Psicologia pratica
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Peter Capra
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A PROPOSITO DEL SESSO, OGGI.

Oggi il sesso è vissuto dalle masse della stragrande maggioranza mondiale come l'espletamento di un faticoso cerimoniale, come una forma di auto promozione personale, come sistema di sfruttamento e arricchimento, solo marginalmente, e non è certo, viene vissuto da pochi come forza salvifica e per gli adolescenti di sana iniziazione alla vita adulta.

Non ci si accorge neppure dell'orgia di sesso finto e morto, senza sentimento, di cui trattano quotidianamente i media e la pubblicità, e neppure i più illuminati oramai scommetterebbe su un qualsiasi suo potere liberatorio e rivoluzionario, anzi.

Il rituale di corteggiamento, semplificandosi nella struttura, ha consentito la formazione al suo interno di criteri valutativi parassitari, relegando del tutto in secondo piano i reali valori liberatori legati all'espletamento delle pratiche sessuali, di sana affermazione dell’amore e della vita.

Semplicemente il sesso viene tuttora vissuto schizofrenicamente, diviso in sacro e profano; come da tradizione.

CERTO, SONO CAMBIATI gli ambiti del sacro e del profano, e sono diversi da popolo a popolo, da religione a religione perfino da gruppo a sottogruppo.

Ciò non toglie che tuttora si giochi qui la lotta per l’autentica pacificazione umana: ridare al sesso la sua dignità univoca: né sacra, né profana: semplicemente umana e grazie alla scienza e conoscenze attuali con la possibilità di essere pienamente amorevole e dilettevole senza l'angoscia di gravidanze indesiderate o di terribili malattie o di esiti indesiderati di emozioni mal gestite quali invidie e gelosie, sentimenti di superiorità e di inferiorità.

Del resto o si riscoprono le vere soddisfazioni della vita o questa corsa scellerata a beni e servizi palliativi e sostitutivi non finirà da sola.

In più le "sublimazioni" non sono sufficienti a estinguere le vere passioni libidiche, come si vede oltre ogni evidenza, con il conseguente incremento di aggressività individuale e sociale (manifesta o nascosta) che determina poi tutte le gradazioni di conflittualità umana.

Certo, gli umani del futuro dovranno imparare a evolvere e gestire emozioni e situazioni nuove.

Lo zoologo Robin Baker nel suo "Sex in The Future" preconizza facilmente, su base storica e su esame comportamentista, che alcuni sentimenti comuni attuali sono biologicamente inutili e destinati a decadere per i loro evidenti limiti, sopra tutti la gelosia.

Giudico il libro positivo perché con semplicità propone problemi reali attuali con le loro proiezioni.

Già oggi il 20% dei figli nelle classi meno agiate non é figlio del padre ufficiale, percentuale che scende gradatamente fino al 6% nelle classi più facoltose. Questo pone evidentemente un crescente problema connesso alle relazioni, alla fedeltà, alle gelosie e alla procreazione.

I cosiddetti tradimenti hanno percentuali esponenziali e certo il moralismo non sta dando, come non ha mai dato, i risultati repressivi che sarebbero il suo obiettivo dichiarato.

Questa pratica, tuttora sotterranea, é direttamente proporzionale alla colpa con cui si praticano gli aspetti erotici e sessuali delle relazioni amorose, eterna il dissidio tra sacro e profano, toglie legittimità alle esigenze più autenticamente biologiche della vita.

Ma c'é ben di peggio; come inequivocabilmente hanno dimostrato gli autori cui mi riferisco, il controllo di questa sfera produce un uomo represso e frustrato, senza iniziativa e poco propenso alla coscienza e alla cultura: esattamente ciò di cui hanno bisogno quei 250 riccastri, a loro volta malati, per controllare la vita produttiva e consumatrice di miliardi di esseri umani.

Nessuno dice, per esempio, che i paesi ricchi si sono nei fatti accordati per non farsi più direttamente la guerra e di farla nei paesi diseredati, dove vendere impunemente le loro maledette armi (di cui l'Italia é il 4° produttore e venditore mondiale).

Aziende note per le macchine da cucire, oltre a vendere "punti perfetti" producevano le odiose, innominabili mine antiuomo, oltre alle spolette e a bombe di vario tipo.

Ma chi sono quelle aziende di morte per concepire produzioni così crudeli, affidate all’export di venditori senza scrupoli, non meno che alle Fiere, CON TANTO DI ESPOSIZIONE?

Uomini frustrati, minati nel loro intelletto, alienati completamente, desiderosi di vendicare l'umiliazione di vivere da adulti castrati nelle loro esigenze biologiche di base, con una castrazione mentale dolorosa e permanente, come quella fisica.

Per questo bisogna ripartire di là da dove hanno lasciato quei filosofi che spinsero il pensiero alle sue più lontane frontiere, sulla strada cristallina indicata da Sigmund Freud.

Strada difficile, sulla quale impazzì il pur grandissimo e certamente il più autorevole alleato dei giovani e degli adolescenti Whilelm Reich, che negli anni '30 costruì i primi consultori contro la miseria sessuale e mentale dei giovani, per aiutarli concretamente nella vita, spingendosi fino agli asili per tentare di dare ai bambini un'educazione sessuo-affermativa e affermativa della vita.

Certo, si illuse e sperò intensamente che il comunismo portasse con se lo stesso messaggio di vita nuova (COME FECERO poche avanguardie per un breve periodo), VITA LIBERA della quale avevano pur ragionato Marx e Engels nei loro scritti più illuminati, pur non disponendo loro ancora dell'aiuto della psicologia, ai loro tempi ancora da scoprire.

Baker nel suo libro non fa altro che rilevare quanto le esigenze biologiche di base degli esseri umani siano in realtà sviluppate in modo contraddittorio e incompleto e, nel solco del vecchio illuminismo e pensiero positivo, non fa altro che ribadire quanto le conquiste nella scienza e i nuovi ritrovati tecnologici della vita, favoriranno una modifica nella struttura mentale degli esseri umani.

Nel futuro uomini e donne custodiranno i loro semi nelle banche per quelle poche gestazioni che decideranno di fare maturare nella loro vita e vivranno più liberamente la loro sessualità senza l'assillo di gravidanze non programmate.

La scienza medica sconfiggerà le grandi malattie e renderà gli uomini immuni dai contagi sessuali.

Sentimenti quali la gelosia verranno abbandonati perché inutili e scomodi: quando una coppia deciderà di stabilizzarsi, lo farà con una maturità tale per la quale diventerà improbabile che si frantumi e distrugga il suo intrico di esperienze comuni e di beni, per altre storie magari passeggere e di breve durata: ma in ogni caso sarà meno traumatico uscire da un'unione per eventualmente formarne un'altra più sintonica. Una società in generale più vitale e disponibile non caricherà di sentimenti di solitudine, emarginazione, e abbandono i suoi membri.

L’esistenza di un’autentica "Pietas" rivolta tanto a se stessi che agli altri darà cittadinanza piena a quelle esigenze istintuali tuttora messe al bando o scambiate con le ignobili scimmiottature della prostituzione e della pornografia e della non meno pericola allusività pubblicitaria, morte dello spirito e del corpo.

Probabilmente le coppie esploreranno frontiere del sesso più avanzate e collettive, certamente non nuove, ma certamente con spirito nuovo, più sano, più libero e più affettivo.

Questo dice Baker, zoologo, succederà in ogni caso, per sviluppo storico biologico naturale: é solo questione di tempo e i costumi gradatamente muteranno e matureranno.

Ciò tuttavia non consola noi, che dobbiamo invece vivere in un mondo dominato dall'ipocrisia, dalla falsità, dalla frustrazione.

Questo é in fondo il motivo per il quale guardare nel futuro: tentare sinceramente di farlo, allevia un poco l'animo e ci consola di quell'aria malsana che oggi siamo costretti a respirare, sapendo di essere nati un pò troppo presto rispetto al mondo che ci sarà e che ci sarebbe piaciuto vivere, amando e divertendoci, poetando, creando e lavorando volentieri per le cose reali e non per le gabole e le illusioni, volute da chi desidera accumulare sempre maggiori ricchezze.

Né ci consola troppo guardare al passato, ancora più restrittivo, anche perché esso nasconde brevi parentesi in cui si poté assaggiare il gusto del Paradiso.

Il problema é dunque alla fine di evoluzione delle strutture mentali.

Sull'utilità del metodo di indagine psicoanalitico al riguardo di questo problema, c'é il libro del 1963 "Verso una società senza padre". l'autore Alexander Mitscherlich, premio della pace 1969, Psicoanalista, direttore della Scuola Sigmund Freud di Francoforte, Presidente della Società Psicoanalitica tedesca, é specializzato in psicologia sociale; preconizzava già allora come il tramonto della società patriarcale conducesse a una società "orizzontale ", cosiddetta "dei fratelli".

Insisteva sul fatto che le moderne società devono finalizzarsi a creare prioritariamente negli individui una coscienza critica: esattamente il contrario di quanto succede tuttora, dove viene coltivata l’acritica assimilazione dei media e dei messaggi pubblicitari.

Egli rifletteva con notevole anticipo sui tempi (potenza del metodo psicoanalitico) sul fatto che l'assenza del padre, progressivamente assente dai modelli dell'infante cui manca insieme quell'assidua presenza della madre, determina un livellamento regressivo delle menti e una perdurante incertezza dell’affettività nelle moderne società industrializzate.

Non é del resto proprio l'incertezza e il vuoto delle coscienze che validano la babele delle comunicazioni e delle pubblicità?

Non sapendo di cosa riempire l'anima, la si riempe allora di illusioni, di comunicazioni ridondanti; mancando le immagini ideali e dell'amore a riscaldare l’anima e a scacciare la solitudine, si riempono le teste dell'immagine degli oggetti e dei beni di consumo, o peggio di fandonie autoritario-religiose.

Nell'andamento orizzontale "fraterno" vanno dunque in crisi le famiglie e le istituzioni di origine patriarcale: lo sbandamento e la frantumazione delle coscienze sono inevitabili.

Tradotto in termini psicoanalitici: la contestazione e l'abbattimento dello strapotere del Super-Io "sociale (nel senso di sorte comune di moltitudini di individui), autoritario" é coinciso con un fortissimo attacco alla figura paterna reale, ai padri reali, alla loro funzione sociale.

Detronizzata questa, tutti i pochi, residui modelli, funzionali alla crescita (residui e frammenti laici, religiosi, tradizionali tra loro variamente commisti) sono diventati equipollenti e le realtà fatte da loro discendere sono state ugualmente omologate, normalizzate e rese valide.

La storia dunque si ripete (e la coazione a ripetere dell'individuo, collettivizzandosi si fa sociale): Dio punì gli uomini dell'arroganza dei loro attacchi a lui diretti con la babele delle lingue; la babele della comunicazione é del pari la chiave fasulla delle società attuali, "fraterne" "orizzontali" teoricamente paritarie ed egualitarie, di fatto cruente e discriminanti.

Se ne é accorto Altman nel suo film "America Oggi" dove fa scorrere in una parallela piattezza tutte le diverse realtà che fanno la vita di oggi degli individui, che la attraversano di gioie (pochissime) e di drammi (invece tantissimi); realtà che casualmente si intersecano, si incontrano, si scontrano non si incontreranno mai, si scorrono vicine e non si toccano, si pizzicano, si attorciliano: flussi di sottovita, lontanissimi dai ritmi biologici, egualmente validi, egualmente assoluti, egualmente morti: BENVENUTI NEL MONDO DEL CAOS e del Paradosso, delle Probabilità, delle Improbabilità e dei Frattali, perfino la Fisica non sa più cosa essere, tanto l'uccisione del padre uccide la vista, tutti quanti fratelli di Edipo e colpiti dalla stessa sorte, in quanto di lui complici nel parricidio.

Qualcuno dei nostri Saggi temeva gli effetti dell'ampliamento smisurato del senso di colpa: il tramonto del Patriarca, la sua violenta uccisione, per il momento procura ancora troppo senso di colpa e le società dei "Fratelli" sono prima di tutto società di ORFANI, società luttuose dove trionfa la non-vita, la penitenza per l'eternarsi dell'uccisione del Padre che già costò, millenni or sono, la Cacciata dal Paradiso Terrestre, finora mai esistito, solo sognato.

Voglio bene al padre Norman Brown perché tutte le volte che sentivo la mia vita indicibilmente costretta nel mondo dell'alienazione, nella pazzia della non comunicazione, nella pazzia vomitevole dei Tv, pubblicità, internet, telefonia, impossibilitata a corrispondere con chicchessia che dividesse un frammento di sogno luminoso, mi aveva detto, anzi me lo aveva dimostrato in forza di un rigoroso metodo psicoanalitico, storico e filosofico che sì, la razza umana aveva le stesse possibilità di salvezza dell'individuo: che transitando da tutte le tappe, vivendole lungamente e forse anche drammaticamente, per cui l'infante da bambino si fa adulto, sì, per quella strada un giorno gli uomini, diventati saggi, perverranno alla costruzione del Paradiso, si accorderanno pacificamente per costruirlo e condividerne i benefici.

Allora mi chiedo: noi poveri diavoli dal sogno potente, perché non cominciamo a studiarlo, a formarlo quel Paradiso?

Come? Immaginando una società dal linguaggio univoco, reale; immaginando la vera parità tra uomini e donne; aiutando finalmente e realmente le donne a crescere e a vivere, anziché schiavizzarle o costringerle a posizioni subordinate: saranno loro la nostra arma più potente.

Loro odiano la guerra, non costruiranno più armi, sanno biologicamente cosa significa perdere un figlio ammazzato, perdere la vita, loro che la creano.

Si dà il caso che gli uomini partiti anticamente dalla Dea terra, riscopriranno un giorno che non era Dio il creatore, ma la Dea, pur avendo bisogno del suo Dio.

Loro sono più giovani, non sono ancora pervenute alla loro completa evoluzione sessuale: cos'é l'orgasmo femminile? esso non é necessario biologicamente, talvolta non esiste neppure per alcune di esse, per altre invece è orgasmo multiplo, una sequenza incandescente, per la maggior parte è invece una copia di quello dell'uomo, comunque più lento, circa il doppio del tempo.

Quando saranno sicure dei loro geni e dei geni del partner scelto per fare i figli (raramente più di due), custoditi questi semi nelle banche, libere di esprimere la loro sessualità, così a lungo repressa, da scoprire e perfezionare, come saranno quelle donne, oggi senza modelli, sbattute tra il sacro e il profano, tutte diavolesse tentatrici?

Le donne chiederanno a gran voce la sacralità della loro persona, quando la miseria e l'ignoranza e la cattiveria degli uomini non le spingeranno più sui marciapiedi.

Ecco allora che l'immagine si chiarisce: sappiamo di cosa abbiamo bisogno.

Le nostre donne hanno bisogno del nostro aiuto perché si raggiunga davvero nella diversità l'autentico rispetto reciproco.

Occorre un modello di amore nuovo, né eccessivamente spirituale, né pornografico: l'amore é prima di tutto biologico, che la mente lo lasci libero di esprimersi, che lo rispetti e lo consideri incorruttibile, assolutamente invendibile.

I nostri figli hanno bisogno di modelli per crescere, perché l'uomo cresce facendo in gran parte copie di quello che vede, che sente, che gli viene proposto e impartito.

Dobbiamo quindi scoprire nuovi e moderni modi di essere padri e di essere madri e in questo percorso dobbiamo inventare di nuovo il modo di fare le famiglie, i nidi, gli asili, le scuole, le università.

E mi piace concludere, per il momento, con il maestro Bukowsky, randagio ubriaco:

"... non riuscivo a ricordare un rapporto più civile di quello avuto con Iris, nessuno dei due aveva chiesto niente all'altro, ma non era stata una cosa morta, priva di sentimento, un corpo morto che si accoppiava con un corpo morto. Detestavo quel tipo di scopata, il sesso alla Hollywood, alla L.A., alla Bel Air.....Sconosciuti all'inizio, sconosciuti alla fine....una palestra di corpi senza nome che si masturbano a vicenda. la gente priva di morale si considera spesso più libera, ma invece di solito manca della capacità di amare e di provare sentimenti. E così si danno alla scopata facile.

Morti che scopano altri morti. Giochi senza rischio e senza umorismo... cadaveri che scopano cadaveri. La morale é restrittiva e si fonda sull'esperienza umana nei secoli. Un certo tipo di morale mantiene gli uomini in schiavitù, nelle fabbriche, nelle chiese, fedeli allo Stato.

Altri tipi di morale sono semplicemente questione di buon senso. la morale é come un giardino pieno di frutta avvelenata e frutta buona: bisogna sapere quale scegliere e mangiare e quale lasciare stare....."

Ecco qual'é dunque il problema dell'umanità attuale: imparare a distinguere, imparare a riconoscere, imparare a conoscere.

E cosa c'é di più paterno, di più materno, di genitoriale insomma che sapere fare queste cose e saperle insegnare ai propri figli?

Partendo dalle cose basilari stravolte nel corso della civiltà, la nostra biologia, il sesso; imparando a distinguere tra sesso vivo e sesso morto come suggerisce tra una sbronza e l'altra il randagio maestro Bukowsky, avendo il coraggio di amare, davvero, sul serio, con l'unità di corpo e spirito, con l'unità di corpo e mente, non perché questa donna é una puttana ma perché ha come me il diritto di godere e io sono a lei riconoscente e lei é a me riconoscente.

Ci vorrà ancora molto perché l'uomo si dia quella "pietas" verso se stesso, le sue esigenze di vita biologiche e conceda questo stesso diritto all'altro?

Sbagliò Cristo e sbaglia la Chiesa a predicare un'astratta fraternità: i fratelli si uccisero: Caino contro Abele, Romolo contro Remo e non potendosi uccidere oggi nella Società dei Fratelli, l'uno sfrutta l'altro in una catena che termina al vertice di pochi uomini tanto potenti quanto aridi e poco interessati al benessere diverso dal loro, che confondono abitualmente la morte e la vita. Un’unica interminabile cordata "fraterna" di cadaveri allacciati alla Morte: come nella scena finale del Settimo Sigillo di Ingmar Bergman.

La vera rivoluzione comincerà dunque dall’abolizione del comune senso di fraternità: fatto di conflitto e incesto, di morte e vendetta, di odio e di ambivalenza, malamente speso dalle religioni e sostituendolo con un altro concetto, più vasto, più complesso, più maturo: QUELLO DI AMICIZIA. Nel mondo "fraterno" Cristiano sopravvivono in realtà le forme della schiavitù, quella schiavitù che Cristo combatté a costo della vita e conseguendo un successo parziale; è tempo che qualcuno evolva quella conquista e smettendo di divinare l’uomo maestro, avanzi verso la conquista della ben più complicata, evoluta e pacifica amicizia.

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