stato scritto tanto e tante sono le persone
che lavorano per proteggere le nostre bambine e i nostri bambini,
ma per proteggere a nostra volta tutte le giovani creature
abbiamo bisogno di informazioni per capire e per aiutare nel modo
migliore un bambino che stia subendo un'esperienza di questo
tipo; ho fatto una ricerca su internet e finalmente ho trovato
questo articolo che ritengo veramente utile allo scopo; il testo
originale trascritto dal sito è stato arricchito con altre
conoscenze e con tanta speranza di essere stata utile a voi e a
tutti i bambini.
Nell'articolo troverete i "campanelli d'allarme" che
indicano cosa sta succedendo al bambino, cosa non fare e cosa
fare.
In generale i problemi che si trova ad affrontare il genitore di
fronte alla rivelazione di maltrattamenti o di violenza sessuale
da parte del figlio sono di difficile gestione. Ciò che si
richiede è soprattutto un'attenta condotta da parte dell'adulto
al fine di proteggere il minore dalla violenza supplementare di
interrogatori ripetuti, spesso stressanti quanto indispensabili,
per il bambino.
Spesso il minore vittima di violenza è troppo
piccolo per tradurre in parole l'accaduto. Altre volte è
costretto dall'abusante stesso a mantenere segreto l'accaduto o
si chiude nel silenzio perché si sente colpevole per l'accaduto.
Inoltre nella rivelazione di abuso il bambino è potenzialmente
esposto all'incredulità dell'adulto, al timore di incorrere nel
biasimo e nell'accusa del genitore cui viene denunciato l'atto.
In effetti il bambino o l'adolescente deve fare uno sforzo molto
intenso per vincere la tendenza a tacere circa una esperienza di
cui si vergogna e di cui si sente in parte responsabile al di là
di ogni elemento reale. Si tratta così di saper accogliere le
parole del minore garantendogli il massimo spazio d'ascolto e
protezione possibili.
Il bambino vittima di maltrattamento mostra spesso una
sintomatologia composita, aspecifica, che pur non costituendo
quindi una prova certa che vi sia stato un abuso ai suoi danni,
certamente può rappresentare un segnale d'allarme per la
famiglia.
Qui di seguito elenchiamo alcuni dei segni o indicatori
comunemente interpretati da alcuni studiosi del fenomeno come
caratteristici del bambino vittima di violenza; tenete conto che
si manifestano due o più sintomi di quelli sotto indicati e fate
attenzione alle volte in cui pensate o dite "CHE STRANO
....", viene naturale ed è un importante campanello
d'allarme:
- Riduzione dell'autostima :per esempio il bambino dice
"non sono capace, non io".
- Difficoltà ad amare o a dipendere dagli altri : è meno
affettuoso, dice "faccio io, ci penso io".
- Comportamenti aggressivi o distruttivi : piange o urla con
facilità, cambia improvvisamente umore; se la prende con i suoi
giochi preferiti o mette il muso o percuote con spinte le persone
per lui importanti.
- Comportamenti di ritiro; paura di intraprendere nuove relazioni
o attività: è stranamente silenzioso, non sembra interessarsi
ad attività che per un bambino della sua età dovrebbero essere
solitamente graditi, non sembra incuriosito (come lo è di
solito) alle novità e alle nuove conoscenze.
- Fallimenti scolastici o cadute del rendimento: il bambino è
distratto e svogliato e anche la maestra si è già accorta che
qualcosa non va.
- Abuso di droga o alcool (per gli adolescenti).
Più in particolare il bambino sessualmente abusato può
mostrare, oltre ai segni sopra elencati, anche:
- Interesse inusuale verso questioni sessuali: il bambino pone
domande per capire se tra amore e sessualità c'è un nesso e se
c'è sempre amore nella sessualità.
- Disturbi del sonno, incubi, terrore notturno, enuresi: il
bambino ritorna a fare la pipì addosso e non solo a letto, fa
sogni paurosi con figure o mostri grandi che lo inseguono o lo
trattengono contro la sua volontà.
- Ansia, depressione e comportamenti di isolamento: il bambino vi
stà sempre accanto, non vuole rimanere da solo con una certa
persona, vi chiede di non lasciarlo solo "Tu mi starai
vicino?, non mi lascerai da solo?" spesso è proprio questa
frase-domanda che usa il bambino per comunicare il proprio
problema.
- Comportamenti seduttivi nei confronti degli adulti :
corteggiamenti sessualmente seduttivi, ricerca del bacio sulla
bocca, toccamenti che non si avvertono come carezze o coccole.
- Sentimenti relativi al proprio corpo vissuto come sporco o
danneggiato: acqua e sapone vengono super usati ed aumenta anche
la durata dei vari lavaggi; il bambino sembra preoccupato per la
propria salute e vi racconta di tanti piccoli doloretti un po'
qui e un po' lì.
- Contenuti sessuali o aspetti dell'abuso rappresentati in
giochi, disegni o fantasie: osservate, non visti, quando i
bambini giocano da soli, guardate con cosa giocano, cosa fanno
fare ai giochi e soprattutto cosa fanno dire ai personaggi
durante il gioco, nei disegni osservate se disegnano un
personaggio e poi lo cancellano brutalmente con colori o gomma.
- Fughe ed evitamenti: il bambino comincia ad inventarsi mille
scuse per non incontrare una certa persona, piange, si arrabbia,
protesta, si fa venire malanni improvvisati, dovete alzare la
voce o trascinare il bambino a forza; occorre sempre chiedere
dolcemente al bambino il perché non vuole andare a trovare una
certa persona.
- Comportamenti suicidiari e condotte delinquenziali.
È importante sottolineare che se l'adulto riscontra due o
più indizi esposti o dispone della sola rivelazione del minore,
si rivolga al più presto a tecnici specializzati del settore
anche perché qualche volta, il disagio può essere letto come il
segno di un malessere del bambino che può aver avuto origine sia
da particolari situazioni conflittuali tra i genitori
(difficoltà relazionali del minore a causa di conflitti
coniugali, separazioni, divorzi ecc.), che da specifici disturbi
psichici infantili o adolescenziali (isteria, psicosi ecc.).
Evitare di avere reazioni eccessive quando il bambino rivela
l'accaduto, in quanto il bambino richiede aiuto e sostegno
dall'adulto. Non forzare il bambino a parlare, permettere al
bambino di parlare in pace. Non confrontare l'abusante con le
dichiarazioni del bambino in presenza di quest'ultimo.
Non criticare in alcun modo il comportamento del bambino. Non
mostrarsi arrabbiati verso il bambino, in quanto quest'ultimo
può interpretare erroneamente la rabbia o il disgusto
dell'adulto.
A nostro avviso è anche non consigliabile
rivolgersi ad un consulente tecnico privato per far vedere il
bambino. Situazioni di tale gravità devono essere osservate e
denunciate con la massima garanzia di neutralità, cosa non
possibile all'interno di un rapporto privatistico. La conseguenza
più probabile del coinvolgimento di un tecnico privato è che il
bambino sarà sottoposto ad altri successivi interrogatori da
parte dell'esperto incaricato dalla Magistratura. Ci rendiamo
conto che in situazioni di angoscia e di grave conflitto
familiare il parere del tecnico possa essere utile, ma a nostro
avviso non si dovrebbe coinvolgere il minore se non quando
strettamente indispensabile.
Credere alle parole del bambino e non biasimarlo per l'accaduto.
Dare messaggi positivi al bambino per il fatto che ha trovato il
coraggio di rivelare cosa gli è accaduto. Ricorrere alla
consulenza di personale esperto e rivolgersi al più presto alla
sede del Tribunale per i Minorenni.
Chiedere che la prima
audizione del minore avvenga alla presenza, oltre che del
Magistrato, di un tecnico esperto (Neuropsichiatra Infantile,
Psicologo) al fine di ridurre quanto più possibile il numero
degli interrogatori del minore. L'attuale normativa permette sia
audizioni protette che l'utilizzo di mezzi audiovisivi.