CONOSCERE I MAESTRI DI SAGGEZZA (5/9)
L'INIZIAZIONE
L'idea comune che si ha riguardo all'Iniziazione è che questa
sia semplicemente una cerimonia atta a convertire una persona in
un membro di un'associazione segreta; cosa che può avvenire per
chiunque voglia pagare, nella maggior parte dei casi, una certa
somma di denaro.
Sebbene questo sia vero per la pseudo iniziazione in ordini
fraterni e anche nella maggior parte degli ordini pseudo-occulti,
è del tutto falso quando si riferisce alle iniziazioni nei
diversi gradi di vere fraternità occulte, come sarà chiarito da
una vera comprensione dei requisiti richiesti.
In primo luogo non esiste una chiave d'oro che ammetta al tempio;
ciò che conta è il merito e non il denaro. Il merito non si
acquista in un giorno, esso è il prodotto accumulato delle
precedenti buone azioni. Il candidato all'iniziazione è di
solito perfettamente inconscio di esserlo; egli ordinariamente
vive la sua vita nella comunità e serve i suoi simili per giorni
ed anni senza alcun ulteriore pensiero, fino a che un bel giorno
appare nella sua vita il Maestro, uno Ierofante dei Misteri
Minori, addetto al paese in cui il candidato risiede.
Fino a questo momento il candidato ha coltivato in sé certe
facoltà ed ha accumulato certi poteri di servizio e di aiuto dei
quali è generalmente inconsapevole o che non sa come
propriamente utilizzare. Allora il compito dell'Iniziatore sarà
semplice; esso indica al candidato le facoltà latenti, i poteri
dormienti, e lo inizia al loro uso; gli spiega o gli dimostra per
la prima volta come può cambiare l'energia statica in potenza
dinamica.
L'Iniziazione può avvenire con o senza una cerimonia; ma si
osservi particolarmente che mentre l'Iniziazione è il culmine
inevitabile di prolungati sforzi spirituali, sia che il candidato
ne sia conscio o no, essa non può mai aver luogo positivamente
finché il necessario sviluppo interno non abbia accumulato
l'energia latente che l'Iniziazione insegna ad usare
dinamicamente, allo stesso modo che lo scatto del grilletto non
può causare l'esplosione di un proiettile in un fucile che non
sia prima stato caricato.
Le iniziazioni sono delle cerimonie assai semplici (15) 
Le iniziazioni non si svolgono mai con grandi cerimoniali, certo
alcune volte devono seguire un rituale speciale, vuoi perché
l'iniziando è un soggetto delicato, oppure perché ha ancora
delle difficoltà ad integrarsi ed è necessario creargli intorno
un ambiente che gli dia sicurezza.
È anche necessario che voi sappiate che durante l'iniziazione un
discepolo non riceve alcuna energia da parte del Maestro, e
fintanto che questo fatto non vi sarà chiaro non potrete
comprendere né la vera funzione del Maestro, né la natura
dell'iniziazione. Il Maestro, infatti, serve soltanto come un
canale intermediario per una determinata energia; energia che
può giungere da Colui che chiamiamo "Re del Mondo, il
Grande Iniziatore, il Padre degli Uomini", oppure dal Sole o
da un'altra costellazione.
Questo è il motivo per cui è giusto che la cerimonia sia
condotta in modo da garantire un minimo di sicurezza al discepolo
che deve essere iniziato ed a coloro che vi partecipano, siano
essi i Maestri o gli assistenti. Tutti costoro rappresentano
infatti, per il discepolo, una presenza in grado di garantirgli
una certa tranquillità d'animo.
Quando il Maestro chiama l'energia necessaria all'iniziazione,
essa arriva impetuosa, abbondante e generosa, proprio nel punto
in cui è stata chiamata. Comunque il discepolo ne assorbirà
quel tanto che gli serve per diventare un iniziato mentre la
parte restante inutilizzata verrà "tamponata" dai
Maestri e dai grandi Iniziati che lo assistono durante
l'investitura. L'energia, infatti è unica ed indivisibile ed
ognuno di noi può prendersene soltanto la "quantità"
che è in grado di ricevere senza correre alcun rischio.
Quello che cerco di spiegarvi è che esiste una sola energia per
poter essere iniziati ed essere riconosciuti non più come
"corpi" bensì come "anime viventi" ed
iniziare ad esistere cosmicamente parlando; c'è una sola ed
unica energia: l'energia dello Spirito Santo. Dal punto di vista
eterico, astrale e mentale, noi siamo come bambini e perciò
dobbiamo "assorbire" l'energia dello Spirito Santo a
piccole dosi. Nel tempo, poi, arriveremo ad assorbirla tutta e
questo segnerà l'inizio della nostra vita divina.
Questa energia va assorbita a piccole dosi, potremmo dire che il
discepolo, così come un bimbo fa con il cibo, la deve prendere a
piccoli morsi, inghiottirla e digerirla, per fare in modo che il
suo stomaco, pian, piano, diventi più grande e ne possa digerire
ancora di più. Il discepolo, così facendo, potrà,
all'iniziazione successiva, ricevere ancor più energia e,
proseguendo in questo modo, arriverà un giorno in cui potrà
ricevere in tutta l'interezza l'energia cosmica dello Spirito
Santo. Quando il discepolo riesce ad integrare ed integrarsi
nell'energia cosmica inizia una nuova vita: "la Vita
Divina".
IL SENTIERO DEL DISCEPOLO ACCETTATO (28) 
Le prime due Iniziazioni costituiscono la fase del Discepolo
accettato, o meglio riguarda il discepolo che ha accettato il
fatto dell'esistenza della Gerarchia Spirituale; il principio che
tutte le Anime sono un'anima unica; ha assunto l'impegno di
operare come Anima e di servire il Piano.
Come diventare un discepolo (15) 
Soltanto un discepolo può essere incaricato di effettuare dei
lavori di grande responsabilità perché è arrivato a
"vivere" nell'aura del suo Maestro. Chi non è ancora
un discepolo si trova nella condizione di "allievo in
prova" e, non essendo ancora pronto per determinati lavori,
non è neppure ammesso nell'aura del Maestro. In questo stadio
preliminare si può certamente contattare l'aura di un altro
discepolo, ma non certo divenire pupilli di un Maestro.
Un allievo in prova non può neppure sperare di diventare un
discepolo prima ancora di incontrare il Maestro, e meno ancora
sperare nell'iniziazione. Questi sono traguardi a cui si può
aspirare soltanto coltivando le qualità necessarie. Tutto questo
è molto logico ma, tuttavia, non rientra nella logica degli
uomini che, prima vogliono incontrare il Maestro, e poi
sviluppare le qualità necessarie. Essi credono infatti che
avendo incontrato il Maestro tutte le cose diventeranno
automaticamente più facili, perché sarà il Maestro stesso ad
indicar loro quello che devono fare, quello che devono credere,
quali sono le idee migliori, quali dogmi accettare, e così di
seguito.
È necessario essere consapevoli della responsabilità che
comporta una relazione tra discepolo e Maestro, essergli
riconoscenti, rispettare la sua parola, i suoi consigli ed anche
la vostra stessa natura. Così facendo, se sentirete venir meno
la voglia di compiere questa o quell'altra attività, vi
sforzerete di portarla a termine perché avete preso un impegno
con il vostro Maestro.
Questa è la strada su cui un aspirante può proseguire senza
pericoli sul sentiero del lavoro e del servizio; una strada
difficile ma sicura e, nel caso di sconforto o stanchezza, la
buona volontà, motivata dall'ispirazione ricevuta dal Maestro,
fornirà al discepolo l'energia necessaria per proseguire.
In seguito il Maestro donerà al discepolo parte della sua
sostanza aurica, parte delle sue cellule eteriche e dei suoi
atomi eterici, verranno infatti immessi nell'aura del discepolo,
e sono proprio questi atomi eterici che poco a poco lo
polarizzeranno verso una maggiore forza di volontà, una più
grande capacità di sforzo e lo aiuteranno mostrandogli come
agire per procedere nel cammino spirituale. Questa è la ragione
per cui è necessario che entrambi appartengano allo stesso
Raggio, allo stesso tipo di energia, alla stessa onda evolutiva.
In tale occasione il Maestro irradierà sul discepolo il più
alto ideale che egli stesso abbia raggiunto e questi lo
integrerà nei suoi pensieri.
Qual'è la differenza tra un allievo ed un discepolo? (15) 
Per sviluppare l'intuizione, e lo vogliamo precisare ancora una
volta, è necessario sviluppare la costanza e la persistenza.
Nessuno può dirsi "discepolo", o rivendicare questo
titolo, se non può anche dimostrare con i fatti che possiede la
persistenza e la costanza sufficienti a compiere un lavoro fino
in fondo. Se non possiede tali qualità potrà affermare di
essere "un allievo", oppure "un allievo in
prova", ma non certo di essere un discepolo accettato.
A un Maestro necessita il consenso dei suoi allievi (15) 
Un Maestro, per aiutare un suo discepolo, avrà sempre e comunque
bisogno del suo consenso. Soltanto la confidenza reciproca
permetterà al discepolo di superare tutte le prove che gli
saranno presentate e la fiducia che ripone nel suo Maestro gli
permetterà di riceverne l'influenza migliore. Questa fiducia nel
proprio Maestro è un'altra delle qualità che permettono il
risveglio dell'intuizione. Ciò non significa comunque che voi
dovete lasciar da parte la vostra volontà ed attendere sempre
che il Maestro vi indichi cosa fare o come comportarvi.
Non dimenticate mai che il Maestro è sempre pronto ad aiutarvi
nel difficile cammino del cambiamento interiore, voi siete il
veliero nel mare della vita ed il Maestro rappresenta il vento.
Comunque ricordate che la rotta è sempre scelta da voi, non
potete infatti delegare nessun altro a fare le scelte che vi
riguardano personalmente. Voi stessi dovete scegliere la strada
perché questa è una delle prove di buona volontà che la
Gerarchia si aspetta da ogni individuo. Chiunque si sforzerà di
migliorare se stesso avrà al suo fianco un Maestro che lo
aiuterà in questa direzione.
Perciò, rifacendoci all'esempio del veliero, è assai importante
che voi stendiate le vele in modo da raggiungere la velocità
voluta e regoliate il timone per l'esatta direzione. Il Maestro,
dal canto suo, sarà il vento che vi spingerà nel porto
desiderato.
Dopo aver dato prova di buona volontà occorre anche dar prova di
possedere, e saper utilizzare, una certa dose di intelligenza.
Questo non è stato necessario all'inizio del vostro cammino,
quando è bastato dar prova della bontà delle motivazioni del
vostro cuore; aver mostrato di camminare su "strade"
diverse da quelle mondane (che la maggior parte degli uomini
calpestano), ed aver dimostrato di agire in modo diverso da quei
discepoli che si considerano anime elette perché pensano che,
per poterlo essere, siano sufficienti le loro preghiere.
Il discepolo resta sempre libero nella sua identità (15) 
Il Maestro trasmette la sua energia al discepolo così come un
padre trasmette i suoi geni o le sue acquisizioni culturali ai
proprio figli. Questa trasmissione è il primo passo per un
lavoro di assimilazione che compete al discepolo; questa
assimilazione, comunque, la dovrà fare mantenendo la sua
identità. Tutto questo, infatti, non significa plagio. Il
discepolo avrà sempre la libertà di interpretare e vivere a
modo suo ciò che il Maestro gli dona come modello per impostare
la sua vita.
Succede come se al discepolo fosse indicata una stella luminosa
che lui potrà seguire, oppure no, al fine di proseguire nel suo
cammino. Il simbolo di un Maestro è infatti una stella; stella
che a sua volta rappresenta la casa di Dio.
Le ispirazioni che verranno ricevute dal discepolo non potranno
mai essere tali da "programmarlo" ad agire come un
automa o un burattino, al contrario gli offrono le indicazioni
sul come seguire la strada migliore per evolversi spiritualmente.
Tali istruzioni potranno essere utilizzate in piena libertà
usufruendo delle cognizioni e delle esperienze che ha accumulato
nel corso degli anni.
Tutti noi dobbiamo lavorare per raggiungere questa meta; una meta
rappresentata da un mondo divino dove non troveremo più le cose
con le caratteristiche conosciute attualmente. In questo mondo
divino non troveremo più l'egoismo, l'emotività, il dolore, la
fame, il caldo e il freddo, il materialismo e tutte le altre cose
che finora abbiamo considerato parte della normalità.
Quando le qualità di cui abbiamo parlato saranno state
sviluppate in modo sufficiente tutto quello che il discepolo
attende con ansia, ovvero: comunione, comunicazione, intuizione,
ispirazioni ed apparizioni, faranno parte della vita quotidiana.
Tutte queste cose avranno luogo naturalmente, perché il
discepolo, pur continuando a vivere in una forma umana, potrà
anche usufruire delle qualità offerte dalla vita divina e fare
così delle esperienze che prima erano soltanto oggetto della sua
immaginazione.
Un Maestro non dirà mai cosa fare e cosa non fare (15) 
Proprio a favore del cammino evolutivo individuale un Maestro non
dirà mai queste cose, spetta al discepolo sviluppare in sé
stesso le doti dell'osservazione, della valutazione e del
discernimento.
Se cercate il Maestro sperando che vi renda più semplice il
cammino evolutivo, che vi dica cosa pensare, cosa mangiare, come
vestirvi o quando meditare, seguite soltanto dei sogni e delle
utopie; il Maestro non vi dirà mai queste cose. Vi potrà dare
delle ispirazioni che serviranno a motivarvi verso un certo tipo
di lavoro ma dovrete essere voi stessi a compiere il lavoro con
lo sforzo e la responsabilità necessarie per portarlo avanti
sino al suo compimento.
Un Maestro non dà mai neppure degli ordini, Egli offre dei
semplici suggerimenti ed aiuta nel contempo a risvegliare la
buona volontà del discepolo; tutto questo non ha niente a che
vedere con la fede cieca o l'ubbidienza assoluta. È sempre il
discepolo che deve stabilire le linee da seguire per portare
avanti il suo lavoro e provvedere a tutto ciò che può essere
utile affinché possa essere fatto nel modo migliore.
Se il discepolo è realmente animato da buona volontà saprà
anche trovare un tempo adatto per la meditazione nonché la
determinazione necessaria per lavorare senza che nessuno glielo
ordini. Questa determinazione gli verrà proprio dall'intuizione
che, ormai risvegliata, gli permetterà di fare proprio il lavoro
che il Maestro si augurava e progettava per lui.
Il Maestro conosce le necessità dei suoi allievi (15) 
Ora vi spiegherò come l'ispirazione giunga in modo tecnico. Il
Maestro, pur vivendo una vita indipendente in rapporto ai suoi
discepoli, quando li accoglie nella sua aura, conosce già ciò
che è necessario ad ognuno di essi e, regolarmente, ad ogni luna
piena, invia a ciascuno di loro un programma di ispirazioni. In
questi momenti il Maestro pensa profondamente ad ogni suo
discepolo e proietta nella sua aura tutto il programma di lavoro
che dovrebbe svolgere. Questa relazione discepolo/Maestro può
protrarsi per molto tempo ed è perciò auspicabile che ogni
aspirante abbia una conoscenza più profonda del pensiero del
Maestro.
In questo modo il discepolo viene ispirato su cosa dovrebbe fare
di anno in anno e di vita in vita. Se avete ben capito questo
meccanismo, sarete anche in grado di comprendere quanto sia
importante che ad ogni luna piena, quando il Maestro invia le
ispirazioni che dovranno motivare il futuro lavoro da fare, i
discepoli abbiano sviluppato l'intuizione necessaria per ricevere
il messaggio e metterlo a frutto.
La solitudine vi mette alla prova (15) 
Voi dovete sapere che quando vi trovate in una situazione di
solitudine e questo sentimento d'abbandono è molto grande,
ebbene questa vostra condizione non è casuale; rappresenta
invece il piano preparato dal Maestro proprio per voi. Un piano
che Gli permette di vedere come vi comportate quando vi trovate
in una situazione in cui vi sentite soli sulla terra, e
riconoscete che in quel momento nessuno dall'alto vi darà una
mano, né il Maestro, né Dio che, pur esistendo, sarà per voi
il Dio di un cosmo lontano ed insondabile.
Se in un momento come quello descritto sarete in grado di trovare
dentro di voi un amore sufficiente, sarete capaci di assumervi la
responsabilità necessaria, ed inizierete ad aiutare i vostri
simili a migliore la loro vita e perfezionarsi, allora
dimostrerete di possedere le qualità necessarie per poter
stabilire un contatto con il vostro Maestro.
È proprio a partire dal momento in cui il discepolo dimostra di
possedere queste qualità che si può "unire" al suo
Maestro. Tutto questo avviene senza tante cerimonie, non c'è
bisogno di un timbro stampato sulla fronte del discepolo, la cosa
succede istantaneamente.
Diventare discepoli è una grande responsabilità (15) 
Diventare discepoli è una grande responsabilità;
responsabilità condivisa dall'Ashram (Scuola spirituale) di cui
il discepolo è entrato a far parte. Immaginate un discepolo che
sia stato accettato in una confraternita, in un Ashram ove si
coltivino le qualità dell'Amore oppure della Forza.
Il discepolo, come nuovo confratello, potrà fare l'uso che crede
dell'energia ricevuta dall'Ashram; potrà fare quello che vuole;
potrà deviare l'energia a suo profitto e diventare molto
orgoglioso; potrà fare magia grigia o magia nera. Potrà anche
in un sol colpo rinnegare tutto e poi acquistare una forte
personalità che gli assicurerà un carattere deciso e diventare
un grande finanziere o un politico, senza moralità né amore.
Un Ashram si può paragonare ad un grande cuore palpitante,
composto da decine e decine di individui arrivati ad una
maturità sufficiente per essere motivati soltanto verso opere di
bene. Eppure questo non assicura che il nuovo discepolo segua
sempre delle linee di pensiero simile a quelle dei suoi
confratelli. Per questa ragione, se qualcuno utilizza male
l'energia che gli è stata data, l'Ashram stesso si ritrova con
queste negatività segnate nel proprio Karma (destino).
Proprio per poter controbilanciare questi effetti negativi
l'Ashram, periodicamente, si incarica di offrire al mondo
qualcosa di buono, ed invia tra gli uomini uno dei suoi
confratelli che abbia intenzioni migliori del precedente; un
confratello che farà del bene con l'energia che potrà attingere
dall'Ashram stesso e ristabilirà con questa l'equilibrio
originario.
Bisogna dunque che tutti conoscano la realtà di questi conflitti
tra le buone e le cattive intenzioni e quindi chiedersi, prima di
diventar parte di una confraternita, se si è disposti a seguire
fino in fondo le regole della medesima. Ed è proprio nella
misura in cui gli individui ignorano questa relazione di
responsabilità che il Maestro resta distante, non soltanto dagli
aspiranti ma anche da certi discepoli.
Comunque anche gli uomini che hanno un cuore e delle intenzioni
non completamente pure potranno essere accolti in un Ashram,
condividerne la vita ed eventualmente ottenere alcune iniziazioni
minori.
Riferimenti Bibliografici

Ringraziamo tutti gli Autori e le Case Editrici che, con il loro lavoro, hanno
permesso questa raccolta e ci scusiamo qualora avessimo fatto
qualche errore nel citare la fonte originale del materiale presentato.
Il numerino vicino al titolo, qualora utilizzato con i
riferimenti bibliografici, permette di conoscere la fonte del
brano proposto.
- Giuseppe Filipponio, Il Loto bianco, p. 129,
Centro Verso la Luce, Via Laurentina 622 - 00143 Roma.
- Alice Bailey, Il Discepolato nella Nuova Era, Vol. II, p.64,
Edizioni Nuova Era, Roma.
- Riassunto dal volume Il Loto Bianco, di Giuseppe Filipponio,p. 57,
Centro Verso la Luce, Via Laurentina 622 - 00143 Roma.
- Alice Bailey, Raggi e Iniziazione, pp. 528-31,
Edizioni Nuova Era, Roma.
- Alice Bailey, Il Trattato dei 7 Raggi, Vol. V,Raggi e Iniziazione, p. 368
Edizioni Nuova Era, Roma.
- Riassunto dal volume Il Loto Bianco, di Giuseppe Filipponio, p. 57,
Centro Verso la Luce, Via Laurentina 622 - 00143 Roma.
- Annie Besant, I Maestri,
Edizioni Adyar, Settimo Vittone, (To).
- I. Dalichiw e M. Booth, AuraSoma,
Edizioni Mediterranee - Roma.
- Giuseppe Filipponio, La via della Luce, p. 63,
Centro Verso la Luce, Via Laurentina 622 - 00143 Roma.
- David Anrias, Attraverso gli occhi dei Maestri, p. 20,
Edizioni Amiedi, Milano, 1932,
- Elaborazione tratta dai seguenti volumi:
David Anrias, Attraverso gli occhi dei Maestri, p. 20,
Edizioni Amiedi, Milano, 1932,
Giuseppe Filipponio, La via della Luce, p. 63,
Centro Verso la Luce, via Laurentina 622 - 00143 Roma.
Alice Bailey, L'esteriorizzazione della Gerarchia, p. 504-507,
Edizioni Nuova Era, Roma.
- Alice Bailey, L'esteriorizzazione della Gerarchia, p. 411,
Edizioni Nuova Era, Roma.
- A. Bailey, Iniziazione Umana e Solare,
Edizioni Nuova Era, Roma.
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Edizioni Nuova Era, Roma.
- Ghislaine Gualdi, Maestro e Discepolo,
Quaderno Sarmoung n. 16.
- Alice Bailey, Il trattato dei 7 Raggi, Vol. II,
Psicologia esoterica 2, pp. 484-487.
Edizioni Nuova Era, Roma.
- Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Viaggio a Shamballa,pp. 65-66
Edizioni Arista, 10094 Giaveno (1987)
- Ghislaine Gualdi, Amore e Potere,
Quaderno Sarmoung n. 19.
- Alice Bailey, Trattato dei 7 Raggi, vol. I, Psicologia Esoterica, pp. 106-109,
Edizioni Nuova Era, Roma.
- Giuseppe Filipponio, Il Loto Bianco, p. 152,
Centro Verso la Luce, via Laurentina 622 - 00143 Roma.
- A. Bailey, Da Betlemme al Calvario, pp. 77-79,
Edizioni Nuova Era, Roma.
- Alice Bailey, Trattato dei 7 Raggi, vol. I,Psicologia Esoterica, pp. 106-109,
Edizioni Nuova Era, Roma.
- David Lorimer, Profeta del nostro tempo.
Edizioni "Il punto d'incontro", Casella Postale n. 504 - Vicenza.
- Giuditta Denbech, Gli Angeli tra noi.
Edizioni l'Ariete.
- Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce,
Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda (VR).
- Ghislaine Gualdi, Raggi, Vibrazioni, Energie,
Quaderno Sarmoung n. 14.
- Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce,
Edizioni del Cigno, Peshiera del Garda (VR).
- Giuseppe Filipponio, Il Loto Bianco, p. 152,
Centro Verso la Luce, via Laurentina 622 - 00143 Roma.
- Riassunto da La Chiave essenziale,
di Omraam Mikhael Aivanhov, Edizione Prosveta.
- Fabio Gatti, parte dell'articolo La Telepatia verticale,
scritto il 3/8/96, prelevato dal sito "www.esonet.org".
- Alice Bailey, L'esteriorizzazione della Gerarchia, p. 515-516,
Edizioni Nuova Era, Roma.
- Alice Bailey, Il discepolato della Nuova Era, vol. I, p. 778-779,
Edizioni Nuova Era, Roma.
- Giuseppe Filipponio, Il Loto Bianco, p. 88,
Centro Verso la Luce, via Laurentina 622 - 00143 Roma.
- Ghislaine Gualdi, La Medicina delle energie,
Quaderno di Sarmoung n. 5.
- Alice Bailey, Il ritorno del Cristo e Esteriorizzazione della Gerarchia,
Edizioni Nuova Era, Vitinia di Roma.
- Omraam Mickhael Aivanhov, Un pensiero al giorno,
Edizioni Prosveta, F.B.U. Casella postale 12019 - 20120 Milano
Note: I Quaderni di Sarmoung sono editi dal Gruppo Sarmoung,
Via M. D'Azeglio, 2 - 13045 Gattinara (VC) - Tel. 0163-832929.