Sapienza antica o Esoterismo
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di Dario Atena

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APPROFONDIMENTO DI ESOTERISMO




IL KARMA

L’argomento, specie se riferito ai massimi sistemi, ovvero all’aspetto metafisico del bene e del male, è talmente astruso e del resto già così abbondantemente sviscerato che ben poco potrei aggiungere. Sarebbe inoltre poco utile dal punto di vista pratico - il che è quello che ci interessa nella vita di tutti i giorni - se cercassi di farne una questione intellettuale. È conosciuto come legge di causa e di effetto o anche come legge di retribuzione, e fin qui ci siamo, ma se cominciamo a risalire nel tempo fino alle cause prime, la nostra mente si perde nell’indeterminato e si fa difficile perfino stabilire cosa in sé sia il bene e cosa sia il male, e ciò porterebbe in crisi il problema morale ed il sistema di scelte e di sforzi che ne deriva. Scendiamo allora terra terra: un pugno sul viso è male ed una carezza è bene. Punto.

Ma subito qualcuno direbbe: "perché ci sono pugni e carezze"? "Ma importa proprio tanto saperlo"? risponderei. E continuando la questione non dubito che alla fine, non essendo d’accordo, finiremmo a pugni o carezze. Ciò che conta veramente, allora, è uscire dal sistema. Risolvere il problema cioè scavalcandolo, ma, nello stesso tempo, pagando tutti i prezzi che una tale legge impone inesorabilmente. Diventare indifferenti al metodo pur essendo ossequienti ad esso è un buon metodo per mantenere i nervi saldi. Tanto, non si può fare diversamente: ci sono leggi, e quindi voleri, più forti di noi.

Io direi che il "sistema mondo" è stato creato apposta per renderci scontenti e baruffanti. Se tutto andasse bene, chi vorrebbe uscirne? La natura stessa del mondo ci pone in crisi: esiste un luogo ubertoso ed uno desertico, un clima temperato ed un clima glaciale o torrido; disuguaglianza di razze e di capacità personali; forza e debolezza, ecc. ecc. Di conseguenza esiste conflitto in ogni regno della natura. Nascendo ereditiamo i conflitti e qualcuno ce la fa pagare per questo. È giusto tutto ciò? A me sembra una cosa da pazzi, ma tant’è

Chi resterebbe all’inferno se fosse piacevole abitarci? Ma prendiamo un piccolo pezzo del "sistema mondo", quello che più ci è utile, e vediamo se possiamo farne qualcosa di utile.

Nell’antica Roma, fino al terzo secolo dopo Cristo la religione di Stato era quella di Cibele ed Attis. La donna con le torri in testa che simboleggia l’Italia, è Cibele, la Grande Madre, ma questa religione no sopravvive solo sui francobolli ma pure nella religione cristiana. Sarebbe troppo lungo ora illustrare le somiglianze rituali; ne elenco solo alcune: la castità dei sacerdoti (a dire il vero arrivavano ad evirarsi per vincere del tutto le tentazioni), il rito dell’eucarestia (mangiavano la carne e bevevano il sangue del dio che "moriva e risorgeva"), alla nascita annuale del dio facevano l’albero di natale: un pino addobbato: il Gran Gallo, supremo sacerdote, veniva chiamato "Papas" e aveva la residenza in Vaticano.

Quando il vescovo di Roma divenne re assunse anche, come tutti sanno, il titolo cesareo di Pontifex, anche se non sa come costruirli i ponti spirituali (costruire l’antahkarana intendo) se non "gemendo e piangendo" mentre vive in lussuosi palazzi da gran signore. Ma bando alle tristezze storiche e torniamo al punto.

Il mito che sta alla base di questa religione è questo, e ci illustra molto bene il "sistema karma": Agdistis era un dio che importunava sessualmente gli altri dei, i quali, stufi di lui, pensarono bene di creare un "accrocchio" per liberarsi di lui senza "sporcarsi le mani". Sapendo che lui amava abbeverarsi presso una fonte e poi mettersi a dormire, versarono del vino nell’acqua per procurargli un sonno profondo.

Quando i fumi dell’alcool fecero il loro effetto, gli legarono con un nastro i testicoli e fissarono il nastro ad un albero. Indi, svegliarono di colpo il dio e questi, balzando in piedi di colpo, si evirò. Questo è il simbolo delle sconnessioni karmiche sulla Veste di Dio di cui abbiamo parlato in precedenza. In seguito, Agdistis si innamorò di Attis, un dio sempliciotto, e cominciò a molestare lui. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

La storia è lunga e saltiamo qualche passo. Alla fine Attis, figlio di Cibele, decise di prendere moglie. Quindi decise di abbandonare la vita frivola cui Agdistis l’aveva inclinato, e di sistemarsi. Le nozze con la figlia di quel re che trasformava in oro tutto quello che toccava, erano già a buon punto quando Cibele, che tali nozze non voleva (esse simboleggiano l’attaccamento alla materia), sollevò con la testa le mura della città: subito entrò Agdistis che con la sua frenesia fece impazzire tutti.

Questo mito ricorda il mito di Ishtar babilonese (ricordiamo che la religione di Attis viene dalla Frigia, l’attuale Turchia), in particolare il momento in cui la Regina degli inferi toglie la veste ad Ishtar e le sessanta malattie la assalgono facendola diventare pazza. Attis dunque impazzisce, si evira e muore. Il dio morto viene messo in una caverna e si attende che risorga. Di lui resta vivo solo il mignolo della mano sinistra che si muove. Come il sesso è il simbolo lunare del corpo eterico, anche il mignolo lo è in egual misura. È il simbolo della volontà spirituale che nell’uomo non muore mai.

Nel disegno seguente, tratto dal "Theosophist" del gennaio 1950, opera della Blavatsky, vediamo illustrato questo mito: il Terzo Logos è in caduta libera verso la materia (consiglio di leggere l’Inno alla Madre degli dèi dell’imperatore Giuliano detto l’Apostata, dove parla della "spinta illimitata" verso il basso di Attis).

Il Secondo Logos, la Grande Madre, "ferma" la caduta del figlio nel punto più basso e lo aiuta a risalire. Da questo punto più basso fino al punto dove ci sono le frecce, che segnano il punto di rottura tra la mente concreta e quella astratta, è quello che viene chiamato "percorso di omeopatia karmica", nel quale si cura il male con il male a piccole dosi, risalendo, cura dopo cura, fino al male iniziale curandolo ed eliminando la malattia dall’organismo fin dalle radici. Questa è la normale procedura nella terapia omeopatica tradizionale, ma che viene praticata occultamente anche, fatte le debite proporzioni, nella Grande Opera.

Nel punto più alto della parabola ascendente, Attis, il Figlio, incontra le energie purissime ed incontaminate del Padre, e "io ed il Padre siamo un’unica cosa". La originaria trinità è riconquistata ed un uomo/dio cammina di nuovo sulla terra. Macrocosmo e microcosmo si incontrano - perché sono un’unica cosa - ed il mondo cambia. Il Karma viene vinto e trasceso.

TECNICA DEI MISTERI

Esporremo qui di seguito alcune fasi occulte principali che danno l’avvio ad "omeopatk" (omeopatia karmica) e lo conducono alla fase realizzativa. Ovviamente la sintesi va a discapito di una comprensione approfondita; si pensi che per esporre le cose di questo articolo e dei tre precedenti ci sono voluti tre libri. Al primo, Insegnamento iniziatico già pubblicato ad opera della Hermes Edizioni, fanno seguito i due ancora da uscire: L’antica scienza della resurrezione e I Figli del Tuono.

Ma ecco le fasi:

Con una specie di scalpello eterico viene tolta una specie di sabbia, pure eterica densa, dalla forma di cristalli macchiati di giallo, che occlude la ghiandola pineale che già ha acquisito una leggera luminescenza. Viene accostato alla punta dei piedi ed alla sommità del capo il corpo causale sconnesso. L’uomo in questa fase ha raggiunto la punta più bassa della sua decadenza spirituale, anche se l’anima naturalmente è ancora saldamente ancorata nel cervello e nel cuore con i due famosi "fili".

Si ha l’impressione che i piedi siano immersi nell’acqua bassa di un torrente. Una specie di sacco che avvolge il corpo fisico viene tolto. Anch’esso è fatto di materia eterica (ma tutto nell’iniziazione si svolge negli eteri, per cui non sarebbe più il caso di specificarlo), di una materia nobilissima, purissima, trasparente ma di un colore dorato. Essa serve come protezione dall’invasione di fluidi astrali corrotti condizionanti, visto che l’uomo è praticamente privo di corpo causale, il quale veleggia al di sopra di lui. Si vede togliere, questo sacco protettivo, dal basso, e, per un momento, si vedono si vede la sua superficie brillare di rapidissime onde.

A questo punto le "sessanta malattie", come viene detto nel mito di Ishtar, invadono il corpo fisico senza protezione. Si viene assaliti da passioni prima impensabili, che non sembrava facessero parte della nostra natura. In questi lunghi frangenti l’uomo, che ha nel suo retroterra una lunga serie di studi e di meditazioni, deve da solo vincere queste passioni, senza l’aiuto della sua anima, che comunque sta vigile ed osserva in silenzio. Quando una passione, che è anche un demone, viene vinta, si odono come dei leggeri sibili che ben presto si estinguono.

Sempre, mentre ciò accade, l’ambiente circostante viene purificato (a volte anche l’ambiente mondiale) e gli uomini che ci vivono diventano migliori e le loro vite cambiano. Questi flussi, questi elementari artificiali o questi demoni, erano coloro che influenzavano l’ambiente inclinando gli uomini al male.

Quando questo stadio è avanzato e l’iniziato è diventato abbastanza forte da impensierire la Loggia Nera, accade qualcosa che viene in suo soccorso (vedere figura): egli, in una posizione di "senza corpo", da spettatore, vede il proprio corpo immerso in una specie di uovo trasparente, con la sommità aperta sul capo. Vede arrivare da lontano una specie di seme che, quando si immerge nell’uovo, comincia a sobbalzare quasi che la testa fosse infuocata e lui bruciasse.

Poi il seme si sviluppa nelle fasi indicate dalla figura. Questo è il motivo occulto (e non una metafora) per cui l’iniziato è chiamato "Serpente", o "Drago di saggezza". Questo serpente è quello che viene chiamato "kundalini". Quello che si dice sia arrotolato sul pene non è kundalini. È un filo rosso di energia che è stato sconnesso dal sistema uomo, come un filo elettrico che in una macchina venga scollegato per non provocare corto circuiti.

Quando il corpo causale sarà tutto "lavato" ed i detriti karmici non impediranno più il naturale giro delle "ruote", chakra, esso verrà collegato "dagli angeli" alla sommità del capo e l’energia della materia si fonderà con quella dello spirito. il serpente è quello che libera dai detriti mentre certi flussi eterici vengono "soffiati" verso il corpo fisico. A seconda delle circostanze karmiche, e cioè a seconda dei propri stati d’animo in reazione con quelli dell’ambiente, i flussi possono essere "amari" o "dolci".

La simbologia massonica in grado di apprendista è molto precisa su questo punto, e riflette una realtà occulta. Tutto ciò riguarda l’operatività, diciamo, materiale dei Misteri, nulla escludendo le esperienze psichiche e spirituali del soggetto che avvengono in parallelo. Ciò che viene qui illustrato è un’aggiunta a tutto ciò che già si conosce sulla metafisica e sulla mistica sia orientale che occidentale.

Bisogna dire però una cosa: ciò che prima è compreso intellettualmente, oppure tutto ciò che è vissuto in sporadiche ed effimere esperienze di quello che potremmo definire "samadhi", è solo una anticipazione di ciò che sarà quando il processo di omeopatk sarà concluso. La vita spirituale sarà una costante realtà continua e stabile, e nessun potere al mondo né alcuna contingenza potrà più far vacillare e far ricadere nel buio l’uomo che si è con tanta fatica e dolore realizzato.

Consiglio di leggere l’opera di Ouspenky La quarta via, dove il pensiero di Gurdijeff , che segue gli insegnamenti - anche se molti stenteranno a crederlo - della famosa "Scuola dei nove" e del pensiero teosofico in generale, è molto utile.

CONCLUSIONE

Man mano che il processo di omeopatia karmica procede - e procede, come abbiamo detto, in senso inverso alla "caduta" - il corpo causale viene ricostruito pezzo dopo pezzo sul corpo fisico. Il processo è molto lungo in alcuni casi data l’estrema grandezza della "Veste". Se vogliamo fare un paragone approssimativo potremmo dire che la grandezza del corpo causale in alcuni individui è grande come una collina di trecento metri (ed anche di più). È per questo motivo che si parla di "Grandi Esseri", non significando con ciò solo l’elevatezza morale, ma in senso stretto le loro dimensioni "fisiche".

Attraverso il corpo fisico la Veste che era stata sconnessa dalle scariche karmiche passa e ripassa ricostruendosi. Ore e ore ci vogliono solo perché una singola scarica di spine o di lame venga sciolta e smaltita; oppure ore e ore perché le "scaglie" che formano una vera e propria legatura che tende la Veste verso il basso venga eliminata e l’uomo senta rinascere in sé antichi poteri e vastità di coscienza e di vita. Se vogliamo fare un altro paragone, la massa di detriti karmici potrebbero corrispondere in questo caso ad un cumulo alto dieci metri e più.

Dopo un lasso di tempo di 17 anni - e questo è un dato preciso verificato - consistente in "lavaggi" 24 ore su 24, la ricostruzione del corpo causale per quanto riguarda il veicolo fisico arriva circa al 95%.

Strato dopo strato, grumo dopo grumo, il corpo causale rientra nella sede fisica originale (quanto incarnazioni? non lo so di preciso, ma molte) e lì si ristabilisce magneticamente in modo definitivo, ricostruendo l’antico Osiride fatto a brani da Tifone.

Il "non-principo" Atma si sposa definitivamente con il "non-principio" il corpo fisico, e l’Io superiore prende possesso stabile e definitivo del corpo fisico; e le lotte interiori tra personalità (il diavolo) e l’anima cessano.

Se alla parola "Veste" sostituiamo le parole "Uovo luminoso", ecco che il senso di quanto vado dicendo viene spiegato dal brano della Dottrina Segreta (8° volume - insegnamenti orali) riportato qui sotto. Risulterà quindi evidente allo studioso attento che l’insegnamento che viene dato ora all’inizio del nuovo millennio, dopo 100 anni di stasi e di oscurità dovuti ai colpi di coda del kali yuga, rappresenta l’anello mancante dell’insegnamento esoterico che ci proviene dalla Blavatsky e dalla Bailey.

Né sfuggiranno al medesimo studioso le implicazioni e le prospettive future possibili per l’umanità alla quale queste cose, dopo millenni e millenni, vengono restituite. Forse una nuova religione sorgerà, dopo che la Chiesa Cattolica avrà compreso finalmente il senso dei suoi riti: "Prima della festa di pasqua, sapendo Gesù che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino all’estremo. Durante la cena, avendo già il diavolo messo in cuore a Giuda di tradirlo, e sapendo che il Padre gli aveva già dato tutto nelle mani e che, venuto da Dio a Dio tornava, si alza da tavola, depone il mantello e, preso un asciugatoio se lo cinge (i massoni ricordano questo fatto con i loro grembiuli - nota di Atena). Poi versa acqua in un catino e incomincia a lavare i piedi ai discepoli (siamo prima della festa della resurrezione - Atena) e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto.

Arriva Simon Pietro (che già per tre volte lo aveva tradito - Atena) che gli dice: "Signore, tu mi lavi i piedi?" Gesù gli rispose: "Quel che faccio, ora tu non lo comprendi, ma lo saprai in avvenire"." E oggi Pietro lo ha saputo, anche se per esperienza diretta so che non ne vuol sapere. Questione di gregge e di autorità. La solita musica.

Concluderò dicendo anche che ogni e qualsiasi rivelazione può essere a stretto rigor di termini considerata come una profanazione del sacro; ma se a Prometeo alla fine fu perdonato, perdoni pure me l’insigne studioso se è preoccupato: Dio lo vuole!


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