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OMEOPATIA up.jpg

L'Omeopatia è stata fondata da Hahnemann. Egli, mentre stava traducendo un testo, venne a conoscenza che la china può indurre la febbre così come alcune malattie. Fu una scoperta sensazionale che lo riempì di entusiasmo e curiosità. Iniziò allora a sperimentare gli effetti della china su se stesso, estese poi le sue prove ad altre droghe, arrivando così a stabilire la validità del "similia similibus curantur" (il simile cura se stesso), che confermò con le seguenti parole: "si utilizzi guarire una malattia, quel farmaco in grado di suscitare artificialmente una malattia possibilmente simile a quella". Da queste esperienze, debitamente catalogate, venne fondata l'Omeopatia.

Con la sua lunga sperimentazione, intesa anche a creare dei farmaci diluendo delle sostanze normalmente dannose, Hahnemann scoprì che una sostanza molto diluita accresce il suo effetto terapeutico. Per ottenere questa diluizione, scioglieva la sostanza in alcool e quindi la scuoteva (succussioni) per un certo tempo. Questa era la prima diluizione. Un pò dell'alcool così ottenuto veniva diluito in altro alcool e quindi scosso per ottenere la seconda diluizione.

Questo processo può continuare al fine di ottenere delle diluizioni sempre maggiori. E' interessante notare come una sostanza molto diluita non è più rintracciabile neppure con un microscopio ma, comunque, presenta inalterati, se non accresciuti, i suoi effetti terapeutici.

L'antica scuola Galenica e quella moderna di Hahnemann, hanno posto le basi per le due grandi famiglie di medicamenti oggi disponibili, i rimedi "allopatici" e quelli "omeopatici". Generalmente i rimedi allopatici tendono a combattere la malattia, mentre quelli omeopatici cercano di aiutare l'organismo in modo che riesca a superare la malattia.

La moderna farmacopea mette a disposizione rimedi di entrambe le categorie. Generalmente i medicinali usati dai medici tradizionali sono allopatici, si vedano, al proposito, le sostanze antifebbrifughe somministrate per ridurre la febbre, il sedativo per calmare l'agitazione, l'antiacido per ridurre l'acidità, l'analgesico per placare il dolore e così via.

Vi sono comunque dei medicinali ufficiali che si basano sul principio omeopatico, tra questi troviamo i vaccini che immetteno nel corpo una quantità molto piccola di "malattia", dando così all'organismo l'oopportunità di "imparare" il modo di fronteggiarne una dose maggiore.

Come l'omeopatia vede la malattia. up.jpg

La malattia, dal punto di vista omeopatico, è una salutare eliminazione di determinate tossine che hanno avuto modo di accumularsi nell'organismo. Tale processo dovrebbe essere aiutato e sorvegliato dal medico che, secondo l'indicazione ippocratica "primum non nocere", non dovrebbe mai usare delle sostanze in grado di ostacolare questo lavoro di purificazione.

Gran parte dei farmaci allopatici, sono considerati dall'Omeopatia come agenti in grado di bloccare od ostacolare i processi descritti. Essi non eliminano le cause profonde della malattia, ma ne "accecano" i sintomi. Ciò crea una situazione pericolosa perché, ai veleni non eliminati, nel tempo se ne possono aggiungere altri fintanto che l'organismo, per difendersi, andrà soggetto ad una nuova crisi ancora peggiore o, in altre parole, ad un'altra malattia.

Il medico omeopatico, sempre attenendosi alle direzioni ippocratiche, osserva la costituzione del paziente e ne indaga il passato ai fini di prevederne il futuro. Questo è il modo migliore per aiutare un individuo a liberarsi dalle eventuali negatività, siano esse ereditarie, acquisite dall'ambiente o frutto di disordini dovuti ad una vita non equilibrata. I medicinali che egli prescrive sono sempre intesi ad aiutare l'organismo, rinforzandolo quando necessario o mettendolo in grado di meglio gestire le sue risorse durante i processi comunemente definiti come malattie.

L'Omeopatia è pertanto una medicina a misura d'uomo. Resta però inteso che ad essa non si può delegare la nostra salute in modo completo. La correzione della dieta, un pensiero purificato dall'odio, paure, risentimenti e rancori, un tenore di vita armonico e tranquillo ed un buon rapporto verso tutte le creature, sono comunque gli elementi necessari su cui una cura durevole e completa, dovrebbe appoggiare le sue fondamenta.

La dinamizzazione omeopatica. up.jpg

La dinamizzazione o potentizzazione è un procedimento con cui si riesce a far emergere nuove proprietà da una sostanza medicamentosa, diluendola e sottoponendola ad una serie di scuotimenti (succussioni). Fu Hahnemann a chiamare questo scuotere la sostanza "dinamizzazione" e scrisse in proposito: "le dinamizzazioni omeopatiche, sono realmente in grado di risvegliare nelle sostanze naturali delle proprietà medicamentose che restano celate fintanto che esse sono nello stato grezzo".

Il processo di dinamizzazione può essere usato con sostanze prese da tutti i regni della natura. Le sostanze solide vengono raschiate o triturate mescolandole con una certa quantità di lattosio come diluente inerte; quelle liquide vengono diluite utilizzando acqua o alcool. La soluzione ottenuta viene poi scossa vigorosamente al fine di liberare l'energia dinamica racchiusa nei suoi atomi. Per farsi una giusta immagine, di ciò che avviene durante la dinamizzazione, possiamo immaginarci una cascata; vi noteremo una sottile dispersione e nebulizzazione. Per brevi momenti l'acqua sembra liberarsi dalla forza di gravità, le sue goccioline si mescolano infatti all'aria finché non tornano a cadere.

Nel processo della dinamizzazione, abbiamo una situazione simile a quella della cascata. Ogni particella della sostanza o della diluizione da trattare, viene in intimo contatto con ogni parte della sostanza diluente, creando così una situazione squisitamente energetica, che mette in evidenza, gradino dopo gradino, aspetti celati della sostanza utilizzata.

La diluizione omeopatica. up.jpg

Le diluizioni omeopatiche, sono effettuate secondo una specifica proporzione aritmetica. La prima diluizione decimale si ottiene diluendo la sostanza originale in 10 parti di solvente. La seconda diluizione decimale si ottiene dalla prima diluizione, aggiungendo una goccia di questa a 10 gocce di solvente. Ogni successiva diluizione si ottiene allo stesso modo, aggiungendo cioè una goccia della diluizione precedente a 10 gocce di solvente e quindi scuotendo vigorosamente.

Il rapporto, fra i diversi gradi di diluizione, viene generalmente stabilito in modo decimale o centesimale. Le diluizioni decimali, che abbiamo visto nell'esempio precedente, sono indicate con la lettera D dopo il nome del prodotto, ad esempio Sulfur D6 indica la sesta diluizione decimale.

Le diluizioni centesimali, ovvero il rapporto 1:100, sono invece indicate con la lettera C, ad es. C4 indica la quarta diluizione centesimale.

A volte dopo la D o la C compare anche una H che significa "diluizione fatta seguendo le istruzioni date da Hahnemann". Ricordiamo che più una sostanza è stata diluita e più è forte la sua azione farmacologica. Con la settima diluizione centesimale (C7), terminano le "basse diluizioni" che possono essere somministrate con relativa sicurezza anche da un principiante. Le diluizioni più alte dovrebbero essere lasciate alla discrezione dei medici omeopatici di lunga esperienza, così che vengano prescritte quando ve ne sia reale bisogno.

Il metodo Korsakoviano (in flacone unico). up.jpg

Tratto dal "Prontuario Italiano di Omeopatia" della ditta Dolisos.

La diluizione di un ceppo omeopatico effettuata secondo il metodo "korsakoviano" è realizzata con operazioni successive in un veicolo liquido (acqua), operando in un flacone unico. Il numero di operazioni effettuate definisce il grado di diluizione. Con questo metodo si ottengono delle preparazioni liquide chiamate diluizioni korsakoviane. Esse sono designate con l'abbreviazione K, preceduta da un numero che corrisponde al grado di diluizione.

Come si crea un rimedio con modalità Korsakoviana

Prendere un flacone di vetro da 15 mi con chiusura in materiale inerte, lavato con acqua ed asciugato in stufa. Si introducono in questo flacone 5 mi di tintura madre. Si agita almeno 100 volte, quindi si svuota il flacone fino all'ultima goccia tramite aspirazione o capovolgimento dello stesso.

Si introducono nel flacone 5 mi di acqua distillata (tale quantità rappresenta circa 99 volte il volume di tintura madre iniziale rimasta fissata sulle pareti del flacone). Si agita 100 volte almeno. La diluizione ottenuta è la prima diluizione korsakoviana (1 K).

Si svuota nuovamente il flacone fino all'ultima goccia tramite aspirazione o capovolgimento. Si introducono nel flacone 5 mi di acqua distillata, si agita almeno 100 volte. La diluizione ottenuta è la seconda diluizione korsakoviana (2 K). Si opera nello stesso modo fino ad ottenere la diluizione di grado voluto.

Per i ceppi omeopatici insolubili in acqua od in alcol, si effettuano tre triturazioni centesimali successive in lattosio, quindi si passa in mezzo liquido e si opera come sopra descritto.

PARAPSICOLOGIA up.jpg

Nel secolo scorso è nata una nuova disciplina, che vorrebbe diventare scienza: la parapsicologia. Essa studia tutti i fenomeni misteriosi, legati a facoltà sconosciute della mente umana, o a manifestazioni legate al mondo dell'invisibile. Gli studiosi hanno raggruppato i fenomeni paranormali (ma sarebbe meglio chiamarli "psichici" come fanno gli inglesi), in tre grandi gruppi, riuniti insieme con il simbolo "Psi" che ci riporta appunto alla psiche (in greco anima). Questi sono:

1. Fenomeni Esp (Extrasensorial Perception). up.jpg

Tra questi fenomeni vengono catalogate: telepatia, visione a distanza, chiaroveggenza, precognizione e psicometria. Oggi si tende a raggruppare queste quattro facoltà sotto la sigla Gesp (General Extrasensorial Perception), poiché si ritiene che l'energia o la facoltà che le produce sia la stessa. Inoltre è molto difficile riscontrare un fenomeno puro, cioè di sola telepatia o chiaroveggenza: in genere la percezione è di tipo misto. I fenomeni Esp sono i più studiati, anche all'interno delle Università, perché sono quelli più facilmente ripetibili ed a cui si possono applicare le indagini statistiche.

2. Fenomeni di psicocinesi (Pk). up.jpg

Questi fenomeni studiano l'effetto della mente sulla materia, spostandola o modificandola. Tra essi vi è la telecinesi vera e propria (lo spostamento a distanza di un oggetto), la levitazione, la bilocazione, le guarigioni praniche e le apparizioni di persone viventi. Ultimamente si è aggiunta anche la Oobe, Out of body experience (Esperienza extracorporea): un fenomeno in cui il soggetto si sente esistere al di fuori del suo corpo fisico.

3. Fenomeni relativi alla sopravvivenza. up.jpg

Sono indicati con la lettera greca Theta, e comprendono tutti quegli avvenimenti paranormali in cui pare intervengano entità disincarnate, tra essi citiamo: la medianità, l'apparizione di fantasmi o di defunti e la fotografia degli spiriti, la possessione e la reincarnazione.

Per approfondire: up.jpg

Massimo Inardi, Il Romanzo della Parapsicologia, Edizioni SugarCo, Milano, 1978.
P. Andreas e C. Kilian, Che cos'è la parapsicologia, Enciclopedie Pratiche Sansoni, Firenze, 1975.

PRANOTERAPIA up.jpg

Il termine "Pranoterapia" sottintende il trattamento per mezzo dell’energia vitale (prana) che pervade tutto lo spazio così come il corpo umano.

Il terapeuta agisce attraverso l’imposizione delle mani o con altri mezzi, trasmettendo un fluido vitale prodotto dalle radiazioni psicofisiche. Secondo il dottor Piero Cassoli, del Centro Studi Parapsicologici di Bologna, i "guaritori sono coloro che possono e intendono influire sullo stato di malattia di un altro essere vivente, anche del mondo animale e vegetale, con la semplice imposizione delle mani sul corpo del paziente (per contatto o a breve distanza) senza l’uso di alcun altro mezzo".

Per alcuni il ricorso alla Pranoterapia rappresenta l’ultima spiaggia, dopo aver vagato da un medico all’altro alla ricerca di risultati mai raggiunti; per altri è in parte curiosità, e per altri ancora paura di sottoporsi a cure mediche lunghe e dolorose. Vi è però un’altra ragione, quasi sempre presente: la possibilità di trovare nel terapeuta un "amico" e un confidente, che si prende a cuore il caso personale: lontani da ogni pericolo di isolamento o di trattamento fatto soltanto a scopo speculativo.

L’azione risanatrice di questa forma di terapia naturale dipende dal fatto che esiste un’energia vitale che il terapeuta riceve dal cosmo e trasmette al soggetto. Questa energia bioradiante è reale ed effettiva in quanto agisce sullo sviluppo delle piante e dei vegetali in genere, sulla cicatrizzazione delle ferite e sulla guarigione di organi malati.

Durante il trattamento, il soggetto generalmente avverte una sensazione di calore diffuso e una leggerezza generale. Per certo l’applicazione della Pranoterapia può essere molto vantaggiosa, i risultati raggiunti sono ampiamente documentati e numerose ricerche sono in atto allo scopo di conferire dignità scientifica a questa pratica poco ortodossa.

La Pranoterapia, se praticata correttamente, può effettivamente condurre a un miglior utilizzo dell’energia vitale, senza provocare effetti secondari o dare assuefazione. Va precisato che questa forma di terapia non mira alla semplice inibizione del sintomo, ma alla rimuozione delle cause originarie.

Leggiamo in una dispensa, scritta da A. Bianchi e distribuita durante il secondo Congresso internazionale di Pranoterapia (Milano, gennaio 1984): "Il soggetto, che ricorre a questa terapia, chiede non solo di risolvere i problemi del suo corpo, ma anche di ritrovare la sua identità personale e di riempire la sua solitudine attraverso un rapporto di fiducia e di solidarietà.

(...) La riscoperta della semplicità e della naturalezza, il ritorno all’essenzialità dei rapporti, con la naturale disponibilità in contrapposizione alla disumanizzazione operata dalla tecnologia, è a mio avviso un motivo del successo e dei risultati ottenuti con la Pranoterapia, a condizione che la stessa sia praticata da persone che, oltre alla accertata idoneità, ne esaltino e ne caratterizzino la profonda forza innovatrice con quella carica umana e quel carisma che le distinguono dalle altre".

PSICOCIBERNETICA ESSENI up.jpg

A cura del Dr. Mario Rizzi.
Nota: gli elementi descrittivi della Psicocibernetica Esseni sono stati tratti da un corso, frequentato dall'autore, tenuto dal maestro Sergio Gonzales De La Garza, a Monterrey, Messico (aprile 1990).

Premessa
Il medico del futuro non prescriverà medicinali, ma spiegherà ai suoi pazienti perché ci si ammala e li aiuterà a seguire una dieta salutare ed un comportamento corretto (Thomas Edison).

Attualmente la medicina psicosomatica riconosce come buona parte delle malattie siano causate dall'influenza che la mente ha sul corpo. La cure dei vari disturbi deve pertanto iniziare dalle componenti psichiche individuali, riequilibrando le eventuali disarmonie che, perdurando nel tempo, hanno dato luogo all'insorgere della malattia vera e propria.

La Psicocibernetica Esseni, fondata dal maestro Sergio Gonzales De La Garza alcuni decenni fa, propone alcune procedure armonizzanti, elaborate per poter riequilibrare quelle energie che, nei mondi sottili (corpo eterico, ecc.), costituiscono i vari organi fisici e ne coordinano il funzionamento.

Per le sue caratteristiche specifiche la Psicocibernetica Esseni va annoverata tra le terapie a livello mentale. Si distingue comunque dalle altre terapie di questo tipo (Silva Mind Control, Dinamica Mentale, ecc.), in quanto il terapeuta ha a sua disposizione degli attrezzi energetici (non simboli) con cui intervenire, ovviamente a livello sottile (così come opera l'Omeopatia), e riportare la matrice degli organi ammalati nelle sue condizioni originarie.

Prima di entrare nei dettagli, ci sia permesso di citare qualche brano per far comprendere quanto la mente possa influire sul corpo fisico, e creare i presupposti per disfunzioni e malattie. Citeremo anche un brano che sottolinea la grande potenza del pensiero.

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La guarigione spirituale up.jpg

La maggior parte delle persone si preoccupa solo di curare la disarmonia più tangibile e ovvia: quella fisica. Tali persone non si rendono conto che le cause reali di tutte le miserie umane stanno nei loro disturbi mentali, cioè nelle preoccupazioni, nel pensare solo a se stessi e così via. A questo si aggiunga la loro cecità spirituale di fronte al significato divino della vita.

Quando un individuo è riuscito ad eliminare i germi mentali dell'intolleranza, dell'irascibilità e della paura, ed ha liberato la propria anima dall'ignoranza, è poco probabile che debba soffrire di malattie fisiche o di indigenza materiale

Tratto da "Affermazioni scientifiche di guarigione", di Paramansa Yogananda. Ed. Astrolabio.

Mente e malattie up.jpg

Sappiamo che la mente cosciente ha la possibilità di esercitare una chiara supremazia sulla mente istintiva e quindi di agire nei suoi confronti sia in senso positivo che negativo. Su questo principio si basano Le premesse essenziali delle cure suggestive.

Di conseguenza, come le suggestioni avverse di altri o di noi stessi sul nostro corpo provocano anormalità nelle condizioni generali, viceversa accade che, se ci troviamo in presenza di suggestioni positive e favorevoli, si ripristinano le condizioni di buona salute.

Tratto da: "Guarire con i mezzi psichici", di Yoghi Ramacharaka. Ed. del Quadrifoglio. Roma, 1970. pp. 119-121.

La terapia mentale up.jpg

Per poter comprendere a fondo la natura della terapia tramite il pensiero è innanzitutto necessaria una conoscenza sufficiente della natura della nostra mente. Essa è il centro delle attività psichiche e si presenta costituita da molteplici piani di manifestazione.

È tuttavia opportuno precisare che la mente non è l'unico luogo di manifestazione psichica, nel nostro corpo; al contrario, bisogna sottolineare che ogni organo che possediamo contiene in sé un qualcosa paragonabile alla "mente organica". Ogni gruppo di cellule che lo costituisce, infatti, presieduto da una "mente di gruppo" ed ogni cellula singola, a sua volta, risulta possedere una sua specifica "mente cellulare".

(...) il nostro corpo, infatti, risulta costituito da innumerevoli, piccole "vite cellulari" ed ogni singola cellula svolge, oltre a quelle del gruppo cui appartiene, anche funzioni ed azioni autonome. Tali microscopiche "vite" sono vere e proprie "menti" che hanno acquistato un grado di sviluppo adeguato al lavoro ad esse assegnato. Per esemplificare, basterà ricordare la capacità che esse presentano, di selezionare dal sangue il nutrimento necessario e di espellere tutto ciò che diviene loro inutile.

Tratto da: "Guarire con i mezzi psichici", di Yoghi Ramacharaka. Ed. del Quadrifoglio. Roma, 1970. pp. 39-43.

La trasmissione del pensiero. up.jpg

È possibile comunicare con gli altri inviando loro delle onde-pensiero o forme-pensiero, caricando di energia (prana) il messaggio che si desidera trasmettere. Bisogna comunque ricordare che nessun cattivo pensiero danneggerà una persona di animo retto, e come i pensieri egoistici ed impuri, rimbalzino con rinnovato vigore su colui che li ha emessi, senza aver toccato una persona che abbia purezza ed onestà d'animo.

La forza psichica è produttiva solo se usata a scopi onesti, in caso contrario essa si ritorcerà contro chi la usa. Nessuna persona disonesta potrà mai acquisire un alto grado di potere psichico; avere un cuore ed una mente puri è una valida garanzia contro ogni tentativo di nuocerci.

Tratto da "Respirazione e salute" di Y. Ramacharaka. Ed. La Bussola, Roma.

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PRESENTAZIONE DELLA PSICOCIBERNETICA ESSENI
(fondata dal maestro Sergio Gonzales De La Garza)
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Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio (Gesù di Nazareth, in Luca 6:38).

"Psicocibernetica" deriva dalle parole greche psychè-kybernòs, e significa "controllo della mente". "Esseni" deriva dal fatto che vi è stato un Gruppo etnico con tale nome, e tale Gruppo predicava e viveva un amore altruistico e si prodigava nell'aiutare i sofferenti a ritrovare la salute. È stata perciò scelta l'unione di queste due parole per indicare una tecnica terapeutica che si basa sull'amore altruistico. Il terapeuta opera infatti in modo gratuito e disinteressato, ed offre il suo aiuto a chiunque ne faccia richiesta.

La Psicocibernetica Esseni non deve comunque essere considerata come un sistema terapeutico fine a se stesso. I suoi insegnamenti hanno anche lo scopo di aumentare le informazioni individuali, in modo che ognuno possa meglio conoscere se stesso e quali sono le cause energetiche delle malattie che affliggono l'umanità. Con le conoscenze acquisite possiamo vivere meglio ed offrire il nostro aiuto a coloro che soffrono; disse a tal proposito Gesù di Nazareth: "E conoscerete, e la Verità vi farà liberi" (Giovanni, 8:32).

Le tecniche proposte dalla Psicocibernetica Esseni si basano sul potere della mente; potere che diventa assai forte quando viene focalizzata per raggiungere uno scopo preciso. La terapia è infatti eseguita soltanto a livello mentale, il terapeuta non tocca il paziente, tantomeno gli prescrive dei medicinali.

Sergio Gonzales De La Garza, fondatore della Psicocibernetica Esseni, scrisse un giorno ad una sua allieva: Personalmente, io non cerco di imitare Gesù, ma di seguirne il cammino. Lui, quando gli ammalati, quando coloro che volevano ascoltare la sua parola non lo cercavano, Lui stesso andava in cerca di loro per proporre il Suo messaggio. Questo è quanto io cerco di fare... Voglio fare la mia parte nel modo più completo possibile (28/7/1989).

Va precisato che Sergio ha elaborato questo approccio terapeutico basandosi sulla sua cultura e su altre informazioni ricevute in seguito. Purtroppo, diversamente dal sottoscritto che ha conosciuto ed è stato istruito personalmente dal maestro Sergio, vi sono persone che, basandosi soltanto su quanto sentito da istruttori, propongono delle strane teorie secondo le quali Sergio sarebbe stato istruito da extraterrestri. Si dice che a volte la realtà superi la fantasia, se ciò fosse vero, allora verrebbe da pensare che lo sia stato anche qualcuno dei profeti ispirati che scrissero i libri della Bibbia.

Gli strumenti utilizzati up.jpg

Diversamente dal terapeuta Reiki, i cui strumenti sono dei simboli, quello della Psicocibernetica Esseni usa una strumentazione, ovviamente mentale, che ricorda molto gli attrezzi presenti in un comune armadietto farmaceutico, a cui si aggiungono alcuni di quelli in dotazione di un chirurgo. Troviamo perciò il disinfettante, la forbice, la garza, pomate antidolorifiche, vitamine, ecc.

Vengono anche utilizzati i colori, con cui si circonda un organo per aiutarlo nel suo processo di guarigione, così come vengono usati in Cromoterapia.

Il trattamento up.jpg

Un trattamento consiste in due fasi principali, ricordiamo che tutti gli strumenti sono mentali.

  • 1. Riarmonizzazione. In questa fase vengono riarmonizzati i flussi energetici, agendo su alcuni centri posti nelle mani e nei piedi, e facendo scorrere l'energia in modo che entri dal lato sinistro del corpo ed esca da quello destro. Fatto questo si passa al riallineamento del sistema nervoso, provvedendo alla pulizia dei nervi ed alla loro eventuale protezione con un guaina di luce bianca. Si temina ripulendo l'aura del soggetto con grandi spugne ed acqua di sorgente.
  • 2. Trattamento. Il trattamento si rivolge al problema specifico e viene effettuato seguendo un'apposita procedura. In questa fase il terapeuta opera utilizzando gli strumenti mentali più opportuni, forbice per tagliere; disinfettante per disinfettare; pomate antidolorifiche per togliere le algie (dolori); ecc. Di questi strumenti ve ne sono diverse decine.
    Generalmente, prima di terminare, gli organi trattati vengono inondati con il colore più adatto per aiutarli a ritrovare la buona salute.
L'importanza della responsabilità individuale up.jpg
Chi pecca contro il proprio Creatore, cada nelle mani del medico (Siracide 38:15).

Vi un passo della Bibbia che tutte le persone ammalate dovrebbero usare come seme di riflessione, lo troviamo in Atti, 14:34, e dice che Dio "non rispetta le persone, ma le loro opere". Ciò significa che quando l'ammalato continua a pensare negativamente, mangiare in modo errato, frequentare persone sbagliate e fare quello che non dovrebbe fare, la sua guarigione non potrà arrivare.

Purtroppo vi sono migliaia di sofferenti per artrite, reumatismi, diabete e altro, che non guariscono, perché continuano a mangiare ciò che appaga la loro gola e non ciò che farebbe bene alla loro salute.

Pertanto, se le condizioni sono sbagliate la prima cosa da farsi non è un trattamento, non importa di quale tecnica si tratti, ma aiutare il malato a comprendere e correggere i propri errori, e quindi a non commetterli più. Lo stesso Gesù disse al paralitico guarito: "Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio" (Giovanni 5:14).

L'aiuto di Gesù il Cristo nel momento terapeutico up.jpg

Vi è una grande e magnifica promessa che Gesù ci ha fatto mentre camminava fisicamente tra noi: "In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre (Giovanni, 14:12).

La Chiesa moderna crede forse in queste parole? I fatti dimostrano che non vi crede, infatti, se qualche religioso si cimentasse a fare quello che ha fatto Gesù, sarebbe considerato un ciarlatano! Qualcuno si chiederà se Gesù voleva proprio dire quello che ha detto. Noi pensiamo di sì, perciò siamo convinti che dovremmo cercare di capire in che modo lavorava Gesù, imparare in che modo eseguiva i miracoli, indagare su di essi con rispetto, amore ed utilizzando la nostra intelligenza nel modo migliore.

Noi crediamo che anche oggi, ogni giorno ed in qualche parte del mondo, accadano ancora i miracoli che compiva Gesù e siamo convinti che un terapeuta, animato di buone intenzioni, possa rivolgersi a Gesù e ricevere il Suo aiuto mentre si adopera per aiutare un sofferente.

Per questo motivo, come prima azione prima di iniziare un trattamento di Psicocibernetica Esseni, si recita una preghiera che inizia con: "Gesù Cristo medico, se fa' parte della tua infinita volontà misericordiosa, aiutami a...".

Estratto dal codice deontologico del terapeuta up.jpg
Sanate gli infermi, resuscitate i morti, mondate i lebbrosi, cacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, e gratuitamente date (Matteo, 10:8).

Solo una persona laureata in medicina, che ha fatto il dovuto tirocinio esperienziale, può fare diagnosi o consigliare rimedi, medicamenti e qualsiasi terapia ospedaliera ad un paziente.

Chi non è medico, non può dare ad un paziente consigli, né prescrizioni di alcun genere senza rischiare di essere denunciato per esercizio illecito della professione medica e dover rispondere personalmente di tutti i danni (reali o presunti) provocati al paziente.

Per gli stessi motivi, chi non è medico non può nemmeno consigliare ad un paziente di interrompere o di modificare terapie o trattamenti consigliati da un medico.

La Psicocibernetica Esseni fa parte delle sette? up.jpg
Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità. Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe! (Matteo, 9:35-38).

Il termine "setta", viene solitamente utilizzate per definire un movimento religioso, e viene sempre attribuito dalla religione socialmente dominante. Il termine di per sé evoca semplicemente il movimento di coloro che seguono un profeta e il suo messaggio. Evoca anche la separazione di un piccolo gruppo, che assume vita propria staccandosi da una Chiesa esistente o da un'altra setta. Simile gruppo si baserà su se stesso e sulle proprie convinzioni.

Appare ovvio che la Psicocibernetica Esseni, così come la Dinamica Mentale e il Silva Mind Control, non ha le caratteristriche di cui sopra. Non si può neppure definire un movimento o gruppo di persone in quanto, chi ne impara le tecniche, opera poi in perfetta libertà, senza regole da seguire o statuti da rispettare. Egli ha fatto il corso, ha imparato la metodologia, ed è diventato un "operaio nella vigna del Signore", che cerca di aiutare i sofferenti che incontra nel suo cammino.

Conclusione up.jpg

Terapeuta, pensa alla malattia altrui come se fosse la tua. Che la tua anima sia magnanima con tutti e non pensare mai a ciò che riceverai in cambio, perché se fosse così varresti solamente qualche moneta. Non pensare mai: "quanto valgo" perché il Creatore non ti valutò in natura; pensa piuttosto al valore degli altri uomini che, afflitti, ricorrono a te (Sergio Gonzales De La Garza).


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