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PRINCIPI CHE REGOLANO LA MANIFESTAZIONE DELLA VITA

IN TUTTI I PIANI DI ESISTENZA (1/2)

Sommario


Vi è il Filosofo che usa solo la mente, e quello che inclina anche verso il cuore.                



CAPITOLO 1

Principi che regolano la manifestazione della vita
in tutti i piani di esistenza


1.1 L’intuizione - contatto con la verità up.jpg

L’intuizione, in ambito spirituale, ha fondamentale importanza in quanto costituisce il mezzo di approccio alla verità attraverso la percezione delle analogie. Esiste, infatti, una unità essenziale di tutti gli aspetti della realtà, e quindi un’intima corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo e tra uomo ed universo.

L’uomo può riuscire a rendersi conto intuitivamente del fatto di essere parte di una unica vita, quella stessa vita che si esterna in ogni essere vivente presente nell’universo.

La mente dell’uomo ha dei limiti di percezione e non può comunque comprendere tutti i misteri della manifestazione cosmica. Soltanto attraverso una serie di espansioni di coscienza, raggiungendo di volta in volta stati di percezione sempre più alti, l’uomo può arrivare a comprendere soltanto alcuni di questi misteri.

Più procede in avanti verso questi stadi di espansione di coscienza, più l’uomo tende a disidentificarsi, cioè a perdere attenzione ed interesse per gli aspetti individuali e personali della vita- aspetti, questi ultimi, che in stadi precedenti di coscienza assorbivano tutto l’interesse del sé- e tende alla totale autoidentificazione con il tutto, con ogni altra forma di vita esistente nell’universo, senza comunque mai perdere il senso della individualità.

1.2 La vita è dinamicità: la vibrazione caratterizza ogni aspetto (luminoso o tenebroso) della vita up.jpg

La vita è anzitutto movimento, la cessazione di una condizione di staticità e l’attivazione di uno stato di dinamicità. La dinamicità mette in movimento le particelle- che sono strutture esistenziali non ulteriormente scindibili- di cui sono composte le energie di tutti i piani di esistenza ( cioè sia del piano fisico, eterico, astrale, mentale o causale) e può assumere diverse intensità, contribuendo a determinare in tal modo la creazione di diversi livelli di qualità di tali energie.

La dinamicità delle energie si manifesta infatti sotto forma di un moto sinusoidale detto vibrazione.

Più sono alte le vibrazioni delle energie, più queste ultime si avvicinano alla luce (che esterna vibrazioni altissime). Più le vibrazioni sono basse, più le relative energie si avvicinano alle tenebre.

Sul piano fisico le energie che esternano vita in ogni essere sono caratterizzate da vibrazioni talmente basse che si cristallizzano diventando "materia" solida.

Ebbene, vi è una relazione  tra la spiritualità e l'altezza delle vibrazioni, nel senso che un essere che si è maggiormente spiritualizzato è capace di esternare una energia più alta rispetto a prima; la  maggiore altezza delle vibrazioni consiste nell'aumentare il proprio numero di esse .

Una vibrazione, a sua volta, come singola unità, è composta da un  ciclo completo, rappresentato graficamente con un movimento sinusoidale che nella sua interezza è individuato da una semisfera con la curvatura verso l'alto seguita da una semisfera con la curvatura verso il basso.

Mentre una maggiore "altezza" vibratoria dipende dalla prerogativa dell’essere che la esterna di saper manifestare un numero maggiore di  vibrazioni rispetto ad altri esseri che manifestano vibrazioni più basse, "l'ampiezza" dell'onda sinusoidale  non incide sull'altezza, nel senso che vi possono essere diverse energie egualmente alte ciascuna con ampiezza di onda sinusoidale diversa l'una dall'altra, il che incide sulle diverse qualità delle alte energie (l'una può rappresentare la misericordia, l'altra la carità, un'altra ancora la pace e così via).

In tutti i casi , comunque, qualunque sia l'ampiezza di una energia alta, il movimento dell’onda della vibrazione è sempre puntuale ed armonico, cioè manifesta graficamente l'alternarsi una volta verso l'alto ed una volta verso il basso di due semisfere perfette, nel senso che le due semisfere di una vibrazione sono  perfettamente identiche nella forma e nelle dimensioni.

Le disarmonie, dovute a contatti con energie negative,  che possono coinvolgere anche soggetti che sono stati capaci di sviluppare alte energie, si manifestano anzitutto come disordine acquisito nella forma dell'onda della sinusoide della vibrazione, consistente nel fatto che, fermo restando il numero delle vibrazioni prodotte, l'onda esternata sarà rappresentata graficamente non più come due semisfere perfettamente identiche anche nelle dimensioni, ma da due semisfere  con forma alterata ed irregolare tanto da non essere più considerate perfettamente identiche.

Quest'ultimo caso si verifica anche come effetto dell'accelerazione nel campo delle energie dovuto, ad esempio, allo scoppio di una bomba, che provoca nelle energie circostanti effetti sconvolgenti .

Lo spiritualista deve cercare sempre di riportare armonia nella propria energia  cercando di ricreare delle vibrazioni con  onde graficamente perfette.

Quanto al ruolo della volontà, essa non incide direttamente sulla natura e qualità delle vibrazioni, nel senso che non basta "Voler" cambiare l'altezza e l'armonicità della forma delle proprie vibrazioni per poter produrre come effetto immediato e diretto il cambiamento .

La volontà, piuttosto, è uno strumento che ci permette di poter mettere in atto quei comportamenti che ci conducono a raggiungere, come loro effetto riflesso, al conseguimento di una maggiore altezza delle proprie vibrazioni.

L'altezza delle vibrazioni , quindi è un effetto che si consegue grazie al cambiamento del nostro carattere, della nostra personalità, di quello che siamo, e certamente la volontà incide in modo determinante nel mutamento di questi ultimi aspetti della nostra vita.

Andando oltre l’aspetto grafico delle vibrazioni, se osserviamo l’andamento sinusoidale di esse, basse o alte che siano, è sempre caratterizzato da una espansione seguita da una compressione.

Il primo aspetto che individua la vita in un qualunque essere vivente umano o animale è il respiro, che a sua volta si manifesta sotto forma di espansione (l’inspirazione) seguita da compressione (l’espirazione). Anche le stelle, che a noi uomini appaiono sotto forma di punti luminosi sullo sfondo scuro del cielo, essendo esseri viventi, esternano la loro vitalità all’osservatore attento, cioè a colui che si sofferma con concentrazione ad osservarle per qualche minuto, attraverso pulsazioni, che sono una espansione della loro luminosità seguita da una compressione della stessa. Ad ogni suo livello, tenebroso o luminoso che sia, la vita esterna sempre dinamismo sotto forma di vibrazione . Ogni essere vivente è connotato quindi da un suo tasso vibratorio di esistenza, la cui altezza è proporzionale al livello spirituale raggiunto.

1.3 Le energie presenti nei vari piani di esistenza interagiscono e si trasformano. Leggi che regolano la interazione tra le energie dei vari piani di esistenza up.jpg

Come si è accennato, esistono sia a livello del piano fisico, sia a livello dei piani di esistenza superfisici ( astrale, mentale, causale), energie che subiscono la trasformazione del proprio tasso vibratorio sulla base della interazione con energie del medesimo piano di esistenza o di altri piani di esistenza.

A livello fisico, sono note agli uomini le leggi che regolano le trasformazioni di energie; ad esempio l’uomo sa che il calore, trattato in un determinato modo, si trasforma in movimento od in elettricità, come sa, d'altronde, che l’elettricità può essere trasformata in calore o movimento.

A livello superfisico esistono pure delle leggi che regolano la trasformazione delle energie, ma sono ignote alla stragrande maggioranza degli uomini.

Ma quali sono i principi fondamentali che regolano la interazione tra le energie dei vari piani di esistenza?

Ogni idea, o immagine mentale, è un’azione allo stato latente, e tende a produrre sul piano materiale le condizioni fisiche e gli atti -e sul piano astrale emozioni e sentimenti – ad esse corrispondenti.

A loro volta, il compimento nel piano fisico di atti di un certo tipo (buoni o cattivi che siano) tende ad evocare nel mondo del pensiero immagini ed idee corrispondenti che, a loro volta, tendono a stimolare nel mondo del desiderio la creazione di emozioni e sentimenti della stessa natura.

Le emozioni e le impressioni tendono a suscitare ed intensificare le idee e le immagini ad esse correlate che, a loro volta, tendono a suscitare sul piano fisico le azioni corrispondenti.

L’attenzione, l’interesse e la ripetizione diretti verso pensieri, desideri ed impulsi rafforzano questi ultimi.

Gli istinti, gli impulsi, i desideri e le emozioni tendono ad esprimersi e non tollerano resistenze alla loro espressione.

1.4 L’Ego e la volontà up.jpg

Un ruolo fondamentale nel lavoro di ricerca del contatto con i piani più alti di esistenza è da attribuire alla volontà. Essa è la più alta espressione della parte divina che è in noi, l’Ego, che racchiude in sé tutto il potenziale divino e non trova nell’umanità attuale molta possibilità di espressione esterna in quanto si trova cristallizzato dalle coltri di abbrutimento che l’uomo si è costruito durante le varie incarnazioni sulla terra. Attualmente l’Ego è, nella quasi totalità degli uomini, come un raggio di luce purissimo coperto da vari strati di vetro incrostato di sporcizia, per cui all’esterno non riesce ad esprimere la sua piena brillantezza e potenza, in quanto dalla barriera di incrostazione appare soltanto un fioco riflesso appena percettibile. Attualmente la volontà degli uomini è estremamente debole se la relazioniamo agli impulsi ed ai sentimenti negativi, e ciò in quanto l’Ego stesso ha permesso a questi ultimi di prendere il sopravvento. Ma, sebbene cristallizzato e prigioniero della parte emozionale, l’Ego mantiene sempre una caratteristica che la parte emozionale dell’uomo non ha: quella di avere in sé tutto il potenziale divino e quindi di poter raggiungere qualunque risultato. Ne consegue che la situazione attuale di predominio esercitata dai desideri sulla volontà può essere ribaltata, anche se lo sforzo ed il tempo occorrenti saranno lunghi in misura direttamente proporzionale al livello di abbrutimento raggiunto.

1.5 Ordine-disciplina-controllo up.jpg

Come si è già avuto modo di accennare sopra, quando si è fatto riferimento alla vita di cui sono portatrici anche le stelle, tutto l’universo, sia a livello macrocosmico che a livello microcosmico, è il frutto della medesima creazione e manifesta dappertutto vita sotto forma di dinamismo vibratorio di diverso tipo dominata da una legge della natura secondo la quale il simile tende ad attrarre il simile.

L’Ego, con la caduta nel peccato, ha cominciato ad attirare energie negative nei suoi vari corpi fisico , eterico , astrale , mentale e causale, ed è così entrato in una spirale perversa che lo ha condotto ai livelli di abbrutimento attuali.

Sulla base della legge a cui da ultimo si è fatto cenno, l’Ego , nel momento in cui ha cominciato a essere caratterizzato da basse vibrazioni, ha attirato verso di sè esseri viventi ed energie che sono caratterizzati a loro volta da basse vibrazioni.

Vi è da considerare un altro aspetto : l’essere vivente che ha abbassato le proprie vibrazioni inclina sempre più verso un maggior disordine;

nel suo organismo comincia a vivere il caos, in quanto ogni particella del suo corpo tende ad autonomizzarsi e a non rispondere più ai comandi dell’ego; quest’ultimo quindi comincia a diventare schiavo del proprio corpo e preda di ogni sorta di vizio.

Molte persone succubi di una vita dissoluta avvertono l’esigenza di riportare in sé ordine ed armonia, ma non sanno come fare.

L’essere che si è abbrutito può riuscire ad invertire la direzione del proprio percorso solo se acquista coscienza del proprio stato e con grande sforzo di volontà avvia un processo in controtendenza diretto a riportare ordine, disciplina ed armonia nella propria vita.

Egli attualmente avverte l’eco assopito della fiammella divina che vive in lui, ma può recuperare ed accrescere la propria dimensione spirituale solo attraverso l’uso di una volontà forte che permetta di attivare un processo di trasmutazione del proprio tasso vibratorio e di esercitare un conseguente maggior controllo sul proprio organismo, sulle proprie cellule e sui propri difetti.

La volontà, in particolare, deve anzitutto controllare la sfera dei desideri e dei sentimenti. Esercitare un controllo non significa reprimere o sopprimere, ma semplicemente regolare l’espressione delle emozioni, dei desideri e dei sentimenti, guidarne l’utilizzazione; il controllo non è diretto a frustrare, ma a migliorare l’espressione della sfera emozionale, scegliendo in tal modo di sacralizzare tutto quello che fa e, quindi, di far bene.

Per riuscire in tale obiettivo l’Ego deve sottoporsi ad autodisciplina ed allenarsi all’uso di tecniche per il controllo delle forti energie emozionali, poiché solo in tal modo può affrancare la volontà dal dominio degli istinti di cui essa è attualmente succube e può renderla a sua volta dominatrice.

La difficoltà maggiore per l’Ego che intende attivare la volontà nell’esecuzione di un tale lavoro è quella di dover compiere contestualmente una duplice attività: da un lato quella di essere sempre vigile e presente nell’osservare quello che succede sia all’esterno di sé -cioè nel mondo materiale- sia all’interno di sé- cioè nella sfera delle sue emozioni , dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti, e dall’altro lato quella di dover agire con estrema tempestività, attraverso l’attivazione della volontà, per paralizzare gli effetti di impulsi, sentimenti o pensieri negativi. In prosieguo si esporranno alcuni consigli pratici che potranno essere di aiuto in tale ultimo lavoro.


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