Sapienza antica o Esoterismo
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IL CRISTIANESIMO E L'ESOTERISMO

SOMMARIO

RELIGIONE E SPIRITUALITÀ up.jpg

Se vuoi progredire cerca ciò che è eterno. La vita spirituale non consiste nell'andare in chiesa, accendere ceri, confessarsi, dare qualche spicciolo ai poveri e mormorare qualche preghiera. No, la vera spiritualità è una qualità della vita e sottintende un contatto con la vita celeste, pura, armoniosa, perfetta. Infatti "spirituale" significa che lo spirito si manifesta, che la Divinità si manifesta. (Omraam Mikhael Aivanhov).

Esiste una grande differenza tra la religione e la spiritualità. La RELIGIONE, lo dice il nome stesso, che deriva da "religere" o rilegare, stabilisce una serie di regole seguendo le quali ti avvicini a Dio.

La SPIRITUALITÀ è la caratteristica di un modo di vita in cui non servono più il codice penale e quello civile, perché l'individuo vive bene naturalmente, seguendo i dettami che gli giungono dalla scintilla divina presente nel suo cuore.

In questo sito parliamo di spiritualità nel senso più ampio.

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In tutte le religioni esiste un insegnamento pubblico (exoterico) ed uno riservato (esoterico). Le informazioni esoteriche, permettono di dare un profondo significato alla sofferenza, alla morte ed al destino dell'uomo. Attualmente, la mancanza di questo insegnamento da parte della Chiesa, sta facendo allontare dalla medesima le persone che non si accontentano dei dogmi di fede, ma desiderano delle risposte logiche alle domande che si pongono sul destino umano, la morte e la sofferenza.

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Anche nella Religione cristiana esiste l'insegnamento esoterico, leggiamo infatti nel Vangelo che Gesù si ritirava in disparte per dare ai suoi Discepoli delle informazioni che le persone del popolo non erano pronte a ricevere.

Vi sono diversi passi nel Vangelo in cui le parole del Maestro, in modo assai chiaro, alludono all'insegnamento esoterico presente nella Chiesa di allora. Una di queste, che altrimenti non avrebbe significato, recita: "Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci" (Mt 7:6). Va ricordato che, in quei tempi, la parola "cane" indicava anche coloro che "erano fuori", ovvero non facevano parte di un gruppo di persone che perseguivano un interesse comune.

Un altro passo, in cui Gesù chiaramente allude a coloro che "erano fuori" e perciò non pronti ad un certo tipo di informazione, recita: "Ora quando Egli fu solo, coloro che lo seguitavano coi dodici, lo domandarono della parabola. Ed Egli disse loro: A voi è dato il mistero del regno di Dio, ma a coloro che son di fuori tutte queste cose si propongono per parabole" (Mc 4:10,11 - Lc 8:9,10).

Marco specifica questo fatto in modo assai chiaro dicendo: "E con molte di tali parabole esponeva loro la parola, secondo che potevano intendere. E non parlava loro senza similitudine; ma in disparte egli dichiarava ogni cosa ai suoi discepoli" (Mc 4:33,34).

Molto esplicita anche la frase di Gesù quando dice ai suoi Apostoli: "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non sono ancora alla vostra portata." (Gv 16:12).

Anche S. Paolo si è pronunciato spesso al riguardo di un insegnamento riservato ai pochi, da lui definito come Misteri. Abbiamo scelto due suoi brani che sono estremamente eloquenti: "Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti:

  • Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
  • né mai entrarono in cuore di uomo,
  • queste ha preparato Dio per coloro che lo amano.(1 Cor 2,6-9).

Quando e perché venne perso l'insegnamento (1) up.jpg

Le convulsioni sociali e politiche che accompagnarono la morte dell'impero romano cominciarono a minarne la vasta compagine e anche i Cristiani furono presi nel vortice degli interessi egoistici in contrasto. Troviamo ancora allusioni sparse circa la speciale conoscenza impartita ai capi ed agli insegnanti della Chiesa: conoscenza delle Gerarchie celesti, istruzioni date dagli Angeli, ecc.

La mancanza di discepoli adatti, fece comunque in modo che i Misteri cessassero come istituzione pubblicamente riconosciuta e l'insegnamento venisse dato sempre più segretamente a quelle anime, ognor più rare, le quali, imparando la purezza e la devozione, si mostravano capaci di riceverlo. Non si trovarono più Scuole dove venivano impartiti gli insegnamenti preliminari e con la scomparsa di esse la porta fu chiusa.

Ciononostante si possono rintracciare nel Cristianesimo due correnti che hanno per sorgente i Misteri scomparsi; una, della dottrina mistica che fluiva dalla Sapienza, dalla Gnosi impartita nei Misteri, l'altra della contemplazione mistica che faceva ugualmente parte della Gnosi e conduceva all'estasi, alla visione spirituale.

Quest'ultima, però, separata dalla conoscenza, portava raramente alla vera estasi e tendeva o a scorrere senza freno nelle regioni inferiori dei mondi invisibili, o a perdersi fra una policroma folla di sottili forme superfisiche, visibili quali apparenze oggettive all'intera visione prematuramente forzata dai digiuni, dalle vigilie e dallo sforzo d'attenzione, ma prodotte principalmente dai pensieri e dalle emozioni del veggente. Anche quando le forme osservate non erano pensieri resi obbiettivi, erano però guardate attraverso l'atmosfera falsata delle idee e delle credenze preconcette e quindi rese, per la maggior parte, poco attendibili.

Nondimeno, alcune erano davvero visioni di cose celesti e Gesù veramente appariva di tempo in tempo ai Suoi devoti, e gli Angeli qualche volta illuminavano della loro presenza la cella del frate e della religiosa, la solitudine del devoto estatico e del paziente ricercatore di Dio.

Negare la possibilità di tali esperienze sarebbe menare un colpo alla radice stessa di ciò che è stato più fermamente creduto o in tutte le religioni e che è noto a tutti gli Occultisti: l'intercomunicazione fra gli Spiriti velati nella carne e quelli ravvolti in vestimenta più sottili, il contatto della mente con la mente attraverso le barriere della materia, lo svilupparsi della Divinità nell'uomo, la conoscenza certa di una vita oltre la soglia della morte.

(...) Ma mentre c'inchiniamo riverenti a questi Figli della Luce sparsi nei secoli, siamo forzati di riconoscere in loro l'assenza di quell'unione di sagace intelletto e di alta devozione che venivano uniti nella disciplina dei Misteri, e mentre ci facciamo meraviglia che essi si librassero tanto in alto, non possiamo fare a meno di desiderare che i loro doni preziosi fossero stati sviluppati sotto quella magnifica disciplina arcani.

La necessità di riproporre l'insegnamento esoterico (2) up.jpg

È questa la cosa più d'ogni altra necessaria ora al Cristianesimo, poichè appunto per difetto di sapienza perisce il fiore della Cristianità. Se gl'insegnamenti esoterici potessero essere ristabiliti e attrarre fervidi e pazienti studiosi non passerebbe molto tempo prima che anche il lato occulto (noscosto n.d.r.) fosse ripristinato.

(...) Appare manifesto, a chiunque si dia la pena di studiare gli ultimi quaranta anni del secolo trascorso, che gran numero di persone serie e morali sono uscite dal grembo delle Chiese perchè gli insegnamenti che ricevevano non soddisfacevano il loro intelletto.

(...) Chiunque esamini accuratamente i fenomeni che si presentano, ammetterà che uomini d'alto intelletto sono stati forzati ad abbandonare il Cristianesimo a causa della rudezza delle idee religiose loro presentate, delle contraddizioni che si riscontrano negli insegnamenti autorevoli e dei concetti inammissibili per qualunque intelligenza educata, circa Dio, l'uomo e l'universo.

Conclusione di Eliphas Lèvi (3) up.jpg

Alfonso Luigi Constant (1810-1875), meglio conosciuto sotto lo pseudonimo di Eliphas Lèvi, ha espresso in modo assai chiaro il danno dovuto alla perdita dei Misteri e la necessità del loro ripristino, con le seguenti parole:

"Una grave calamità accadde al cristianesimo. Il tradimento dei Misteri per opera dei falsi Gnostici, poichè gli Gnostici, cioè quelli che sanno, erano gli iniziati del Cristianesimo primitivo, fu causa che la Gnosi venisse rigettata ed alienò la Chiesa dalle supreme verità della Cabala che contiene tutti i segreti della teologia trascendentale.

"(...) Fate che la scienza più assoluta, la più alta ragione, divengano ancora una volta patrimonio dei conduttori del popolo; fate che l'arte sacerdotale e l'arte reale riprendano il doppio scettro dell'antiche iniziazioni, ed il mondo sociale uscirà di nuovo dal Caos. Non ardete più le immagini sante; non demolite più i templi; templi ed imagini sono necessari agli uomini; ma scacciate i mercenari dalla casa di preghiera; fate che i ciechi non siano più conduttori di ciechi, ricostruite la gerarchia dell'intelligenza e della santità e quali Maestri di coloro che credono riconoscete soltanto coloro che sanno.

Vorranno le Chiese d'oggi riprendere l'insegnamento mistico, i Misteri Minori, e così preparare i figli loro per la restaurazione dei Misteri Maggiori, attirando di nuovo gli Angeli quali Maestri ed avendo per Ierofante (Sacerdote, n.d.r.) il Divino Maestro Gesù? Dalla risposta a questa domanda dipende l'avvenire del cristianesimo.


CHI SONO GLI AUTORI DEGLI
INSEGNAMENTI ESOTERICI?
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Quando si parla di veri Insegnamenti di saggezza, che datano di millenni e rappresentano le fondamenta di tutte le grande religioni, troviamo autori antichi e moderni. Mentre non possiamo stabilire le caratteristiche peculiari di quelli antichi, possiamo senz'altro dividere quelli moderni in tre grandi categorie:

  1. persone dotate di chiaroveggenza (Rudolf Steiner, Max Heindel, Mons. Leadbeater, ecc.),
  2. persone dotate di telepatia superiore, alcune di loro sono anche dotate di chiaroveggenza, (madame Blavatsky, Annie Besant, Alice Bailey, ecc.),
  3. persone normali che raccolgono le informazioni date dagli autori della categoria 1 e 2 e le elaborano a modo loro. Arthur Powell, con la sua grande opera sui mondi invisibili, ne è un classico esempio.

Chiaroveggenza volontaria e involontaria. up.jpg

Vi sono delle persone che sono dotate di una particolare sensibilità che, con un lungo e severo tirocinio, possono acquisire ciò che viene chiamata "chiaroveggenza volontaria" o il risveglio del "terzo occhio", che gli Indù rappresentano con una gemma in mezzo alla fronte dei loro dei. Essi possono investigare esseri e cose costituite di materia diversa da quella fisica e le loro indagini sono indipendenti dal tempo. L'Uraeus, o serpente simbolico, posto sulla fronte dei Sacerdoti degli antichi Insegnamenti, indicava in questa abilità l'origine della loro saggezza.

I chiaroveggenti volontari sono rarissimi perché per acquisire tale facoltà occorre possedere delle doti particolari e fare un lungo corso di allenamento sotto la guida di un maestro qualificato. Ecco la descrizione dei due tipi di chiaroveggenti data da Max Heindel: Il chiaroveggente volontario, vede ed investiga a volontà, mentre il medium (chiaroveggente involontario, N.d.R.) è incapace di indagare per ottenere informazioni, poiché non può osservare quello che desidera ...

La maggior parte della gente, non fa distinzione fra i due; tuttavia c'è una regola infallibile, alla quale ognuno può attenersi: Nessun chiaroveggente correttamente formato eserciterà la chiaroveggenza a scopo di lucro, sia esso denaro od altra cosa; non la userà per soddisfacimento di curiosità, ma unicamente per aiutare il genere umano.

Nessuno che sia capace di insegnare il metodo adatto per lo sviluppo di questa facoltà, darà una tale lezione a scopo di lucro. Coloro che chiedono denaro per esercitare la chiaroveggenza o per impartire lezioni su queste cose, non posseggono effettivamente nulla che meriti di esser pagato. La regola data è una guida sicura che può esser seguita da tutti con piena fiducia (4).

La Telepatia superiore. up.jpg

Si tratta di una forma di trasmissione e ricezione del pensiero tra una persona ed un'altra, che può essere uno dei Maestri (esseri particolarmente evoluti), di cui avremo modo di parlare nelle prossime lettere. Colui che riceve i messaggi, a differenza dei medium, non cade in trance ma rimane ben sveglio ad ascoltare ciò che gli viene detto, per scriverlo a beneficio di altri ricercatori. In questo stato di coscienza può anche porre domande al Maestro e farsi dare eventuali chiarimenti sull'argomento che sta trattando.

Ecco come descrive il suo modo di operare Alice Bailey: Voglio mettere in chiaro che il lavoro che faccio non ha nulla a che vedere con la scrittura automatica. Questa, salvo rari casi (e tutti pensano che il loro caso sia un'eccezione), è molto pericolosa... Colui che trasmette e colui che riceve non devono mai agire come automi (5).

Continua, inoltre, dicendo: Molte volte la negatività di chi riceve permette l'ingresso di una seconda forza ... ne consegue il rischio dell'ossessione. Sono molti i casi di ossessione come conseguenza della scrittura automatica (6).

Riferimenti Bibliografici. up.jpg

  1. Annie Besant, Il Cristianesimo esoterico, pag. 80,
    Edizioni Adyar, Settimo Vittone (TO).
  2. Ibid., pag. 34.
  3. Eliphas Lèvi, I misteri della Magia.
  4. Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce,
    Edizioni Il Cigno, Peschiera del Garda (VE), 1996.
  5. Leo e Viola Goldmen, Amore e Saggezza, p. 74,
    Edizioni Syntesis, Pinasca (TO), 1996.
  6. Ibid, p. 74.

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