L'ENERGIA SESSUALE COME STRUMENTO PER L'ASCESI
Sommario
Quando i due saranno uno e l'esterno sarà come l'interno e il maschile
e il femminile riuniti non saranno più né maschio né femmina
(San Clemente Romano).
Il fulcro per muovere la leva della totale deificazione è la
sessualità. Si trovano sull’argomento riferimenti anche
nelle sacre scritture:
"I figli di questo secolo sposano e sono sposati, ma quelli
che invece saranno giudicati degni d'aver parte al secolo avvenire e di
risorgere dai morti, non sposano e non sono sposati, perché neppure possono più
morire, giacché sono simili agli angeli e sono figli di Dio, essendo figli della
risurrezione" (Luca, 20:34-36). Ciò significa che il sesso, come
atto fisico non esisterà in eterno. Del resto, le profezie e la logica
scientifica prevedono l'inabitabilità del nostro pianeta quando in futuro
muteranno le sue condizioni bio-geologiche e gli uomini, evolutisi
collettivamente, non avranno più un corpo fisico, ma vivranno nella dimensione
eterica e, quindi, non genereranno più .
È anche significativo il detto riportato da San Clemente
Romano: "Il Signore, interrogato su quando sarebbe venuto il Regno di Dio,
rispose: quando i due saranno uno e l'esterno sarà come l'interno e il maschile
e il femminile riuniti non saranno più né maschio né femmina". Max Heindel (1),
sul punto, evidenzia che la piena realizzazione della androginia spirituale si
verifica divenendo adepti. Pertanto il piano divino di riunione delle "creature
umane" al Padre non potrà realizzarsi se prima l’umanità non passerà da un tipo
di erotismo inferiore, animalesco e decaduto, a un tipo di sessualità superiore,
conquistata con uno sforzo ascetico personale.
Comunque, la quasi totalità degli uomini ha attualmente
un livello di evoluzione talmente basso che soltanto una esigua
minoranza riesce ad accedere ad un sentiero spirituale. Una delle maggiori cause
ne è il fatto che gli uomini usano l'istinto sessuale (impulso che spinge l'uomo
e la donna a integrarsi l'un l'altra) esclusivamente per realizzare l’intento di
porre in essere l’atto sessuale fisico in sè, inclinando verso la concupiscenza.
Se, da un lato, l’impulso sessuale è l'eco dell'amore
creativo di Dio, la concupiscenza è l’uso dell’'istinto sessuale in una sola ed
unica direzione (l’atto materiale sessuale) attuato in modo tale da assorbire
tutta l'attenzione dell'individuo, la sua immaginazione, la sua volontà, la sua
emotività verso il gesto materiale dell’atto stesso. Questa tendenza ha una
forza che fa precipitare i corpi con velocità accelerata verso il godimento e lo
sfogo fisiologico che distolgono dal sentiero che conduce a Dio.
L’istinto sessuale, invece, può e deve essere usato in
conformità al piano creativo divino sforzandoci di riportarlo ad un alto
livello, quello della prima creazione. Siamo sulla terra per diventare i
perfetti, gli Iniziati alla Conoscenza integrale dei puri di cuore.
L’uomo
, quindi, ha la facoltà di stabilire
verso quale direzione orientare il proprio istinto sessuale
(se verso l’alto o verso il basso) indirizzando la sua volontà ed adottando uno
stile di vita consono alla direzione intrapresa (anche se spesso egli è
inconsapevole delle conseguenze delle proprie scelte) .
La vita si svolge nell'alterno giuoco di due poli attrattivi:
Dio e l'istinto sessuale materiale. L'individuo si sviluppa subendo gli
influssi, da una parte, dell'istinto imperioso dell'erotismo materiale, e,
dall'altra, del richiamo continuo, conscio o inconscio, alla vita dello spirito.
Il corpo domanda di essere appagato, ma è anche lo strumento al servizio dell'Io
che ha sete perenne di Cielo.
Nell’orientare le sue scelte verso un uso materiale
dell’energia sessuale l’uomo, tra l’altro, si dimostra sordo anche alle
informazioni che gli pervengono dalla medicina ufficiale, la quale osserva in
chi abusa dell'eros: depressione del sistema nervoso, cuore affaticato,
diminuzione della memoria, degradazione della volontà, alterazione del
carattere, disgusto della vita.
Quando l'individuo vive solo per soddisfare la sua animalità,
si logora, invecchia prima del tempo, e ciò contribuisce a spegnere la vita
interiore ed ad allontanare da Dio. Il logoramento nei soggetti già gracili,
anemici e malaticci, comporta la distruzione organica precoce. Chi abusa
dell’energia sessuale viola il proprio corpo e trasgredisce ad un principio che,
secondo Paolo di Tarso, domina tutto: il corpo dell'uomo è il tempio dello
Spirito di Dio e quindi va rispettato come tale.
Sul punto, le sacre scritture osservano: "Non sapete voi che
siete tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se qualcuno violerà
il tempio di Dio, Egli lo sperderà, perché il tempio di Dio, che siete voi, è
santo" (I° Corinzi, 3:16-17).
Esaminando invece, il caso di chi si astiene dalla materiale
attività sessuale, l'esperienza delle religioni ha dimostrato, con inconfutabile
certezza, che l'esclusione dell’attività sessuale per scopi ascetici non
produce danni alla salute psichica e fisica, ed anzi, praticata con
criterio, aumenta la resistenza fisica, la longevità, il rendimento mentale e
concorre anche allo sviluppo spirituale.
Tutte le scuole spirituali, in particolare, evidenziano la
esistenza di tappe nell’evoluzione spirituale chiamate iniziazioni.
Tutte le Iniziazioni presuppongono, nel candidato che si predispone al rito, un
periodo di castità e di meditazione per far rifluire al cervello la sua energia
vitale sessuale. Questa, trasformandosi in forza psichica, rende facile il
risveglio dei poteri latenti, quali la chiaroveggenza, la taumaturgia, la
telepatia, la chiaroudienza, l'intuizione. L'energia trattenuta, giova
ripeterlo, aumenta la qualità della vita, in quanto, tra l’altro, fortifica le
cellule cerebrali e il sistema nervoso, accresce la memoria, tonifica i muscoli
e gli organi, conferisce ottimismo e gioia di vivere.
E’ chiaro che, per chi è agli inizi della vita spirituale, la
lotta contro la concupiscenza assume un carattere di particolare aggressività,
specialmente per chi tenta la via del Sentiero dopo un'esistenza di disordine,
di errori, di abitudini erotiche o, all'opposto, vissuta in forzata castità per
timidezza o paure varie.
Colui che ha la forza di perseverare e di non arrendersi ai
primi tentativi andati a vuoto, grazie ad una attenzione prolungata su Dio, a
cui consegue un’affluenza di tutte le forze verso il Suo Regno, comincia ad
avvertire automaticamente l’esigenza di mantenersi casto con periodicità o
continuità.
Quando l'occhio del cuore riesce a mantenersi fisso nella
Luce divina, l'anima si fa sempre più somigliante e ad immagine di Dio, e quando
il corpo vive soltanto per lo spirito si fa somigliante a quest’ultimo e segue
le sorti della deificazione, si trasmuta. Del resto, l'attenzione, la
concentrazione e la meditazione non possono effettuarsi su due obiettivi
contemporaneamente, come non è possibile guardare due cose diametralmente
opposte nello stesso istante: l'una esclude l'altra. Guardare il Padre significa
distogliere la nostra attenzione dalle tre tormentose e ossessive preoccupazioni
personali: la salute, il denaro e il sesso.
La castità appartiene alla virtù morale cardinale della
temperanza. Essa corrisponde ad una delle maggiori beatitudini: "Beati i
puri di cuore perché vedranno Iddio" (Matteo, 5:8). La castità per scopi
religiosi e iniziatici implica due elementi:
- il distacco soprannaturale dai piaceri della carne;
- la consacrazione del nostro corpo a Dio, affinché esso
sia il docile strumento dell'opera della nostra evoluzione spirituale.
Si tenga in considerazione, comunque, che l'astinenza
sessuale può essere di grande beneficio solo quando vi è un trasporto psichico
verso un ideale di scienza, arte e religiosità superiore. La castità
senza l'intensa vita mistica e iniziatica è inutile sacrificio. La continenza e
la castità senza l'ideale quale valvola di scarico conducono l’individuo ad
ammalarsi.
Un fiume in corsa verso il mare può essere frenato dalla
diga, accumulando il suo gigantesco potenziale idrico nel bacino, a patto di far
defluire le acque al momento giusto nei canali d'irrigazione. Diversamente,
sarebbe la fatale inondazione, lo straripamento delle acque, la rottura degli
argini e la rovina.
Per l'individuo impreparato l'astinenza, come l'uso
animalesco di tale forza, produce depressione psichica, stato di angoscia,
psiconevrosi gravi o leggere, slittamento nelle perversioni, e talora lo
sfociare nel crimine e nelle malattie psicosomatiche. Dalla continenza, la
persona ordinaria può trovarsi nella situazione opposta, che è l'uso esagerato e
disordinato dei genitali, il concentramento del pensiero nelle azioni erotiche,
negli oggetti dell'erotismo, e quindi nello stato ipersessuale. Se poi tentasse
il cammino, e forzasse con la pratica della concentrazione prolungata il
risveglio di Kundalini, andrebbe verso la follia e la degenerazione.
La liberazione, il disincaglio dell'anima dalla morsa della
forza sessuale intesa come istinto che trascina verso il piacere materiale dei
sensi, è un lavoro che si può sviluppare con due diverse modalità.
Si attua individualmente, da soli, normalmente in una serie di vite successive, immettendosi in un cammino di lunga
purificazione morale, sforzandosi di praticare la continenza e la castità e
sostenendo tale lavoro con la preghiera; sforzandosi di affievolire
l'attaccamento passionale e sensuale; cercando di spegnere la sete di vivere
nell’appagamento del desiderio sessuale e di procreare figli; qualora comunque
si abbia figli, li si deve guidare con carità e distacco verso l'Ascesi.
Tutto questo fino a far rarefare l'attrazione fra l'anima e
la forza sessuale tipica delle fasi di abbrutimento morale, da sentire con
stabilità l'influsso divino e la relativa illuminazione. Questa via, volendo, si
può anche percorrere con la cooperazione di una persona di sesso diverso.
E’ la cosiddetta "Via Lunga".
In pratica è un sentiero percorso lentamente in quanto chi si
è immesso in esso non trova la forza di adottare soluzioni radicali . Si tratta
di persone che, pur sentendo forte lo stimolo spirituale e pur tendendo ad atti
di rinuncia, sono ancora attaccate ad alcune tendenze materiali quali, ad
esempio, il nutrirsi senza pregiudicare il palato ed il procreare figli.
Tuttavia anche in questi casi può attivarsi un progresso
spirituale, seppur lento, quando il cibarsi od il compimento di atti sessuali
avvengono in modo "spirituale", cioè sono atti compiuti non per conseguire un
godimento materiale in sé, ma per realizzare il piano divino (e quindi, con
riferimento al cibarsi, quando l’atto viene compiuto con lo scopo di nutrirsi –
essendo il nutrimento essenziale per la propria sopravvivenza e, quindi, per la
propria evoluzione – e, con riferimento al compimento di atti sessuali, quando
l’atto viene compiuto con lo scopo di permettere ad altri Ego di incarnarsi e di
fare esperienze e, quindi , per dare loro la possibilità di evolversi).
Quanto all’atto sessuale, in particolare, giova ripeterlo, si
tratta di un atto "casto" se viene consumato in purezza di cuore e di elevazione
a Dio. La sessualità è peccato quando all’Amore verso Dio si antepone lo
smarrimento nel piacere sensoriale. Se non si resta desti per contemplare e
amare Dio anche durante l’atto sessuale, viene a mancare il carattere rituale
del rapporto, e si cade nella miseria del peccato.
Occorre quindi concentrarsi nell'istante del rapporto
sessuale per non cadere nella voragine dei sensi. Come ha osservato Max Heindel
(1), comunque, colui che vuole procedere speditamente nel sentiero
dell’evoluzione spirituale ed aspira seriamente a procedere verso i
vertici di tale evoluzione deve rinunciare totalmente al compimento di
atti sessuali (anche se compiuti con un fine procreativo) e deve restare
celibe (o nubile): si tratta di un celibato-nubilato spirituale, nel senso che
si può avere di fatto una compagna (od un compagno) che condivida i medesimi
principi e che accetta una convivenza in astinenza totale di sesso.
Gli Ego che hanno raggiunto tale ultimo livello di evoluzione
procreano, con grande sacrificio, solo per compiere la missione di dare i natali
ad alte spiritualità che hanno bisogno di incarnarsi per realizzare grandi
opere.
È la modalità che permette di svincolare
l’anima dalla forza sessuale si attua da soli e consiste nel risveglio del "potere
igneo- Kundalini" mediante l’uso della meditazione. Tale
possibilità è data solo a chi, pur non avendo ancora ottenuto il totale
controllo del desiderio sessuale, risveglia la "forza ignea" dopo aver
conquistato con il conseguimento di una moralità assoluta la pratica delle
ascesi e l’esercizio prolungato della castità e della continenza.
Tale modalità richiede competenza, coraggio e una guida,
salvo attitudini particolari che permettono di farcela senza aiuto. E’ la
cosiddetta "Via Breve", abbracciata da colui che grazie ad uno sforzo
prolungato di volontà ed ad un inesauribile spirito di sacrificio arriva a
dominare radicalmente i vizi, normalmente cominciando un lavoro spirituale
che porta al dominio del vizio della gola e via, via, proseguendo nel proprio
lavoro spirituale tendente al totale controllo degli alti vizi (rispettivamente
più difficili da dominare) della lussuria, dell’ira, della superbia e così via.
L’inclinazione al combattere e dominare un vizio rende l’Ego
sempre più forte nella lotta contro gli altri vizi e lo predispone
progressivamente anche al dominio di questi ultimi, qualora sussista una
perseveranza nella sua condotta capace di preservarlo dalla caduta durante il
percorso.
Ad esempio, l’uomo che inclina verso il vegetarianesimo,
facendo in tal modo uno sforzo nel vincere il vizio della gola, immette nel
proprio corpo sostanze composte da particelle meno "individualizzate" rispetto a
quelle composte dalle particelle della carne - in quanto appartenenti ad esseri
viventi, i vegetali, che, a differenza degli animali, non hanno un corpo del
desiderio.
Poiché, quindi, le cellule della carne sono più
individualizzate rispetto alle particelle dei vegetali, sono molto più
difficilmente governabili con un atto di volontà dell’Ego che le ha ingerite. Ne
consegue che nel corpo di chi si nutre di carne vi è la tendenza al caos, in
quanto sussisteranno molti sudditi (le particelle di cui è composto il corpo
dell’uomo), che vivono una vita autonoma rispetto a quella del sovrano (l’Ego),
e che si ribelleranno alla volontà del sovrano generando l’anarchia. In un corpo
in cui, invece, sussistono cellule docili (quelle provenienti dai cibi
vegetali), l’Ego potrà imporre la propria volontà nella lotta contro gli altri
vizi ed otterrà certamente maggiore successo rispetto a colui che si nutre di
carne.
Come si può constatare, quindi, chi ha prodotto uno sforzo
nel combattere il vizio della gola è premiato con l’acquisizione di una maggiore
forza nella lotta contro gli altri vizi. Nel lavoro di conquista morale,
comunque, gioca un ruolo di primaria importanza la capacità di saper
governare i propri pensieri.
Il mondo del pensiero è composto infatti da materia di varia
natura avente diverse vibrazioni; i pensieri negativi, in particolare,
acquistano una vita autonoma rispetto agli uomini che li hanno generati e
circolano vaganti nel piano mentale cercando di trovare un "nutrimento" che
permetta loro di allungare la propria sopravvivenza.
Tale nutrimento è composto da altri pensieri della stessa
natura vibrazionale; per questo motivo, e cioè affinché se ne possano nutrire, i
pensieri negativi presenti nel mondo mentale stimolano negli uomini- anche
diversi dai loro creatori - la tendenza a produrre nuovi pensieri negativi.
Per vincere tali attacchi psichici che ci inclinano
continuamente a pensare male è necessario potenziare la nostra capacità di
concentrazione in modo tale da essere sempre presenti con la volontà in ogni
circostanza e da non lasciare vagare la nostra mente nemmeno per un attimo: i
pensieri negativi, infatti, vanno individuati sul nascere grazie alla
concentrazione, ed, una volta intercettati, vanno neutralizzati con un nostro
atto di volontà attraverso la creazione di un pensiero di natura contraria (e
quindi positivo) capace di annullare il pensiero che ci stimola. Se non
riuscissimo in tale lavoro ed alimentassimo i pensieri negativi con altri
pensieri della stessa natura, questi ultimi acquisterebbero forza e
difficilmente riusciremmo a liberarcene.
Comunque, il dominio sui vizi, e quindi lo svolgere
una intensa vita morale, unitamente ad una intensa attività devozionale di
preghiera, sono il presupposto indispensabile per contribuire
a realizzare il Piano Divino di evoluzione e, quindi, per risvegliare
Kundalini in modo positivo, cioè in conformità a tale piano di evoluzione.
A questo punto appare opportuno approfondire cosa sia "Kundalini".
E’ una forza misteriosa che risiede latente nel centro
eterico della base della spina dorsale. E’ la manifestazione sul piano fisico di
una delle grandi forze cosmiche, come l’elettricità, il calore, la luce, e
quindi è una potentissima energia a disposizione dell’uomo che può essere
orientata da questi o verso l’intensificazione del desiderio sessuale e
dei bassi istinti o verso l’intensificazione di qualità spirituali superiori. E’
chiamata anche "forza ignea" perché è come un fuoco liquido che esplode nel
corpo e lo attraversa con andamento spiraliforme come quello di un serpente. E’
chiamata altresì "madre del mondo" in quanto, passando attraverso i vari
veicoli, li può vivificare in modo che i mondi superiori si aprono in
successione alla percezione del candidato.
Nell’uomo comune tale forza è latente e la sua
esistenza è ignorata per tutta la vita. E’ molto meglio lasciarla dormiente sino
a quando si conseguono un preciso sviluppo morale, dei pensieri molto puri ed
una volontà tanto forte da dominarla.
Lo scopo che si deve conseguire con lo sviluppo di
Kundalini, quando lo sviluppo avviene secondo i precetti della "Buona Legge
Divina", è quello della unione dell’umano con il divino, del sé inferiore con il
sé superiore, e quindi del conseguimento della coscienza cosmica; ove tale
unione divenga una realtà, Kundalini realizza anche lo squarcio del velo di
materia eterica che occlude alla vista la visione dei mondi superiori, rendendo
chiaroveggente l’uomo che si è spinto abbastanza avanti nella sua evoluzione
spirituale.
E’ evidente che l’unione con il Sè superiore non può avvenire
qualora in via preliminare l’ego non abbia acquistato tutte le qualità tipiche
del sé superiore liberandosi da tutte le imperfezioni caratteristiche del sé
inferiore.
Prima di tentare il risveglio di Kundalini è quindi
necessario eliminare le qualità spiritualmente negative (personali) ed
acquisire le qualità spiritualmente positive (universali) poiché diversamente
tale forza non trova modo di esprimersi e brucia letteralmente i tessuti formati
dall’esercizio delle qualità negative. Kundalini, che fluisce dallo Chakra
sacrale ubicato alla base della spina dorsale sino allo Chakra coronale
collocato alla sommità del capo, attraversa nel suo cammino ciascuno degli altri
Chakra intensificando le vibrazioni caratteristiche della gamma relativa a
ciascuno Chakra.
I due Chakra menzionati sono rispettivamente come i due poli,
negativo e positivo, collegati dal conduttore (rappresentato dalla spina dorsale
insieme a tutti i centri energetici in essa risiedenti): se il conduttore è
inadeguato, la corrente non passa, come avviene nell’uomo comune.
Se la resistenza è inadeguata, avviene un corto circuito con
la bruciatura del conduttore; soltanto con un conduttore adeguato alla tensione
si può ottenere un passaggio di corrente che apporta l’illuminazione interiore.
Ne deriva la necessità di costruire un conduttore-veicolo adeguato prima di
affrontare il risveglio di tale forza. E’ quindi evidente che, poiché stiamo
parlando di una energia potentissima e straordinaria, per poter sostenere il
passaggio di essa senza subire lacerazioni o distruzioni il sistema nervoso
umano deve prima essere enormemente sensibilizzato e potenziato attraverso il
lavoro di intensa moralizzazione di cui si è detto.
Nessuno dovrebbe sperimentare Kundalini senza precise
istruzioni di un Maestro, poiché in mancanza di una guida competente i rischi di
pericoli sono reali e seri: il suo movimento incontrollato può provocare
sofferenze fisiche intense, può strappare tessuti organici e distruggere il
corpo fisico, ma, cosa ancora più grave, può danneggiare in modo permanente
anche i veicoli superiori a quello fisico.
Uno degli effetti più comuni del risveglio prematuro di
Kundalini è il suo spingersi in basso anziché in alto ed in tal caso
stimola le passioni più indesiderabili. Gli individui che sperimentano tale
precoce risveglio possono diventare dei satiri, mostri di depravazione, poiché
sono dominati da una forza sproporzionata alla capacità di resistenza dell’uomo
comune.
Lo sviluppo prematuro di tale forza provoca altresì
l’intensificazione delle qualità inferiori e cattive rispetto a quelle buone.
Nel corpo mentale, ad esempio, si intensifica l’ambizione in modo incredibile,
e, pur sviluppando le facoltà intellettuali, contestualmente produce un orgoglio
anormale e satanico. Giova, pertanto, ribadire che la forza di cui stiamo
parlando è qualcosa di irresistibile e sperimentarla senza conoscerla è
pericoloso più di quanto possa essere per un bambino giocare con la
nitroglicerina.
I metodi di sviluppo di tale forza sono individuali e
dipendenti dal temperamento e dal livello morale di ciascun candidato.
In particolare, a secondo del metodo utilizzato, i percorsi che Kundalini può
effettuare sono due: il percorso che attraversa con precedenza i punti di forza
principali della via mistica (via del cuore) ed il percorso che attraversa con
precedenza i punti di forza principali della via massonica (od occultistica, o
via della mente).
Max Heindel (1) insegna le differenze tra i due diversi
sentieri, evidenziando che chi si immette in un sentiero
massonico-occultistico inclina verso un maggiore sviluppo della mente
rispetto a quello del cuore, e quindi tende a conquistare un significativo
sviluppo della prima a discapito dello sviluppo del secondo.
Il che, tradotto in parole più semplici, equivale a dire che
chi imbocca il sentiero massonico tende prima ad arrivare a conseguire una
grande conoscenza di quella che è la reale vita nel regno di Dio (sviluppo della
mente) e solo grazie alla conoscenza acquisita comincia a stimolare con la mente
il proprio cuore affinché possa attivarsi per far conseguire all’Ego uno
sviluppo spirituale emozionale.
Anche lo sviluppo spirituale emozionale, infatti, è
necessario al fine di conseguire il perfetto equilibrio di mente, cuore e corpo
(il tendere a conseguire uno sviluppo spirituale equilibrato di mente, corpo e
cuore è infatti una prerogativa di chi percorre il sentiero
occultistico-massonico). Chi imbocca invece il sentiero mistico procede
nel suo sviluppo spirituale spesso inconsapevolmente, perché è spinto nel suo
procedere da una grandissima carica emozionale (cuore) e non è assistito dalla
"conoscenza".
E’ solo grazie a tale spinta emozionale che il mistico arriva
all’adorazione di Dio ed a sviluppare un Amore immenso per tutto il creato, e
solo quando ha conseguito un alto sviluppo spirituale, acquisisce anche la
"conoscenza" in modo intuitivo, attraverso la conquista della visione spirituale
dei mondi sovrasensibili.
Comunque, indipendentemente dalla via (mistica o massonica)
percorsa, colui che ha imboccato un sentiero spirituale ed ha condotto una vita
morale caratterizzata da una fervida attività di preghiera ad un certo punto
stimola inevitabilmente, consapevolmente od inconsapevolmente, l’accensione del
"fuoco igneo" di Kundalini.
Una volta che lo si è risvegliato, questo fuoco si proietta
in una ascesa che culmina nel raggiungimento del centro coronale collocato alla
sommità del capo, ma prima di raggiungere tale sede può percorrere nel suo
procedere vie diverse a seconda delle inclinazioni massoniche o mistiche del
candidato.
Infatti il fuoco procede seguendo la via di "minore
resistenza", cioè seguendo la via in cui riscontra energie che
manifestano le vibrazioni più affini a quelle di cui esso è costituito (si
tratta chiaramente di vibrazioni altissime e, quindi, purissime, essendo il
"fuoco igneo" una energia di origine divina messa a disposizione dell’uomo).
Ora, chi percorre la via mistica, ha sviluppato le vibrazioni
più alte nella sfera del cuore, per cui in un tale candidato Kundalini si
proietta subito verso i centri eterici del cuore amplificando in modo
eccezionale le relative vibrazioni e facendo raggiungere picchi di estasi
mistica mai raggiunti in precedenza. Soltanto successivamente Kundalini tenderà
a proiettarsi verso la mente; in questo caso nella sua ascesa procederà molto
più lentamente rispetto al percorso fatto verso il cuore in quanto la mente del
mistico è molto meno sviluppata del cuore ed opporrà più resistenza.
Quanto agli effetti che sul cuore produce il passaggio di
Kundalini, Heidel evidenzia che le fibre di tale organo, stimolate dal passaggio
del "fuoco igneo", tendono sempre più a trasformarsi fino a diventare composte
da particelle autonome, cioè capaci di autogestirsi, e quindi con il passare del
tempo Kundalini tende a trasformare il cuore in un organo volontario.
In chi intraprende la via massonica-occultistica, invece,
kundalini percorre subito la via che conduce alla mente e solo successivamente
imbocca la via che conduce al cuore, valendo anche in questo caso, per il resto,
le stesse osservazioni formulate per chi segue la via mistica.
A parte i centri di forza della mente e del cuore, Kundalini,
giova ripeterlo, attiverà comunque nel suo procedere tutti gli altri Chakra
seguendo sempre il principio della "minor resistenza" e quindi percorrendo
direzioni diverse a seconda delle inclinazioni del candidato.
Tra i centri di forza che vengono toccati ed amplificati da
Kundalini nel suo percorso ve ne sono anche quattro in corrispondenza del centro
del palmo delle due mani e del centro della pianta dei due piedi.
Una volta che Kundalini ha vivificato nel suo percorso tutti
i centri di forza presenti nell’uomo, se quest’ultimo persevera nella sua
condotta morale di vita e non cade, mantiene la facoltà di richiamare
istantaneamente con un atto di volontà il fuoco Igneo nei vari Chakra,
vivificando tali centri di forza ed ampliandone le potenzialità, ed in tal caso
può compiere opere eccezionali.
Ad esempio, richiamando il fuoco di Kundalini ai centri di
forza delle mani il candidato che percorre il sentiero spirituale, volendo, può
anche rendere servizio all’umanità trasferendo attraverso l’imposizione delle
mani una parte dell’energia cosmica che fluisce in lui sulla persona ammalata,
alleviandone in tal modo le sofferenze.
È l’essenza stessa della vita. Il sole, nel nostro universo, è il dispensatore di
vita, ci da luce e calore, e senza di esso la vita non sarebbe possibile. Poiché
una delle leggi della natura è "come in alto, così in basso", Kundalini esiste
nel macrocosmo così come esiste nel microcosmo: nel macrocosmo è il sole, o
meglio è il "fuoco spirituale" di cui è composto, che da origine alle
manifestazioni di luce e di calore dispensatori della vita nell’universo.
Nel microcosmo Kundalini è ovunque vi è vita, in quanto non
vi può essere vita ove manchi una manifestazione del "fuoco spirituale" che ha
dato origine ad essa: quindi si riscontra in ogni essere vivente, ove vive
comunque in un limbo come "fuoco spirituale" pronto a manifestarsi qualora
l’essere vivente riesca a valorizzare ed ad amplificare le sue potenzialità
spirituali.
Come il sole e la vita, esso manifesta il duplice aspetto
della sua natura: Kundalini può essere fecondativo o distruttivo; come il sole,
fecondativo-datore di vita quando esterna luce e calore, può anche essere
distruttivo (basta pensare che non lo si può guardare direttamente ad occhi
aperti per più di qualche attimo perché se lo facessimo distruggerebbe la retina
dei nostri occhi), come la vita, che è contestualmente madre creatrice e madre
distruttrice, così Kundalini è un grande potenziale che può essere altamente
creativo (e , quindi, datore di vita) o distruttivo a seconda di dove lo si
orienti.
Così a livello macrocosmico il Kundalini-sole alimenta e
vivifica i centri di forza della terra, che, come i Chakra nell’uomo, sono ruote
vorticanti di fiammeggiante energia, permettendo il rigoglio di vita esternato
nella terra, ma può costituire anche la causa di catastrofi quali, ad esempio,
eruzioni vulcaniche, terremoti ecc. Se consideriamo la natura di kundalini
presente nell’uomo, possiamo dire che si tratta della forza sessuale
creatrice donata dal Padre agli uomini affinché anch’essi, quale frammenti di
luce divina in esilio sulla terra, potessero esercitare una prerogativa che è
esclusivamente divina: quella di creare vita.
Tale possibilità, però, è stata data agli uomini solo in
presenza di determinate condizioni – cioè solo attraverso la fusione di due
forze sessuali, una maschile ed una femminile, ciascuna delle quali rappresenta
solo la metà della energia necessaria per la creazione di un altro essere umano.
Come però insegna Max Heindel (1), l’uomo deve tendere alla androginia
spirituale, cioè ad uno sviluppo che lo conduca a trovare in sè tutta l’energia
necessaria alla creazione, il che avviene solo quando Kundalini risale verso lo
Chakra coronale sino alla sua fusione con l’altra metà di energia creativa
presente nell’uomo stesso.
- 1. Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce.
Edizioni Del Cigno, Peschiera del Garda (VR).