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OLIO DI COLZA E MOTORI DIESELPer maggiori dettali visitare anche i seguenti siti:
Che consigliano l'uso di olio di colzaChe sconsiglia l'uso di carburanti diversi da quello ordinarioAl primo articolo ne segue un'altro che sconsiglia di usare carburanti diversi per la vostra auto, siete pregati di leggere anche questo articolo che viene dopo il primo!Importante! Prima di fare questo discorso occorre una piccola premessa. Quanto sto per dire danneggia gravemente il ministero delle finanze, inoltre è considerato "truffa" dallo stato. Se deciderete di mettere in atto quanto NON vi consiglio affatto di fare, quindi, sarete perseguibili e io ovviamente NON vi consiglio di farlo. Vi spiego semplicemente e nel dettaglio cosa NON fare (Uriel). L'olio di colza danneggia gravemente Siniscalco (parte 1)Scritto da: Uriel, Monday, 14 Marzo 2005Tratto dal sito www.wolfstep.cc/La premessa criminosa è la seguente: quando i motori diesel vennero ideati, non esisteva ancora il carburante che oggi noi definiamo "diesel". Non esisteva perchè non esistendo i motori diesel, nessuno (escluso il buon Diesel) si era mai chiesto con cosa farli camminare. Quindi, i primi motori diesel furono concepiti avendo come combustibile degli olii vegetali, come l'olio di semi, l'olio di soia, l'olio di girasole, l'olio di semi vari, e così via. Sì, proprio così, quelli che usate in casa per friggere. La domanda è: e i motori di oggi? La risposta è : idem. La stragrande maggioranza dei motori diesel (credo potreste avere dei problemi con quelli turbocompressi) è capace di bruciare uno qualsiasi degli olii che si usano in cucina, con l'eccezione dell'olio di oliva (dovreste prima surriscaldarlo, aspettare che decanti il residuo, e poi ossidare alcune sostanze facendoci gorgogliare dell'aria mentre bolle. Far passare dell'ossigeno dentro un combustibile liquido che bolle non è mai saggio, quindi non lo fate se non vi chiamate Enichem di cognome. Perdipiù il numero di esano è alto, quindi il botto lo sentirebbero molto lontano). Comunque, la notizia che il Resto del Carlino dava oggi è la seguente. La gente, a quanto sembra, sta iniziando a scoprire l'olio di colza. L'olio di colza è un oliaccio che le industrie usano per friggere su larga scala, e ha due vantaggi: il primo è che rovina il fegato molto lentamente , il secondo è che costa poco. Costa poco nel senso che all'ingrosso e nei discount il suo prezzo oscilla tra il 0.45 e i 0.65 Euri/litro. E quindi il Carlino dice che molta gente, "complice il tam tam su internet" inizia a prendere d'assalto i discount per comprare questo olio. Dopodichè lo si ficca nel motore. Problemi tecnici? L'unico problema tecnico è che l'olio vegetale è leggermente più denso degli altri, e quindi potrebbe dare dei problemi all'accensione. L'ideale sarebbe partire con il diesel petrolifero, e poi iniziare con l'olio di semi vari, o l'olio di colza. Questo significa che la cosa migliore da fare è testare sul vostro motore quale sia la percentuale massima di olio vegetale che potrete usare. Prima ne aggiungete il 10% e edete come va, poi il 20% e vedete come va, poi il 40% e vedete come va, eccetera. La cosa che dovrete verificare è come si comporta in accensione. I vecchi motori diesel, quelli non common-rail, quelli con le candelette di preriscaldamento per intenderci, NON hanno alcun problema e ci potrete cacciare dentro quanto olio vegetale volete. Quelli common rail invece vanno verificati come dicevo prima, aggiungendo lentamente percentuali sempre più alte di olio vegetale. Non sarebbe stranissimo se riusciste anche voi, come la maggior parte, ad aggirarvi sul 75% - 80%. L'olio di semi, l'olio di colza, possono costare anche 0.45-0.50 al litro. Il diesel... Tutto qui, direte voi? No, non è tutto qui. Perchè lo stato considera questa cosa una truffa, cioè un reato. Se voi, cioè, comprate legalissimamente un litro di olio di colza e anzichè friggerci i calamari lo infilate nel serbatoio del vostro diesel per lo stato state compiendo un reato che è truffa, perchè state evadendo la tassa che c'è sui carburanti. Non importa il fatto che l'automobile sia VOSTRA e anche l'
olio sia VOSTRO e quindi ci fate quel che volete. Lo stato dice
che nel momento in cui diventa carburante, qualsiasi cosa debba
pagare delle accise, ovvero tutte le imposte di cui il prodotto è gravato siano
esse di carattere locale, regionale o statale.
Quindi nel momento in cui io sbatto, che so,
il resto del carlino nella stufa, sto compiendo una truffa
perchè il resto del carlino NON paga l'accisa sui carburanti ad
uso domestico. Allora, qual'è il problema? Il problema è che il carlino vorrebbe dare la notizia, come la voglio dare io, mentre lo stato (che teme che la gente sappia come truffarlo) non vorrebbe. E così, i giornalisti sono minacciati di denuncia, per istigazione a delinquere, qualora dicessero che tale operazione sia possibile, e che tale operazione sia vantaggiosa.. Quindi, mi adeguo. Allora, con questa operazione il diesel lo pagate dai 0.45 ai 0.65 Euri al litro. Siccome il diesel petrolifero , come è noto, costa MENO di così, allora l'operazione è svantaggiosa. Allo stesso modo, bruciare olio di colza inquina zero. Inquina zero perchè siccome il bilancio chimico di una pianta è nullo, il CO2 che buttate nell'atmosfera è lo stesso che la pianta ha assorbito per crescere, e il bilancio per il pianeta è nullo. Le misurazioni poi mostrano come il tasso di zolfo sia pressochè nullo, e le polveri sottili siano la metà del diesel petrolifero. Siccome inquinare è BELLO, allora ovviamente (in ottemperanza alle leggi vigenti) devo dirvi che usare l'olio di colza è SBAGLIATO perchè rispetta l'ambiente, cosa che , come sappiamo tutti, non è giusto fare. Come se non bastasse, l'olio di colza ha un numero di esano leggermente (il 3%) migliore rispetto al diesel petrolifero, ovvero il vostro motore non solo durerà di più, ma avrà una resa migliore e brucerà meno combustibile. E questo, come ci insegnano le vigenti leggi, è MALE, perchè dire il contrario sarebbe istigare alla truffa. La stessa cosa vale per l'olio di canapa, che è ancora migliore rispetto ai precedenti due. Errata corrige: trattandosi di truffa contro lo stato, è ancora PEGGIORE. Sporca di meno, mentre noi tutti sappiamo che inquinare è BELLO, rende di più, e non c'è bisogno che vi elenchi le insidie del risparmo (pratica immonda e scellerata) e, come se non bastasse, è una sonora mazzata nei coglioni a Siniscalco, la persona in italia le cui gonadi stanno più a cuore a tutti noi. Guardatelo: i suoi occhioni profondi, quello sguardo languido e sensuale, l'espressione viva e intelligente: come pensate di dare un dispiacere ad un "piezz'ècore" del genere? Quindi, vi esorto a NON piegarvi a queste diaboliche pratiche consistenti nel risparmiare (vade retro, satana!) soldi mettendo (coprite gli occhi alle vostre figlie) olio di colza nel serbatoio della vostra automobile diesel (che Siniscalco mi perdoni, l'ho detto!), risparmiando per di più di inquinare il pianeta (che come sappiamo invece necessita di dosi crescenti di inquinamento. La colza danneggia gravemente Siniscalco. Siccome in USA c'è un dibattito sul potere dei blog, mi piacerebbe fare un test: vedere quanto si diffonde una notizia (sebbene già nota a molti) in barba alla censura industriale che vige sui giornali, e che usa il ricatto "non faccio più pubblicità sul tuo giornale se non dici cosa voglio io". Quindi, se vi va, e avete un blog, replicate o linkate questo articolo, o dite le stesse cose con parole vostre. Non so perchè, ma a me Siniscalco non fa tanto sesso. In generale, comunque, oltre all'olio di colza e a quello di canapa che sono gli ideali, vanno bene anche l'olio di semi di girasole, quello di semi vari, quello di mais. L'unica discriminante è il costo al litro, il che esclude l'olio di oliva, oltre ai problemi legati alla densità. - Uriel -L'olio di colza danneggia gravemente Siniscalco (parte 2)Scritto da: Uriel, Saturday , 19 Mar 2005tratto dal sito www.wolfstep.cc/Una lettura dei referrer mi fa capire quanto il discorso degli olii vegetali che ho fatto si sia diffuso. Ovviamente, dare un'occhiata sui siti ove se ne discute è una bella abitudine, anche perchè si vede immediatamente come l'argomento dia fastidio. Si è infatti levata una vulgata di disinformazione che è accettabile soltanto se qualcuno stipendia quelli che vanno a scrivere. Mi spiego. La prima vulgata assurda è quella che vorrebbe che da un ettaro di terreno non si ricavi abbastanza carburante da muovere il trattore che lavora il terreno. Questa è una cazzata evidente: l'olio vegetale è già sulle nostre tavole. E costa MENO del diesel che si compra al distributore. Quindi, raccoglierlo e coltivarlo è un'attività sicuramente remunerativa. Ergo, se ne raccoglie di piu' di quanto non ne serva a muovere il trattore. Se fosse il contrario, le aziende spenderebbero piu' soldi nella nafta per il trattore dei soldi che guadagnano a vendere l'olio. Teniamo conto che l'olio lo vendono ad un prezzo INFERIORE a quello cui lo troviamo al supermercato. Quindi, la prima vulgata è semplicemente ridicola. Si tira in ballo l'efficenza energetica, quindi sono andato a cercare qualche dato. A quanto pare, per gli olii di semi la resa per ettaro è di circa 1.5 Mq. Cioè ogni ettaro (un quadrato di cento metri di lato) produce 1500 litri di olio. Un metro cubo, infatti, fa mille litri. Prendiamo una superfice coltivabile di 100 KM di diametro. Non è enorme, coincide circa con due province italiane. 100 KM sono circa un milione di ettari. Un milione di ettari significa un milione e mezzo di metri cubi di olio. Cioè un miliardo e mezzo di litri di olio. Considerando un pieno a 40 litri, otteniamo circa 37.500.000 di pieni. Considerato che le auto sono circa 21 milioni, significa un pieno e rotti a testa. Coltivando una superfice relativamente piccola di terra, pari ad un quadrato di 100 KM di lato. Considerando il carburante alla pompa a SOLO UN EURO, significa che stiamo dando ai petrolieri (coltivando solo un quadrato da 100 KM di lato) un danno da circa un miliardo e mezzo di euri, pari a circa 3.000 miliardi di lire. Considerando una media di un peno a settimana, significa coltivare una superfice piu' o meno 52 volte piu' grande. Indubbiamente l l'agricoltura italiana potrebbe essere in difficoltà, per mancanza di spazio. Ma intanto, la parte di carburante prodotta in italia produrrebbe ricchezza IN ITALIA, anzichè essere un fiume di denaro che fugge all'estero. PErchè significa accrescere il reddito agricolo, cioè dare lavoro ad agricoltori, e che mi risulti l'agricoltore è ancora un onestissimo mestiere. Dimentichiamo però che, se ragioniamo su scala globale, ci sono moltissimi luoghi dove i contadini fanno la fame e ci IMPLORANO di comprare i loro prodotti, protestando contro la politica protezioniste europea. In pratica, consumando olii vegetali, non solo esauriremmo la capacità produttiva interna (invece di mandare al macero prodotti agricoli con i fondi UE) , ma avremmo modo di aiutare paesi tutto sommato del terzo mondo. Ma non solo. Tutti i soldi che spendiamo in petrolio , oggi, finiscono all'estero, sbilanciando la bilancia commerciale. è un fiume di soldi che fugge verso i paesi arabi. Anche supponendo di comprare colza da altri paesi, dotati di estensioni coltivabili maggiori (l'europa è un fazzoletti di terra relativamente piccolo rispetto, che so, al continente asiatico o al sudamerica) , c'è un problema: che io sono molto piu' favorevole all'idea di ingrassare un contadino africano , che i soldi se li suda sulla terra, piuttosto che un petroliere arabo , la cui fortuna deriva dal fatto di essere nato su un pozzo di petrolio. Detto come va detto, ritengo che il mestiere del contadino sia di molto piu' onesto e meritevole rispetto a quello del petroliere. Sono un romantico? Può darsi. Ma il problema è che quei 100 KMq di terreno tolgono tremila miliardi di lire proprio a loro, a quei signori che se ne stanno in poltrona a veder crescere la loro fortuna mentre compagnie straniere estraggono il petrolio, compagnie straniere lo trasportano, altre compagnie straniere lo lavorano. Cioè, questi signori ingrassano senza fare una cippa, senza alcun merito, senza aver mai sudato se non per il caldo. Quindi, la cose che ribadisco sono due.
Mentre uno sceicco arabo mette i diamanti come occhi nell'orsacchiotto con cui dorme il bimbo. Sorry, rimango della mia opinione. Poi, qualcuno mi spiegherà come mai i post sugli olii vegetali ottengano così tante risposta di persone che gridano "non è quella la soluzione", mentre quelli sull'energia solare ottengono solo applausi? Ve lo spiego io: un pannello solare costa circa 50 euri al metro quadro. Un quadrato da 100 KMq di pannelli solari, pari a 1.000.000 di ettari, pari a 10.000.000.000 di mq, costa la bellezza di 500.000.000.000 di euri. Cioè, è un'impresa irrealizzabile. In pratica, si applaude l'infattibile per bloccare il fattibile. La situazione attuale oggi riempie le tasche dei petrolieri e dello stato, mentre impoverisce il cittadino. Indovinate chi sono, quelli che applaudono all'infattibile per bloccare il fattibile? Lo lascio come esercizio per casa. - Uriel -OLIO DI COLZA NEI MOTORI, CHI LO USA È FRITTO!Passaparola ad alto rischio sul presunto risparmio sui carburanti diesel ottenibile mettendo oli da supermercato nei serbatoi delle autoArticolo a cura di Paolo Attivissimo - Quelli di ZeusZEUS News - www.zeusnews.it - 12-04-2005Nota: questo articolo è stato modificato rispetto alla versione originale. "La colza danneggia gravemente Siniscalco": inizia così, provocatoriamente, un e-mail che sta impazzando da un paio di settimane e istiga alla disubbidienza fiscale. Secondo l'e-mail, sarebbe possibile sostituire almeno in parte il carburante diesel con olio di colza da supermercato e risparmare un sacco di soldi. Ma ovviamente il governo non vuole che si sappia, perché se tutti usassero l'olio di colza alimentare, meno tassato del carburante diesel, il Fisco ci rimetterebbe. Inoltre, secondo l'appello in circolazione: "bruciare olio di colza inquina zero" e "il vostro motore non solo durerà di più, ma avrà una resa migliore e brucerà meno combustibile". I giganti del petrolio ci tengono che questa nozione non si diffonda, ma l'impavido eco-comico Beppe Grillo l'avrebbe pubblicata e garantita con l'aiuto del Resto del Carlino, stando al messaggio. Purtroppo è una bufala, e stupisce che ci sia gente disposta a schiaffare olio da cucina nella propria automobile soltanto perché l'ha sentito su Internet. Ma quest'appello scardina le normale difese del buon senso facendo leva sui classici meccanismi psicologici delle bufale: il complotto governativo; l'informazione tenuta segreta; l'occasione di vendicarsi di un "nemico" (in questo caso, il fisco avido personificato dal ministro Siniscalco); e magari anche l'antipatia politica. Ci si crede, insomma, perché ci si vuole credere. Innanzi tutto, l'attribuzione a Beppe Grillo è falsa o frutto di un malinteso. Nel suo sito, infatti, l'unica traccia di questo messaggio è nel forum dedicato ai commenti dei lettori, in data 22 marzo. Probabilmente qualcuno degli incauti disseminatori della "notizia" ha letto questo commento e vi ha aggiunto la dicitura "www.beppegrillo.it" (o, in altri casi, il nome del comico), dando l'errata impressione che il messaggio sia stato scritto e "garantito" da Beppe Grillo in persona. Non è chiaro, invece, cosa dica l'articolo del Resto del Carlino citato nel messaggio, la cui datazione è incerta (il messaggio dice che l'articolo è di "oggi", ma chissà a quando si riferisce). Potrebbe risalire al 14 marzo 2005, secondo alcuni accenni trovati nei forum in Rete, ma non è disponibile negli archivio del Carlino. Se qualcuno ne avesse una copia, sarebbe interessante leggerla. Della teoria dell'olio di colza nei motori diesel hanno comunque parlato molti organi d'informazione tradizionali (radio, TV e giornali). Repubblica.it ha pubblicato un articolo secondo il quale ci sarebbe addirittura una mania collettiva nel nord Italia, ma non fornisce alcun dato che confermi quest'affermazione, basata a quanto pare esclusivamente sul fatto che se ne parla molto in Google. E' vero che usare l'olio di colza al posto del carburante diesel configura una truffa ai danni dello stato per mancato pagamento delle accise che gravano su tutti i carburanti, ma l'idea di base dell'appello, ossia che si possa impunemente mescolare al diesel l'olio di colza venduto nei supermercati, è falsa a detta degli esperti del settore. Infatti l'olio di colza è sì un ingrediente del cosiddetto biodiesel (ossia del carburante diesel ottenuto da fonti vegetali, che è valido, sperimentato e utilizzabile in molte automobili già appositamente predisposte), ma l'olio in commercio non ha subito i trattamenti chimici necessari, per cui produce residui che a lungo andare danneggiano il motore. Inoltre non è noto l'effetto inquinante del bruciare olio da cucina in un motore; la teoria esposta nell'appello ("il bilancio chimico di una pianta è nullo") non tiene conto di questo fatto e da un punto di vista scientifico fa acqua da tutte le parti. Per esempio, l'olio di colza da supermercato contiene ancora glicerina, che invece nell'olio di colza per biodiesel è stato rimossa. Inoltre il biodiesel è una preparazione chimica dalle caratteristiche ben precise, definite dalla norma europea EN14214, non una miscela fatta a mano e a occhio di carburante diesel prelevato dalla pompa e di olio del supermercato. E i motori diesel compatibili sono calibrati e strutturati per usare quella miscela precisa e nient'altro: usare una miscela diversa, specialmente in motori particolarmente esasperati, è un'incognita. Quattroruote ha pubblicato un articolo che riassume bene la situazione: "Chi pensa di essere furbo risparmiando poche centinaia di euro all'anno andando a comperare l'olio di semi alimentare al supermercato per fare il pieno all'auto diesel dell'ultima generazione rischia di spendere poi migliaia di euro in riparazioni". La ragione è semplice: "Se si usa l'olio di semi in un moderno diesel si provocano, presto o tardi, danni molto costosi da riparare all'impianto iniezione (pompa e iniettori) e al motore: per risparmiare un centinaio di euro si provocano danni per migliaia di euro". Anche se Quattroruote è possibilista sull'uso "nei semplici, lenti e pesanti motori diesel di trent'anni o quarant'anni fa", ricorda che "L'olio di semi alimentare lascia dannosi depositi carboniosi, morchie e gomme negli iniettori e nella camera di combustione. Non è un olio pensato per resistere alle temperature che si trovano all'interno del motore." In altre parole, ficcare l'olio da cucina in una macchina diesel moderna è un suicidio graduale praticamente garantito; ficcarlo in un'auto diesel vecchia è comunque un rischio. Ve la sentite di rischiare di rovinare la vostra auto per risparmiare qualche centinaio di euro? Oltretutto, secondo le testimonianze messe in Rete da alcuni sperimentatori dilettanti, "la macchina puzza di fritto da fare schifo". Volete davvero risparmiare sul carburante? Imparate a usare meglio l'auto. Lasciatela a casa e fatevi una passeggiata, quando andate a comperare il giornale; usate i mezzi pubblici o mettetevi d'accordo con i colleghi per condividere l'auto a turno; guidate in modo meno aggressivo e più fluido; andate più piano (spesso basta uscire di casa dieci minuti prima per non dover correre); comprate un'auto più piccola e moderna, che consuma meno; e non lasciate acceso il motore inutilmente quando vi fermate. E' questione di buon senso. Aggiornamento (12/4/2005).Moltissimi lettori, come noterete nei commenti, hanno segnalato le esperienze di Jacopo Fo sull'argomento, per cui mi sembra doveroso chiarire che ne ero a conoscenza; non le ho citate perché più che altro giustamente incentrate sul biodiesel, cosa seria e ben diversa dall'olio di colza dell'hard discount aggiunto e dosato a mano. Fo, comunque, sostiene che si può aggiungere una percentuale di olio di colza alimentare, ma anche che "sembra inoltre che a lungo andare l'olio di colza lasci dei depositi e quindi si rende necessaria una pulizia periodica del motore". E aggiunge: "Attenzione anche a un'altra cosa: non si deve utilizzare olio di colza puro, ma un olio raffinato, privato della glicerina". Ma, come dicevo, l'olio di colza del supermercato non è privato della glicerina. Fo ha anche partecipato a un interessantissimo dibattito a Radio 24, ascoltabile in streaming (RealPlayer) e anche scaricabile, insieme con Mario Renna (vice presidente di Assobiodiesel), Mauro Tedeschini (direttore di Quattroruote) ed Enrico De Vita (responsabile del settore auto per il movimento dei consumatori), tutti contrari al cocktail fai-da-te. Il programma segnala l'esperienza tedesca con l'olio di colza (incentivata addirittura dal governo tedesco, ma fallita), nota che il diesel già ora in vendita contiene una percentuale di oli vegetali e sottolinea che questo tipo di esperimenti invalida la garanzia sull'auto e quindi può costare assai caro. Secondo informazioni fornite da un chimico del settore, invece, l'additivazione (non la completa sostituzione) di olio di colza e/o di girasole funziona da anni e un motore diesel aspirato funziona persino meglio: l'olio ha maggiore potere lubrificante e persino detergente. Nei turbodiesel si possono invece avere problemi. Le percentuali di olio di semi da non superare sarebbero approssimativamente il 10% in inverno e il 30% in estate. Sembra insomma che anche secondo i fautori dell'innocuità dell'olio di colza come carburante non si possa rimpiazzare completamente il gasolio della pompa, per cui il risparmio possibile finisce per essere modesto rispetto al rischio di danneggiare seriamente il motore. Infine, un lettore segnala la probabile origine di questo appello: un blog di un utente che si fa chiamare Uriel e risale al 14 marzo 2005. Disclaimer Il sito www.viveremeglio.org, si pone come tramite tra gli autori degli articoli e i suoi lettori, ma non si assume alcuna responsabilità per danni a cose o persone derivati da quanto esposto in questa pagina web. |
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