SUGLI ATTACCHI DI PANICO
A cura del Dott. Luigi Mastronardi (psicologo/filosofo).
Note biografiche. Sito personale: www.luigimastronardi.it/
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A scatenare le prime crisi possono essere lo stress o un fatto molto
doloroso come un lutto, un incidente o una separazione:ciò
manda in tilt il nostro equilibrio. E la mente comincia a reagire in
modo esagerato a qualsiasi pericolo, anche il più piccolo.
(dott. Luigi Mastronardi).
Cause
Spesso i primi attacchi di panico sono scatenati da una malattia
fisica, uno stress severo o alcuni farmaci. Alcune persone che tendono
a prendersi troppe responsabilità possono sviluppare la
tendenza a soffrirne. Le cause esatte del disturbo da panico
sono ancora in fase di studio. Alcune teorie attribuiscono il
disturbo sostanzialmente all'ingigantirsi dei sensi di colpa.
Infatti la paura più grande di un essere umano, insieme alla
paura della morte cui è spesso associata, è di
non valere agli occhi degli altri, di poter essere considerato in modo
negativo o con ostilità.
Non è quasi mai vero che gli altri si occupino
così tanto di noi; lo fanno solo occasionalmente e di
sfuggita. Quando però si prova questa sensazione vuol dire
che agiscono ricordi emotivi di ferite che ha subito la nostra
autostima durante la nostra formazione.
Traumi dovuti molto spesso all'inadeguatezza psicofisica
rispetto agli adulti con i quali conviviamo e ci confrontiamo, ma anche
a episodi che avrebbero potuto essere evitati, come abbandoni, mancanza
di affetto, critiche cattive, ferite all'amor proprio.
Disturbi che non sono però considerati malattie o
anormalità, ma sofferenze legate alle caratteristiche del
processo evolutivo della specie umana. Sofferenze inevitabili, ma che
possono essere combattute e - in maggiore o minor misura -
attenuate. La paura poi, che è un'emozione che si
è evoluta per affrontare il pericolo, causa un'automatica,
rapida risposta protettiva, che avviene senza il bisogno di pensiero
cosciente.
Riconoscere i sintomi.
A scatenare le prime crisi possono essere lo stress o un fatto molto
doloroso come un lutto, un incidente o una separazione:ciò
manda in tilt il nostro equilibrio. E la mente comincia a reagire in
modo esagerato a qualsiasi pericolo, anche il più piccolo.
Per questo oggi gli attacchi di panico vengono curati soprattutto con
la psicoterapia, ma anche con nuovi farmaci, capaci di controllare
proprio le reazioni del nostro cervello.
I sintomi di un attacco sono quasi sempre gli stessi.
Inizia con un improvviso senso di oppressione e di soffocamento, poi il
cuore comincia a battere fortissimo, si suda e si comincia a tremare.
Infine arriva il terrore:senza alcun motivo, si prova
un'invincibile paura di morire. Il tutto dura circa
un'ora,poi passa:ma lascia esausti e senza forze.
In Italia tre persone su cento soffrono di attacchi di panico.
Ciò significa che nel nostro Paese,i malati sono almeno un
milione e mezzo. E le donne sono in numero doppio rispetto agli
uomini. I sintomi premonitori, come detto, appaiono
improvvisamente, senza alcuna causa apparente e possono
includere
- Aumento della frequenza cardiaca e/o palpitazioni
- Sudorazione
- Dolori al petto
- Vertigini, stordimento, nausea
- Difficoltà di respirazione (dispnea)
- Sensazioni di sogno o distorsione percettiva (derealizzazione)
- Dissociazione, la percezione che non si è connessi al
corpo o perfino che si è disconnessi dal tempo e dallo
spazio (depersonalizzazione)
- Terrore, una sensazione che qualcosa di inimmaginabilmente orribile
sta per succedere e si è impotenti per prevenirlo
- Paura di perdere il controllo e fare qualcosa di imbarazzante o di
diventare matti
- Sensazione di morte imminente
- Pianto
- Sensazioni di rivissuto (deja-vu)
Un attacco di panico tipicamente dura dai 2 agli 8 minuti ed
è una delle condizioni più stressanti di cui una
persona può avere esperienza nella vita. I sintomi
fisiologici possono avere la seguente successione.
Per primo arriva l'improvviso inizio di una paura con poco o nessuno
stimolo. Questo porta al rilascio di adrenalina che causa la cosiddetta
risposta “attacca o fuggi”, per cui il corpo si
prepara ad un'attività fisica importante. Ciò
porta a sua volta ad una frequenza cardiaca accresciuta (tachicardia),
respirazione rapida (iperventilazione) e sudorazione (che aumenta la
presa e aiuta la perdita di calore).
Siccome l'attività vigorosa succede raramente,
l'iperventilazione porta ad abbassare i livelli di anidride carbonica
nei polmoni e quindi nel sangue. Ne deriva un cambiamento di pH del
sangue che a sua volta porta a tanti altri sintomi, come formicolio o
intorpidimento, vertigini e stordimento. Non è semplice
capire subito che a scatenare questi attacchi è un problema
psicologico .Molti pensano di essere colpiti da una crisi cardiaca o di
asma.
Anche i medici possono sbagliare: uno studio americano ha stabilito che
un malato di attacchi di panico viene visitato, in media, da almeno sei
specialisti prima di riuscire ad avere la diagnosi giusta. E questo
significa che, nella grande maggioranza dei casi, si viene curati
troppo tardi.
Se non si interviene subito, infatti,tenere la situazione sotto
controllo diventa molto difficile. Dopo le prime crisi scatta la
cosiddetta ansia anticipatoria, cioè si ha continuamente
paura che l'attacco si ripeta. Per questo si evitano le
situazioni, o i luoghi, in cui si è già stati
male. Diventa impossibile salire sui tram,sui treni,sulle auto. O anche
entrare in ascensore. Nei casi più gravi, la sola idea di
uscire di casa scatena un attacco.
Terapie su misura.
Se viene diagnosticato e curato efficacemente però, questo
disturbo può guarire. Se il vostro medico non ha trovato
alcuna malattia e i sintomi si ripetono chiedete aiuto ad uno
psicoterapeuta. O ai centri ospedalieri per la cura dei disturbi
d'ansia.
Nella maggior parte dei casi si riceve una “terapia
integrata” che prevede l'uso di farmaci ma anche un
aiuto psicologico. Le prime sedute servono soprattutto per conoscere
meglio gli attacchi. Il paziente impara a individuare i sintomi e a
tenerli sotto controllo con semplici tecniche di rilassamento.
Ma lo psicoterapeuta aiuta anche a spezzare il circolo vizioso
dell'ansia e a capire che non esistono legami tra i
posti che si frequenta e la malattia. In questo modo, dopo qualche
tempo, il malato sa controllare meglio le crisi e può
ricominciare gradualmente a fare una vita normale. I dati sono molto
incoraggianti. Con la terapia giusta l'ottanta per cento dei
malati, entro due anni, non ha più attacchi.
Come bisogna comportarsi se arriva un attacco di panico?
Ecco i consigli degli specialisti.
* Durante la crisi, il corpo produce adrenalina. Per bruciarla
camminate, o fate esercizio fisico. Oppure tendete e rilassate i muscoli delle cosce,gli
addominali, i pettorali, le mascelle.
* Respirate in modo profondo e ben ritmato.
* Contate, cantate, parlate ad alta voce o leggete: è un
buon metodo per evitare di concentrarsi troppo sulla paura.
* Distraete il cervello focalizzando l'attenzione su altri
pensieri più forti,di maggiore piacere e/o di maggiore
interesse (ricordi, fantasie anche sessuali, progetti imminenti, problemi
familiari…).