SEMI DI LUCE (5/9)
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Se pieghi il ferro con le mani
non ti inorgoglire,
ieri un chicco di riso
ti fece tossire fino al calar del sole.
(Saggezza orientale)
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Se ami altruisticamente senti e percepisci nel profondo.
Se il tuo amore è rivolto a te stesso allora pensi.
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Lascia
Lascia che i tuoi pensieri e le tue azioni
diventino preghiera. L'implorare e il lamentarsi
sono segno di insoddisfazione e lontananza da Dio
nonchè di mancanza di fiducia nella potenza e nella sapienza
di Dio.
Sommario 

Ogni volta che senti di trovarti in uno stato di letizia, o sentirai
dentro di te una grande serenità, approfittane per affermare con
sicurezza:
La Divina Presenza in me è Luce ed energia.
Ripeti con profonda convinzione:
Io Sono l'Amore che opera in ogni
manifestazione.
In me, la Divina Presenza, si manifesta per mezzo dell'Amore e della
Saggezza.
Non richiamare alla mente le tue limitazioni costruite per secoli,
ma cerca di liberartene.
Quando qualcosa di negativo minacciasse la tua persona, afferma con fede:
Presenza di Dio in me, mantieni la padronanza
della mia mente e del mio corpo, prendi possesso della mia attività e
trasforma tutto col tuo potere.
Pienamente consapevole della potenza dell'Io spirituale, in qualsiasi
momento devi sentirne fluire in te la radiazione, e con essa viene
eliminata e consumata ogni imperfezione latente.
Ma, fra tutte le affermazioni, quando hai più bisogno di aiuto e di
energia, usa più di frequente questa:
Io chiamo in azione la Presenza Divina in me perché
irradi i suoi poteri.
Ti sentirai pervadere da una grande energia.
Usa con sicurezza il potere dato da Dio, facendone uso nel senso
di amore e di bene costruttivo; realizzerai immense benedizioni.
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La terra porta così tante cose belle e buone!
Chi ha dischiuso dentro di sè ciò che è bello e buono
lo riceverà anche dalla terra.
Chi vive nella coscienza del Divino non è un imitatore
e non fa parte del gregge degli imitatori.
Nulla è ciò che tu non sei, tu sei ciò che è.
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Chi ha scelto l'Amore come modo di vivere, guarda sempre la parte
migliore in ogni uomo. Soltanto l'Amore ha il potere di far scoprire la
parte buona che ogni cosa possiede.
In ogni creatura guarda sempre il lato più bello, mettiti in
contatto con quello, e irradia la zona d'ombra affinché venga illuminata.
L'Amore non vede il male, non lo conosce né lo pensa. Vede, conosce
e pensa soltanto il bene e la verità.
L'Amore vede Dio anche nell'essere più umile e realizza la vera
fratellanza.
Se consideri tutti gli uomini come degli amici e ti abitui a
trattare con amorevolezza e simpatia, ti attirerai amore e simpatia.
Il tuo atteggiamento verso gli altri determinerà il loro atteggiamento
verso di te.
Riempi la tua giornata di piccoli atti di bontà: un sorriso,
una parola, uno sguardo, un gesto, una stretta di mano, un pensiero;
siano l'aiuto, il conforto e l'incoraggiamento a chi ne ha bisogno.
Facilita la vita agli altri con la cortesia, agevola loro l'esistenza
rimuovendo i loro ostacoli con la premura di chi è mosso dall'Amore.
Non vi sia giornata vuota di questi punti di luce; senza questi,
sarebbe davvero buia la tua esistenza.
Illumina le tue giornate, costellandole di queste piccole luci, e tutta
la tua vita si trasformerà in Luce.
Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona:
Un sorriso non costa nulla e produce molto:
non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno
e nessuno è così povero da non meritarlo.
Creatore di felicità in casa, negli affari è un sostegno,
è il segno sensibile dell'amicizia profonda.
Un sorriso dà riposo alla stanchezza,
nello scoraggiamento rinnova il coraggio,
nella tristezza è consolazione,
è l'antidoto naturale di tutte le nostre pene.
Ma è un bene che non si può comperare, né rubare,
né prestare, poiché solo ha valore dall'istante in cui si dona.
Se poi incontrerete talora chi l'aspettato sorriso a voi non dona,
siate generosi e date il vostro, perché nessuno ha tanto bisogno
di sorriso come chi ad altri non sa darlo.
A Cesare Tiberio,
appare in Galilea un uomo giovane che, in nome di Dio che lo aveva
inviato, predicava umilmente una nuova legge. Dapprima credetti che
sua intenzione fosse di sollevare il popolo contro i romani. Ma presto
i miei sospetti si cancellarono.
Gesù di Nazareth parlò meglio come amico dei romani che non dei
giudei
Un certo giorno osservai, tra un gruppo di persone, un uomo giovane
che, appoggiato al tronco di un albero, parlava tranquillamente alla
moltitudine che lo circondava. Mi si disse che era Gesù.
Questo potevo supporlo facilmente per la grande differenza che esisteva
tra lui e quelli che lo ascoltavano.
La capigliatura rossa e la barba conferivano al suo aspetto un
insieme celestiale.
Sembrava avesse circa 30 anni. Non avevo mai visto una faccia
più amabile e simpatica. Che grande differenza c'era tra lui con la sua
carnagione chiara e quelli che lo ascoltavano con le loro barbe nere.
Siccome non desideravo molestarlo con la mia presenza, proseguii
il cammino, comandando tuttavia al mio segretario che si unisse al
gruppo ed ascoltasse.
Più tardi il mio segretario mi informò che non aveva letto mai
nelle opere dei filosofi nulla che potesse paragonarsi agli insegnamenti
di Gesù. Mi informò che Gesù non era un seduttore, né un agitatore.
Per questo decidemmo di proteggerlo.
Era libero di agire, di parlare e di riunire il popolo.
Questa libertà illimitata provocava i giudei, li indignava e li
irritava; ma non i poveri, solo i ricchi e i potenti.
Più tardi scrissi una lettera a Gesù e gli chiesi un colloquio al
Pretorio.Si affrettò.
Quando il Nazareno apparve io stavo facendo la mia passeggiata
mattutina e nel guardarlo i miei piedi sembravano legati con cinghie di
ferro al pavimento di marmo, mentre io tremavo con tutto il corpo come
un essere colpevole, e lui rimaneva tranquillo.
Senza muovermi ammirai per alcuni istanti questo uomo eccezionale.
Non c'era nulla nel suo aspetto che fosse repulsivo, anzi in sua
presenza sentii un profondo rispetto. Gli dissi che lui e la sua
personalità erano come circondati da una semplicità contagiosa che lo
poneva in cima ai filosofi e ai maestri del suo tempo.
A me e agli altri causava una profonda impressione dovuta alla sua
amabilità, semplicità, umiltà e amore.
Questi sono, nobile signore, i fatti che si riferiscono a Gesù
di Nazareth. E mi sono preso tempo per informarti dei dettagli minori
di questo tema. Credo che un uomo che sa trasformare l'acqua in vino,
che cura gli infermi, che resuscita i morti, che calma il mare
burrascoso, non è colpevole di un atto criminale.
E come altri hanno detto dobbiamo ammettere che Egli sia realmente
il figlio di Dio.
Il tuo obbediente servitore,Ponzio Pilato
(L'originale di questo documento si conserva nella Biblioteca
Vaticana di Roma, e se ne possono trovare delle copie alla Biblioteca
del Congresso a Washington.)
Tutto è casuale, per chi vede con gli occhi miopi della mente.
Nulla è casuale, per chi sa vedere con gli occhi sconfinati
dell'Intelligenza.
Tutto accade nel tempo e nulla accade, perché già è.
Tutto comincia e finisce, nasce e muore, e nulla comincia,
nulla finisce, nulla nasce e nulla muore.
Tutto è imprevedibile e tutto è già previsto.
Tutto ciò che di bello e di brutto, di buono e di cattivo, di
ordine e di disordine, di piacere e di dolore è attorno a noi, è reale,
e nel contempo irreale; perché la Realtà è una sola:
Intelligenza, Bellezza ed Armonia,
senza inizio e senza fine,
senza tempo, senza spazio, e senza scopo.
Il mitico drago che sbarrava l'accesso all'antro del tesoro
oggi s'è dissolto, all'improvviso, come per magia folgorato da un nembo
di luce.
Poi l'esperienza più straordinaria e sconvolgente:
son crollate le barriere del tempo, il futuro non ha più misteri.
Passato, presente e futuro mi vibrano attorno, come l'eterno
presente dell'Intelligenza.
Tutto ha un senso, ogni ombra è svanita ed ovunque c'è solo
luce, bellezza ed armonia, in una fitta catena causale senza confini,
né di spazio né di tempo, che si snoda davanti ai miei occhi stupefatti
come uno splendido gioco di arabeschi, intessuti su una tela
sterminata.
Hai mai tu dato senza attenderti nulla, assolutamente nulla?
Proprio come l'albero che dà i suoi frutti, senza curarsi se
qualcuno li assaporerà o se marciranno sulla terra;
o come l'umile fiore del prato, che spande il
suo profumo e la sua bellezza senza curarsi se il passante si accorgerà
di lui?
Se talvolta ti accadrà di dare, senza attenderti nulla,
assolutamente nulla, forse allora conoscerai l'amore.
In quel momento per te sarà come morire,
perché tu non sarai, ma in te sarà il Tutto.
Appollaiata dietro il Beigua sacro, cui fu riservato il singolare
privilegio d'abbracciare, in unico amplesso, le azzurre distese del
Mare Latino e le candide Maestà delle Alpi, troverai Alberola,
semplice e quieta.
Qui non devi pregare, perché è il Tempio della pace e del silenzio
che ha il Beigua per altare il mare per coro, le Alpi come oranti e
per cupola il Cielo, sorretto da luminose navate, che giungono al
Gran Paradiso.
Qui nulla devi chiedere né cercare, perché tutt'intorno si leva un
inno silenzioso alla gioia e alla bellezza, che potrebbe sfuggire al
rumore di una mente inquieta.
Qui devi solo tacere e arrenderti al Magico Incantesimo che ogni
giorno, nel silenzio, si rinnova, senz'altro sacerdote che te.
Solo in questa tua resa al Tutto forse potrai conoscere la bellezza,
l'armonia, e l'Amore.
In nome del Padre, che è puro amore, hai lanciato all'uomo
la sfida più folle e tremenda che la storia ricordi:
"ama il prossimo tuo come te stesso -hai detto- solo così ti salverai ".
Perciò Ti hanno crocifisso, sperando di cancellare il
Tuo nome e il Tuo messaggio; perché rovesciavi ogni valore,
ponendo la capacità di amare gli altri come unica misura della virtu e
della vera gloria.
Pochi, come Francesco, raccoglieranno la Tua sfida;
molti, invece, continueranno ad ignorarti, a rinnegarti, e a
crocifiggerti fino alla fine dei secoli.
Ma il Tuo nome e la Tua sfida rimarranno.
Nessuno potrà eludere di confrontarsi con essa e di misurare col
Tuo severo metro, almeno nel sacro momento della morte, il Vero valore
della propria vita.
Così il Tuo grido d'amore echeggerà per sempre negli spazi infiniti
e la Tua luce non si spegnerà mai: neanche quando la terra e la luna,
esauste, bruceranno nel sole e le stelle cadranno sulle stelle.
Il respiro del mare, tra flusso e riflusso;
il respiro del Cielo, tra il giorno e la notte;
il respiro della Terra tra la calda estate e il freddo inverno;
il respiro del mio corpo, tra l'espirare e l'inspirare;
il respiro del cuore, tra sistole e diastole;
il respiro dell'anima, tra la gioia e il dolore,
tra la vita e la morte;
Tutto è respiro,
ritmo, alternanza, espansione e contrazione,
maschile e femminile, armonia degli opposti,
nell'unità del Dio vivente.
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Solo quando l'uomo avrà imparato ad essere fedele a se stesso,
a ciò che egli è in eterno, potrà riconoscere veramente il suo prossimo
ed essergli fedele.
Solo in tal modo si può essere gli uni con gli altri.
Ogni pensiero e ogni parola dovrebbero essere
espressione della tua coscienza dischiusa.
In questo modo la tua coscienza si dilaterà.
Questa è vera meditazione.
L'amore divino è l'amore altruistico nell'uomo.
E' la salvezza e la guarigione da tutti i mali.
A colui che ama altruisticamente è possibile
anche l'impossibile.
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Non servire l'insensato, ma servire il saggio; onorare quelli che
son degni d'onore.
Questa è la più grande benedizione.
Dimorare in un paese delizioso, aver compiuto buone azioni
in una vita precedente, aver un'anima colma di retti desideri.
Questa è la più grande benedizione.
Molta intuizione e grande educazione, dominio di sé ed una mente
ammaestrata, parole gentili ben pronunciate.
Questa è la più grande benedizione.
Nutrire padre e madre, amare moglie e figliuoli, seguire una
pacifica vocazione.
Questa è la più grande benedizione.
Fare elemosina e vivere rettamente, dare aiuto ai parenti,
non commettere azioni biasimevoli.
Questa è la più grande benedizione.
Aborrire dal peccato e cessar di commetterlo, astenersi dalle
forti bevande, non stancarsi mai di far del bene.
Questa è la più grande benedizione.
Riverenza e modestia, contentezza e gratitudine, ascoltar
la Legge a tempo debito.
Questa è la più grande benedizione.
Essere tollerante e mite, associarsi coi tranquilli,
a tempo opportuno parlar di cose religiose.
Questa è la più grande benedizione.
Ritegno e purezza, conoscenza delle Quattro Grandi Verità,
chiara comprensione del Nirvana.
Questa è la più grande benedizione.
L'anima che rimanga salda sotto i colpi dei cambiamenti delLa
vita, senza passioni, senza dolore, sicura.
Questa è la più grande benedizione.
Invincibile da ogni lato è colui che così agisce; in ogni modo
egli procede con sicurezza.
E sua è la più grande benedizione.
Dei segreti profondi della Natura l'ardua ricerca, il principio e la
fine del Tutto io vidi.
Nell'abisso della mente conobbi il travaglio dell'oro nascente,
e ghermito dalla sua essenza appresi l'intimo senso della vita.
Con quale arte, mi è noto, nel grembo materno l'anima costruisce
la sua dimora e l'avviva ed il seme deposto nella tomba del suolo
genera e l'erba e la vite, del pane generoso e del vino.
Nulla fu, ma Dio volle ed il Nulla divenne Qualcosa. Dove l'Universo
poggia incredulo mi chiesi perché nulla vi era per equilibrarlo.
Tutto rischiando allora: alta lode o biasimo estremo, l'Eterno
sfidai, ma Egli mi chiamò per nome. L'adorai e morii, mi perdetti nella
sua fiamma divina.
Se dovesse la porta del mio cuore restar chiusa
per Te, abbattila ti prego:
non andartene via.
Se le corde del cuore non suonassero il mio cantico a Te,
aspetta, te ne prego:
non andartene via.
E se un giorno, al richiamo di Tua voce non mi destassi a Te,
mi svegli il tuo dolore:
non andartene via.
Se poi, folle, un idolo ponessi sul tuo trono di re, pietà di
me, Signore:
non andartene via.
(Rabindranath Tagore)
Vieni, Signore, passi il tuo soffio come la brezza primaverile che
fa fiorire la vita e schiude l'amore, o come l'uragano che scatena
una forza sconosciuta e solleva energie addormentate.
Che passi il tuo soffio nel nostro sguardo per portarlo verso
orizzonti più lontani e più vasti.
Che passi il tuo soffio sui nostri volti rattristati per farvi
riapparire il sorriso, sulle nostre mani stanche per rianimarle e
rimetterle gioiosamente all'opera.
Che passi il tuo soffio fin dall'aurora per portare con sé tutta la
nostra giornata in uno slancio generoso.
Che passi all'avvicinarsi della notte per conservarci nella tua
luce e nel tuo fervore.
Che passi e rimanga in tutta la nostra vita per dilatarla e donarle
le sue dimensioni divine.
O Maestro della Grande Fratellanza Bianca!
Signore e Vita di tutte le religioni!
Con gioia salutiamo la tua manifestazione nel nostro mondo,
pregando che la Possanza e la Beltà Tua possano rifulgere sulla terra.
Apri gli occhi nostri perché possiamo conoscerTi!
Purifica i nostri cuori afhnché possiamo amarTi!
Possa Tu nascere in noi affinché ci sia dato riconoscere Te
in quanto è fuori di noi!
Accresci le nostre forze per propagare il Tuo vangelo di
[Felicità, affinché le stanche Nazioni possano entrare nel Tuo Regno e
giustizia e pace diffondersi per il mondo!
Altissimu onnipotente bon Signore,
Tue so le laude, la gloria e l'onore
et onne benedictione.
A te solo, altissimo se konfano,
et nullo homo è ne dignu
te mentovare.
Laudato sie mi Signore, cum tucte le tue creature
specialmente messer lo frate Sole,
lo quale torno et allumini noi per loi.
Et ellu è bellu, e radiante,
cum grande splendore,
de te altissimo porta significatione.
Laudato si mi Signore per sora Luna e le Stelle,
in cielu l'ai formate
clarite et pretiose et belle.
Laudato si mi Signore per frate Vento,
et per aere, et nubilo, et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sostentamento.
Laudato si mi Signore, per sor Acqua,
la quale è multo utile et humile,
et pretiosa et casta.
Laudato si mi Signore, per frate Focu,
per lo quale allumini la nocte,
et ello è bello et iocundo et robustoso e forte.
Laudato si mi Signore, per nostra madre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti i fiori et herba.
Laudato si mi Signore
per quelli che perdonano per lo tuo amore,
et sostengo infirmitate et tribolatione.
Beati quelli ke sosterranno in pace,
ka da te Altissimo
sirano incoronati.
Laudato si mi Signore
per sora nostra morte corporale,
da la quale nullo homo vivente pò skappare.
Guai a cquelli ke morrano ne le peccata mortali,
beati quelli ke se trovarano ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda nol farra male.
Laudate et benedicete mi Signore, et rengratiate
et serviateli cum grande humiltate.
(S.Francesco D'Assisi)
O Vita celata, che vibri in ogni atomo!
O Luce celata, che risplende in ogni creatura!
O Amore celato, che tutto abbracci nell'Unità,
possa Colui che sente sé stesso Uno con Te, sentirsi perciò Uno
con tutti gli altri!
Possa l'Amore dell'Anima Unica caratterizzare le vite di tutti
coloro che cercano di aiutare i Grandi Esseri.
Possa io compiere la mia parte nell'Unico Lavoro
con abnegazione, innocuità e giusta parola.
Che la Realtà governi ogni mio pensiero e la Verità sia
maestra e padrona della mia vita!
(A. Besant)
Oh! Signore, fa di me uno strumento della Tua Pace:
Dove è odio, fa che io porti l'Amore,
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione,
Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza,
Dove è ignoranza, ch'io porti la Conoscenza,
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia.
Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad essere consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché, così è:
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.
(S.Francesco D'Assisi)
Beati voi siete
che potete affinarvi nell'istruzione, ma guai a chi non è convinto
di nulla sapere perché dell'umile è il regno dei cieli.
Beati voi siete
che non conoscete l'obbligo di partecipare nolenti ai riti
religiosi, ma guai a chi non trova il tempo di dire una preghiera,
perché di chi ama Dio è il regno dei cieli.
Beati voi siete
che potete nutrirvi senza preoccupazione, ma guai a chi non dona
il superfluo perché di chi nulla possiede è il regno dei cieli.
Beati voi siete
che non conoscete il giogo del lavoro ergastolo, ma guai a chi non
è produttivo perché di chi mette a frutto la sua esistenza è il regno
dei cieli.
Beati voi siete
che potete muovervi in un maggiore libertà sociale ma guai a chi
è schiavo di se stesso perché dell'uomo libero è il regno dei cieli.
Beati voi siete
che sul sangue dei vostri predecessori potete sognare e sperare in
un mondo migliore, ma guai a chi sciupa l'occasione
perché dei puri è il regno dei cieli.
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La materia non ha alcun potere su di me, se io non le conferisco potere
col mio atteggiamento di paura.
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