LA SACRALITÀ DELLA PAROLA
NEL LINGUAGGIO E NELLA COMUNICAZIONE
Tratto dal periodico dell'associazione "PAX CULTURA Etica nella vita" - N. 7 inverno 2003
Questo corso viene proposto da
Il termine sacro, nell'accezione corrente, indica sempre
qualcosa alla quale è riconosciuta la massima importanza ed un
grande valore ed è perciò indiscutibile ed intoccabile.
Tutto ciò che è sacro racchiude in sé una profonda qualità
perché proviene da Dio (Sacre Scritture) o è offerto a Dio
(sacrificio).
È interessante notare che i due termini "sacro" e
"sacrificio" hanno la stessa radice, che sta ad
indicare la possibilità per l'uomo di instaurare un rapporto con
la Divinità, caratterizzato da un flusso continuo di donare e
ricevere.
Da sempre, in cambio delle elargizioni divine, gli uomini hanno
offerto il meglio di ciò che possedevano (alimenti, animali,
ecc.).
Fu il Cristo a cambiare sostanzialmente questi riti sacrali
invitando gli uomini a non offrire più cose o animali esteriori,
ma gli atteggiamenti "animali" interiori, ancora
presenti nell'essere umano. La strada indicata fu quindi quella
del raffinamento e della purificazione interiore.
Il sacrificio rimane, però, sempre legato all'esperienza della
morte, non più nella sua accezione esteriore ma intesa come fine
di un modo di essere che viene sostituito da qualcosa di più
raffinato e idoneo a favorire l'evoluzione.
L'evoluzione ha prodotto un mutamento nel concetto di sacrificio,
così come ha ampliato il concetto di Dio, che, nel corso dei
tempo, si è spogliato di molte delle sue connotazioni mistiche,
assumendo valenze più scientifiche. Oggi, se cerchiamo un
significato più attinente alla capacità di comprensione dei
nostri tempi, possiamo definire la Divinità "Intelligenza
di Amore Universale", la quale opera attraverso Leggi
Cosmiche che ne incarnano il Pensiero, focalizzato a favorire e
realizzare l'evoluzione di ogni essere vivente in tutti gli
ambiti dell'universo, secondo un Piano preciso.
Da questo possiamo dedurre che più l'azione rispetta le Leggi
Universali, più assume la caratteristica della sacralità.
Sacralizzare la vita significherà dunque vivere nella
consapevolezza che ogni pensiero ed ogni parola sono importanti,
perché mettono in moto delle conseguenze: possono esprimere
qualcosa di grossolano o di raffinato; possono favorire od
ostacolare l'evoluzione; possono rispettare la Legge o
contrapporvisi; possono avvicinare o allontanare da Dio.
L'offerta a Dio - o sacrificio - può quindi essere vista come
l'offrire e l'immettere nello spazio la più alta vibrazione
possibile, in quanto ciò che viene immesso diventa un polo
attrattivo 0 magnete in grado di creare un campo magnetico che ha
il potere di influenzare gli uomini, i quali saranno facilitati
nel seguire i modelli impressi.
E' necessario essere ben consapevoli che nessuno è inutile
perché può offrire la sua parte più divina - il pensiero, la
parola, l'azione migliore - per il perfezionamento del mondo e
continuare così a svolgere la funzione di creatore datagli dal
Cristo quando disse: "Voi siete Dei".
Occorre anche tenere presente che tutto ciò che ognuno di noi
immette nello spazio non può essere neutro perché o rispetta il
principio di sacralità, favorendo così l'evoluzione, o nutre le
forze dell'involuzione che ci tengono ancorati al passato. Che
cosa significa, dunque, vivere secondo la Legge in modo sacrale,
nella vita pratica?
Mettiamo a fuoco alcune modalità ed aiuti. Tutti noi viviamo
nella dualità oscillando da un polo all'altro, portati dalla
nostra natura emotiva, dai nostri desideri e dalle nostre paure:
mi piace/non mi piace; entusiasmo/depressione; attività
sfrenata/inerzia; ottimismo/pessimismo;
aggressività/arrendevolezza, ecc. Il rispetto della Legge, che
sancisce il rapporto con la Divinità, ci chiede di diventare
costruttori di triangoli, ovvero di cercare in ogni situazione il
terzo punto di equilibrio e di armonia. In questa ricerca
possiamo sperimentare come il magico punto equilibrante sia
sempre la realizzazione di un valore etico e spirituale.
Un altro aiuto che abbiamo a disposizione è quello di
avvicinarci il più possibile alla Divinità ponendoci
quotidianamente alcune domande fondamentali:
- Cosa farei - in questa situazione e in questa
circostanza - se fossi Dio?", intendo con Dio quella
scintilla divina che ogni uomo ha in, sé (l'anima), oppure il
Maestro.
- Cosa posso fare per fare emergere il meglio da me
stesso, da questa persona o da questa situazione?" In questo
modo il sacrificio diventa quel "SACRUM FACERE"
indicatoci dal Cristo.
Una parola gentile può scaldare tre montagne innevate.
(Proverbio giapponese)
"E' stato detto che il "mezzo principale con cui la
ruota della natura vien mossa verso la vita fenomenica, è il
suono", perché il suono originale, o la Parola, mette in
vibrazione la materia di cui tutte le forme sono fatte e inizia
quell'attività che caratterizza anche l'atomo della
sostanza". (Dal "Trattato di Magia Bianca" di A.
Bailey)
La mente crea e dà forma a idee, pensieri e concetti,
emozioni e sentimenti infondono forza, la Parola mette in moto
queste entità dotate di vita propria, rendendole capaci di
interagire con l'ambiente così che, attirando e respingendo
magneticamente l'energia circostante, producono risultati
materiali e tangibili. Tale è il potere della parola e
l'importanza che riveste la comunicazione. Nella Comunicazione è
insito un magnifico potere creativo.
Si dovrebbe prestare molta attenzione allo stato della mente e
delle emozioni, in quanto fattori condizionanti, ai moventi
consci ed inconsci che qualificano il nostro comunicare, alle
conseguenze che avranno le parole espresse, delle quali siamo
responsabili.
E' la mente che ha il potere di scegliere e quindi di illuminare
l'aspetto positivo-costruttivo o l'aspetto negativo-distruttivo
in ogni cosa considerata, poiché "il bicchiere è mezzo
vuoto ma anche mezzo pieno". Dovremo essere consapevoli che
le nostre parole possono illuminare o confondere, aiutare o
danneggiare, costruire o distruggere.
I rapporti umani, nelle loro molteplici forme, sono il campo
d'azione della comunicazione. Con essa vengono creati, usati,
trasformati o distrutti. L'esasperazione del linguaggio, la
polemica sterile, la denigrazione e la demonizzazione dell'
"altro", le condanne senza appello, non portano né
alla verità né alla giustizia bensì creano
complicazioni, disarmonie e sofferenza generale. Inoltre, dato
che siamo tutti collegati gli uni agli altri, ciò che noi
mettiamo "in circolo", in virtù del moto conferito, è
destinato (prima o poi) a ritornarci. E'facile constatare come le
maldicenze, il sospetto e la calunnia oltre ad avvelenare i
rapporti, impoveriscono il nostro cuore e ci rendono la vita più
difficile.
Ci rendiamo conto che la parola assume una grande forza magica
osservandone l'uso in motti, formule, slogan con cui si lanciano
prodotti e idee nella pratica della comunicazione di massa. La
ricerca del successo induce spesso i mezzi di comunicazione a
privilegiare il "sensazionale" e a porre poca
attenzione alle componenti armoniche, genuine e costruttive nelle
situazioni considerate. Il linguaggio e i prodotti dei mass media
sono spesso inquinati da modi, toni e vibrazioni che mirano a
stimolare la sensibilità più grossolana, le passioni più
disarmoniche e a gratificare l'ego personale e materiale. Si
diffondono così emissioni malsane che creano confusione,
disarmonia e disgregazione a scapito della chiarezza, della vera
comprensione e della serenità di giudizio, contagiando stati
d'animo e opinioni.
C'è bisogno di Parole che nascano dal Cuore e che contengano
Luce, con il loro valore positivo e protettivo, per rendere più
bella e armoniosa la vita e contribuire alla nostra e all' altrui
evoluzione. Pensieri e parole purificati dalle scorie
dell'interesse puramente egoistico e materialistico, consapevoli
della loro funzione creativa contribuiscono alla realizzazione
del "Piano Divino sulla Terra".
"Chi riesce a comprendere l'importanza della parola, impara
a parlare, quando parlare, che cosa ottiene con la parola e che
cosa succede quando parla, è sulla giusta via per raggiungere la
meta" (Maestro D.K.).
L'ALCHIMIA
La parola è un atto sacro nata dall'alchimia del respiro:
l'inspirazione (il soffiar dentro: in = dentro, spirare =
soffiare) e l'espirazione (il soffiar fuori: ex = fuori, spirare
= soffiare) generano il suono della vita, unico e duale allo
stesso tempo: il dentro e il fuori, la luce e il buio, il + e il
-. Il suono, contenente gli opposti, ricorda perennemente
all'uomo il ritmo primordiale che ha dato origine al gioco della
vita, dove due e uno si scambiano i ruoli inseguendosi ed
incontrandosi costantemente. La meraviglia di questo gioco è che
l'Uno, nonostante si vesta di dualità, rimane sempre Uno.
In effetti il cerchio é dato da un punto che si avvia, facendo
perno sul proprio asse con moto rotatorio e mantenendo sempre
intatta la distanza di se stesso dai punti generati. In questo
modo percorre la circonferenza prima in un verso e poi
nell'altro, trovando sempre e, al contempo superando, il punto
d'incontro tra ciò che viene e ciò che va: riproducendo se
stesso all'infinito e coniugando il suo dinamismo con l'apparente
staticità, palesa così il suo essere in costante evoluzione e
ci fa dire che l'Uno è staticamente dinamico o dinamicamente
statico. 1:2=2:1, 1+1=1.
Tutti i movimenti in natura seguono un percorso circolare,
pensiamo ad esempio all'onda del mare: essa contiene un inizio,
una fase media (il punto d'incontro e al contempo il culmine del
movimento) e una fase finale che poi coincide con quella
iniziale.
Le prime sillabe o parole pronunciate dall'essere umano sono
state sicuramente di tipo onomatopeico, ovvero riproducevano un
suono della natura (il vento, il mare, la pioggia) e il
linguaggio ha cominciato ad assumere gradualmente una certa forma
e ritmo quando gli esseri umani hanno riconosciuto le proprie
emozioni e sentito il bisogno di esprimerle. Nella memoria
atavica esistono suoni che danno .sensazioni positive, quali
pace, gioia, felicità e, per contro, conflitto, angoscia,
tristezza. La parola espressa con la voce ha un colore, un
volume, un ritmo musicale; emana un'aura che può essere armonica
o disarmonica, evoca un'immagine, una sensazione, può dare un
input o bloccare, può creare o distruggere. Giovanni, nel suo
Vangelo, ci parla del Verbo fattosi carne, ovvero del Suono Sacro
che si concretezza nel Suono di Vita. L'AUM, nella tradizione
sacra orientale, ha una funzione simile: rievocare il ritmo
iniziale della creazione e creare armonia in se stessi. E'
necessario, quindi, per il nostro benessere e la nostra crescita
spirituale nutrirci di suoni che riequilibrino le nostre cellule
riproducendo al loro interno suoni armonici.
Oggigiorno si assiste sempre di più ad un uso di parole che non
comunicano il loro significato intrinseco, ma vogliono riempire
un vuoto di comunicazione, che proprio a causa di ciò diventa
ancora maggiore e, le parole mal usate sono spesso il corollario
di una vita affrontata superficialmente. Abbiamo davvero una
grande responsabilità nello scegliere le parole e
nell'accompagnarle ad atti sinceri che riflettano la volontà di
bene. In questo modo possiamo diventare dei veri costruttori di
pace edificando ponti di comunicazione sempre più ampi, così
che raggiungano non solo la nostra anima, ma quella degli altri
in una comunione illuminata che amplia il cerchio del nostro
essere in una continua crescita di consapevolezza.
L'ESOTERISMO
Il linguaggio presuppone la parola, il suono articolato,
l'interpretazione del messaggio dei mondi interiori. Le parole a
disposizione, per quanto numerose, ciascuna depositaria di un
significato e di una sfumatura precisa, non sono certamente
sufficienti ad esemplificare e tradurre compiutamente i concetti
partoriti nel mondo delle Anime, per cui occorre averne una
conoscenza e una padronanza sempre maggiore. E occorre anche far
leva sull'intuito e sulla tempistica.
Ogni lettera ha un suono ed è un simbolo, è un universo non
ancora sufficientemente sondato dall'uomo, che non sa
compiutamente quanta e quale forza può sprigionare. Un esempio
è dato dalle Scuole di Saggezza ove si apprendeva il significato
della parola primordiale, la conoscenza e l'uso dell'AUM e
dell'OM: ebbene, lo studio e l'esercizio riguardava un carattere
alla volta e solo dopo un ragionevole tempo la parola intera? Per
Legge Universale e per l'assioma Come in alto, così in basso
occorre applicare lo stesso metodo per qualsiasi altra parola se
si vuole giungere al risultato.
Per esprimersi compiutamente, per sprigionare il significato di
una parola occorre conoscerla, visualizzarla e pronunciare con
decisione e precisione. Bisogna infatti avere interiormente bene
chiara l'immagine corrispondente alla parola che si pronuncia per
eseguire correttamente. E non basta: occorre anche discriminarne
l'uso con un'accurata selezione, emettere il suono con il giusto
ritmo perché chi parla non perda il filo del discorso e chi
ascolta abbia il tempo fisiologico per ricevere ed assorbire
l'energia del significato. Se tutto ciò vale ed è
raccomandabile per il carattere, per la parola singola,
figuriamoci quanto può essere importante per le frasi e i
discorsi che l'uomo è chiamato o portato a formulare!
Nella quotidianità degli esercizi è assai raro che l'uomo
riesca ad eseguire correttamente tutto ciò, così si può
spiegare buona parte della confusione, degli equivoci e dei
fraintendimenti che alterano la natura dei suoi rapporti e delle
sue relazioni, degenerate per l'imperizia, l'incapacità,
l'impreparazione a parlare: parlare è difficilissimo, funziona
solo se l'azione è mirata e mirabile perché vale solo se è
sacro. In assenza dei requisiti necessari occorre esercitarsi con
attenzione ma anche comprendere che sovente è molto più utile
tacere per non sprecare energia, per non inquinare i mondi e far
raggiungere lo scopo alle parole valide che sono già in viaggio.
Va infatti ponderato il fatto che eseguire bene la formulazione
di un suono, di una parola, di una frase o di un discorso è
forse solo la metà dell'opera: parlare presuppone che qualcuno
ascolti con la necessaria attenzione e preparazione. E le cose si
complicano quando la trasmissione non è tra due persone ma tra
più interlocutori: succede allora che uno enunci e molti
ricevano, addirittura che più persone contemporaneamente
enuncino a più persone: i risultati e la storia sono davanti a
tutti noi!
Tutto questo naturalmente non può e non deve scoraggiare:
all'essere vivente l'uso del suono è permesso per comunicare,
egli è destinato a servirsene e a servire compiutamente. Nel
frattempo l'esercizio porterà i frutti, perché non c'è difetto
che non diverrà virtù. Occorre però massima attenzione e
concentrazione per migliorare, per non sottovalutare i naturali
errori di percorso del praticantato e non impantanarsi nelle
conseguenze negative.
Posto che si parli correttamente e si riceva altrettanto bene, si
giungerà finalmente alla comunicazione. La comunicazione è
l'unità d'intenti, è la trasmissione che scorre tra due o più
persone e compie il suo dovere. La comunicazione ha valore solo
se è sacra, se cioè è mirata al fine di ambedue i poli,
altrimenti è inutile, perché non dà luce e crea danno
distorcendo l'origine dell'intento, la comprensione della
realtà.
La comunicazione è la trasmissione del messaggio che scorre da
un interlocutore all'altro, essa si posiziona al centro, in
posizione di equilibrio, generando comprensione. La parola
stessa, Comunicazione, svela la sua natura e la sua missione
racchiudendo in essa le parole Unica e Azione, azione Unica: sia
chi enuncia che chi ascolta tende al medesimo fine, matura
fusione, congiunge in matrimonio davanti al significato del
messaggio che segna entrambi nella Luce.
La fusione orizzontale fa da preludio a quella verticale: la
personalità assorbe e compenetra lentamente il significato del
linguaggio, l'anima invece lo coglie immediatamente e lo libera a
sua volta verso la personalità, in modo subliminale,
soccorrendola a più riprese con l'intuizione. La comunicazione
è una croce, il crocevia, il punto d'incontro che concepisce
l'allineamento senza il quale non c'è equilibrio e ci è
precluso il vero.
L'uomo in cammino sulla Via del Servizio apprende gradatamente la
sacralità del linguaggio e della comunicazione attraverso Stati
di Grazia temporanei: la Buona Volontà e la sintesi di Luce e
Amore renderanno infine, un giorno, permanente il risultato. Nel
frattempo serena, indefessa e amorevole applicazione!
L'uomo con la magnificenza delle parole è come il viaggiatore
che al cospetto di un paesaggio percepisce il bello senza
coglierlo in pieno: solo una rivisitazione attenta e mirata darà
modo di ricevere la luce del particolare e la reale portata di un
messaggio. Il viaggiatore che coglie il senso generale di un
viaggio è la personalità, la rivisitazione attenta è propria
di chi è anima.
L'ASTROLOGIA
Mercurio, figlio del Padre (Sole) e della Madre (Luna),
Messaggero di Intelligenza, comunica Amore (Venere) e Forza di
Volontà (Marte). L'uomo (Terra), attraverso la Fiducia e la
Gioia (Giove), la Responsabilità (Saturno), la Libertà (Urano),
la Pietà e la Compassione (Nettuno) arriva alla Trasformazione
(Plutone) per la Sua Rinascita Spirituale. Mercurio, Parola
Intelligente, trasforma il figlio dell'uomo in Uomo Figlio di
Dio.
PAROLA, NOME, AMORE
Gesù il Cristo disse: "Quello che entrerà nella vostra
bocca non vi può contaminare ruta ciò che esce dalla vostra
bocca vi contamina".
Ogni parola deve essere permeata d'amore. Amore è come le onde
del mare: i giochi sono innumerevoli. II nome è una piccola onda
carica di energia minima e forte. Detto ciò il nome è amore: il
nostro nome è fatto unicamente d'amore. Nemmeno l'uomo è tanto
amore quanto il suo nome: infatti il suo corpo è fango, mentre
il nome è suono, vibrazione d'amore. La parola deve essere
armonica, perché dalla creazione del suono; la materia è creata
e quindi ha la stessa vibrazione del suono che la crea. Così se
i "ruvidi" discorsi
danno fama, la parola armonica dà un ambiente armonico.
Allontaniamo dalla nostra bocca le parole sgradevoli: è
necessario. Niente ha emanazione migliore di una delicata parola.
L'evoluzione umana sta conquistando il quinto Regno, il Regno
dell'Anima nel quale tutto si svolge nel compimento della
sacralità; la vita è vissuta in funzione di un Ordine Supremo
riconosciuto.
L'espressione del linguaggio in questo Regno, che è in mezzo a
noi umanità, è il frutto di un percorso cercato e vissuto, vita
dopo vita, nella ricerca costante della consapevolezza.
Rendere sacra l'esistenza significa trasformare, trasmutare,
sublimare abitudini grossolane che il passato ci ha offerto come
esperienza, portando mutamenti significativi e raffinati nella
coscienza umana.
L'intelligenza sviluppatasi attraverso le lezioni acquisite ci
serve a comprendere, distinguere, valutare le tante conoscenze ed
a scorgere le illusioni di cui siamo "padroni". Il
lavoro intenso in cui siamo impegnati volontariamente per rendere
sacra l'esistenza, ci sprona a chiarire le situazioni illusorie
che ci appaiono così "reali".
Il lavoro mentale costruito con intelligenza è necessario
applicarlo innanzitutto sul piano astrale.
Il Maestro Tibetano, nel testo Discepolato nella Nuova Era vol:
2° pag.377, ci esorta a meditare su tale concetto e scrive:
"Il piano astrale non è creato da Dio né ispirato
divinamente, ma è il prodotto del desiderio umano espresso fin
dai primordi dell'intelligenza umana; questo desiderio ha
costruito forme pensiero sintonizzate o legate con ogni fase del
desiderio umano, da quello fisico più basso fino all'aspirazione
spirituale dell'uomo che cerca la liberazione".
Il discepolo sa che e come deve lavorare, con intelligente e
disciplinata applicazione, separando dal dominio del piano
astrale tutti gli altri piani. La volontà è l'energia
motivante, la molla che permette al discepolo di avanzare nella
Luce ove la sacralità della Vita Una ordina, organizza, applica
l'evoluzione.
Il lavoro sul Sentiero ci porta innanzitutto a dimostrare
"chi siamo" da come formuliamo la parola, da come ci
esprimiamo nel linguaggio per dare forma ad un concetto esoterico
nel mondo exoterico. I Maestri ci ricordano costantemente che
come un uomo pensa nel sua cuore, tale egli è.
Il linguaggio animico é espressione spirituale; é la
formulazione di un Concetto Divino; è l'espressione che
umanamente possiamo usare per far comprendere agli altri ciò che
desideriamo veramente offrire comunicando. Parola accanto a
parola in un susseguirsi di suoni modulati che esprimono il
nostro pensiero creano il linguaggio della nostra coscienza. Essa
é Potere in Azione. Il tono della voce, le sfumature armoniche,
i silenzi voluti, creano nell'eterico dell'ambiente una musica
che dispone, in un organismo vivente, l'atmosfera; è l'anima che
plasma il tutto con la sua ricchezza e sensibilità.
Il linguaggio accompagnato da uno sguardo sincero e pulito, da
gesti tranquilli e sereni, crea un'abitudine al sacro; fanno
fiorire l'esistenza rendendola gioia di vivere.
Da un tale comportamento animico è naturale nascano rapporti
armoniosi ed equilibrati, che ci condurranno, di conseguenza, nel
Quinto Regno della sacralità senza che nemmeno ce ne accorgiamo.
La vita che si sta svolgendo nel mondo, sotto i nostri occhi, ci
porta a pensare che in molti casi le parole, il linguaggio,
creano ostacoli, difficoltà e ruggine tra gli uomini, e le
disarmonie che si notano ovunque possono incrinare la nostra
fiducia nell'uomo, ma sappiamo che nel profondo l'Anima vigila;
è Amore e accompagna il suo veicolo verso la Luce.
L'Anima dell'umanità si sta evidenziando in tante situazioni
mondiali e la visione delle tenebre può essere un modo evidente
per far notare alla personalità umana l'insensatezza di tante
azioni. La personalità è spronata ad allinearsi con l'anima.
Ci sentiamo servitori del mondo ed abbiano responsabilmente
accettato di favorire il lavoro di redenzione, incoraggiando,
incitando alla responsabilità, sostenendoci a vicenda e con il
nostro esempio fermo e forte, con la Parola chiara, decisa e
consapevolmente umile, possiamo dimostrare l'esistenza di Alti
Valori; possiamo potenziare forme-pensiero esprimendoci con un
linguaggio mirato, facendo vibrare la nota di ogni temperamento
umano.
Ci stiamo provando, uniti nel nostro impegno. Si presentáno a
noi grosse opportunità che ci possono favorire e sostenere
nell'espansione dei concetti "Verso l'etica vivente".
Il lavoro in Internet crea ponti impensabili; muove onde
favolose; collega, unisce, avvicina tante creature sorelle che
nutrono gli stessi interessi. Essendo interessi sacri sicuramente
ORA troveranno vie e porte aperte nelle istituzioni nazionali ed
internazionali.
La Parola, il Linguaggio usato (creazione mentale coordinata e
voluta), attraverso tutti i canali raggiungibili e disponibili,
formeranno la Nuova Coscienza.
La rete eterica del Pianeta è costantemente potenziata dalla
Luce prodotta da tutti coloro che aspirano e lavorano per il Bene
e così si "potrà sbarrare la porta dietro cui il male
risiede".
Tale visione in costante espansione è necessario venga pensata,
meditata e focalizzata da chi ha compreso. La Forma-Pensiero
fortificherà ulteriormente e progressivamente l'Aura del
Pianeta. Pioveranno Benedizioni su tutte le creature che anelano
al raggiungimento di un Bene Vero e Vitale.
PAX CULTURA sta intensamente svolgendo il Compito con Sacralità.
Ci è stata offerta, per aiutarci in questo compito la Grande
Invocazione. Amiamola con intensità al punto da fonderci con la
Sua Energia; avviciniamoci TRE a TRE e creiamo una rete
meravigliosa che "potrà sbarrare la porta DAVANTI al
male".
Ogni componente è presente secondo la sua disponibilità e
comprensione. Siamo uniti e responsabilmente liberi, consapevoli
di sostenere un preciso SCOPO: portare, imprimere, fondere i
Valori Etici nella Coscienza dell'Umanità.
Questo impegno ci aiuterà ad ESSERE PRESENTI innanzitutto alla
nostra individuale coscienza; ad ESSERE FARI limpidi al cospetto
degli Amici e dell'opinione pubblica.
Siamo Servitori del Mondo e con genuina umiltà ci offriamo come
meglio sappiamo e possiamo fare affinché, giorno dopo giorno, il
nostro lavoro sia maggiormente fruttuoso, mirato, sacro, per il
Bene di tutta l'Umanità e della sua Terra.
IL LINGUAGGIO E I SUOI QUATTRO USI
Gli esseri umani non possono formare una comunità o condurre una
vita di gruppo senza comunicare gli uni con gli altri. Senza
comunicazione non vi può essere comunità e non vi può essere
scambio fra una mente umana e un'altra, né possibilità di
entrare in contatto fra un'intelligenza e un'altra.
Il contatto fra individui nasce sempre dal pensiero ma benché a
volte 'si concretizzi sul piano fisico con l'espressione del
viso, con dei semplici gesti, con un grido o altri segnali del
corpo, il veicolo privilegiato, più efficace e più inclusivo,
rimane sempre il linguaggio nei suoi quattro usi:
- lo scrivere,
- il leggere,
- il parlare,
- l'ascoltare.
Possiamo suddividere i quattro usi del linguaggio in due coppie
parallele: lo scrivere e il leggere da una parte, il parlare e
l'ascoltare dall'altra, e gli elementi di ciascuna coppia sono
ovviamente complementari. Infatti uno scritto è inutile senza
qualcuno che lo legga e il parlare non ha alcun senso senza
qualcuno che possa ascoltare. Queste quattro forme della
comunicazione sono quindi coinvolte nel processo che porta una
mente umana a raggiungerne un'altra e ad entrare in contatto con
essa.
Il bisogno di trasmettere agli altri il proprio pensiero, le
proprie idee, il proprio sapere e le proprie conoscenze ha
modalità e impatti molto diversi se avviene tramite lo scrivere
e il leggere o invece tramite il parlare e l'ascoltare.
Quando si comunica attraverso lo scritto é sempre possibile
rivedere e migliorare il messaggio che si desidera trasmettere,
così come quando si legge si può sempre tornare indietro e
rileggere anche più volte lo stesso scritto fino a quando non lo
si è capito perfettamente e da più punti di vista. In un certo
senso vengono utilizzati dei processi che possono paragonarsi a
quelli utilizzati nelle arti della pittura o della scultura i cui
prodotti sono permanenti, ma durante la loro realizzazione
consentono una continua riflessione, un più facile controllo da
parte della mente o dell'intuito e sono rivedibili e
migliorabili. Non è così per l'arte del parlare e
dell'ascoltare. La fluidità, la scorrevolezza e la velocità del
linguaggio parlato non consentono di tornare indietro su ciò che
si è detto. Le parole parlate, a differenza di quelle scritte,
sono generalmente immutabili. Da qui nasce la grande
responsabilità dell'uomo pensante e in particolare del
ricercatore spirituale.
Sappiamo che il primo requisito che viene richiesto a chi con
serietà di proposito vuole prepararsi ad una vera vita
spirituale è il controllo e il dominio della PAROLA. Non per
nulla nelle scuole occulte dell'antichità si proibiva al neofita
di parlare per i primi due anni del suo ingresso. La Scienza
dello Spirito ci dice che "il molto parlare non sarà senza
peccato". Oggi l'umanità é diventata molto più mentale
che in passato, parla molto di più e di conseguenza si sprecano
fiumi di energia in parole inutili e frasi assurde e senza senso.
Contrariamente a quanto si crede queste parole non sono mai
innocue: esse vanno a formare e ad alimentare una gigantesca nube
caotica, turbinosa, malsana e negativa, che circonda sempre di
più tutto il pianeta.
La difficoltà di comprendersi è dovuta in buona parte alle
limitazioni del linguaggio terreno. Se il linguaggio fosse
davvero perfetto e trasparente, tanto da poter consentire a una
persona di vedere nella mente di un'altra,
la comunicazione umana ne risulterebbe facilitata fino a
rassomigliare molto da vicino alla telepatia superiore. Purtroppo
il linguaggio è spesso esattamente l'opposto, un mezzo
imperfetto, nebuloso, oscuro, pieno di ambiguità e ,di tranelli
che inducono in errori ed equivoci.
Mediante la parala il pensiero è evocato e diviene attivo sul
piano fisico: "Le cose sono ciò che la Parola le fa col
nominarle". Ecco perché ci viene consigliato di usare il
discernimento nell'uso delle nostre parole e di ridurne il
numero. Ci viene consigliato di vigilare attentamente affinché
le nostre parole abbiano questi tre requisiti:
- che siano vere,
- che siano amorevoli,
- che siano utili.
altrimenti è meglio TACERE. Soprattutto nel lavoro di Gruppo,
una delle principali e più frequenti difficoltà di comprensione
e di integrazione, è proprio dovuta al cattivo uso della parola.
Ma se il controllo e il dominio della parola è essenziale
perché la comunicazione fra gli esseri umani possa trasformarsi
in una vera comunione di anime, altrettanto importante è la
pratica della "capacità di ascolto". Troppo spesso,
presi dalla foga di affermare le nostre idee o di convincere gli
altri su ciò che noi crediamo essere la verità, non ci remiamo
conto delle necessità di chi ci sta di fronte, non sappiamo
ascoltare e non siamo capaci di metterci nei panni dell'altro, di
immedesimarci in lui e di vedere le cose can i suoi propri occhi.
Così la nostra comunicazione non raggiunge il piano dell'anima,
si ferma al piano della personalità e non fa nascere l'armonia e
l'equilibrio necessari a dar vita a un dialogo costruttivo capace
di realizzare l'unità nella diversità.
Spesso nel nostro rapporto con gli altri non riusciamo a
mantenerci sul piano mentale, lasciamo entrare la nostra
emotività e anziché pervenire a una migliore comprensione
reciproca trasformiamo il confronto in una controversia emotiva.
Per dare vita a un vero dialogo evolutivo dobbiamo imparare ad
esercitare alcune virtù fondamentali:
- la volontà per affrontare la fatica di rendere vere, utili e amorevoli le nostre parole;
- il controllo e la temperanza per tenere a bada la nostra emotività;
- la serenità e la giustizia per rendere retti e luminosi i nostri rapporti;
-
>
Molto importante è anche il suono delle parole che pronunciamo.
Spesso ci troviamo di fronte a reazioni imprevedibili o a
irrigidimenti che non lasciano spazio a nessun tipo di scambio e
non comprendiamo che sono dovuti al tono della nostra voce
piuttosto che alle parole che abbiamo utilizzato. La parola
errata e il suono disarmonico e non amorevole sono separativi.
Dobbiamo tenere sempre ben presente che "la parola, simbolo
di unità, è divina, mentre il linguaggio con le sue molteplici
differenziazioni, è umano".
Occorre comprendere l'importanza della parola, imparare come
parlare e quando parlare, capire che cosa si ottiene con la
parola e che cosa succede quando si parla. Non c'è vero
progresso spirituale se non si impara a governare giustamente la
parola. Nella manifestazione del piano fisico, siamo conosciuti
per le nostre parole e per le nostre reticenze e siamo giudicati
dalla qualità della nostra conversazione.
La retta parola crea forme benefiche mentre la parola errata
produce forme nocive e malefiche. Se non ci rendiamo conto di
ciò continueremo incessantemente e irresponsabilmente ad usare
parole e moltiplicare suoni che ci circondano di una
molteplicità di forme di nostra propria creazione, non sempre
benefiche. Dobbiamo comprendere tutta l'importanza di riflettere
prima di parlare, ricordando il comandamento che dice:
"Prima di essere degno di parlare, devi pervenire alla
Conoscenza".
Nel nostro vivere quotidiano dobbiamo imparare, prima di parlare,
a scegliere sempre le parole giuste, adatte ad esprimere pensieri
giusti; dobbiamo imparare ad usare la pronuncia corretta cercando
di dare il valore conveniente e la tonalità appropriata ad ogni
parola che esce dalle nostre labbra. Dobbiamo imparare a parlare
e ad ascoltare i nostri fratelli dal piano della mente illuminata
e dal cuore, cessando una volta per sempre ogni critica e ogni
giudizio. Dobbiamo imparare a seminare intorno a noi solo
benedizioni e amore e vigilare perché ogni nostro pensiero e
ogni nostra parola irradi solamente equilibrio, gioia, armonia,
bellezza, evoluzione.
II nostro linguaggio verbale è formato da parole; le parole
sono una combinazione di suoni. II suono è una vibrazione
provocata da un impulso che proviene da un centro nel nostro
cervello, che a sua volta vibra in risposta ad un messaggio che
"scende" dalla mente e a volte dall'anima.
II suono è potere creativo. La Bibbia e tutti i testi sacri
delle varie religioni mondiali dichiarano che tutto venne (e
viene) creato dal potere del suono e della parola, dall'atomo
all'universo.
Questo è uno dei più grandi, o forse il più grande mistero
riguardante l'origine del mondo e degli esseri viventi.
Nonostante sia così difficile da comprendere, gli studiosi e gli
osservatori hanno già potuto notare gli effetti pratici che le
parole e il linguaggio provocano in ogni campo, in ogni
situazione. La parola è la manifestazione del pensiero.
Sul piano mentale, il pensiero può creare (idee, progetti) o
distruggere (denigrare, insultare, frantumare idee e credenze).
Sul piano emotivo, il pensiero ha la facoltà di muovere,
agitare, suscitare o calmare i più diversi tipi di emozioni,
simpatia, attrazione, gelosia, vendetta, invidia, aspirazione.
Come il vento, il pensiero e la parola agiscono sul mare delle
emozioni e possono scatenare tempeste oppure possono creare un
meraviglioso stato di pace e di bellezza. Le emozioni, a loro
volta, guidate dal pensiero, scendono sul piano concreto
dell'azione e danno origine a tutti i fatti, locali e mondiali,
che avvengono tutti i giorni sotto i nostri occhi.
II linguaggio e la comunicazione non sono dunque sacri strumenti,
donatici dagli "dei", per creare bellezza e armonia e
far evolvere tutti gli esseri?
Col nostro libero arbitrio, noi possiamo usare questi strumenti
verso finì tra loro diametralmente opposti.
Come il cibo è il nutrimento del nostro corpo, così le parole e
i pensieri-emozioni che esse comunicano sono il nutrimento dei
nostri corpi sottili (emotivo e mentale). Quindi per raggiungere
e mantenere l'ARMONIA e il benessere, all'interno di noi stessi e
nei nostri rapporti con gli altri, è IMPORTANTE fare attenzione
a ciò che "immettiamo" nelle nostre menti e nelle
menti di chi vive attorno a noi.
Pensiamo all'enorme responsabilità di ognuno di noi e a quella
ancora più grande degli insegnanti, dei politici, degli
intellettuali e dei mezzi di comunicazione di massa.
Se ogni individuo ed ogni gruppo riflettessero su tale enorme
opportunità di migliorare l'ambiente in cui viviamo,
l'evoluzione umana procederebbe con un ritmo accelerato verso una
vita veramente NUOVA.
Non v'è dubbio che l'accelerazione dei progresso tecnologico
abbia portato maggior benessere materiale e opportunità di
crescita e di sviluppo nel tessuto sociale, modificando
radicalmente il modo di adoperare il linguaggio sia nei rapporti
fra individui, sia fra questi ultimi e le Istituzioni.
L'uomo ha oggi a disposizione potenti strumenti che, se usati con
responsabilità, saggezza e sensatezza, e la giusta visione delle
cose, potrebbero permettergli di raggiungere le alte vette
dell'evoluzione e qui incontrarsi con la propria Coscienza
Superiore.
Purtroppo però, .nella maggior parte dei casi, la parola e la
comunicazione sono utilizzate in modo molto superficiale e,
soprattutto, scevro di sacralità. Le nefande e disastrose
conseguenze le abbiamo davanti agli occhi, tutti i giorni.
Le parole errate vanno sicuramente a produrre formepensiero
nocive e distruttive non solo intorno all'individuo che le
pronuncia, ma si propagano anche nello spazio. Non rendendosi
conto di ciò, l'uomo incessantemente e irresponsabilmente
costruisce intorno a sé una molteplicità di forme la cui
qualità è in relazione al pensiero e al linguaggio.
Attualmente i mezzi di comunicazione, così come il linguaggio in
generale, sono gravidi di termini per lo più dissacranti,
polemici, irriguardosi, menzogneri, calunniosi e demagogici, con
ineluttabili effetti devastanti per la collettività. Una
costante minaccia per l'instaurazione dei giusti e corretti
rapporti umani. Non è un caso la crescita a dismisura del
sottobosco culturale che ha confinato le masse in uno stato di
inammissibile quiescenza.
La parola, quel dono supremo di cui il Creatore ci ha dotati, è
stata privata del suo prezioso carico energetico di creatività,
che ha sempre posseduto fin dalla sua nascita. Essa, anche
scritta, per tale ragione, è diventata un pericoloso
"virus", una cellula cancerogena foriera di disarmonie,
disunione, separatività, causa di profonde e rovinose
lacerazioni nella sfera psichica.
Anziché portare Luce, quindi chiarezza e positività, i mezzi di
comunicazione, poiché manipolati da individui fortemente
focalizzati verso la personalità, hanno gettato inquietanti
ombre in seno alla Fonte della Verità. Hanno aperto la porta
alle forze di disgregazione, che, come sanguisughe, si insinuano
ovunque ci sia concordia e spirito di fratellanza, con l'intento
di fomentare l'odio per indebolire le forze di coesione.
I filosofi di tutti i tempi hanno sempre sostenuto che il
linguaggio della comunicazione è il mezzo più elevato che
l'uomo ha per esprimere se stesso e l'ambiente circostante.
Scopo della parola è di rivestire il pensiero e metterlo a
disposizione degli altri.
Quando comunichiamo portiamo alla luce i nostri pensieri; quindi
dopo aver pensato dobbiamo scegliere le parole appropriate ad
esprimere il pensiero giusto, consapevoli che il retto pensiero
genera la retta .parola e la conseguenza sarà la creazione di
forme-pensiero positive di aiuto all'umanità e a noi stessi.
In tale ottica, esistono organismi, gruppi e istituzioni che
operano in tutti i settori e il cui fine tende all'unione e al
bene comune. Essi rappresentano un segno incoraggiante per il
futuro del genere umano, in quanto, mossi da intenti altruistici,
seguono principi etici. I loro testi, edifici, libri, cerimonie e
quant'altro, sono sempre degni dì rispetto. Suscitano un alone
di sacralità.
Il loro linguaggio, di solito, dipinge di colori suggestivi la
Sorgente luminosa dello Spirito Creativo. I loro sforzi
favoriscono l'inarrestabile avanzare delle forze innovatrici.
I componenti di questi organismi sono dotati di coraggio, chiara
visione, perseveranza e spirito di sacrificio. Si muovono sul
terreno delle qualità specifiche dell'Anima e su questo terreno,
sono piantati e germogliano i semi della Sacralità. Attorno ad
essi gravitano particelle di sostanza mentale superiore con le
quali creano un campo magnetico positivo.
Con il loro duro ma costante lavoro contribuiranno sicuramente a
scardinare il muro del dissacrante materialismo, permettendo alla
Luce di passare attraverso le maglie della rete dell'Illusione,
che tiene prigioniera l'Anima, e consentendo, in tal modo,
l'avvicinamento di ogni individuo a quel Sacro Centro chiamato
Cuore. In questo Centro ognuno troverà la Fiamma ardente quale
Fuoco purificatore dei pensieri, quindi delle parole.
Allora, pensieri e parole, purificati da tutte le scorie,
sgravati dal pesante fardello che li tiene ancorati nelle fumose
e stagnanti sfere del materialismo, metteranno le ali e saranno
utilizzati in termini costruttivi e creativi a favore di una più
trasparente e veritiera rete di comunicazione.
Quando verrà raggiunto questo elevato punto di Sacralità, la
realizzazione del Piano Divino sulla serra sarà una meta molto
più vicina.
La comunicazione è lo strumento utilizzato per educare ed il
linguaggio ne è il mezzo; può essere espresso con parole, gesti
e sguardi, ma si comunica anche col silenzio. Tutto in fondo è
comunicazione, scambio e relazione. Nei rapporti la qualità
della comunicazione è essenziale. Se ci rendessimo conto
dell'effetto di ciò che diciamo e di come lo esprimiamo saremmo
più vigili, più attenti alle parole, al tono e ai gesti,
adattando il nostro linguaggio alla sensibilità della persona
che ci ascolta. Il timbro della voce influisce su ciò che stiamo
esprimendo e si percepiscono bene anche le più piccole
sfumature.
Comunicare bene può essere faticoso e, in certi casi, implica
uno sforzo. Richiede calma, consapevolezza, chiarezza di vedute
e, possibilmente, amore intelligente.
Nel cammino evolutivo degli uomini gioca un ruolo fondamentale la
capacità di padroneggiare il linguaggio e con esso la
comunicazione. È molto importante prendere coscienza del potere
di cui disponiamo grazie a questo mezzo.
Le Leggi di Natura e la Saggezza Antica ci insegnano, che
"l'energia segue il pensiero e la parola è ciò che lo
concretizza", e che tutto quello che esprimiamo verbalmente
o mentalmente si accumula nello spazio per poi precipitare sul
piano fisico.
Ogni generazione cambia seguendo i ritmi della storia. Tutto si
trasforma velocemente modificando anche i rapporti tra genitori e
figli. Un tempo tra una generazione e l'altra c'era una
continuità di modi di fare e tutto il sapere veniva trasmesso in
modo naturale e con semplicità, perché il mondo rimaneva
pressoché sempre lo stesso.
Negli ultimi anni, la distanza che separa un giovane da un adulto
è sempre maggiore. Tutto va velocemente e i cambiamenti sono
radicali, così che la trasmissione delle tradizioni, dei valori
si è inevitabilmente inceppata.
E questo, soprattutto, che segna la frattura tra il passato e le
nuove generazioni; è questo che disorienta e mette in crisi la
comunicazione.
Per i genitori non è sempre facile trovare delle nuove linee di
orientamento per educare i figli a crescere.
- Primo compito dell'educazione, alfine di civilizzare il fanciullo,
è di esercitare e dirigerne correttamente gli istinti.
- Secondo dovere è di curare la vera cultura, insegnandogli
a far giusto uso dell'intelletto.
- Terzo, evocare e sviluppare in lui l'intuizione.
(A. A. Bailey - L'Educazione nella Nuova era)
La comunicazione ha già inizio nel ventre materno,
soprattutto, tramite le emozioni e i sentimenti della madre.
Un'atmosfera amorevole, aperta e positiva in, famiglia, è
fondamentale per una buona comunicazione e contribuisce alla
costruzione di giusti rapporti. La famiglia è il primo gruppo
con cui si viene in contatto, è una forma pensiero per cui si è
facilitati nell'instaurare giusti e retti rapporti, cercando
sempre il bene comune.
Per capirsi bisogna conoscersi; entrare nell'altro, sapere quali
sono le sue aspirazioni, le difficoltà e non da ultimo il grado
evolutivo. Per far questo si deve cercare il dialogo, alla cui
base c'è l'ascolto. Il compito dei genitori è quello di essere
coerenti e proporre un modello etico ai propri figli. Usare in
modo corretto le parole non è sufficiente, si deve concretizzare
il linguaggio con l'azione adeguata: insegnare attraverso
l'esempio e il dialogo quali sono i valori fondamentali che
ognuno deve sviluppare nel corso dell'esistenza. Tutto risulterà
più facile se all'interno della famiglia saranno già stati
instaurati giusti e retti rapporti umani costruiti su valori
etici: rispetto di tutti i membri, solidarietà, collaborazione,
stima e fiducia. Questo compito è, però, ostacolato dal fatto
che viviamo in una società frenetica, caotica, poco rispettosa
dell'altro. Siamo bombardati da immagini sempre più violente e
sempre più permissive. L'esibizionismo ha preso il sopravvento,
non si tiene più conto che dialogare o informare non vuol dire,
necessariamente, denigrare ili altri. Fiumi di parole vengono, a
volte, sprecati senza giungere al punto focale della situazione.
Diventa allora importante, far capire ai giovani che tutto questo
è poco edificante e costruttivo. Quando si è giovani, è
importante avere dei modelli etici che conducano verso le scelte
che contano veramente. Sarà tutto più difficile se vengono a
mancare queste basi.
II ruolo del genitore-educatore è quello di osservare il
bambino; capire il bagaglio della sua Anima, per poi dirigerlo
correttamente èlevando il suo livello spirituale.
Bisogna responsabilizzarlo nelle sue scelte già da piccolo, ma
fargli anche comprendere i suoi errori usando le giuste parole e
adoperando linguaggio positivo. Le crisi e gli errori dovrebbero
essere visti come un aiuto per migliorarsi, un'opportunità per
la propria crescita emotiva e spirituale. I figli hanno bisogno
di essere lodati e incoraggiati; hanno bisogno di sentirsi sicuri
e protetti. È importante vedere in loro la personalità,
prenderli sul serio, dialogare, ascoltarli e cercare di capire la
loro posizione. I ragazzi vedono le cose in un modo diverso e,
talvolta, più chiaro degli adulti, e gli adulti possono ancora
imparare da loro.
"Molti genitori non hanno capito che, con il pretesto di
amare i figli, non lasciano mai che soffrano e che fatichino un
po' per ricevere una lezione; al minimo inconveniente, eccoli
pronti a sistemare tutto. Ebbene no, non è questo l'amore e non
é così che agiscono il Signore e la Natura". (Omraam
Mikhael Aivanhov)
La relazione tra genitori,e figli è un esercizio di disciplina,
è un dare-avere, uno scambio continuo di affetti e di
conoscenze. Il giusto equilibrio é la cosa più difficile da
attuare ed è ciò che ogni genitore spera di realizzare.
Cosa devono fare i genitori? Creare un'atmosfera di amore...
un'atmosfera di pazienza, un'atmosfera di attività ordinata,
un'atmosfera di comprensione. (A. A. Bailey - L'Educazione nella
Nuova Era)
Per l'uomo è indispensabile incontrarsi con altri uomini e
parlare con loro perché, così facendo, inconsapevolmente impara
e inconsapevolmente può essere d'aiuto a chi ascolta.
La comunicazione, con questa premessa, è la base per lo sviluppo
umano, sia per le relazioni che per le aperture alle attività
lavorative.
Le persone, quando si parlano, non si ascoltano soltanto con la
voce che arriva alle orecchie, ma anche con i corpi sottili
(quando questi si toccano). Il poter riuscire ad ascoltare una
conversazione, oltre che con le orecchie, anche con i corpi
sottili, permette di afferrare meglio l'essenza del discorso. La
mancanza del contatto astrale rende più difficile la
comprensione: avrete notato quanto è più difficoltoso spiegare
una cosa al telefono anziché a voce. Quindi è utile stare
vicino alle persone quando si parla.
Ogni parola detta ha un peso e viene recepita da chi ci ascolta.
Il nostro obbiettivo è quello di raggiungere e di fare
raggiungere giusti e retti rapporti. È un obbiettivo
estremamente impegnativo, però impegnandoci e conoscendo il
comportamento del corpo fisico sicuramente arriveremo alla meta.
Quindi dobbiamo, nel relazionarci con l'intento di stabilire
retti rapporti, sempre coinvolgere tutte le nostre capacità per
riuscire a incontrare le persone, in modo che la conversazione
sia anche convogliata attraverso i corpi sottili per avere il
massimo della comprensione.
Purtroppo quando ci si relaziona incontriamo l'incomprensione,
che è la regola mentre la comprensione è l'eccezione. Questa
incomprensione ha luogo per diversi motivi: mentre si ascolta si
pensa ad altro, ad un dolore ecc. Uno dei motivi principali
dell'incomprensione è però quello che andrò a descrivere; il
conoscerlo ci sarà di grande aiuto nel migliorare i rapporti con
le persone.
'tutti gli uomini sono mentalmente diversi e questo è dovuto
alla famiglia, agli amici, alla scuola, alla città dove
hanno abitato, alla regione, alla nazione d'appartenenza, al tipo
di lavoro e alle varie esperienze individuali e a quelle di
gruppo. Con tutte queste variabili il divario di conoscenza e di
costumi tra una persona e l'altra è infinito.
Esempio - Ci sono tre persone: Mario, Stefano e Carlo che stanno
mettendosi d'accordo su come iniziare, con una carta, ad
impacchettare una scatola. Mario comincia a raccontare quando è
stata inventata la carta e quale è stato il suo impiego nel
tempo, poi dice come intende lui iniziare a fare il pacchetto:
appoggiare la scatola in mezzo al foglio. Stefano dice che la
spedizione deve essere fatta di sera perché i treni in quelle
ore sono in orario, poi dice come intende lui iniziare a fare il
pacchetto: appoggiare la scatola in mezzo al foglio. Carlo dice
di appoggiare la scatola in mezzo al foglio.
Mario, Stefano e Carlo hanno avuto la stessa idea su come
iniziare ad impacchettare, però partendo da basi totalmente
diverse (uno era andato alle origini, uno era andato nel futuro e
uno era rimasto nel presente); prima di capirsi hanno dovuto far
scorrere fiumi di parole e notevole tempo.
Lo stare insieme a lungo in due o in gruppo porta tutti i
partecipanti, anche se diversi mentalmente, a capirsi. La
comprensione avviene nei gruppi stabili, perché i corpi fisici
stando vicini danno la possibilità ai loro corpi sottili,di
entrare in contatto tra loro. I corpi sottili assorbono e
trasmettono messaggi in continuazione. Quindi se veniamo in
contatto con l'altro corpo sottile, mentre parliamo, la
comunicazione verbale e la comprensione delle parole saranno
facilitate. La capacità di ricevere il messaggio, con i corpi
sottili, è la base per l'apertura della coscienza. L' apertura
della coscienza migliora i canali di trasmissione tra il corpo
fisico e i corpi sottili.
Una parola o una frase ascoltate in una conversazione influiranno
nella nostra vita.
Il termine "Comunicare" proviene da communis, che
vuol dire "mettere in comune", condividere: esso,
dunque, contiene in nuce il germe della sacralità, in quanto è
strettamente connesso con l'idea di Fratellanza, e con il
concetto per cui, dietro le diverse forme apparenti, la Vita è
Una, nel collegamento potente e innegabile tra tutte le
manifestazioni dell'Universo. È forse per questo motivo sottile
per cui la religione cattolica ha utilizzato il termine
"comunicare" per indicare l'azione di chi si avvicina
all'altare per prendere la comunione.
Comunicazione è, dunque, sia ciò che ci collega agli altri
esseri (umani e viventi, in generale), sia che ciò che,
contemporaneamente, ci connette con l'Alto: l'avvento della Nuova
Era ci invita decisamente a ricercare strumenti nuovi, nuovi
ritmi, e dunque nuovi riti, che permettano di esprimerci in forme
che garantiscano i "giusti rapporti", e che ci possano
portare, sempre più consapevolmente, in contatto con la nostra
Anima. Ogni volta che comunichiamo, dunque, dovremmo ricordare
che non stiamo facendo altro che mettere in comune parti
apparentemente diverse della stessa Verità.
La sacralità di una comunicazione, quindi, è legata e connessa
a quanto lo scambio, la relazione, avvenga tra le Anime di chi
sta comunicando.
Le Ere passate ci hanno fornito differenti strumenti, come la
trance raggiunta in alcune celebrazioni rituali, attraverso i
quali gli uomini giungevano in rapporto con le dimensioni
spirituali della realtà, trovando in essa la possibilità di
comunicare direttamente con il mondo delle Anime.
Nei riti più antichi venivano utilizzate delle caverne, per
raggiungere le quali l'uomo - o il gruppo di uomini - doveva
strisciare, arrampicarsi, scalare nel buio pressoché totale,
affascinato e attratto dalle viscere della terra; a patto di
vincere la propria paura, seguendo il sentiero che conduce nelle
tenebre, superando una prova interiore e fisica, quell'uomo
avrebbe potuto avere l'esperienza di un contatto con l'Assoluto.
Le cerimonie della Vecchia Era si caratterizzavano, inoltre, per
il fatto che era il sacerdote l'unico detentore del senso dei
rituali compiuti davanti a una folla all'oscuro del senso più
profondo e inconscio del rito stesso.
Il corpo fisico assumeva, in questi riti, un ruolo opposto a
quello che gli è destinato nel rito cattolico, esso veniva
considerato innanzitutto il veicolo della divinità, e veniva
coinvolto nelle danze sfrenate e nei contorcimenti spasmodici che
caratterizzavano alcune di quelle cerimonie. Nella prospettiva
cattolica, la sregolatezza dei sensi nella comunicazione con il
sacro è di essenza diabolica, e nel Medioevo fu proibita
l'usanza, che fino ad allora era stata in vigore, di danzare
durante le cerimonie religiose. La preghiera cattolica è
diventata dunque essenzialmente silenzio, quando non
mortificazione, del corpo fisico.
Nella Nuova Era ci approssimiamo a rintracciare quella che è la
terza via, nell'espressione del sacro nella comunicazione, ovvero
la via che utilizza al meglio i limiti della nostra personalità
perché la nostra Anima possa essere espressa.
Il delicato e magico equilibrio tra personalità ed Anima passa
attraverso l'allineamento dei corpi inferiori e si avvera
attraverso il gruppo. La comunicazione in gruppo diventa, quindi,
particolarmente importante per apprendere quanto, in ogni forma
di comunicazione, non facciamo che mettere in comune parti
apparentemente diverse della stessa Verità.
Come possiamo essere sicuri che le nostre azioni, le nostre
emozioni e i nostri pensieri, nella comunicazione con l'altro,
siano allineati con la volontà dell'Anima? Capita, infatti,
molto frequentemente, che il nostro stesso attaccamento ad alcune
persone, come i componenti del nostro gruppo, rendano la nostra
comunicazione con loro inefficace, oppure nociva.
Esaminiamo le modalità più frequenti di disallineamento nella
comunicazione:
- "sparare" le proprie forme-pensiero contro gli altri,
senza chiedersi prima se è possibile portare la stessa idea in
modo pacifico e costruttivo, amorevole: a volte, fra l'altro, la
nostra stessa volontà di bene ci rende precipitosi o aggressivi
nei confronti dei fratelli che, secondo noi,
"sbagliano"; altre volte è la nostra paura che ci
muove a "sparare" sugli altri quelle formepensiero che,
cariche emotivamente, non riusciamo a reggere noi stessi;
- rimuginare i motivi e le condizioni che incontrano la propria
contrarietà, senza dare esito positivo e costruttivo a tale
sterile elucubrazione, in un'interpretazione falsa del concetto
di innocuità, tale per cui, per esempio, a volte, confondiamola
luce flebile della suscettibilità della personalità con la luce
chiara dell'Anima;
- rintracciare e sottolineare i collegamenti del comportamento
presente e considerato criticabile, ai comportamenti del passato.
Fra le motivazioni più frequenti alla base dell'espressione
critica all'interno di una comunicazione, quindi, la paura del
dolore e la paura della paura, per evitare i quali
l'atteggiamento di critica diventa una specie di scudo armato per
allontanare le idee e i pensieri dell'altro. In alcune occasioni
e situazioni é la stessa autocritica, troppo duramente
esercitata contro se stessi, che viene utilizzata contro gli
altri.
Parallelamente, si possono individuare comportamenti, azioni e
modalità comunicative, che ottengono l'effetto contrario,
rintracciando quella "via di minor resistenza" che il
Maestro Tibetano così spesso indica per realizzare l'evoluzione:
- distinguere il piano emotivo dal contenuto mentale delle
comunicazioni;
- utilizzare il senso dell'umorismo, in modo da utilizzare il
piano emotivo quale carburante non inquinante che fornisce
energia alle nostre comunicazioni;
- creare forme pensiero morbide, che arrivino agli altri
galleggiando;
- tener presente l'obiettivo del lavoro, che non è la
trasformazione del limite dell'altro;
- far vibrare internamente il Mantra "Io sono quello",
a ricordare all'Anima la sua Funzione, oltre l'apparenza della
Personalità.
Un'indicazione particolarmente utile in proposito è quella della
ricerca del "silenzio del pensiero", inteso quale
spazio di ascolto e di meditazione. Si tratta dell'allenamento
non di certo a non dire quello che si pensa, quanto piuttosto a
rendere la propria Mente un ricettacolo pronto a ricevere quanto
proviene dall'Alto, nel Silenzio. Sappiamo, infatti, che, in
futuro, le parole utilizzate nelle nostre comunicazioni saranno
sempre di meno e il linguaggio umano somiglierà sempre un po' di
più all'uso divino delle Parole.
Le parole del Maestro Tibetano espongono chiaramente la direzione
che una comunicazione che voglia essere sacra deve seguire:
- Abbandona o sacrifica l'antichissima tendenza a criticare e
correggere l'operato altrui, e conserva ire tal modo l'integrità
interiore del gruppo. Più numerosi sono i progetti di servizio
falliti e i lavoratori ostacolati dalla critica che da qualsiasi
altro fattore.
- Sacrifica o abbandona il senso di responsabilità per le
azioni altrui, specialmente se discepoli. Cura che la tua
attività sia all'altezza della loro, e lottando con gioia e
sulla via del servizio le differenze spariranno, e sarà
raggiunto il bene generale.
- Abbandona l'orgoglio mentale che vede giusti e veri i propri
metodi e la propria interpretazione, falsi ed errati quelli
altrui. Questa è la via della separazione. Aderisci alla via
dell'integrazione, che è dell'anima e non della mente (Alice
Bailey, Psicologia Esoterica, vol. 2, 108).
Ricordiamo, infine l'effetto e la funzione di ripulitura che ha
il suono della parola sacra OM, che fatto risuonare con intento
preciso e consapevole, rimuove e disturba la materia grossolana
dei corpi inferiori, attraendo le particelle di materia pura, che
rendono quegli stessi corpi adatti al lavoro dell'Anima.
Smetti di parlare di quello che una persona buona dovrebbe
essere e semplicemente sii quella persona.
(Marco Aurelio)
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LE TRE REGOLE PER L'ASPIRANTE SPIRITUALE
Regola I
Entra nel core del fratello tuo e vedi il suo dolore. Poi parla.
Le tue parole infondano in lui la potente forza i cui a bisogno
per spezzare le sue catene. a non gliele spezzare tu stesso.
L'opera tua è di parlare con comprensione intelligente. Dalla
forza che riceverà sarà sorretto nel suo lavoro.
Regola II
Entra nella ente del fratello tuo e leggi i suoi pensieri; farai
questo soltanto quando i tuoi pensieri saranno puri. Poi pensa.
Ed i pensieri tuoi entrino nella ente del fratello tuo e si
fondano con i suoi. Mantieni però il completo distacco, poiché
nessuno ha il diritto d'influenzare e di dirigere la mente di un
altro. L'unico diritto che tu puoi esercitare è quello che lo
muoverà a dire: "Egli mi ama, mi è vicino. Egli pensa con
me ed io sono forte abbastanza per fare ciò che è giusto".
Impara dunque a parlare. Impara dunque a pensare.
Regola III
Fonditi con l'Anima del fratello tuo e conoscilo qual è. Solo
sul piano dell'Anima ciò può essere fatto. In altri piani la
fusione va a alimentare il combustibile della sua vita inferiore.
Focalizzati sul Piano Divino, vedrai così la parte che spetta a
lui, a te, a tutti gli uomini. Così egli entrerà nella vita e
saprà qual è il suo lavoro.
Una nota unita alle tre regole dice:
"Queste tre energie, della parola, del pensiero, del
proposito, dirette dalla comprensione dell'aspirante, fuse con le
forze che si destano nel fratello che egli cerca di aiutare, sono
le tre energie con le quali tutti gli Adepti lavorano".