Psicologia pratica
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Guida al SUCCESSO di Nicola LEONE

Gentilmente concessa dal sito www.jobmagazine.net

leadership

«Non esiste una cattivo gruppo; 
esiste solo un cattivo capitano»

 

Leader autoritario e carismatico

Il Leader guida, indirizza, conduce. Chi esercita la funzione di Capo si avvale dei prodromi riconducibili alle figure dell'autoritarismo e del carisma.

Un leader autoritario esercita il potere che gli e' conferito dalla qualifica. I risultati sono direttamente proporzionali al grado di controllo che riesce a perseguire con la paura e il comminare le punizioni. La disciplina si incentra su prodromi molto ferrei.

Il leader carismatico, invece, fa crescere la potenzialita' dei singoli coinvolgendo il gruppo in obiettivi comuni. I risultati spesso superano le attese, ma la disciplina puo' essere difficile.

Le due figure rappresentano i due valori che tradizionalmente rinveniamo all'interno della famiglia:

Non necessariamente le due figure sono ricoperte dal padre e dalla madre. Semplicemente si tratta di ruoli da impersonare all'interno di un gruppo al fine di mantenerne il ruolo di riferimento e di guida.

Il vero leader e' qualcosa di piu' di un semplice gestore; ha obiettivi e mansioni piu' ambiziosi. Commistionando i due ruoli potra' avere eccellenti risultati, da se' e dagli altri.

 

Le 10 regole d'oro del Leader

  1. ascolta prima di decidere;

  2. informa costantemente i membri del suo team;

  3. e' disponibile e sensibile ai problemi personali;

  4. sviluppa un team bilanciato;

  5. assegna il lavoro e le mansioni in ragione delle individuali capacita';

  6. incoraggia il rispetto, la comprensione e la fiducia all'interno del team;

  7. delega la maggior parte dei compiti in ragione di Selezione, Competenza, Fiducia, Formazione, Sicurezza;

  8. da l'esempio e concorda con il team uno standar di lavoro di elevata qualita';

  9. fissa target realizzabili, ma esige sempre prestazioni migliori;

  10. coordina e rappresenta i componenti del team all'esterno, se del caso propugnandone le virtu'.

 

Come gestire le difficolta'

Il team e' ostile al leader: il leader ascolta con calma l'oggetto della contestazione. Accetta solo piccole osservazioni, mentre rifiuta fermamente, senza ironizzare troppo, quello che gli si contesta.
Ribalta le contestazioni in nuovi obiettivi da perseguire: «Chi fa non disturba» (cfr. A. Cavicchiolo), ne' tantomeno contesta. Intanto riparte su basi completamente diverse.

Discussione accesa nel gruppo: il leader rimane calmo e sdrammatizza la situazione. Divide le motivazioni e le affronta singolarmente, cercando di oggettivizzarle. In tal modo sminuisce la discussione, sino a estinguerla. Lo stesso vale per i gruppi di opinione intanto formatisi.

Apatia del gruppo: il leader propone lavori in sottogruppi, fa un giro di tavolo per fare domande aperte e coinvolgenti, lancia temi di discussione e si tiene in disparte (cfr A. Cavicchiolo: «Il sogno di Marconi... Quello di Chaplin...».

Un partecipante e' troppo attivo: il leader rilancia l'intervento di altri soggetti, invitandoli a esprimere denotazioni ulteriori. Due teste ragionano meglio di una; tre meglio di due; quattro meglio ancora e cosi' di seguito.

Un partecipante e' eccessivamente critico: il leader chiede pubblicamente a costui cosa propone lui quale soluzione! Funziona sempre.

Un soggetto perde interesse alla discussione: il leader gli chiede di raccontare la sua personale esperienza o di esprimere un parere al riguardo. Chi parla di se' si interessa anche al resto.

 

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