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LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Sul vegetarianesimo ed i suoi vantaggi


Carissimi, questa lettera è stata da me spedita al Presidente della Repubblica, al Papa, al Presidente del Consiglio, a Marco Follini, a Pier Ferdinando Casini e a Marcello Pera. Se ritenete opportuno fatele vostra e speditela ai personaggi più influenti della politica, della scienza, della cultura, dello spettacolo. E speriamo che abbia i suoi effetti positivi (Franco Libero Manco).

DA: MOVIMENTO DELL'AMORE UNIVERSALE.
Via Cesena 14, Roma, 00182.
Tel. 06-7022863; 333-9633050
www.universalismo.it
E_mail: francolibero.manco@fastwebnet.it


AL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO AZEGLIO CIAMPI
PALAZZO DEL QUIRINALE, ROMA.

Signor Presidente,

    il capo di una nazione che fonda le sue leggi sui valori della coscienza civile e spirituale e che è al vertice di un sistema democratico; una persona come lei alla quale il popolo si rispecchia e si identifica come punto di riferimento morale, di saggezza, equilibrio e giustizia; Lei signor Presidente ha la grande responsabilità e il compito gravoso di dover essere di esempio perché rappresenta la parte migliore di ognuno di noi, a Lei signor Presidente io rivolgo il mio appello chiedendoLe di includere nel suo bagaglio di valori l'etica dell'alimentazione incruenta vegetariana così da estendere il suo senso di giustizia e di rispetto anche agli animali nostri compagni di viaggio, sistematicamente sfruttati e uccisi per imbandire le nostre tavole. Non possiamo infatti chiedere giustizia se noi stessi non siamo giusti nei confronti di chi non è in grado di difendersi o rivendicare il suo diritto alla vita. Il fatto che nessuno, o quasi, ucciderebbe con le sue mani l'animale di cui ne mangia il corpo, questo dimostra che è un atto contrario ai sentimenti più elevati dell'animo umano.

La sua adesione all'etica universale del vegetarismo confermerebbe la Sua già vasta dote morale capace di percepire il mutare degli eventi che gradualmente maturano ed innalzano l'intelligenza e la coscienza collettiva e risparmierebbe sofferenze inenarrabili a milioni di animali innocenti che ingiustamente vengono uccisi, mentre il benessere ci consente di cibarci di alimenti che non richiedono spargimento di sangue. Il suo esempio indurrebbe molte persone a ridurre o a rinunciare al consumo della carne con enormi benefici per la salute della gente, dal momento che la carne è direttamente correlata a molte patologie comprese quelle cancerogene e quindi contribuirebbe alla salvezza di molte vite umane.

Io Le chiedo di dare anche in questo il suo buon esempio al nostro popolo e di non cibarsi più di carne e avrà la nostra più profonda ammirazione, la gratitudine di quanti lottano per il rispetto degli animali e la benedizione di Dio che ama tutte le sue creature.

Né il nostro organismo richiede simile sostanza come conferma l'ottima salute dei vegetariani e come storicamente dimostrato dai grandi uomini di ingegno e spiritualità di ogni tempo e paese: santi, asceti, scienziati, medici, filosofi, del calibro di Pitagora, Platone, Aristotele, Ippocrate, Galeno, Orazio, Plutarco, Poerfirio, Seneca, Marco Aurelio, Leonardo da Vici, Gandhi, Einstein e molti illustri personaggi contemporanei.

Signor Presidente, le chiedo di diventare vegetariano non solo perché questo andrebbe a beneficio della Sua salute fisica, mentale e spirituale; non solo perché il mangiar carne richiede sempre l'uccisione cruenta di una creatura innocente; non solo perché l'astinenza dalla carne è stata raccomandata da tutti i grandi Iniziati, dai Padri della Chiesa come S. Girolamo, S. Ambrogio, S. Giovanni Crisostomo, S. Agostino, e da una lunga fila di Santi dal calibro di S. Tommaso, S. Benedetto, Santa Caterina da Siena, S. Filippo Neri ecc. e da tutti, o quasi, i fondatori di ordini monastici; non solo perché chi mangia la carne contribuisce in modo determinante a generare i 7 problemi più gravi del mondo quali:

  • i conflitti armati e la violenza umana, che spesso scaturiscono dalla carenza di risorse alimentari ed energetiche e che mantengono l'umanità sotto un costante stato di tensione e di guerra. Gli allevamenti di animali, con la necessità di adibire a pascolo sempre nuove terre, sono causa di contrasti, invasioni e guerre;
  • la fame nel mondo che uccide 24.000 persone ogni giorno perché le popolazioni dei paesi poveri sono costrette a coltivare nelle loro terre alimenti per il bestiame dei paesi ricchi.
  • le malattie umane: il 70% delle malattie sono correlate al consumo di carne che solo in Usa ha causato più morti di tutte le guerre del secolo scorso;
  • l'inquinamento: l'aria del pianeta è ormai irrespirabile, la terra, le falde acquifere ed i mari sono contaminati dalle deiezioni di animali d'allevamento che producono escrementi 130 volte l'intero genere umano carne, responsabile almeno per la metà dell'inquinamento totale, ed esponendo l'umanità ad un probabile suicidio collettivo;
  • la desertificazione, e la deforestazione dovute alla distruzione delle terre fertili e delle foreste abbattute ad un ritmo di 85.000 ettari al giorno principalmente per adibirle a pascolo, causano l'irrimediabile estinzione di migliaia di specie animali e vegetali e la distruzione della biodiversità;
  • la carenza di acqua potabile: una persona su 5 nel mondo non dispone di acqua potabile e nonostante sia un bene sempre più raro e prezioso gli animali d'allevamento assorbono metà delle risorse idriche disponibili esponendo l'umanità ad una progressiva decimazione delle popolazioni più povere e ad imprevedibili tensioni internazionali;
  • l'esaurimento delle fonti di energia: l'industria della carne in Occidente sottrae un terzo dell'intera energia disponibile esponendo i paesi industrializzati ad un probabile collasso funzionale.

Non solo per tutto questo ma perché l'etica della non violenza universale del vegetarianesimo è l'arma più efficace e potente per conseguire lo sviluppo di una coscienza umana più giusta, sensibile, più fraterna e solidale in grado di realizzare un mondo migliore, senza più violenze o ingiustizie né sull'uomo, né sull'animale, né sulla natura. Infatti, come potrebbe l'uomo nuocere al suo simile se fosse educato alla dolcezza verso ogni essere vivente?

Se Lei, signor Presidente ancora non fosse vegetariano, La prego di prendere in considerazione la possibilità di aderire a questa filosofia di vita per i suoi molteplici aspetti positivi. Ma se già lo fosse la prego di dare testimonianza di questa sua scelta perché sarà determinante per il bene di molte persone e dell'intero pianeta.

Nella speranza che Lei voglia prendere in considerazione la mia proposta le invio i miei più cordiali saluti e gli auguri di ogni bene possibile.

Con stima profonda e gratitudine

                           Il presidente dr. Franco Libero Manco


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