Sapienza antica o Esoterismo
Approfondimento
Sommario articoli
di Dario Atena

Sommario articoli
di Esoterismo

Sommario del sito

APPROFONDIMENTO DI ESOTERISMO

SOMMARIO



LA SFERA MAGICA INTERMEDIA

Parlare di questo "luogo" fantastico e definirlo è impresa praticamente impossibile. Proviamo ad accennare qualcosa, perché è luogo di vita più che di mente, e quindi di discorso.

Potremmo definirla in modo ambiguo in parte luogo di sintesi ed in parte luogo di cause. È come una lavagna su cui è disegnato un determinato paesaggio che cambia di momento in momento, all’apparenza strano e insensato, benchè con tutte le caratteristiche delle cose che ci circondano normalmente, come le vediamo con i nostri occhi fisici, con oggetti ben definiti anche se spesso all’apparenza strampalati o deformi. Indica la somma algebrica della vita quale si svolge su due sfere diverse, quella dell’anima (solare) e quella che conosciamo (lunare). Su questa lavagna si disegna, si cancella, si ridisegna, come a scuola. La scuola, o meglio quello che è l’asilo infantile dei Figli di Dio. La maestra è mamma Iside, la grande maga, che aiuta i figli a ritrovare sé stessi e la loro casa perduta.

Ora, la mente astuta della macchina/uomo pensa subito di cercare di approfondire questi concetti, di scavare nel misterioso per disegnare sulla lavagna qualche paesaggio che le faccia comodo, per diventare il padrone del mondo. Illusione! Certo, qualcosa si può fare, dei danni si possono combinare, ma alla lunga il gioco non regge ed i conti non tornano, ed allora bisogna ripetere la classe. Nella scuola della vita sono altre le cose che bisogna imparare, altro che costruire palazzi ed imperi!

Esistono due ordini di creazione ben distinti, ognuno dei quali è triadico. Due sfere distinte che devono diventare una sfera sola. Esse sono collegate dal corpo causale, chiamato anche "Veste dell’anima", un po’ come il grembiulino dei bambini all’asilo, sul quale macchie colorate e fango denunciano i loro giochi, pericolosissimi giochi. Perché i figli di Dio sono "tosti", e la loro intelligenza cresce a colpi di libro in testa. Letteralmente.

La Veste è il tramite sinergico e sincronico tra le sfere e le loro sottosfere, mondi altrimenti chiusi ed impenetrabili. È anche lo strofinaccio che permette la grande realizzazione.

La sfera magica intermedia è reale, di una realtà particolare. Lì, se muovi un oggetto, prima o poi situazioni, energie e forme dei mondi sottostanti cambiano, apparentemente da sé, senza apparente causa.

Ma a cosa serve parlare di queste cose? Così, tanto per parlare, tanto per dire che le cose non sono come sembrano. Così come si parla di "buddismo" o "cristianesimo", che non sono quello che sembrano.

IL NOCCIOLO E LA BUCCIA

Possiamo, per comodità, descrivere il nostro essere come composto da due parti : l'anima e la personalità. Quando l'anima entra per la prima volta nell'incarnazione ed assume un veicolo (composto da corpo fisico, eterico, astrale e mentale), si forma una specie di "io" riflesso, chiamato dagli antichi pensatori "ombra" del vero Ego.

È una sorta di schizofrenia divina e, per un fenomeno automatico di identificazione, l'Ego dimentica il suo vero stato e crede di essere ciò che cade sotto il suo esame oggettivo. È un fenomeno dovuto alla mente, la quale essa stessa, dimentica di essere solo uno strumento, crede di essere un dio, il solo e vero dio.

Gli gnostici hanno fatto un lungo elenco di dèi formatisi per successive emanazioni nelle "sfere" o mondi creati dall'attività primordiale, ognuno dei quali ritiene di essere il solo, vero, unico ed originale "sole centrale".

È un lungo discorso che qui è fuori sede. Ogni uomo, come microcosmo, ripropone lo stesso schema per cui, alla fine, la personalità, l'ombra, dopo aver dimenticato la sua origine, crede di essere l'unico centro della manifestazione. Da qui il conflitto originale tra l'aspetto oggettivo e quello soggettivo. Tutto ciò che rientra nella sfera del proprio corpo fisico è ritenuto soggettivo, tutto ciò che con i sensi percepisce come mondo esterno è invece oggettivo, e quindi deve, secondo la personalità, essere subordinato. Da qui il conflitto dentro la mente stessa.

La mente, che per sua natura è "super partes" riguardo alla totalità delle informazioni che sono nella sua "banca dati", si identifica con una serie parziale di dati che chiama "io" contrapposta ad un'altra serie che chiama "non-io". Il conflitto in pratica, prima di diventare "esterno", tra un uomo e l'ambiente che lo circonda, è interiore.

Durante la sua peregrinazione terrena (voluta da Dio per la sua formazione) l'anima contravviene alla Legge. Ciò provoca reazioni ambientali che finiscono per incatenare il suo veicolo di comunicazione energetica chiamato "corpo causale", o anche "veste". Sono catene reali, catene eteriche che imprigionano un veicolo pure eterico. Tutto ciò fa sì che l'anima non possa più controllare perfettamente i veicoli della personalità con conseguenti limitazioni, disturbi e malattie di vario genere.

La mente non controlla più perfettamente il cervello fisico che diventa preda di desideri e passioni di livello animale, e comincia a "ribollire" idee ed ideologie astruse e perniciose.

Quando l'anima ha raggiunto il punto più basso della sua incarnazione e della sua miseria è giunto il momento della risalita. Essa, comincia a cercare di liberarsi. Cerca di agire sui suoi veicoli in base alle forze e le cognizioni che sono nella sua possibilità di utilizzo, ma ciò non basta. È necessario, ma non basta. Essa agisce sulla buccia del suo essere, ma non può agire sulla propria essenza, il nocciolo, perché esso è stato imprigionato e posto fuori della sua portata a causa del suo mal agire nei confronti della legge, del mondo e degli altri. Solo Dio può liberarla, Dio per mezzo della Sua Santa Gerarchia composta da santi e da angeli (per usare una terminologia cristiana).

Mediante un percorso iniziatico chiamato "omeopatia karmica", egli viene curato mediante un sapiente dosaggio di male, ed il processo, simile alla cura omeopatica normale conosciuta, avviene "a ritroso".

All'anima sofferente ed itinerante, il "destino" vengono proposti ambienti e scelte obbligate, durante le quali essa riconosce i suoi errori e paga i suoi debiti. Ogni reale riconoscimento degli errori inscritti nel suo subconscio, ogni sostanziale mutamento di visuale rispetto alla vita, fanno sì che le catene relative vengano tolte.

Così, a poco a poco, mentre i suoi sforzi coscienti lo portano su una via positiva di amore e di comprensione, il suo "nocciolo" viene liberato, ed essa ritorna quale era prima di incarnarsi, con la differenza che ora un'anima vivente cammina sulla terra. Ora l'anima può divenire un collaboratore cosciente del piano divino ed un dio vivente essa stessa. L'aspetto soggettivo dell'essere ha conquistato l'aspetto oggettivo, per formare quello che gli antichi chiamavano "l'Androgino divino".

Nota di redazione: In seguito allegheremo una immagine tratta dal "Mutus liber" che... parla da sola.

LA TRAGEDIA UMANA

Helena Petrovna Blavatsky nella sua Dottrina Segreta descrive l'Ego (Io o Sè superiore) "come un pilastro di luce. Dopo aver scelto il suo veicolo (corpo) si espande, circondando l'animale umano con un'aura akashica, col Principio Divino inserito nella forma umana".

L'akasha è un'essenza sottile, la sostanza primordiale "spirituale". L'akasha è l'agente indispensabile in ogni operazione magica, ed il detto del Maestro Massone "conosco l'Acacia", in forma velata vuol dire proprio questo: "sono diventato un mago". Nel senso che gli antichi persiani davano al termine "mago", cioè di iniziato che lavora occultamente per fare il bene utilizzando energie e forze divine.

Nel mito babilonese di Ishtar (affine alla egiziana Iside), vediamo questa dea (che rappresenta teosoficamente l'Ego, o Anima) discendere per curiosità la scalinata che conduce all'Inferno, cioè agli Inferi o Piano inferiore dell'esistenza materiale e dell'essere limitato (piano in cui ci troviamo mentre io scrivo e tu leggi in questo momento).

Man mano che discende, le vengono tolte le insegne e le prerogative divine, e cioè in ordine: la corona, la collana e la cintura. In ultimo le viene tolta la veste (la colonna di luce di cui prima), e le 60 malattie (numero che sta per "illimitato") la assalgono fino a farla diventare pazza.

In pratica, la sua mente superiore, divina ed astratta, non ha più collegamento con la mente "intellettuale e logica" del cervello fisico umano. Si ha ciò che, parafrasando Camilleri, può essere un "intelligentissimo cretino". Un uomo di spicco di questa nostra onorata società: un professore universitario, un opinionista, un politico, ecc. (non in tutti i casi, naturalmente).

C'è poi nel mito un lungo percorso iniziatico che libera Ishtar dall'influsso della Regina degli inferi (la luna che rende "lunatici"), e ciò avviene mediante l'aiuto di un personaggio affine all'Hermes egizio e greco.

In termini cristiani potremmo chiamare questo percorso "la via crucis", ovvero: martirio, crocifissione, morte e resurrezione". Come del resto accade per l'Osiride egizio e per il frigio (turco)/romano Attis, aiutato nella resurrezione da Cibele/Iside. Questa è la strada che ognuno di noi percorre durante le sue 777 incarnazioni.

Quale è il metodo "scientifico" che la vita misteriosamente applica per rendere fattibile tutto ciò? Come viene "strappata" la veste che fa decadere un dio e lo rende un misero e limitato uomo? Avviene mediante certe "scariche" emesse dall'odio. Sono vere e proprie spine, lame e catene, fatte di materiale eterico denso, molto vicino nella scala vibratoria alla materia che percepiamo con i sensi fisici, ed invisibile ad essi, ma percepibile talora mediante la sensibilità corporea.

Avete mai provato delle fitte improvvise, o mali di testa di cui i medici non conoscono l'origine? Avete mai provato come degli stiramenti, o qualcosa di simile a slittamenti? O debolezze organiche improvvise, improvvise stanchezze che passano subito, obnubilazioni passeggere delle facoltà pensanti? Ebbene, di questo si tratta. Ed aggiungo: la maggior parte della malattie e la maggior parte delle predisposizioni alle malattie (ove non si tratti di malformazioni genetiche ereditarie) hanno questa causa. L'odio ammala e uccide, l'amore sana e redime.

Un rimedio provvisorio per limitare questo tipo di danni, per arrestare quella che Giuliano Imperatore (nel suo Inno alla Madre degli dèi, indirizzato a sanare la decadenza della religione di Attis) chiama "spinta illimitata verso l'Abisso), è il seguente:

  • Evitare le discussioni.
  • Evitare di offendere o umiliare.
  • Evitare di prevaricare e togliere agli altri ciò che serve loro per vivere in un dignitoso benessere.

Insomma, seguire i 10 Comandamenti.

LA MASCHERA

Nell’espressione divina genuina l’aspetto corrisponde all’essenza, così come nell’espressione naturale materiale. Ad esempio, le manifestazioni istintive animali corrispondono alle motivazioni psichiche: se un cane dimena la coda è contento, se digrigna i denti è arrabbiato. Non può fare altrimenti, mentre l’uomo sì, perché può sorridere ingannevolmente mentre cerca di uccidere. Così come un fiore esprime univocamente nella sua bellezza il sentimento del Creatore. Fanno categoria a parte i fenomeni di mimetismo animale e vegetale, che sono maschere di cui l’individuo particolare non è cosciente. Diciamo che sono la base istintiva della menzogna autocosciente umana, la quale è possibile mediante appositi meccanismi cerebrali innati. Dipende solo dalla libera volontà dell’individuo se usarli o meno, e ciò fa parte della morale (e qui siamo nel mistero più assoluto, scandagliabile ma non definibile).

Esistono precise leggi, direi matematiche, che regolano le forme della bellezza e della bruttezza, non esiste soggettività interpretativa nei fatti estetici, ma precisi canoni innati univoci che dipendono solo dalla maturazione dell’individuo che li giudica. Una forma che sia un fiore o un’opera d’arte, oltre che apparire bella ai sensi, deve contenere forza e significato, deve cioè avere anche anima e spirito, altrimenti è un bellissimo aborto, che può decorare una parete ma non gratificare la vita.

La bellezza dell’anima, se trova piena espressione nella personalità, crea una forma fisica che la rivela in pieno. Chi vede quella bella forma vede anche la bellezza dell’anima che l’ha creata. Non ci sono equivoci. Però, a causa di una "guerra nei cieli tra angeli solari e angeli lunari" (così viene espresso il conflitto con termini arcaici, giusti anche se arcaici) le cose non sono così facili: spesso ad un bel aspetto corrisponde un’essenza corrotta e viceversa. Ma questo è un discorso a parte che concerne in modo particolare i problemi dell’iniziazione, mentre ciò che vogliamo è cogliere un altro aspetto, più ordinario, che viviamo tutti i giorni.

La maschera di cui vogliamo parlare è quella che coinvolge più il "linguaggio del corpo" che l’artificio della mente, che chiamiamo menzogna, e che riguarda il parlato. Basta aprire la televisione, se ci disgusta il vicino di casa o il parente più prossimo, per accorgerci di ciò in modo indolore e piacevole: un bel volto con la sua mimica accattivante, un bel corpo dalle movenze aggraziate o sensuali, una voce suadente che ci vuole rifilare tra il lusco ed il brusco una marca di spaghetti o un "ideale" politico. La comunicazione non avviene a livello intellettuale o razionale, e nemmeno sul piano delle reali necessità, ma fa leva esclusivamente sulla nostra parte istintiva, che ha ancora in sé quella divina ingenuità iniziale per cui se muovi la coda sei buono e se digrigni i denti sei cattivo. O minacci di esserlo.

Oppure ti metti il cappello di un generale o la tiara di un vescovo: l’autorità si vede, non occorre una autorità reale basata sul merito o sulla reale spiritualità. "La magia del vestito" è chiamata, e coloro che non hanno ancora saputo distinguere tra reale e artificiale, tra apparenza e sostanza restano fregati, e vanno a morire sul Carso e sono salvi dopo morti. In nome della promessa di una improbabile felicità rinunciamo alla felicità possibile. Maschere di un tragico carnevale. Ci vuole abilità, ed i figli della dannazione sono molto abili, bisogna riconoscerlo: è il loro unico merito.

Questo separare, questa perversione della comunicazione istintiva ed immediata divina, non è senza effetto. Chi mente, che sia menzogna del parlato o menzogna del corpo, separa sé stesso dalla fonte della salute naturale. Diventa malattia psicosomatica e lentamente, con il passare dei secoli, la bruttezza e la malattia dello spirito corrotto si trasmette al corpo fisico, e l’uomo assume fattezze demoniache, di bruttezza estrema.

Ho visto nel "sogno" due politici: uno aveva una maschera bianca ancora intatta che nascondeva la sua oscurità, l’altro aveva una maschera d’oro per nascondere la sua povertà di ideali e di spirito, però alcune zone di questa maschera lasciavano uscire il pus della corruzione interiore. Alla lunga anche le maschere si logorano, e poi, il nulla.

Mentire alla lunga fa male alla salute, perché si crea uno iato tra mente e corpo, e tra corpo e istinto. Il corpo non distingue più tra segnali buoni e cattivi, e alla lunga le cellule stesse sono in imbarazzo tra segnali di ira e di amicizia contemporanei. Il corpo per funzionare bene ha bisogno di certezze e non di ambiguità.

Altra cosa è invece la finzione teatrale che, come giustamente era considerata in antico, ha funzioni catartiche, curative. Tutti sanno che si tratta di finzione, quindi non è menzogna. C’è maschera e maschera insomma: quella di chi ti vuol male e quella di chi ti vuole curare.

"La maschera di Dio è la Natura, e nel suo grande libro troverai la verità". Cosi dicevano in sintesi i Rosa + Croce.

LE PAROLE

Sono composte da cinque vocali ed il resto da consonanti. Le vocali esprimono l’anima mentre le altre il corpo. Perché si scrive e si parla? Per comunicare. Che cosa? Se l’individuo conosce il senso delle parole, senso che è innato dalla nascita ciò che gli viene comunicato per mezzo di esse è un pensiero. Intendiamoci, i pensieri nascono sempre "da dentro", qualunque sia la loro origine, però può darsi che per diversi motivi essi siano solo latenti e quindi possono essere richiamati mediante il linguaggio. E ciò che viene comunicato è solo un percorso di pensiero, non il pensiero stesso. Questa è una regola generale, poiché esiste anche una misteriosa possibilità chiamata "trasmissione del pensiero".

Però accade, a causa delle sconnessioni karmiche che hanno allontanato l’anima dalla personalità, che non tutti conoscono il significato delle parole e non tutti possono accedere da sé al mondo del pensiero e della ragione. Ecco a cosa serve il dialogo. Il dialogo è un mezzo, un impulso vitale che viene donato a chi non è più in grado di pensare da solo e di scorgere una direzione valida.

Le parole però possono essere falsificate o svuotate di senso, così come certi pensieri possono creare solo falsificazioni e deformazioni della verità. Cosa sia la verità la conoscono molto bene coloro che mentono, più dei saggi stessi. È questo il lavoro principale dei malvagi che vogliono tenere l’umanità ignorante e sottomessa.

Ho detto cose che tutti conoscono. O no?

Poi c’è la questione del DNA. Nell’elica della vita, nella quale sono contenute tutte le informazioni per la costruzione del corpo fisico, comprese quelle adibite al linguaggio, ci sono solo quattro "lettere", costituite da quattro diversi atomi. Solo quattro atomi messi in opportuna disposizione stanno alla base della "comunicazione" uomo.

Per una occulta connessione, i pensieri (e conseguenti comportamenti errati) finiscono per imprimere il loro marchio su questo DNA. Sono questi i frutti di un pensiero malvagio: malattia e deformazione. Non in tutti i casi però, perché esistono mali provocati dai pensieri altrui. Ma ciò che si emette prevede un immancabile premio o castigo, mentre non sempre il male riesce a colpire gli innocenti.

Infine, le parole non sono solo suoni nell’atmosfera, ma sono anche veicoli di energie vitali, che possono essere buone o malvage. Oltre ad avere effetti fisici hanno anche effetti psichici, possono sanare oppure fare ammalare. Molto dipende in questo ultimo caso se chi le ascolta dà credito oppure è indifferente a chi le pronuncia o scrive. Se si dà credito ai malvagi si lavora alla propria rovina. Se si dà credito ai buoni oppure si è indifferenti, si lavora per la propria salute oppure si rimane tali e quali si è.

L’uomo stesso, nella sua integrità di corpo, anima e spirito è una parola, una parola pronunciata da Dio con atto creativo. Ma spesso è solamente, a causa della stoltezza di un ego ipertrofico e separativo, una Parola Perduta.


Sommario articoli
di Dario Atena

Sommario articoli
di Esoterismo

Sommario del sito

"www.viveremeglio.org"
Un sito dedicato all'uomo, al suo benessere e al suo destino.