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IL MONDO DEL PENSIERO - 5SOMMARIO
IL CONTROLLO DELLE EMOZIONILa depressioneQuesta parola deriva dal latino depressio cheindica pressione bassa, una diminuzione di pressione. Il depresso è uno che ha deciso (niente si fa senza una precisa volontà) di afflosciare una delle sue gomme, di fare qualche cosa per non più poter andare avanti, gareggiare, competere. Da quel momento tutti gli altri devono prendere coscienza che lui è lì, che non può: Guardatemi sembra dire - come soffro, come sono debole. Perché? Calcolo, ricatto? volontà di potenza frustrata nei riguardi della vita, dell'amore, del mettere sotto gli altri? capriccio? superbia?. Questa è la depressione endogena. L'altra depressione è quella reattiva, ossia il paziente vive una situazione di conflitto, in parole povere è malato perché infelice, è infelice perché non è libero, non è libero perché ha paura, ha paura di se stesso o del ricatto degli altri. Avanti, immaginiamo! Il campo è sconfinato e inghiotte la più fervida fantasia. Altra fonte di depressione, un po' misconosciuta, è un ipofunzionamento di qualche apparato: ad esempio un'ipoglicemia "reattiva", cioè coloro che hanno una dieta troppo ricca di zuccheri e farinacei raffinati finiscono per stimolare troppo il pancreas che abbassa anzitempo il tasso glicemico, quindi vivono "a mezzo gas", alle undici si sentono svogliati, aggressivi, nervosi, e allora un bel caffè e subito una sigaretta. Poi vengono coloro che non smettono mai di fare qualche cosa (sono quelli del complesso di colpa), sempre a pulire, a riordinare, incasellare, telefonare, anche mentre sono nel bagno (la Telecom deve molto ai depressi), La ricetta Dujany (1)Tutti avete notato che I depressi fanno fatica ad essere allegri. Possono lavorare come assatanati tutto il giorno (vedi più sopra), ma fanno una grande fatica, quasi non possano usare un singolo muscolo: lo zigomatico maggiore, quel muscoletto che, fermo sullo zigomo, tira i lati della bocca verso l'alto e l'esterno nel più bello dei sorrisi. Bene, il depresso non ride, non può ridere!... Il cervello, infatti, manda un impulso che blocca quel muscolo. Non pretendo che sia fisiologia, ma l'effetto finale è questo. Allora si fa così: superate tutte le difese, i ragionamenti fallaci, le scuse, Ma è ridicolo!, eccetera. Si atteggi la bocca (i più volonterosi anche il volto) in un bel sorriso. Il cervello che è logico, ma di buon senso non ne ha, si spaesa: Mah, pare che là si rida? Boh, mi sarò sbagliato!, e gira l'interruttore verso l'allegria. Facile? Difficilissimo! Pochi avranno l'animo di farlo, anche perché il primo "sorriso" è una maschera grottesca. Si crede di ridere e invece si chiude un occhio, eccetera... I volti amati dei familiari sono soffusi di imbarazzo e di sgomento: Caro stai male?, Sì, sto male e me la rido a crepapelle!, urlerete voi tra una crisi e l'altra, ma avanti sulla strada della vittoria, come Napoleone sul Moncenisio. Un sorriso...Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona: Un sorriso non costa nulla e produce molto:
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno
Creatore di felicità in casa, negli affari è un sostegno,
Un sorriso dà riposo alla stanchezza;
È però un bene che non si puo comperare,
Se poi incontrerete talora chi l'aspettato sorriso a voi non dona,
LE ESSENZE FLOREALI DEL DOTT. BACHIl Dott. Bach, anche se poco conosciuto, si può certamente considerare uno dei più illuminati medici del nostro secolo. Nel 1930, convinto delle grandi proprietà terapeutiche presenti in questi vegetali, abbandonò ll suo lavoro che conduceva in modo professionale ed iniziò a lavorare gratuitamente, vivendo grazie all'aiuto di amici e pazienti riconoscenti. Con questo cambio di attività ha finalmente potuto dedicarsi alla sua passione, facendo lunghe camminate nei parchi, toccando i fiori con la mano, oppure mettendoli in bocca per sperimentarne l'effetto personalmente. Dal suo lavoro sono nati dei rimedi in grado di curare praticamente gli stati negativi che si presentano nell'animo umano. I rimedi del Dott. Bach si possono dare anche ai bambini e persino ai neonati in quanto sono fatti con fiori messi a macerare, in acqua di sorgente, alla luce del sole oppure bolliti nel modo più opportuno al fine di preservarne le proprietà curative. I 38 Rimedi e le loro caratteristiche.1. Agrimony - Agrimonia: serve a chi soffre dentro di sé ma agli altri si presenta tranquillo e
sorridente.
Tale classificazione è il frutto delle accurate ricerche nei confronti degli stati d'animo umani negativi e delle piante che sono in grado di curarli. Le energie contenute nei rimedi floreali lavorano in modo da mettere in risalto gli aspetti più positivi della personalità, rinforzandola se debole o riarmonizzandola se si sono instaurati disturbi o disarmonie. Le essenze floreali del dott. Bach Center (Inghilterra).Sono prodotte dal Dott. Bach Center in Inghilterra, vengono vendute in varie farmacie e comprendono:
Le Essenza floreali sono messe in commercio in flaconcini da 10 ml. Di questi flaconcini se ne usano soltanto 2 gocce (4 per il Rescue remedy) che vanno diluite in 30 cc. di acqua a cui sono stati aggiunti 3 cucchiai di brandy. Di questa diluizione se ne prendono 4 gocce 4 o più volte al giorno. Tenere la bottiglietta in frigorifero. In alternativa porre 4 gocce in un bicchire, versare acqua non gassata o altra bevanda e berne un sorso ogni cinque minuti. I prodotti del laboratorio IRIDE.Questo laboratorio produce I Rimedi Psicosomatici
in confezioni di 4 flaconcini monodose, molto pratici ed assai efficaci.
I Rimedi psicosomatici si utilizzano sciogliendo lentamente in bocca un intero tubetto prima di addormentarsi. ATTENZIONE: per evitare malintesi chiedere al farmacista: "Una confezione di Rimedio Psicosomatico prodotto dalla IRIDE di Volta Mantovana". L'ESERCIZIO DEI FILI NERI (2)Coricati sul dorso su una superficie dura (tappeto, moquette); ed effettua un rilassamento mantenendo le braccia lungo il corpo. Senza fare alcun movimento fisico utilizza il pollice e l'indice della mano destra (è importante che sia proprio la destra) per sfilare mentalmente dall'ombelico (l'ombelico è la sorgente delle emozioni), un filo nero per ogni paura da cui ritieni di doverti liberare, o meglio, ritieni di avere. PRIMA FASE: rimuovi tutti i fili delle paure e man mano che li togli gettali alla tua destra dove puoi immaginare un fuoco che brucia. SECONDA FASE: estrai dal punto dove è situato il plesso solare (bocca dello stomaco) un filo nero per ogni risentimento (oppure per ogni persona verso cui nutri del risentimento). TERZA FASE: sempre dal plesso solare estrai un filo nero
per ogni insoddisfazione, ovvero per tutte le occasioni in cui hai
pensato di non essere abbastanza bravo, capace, forte, ecc.
Concludi colmando i vuoti lasciati dai fili con luce bianca ed affermando: "IO SONO COME DEVO ESSERE E COM'È GIUSTO CHE IO SIA."Può accadere di incontrare nodi, grovigli o altro che impediscono la completa estrazione di un filo. In questo caso taglia il filo con un paio di forbici e lascialo stare fino alla prossima seduta. All'inizio cerca di togliere i fili che si riferiscono alle situazioni più semplici. Questo esercizio serve per eliminare l'energia delle paure, delle insoddisfazioni, dei risentimenti e delle negatività che alberghiamo in noi stessi. L'esercizio, fatto con la dovuta prudenza, è puņ essere usatao anche con i bambini. L'ESAME DI COSCIENZA SERALE (3)Che cosa c'è di più bello di esaminare la giornata passata? Come sarà sereno e lieve il sonno che seguirà questo esame di coscienza! (Seneca). La consuetudine di riesaminare il proprio comportamento, quando rientra nelle tecniche di meditazione, diventa un mezzo per controllare il proprio stato d'animo, passato e presente; diventa anche un metodo per sviluppare la consapevolezza, momento per momento. Come dice Seneca, l'esame di coscienza aiuta ad essere più sereni, perché permette di utilizzare l'errore non per aumentare il senso di colpa, ma per migliorare se stessi. Come fare l'esame di coscienza serale (4)La retrospezione serale, ha maggiore importanza di qualunque altro metodo per avanzare nel miglioramento del proprio carattere. Essa permette a chi la pratica di trarre profitto, non solo ora, dalle lezioni di questa vita, ma anche dalle lezioni di solito riservate ad esistenze future. La sera, dopo essersi coricati, dobbiamo rilassare il corpo. Poi iniziamo a richiamare alla mente tutti i fatti della giornata in ordine inverso, cominciando dagli eventi della sera, passando poi a quelli del pomeriggio, di prima di mezzogiorno, e del mattino. Dobbiamo cercare di rappresentarci nella mente, quanto più fedelmente possibile, tutto ciò che è accaduto. A questo punto inizieremo a giudicare le nostre azioni e le nostre parole per vedere se furono adatte allo scopo che si proponevano, o se potevano essere male interpretate. Dovremo anche verificare se abbiamo esagerato o diminuito il valore delle cose o delle persone di cui abbiamo eventualmente parlato. Rivedremo il nostro atteggiamento morale in relazione ad ogni scena. Per esempio: ai pasti mangiammo per alimentarci o per compiacere al palato? Dobbiamo giudicarci per gli errori commessi ma anche lodarci quando la lode è meritata. Alcuni trovano difficile rimanere desti fino al termine dell'esercizio. In simili casi è lecito sedersi sul letto per cercare di rendere possibile seguire il metodo ordinario. Il valore della retrospezione è grandissimo; superiore a quanto è possibile immaginare. In primo luogo diamo alla nostra mente la possibilità di un riposo sereno che torna a tutto vantaggio anche del recupero delle energie corporee. In secondo luogo, avendo estratto giorno per giorno l'essenza delle esperienze che facciamo, avremo ottenuto maggior forza da utilizzare per eliminare le abitudini che ci portano ad agire e parlare in modo automatico. Riferimenti Bibliografici
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