Sapienza antica o Esoterismo
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APPROFONDIMENTO DI ESOTERISMO




IL POTERE

Come giustamente insegna G.I. Gurdijeff, quando noi diamo "considerazione" a qualcosa o a qualcuno, noi deleghiamo uno o più poteri personali (più precisamente della nostra anima) a quel qualcosa o a quel qualcuno, che relativamente al nostro essere o più precisamente al nostro Ego Sum - sono sempre e solo delle immagini. Questa è una cosa importante su cui riflettere.

Nel sistema monadico microcosmico o macrocosmico esiste solo l'Io Sono, che è un centro senza confini, dove, se confini esistono, sono confini che potremmo chiamare illusori, in quanto sono solo rappresentazioni di una realtà, come dire, riflessa; proiezioni e nello stesso tempo percezioni dell Essere. Potremmo dire "il percettore" ed il "percepito", dei quali uno è il polo positivo della vita e l'altro il negativo. Non per niente si dice in Oriente che la manifestazione, ovvero tutto ciò che percepiamo, è la Grande Illusione.

Ma è un discorso difficile ed astruso che può essere analizzato e risolto solo dal singolo essere percipiente, nel silenzio del proprio essere, in quanto le parole, se da una parte indicano una direzione, dall altra possono diventare un inciampo, in quanto esse vi pervengono, in questo stesso istante, dal lato "illusione" rispetto al vostro essere. È un mistero. Uno dei più grandi misteri, e potrete risolverlo solo da voi stessi, e ciò accadrà solo quando sarete stufi di tutto e di tutti.

Se noi deleghiamo i poteri, perdiamo il punto centrale del nostro essere, ci decentriamo e diventiamo dei satelliti.

I poteri sono qualcosa di molto materiale, anche se fatti di materiale "sottile", ed hanno ognuno la sua forma particolare, che al veggente appaiono molto strani, a volte buffi tanto sono inusuali alla nostra normale percezione. Quando li deleghiamo, essi vengono "indossati" per compenetrazione da chi ce li ha tolti. I maghi, soprattutto quelli neri, per operare magie fanno questo e anche altro: si "introducono" nei deva costruttori, si "identificano" in essi e li fanno lavorare per i loro scopi. Non provateci perché la vostra vita potrebbe cambiare in peggio! È importante, ricordatelo sempre, anche se credo che prima o poi ognuno debba "scottarsi" per imparare la lezione, e che quindi questa raccomandazione lascerà il tempo che trova.

Anche il cappello di un Vescovo o di un Generale sono strumenti per togliervi poteri, per decentrarvi, per fare di voi lo zimbello di un altro. Perché date loro considerazione. Non accade così se invece dovete subirli per causa di forza maggiore: vi rimane la vostra libertà interiore, con la sua potenza intatta, che attende paziente il momento giusto: il giorno dell'iradiddio.

Lucifero è uno dei tanti poteri di Dio, che tempo fa fu "indossato" da alcune personalità a cui Dio decise, per scopi salvifici, di dare "credito", di dare "considerazione". A personalità "lunari" cui subito la brama animale spinse a voler essere Dio, ovvero di voler fare del limitato un Assoluto. A spese dell Assoluto. Che arroganza! Che presunzione! Che stupidità!

Ma un giorno come noi, quando ritroveremo la nostra centralità dando alle cose la considerazione che meritano, ritroveremo i nostri poteri intatti, così un giorno Lucifero verrà riassorbito da Dio ed i malvagi resteranno senza potere. È immancabile ed inerente alle Leggi dell'Essere.

D'altronde non dare considerazione a nulla si rischia ancora di più: si diventa un Mago nero e ci si avvia alla disintegrazione finale, alla perdita definitiva dell Ego Sum. Bisogna dare considerazione a ciò che merita considerazione; solo così si ritrova la propria centralità che, guarda caso, è Dio stesso. Mistero!

Per quanto riguarda i pedofili ed i mafiosi il discorso della "considerazione" non basta, in quanto essi ottengono potere mediante la violenza fisica, provocando terrore ed umiliazione, che sono le pietre miliari dell abominio. Pedofili e mafiosi sono la longa manus della Loggia Nera, la Grande Parassita dell umanità. I mafiosi succhiano "prana" solido, ovvero danaro che dà potere; i pedofili succhiano "prana" vitale e spirituale dai bambini per prolungare la loro immonda esistenza. Anche per queste due infami genìe è prevista la distruzione totale.

Oggi, che il ciclo iniziato duemila anni fa con Gesù si sta chiudendo, riproponendo circostanze analoghe e personaggi analoghi, sta avvenendo su grande scala quella che a suo tempo fu chiamata "la strage degli innocenti".

Per fare un altro esempio dei tempi che si chiudono, Eugenio Siragusa che è stato "contattato" dagli extraterrestri, non è altri che l'evangelista Giovanni reincaranto. Vale la pena leggere il libro di Orazio Valenti L'aquila d oro, che viene dato in regalo a chi lo domanda (vedi "nonsoloufo" sul web) e che parla appunto di Eugenio.

Microcosmo = Macrocosmo




DENARO E POTERE

Si potrebbe dire che Dio ha tutto ma non possiede nulla, tutto dona. Ogni uomo ha solo ciò che usa in quel momento, nulla di più. Se ho un miliardo in banca, quanto ne uso in questo momento?: mille lire per prendere un caffè.

Un Rockefeller, un Berlusconi, un Agnelli, quante auto hanno?: solo quella che in quel momento stanno usando: la stessa vecchia carretta con il sedile sdrucito ma comodo che sto usando io, la quale, anche se va piano - Dio volendo - va lontano. Poi, c'è chi va a piedi perché il suo prossimo ne ha tre di macchine, e qui sta il nocciolo del problema sociale. Badate, non sono comunista come lo era Gesù, il capitale è necessario; solo che dovrebbe essere usato per produrre altra ricchezza comune, e non per creare l'orribile binomio lusso/miseria, che tanti lutti procura sia a poveri che a ricchi.

A certi uomini che hanno una determinata malattia interiore (non dico che sia il caso dei summenzionati, ma non dico neanche di no), il destino dona certe capacità personali e certe fortune esteriori che fanno di loro degli uomini ricchi a scopo curativo: devono gonfiarsi interiormente (meglio dire astralmente), e ciò per determinati fini lunghi da spiegare. Gli effetti si vedranno dopo molte incarnazioni e molti dolori, se sono sciocchi e duri di cuore, ma subito se sono furbi.

La furbizia qual'è? È quella di usare il denaro per il bene altrui: per consolare gli afflitti e migliorare il benessere generale. Mantenendo il capitale intatto. Anzi, aumentandolo. Se uno che ha questa particolare malattia usa i soldi per il bene e non per il lusso e la "grandeur", migliora la situazione disastrosa del suo "nocciolo", della sua essenza interiore.

Un uomo così curato, che è diventato ricco interiormente, è contento di ciò che gli serve per vivere e, soprattutto, è felice ed in pace. Ed ha in più - e non è poco - la possibilità di avanzare sulla strada dell'ampliamento della coscienza che fa sì che egli possa possedere tutto l'universo senza nulla avere. Ed essere felice.




EGOISMO =
(STUPIDITÀ + IGNORANZA x ORGOGLIO x PRESUNZIONE)

Mi siedo in poltrona e mi metto a riflettere in modo per me inconsueto. Mi accorgo che sto seduto su una poltrona costruita da altri. Gli abiti che indosso e l'ambiente che mi circonda - cose utili e cose piacevoli -, sono state costruite da altri. Il cibo che mangio, il telefono, l'automobile: tutto, tutto costruito da altri. Tutto ciò che è veramente è mio è il mio corpo che è stato costruito da altri.

Cosa possiedo di veramente mio se non la coscienza di essere? Parlo della coscienza pura e semplice, non l'identificazione, ciò che mi immagino di essere. Quel qualcosa di misterioso, quell' IO SONO che sono e mai riuscirò veramente a conoscere con la mia mente. Come disse padre Pio: "Io sono un mistero a me stesso".

Poi, dopo aver osservato tutto ciò, mi dico e mi chiedo: "Ma poiché ho bisogno di tutto e di tutti, perché non vado d'accordo con gli altri uomini? Non sarebbe meglio avere, sì, tutto quello che mi serve, ma anche vivere in santa pace con gli altri, in armonia, senza preoccupazioni? Avere sempre qualcuno pronto a darti una mano invece di vivere in eterna conflittualità, senza avere qualcuno pronto a criticarti alle spalle ed farti del male? Non si vivrebbe tutti più felici così?

D'accordo, il sistema è quello che è e bisogna pur sopravvivere. Ma, una volta che il rapporto esterno, così stressante, è cessato, perché devo portarmi dentro l'immagine di quell'uomo odioso ed entrare in conflitto con quell'immagine, con quel ricordo? Perché devo far diventare un campo di battaglia la mia mente? Cellula del mio cervello contro cellula del mio cervello (se vogliamo vedere solo il nostro lato fisiologico)? Il contrasto che prima era esteriore ora è diventato interiore. L'inferno/Terra in cui il destino mi ha fatto nascere, deve diventare anche un inferno nel campo del mio proprio essere? Possibile che io sia tanto stupido da farmi del male da solo?".

Detto ciò, comincio a fare un piano di battaglia: per prima cosa tirerò una linea netta di divisione tra mondo esteriore ed interiore; in secundis, riempirò il mio mondo personale di ricordi e immagini piacevoli e lì costruirò la mia magione - meglio se pensi a Dio, perché la casa costruita così è costruita sulla roccia. Come terza cosa, quando dirò a qualcuno "buongiorno", lo dirò augurandoglielo sul serio, e quando dirò "grazie" lo dirò con il cuore. Questo come primo passo, poi, si vedrà.

BUONA VOLONTÀ = FURBIZIA x FELICITÀ




CIÒ CHE CONTA

Osserviamo una cellula, che fa parte dell'organismo che è dotato di quella particolare e misteriosa energia che chiamiamo "vita" (anzi è vero il contrario: è la vita che è dotata dell'organismo che crea suscitandolo dalla materia). Questa cellula è necessaria in quanto tale: deve esistere. Però, per giustificare la sua esistenza deve collaborare, interagire con le altre cellule secondo il programma di quel particolare organismo, altrimenti è inutile se non dannosa.

Osserviamo ora un uomo: è una cellula di quel macro organismo chiamato "umanità", l'Adamo terrestre, fa parte del Corpo del suo Dio che l'ha creato per uno scopo, un programma vitale specifico Suo che non è solo terrestre, ma stellare. Però, se non interagisce nel modo giusto con le altre cellule di questo "programma", se non è inutile è dannoso.

Quando un uomo lavora e non produce disastri o scompensi sociali (eccessivo accumulo di ricchezza o altre magagne che tutti conosciamo), è semplicemente una cellula che dà e che riceve per giustificare la sua esistenza sociale e sopravvivere. Ma la vita di un uomo non è tutta qui, altrimenti da un punto di vista più alto la sua vita sarebbe inutile. Egli può diventare, secondo il programma previsto per lui, un "programmatore" e non limitarsi ad essere un programmato, una macchina vivente.

Per diventare tale, egli deve dare qualcosa di sé agli altri senza aspettare il compenso come fosse una semplice transazione di affari. Deve dare senza pretendere di avere. Facendo così, diventa più vivo, la sua vita "è più abbondante" per citare Gesù. Deve dare perché lo ritiene giusto e non perché gli conviene.

Così, da un punto di vista superiore, l'intera vita di un uomo può essere giustificata ed avere valore magari per un semplice gesto fatto in un momento di generosità, qualsiasi esso sia. 100 anni di vita possono avere valore magari solo per 20 secondi spesi per fare del bene a qualcuno senza attendere compenso, magari anonimamente.

Questo è l'amore. Non il sentimentalismo o le grandi emozioni, ma il fare qualcosa di utile agli altri senza mire di compenso; perché è giusto o perché si ha pietà: questo è amore. Questa è spiritualità, non le grandi teologie, ma un semplice atto di amore è spiritualità. La dedizione di una madre è spiritualità. Il soccorso ai deboli è spiritualità.

Questo è amore evolutivo e giustificazione dell'esistenza umana.




IL SIGNIFICATO

Per Platone, conoscere significa "ricordare".

Ci sono due tipi di conoscenza: quella che è possibile mediante i sensi fisici e quella che deriva dal proprio essere; ovvero conoscenza oggettiva e conoscenza soggettiva. La conoscenza mediante i sensi è quella che viene definita soggettiva. Parrebbe a prima vista il contrario ma non è così.

C'è insomma chi "conosce" e chi "sa". Il "sapere", per parlare con linguaggio cristiano, deriva dallo Spirito Santo, ed è chiamata anche "scienza infusa"; anche se "infuso" è un termine che dovrebbe essere applicato nel secondo caso, alla conoscenza che viene "da fuori", ovvero la conoscenza soggettiva che deriva dalla attività sensoriale della macchina fisica umana, il corpo fisico.

Abbiamo quindi il binomio conoscitivo: acquisizione/intuizione.

L'uomo prigioniero della mente concreta (vedi altre opere dell'autore) - ovvero l'uomo che ha perduto la propria identità divina e che quindi è divenuto schiavo dell'istintualità della macchina che invece di dirigere lo dirige - conosce quasi esclusivamente mediante i sensi, mentre i poteri sapienziali sono per lui come un "file" vuoto del suo programma: una cartella senza contenuto. Una etichetta e niente più. Una cartella però collegata con i piani superiori e suscettibile di essere riempita di nuovo. Tanto per parlare mediante il nuovo linguaggio dei software.

Colui che SA esprime in ogni tempo il suo sapere mediante simboli e mediante parole, allo scopo di richiamare in attività la mente superiore degli spiriti decaduti. Chi lo ascolta, riesce però in genere solo a conoscere l'aspetto formale di tale conoscenza; conosce la forma ma non sa il contenuto, se non vagamente, molto vagamente. Quanto basta però per poterlo in qualche modo recuperare (il modo viene chiamato in gergo "percorso iniziatico"). Ciò può avvenire solo se è un uomo di "buona volontà", tanto per usare ancora un linguaggio cristiano.

Ma cosa accade in genere? L'uomo animale, che non sopporta di essere secondo a nessuno, incomincia a fantasticare al fine di dimostrare a sé stesso ed agli altri che è un uomo di sapere e non di sola conoscenza. Gli accade un fenomeno psicologico strano: a forza di ripetere e ripetere la parola di cui non conosce il significato, comincia a credere (questione di "fede" e "dogma") di sapere cosa vuol dire. E di più: a forza di spiegare a sé stesso ed agli altri quella parola mediante altre parole di cui non conosce il vero significato, acquista vieppiù convinzione di sapere cosa va dicendo. Si convince addirittura di poter conoscere Dio, di SAPERE cosa o chi è.

È nata la teologia.

E tutti devono inginocchiarsi davanti a lui, altrimenti...


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