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LA VERITÀ SU CANCRI E TUMORICome sono truccate le statistiche sulla mortalitàIl commento sotto descrive come i media contribuiscono a proporre agli ignari adulti italiani la favola delle guarigioni dal cancro. Da anni i numeri mostrano che la “guerra” contro il cancro condotta con i metodi convenzionali (chemio, radio, chirurgia) è nettamente persa. I fatti messi in evidenza da questi numeri sono comprensibili da casalinghe e da studenti di terza elementare, eppure i nostri medici, emanando un'aura di autorità e conoscenza, continuano a proporceli ignorando metodi più efficaci. Commento di Giuseppe Parisi, tratto da Avvertenze, n° 2006-1 del 1/1/2006.
Natale: tutti più buoni.
Nei dati, la prima cosa che mi salta agli occhi è una e-mail di una donna di mezza età che chiede consiglio: chemioterapia si', chemioterapia no? Come curarsi? Chemioterapia, radioterapia, con tutte le loro devastanti conseguenze non sono più le uniche alternative, vero? Forse chiede per autoconvincersi, forse vuole scherzare. Intanto restiamo alle maratone Telethon.
Vediamo le grandi serate TV, con ospiti che raccontano le guarigioni dai tumori,
ormai all’87% dei casi.
Sono barzellette che non racconterebbe nessun comico: pensate che il nostro
Alberto Sordi lo avrebbe mai fatto?
Usano semplici trucchi: ne cito qualcuno.
Ma c’è di più: se un paziente viene dimesso, e poi ritorna anche per controlli e viene di nuovo dimesso, ad ogni passaggio è un dato positivo. Dato che si può morire solo 1 volta, anche se si viene dimessi 9 volte alla fine il risultato sarà del 90% di guarigioni e del 10% di mortalità! C’è di più, c’è di più. Sono capaci di attuare dei calcoli statistici che un bambino in terza elementare non farebbe mai. Ad esempio, tumore al testicolo/tumore al polmone.
Ma c’è una statistica che non si fa mai.
Di contro ci sono statistiche che parlano chiaro: l’aggressività di un tumore recidivante diventa esponenziale dopo la chemioterapia. L’estrema difficoltà, se non l’impossibilità di "terapeutizzare" il tumore se la necessità di una chemioterapia si ripresenta, è il sacrificio che un paziente deve pagare all'altare delle terapie chemiotossiche. Mio Dio, è Natale.
In questa notte di Natale, desidererei che tutti i vescovi asserissero che non è vero che la malattia e la sofferenza sono preziose per avvicinarsi al Divino. Così dicendo farebbero due cose buone: non danneggerebbero Madre Natura, e non creerebbero un alibi alla catastrofe della medicina chimica. In ultimo, in questa meravigliosa notte, desidererei che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi facesse un grande regalo a tutti gli italiani: dato il profuso sforzo del Consiglio Superiore di Sanità, creare per loro una sede apposita, più confortevole e più lontana possibile dall’Italia, magari in Alaska, dove poter svolgere le loro preziosissime ed efficienti mansioni Direttive. Speriamo che il Presidente Berlusconi ci dia ascolto e che ci faccia questo regalo. Buon Natale, Felice Anno Nuovo. Giuseppe Parisi Aduc - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori
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