COME MIGLIORARE L'ATTRAZIONE INTERPERSONALE
A cura del Dott. Luigi Mastronardi (psicologo/filosofo).
Note biografiche. Sito personale: www.luigimastronardi.it/
Disse un Porco a la Quercia: "Tu sei grande,
forte e potente! È tanto che t'ammiro!".
"Lo so, rispose lei con un sospiro,
è un pezzo che t'ingrassi co' le ghiande!"
Trilussa (poeta dialettale italiano, 1871-1950).
L'attrazione interpersonale è la capacità di risultare
simpatici, essere apprezzati, piacere, essere desiderati come
compagni di lavoro, amici, partner. Lo sviluppo delle relazioni
interpersonali, di qualsiasi genere, è influenzato
dall'attrazione tra le persone. Le persone che risultano
'simpatiche' hanno più facilità ad instaurare relazioni, e una
volta che ciò si sia verificato è molto probabile che tali
relazioni diventino profonde e durature.
Inoltre l'attrazione
influisce sull'obiettività dei giudizi interpersonali e del
consenso sociale: la simpatia che una persona ispira influisce
sui pareri che altri esprimono sul suo conto, sulla valutazione
del suo operato, sulla decisione di condividerne i meno le idee e
di imitarne i comportamenti. I motivi di attrazione non sono
attributi statici delle persone, una sorta di 'dote' che alcuni
possiedono e altri no. Si può imparare a risultare più
attraenti prestando attenzione ai propri comportamenti e a quelli
altrui.
Aumentare la nostra attrazione interpersonale può
portare ad un miglioramento dei nostri rapporti con gli altri: se
riusciamo a risultare simpatici è più facile creare intorno a
noi dei rapporti costruttivi e positivi, creare le condizioni per
una socialità più serena. Ecco alcuni suggerimenti per
risultare più simpatici:
- Curiamo il nostro aspetto senza
esagerare. Le persone belle piacciono, tendono ad essere
apprezzate anche in altri campi e vengono giudicate con
benevolenza. E' importante non esagerare perché quando le
persone si relazionano con noi, effettuano una sorta di
"confronto", valutano se stesse in rapporto a noi. Se
temono di fare brutta figura rispetto a noi, risulteremo meno
attraenti.
- Non nascondiamo le nostre capacità, ma evitiamo di
sembrare troppo perfetti. Tutti noi ci accompagniamo volentieri a
persone abili e competenti. Tuttavia una persona bravissima, che
non sbaglia mai, fa sentire a disagio, perché sembra
innavicinabile e si teme che possa cogliere un nostro errore da
un momento all'altro. I più amati sono i bravi che mostrano di
avere qualche debolezza.
- Non lasciamo cadere le occasioni di
contatto, ma stiamo attenti a non diventare inopportuni.
Rispettiamo le distanze convenzionali nelle interazioni faccia a
faccia. Evitiamo che l'altra persona si senta invasa.
- Mostriamoci sereni e non minacciosi con le persone che in qualche
modo dipendono da noi.
- Sveliamoci ma non completamente, restiamo un po' misteriosi.
- Siamo pronti ad apprezzare e lodare le persone con cui lavoriamo, ma con discrezione, in modo
credibile, senza dare l'impressione di volerceli ingraziare. A
tutti piace essere apprezzati, tuttavia le lodi risultano
controproducenti se suscitano il sospetto di un ingraziamento, in
tal caso risultano poco credibilli ci rendono sospettosi. E'
importante poi valutare il momento in cui dispensare le lodi. Se
la persona lodata è concentrata su un problema importante e poco
propensa a pensare a se stessa, potrà addirittura esserne
infastidita. Stiamo attenti a non sottovalutare i limiti
dell'altro al punto da ignorare le difficoltà che incontra,
anche perché se un apprezzamento è in disaccordo con la
conoscenza che una persona ha di sé può non suscitare affatto
simpatia. Hanno più efficacia le lodi che seguono a critiche o
che vengono da persone che di solito non ci apprezzano.
- Interessiamoci dei problemi degli altri e siamo disponibili, ma
facciamo attenzione a che nessuno si senta legato o in obbligo.
In generale chi è disponibile a fare dei favori risulta
simpatico e amabile. Tuttavia risulta molto antipatico chi
facendo un favore tenta di legare l'altro a sé in qualche modo o
di indurlo a ricambiare il favore. Da fastidio anche chi aiuta
per un secondo fine o fa sentire infariore la persona che sta
aiutando.
- Siamo presenti quando c'è da condividere un momento difficile.
- Offriamo compagnia e conforto nei momenti di
incertezza, stress, disagio, crisi. Facciamolo con discrezione:
ritiriamoci se pensiamo che la persona possa provare vergogna per
la propria condizione.
- Attenzione alle critiche! Criticare
nella maniera opportuna, "costruttiva" anziché
distruttiva, è una competenza fondamentale da acquisire per
migliorare la nostra attrattiva. Innanzittutto una buona critica
si concentra su ciò che una persona ha fatto e può fare, senza
vedere in un lavoro scadente il segno della personalità del suo
autore.
Poi, quando riteniamo opportuno effetture una critica.
Ricordiamoci di:
- Essere specifici. Esplicitiamo che cosa è
stato fatto bene, che cosa è stato fatto male e come si può migliorare.
- Offrire una soluzione. Includiamo nella critica
anche dei suggerimenti su come affrontare il problema.
- Essere presenti. Comunichiamo le nostre critiche in privato, faccia a
faccia. In questo modo la persona criticata avrà l'opportunità
di rispondere o di chiedere un chiarimento.
- Essere sensibili. Cerchiamo di essere in sintonia con l'altro e percepire l'impatto
di ciò che si dice e di come lo si dice alla persona che riceve il messaggio.
- Anche quando siamo in profondo disaccordo con
un'altra persona, apprezziamola umanamente e offriamole calda
simpatia.
- Se nascono delle tensioni, cerchiamo di gestire il
rapporto in modo che tutto si risolva serenamente, senza
strascichi.
- Non diamo agli altri l'impressione di rifiutarli
e rassicuriamoli quando temono di non essere accettati.
- Diamo risalto alle cose che abbiamo in comune, ma valorizziamo anche le
caratteristiche uniche di ciascuno. Di solito siamo attratti da
chi sembra avere delle somiglianze con noi in termini di
interessi, attitudini, atteggiamenti. Se però ci troviamo di
fronte a delle persone che riteniamo troppo somiglianti a noi,
temiamo di perdere la nostra unicità e di non trovare più
stimolante e produttiva la relazione. Si tende inoltre ad evitare
chi ci somiglia in qualcosa di negativo, perché ci ricorda un
nostro difetto.
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