Sommario


Tratto da "Affermazioni scientifiche di guarigione" di Paramansa Yogananda,
Edizioni astrolabio, Roma.
La materia non esiste nel modo in cui solitamente noi ce la
raffiguriamo; essa esiste, tuttavia, come illusione cosmica. Per
liberarsi dell'illusione e necessario conoscere un metodo ben
preciso. Non si puo curare un drogato in un batter d'occhio. La
coscienza materiale si impadronisce dell'uomo attraverso la legge
dell'inganno, legge che l'uomo non puo superare se non
apprendendo e seguendo la legge opposta, quella della verità.
Lo Spirito è divenuto materia attraverso una serie di processi
di materializzazione: la materia dunque procede dallo Spirito e
non puo essere differente da esso che ne e la causa. La materia e
una espressione parziale dello Spirito; e l'Infinito che ha
l'apparenza del finito, l'Illimitato che appare limitato. Ma
poiché la materia non e che Spirito in una sua ingannevole
manifestazione, la materia non esiste di per sé.
Coscienza e materia

All'inizio della creazione lo Spirito, fino allora immanifesto,
proiettò due nature: coscienza e materia. Esse sono le sue due
espressioni vibratorie. La coscecnza è una vibrazione più
sottile e la materia e una vibrazione più densa dell'unico
Spirito trascendente.
La coscienza è la vibrazione dell'aspetto soggettivo dello
Spirito e la materia lo è del suo aspetto oggettivo. Lo Spirito,
quale Coscienza Cosmica, è potenzialmente immanente nella
materia vibratoria oggettiva e si manifesta soggettivamente, come
coscienza presente in tutte le forme create. Questa coscienza
raggiunge la sua più alta espressione nella mente umana, con Le
sue innumerevoli ramificazioni di pensiero, sentimento, volontà
e immaginazione.
La differenza fra materia e Spirito consiste nel diverso ritmo
vibratorio: si tratta di una differenza di grado, quindi, e non
di sostanza. Questo punto potrà essere chiarito dall'esempio
seguente. Benché tutte Le vibrazioni siano qualitativamente
uguali, le vibrazioni che vanno dai 16 ai 20.000 cicli al secondo
sono abbastanza dense da poter essere percepite dall'udito umano;
le vibrazioni al di sotto dei 16 e al di sopra dei 20.000 cicli
sono invece generalmente inudibili. Tra le vibrazioni udibili e
quelle inudibili non c'è nessuna differenza essenziale, sebbene
esista una differenza relativa.
Mediante il potere di maya, l'illusione cosmica, il Creatore fece
apparire le manifestazioni della materia talmente distinte e
dettagliate, da spingere la mente umana a credere che esse non
abbiano alcun rapporto con lo Spirito.
La vibrazione più sottile: il pensiero

L'energia vitale, la sottile vibrazione della corrente cosmica, e
contenuta nella densa vibrazione della materia corporea; sia
quest'ultima che l'energia vitale sono permeate, a loro volta,
dalla vibrazione più sottile di tutte: quella della coscienza.
Le vibrazioni di coscienza sono così sottili da non poter essere
captate da strumenti materiali. Solo Ia coscienza puo comprendere
la coscienza. Gli esseri umani sono consapevoli delle vibrazioni
di coscienza emanate, a miriadi, da altri esseri umani; tali
vibrazioni vengono espresse con parole, atti, sguardi, gesti, col
silenzio, con vari atteggiamenti e così via.
Ogni uomo è contraddistinto dal marchio vibratorio del proprio
stato di coscienza ed esercita un caratteristico influsso sulle
persone e sulle cose.
La stanza abitata da un individuo, ad esempio, è tutta permeata
dalle sue vibrazioni-pensiero. Queste potranno essere percepite
distintamente da chiunque possieda il grado di sensibilità
necessario.
L'Ego dell'uomo (il suo senso dell'IO, il distorto riflesso
mortale dell'anima immortale) conosce In coscienza direttamente e
conosce invece al materia (i corpo umano e gli altri oggetti nel
creato) indirettamente, attraverso processi mentali e percezioni
sensoriali.
L'Ego, cioè. è sempre consapevole di possedere la coscienza,
mentre non è consapevole della materia e nemmeno del corpo in
cui abita, finché non vi rivolge il pensiero. È per questo che
un uomo concentrato profondamente su un oggetto qualsiasi e
conscio del suo pensiero ma non del suo corpo.
Il corpo e la coscienza creati dall'uomo mentre sogna
Tutte le esperienze fatte dall'uomo allo stato di veglia possono
essere da lui ripetute allo stato di coscienza del sogno. In
sogno l'uomo puo trovarsi a passeggiare gioioso in un magnifico
giardino e poi scorgere il corpo morto di un amico. Egli allora
si addolora, piange, ha mal di testa e sente pulsare
dolorosamente il cuore. Puo darsi che all'improvviso si levi un
temporale ed egli si trovi allora bagnato e freddo. Alla fine si
risveglia e ride delle sue illusorie esperienze di sogno.
Qual'è la differenza tra ciò che sperimenta un uomo che sogna
(esperienze di cose materiali, rappresentate dal corpo suo e
dell'amico, dal giardino e così via, ed esperienze di stato di
coscienza, rappresentate dai sentimenti di gioia e di dolore) e
ciò che sperimenta lo stesso uomo allo stato di veglia? In
entrambi i casi e presente la consapevolezza della materia e
della coscienza.
Nell'illusorio mondo del sogno l'uomo e in grado di creare sia la
materia che la coscienza. Non dovrebbe quindi essergli difficile
rendersi conto che lo Spirito, utilizzando il potere di maya, ha
creato per l'uomo un mondo-sogno di vita o esistenza
cosciente, che nella sua essenza (essendo effimero e sempre
mutevole) e altrettanto falso delle esperienze che 1 uomo fa
nello stato di sogno.
Maya, ovvero l'illusione cosmica

Il mondo fenomenico opera al comando di maya, la legge della
dualità e degli opposti. Esso e perciò un mondo irreale, che
nasconde sotto un velo la verità dell'unita e dell'immutabilità
divine. L'uomo, nel suo aspetto mortale, sogna dualità e
contrasti, vita e morte, salute e malattia, felicita e dolore; ma
quando si risveglia nella coscienza dell'anima tutte le dualità
scompaiono ed egli conosce se stesso come Spirito, eterno e
beato.
Le esigenze dell'umanità in errore

Per l'umanità che vaga nell'errore, l'assistenza medica e quella
mentale sono ugualmente importanti. La superiorità della mente
rispetto agli aiuti materiali e innegabile, ma e altrettanto
innegabile che gli alimenti, le erbe e le medicine posseggono
anch'essi un potere risanante sebbene più limitato. La maggior
parte delle persone che impiegano i metodi di cura mentale non
dovrebbe disprezzare i metodi che curano fisicamente, che
provengono dalle ricerche compiute sulle leggi divine nell'ambito
della materia.
Finché in un uomo persiste la coscienza materiale del corpo,
egli non deve rinunciare a priori alle medicine. Ma non appena
cresce in lui la comprensione del fatto che la carne ha
un'origine immateriale, scompare la sua fiducia nel potere
risanante delle medicine ed egli scopre che ogni malattia ha
origine nella mente.
La saggezza è il depurativo migliore

Il mio Maestro, Swami Sri Yukteswarji, non ha mai accennato al
fatto che le medicine possano essere inutili. Egli pero allenava
la coscienza di molti suoi discepoli, aiutandola a espandersi in
modo tale che quando si ammalavano fossero in grado di usare solo
il potere mentale per curarsi Spesso egli diceva: "La
saggezza e il depurativo migliore".
Alcune persone, sia in Oriente che in Occidente, negano
fanaticamente l'esistenza della materia, quando invece sono
ancora così immedesimate nella coscienza della carne da sentirsi
morire di fame se saltano un pasto.
Lo stato di realizzazione che uno raggiunge quando si rende conto
che corpo e mente, morte e vita, malattia e salute, appaiono
ugualmente illusori, è l'unico che ci permette di dire veramente
di non credere all'esistenza della materia.
Tratto da "Respirazione e salute" di Y. Raamacharaka.
Edizioni La Bussola, Roma.
È possibile comunicare con gli altri anche inviando
onde-pensiero o forme-pensiero, caricando di prana il messaggio
che si desidera trasmettere. Bisogna ricordare che nessun cattivo
pensiero danneggerà una persona di animo retto e che pensieri
egoistici ed impuri rimbalzano con rinnovato vigore
sull'emittente, senza aver toccato la parte innocente, poiché la
purezza e l'onesta d'animo sono le qualità che realizzano la
comunicazione con gli altri.
La forza psichica è produttiva solo se usata a scopi onesti, in
caso contrario essa si ritorcera contro chi la usa. Nessuna
persona disonesta potra mai acqui6tare un alto grado di potere
psichico; avere un cuore ed una mente puri e una garanzia contro
ogni tentativo di nuocerci.
Quanto alla meditazione mensile, pensiamo alla responsabilità
che accompagna l'emissione di pensieri. Consideriamo che essi
vanno ad accrescere la già enorme provvista del mondo-pensiero,
spesso carica di forze basse, e cerchiamo di capire la necessità
di emettere buoni pesieri, per migliorare il mondo-pensiero
esistente. Chi conosce persone addolorate, mandi loro pensieri di
conforto; anche inviati a caso essi possono raggiungere qualcuno
che ne abbia bisogno; questo è il miglior mezzo per avere a
nostra volta un aiuto mentale quando ne abbiamo bisogno.
Che la nostra regola sia: "Non inviare mai ad altri pensieri
che non vorresti fossero mandati a te".
La Pace sia con Uoi
Tratto da "14 lezioni sulla filosofia yoga" di Y. Ramacharaka.
Edizioni La Bussola, Roma.
Chi facesse attenzione viaggiando negli Stati Uniti, allo spirito
che anima le diverse città, noterebbe subito il contrasto
esistente fra esse. Infatti il pensiero dei primi venuti,
influenzo e si aggiunse a quello dei successivi e cosi via,
mutando il tutto nel corso dei secoli.
La differenza però, se non appare parlando coi singoli
cittadini, diviene palese quando si guarda allo spirito del
luogo. Queste particolarita dell'atmosfera-pensiero, sono
rilevate dal popolo nell'espressione comune dell'aria che
non si addice di un dato posto.
Esse poi, possono essere modificate anche da pochi potenti
pensatori che emettessero nella giornata forti onde di pensiero;
a causa di quel principio per cui i pensieri forti distruggono
quelli deboli e i positivi si contrappongono ai negativi.
Chi entrasse, quindi, in una città con potenti manifestazioni
mentali ne sarebbe subito influenzato; mentre in una comunità
"assonnata" il suo pensiero si intorpidirà.
Tutto questo vale molto meno per chi ha una grande personalità,
che anzi riuscira a modificare gli altri, ma ciò non accade per
la massa.
Allo stesso modo esistono luoghi che, colmi dell'atmosfera di chi
li aveva abitati, sono notoriamente sfortunati, anche se
individui dalla forte personalita potrebbero capovolgere queste
onde. Così ci sono dimore che danno una sensazione di pace e di
benessere, altre che sono fredde ed inospitali.
Alcuni negozi danno fiducia, in altri ci si ritrova a stringere
il portafogli; da posti in cui si sono commessi delitti, deriva
una sensazione angosciosa creata sia dagli attori che dalle
vittime. L'atmosfera che permea le prigioni risulta orribile per
i piu sensibili, come pure e piacevole quella degli ospedali o da
pace e bonta quella di una chiesa. Naturalmente il discorso è
molto più complesso e noi lo trattiamo a grandi linee.
Questo vale anche per le persone; alcuni diffondono gioia, forza,
coraggio, altri pena, dolore, malinconia. Le onde di pensiero che
emettiamo sono attirate e attraggono i pensieri della stessa
natura, che, similmente alle nuvole, formano vari strati sullo
spazio, senza con cio voler dire che lo spazio occupato da uno
strato esclude l'altro; ma anzi lo stesso spazio puo racchiudere
mille pensieri diversi che non si disturbano affatto, tranne la
fusione di quelli simili.
Ma non possiamo soffermarci oltre su queste minuzie e ci vediamo
costretti a passare oltre.
Abbiamo detto che ogni individuo attira i pensieri simili ai suoi
e ne è, a sua volta, influenzato; chi nutre quindi pensieri di
odio, sarà sommerso dall'afflusso di cattivi pensieri,
peggiorando sempre più il suo stato mentale e si attirera
(purtroppo) circostanze che gli permetteranno di tradurre questi
pensieri in azione.
Cerchiamo quindi di nutrire sempre pensieri alti e nobili e ci
vedremo accanto le situazioni per esplicarli, oltre ad attirarci
pensieri di altri uomini che si uniranno ai nostri, dato che
l'ambiente ce lo creiamo coi "pensieri", che possono
annullare, se lo vogliamo, i pensieri avuti nel passato.
Come abbiamo visto, il Prana conferisce al pensiero una forza
particolare che e proporzionale alla forza con cui si e emesso il
pensiero. Sono questi, i pensieri che volano sicuri verso il loro
obiettivo, assai più dei pensieri ordinari.
Questa e un'arte ben nota agli oratori che spesso lasciano
trasparire la potenza del loro pensiero dietro le parole, quasi a
farli divenire vere e proprie forze viventi, tanto da apparire
con la stessa veemenza che avrebbe la persona che le ha emesse in
una discussione.
Tratto da: Guarire con i mezzi psichici, di Yoghi Ramacharaka.
Edizioni del quadrifoglio, Roma, 1970. pp. 39-43.
Per poter comprendere a fondo la natura della terapia tramite il
pensiero è innanzitutto necessaria una conoscenza sufficiente della
natura della nostra mente. Essa è il centro delle attività psichiche
e si presenta costituita da molteplici piani di manifestazione. È
tuttavia opportuno precisare che la mente non è l'unico luogo di
manifestazione psichica, nel nostro corpo; al contrario, bisogna
sottolineare che ogni organo che possediamo contiene in sè un
qualcosa paragonabile alla "mente organica". Ogni gruppo di cellule
che lo costituisce, infatti, presieduto da una "mente di gruppo" ed
ogni cellula singola, a sua volta, risulta possedere una sua
specifica "mente cellulare".
Questa teoria, che individua una particella elementare di mente in
ogni singola, infima parte de. nostro corpo, potrà certamente
apparire azzardata a coloro che non sono addentro all'argomento;
tuttavia è universalmente noto, non solo agli Yogi indiani, ma anche
a quanti seguono i progressi della scienza occidentale, quanto questa
idea trovi riscontro nei fatti.
Nel nostro volume Quattordici lezioni di filosofia Yoga,
abbiamo esposto l'insegnamento della filosofia Yoga in merito al fatto
che il nostro corpo è costituito da innumerevoli, piccole "vite cellulari" ed abbiamo
rilevato che ogni singola cellula svolge, oltre a quelle del gruppo
cui appartiene, anche funzioni ed azioni autonome.
Tali microscopiche "vite" sono vere e proprie "menti" che hanno
acquistato un grado di sviluppo adeguato al lavoro ad esse
assegnato.
Come è facilmente comprensibile, però, ognuna di esse è
necessariamente subordinata sia al controllo della mente istintiva
centrale, sia a quello dell'intelletto ed obbedisce agli ordini che
vengono emessi da questi due centri superiori di attività psichica.
Per esemplificare il grado di intelligenza che ogni mente cellulare
possiede e che permette loro di svolgere i compiti richiesti, basterà
ricordare la capacità che esse presentano, di selezionare dal sangue
il nutrimento necessario e di espellere tutto ciò che diviene loro
inutile.
Sia la mente cellulare individuale, sia quella di gruppo sono
attivamente presenti nei processi di digestione ed assimilazione.
Così come chiariscono e testimoniano la realtà di un'azione mentale
quel duro lavoro di cura delle ferite che le cellule svolgono e il
loro incessante correre e prodigarsi, là dove è necessaria la loro
opera. Tutto ciò, d'altronde, è ben noto ai fisiologi.
L'intero nostro corpo, dai tessuti molli ai muscoli, dalle parti
ossee allo smalto dei denti è costituito dall'insieme di queste
cellule, tutte di varia natura e struttura, armonicamente con le
prestazioni loro richieste. Ogni cellula risulta dunque essere una
entità individuale, separata dalle altre, con una sua maggiore o
minore indipendenza, seppure sempre soggetta al controllo
dell'organo cui appartiene ed a quello, superiore, della mente
istintiva. Possiamo paragonare le cellule, ognuna delle quali compie la speciale
attività ad essa affidata, ai soldati, perfettamente istruiti, di un
esercito.
Alcune di esse svolgono momentaneamente una attività; altre
costituiscono la riserva in attesa di rispondere ad una improvvisa,
urgente chiamata. Alcune attendono ad attività stazionarie, altre
possiamo trovarle in continuo movimento per incarichi particolari e
speciali. Una parte, infine, compie il lavoro di pulizia espellendo
i rifiuti del sistema in cui operano, un'altra, nello stesso tempo,
provvede al reperimento e al trasporto degli elementi nutritivi dal
sangue verso ogni parte del corpo.
Insieme formano un qualcosa paragonabile ad una vasta ed ordinata
comunità nella quale l'individuo svolge la sua particolare funzione
in rapporto al benessere collettivo.
Questa comunità cellulare è, inoltre, di proporzioni smisurate;
basti pensare alle sole cellule dei globuli rossi del sangue che
ammontano a circa 75 miliardi.
I globuli rossi, notoriamente, fungono da veicoli trasportatori di
ossigeno, attraverso arterie e vene, dai polmoni alle estremità del
corpo, generando energie là dove giungono. Nel loro viaggio di
ritorno trasportano, invece, tutti quei materiali di rifiuto che
hanno caricato nelle loro tappe, quasi come tante navi mercantili che
portano nel viaggio di ritorno, carichi differenti da quelli
dell'andata.
Altri tipi di cellule svolgono mansioni che potremmo quasi definire
di pulizia, proteggendo il sistema dall'intrusione di batteri dannosi
all'intero organismo. I loro metodi non sono del tutto "civili", poichè accade spesso che
si liberino degli intrusi divorandoli; altre volte accade invece che
circondino il bacterio espellendolo sotto forma di pustola, forun
colo, ecc.
C'è anche da notare che tutto il lavoro di rinnovamento costante del
nostro corpo è opera delle cellule, di ogni tipo. Si muovono lungo il
nostro corpo, rinnovano i tessuti ormai logori, provvedendo a
sostituire le parti fuori uso, espellono dall'organismo i materiali
inutili e dannosi. Sono milioni di piccoli infaticabili operai. Ogni
singola cellula per quanto di umili funzioni, possiede
un'individualità propria, che si presenta come conoscenza istintiva
di ciò che è essenziale al suo lavoro ed alla sua sopravvivenza. Si
nutre, si sviluppa ed infine si riproduce per separazione.
Si è portati a pensare che possegga anche memoria (se pure di ordine
minimo), e che in alcuni casi manifesti anche un'azione mentale.
Non ci sembra utile, a questo punto, addentrarci più profondamente
nell'argomento: ci è sufficiente affermare, affinché lo studioso
possa opportunamente capire, quanto di vivente ci sia in ogni
cellula.
Gli aggregati di cellule danno origine a "comunità
cellulari" in cui le singole individuali menti, si combinano in
un'azione comune, definendo così un nuovo modo d'essere che si
presenta come "entità mentale sociale". Per fornire un esempio
basterà prendere in considerazione il fegato, costituito da milioni
di cellule, che posseggono una mente comune, definibile "mente del
fegato", con una propria autonomia, seppure limitata dal potere della
mente istintiva. Quest'ultima, usualmente, compie i suoi doveri di controllo con
grande capacità ed attenzione.
Può accadere, tuttavia, che a volte sia costretta a subire, con grave
danno per l'intero organismo, inopportune interferenze
dell'intelletto, che, con rappresentazioni di timore, ansia, dubbio o
preoccupazione, ne turba gravemente l'ordinamento delle attività.
L'insistenza dell'intelletto a volere intervenire nell'ordine
costituito del corpo, con l'introduzione di abitudini anormali,
genera spessissimo caos nelle comunità cellulari e ne demoralizza i
ranghi.
Un istinto naturale di conservazione, a volte può provocare rifiuto
o ribellione di fronte ad ordini anormali. Nel volume Hata Yoga, in merito a
questo argomento, riportavamo come segue: "pare che alcuni dei gruppi
minori (in talune occasioni anche quelli maggiori) insorgendo contro
l'imposizione di lavori non usuali o eccessivi, si mettano in
sciopero, proprio come farebbero gli uomini in circostanze analoghe".
Anche la mancanza di sufficiente nutrimento è causa di simili
rivolte (L'analogia con l'uomo è davvero notevole!).
Tratto da: Guarire con i mezzi psichici, di Yoghi Ramacharaka.
Edizioni del quadrifoglio, Roma, 1970. pp. 119-121.
Sappiamo che la mente cosciente ha la possibilità di esercitare una
chiara supremazia sulla mente istintiva e quindi di agire nei suoi
confronti sia in senso positivo che negativo.
Su questo principio si basano Le premesse essenziali delle cure
suggestive.
Di conseguenza, come le suggestioni avverse di altri o di
noi stessi sul nostro corpo provocano anormalità nelle condizioni
generali, viceversa accade che, se ci troviamo in presenza di
suggestioni positive e favorevoli, si ripristinano le condizioni di
buona salute. Gli studiosi di questioni psichiche, come pure gli
studiosi di fisica e gli occultisti, sono bene a conoscenza degli
effetti dello stato della mente sul corpo.
Qualche esempio servirà a richiamare la vostra attenzione.
L'eminente psicologo, prof. James fa rilevare che:
Non esiste alcun fatto interno alla nostra coscienza, sia esso
sensitivo, emozionale o anche intellettivo, che non tenda
direttamente e per sua stessa funzione a scaricarsi in qualche
effetto motore.
È vero infatti che gli effetti motori, non hanno
necessità assoluta di manifestarsi sempre e necessariamente in atti
esteriori. Essi possono manifestarsi anche, ad es., come una
semplice alterazione delle pulsazioni del cuore, del ritmo di
respirazione, o della distribuzione del sangue (nell'arrossire,
impallidire, ecc.). In ogni modo, vi è sempre un atto motorio come
conseguenza di un atto di coscienza.
Un postulato fondamentale acquisito dalla psicologia moderna è quello
secondo cui ogni processo di coscienza deve proiettarsi in un moto,
manifesto o irrilevabile.
Dice Bain: Sono avvenuti numerosi casi di decesso o squilibrio
mentale a causa di forti shock di pena o dolore prodotto da qualche
calamità; tutto ciò è in perfetto accordo con la legge generale.
Darwin affermava: In uno stato di cordoglio prolungato, la
circolazione si fa più lenta, il volto impallidisce, i muscoli si
rilassano, le ciglia si abbassano, la testa s'inchina sul petto
contratto e labbra e guance perdono in elasticità. L'espressione di
un uomo allegro è, invece, esattamente l'opposto.
Dice Olton: Secondo una legge generale, allegria, speranza, gioia,
amore e desiderio di salute e di felicità, rinforzano i tessuti,
migliorano e normalizzano le funzioni organiche e, complessivamen
te, migliorano lo stato generale. Al contrario, odio, malignità,
sfiducia e altri stati morbosi della mente tendono alla disfunzione
degli organi vitali e secondari.
Dice Flammarion: Una impressione, una sensazione, un qualsiasi
turbamento mentale, possono produrre, pur essendo fenomeni interiori,
effetti notevoli anche in altre direzioni, pertanto gli effetti
fisiologici più o meno intensi, riescono a causare anche la morte.
Di esempi di individui morti per una forte emozione se ne trovano a
piacimento.
Da lungo tempo, d'altro canto, si è ormai accertato il
potere che l'immaginazione può avere sulla vita; è ben nota
l'esperienza svolta da alcuni medici del secolo scorso su di un
condannato a morte. Il soggetto fu legato ad un tavolo, gli occhi
bendati, incapace di qualsiasi movimento.
Gli fu detto, allora, che gli sarebbe stato fatto un salasso al
collo, dal quale tutto il suo sangue lo avrebbe lasciato. Una leggera
puntura gli fu in seguito praticata sul collo ed un sifone d'acqua
collocato accanto alla sua testa, in modo tale che l'acqua fluisse
lungo il collo e, scivolando, scorresse per il corpo fino ad una
catinella posta a terra. Dopo qualche minuto, il condannato,
credendo di aver quasi perduto tutto il suo sangue, morì di terrore".
Così si esprime Maudsley: Le emozioni possono certamente influire,
positivamente o meno, sulla attività nutritiva, possono aumentare o
diminuire o alterare variamente le secrezioni; vi è ragione di
credere che esse agiscono non soltanto nella dilatazione e
contrazione del sistema vasomotore ( il che è osservabile nel rossore
della vergogna o nel pallore della paura), ma anche e direttamente,
sugli organi tramite il sistema nervoso.
A me sembra non irragionevole supporre che la mente può imprimere il suo tono sugli
elementi individuali del corpo infondendo, di volta in volta in essi
sentimenti di varia natura (speranza, vigore, timore, debolezza,
scoramento).
Ancora di Darwin sono delle note circa l'effetto della tristezza
sulle funzioni fisiche: La nostalgia basterebbe a disordinare le fun
zioni generali dell'organismo; le buone notizie favorirebbero la
digestione, una vista sgradevole la nausea.
Samuel Baker afferma: In certe parti della Africa, qualsiasi moto di
collera o tristezza è quasi certamente seguito da febbre".
B. W. Richardson si esprime così: Il diabete è un puro tipo di
malattia di origine mentale, poichè spesso è il risultato di uno
choc psichico.
Di G. Paget è questa osservazione: In molti casi ho avuto occasione
di notare che il cancro ha origine da uno stato di ansietà
prolungata.
E. Murchison, ancora sull'argomento si esprime quasi esattamente
nello stesso modo: Ad ansietà mentale sono attribuiti molti casi di
cancro, specialmente uterini o mammari, da alte autorità mediche; ed
alla stessa causa si tende ad attribuire l'itterizia così come anche
l'anemia.
Prosegue ancora Richardson: Le eruzioni della pelle, seguono, in
genere, un surmenage psichico. Anche cancro, epilessia, forme
disparate di mania ecc. hanno le cause prime in disturbi mentali. È
strano constatare come questi problemi siano stati così poco oggetto
di studio fino ad ora.
Di Elmer Gates sono queste parole: I miei esperimenti mostrano che
sgradevoli emozioni generano reazioni estremamente negative,
addirittura venefiche; al contrario, stati psichici piacevoli for
mano combinazioni chimiche di valore nutritivo che stimolano la
produzione di energia nelle cellule.
Il prof. Tuke, nel suo noto volume Influenza dello spirito sul corpo,
cita numerosi casi di malattie generate da stati di turbamento
mentale. Rileva ancora che il timore svolge una importante funzione
nella diffusione delle malattie infettive come, per esempio, il
colera.
Il prof. Mosso ritiene che la paura sia causa essenziale del ballo di
S. Vito, dello scorbuto, della epilessia, ecc.
Molti scrittori sono andati tanto oltre, lungo questa via, da
ritenere che il timore sia, direttamente o indirettamente alla base
di tutte le malattie fisiche.
Noi esprimiamo numerose riserve circa queste affermazioni, ma ve le
riferiamo poichè una parte di verità esiste anche in esse.
Per quanto abbiamo fin'ora detto, risulta evidente che qualsiasi
metodo rivolto ad allontanare il timore dalla nostra mente può
assumere una grande importanza nella cura delle malattie. Quasi ogni
tipo di cura psichica, infatti, crea, sulla scorta di questo
principio, una nuova atmosfera nel paziente. Fiducia, coraggio e
speranza sostituiscono paura e rassegnazione...
Tratto da Affermazioni scientifiche di guarigione,
di Paramansa Yogananda, Casa Editrice Astrolabio, Roma.
Nello sforzo per guarire, spesso ci si concentra di più sull'assillo che procura
la malattia che sulla possibilità di curarla, permettendo così alla malattia stessa
di diventare un'abitudine mentale, oltre che fisica. Ciò vale specialmente nella maggior
parte dei disturbi nervosi. Ogni pensiero di depressione o di gioia, di irritabilità o
di calma, incide solchi sottili nelle cellule cerebrali e rafforza le tendenze latenti
verso le condizioni di salute buone o cattive.
L'abitudine subconscia di pensare alla malattia o alla salute esercita una forte influenza.
Le affezioni ostinate, mentali o fisiche, hanno sempre profonde radici nel subconscio.
La malattia può essere curata estirpandone le radici nascoste.
Ecco perché tutte le affermazioni della mente cosciente devono poter lasciare
un'impronta abbastanza forte da influenzare il subconscio, che a sua volta agisce
automaticamente sulla mente cosciente.
Delle forti affermazioni coscienti agiscono perciò sulla mente e sul corpo tramite
il subcosciente. Le affermazioni ancora più forti raggiungono non solo il subconscio,
ma anche la mente superconscia, il magico deposito dei poteri miracolosi...
Le affermazioni volte a guarire un'infermità cronica, sia essa fisica o mentale, vanno ripetute
spesso, profondamente e ininterrottamente (senza assolutamente tener conto se le condizioni
non sono migliorate, o di un eventuale peggioramento), finché le affermazioni non
entrino profondamente nella mente di colui che le usa.
Se è giunta la nostra ora, è meglio morire convinti di avere una salute perfetta,
piuttosto che pensando di avere un male incurabile, fisico o mentale.
Tratto da Affermazioni scientifiche di guarigione,
La maggior parte delle persone si preoccupa solo di curare la disarmonia più
tangibile e ovvia: quella fisica. Tali persone non si rendono conto che le cause reali
di tutte le miserie umane stanno nei loro disturbi mentali, cioè nelle preoccupazioni,
nel pensare solo a se stessi e così via. A questo si aggiunga la loro cecità spirituale
di fronte al significato divino della vita.
Quando un'individuo è riuscito ad eliminare i germi mentali dell'intolleranza,
dell'irascibilità e della paura, ed ha liberato la propria anima dall'ignoranza,
è poco probabile che debba soffrire di malattie fisiche o di indigenza materiale.
FIN QUANDO l'individuo permette alla propria mente di trattenere pensieri di odio,
- di condanna,
- di invidia,
- di gelosia,
- di critica,
- di paura,
- di dubbio,
- di sospetto,
e permette a questi pensieri di generare irritazione dentro di
lui, otterrà come risultato certo:
- disordine e infelicità nella sua vita,
- delusione nei suoi sogni,
- disastri nella sua mente, nel suo corpo e nell'ambiente, al quale è legato
da sottili fili di azione e reazione.
FIN QUANDO l'uomo continua a trattenere nella sua mente questi
pensieri negativi,
- verso le persone che gli sono vicine,
- le condizioni di vita,
- il lavoro,
- le persone amate,
- la sua nazione,
lui stesso, inconsciamente, obbliga le sue energie a creare
situazioni negative, che col pensiero attrae e alimenta.
Lui solo è perciò responsabile della sua infelicità e
dell'infelicità in cui trascina gli altri.
Ed è quindi responsabile anche di "quel grigiore" che pesa
sul mondo e che lui stesso è il primo a condannare.