Psicologia pratica
Il Mondo
del Pensiero

Precedente
Sommario di Psicologia
Sommario del sito
Successivo

IL MONDO DEL PENSIERO - 1




PERCHÈ SIAMO COSÌ COME SIAMO


La costituzione della mente umana.

>Vediamo di considerare brevemente alcuni punti di vista assai diversi, ma comunque concordanti sulla complessità della struttura psichica dell'uomo; struttura in cui si ravvisano almeno tre parti principali:

  1. una componente spirituale che, per la maggioranza dell'umanità, è contattata solo raramente; l'esoterismo la colloca nei tre mondi più sottili al di sotto di quello più sottile di tutti che è il Regno di Dio. E' la luminosa fonte di tutto ciò che di buono e bello l'uomo può fare e pensare,
  2. una mente razionale, che utilizziamo tutti i giorni; è la parte che utilizza in prevalenza l'emisfero sinistro del cervello; l'esoterismo ne colloca le funzioni nel corpo mentale,
  3. una mente subconscia, sede degli istinti e della memoria, di cui molte informazioni sono assai difficili da reperire (rimozioni, complessi, ecc.). E' la parte che utilizza in prevalenza l'emisfero destro del cervello; l'esoterismo ne colloca le funzioni nel corpo astrale o emotivo. Da essa scaturiscono le nostre paure ed i nostri comportamenti "cattivi", siano essi, egoistici, crudeli, ecc.

LA MENTE (1)

La mente ha l'abitudine di vagare qua e là, di essere sempre in continuo movimento e siccome lo fa da molto tempo, le risulta assai difficile calmarsi.

Comunque tu dovresti fare qualsiasi sforzo per non lasciarla libera. Non dovresti permetterle di andare dove più le piace. Dovresti invece convincerla a meditare e dovresti anche cercare di intrattenere solamente pensieri puri, buoni e costruttivi.

La mente, per gli esseri umani, è la radice del dolore e del piacere. Non vi è altro motivo per cui dovresti sperimentare dolore e piacere: è solo la mente che ti fa sperimentare queste cose. Essa è capace di farti soffrire mostrandoti una gioia nel dispiacere oppure una sofferenza dentro alla gioia; ecco perché non dovresti correre dietro alla fantasie della tua mente. Al contrario, dovresti utilizzare la mente per ritrovare il tuo vero Sé.

Tu non sei al di sotto della tua mente, è essa che è sotto di te e dovrebbe stare al tuo fedele servizio. Ci sono, purtroppo, molte persone che si sentono deboli e fragili perché sono state sconfitte dalla loro mente. Ricorda che una persona può conquistare un paese intero, ma non sarà mai un conquistatore se prima non ha vinto la propria mente.

Queste sono le ragioni per cui dovresti stare molto attento con la tua mente. Dovresti osservarla costantemente, dovresti essere in grado di riconoscere se essa pensa pensieri buoni oppure no. Tra i vari sensi e gli strumenti che noi abbiamo a disposizione, la mente e il più importante. Più diventa docile e tranquilla e tanto più si stabilizza, più diventa pura e più ti permette di avvicinarti alla tua vera dimensione ed al tuo ideale.

Quando, invece, la mente non è controllata e si agita perché si trova alle prese con pensieri e sentimenti di basso livello, allora iniziano i problemi e ti troverai a dovere ricorrere allo psicologo o al guaritore. Ecco la ragione per cui dovresti lavorare al fine di purificare la mente. Dovresti liberarla dall'odio, dal rancore e da tutte le altre emozioni negative (odio, rancore, paura, sfiducia, egoismo, ecc.), soltanto così potrai ritrovare la vera pace; la pace che viene da un cuore semplice, sincero, altruista e pulito.




LE EMOZIONI (2)

Al timido ed a coloro che esitano ogni cosa è impossibile... Perché a loro appare così. (Sir Walter Scott).

Emozione significa movimento. Infatti quando si prova un'emozione, specie quelle negative, vi è un movimento di energia nel nostro sistema nervoso: energia che non sempre si scarica all'esterno come invece accade nel regno animale.

Le emozioni che non si liberano all'esterno vanno a costituire delle "sacche" dove la stessa energia può restare per anni. Nella società attuale tutti siamo più o meno prigionieri di una vera e propria "corazza muscolare caratteriale" dovuta a tutti quei muscoli che sono in uno stato di tensione perenne. L'abbassamento della vista dipende generalmente dai muscoli degli occhi e quello del cristallino che hanno perso la loro elasticità.

Con il passare degli anni questa corazza si "indurisce" impedendo ancor di più l'espressione della propria identità e della piena creatività. Questo indurimento provoca anche un irrigidimento del carattere proprio della persona, ne riduce la comunicabilità, la capacità di amare e la possibilità di percepire i piaceri propri del corpo.

Si legge nella Funzione dell'orgasmo del Reich: "È sorprendente notare come lo sciogliersi di una certa rigidità muscolare non solo liberi l'energia vegetativa, ma riporti alla memoria la situazione infantile stessa in cui avvenne la rimozione. Possiamo dire: ogni rigidità muscolare contiene la storia e il significato della sua origine. Non è dunque necessario utilizzare i sogni o le associazioni per ritrovare il meccanismo con cui si sviluppò la corazza muscolare. La corazza stessa è la forma sotto la quale l'esperienza infantile continua ad esistere come agente nocivo..."

Spesso anche una buona respirazione è resa difficoltosa dalla presenza delle corazze caratteriali. Nel suo libro Il tradimento del corpo Lowen afferma che la persona depressa lo è perché respira male ed è perciò paragonabile ad un fuoco che stenta a "vivere" a causa della mancanza di ossigeno.

Ogni emozione, specialmente quelle negative (rabbia, ansia, paura, ecc.), crea un'energia nervosa che in qualche modo deve essere scaricata. Spesso l'energia dell'emozione, non potendo essere scaricata all'esterno (esternarla potrebbe essere pericoloso), viene assorbita da un'organo interno che la neutralizza. Questa situazione, nel tempo, produrrà una disarmonia cronica che farà ammalare l'organo relativo.

Relazioni tra emozioni negative e organo che ne viene danneggiato:

  • ansia =» colon
  • choc -» polmoni
  • paura -» reni
  • noia esistenziale -» milza
  • preoccupazione -» stomaco
  • rabbia -» fegato



LE CONVINZIONI (3)

La maggior parte della gente non si rende nemmeno conto del proprio bisogno di conformismo. Vive nell'illusione di seguire le proprie idee e inclinazioni, di essere individualista, di aver raggiunto da sé le proprie convinzioni. (Erich Fromm).

Leggiamo nel dizionario che "convinzione" significa "credere, essere convinti o accettare che certe cose sono vere o reali". In un senso più ampio può anche significare il riconoscimento mentale di qualcosa come vero, anche se può mancare la certezza assoluta.

Una "convinzione" o "credenza", pertanto, suggerisce un'accettazione puramente mentale di qualcosa che in realtà potrebbe non avere affatto basi concrete.

È vero che le convinzioni nascono dall'esperienza? (3)

Generalmente si pensa che un individuo crea le sue convinzioni in base a ciò che sperimenta. E se fosse al contrario? E se fosse proprio il fatto che si è convinti di una cosa che la porta ad esistere? Già Giobbe, il saggio, la pensava in questo modo, altrimenti non avrebbe affermato: "Ciò di cui temo mi piomba addosso" (dal Libro di Giobbe nella Bibbia).

Questa teoria apre la strada ad un nuovo modo di interpretare la vita: noi incontriamo nella vita persone e situazioni concordemente a ciò che siamo convinti di incontrare. Che teoria originale!

Ogni nostra convinzione, infatti, agisce in modo simile a quello di un filtro che ci permette di incontrare solo determinate circostanze e situazioni. Siccome crediamo in qualcosa ci concentriamo su essa creando un'energia che preparerà il terreno affinché si avveri.

Per esempio, se siamo convinti che sia pericoloso camminare nel parco di notte, saremo portati a interpretare ciò che percepiamo in funzione di quella convinzione. Lo stormire delle foglie si trasforma nei passi di un rapinatore. Le ombre celano pericoli inimmaginabili. Il nostro cuore accelera e la nostra convinzione diventa realtà: il parco è davvero un posto pericoloso. Le aspettative che abbiamo di essere vittima di qualche attacco potrebbero addirittura essere forti abbastanza da indurre qualcuno piuttosto suggestionabile ad assalirci!

Una volta che una convinzione si è installata nella nostra coscienza, le esperienze che vivremo ci forniranno le prove a sostegno di ciò che crediamo. È come una profezia che noi facciamo e che aiutiamo a realizzarsi. Ciò spiega come mai due persone aventi convinzioni conflittuali trovino, entrambe, le prove che dimostrano come le proprie convinzioni sono giuste mentre quelle dell'altro sono sbagliate.

Il potere delle convinzioni (3)

La verità è ciò che tu credi che sia.

La storia della civiltà è la storia delle convinzioni concepite o adottate da individui influenti. Ogni movimento politico, ogni religione, ogni filosofia comincia con una convinzione impugnata in modo convincente ed autoritario.

Se una convinzione, ad esempio Fai il bravo perché altrimenti andrai all'Inferno, viene ripetuta, si diffonde e acquista il valore di conoscenza. Poi, questa conoscenza può essere utilizzata per sostenere altre convinzioni. È così che i sistemi di credenze danno luogo ai sistemi di conoscenze.

Sfortunatamente, prima ancora che la gente comune avesse l'occasione di rendersi conto che le convinzioni potrebbero anche non essere giuste o adeguate, qualcuno scoprì quanto preziosi fossero i sistemi di credenze! Fintanto che questo qualcuno riusciva a convincere delle persone che avevano bisogno di qualcosa che solo lui poteva fornir loro, si creava una condizione ideale per far leva sulle loro aspettative ed ottenerne in cambio danaro, cibo, ospitalità o prote- zione.

Le Chiese e la Scuola dell'obbligo hanno indottrinato a forza intere generazioni con convinzioni. Più di una volta convinzioni sulla nazione, su Dio e sui bisogni economici hanno fornito la motivazione per guerre mondiali che hanno ridotto in cenere sia la civiltà del vincitore che quella del vinto.

Raramente le guerre sono state fatte per creare davvero delle situazioni migliori; sono state piuttosto una gara tra persone che avevano delle convinzioni alquanto differenti. In questi casi le credenze in gioco non sono mai state dimostrate vere e giuste dalla ragione, sono state invece sostenute dalla ferocia dei loro sostenitori.

Riferimenti Bibliografici

  1. Conferenza del maestro Muktananda.
  2. Dr. Mario Rizzi, scritti vari non pubblicati.
  3. Harry Palmer, Vivere deliberatamente,
    Collana "I Nuovi Delfini", Gruppo Futura - Edizioni Jackson Libri.

Precedente
Sommario di Psicologia
Sommario del sito
Successivo

"www.viveremeglio.org"
Un sito dedicato all'uomo, il suo benessere e il suo destino.