STRESS DA LAVORO: I RIMEDI
Quelli che non devono lavorare chiamano virtù il lavoro per ingannare quelli che lavorano.
Rusiñol y Prats, Santiago (pittore e scrittore spagnolo, 1861-1931).
A cura del Dott. Luigi Mastronardi (psicologo/filosofo).
Note biografiche. Sito personale: www.luigimastronardi.it/
Un numero crescente di ricerche ha messo in evidenza l'effetto
negativo dello stress da lavoro sia sul numero di incidenti nel
corso dell'attività lavorativa che sulla salute fisica e
psichica del lavoratore, in particolare sul rischio di incorrere
in malattie cardiovascolari. Uno studio finlandese (1) ha
riscontrato addirittura un rischio doppio di decessi per malattie
cardiovascolari in lavoratori stressati che non presentavano
nessun altro fattore di rischio per tali patologie.
Ormai tutti concordano che alla base dello stress da lavoro vi
sia un'interazione tra fattori organizzativi e fattori personali,
vediamo però nello specifico quali possono essere le cause di
tale stress secondo due modelli recenti e secondo la Commissione
Europea.
Secondo il modello dell'Aggravio di lavoro - Job strain model
(2) - lo stress lavorativo sarebbe causato soprattutto dalla
combinazione di un eccessivo carico di lavoro e una scarsa
possibilità di controllo sui compiti da svolgere. Quindi seppure
in presenza di un carico di lavoro pesante, un lavoratore
potrebbe non sentirsi stressato se percepisse di poter gestire
nella maniera più opportuna tale carico.
Il modello dello Squilibrio tra sforzo e ricompensa -
Effort-rewards imbalance model (3) - ipotizza che lo stress
lavorativo si riscontri in presenza di un elevato impegno da
parte del lavoratore associato ad una scarsa ricompensa. Laddove
con il termine ricompensa si intende un guadagno economico,
approvazione sociale, stabilità lavorativa e opportunità di
carriera
Secondo la Commissione Europea, Direzione generale occupazione
e affari sociali (4) i fattori più comuni che possono
determinare stress legato all'attività lavorativa sono;
- Quantità di lavoro da eseguire eccessiva oppure
insufficiente.
- Tempo insufficiente per portare a termine il
lavoro in maniera soddisfacente sia per gli altri che per se
stessi.
- Mancanza di una chiara descrizione del lavoro da
svolgere o di una linea gerarchica.
- Ricompensa insufficiente, non proporzionale alla prestazione.
- Impossibilità di esprimere lamentele.
- Responsabilità gravose non accompagnate da autorità o potere decisionale adeguati.
- Mancanza di collaborazione e sostegno da parte di superiori, colleghi o subordinati.
- Impossibilità di esprimere effettivamente talenti o capacità personali
- Mancanza di controllo o di giusto orgoglio per il prodotto finito del proprio lavoro.
- Precarietà del posto di lavoro, incertezza della posizione occupata.
- Condizioni di lavoro spiacevoli o lavoro pericoloso.
- Possibilità che un piccolo errore o disattenzione possano avere conseguenze gravi.
Se nel nostro ambiente di lavoro si verifica anche solo una
delle condizioni summenzionate è probabile che siamo dei
lavoratori sotto stress, con tutti i rischi che ciò comporta per
la nostra salute. Ovviamente per limitare le cause dello stress
bisognerebbe agire a livello sia personale che organizzativo. Ma
se ci sentiamo stressati e non sono in vista dei cambiamenti
organizzativi nel posto in cui lavoriamo possiamo comunque fare
qualcosa per stare meglio. Ecco alcuni suggerimenti:
- Acquisiamo consapevolezza di cosa ci sta realmente
stressando. Cerchiamo di identificare le fonti di stress, anche
elencandole materialmente su un foglio. Quale aspetto della
nostra vita lavorativa ci crea maggior sofferenza o tensione? Ci
preoccupa di più? È su questo o questi aspetti che è urgente intervenire.
- Informiamoci sui nostri diritti. Conoscere
quali sono i nostri diritti come lavoratori ci fa sentire più
"forti". La conoscenza ci fornisce degli strumenti
indispensabili per modificare le cose che non vanno intorno a
noi. Se abbiamo dei dubbi, non esitiamo a rivolgerci alle fonti e
alle persone giuste per chiarirci le idee (rivolgiamoci ai
sindacati, consultiamo testi o siti internet sulla materia,
rivolgiamoci ad esperti del settore).
- Modifichiamo la valutazione cognitiva dell'ambiente. Prima di tutto riconosciamo
la differenza tra le cose che possiamo controllare e quelle che
non possiamo controllare. Chiediamoci come stiamo vivendo la
situazione, se esistono modi alternativi si affrontarla. Se
riteniamo la nostra realtà lavorativa immodificabile, cerchiamo
di dare minore importanza agli eventi che ci accadono
quotidianamente.
Se il nostro capo ci bistratta perché ha un
brutto carattere, non prendiamola come qualcosa di personale e
soprattutto evitiamo di cadere nel circolo vizioso delle ripicche
e dei dispetti (magari sotto forma di "dimenticanze" o
di ritardi nella consegna del lavoro). Cerchiamo di mantenere
comunque un atteggiamento professionale e distaccato.
- Pianifichiamo le attività e utilizziamo il time management.
Spesso ciò che ci stressa è semplicemente la
"quantità" di lavoro. Impariamo a delegare tutto ciò
che è delegabile e a distinguere tra cose importanti e cose
urgenti. Faremo quindi prima le cose importanti e urgenti, poi
quelle urgenti e non importanti, quelle importanti e non urgenti,
e infine quelle né importanti, né urgenti.
- Prendiamoci delle pause. Facciamo dei break nel corso della giornata, anche
semplicemente per fare dei respiri profondi e sentire che la
nostra mente si rilassa. Poi saremo in grado di tornare al lavoro
con rinnovata energia e lucidità.
- Prendiamoci cura del nostro corpo. Dedicarci ad una attività fisica regolare, curare
la nostra alimentazione e prevedere degli adeguati
periodi di riposi e la migliore cura anti-stress, sia esso
lavorativo o di altro genere. In particolare, l'esercizio fisico
costante libera endorfine endogene, una sorta di "droga
naturale" che aiuta a sentirci meglio, e ci aiuta a
prevenire sia i danni cardiovascolari che quelli
muscolo-scheletrici dovuti allo stress lavorativo.
- Pensiamo positivo. Prendiamo nota del lavoro fatto bene e
ricompensiamoci in qualche modo. Poniamoci degli obiettivi a
breve termine e sentiamoci soddisfatti quando li abbiamo
raggiunti. Cerchiamo di non considerare le critiche come un
attacco personale, pensiamo ad esse come ad un'opportunità per
crescere nel nostro lavoro.
- Rivediamo la scala di valori.
Diamo il giusto peso a ciò che esiste al di fuori del lavoro: la
famiglia, gli amici, altri interessi. Tutti ambiti in cui la
situazione può essere migliore e le soddisfazioni compensare lo
stress da lavoro.
- Impariamo a coltivare lo humor, a ridere di noi.
- Impegniamoci in attività esterne di
gruppo. Gruppi di sport, di volontariato, associazioni culturali,
possono fornirci quelle gratificazioni che ci mancano in ambito lavorativo.
- Ricorriamo all'aiuto di un professionista
esterno. Il counselling e la psicoterapia sono gli strumenti più
utili per la risoluzione delle tensioni interne che danno origine allo stress.
- 1. KIVIMAKI M., LEINO-ARJAS P., LUUKKONEN R., RIIHIMAKI H., VAHTERA J., KIRIONEN J.
Work stress and risk of cardiovascular mortalità: prospective cohort study of industrial employees.
British Medical Journal 2002. October 19, 325 (7369):857. 2. 3.
- 2. KARASEK R., THEORELL T., eds.
Healty work; stress, reproductivity, and the recostruction of working life.
New York, NY: Basic Books; 1990. 4. 5.
- 3. SIEGRIST J., PETER R.
Job stressors and coping characteristics in work-related disease: issues of validity.
Work & Stress. 1994; 8:130-140. 6. 7.
- 4. COMMISSIONE EUROPEA; DIREZIONE GENERALE OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI: Sale
della vita o veleno mortale?, 1999. 8.
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