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APPROFONDIMENTO DI ESOTERISMOSOMMARIONISARGADATTA MAHARAJ, "IO SONO QUELLO""Quelli che hanno, possono dare. E di tali donatori ce n'è molti. Il mondo stesso è il dono supremo, tenuto in vita dal sacrificio amorevole. Ma i giusti, che sanno ricevere in umiltà, sono pochissimi! "Chiedi e ti sarà dato" è la legge eterna". Hai appreso tante parole, ne hai dette altrettante. Conosci tutto ma non te stesso, poichè il sé non si conosce a parole: solo l'intuizione diretta lo rivela. Guarda, cerca dentro". IL METODO DEL VIRUSPer entrare in una cellula e svuotarla del suo bene "interiore", nutrirsene e quindi farla morire, il virus deve dare "segnali di compatibilità". La membrana cellulare, preposta a dividere e proteggere la vita cellulare dal mondo esteriore, chiede al nuovo arrivato - che potrebbe essere un simbionte, ovvero un'entità con la quale fare un libero scambio vitale utile ad entrambi (come nel caso dello spermatozoo con l'ovulo), oppure un qualunque altro elemento nutritivo - questa membrana chiede una "parola di passo" chimica. "Parola di passo" è un termine massonico, mentre in linguaggio telematico potremmo chiamarla "password"; con essa si riconosce un amico da un nemico. Il virus ha appunto la capacità mimetica di produrre segnali compatibili: è in possesso illecito di una password che gli permette di entrare in un mondo che non è il suo. Una volta entrato la "maschera" non gli serve più, e fa i suoi comodi con il consenso dell'ambiente. In politica, e comunque nel mondo dei rapporti sociali, vediamo lo stesso fenomeno: una volta che uno diviene un maestro, o guru che dir si voglia, può indirizzare le menti e le volontà dei subordinati a fare il contrario dei programmi iniziali, purché lo faccia gradualmente. Come si può fare per uccidere una mosca con una semplice pressione del dito avvicinandosi lentamente lentamente. Un caso recente è quello di Mussolini e di Hitler che sono nati socialisti per distruggere il socialismo. Il fenomeno del mimetismo investe tutti i regni di natura. lo vediamo nel regno minerale, ad esempio gli isotopi, e lo vediamo senza bisogno che li illustri nel mondo vegetale ed in quello animale. Nel regno umano la sua definizione morale è "ipocrisia". Per questo è importante, affinché il processo psichico da involutivo diventi evolutivo, per la crescita spirituale insomma, che il neofita sviluppi in sé la facoltà del discernimento. Le anime al loro primo apparire sul piano fisico hanno il dono della "santa ingenuità", che i malvagi esperti deridono e la definiscono "stupida dabbenaggine, imbelle credulità", e se ne approfittano. Questa ingenuità deriva dal fatto che l'anima vive ancora nella verità. Non ha imparato che al mondo possono esistere esseri che dicono una cosa e ne pensano un'altra, che possono usare una mimica amichevole ed essere invece nemici. Questi uomini, se possiamo chiamarli così, hanno superato e vinto la loro natura animale non sublimandola, ma imprigionandola, svilendo così le sublimi caratteristiche animali (quali l'affetto, la fedeltà, ecc.) e prostituendole per fini egoistici. La schiettezza e spontaneità della vita sono così finite, e tutto declina. L'uomo, questa "perla del creato", si è separato da esso ed oggi ne paga le conseguenze. La "pet terapia" è un metodo per il recupero della sana e genuina vita animale che all'interno di noi è il supporto del nostro vivere. Gli antichi conoscevano il divino valore del regno animale, e per dare forma simbolica ai loro dèi ed alle divine facoltà ne usavano le sembianze. Il primo passo da fare è il recuperare il senso della verità, ovvero, come disse Cristo "tornare bambini". Nel "fanciullino" di pascoliana memoria si vede questo recupero della grazia, della gentilezza e della bellezza della vita che nel bambino, non ancora corrotto dal vivere "civile", sono presenti. "Conoscete la verità, e la verità vi farà liberi". Se uno è prigioniero e non sa di esserlo, come farà infatti a liberarsi? IL PENSIERO STANDARD OVVERO LA FINE DI UNA CIVILTÀOgni civiltà (come - analogicamente parlando - ogni individuo) ha il suo punto di forza che fatalmente contiene il suo opposto polare di debolezza. Questo "punto" (e proprio perché "punto" è estremamente forte) è ciò che la caratterizza di più, che la rende storicamente riconoscibile ed unica. Prendiamo ad esempio la nostra civiltà occidentale, che è stata informata dal principio dell'amore: raramente si è vista una civiltà così aggressiva e competitiva. Amore e competizione: due principii opposti che l'hanno creata e che la faranno perire. Un impasto esplosivo che però ha avuto il potere di creare quel progresso scientifico che ben conosciamo, e che sarà molto utile alle generazioni future che stabiliranno il principio della collaborazione di gruppo in un mondo in cui la fatica del lavoro sarà scomparsa, anche grazie alle nuove fonti di energia illimitata ed a basso prezzo che presto saranno scoperte. Ogni gruppo, ogni individuo, ogni nazione, trae la sua forza dal "pensiero unico", privo di dubbi. Il dubbio è micidiale per la forza, perché la disperde in mille rivoli. Il fanatico è molto forte: le sue energie sono dirette su una rotaia monotematica, e prima o poi le energie accumulate non produrranno più "lavoro", ma saranno inevitabilmente esplosive, come la benzina che non viene fatta lavorare in un cilindro. Dubbio=Debolezza. Uccidete il dubbio e sarete forti. Ma diventerete stolti e ciechi, perché il dubbio è la madre della sapienza, ed il padre del nuovo che avanza. È insomma la fonte del progresso.La "certezza", insomma, è forza, ma è anche cristallizzazione, e quindi fonte di rottura. La certezza è anche la madre della specializzazione portata all'eccesso: sono scomparsi i dinosauri, enormi macchine unghiute e dentute distrutte dai duttili topolini, sono scomparsi gli scienziati materialisti del secolo scorso. L'universo, grazie ad Einstein - il piccolo topolino ebreo - è diventato relativo, ed ora tutto è possibile. Un saggio cammina sulla corda: ama il certo ma rispetta il dubbio. Ha in particolare attenzione il debole e l'umile, perché lì sono celati i semi del futuro, nel quale "gli ultimi saranno i primi". Egli rispetta soprattutto il folle, il "Matto" del tarocco, che distrugge i cicli e li rinnova. Il mistero dei numeri è celato nel numero zero che egli rappresenta. Stiamo attenti al movimento "New Age", che non è altro che il vecchio unto e bisunto mascherato del nuovo. Tranne poche eccezioni. MESSAGGIO D'AMORECammini lungo una strada alberata; ti inoltri in un sentiero poco battuto; quasi ti perdi. Un prato soleggiato all'improvviso. Il sorriso beato di un fiore ti occhieggia per un attimo, poi, ritorna a sognare. Ti perdi nel suo incanto e, finalmente, per un attimo, dimentichi te tesso e ti perdi nella bellezza senza nome. E sogni mondi su mondi, universi su universi: senza nome; e per un attimo sei Colui che ha ognato quel fiore per parlare con te, chiuso nella dura conchiglia della vita tua senza luce: una conchiglia in fondo al mare che sogna di are una passeggiata nei prati di Dio. L'Ego è visto dagli occultisti teosofi come un fiore d'energia a forma di loto che galleggia sulle acque della mente universale. Esso affonda e radici nella melma informe del Caos primordiale, pervasa di passioni innominabili. Però apre l'animo suo al sole che lo sovrasta; e così si nutre di sole e di terra insieme. Quando si apre alla comprensione - dopo che tanto amoroso calore divino ha sollecitato i suoi petali - profuma di sè il creato e fa sorridere di gioia chi gli passeggia accanto, nel mondo delle anime. Il fiore dell'Ego è il dono che Padre Spirito fa alla madre Materia quando la chiede in sposa. E tutto ritorna Uno grazie ad esso, l'Ermafrodita Divino. GLI ISTINTIPostulato: "La sanità degli istinti è uno dei presupposti fondamentali per accedere all’iniziazione". L’uomo, il quarto regno di natura, riassume in sé gli altri tre regni: minerale, vegetale e animale. Questa triade, che corrisponde analogicamente alla triade dell’anima (Atma, Buddhi e Manas), si ripropone in ogni regno, e cioè abbiamo ad esempio nel minerale l’aspetto puramente minerale, quello vegetale e quello animale. L’aspetto vegetale lo osserviamo ad esempio nella formazione e nella struttura dei cristalli. Tutte le triadi possibili sono la riproposizione di tre aspetti fondamentali che provengono direttamente dalla Trinità divina, e che gli indù chiamano tamas (inerzia), raja (attività) e sattva (ritmo). Questi aspetti, visti nel mondo della psiche, possono essere chiamati: stupidità, intelligenza, saggezza. La triade divina come è noto è definita come : volontà, amore-saggezza e intelligenza creativa: ovvero "il potere creativo dell’amore", per esprimerlo sinteticamente. Se vogliamo fare un altro esempio, negli "umori" della psiche abbiamo : malinconia (minerale), euforia (animale) e tono (vegetale). Vediamo infatti come il contatto con il mondo vegetale infonde placida serenità, mentre con quello animale suscita il fuoco dell’affettività (il suo contrario è l’aggressività - è infatti nel mondo animale che si esprime pienamente il principio di dualità/conflittualità nel suo aspetto psicologico). Il quarto regno, quello umano, ha la funzione di mediatore tra la triade materiale e quella spirituale. Da qui l’opportunità ma anche il punto di crisi dal punto di vista evolutivo. Anche nel sistema fisiologico ritroviamo questi temi : sistema linfatico, sistema neurovegetativo e sistema nervoso propriamente detto. L’uomo, per essere iniziato, deve essere un animale sano, ovvero di sani istinti (più che di salute fisica, anch’essa importante per ovvi motivi). Il mondo antico conosceva tutto ciò, ed infatti le culture "“primitive" rappresentavano gli dèi in maniera polimorfa, o addirittura schiettamente animale. Essi raffiguravano con i vari tipi di animali non solo le grandi potenze divine, ma anche le facoltà e le qualità umane, poiché nel mondo animale - in base alla legge delle corrispondenze prima accennate - troviamo caratteristiche somatiche e istintuali che sono analogiche a quelle psichiche. Ancor oggi usiamo questi simboli ; due per fare un esempio : l’asino, simbolo di stupidità e testardaggine (Seth, che uccise il fratello Osiride per invidia, venne rappresentato con la testa d’asino, talora di sciacallo per raffigurare l’astuzia e la perfidia ; ovvero la personalità che tradisce e aggredisce la propria anima perché in preda dell’animalità) ; un altro esempio il porco, simbolo di uomo avido ed egoista. La scimmia, il "primate", cioè il primo tra gli animali e cioè il più evoluto di questo regno (come l’albero lo è per il regno animale, spesso usato per raffigurare Dio), aveva il prototipo divino in Hapi, il quale veniva raffigurato addirittura come insegnante di Thot, il dio della scrittura e dei misteri. Anche nel Mahabharata, il poema epico indù, vediamo il dio scimmia che aiuta Rama nella battaglia, simbolo che ci riporta al tema dell’iniziazione. Il babbuino in Egitto veniva raffigurato con le braccia alzate per salutare il sole, simbolo dell’accoglienza della personalità verso il mondo dell’anima. Anubi, colui che pesa le anime e guida i morti/candidati nell’aldilà, è raffigurato con la testa di cane, simbolo di fedeltà, coraggio. Anche di guardiano e tutore. Quando all’animale umano venne data la scintilla della mente, si aprì il punto di crisi che permette al quarto regno di accedere al quinto, il mondo delle anime. La mente, innestata nell’animale, dette però anche il pericolo di cadere nel mondo demoniaco, la cosiddetta e malfamata "ottava sfera", che si trova sotto il nostro settemplice piano. Le anime demoniache vengono anch’esse raffigurate con simboli bestiali, ma in questo caso non è più simbolo, ma realtà concreta. O prevale la ragione sugli istinti oppure la mente diventa schiava dell’animalità. Se oggi ci guardiamo attorno, vediamo che in genere l’uomo non è più sano, e proprio perché il lato istintuale della sua natura è stato corrotto a causa degli abusi. Quindi : recuperare la salute mediante la purificazione fisica e mentale è il requisito per essere iniziati. Del resto è anche vero che l’iniziazione stessa permette questo recupero. Studio, meditazione, servizio amorevole verso la comunità fanno di un uomo un dio. FILTRI E PARAOCCHIQui naturalmente andiamo a parlare di quelli psichici e psicologici. Cominciamo con un esempio semplice tra tanti per capirne la natura: stiamo cercando un oggetto, dopo averlo debitamente memorizzato nella nostra facoltà immaginativa, tra tanti altri che abbiamo davanti, e lo troviamo in un batter d'occhio. Cosa è successo? E' stato creato automaticamente e con modalità subconscia un filtro che ha escluso tutti gli oggetti tranne uno, che viene immediatamente proposto all'attenzione conscia. Oppure uno analogo (e anche qui entra in azione un meccanismo molto importante che ha fantastiche facoltà di connettere certi fatti che possono dare alla mente ampi spazi unusuali di ricerca). I filtri sono fatti così, e sono di diverso genere, dai più semplici ai più complessi ed elaborati. I filtri che abbiamo in dotazione già dalla nascita, nel cervello per così dire "vergine" (ma che lo è solo nel suo aspetto più materiale, quello collegato con il sistema di percezione del mondo esteriore mediante i sensi), sono connessi a quello che viene chiamato "Karma". Questi filtri sono "colorati" in base alle "pieghe" del carattere creato nei millenni dalla razza o dall'individuo stesso, carattere composto da sensibilità, tendenze, impulsi, ecc.; essi sono inoltre colorati dalle caratteristiche psicofisiche organiche, anch'esse però in gran parte abbozzate dal karma. e create dallo spirito della razza. Tra tante persone, o ambienti, che risultano indifferenti alla nostra sensibilità quando li percepiamo, solo alcuni ci colpiscono per l'attrazione o la repulsione che causano in noi (per altri le stesse cose e persone potrebbero risultare indifferenti o irrilevanti). Questa attrazione/repulsione inevitabilmente provoca in noi un qualche tipo di reazione che spesso si traduce in fatti, creando così altro karma, positivo o negativo che sia; o neutro nel caso di personalità avanzate che agiscono con distacco secondo codici particolari. Si possono così formare ulteriori filtri o abbattere quelli inutili o dannosi. Questo fatto causa involuzione dello spirito o evoluzione. Filtri che inclinano al basso, verso l'animalità e la materia, oppure filtri che escludono il basso e aprono nuovi orizzonti e nuovi contatti vivificanti. Un buon esercizio praticato dagli yogi (ma che non serve per escludere karma ma per aprire la mente a nuove impressioni) è quello di far camminare l'allievo in una stanza piena di oggetti e di persone che non ha mai visto prima. In seguito gli si chiede di descrivere ciò che ha visto. L'allievo, convinto nella coscienza di veglia di aver visto tutto, si accorge di quanto poca traccia sia rimasto di ciò che ha visto. I filtri gli hanno precluso gran parte dell'ambiente, anche se nel subcosciente tutto è rimasto, ma inutilizzato. Nell'ipnosi ciò è stato certificato. Questi fatti detti di gran carriera, ci possono far intuire come opera la scienza misteriosa del karma, e come nella vita ben poco un individuo sia veramente libero. Ne consegue anche che più filtri vengono tolti maggiore è la libertà. Altra cosa sono i "paraocchi", che sono creati dalla società, dall'ambiente, dalla tradizione, dalle persone che abbiamo amato (perchè l'amore incauto può aprire porte che avrebbero dovuto restare chiuse). C'è una quantità enorme di paraocchi già ben confezionati e che fanno parte di quello chi viene chiamato "Il Guardiano della Soglia" (è utile leggere a questo proposito il libro di Alice Ann Bailey dal titolo L'illusione quale problema mondiale, edizioni Lucis). Tutto l'insieme di questi paraocchi messi a noi poveri asini, potrebbero essere riassunti in una parola unica: "Pregiudizio". Ed il pregiudizio funziona per parole chiave, ad esempio: ebreo, musulmano, negro, poveraccio, forestiero, ecc, ecc. Con questa parola, come ad esempio con la luce rossa che non fa vedere il colore verde, tutto diventa semplice; non occorre faticare la mente: o tutto buono o tutto cattivo. Come dice Tolkien di Bilbo ne Il signore degli anelli, e cioè che era un "apritore d'occhi", così S. Paolo (al secolo il Maestro Hilarion) ci dice cosa dobbiamo fare per diventare come lui: "Esaminate tutto e ritenete il meglio". Questo è il "filtro" supremo che distrugge tutti gli altri filtri. MEDITAZIONE PERIPATETICALa manifestazione, nella quale "viviamo, ci muoviamo e siamo" (S.Paolo), è il corpo di Dio, del nostro Logos planetario, che è chiamato anche "l'Iniziatore", il Sommo Jerofante. Viene detto nel "Trattato del Fuoco Cosmico" di A.A.Bailey: "Nel loro aggregato in tutti i regni della natura, in questo pianeta ed altrove, [i Pitri solari e lunari] danno al Logos planetario ed al Logos solare la totalità della coscienza della forma dei loro rispettivi corpi. Avviene così in ogni schema del sistema, ma nella catena terrestre l'insuccesso planetario coincidente con la catena lunare (il Logos lunare viene chiamato anche "il Pazzo Divino", e giustamente alcuni vengono chiamati...lunatici) produsse una condizione particolare...". In pratica, la manifestazione in cui siamo coinvolti è in gran parte subconscia per Lui, e quindi fuori del Suo controllo diretto. Significa quindi che molte entità e forze sono non solo fuori del Suo controllo, ma lottano contro di lui ed impediscono con tutti i mezzi che gli uomini possano realizzarsi e fondersi con la corrente della vita di Dio, cioè di entrare a far parte di Lui. Tutto è però sotto controllo; bisogna solo avere pazienza. E collaborare con Lui per il trionfo finale ed inevitabile del bene. Sta quindi a noi, che siamo occultamente chiamati "i prigionieri del pianeta" tirare giù il Padre nostro che sta in croce; tanto per usare il linguaggio simbolico cristiano. Siccome tutto ciò che è tangibile e visibile: rocce, alberi, animali, esseri umani nel loro aspetto fisico, sono l'espressione diretta e direttamente collegabile al Logos (non dimentichiamo che Atma, la volontà spirituale, ha come controparte diretta il fisico denso, così come Buddhi ha il corpo astrale e Manas la mente concreta), avviene che meditando su questa realtà "oggettiva", cogliendo in essa la sublime architettura e bellezza, ci colleghiamo direttamente con Lui, con Dio. Ma c'è un ma... Siccome questa possibile visione è offuscata dai filtri e dai paraocchi che abbiamo (illusioni ed annebbiamenti), questa realtà ci è preclusa. Ciò che ci pare tanto noto, in effetti è la cosa che meno conosciamo, poichè siamo focalizzati sul piano astrale dove l'umanità ne combina di tutti i colori. Noi viviamo per quasi tutta la vita come rinchiusi in una sfera, in una sfera di rapporti umani fatta di uomini che si sono scollegati dalla natura; rapporti che ci condizionano mediante flussi di materia eterica corrotta. Come fare, allora, per liberarsi da tanti legami indesiderabili? Semplice, bisogna dimenticare sè stessi. Vivere la propria vita come anima e non come personalità. Ma ottenere ciò non è però semplice: c'è tutta una via iniziatica da seguire. C'è poi un altro problema: l'uomo normalmente proietta sulle cose la propria astralità corrotta e le intride con i suoi umori. Chi studia radioestesia conosce bene queste cose. Avviene quindi che meditando su qualcosa, invece di ricevere la luce di Dio ci saltano addosso i demoni degli uomini. Praticare quindi la meditazione "passeggiando", può diventare più una via di sacrificio che una via di gioia, e pochi possono permetterselo, solo quelli "equipaggiati" per ciò. Ma si trovano luoghi puri, o protetti, questo è possibile. I giardini Zen fanno parte di questa seconda categoria, quella dei luoghi protetti. Per esperienza personale posso aggiungere che se uno fa tanto da vivere la vita divina nelle cose, immette sì in essa forze vitali prodigiosamente gioiose, ma immediatamente attira i corpi vitali degli uomini che sono in perenne ricerca di prana e quindi ben presto questi luoghi diventano affollati e tutto ritorna come prima: desolato e pieno di parassiti astrali. Non è per altro motivo che tanti santi Yogi si sono ritirati sulle impervie cime dell'Himalaya. Ma perchè non cominciamo in piccolo qualcosa di fattibile? Se si dispone di una stanza in cui solo tu puoi entrare, hai a disposizione tutto un microcosmo su cui meditare, magari una piantina di geranio che aspetta tutto il tuo amore... Siamo ridotti male, è vero, ma vinceremo se avremo costanza nel purificarci dalle passioni. Nessun demonio può entrare in te se sei puro. "Bisogna cominciare sviluppando in sè l'attività ed il dinamismo; poi ci si potrà permettere di esplorare senza rischi i campi della passività, della medianità, della chiaroveggenza, perchè allora si sarà protetti. Ma abbandonarsi così al vuoto, immaginando che verrà lo Spirito Santo... Qualcuno verrà certamente, ma non è del tutto certo che sia lo Spirito Santo! Se prima non avrete fatto un lavoro intenso di purificazione interiore, come volete che lo Spirito Santo venga a dimorare in voi? Lo Spirito Santo non va in una palude. Saranno le entità inferiori a raggiungervi, perchè esse vengono attirate da quel cibo che è disponibile sotto forma di voglie e di passioni, ma non certo lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo potrà venire, ma dopo una lunga, profonda e sincera purificazione e, quando verrà, riceverete l'illuminazione" (Omraam Mikhael Aivanhov). |
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